SILVIO ESILARANTE: LA RAPPRESAGLIA DI TRANI “NON E’ POLITICA”, QUANDO AGI’ TARTAGLIA INVECE ERA “FRUTTO DI UNA CAMPAGNA DI ODIO”
TRAINI MAI STATO DA UNO PSICHIATRA, TARTAGLIA ERA IN CURA DA DIECI ANNI MA I MANDANTI ERANO “REPUBBLICA, SANTORO E TRAVAGLIO”
Silvio Berlusconi riesce a tingere di farsa anche la tragedia. 
La rappresaglia contro gli africani a Macerata (“rappresaglia” è il termine corretto, non “vendetta” o altro) non va attribuita “a una matrice politica, ma di non sanità di mente”. Quando fu lui vittima della famosa statuetta del Duomo che lo colpì in faccia a Milano il 13 dicembre 2009, dal letto d’ospedale parlò invece di “campagna d’odio”: “Questo — sentenziò — è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l’aspettavo…”.
I suoi colonnelli di allora, da Bondi a Cicchitto (che oggi guarda caso lo hanno pesantemente rinnegato) individuarono persino i mandanti morali di quel gesto: “L’Espresso, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Michele Santoro, Marco Travaglio e alcuni magistrati”.
Fermiamoci un attimo.
Luca Traini, l’autore della rappresaglia contro i neri, è stato candidato della Lega nord, ha partecipato recentemente a una cena ristretta del partito di Salvini (lo ha rivelato Repubblica), ha il simbolo di Terza posizione tatuato su uno zigomo, si è conquistato immediatamente la promessa di supporto legale da Forza nuova.
Non risulta sia mai stato sottoposto a trattamenti psichiatrici.
Ma il suo gesto, per Berlusconi, non ha alcuna “matrice politica”. Massimo Tartaglia, l’aggressore di piazza Duomo, fu subito fermato e la sua biografia fu passata ai raggi X dalla Digos: nessun “precedente” politico, nessuna adesione a sigle di alcun genere, nessuna partecipazione registrata a manifestazioni di piazza.
Piuttosto, da dieci anni il 42enne Tartaglia era in cura ai servizi psichiatrici. Ergo, il suo sì che fu un gesto politico, sempre secondo Berlusconi e i suoi.
Questi i fatti, da cui Berlusconi trae le sue “logiche” conclusioni: la politica non c’entra nulla con Traini, mentre ha guidato la mano di Tartaglia.
Ovvio, non scopriamo niente, la produzione di bufale berlusconiane è ormai superiore a quella dell’intera provincia di Caserta, come dimostrano i dati sparati a casaccio (476mila? 600mila?) sugli “immigrati che delinquono”, per accattonare un po’ voti di stampo salviniano.
Il problema è (anche) un altro, e tocca soprattutto i giornalisti: perchè al Presidente è concesso di sommergerci quotidianamente di bufale senza che nessuno gli faccia mai la seconda domanda, e spesso neppure la prima?
(da”Il Fatto Quotidiano”)
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