STADIO ROMA, CI GUADAGNA SOLO LA SOCIETA’ DI CALCIO: MINORI INVESTIMENTI, CORE BUSINESS INTATTO
SALTANO LE OPERE PUBBLICHE PREVISTE NEL PRIMO PROGETTO
Venerdì in tarda serata Virginia Raggi insieme a Mauro Baldissoni si sono presentati di fronte alla
stampa assiepata in piazza del Campidoglio per annunciare il nuovo accordo tra il Comune e la Stadio TDV SPA (i famosi proponenti) sul nuovo impianto di proprietà della società capitolina.
Da quel momento in poi si è riacceso il focolaio delle polemiche e con esso sono state sparate (da tutte le direzioni) un quantitativo di fandonie da far accapponare la pelle. Facciamo allora un po’ di chiarezza con quello che sappiamo oggi (27/02/2017) su come cambia il progetto.
Preciso che non essendo ancora stato presentato alcunchè di ufficiale ci rifacciamo alle dichiarazioni dei diretti interessati.
Innanzitutto la sindaca ci informa che la cubatura del Business Park (la pietra dello scandalo fin dal principio) è stata ridotta del 60% la cubatura totale è stata dimezzata; questo significa in soldoni che si è passati da 1.100.000 mc a circa 583.000mc; considerando che 358.000 mc circa sono da PRG abbiamo che la cubatura a compensazione si aggira sui 225.000 mc (un po’ meno); che equivalgono a circa 70.000 mq di SUL e quindi 57 mln circa di OOPP aggiuntive (invece di 195 mln).
Alcuni giornali parlano di opere a compensazione per 90 mln; in questo caso però la SUL sarebbe 112.000 mq (circa) che corrispondono a 358.000 mc a compensazione.
Staremo a vedere, quando usciranno i progetti finali, la realtà .
Questi soldi in meno andranno, come logico che sia, a pesare sulle minori OOPP; voci accreditate parlano del taglio del Ponte (con relativo collegamento al Roma Fiumicino) e il sottopasso di Via Dasti; questo creerà certamente nocumento per quanto riguarda la viabilità della zona.
Per quanto riguarda le Torri le stesse voci di cui sopra parlano di sostituzione con palazzi (di cui si ignorano numero e altezza) firmati sempre da Libeskind (preservando almeno la qualità dell’opera).
Dando per buoni i dati esposti, la Roma, o meglio la Stadio TdV Spa, è il vincitore assoluto della contesa; a fronte di un minor investimento, e quindi di un minor rischio, vede il suo core business rimanere intatto.
Nonostante la vulgata dicesse diversamente l’obiettivo di business per Pallotta e soci era ed è sempre stato lo Stadio e il centro commerciale annesso (Convivium).
Le Torri erano state accettate per far fronte alla mole enorme di OOPP richieste dall’amministrazione Marino; liberandosi di queste il proponente rimane con le sole, o quasi, opere che portano guadagno, cioè quelle che gli interessano.
I cittadini di Decima possono, a ragion veduta, essere infuriati.
Le opere di viabilità che saltano renderanno, con ogni probabilità , la vita impossibile ai cittadini. Acquistano un parco, la sicurezza del fosso di Vallerano e il raddoppio della Via del Mare; ma si poteva, oggettivamente, fare meglio.
(da “NextQuotidiano”)
Leave a Reply