TRA CASE DI RIPOSO ILLEGALI E RETTE IMPOSSIBILI: I DATI DELLO SCANDALO DELL’ASSISTENZA AGLI ANZIANI
NEL 2009 DENUNCIATE 650 PERSONE, CHIUSE 100 STRUTTURE NON A NORMA O ILLECITE…230.000 GLI ANZIANI OSPITI DI QUELLE REGOLARI, RETTE TRA 1.700 E 2.000 EURO AL MESE, 50.000 POSTO VUOTI NELLE 4.600 STRUTTURE A CAUSA DEI PREZZI TROPPO CARI
Andiamo verso una società sempre più vecchia: si stima che nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni.
Una logica conseguenza che ne deriva è che l’assistenza agli anziani sta diventando un business, spesso in mano a gente senza scrupoli.
La cronaca recente ci ha segnalato casi tragici: i due vecchietti morti nell’Ostiense, in seguito al rogo scoppiato nell’ospizio abusivo, dove li avevano chiusi a chiave dentro un magazzino-deposito, riconvertito in camera da letto o il ricovero abusivo di Rieti con gli ospiti legati alle brandine.
Pur nella carenza congenita del personale, i Nas dei carabinieri sono molto attivi: nel 2009 hanno compiuto 1.844 ispezioni e i risultati la dicono lunga.
Ben 1.109 infrazioni accertate (620 penali, 489 amministrative), 350 persone denunciate all’autorità giudiziaria, 299 invitate a comparire dinanzi a quella amministrativa.
Cento le strutture chiuse, una ogni tre giorni, una vergogna.
Un settore dove ormai proliferano speculatori e squali, spesso sommersi.
I dati ufficiali indicano già una tendenza: le imprese in Lombardia che si dedicano a questo bussines sono aumentate in un anno del 19%.
I dati Istat fissano in 230.000 gli ospiti ufficiali di “presidi residenziali socio-assistenziali.
Al nord le persone assistite sono 167.000, 34.000 al centro., 28.000 al sud, ma il sospetto è che al centrosud vi sia una dose enorme di sommerso e di strutture clandestine.
Spesso a fronte di una retta inferiore e versata in nero, gli anziani non autosufficienti ricevono un trattamento inqualificabile.
Le strutture in regola sono in Italia 4.600, tra pubbliche e private, ma le rette variano sulla media di 1700/2000 euro al mese, fino ad arrivare a picchi elevatissimi per quelle più ambite e dotate di servizi.
Per un anziano non autosufficiente, metà dei costi dovrebbe essere pagato dal servizio sanitario nazionale, l’altra metà ripartita tra comune e assistito.
Ma la regola viene applicata solo in casi di grave indigenza, altrimenti le famiglie sono chiamate a concorrere e a pagare un prezzo troppo alto per molte di loro. Non a caso i dati segnalano che i posti letti vuoti sono circa 50.000.
Infatti solo il 3% dei non autosufficienti è accudito in residenze sanitarie assistenziali, il 97% invece rimane a casa.
Alla fine, fatti due conti, costa molto meno affidare il congiunto a una badante, se ha una famiglia che si interessa a lui.
Il dramma è per coloro che non posso permetterselo e che finiscono in mano a strutture clandestine e a speculatori, maltrattati e umiliati nella loro dignità .
Uno Stato e una politica spesso assenti, salvo svegliarsi indignati di fronte alla morte di due poveri innocenti.
In Italia costruiamo tante opere inutili, ma rendere più decoroso l’ultimo cammino di tanti anziani e alla portata anche degli indigenti non interessa a nessuno. Forse perchè non votano neanche più e quindi sono inutili al sistema.
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