MARONI IMBRONCIATO CON FINI: NON VUOLE GIOCARE CON LUI ALLA BATTAGLIA NAVALE
LA LEGA ATTACCA FINI: VUOL DARE COMPETENZE SUI FLUSSI MIGRATORI AL MINISTERO DEGLI ESTERI, TOGLIENDOLI AGLI INTERNI….MARONI RESTEREBBE SENZA GIOCATTOLINO: A CHI SPARA POI LE PALLE MEDIATICHE? … SOLO UN IMBECILLE PUO’ PENSARE CHE L’IMMIGRAZIONE POSSA ESSERE SOLO UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO
L’altro ieri, dopo giorni di avvisaglie in merito alla politica sui flussi e sugli ingressi in Italia, la spaccatura tra il presidente della Camera e la Lega ha preso corpo.
A cannoneggiare ci ha pensato la Padania, noto quotidiano lumbard che copre i milioni di deficit con i contributi di Roma Ladrona, che imputa a Fini l’intenzione di voler far passare la gestione dei flussi migratori da Maroni, che lo detiene come responsabile del Viminale, al Ministero degli Esteri. Per Maroni, abituato il pomeriggio ai giardinetti, dove lo accompagna la badante ucraina, a giocare alla battaglia navale con altri bamboccioni in maglietta verde miseria a chi respinge il maggior numero di profughi aventi diritto all’asilo politico in acqua non territoriale, sarebbe come costringerlo a cambiare vita e a leggere qualche buon libro.
Uno choc troppo forte anche per chi si abbevera alle acque inquinate del Po.
D’altronde il presidente della Camera ha solo detto una cosa scontata nel mondo civile ( e quindi non nella Padagna del magna magna): che l’immigrazione è un fenomeno complesso e non può essere visto solo come un problema di sicurezza e ordine pubblico, ma riguarda altri ministeri, come gli Esteri, ma anche la Solidarietà sociale, la Sanità , la scuola, le pari opportunità , aggiungiamo noi. Solo un imbecille può ritenere l’opposto.
Il tutto nasce da un rapporto di FareFuturo, presentato ieri al Senato, secondo il quale occorre passare ad un approccio maggiormente politico- internazionale sulla questione migratoria e sulla gestione dei flussi, con l’assunzione di un ruolo crescente da parte del Ministero degli Esteri.
La replica del presidente della Camera non si è fatta attendere ed è arrivata dalla Spagna dove Fini si trovava per un incontro con Zapatero.
Fini ha sottolineato che “nelle nostre case in Italia è ormai impossibile trovare un’italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera. Sono fatti oggettivi che rendono indispensabile una politica dell’immigrazione che si basi su due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte e dall’altra cercare di assorbire, con parità di diritti e di doveri, tutti quegli stranieri di cui abbiamo bisogno.”.
Il presidente della Camera ha poi aggiunto che “bisogna distinguere tra immigrazione regolare e clandestina, tuttavia anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati. Non è quindi accettabile che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla legalità o meno del proprio status. E’ indispensabile inoltre distinguere tra chi chiede asilo politico e gli altri. I rifugiati non possono essere equiparati ai clandestini: sarebbe immorale rimandarne anche uno solo al proprio Paese dove magari sarebbe condannato a morte”.
Condividiamo le parole di buon senso di Fini e lo andiamo ripetendo da tempo: saper gestire con intelligenza il problema oggi, vuol dire avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come un’invasione biblica.
La competenza deve passare a un coordinamento politico interministeriale, con coinvolgimento delle strutture sociali: il ministero degli Interni dovrebbe semplicemente individuare, fermare e rimpatriare i clandestini che delinquono abitualmente.
Cosa che Maroni è incapace di fare.
Un conto è vendere fumo, un altro la sostanza. Si gloria di aver ricacciato a mare 500 poveracci su due barconi, mentre nello stesso periodo ne saranno entrati 5.000 in aereo col permesso turistico e poi nessuno li va a cercare quando il permesso è scaduto.
Come nessuno fa “intelligence” su dove vivano i circa 100.000 clandestini (su 700.000) dediti a reati quotidiani. Qualcuno viene fermato, ma solo dopo che ha violentato una giovane o rapinato una vecchietta. Prima mai.
Di fronte all’inefficienza del peggiore ministro degli Interni che l’Italia abbia mai avuto, direttamente proporzionale all’arroganza che dimostra sui media nel vantarsi dell’inesistente, ben vengano le parole di Fini.
Sarebbe ora che il Pdl riprendesse il controllo della politica, non solo migratoria, liberandosi dai miasmi e dai berci provenienti dalle peggiori osterie padane.
Per chi soffre di protagonismo siamo anche disposti a fornire un kit di bolle di sapone.
Più inoffensive delle palle mediatiche e pur sempre un passatempo per chi staziona nei giardinetti della politica.
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