Luglio 13th, 2009 Riccardo Fucile
L’AZIONE GIUDIZIARIA COLLETTIVA PER LE VITTIME DEI CRAC CIRIO, PARMALAT E BOND ARGENTINI NON SARA’ COSI’ POSSIBILE… I TITOLI SPAZZATURA ERANO VENDUTI DALLE BANCHE CHE ORA ESULTANO… PESANTI CRITICHE DELL’ANTITRUST
La class action non sarà retroattiva: strada sbarrata dunque per le vittime dei crac finanziari come Cirio, Parlamat, Giacomelli e bond argentini. In questi casi l’azione giudiziaria complessiva non sarà possibile.
E’ questa una delle novità più rilevanti, sul fronte dei consumatori, approvata due giorni fa dal Senato nel disegno di legge sullo sviluppo. Non solo.
Il testo sposta anche in avanti le lancette dell’entrata in vigore della class action al 1 gennaio 2010. La scelta della mancata retroattività è stata duramente criticata dalle associazioni dei consumatori perchè non consentirà di usufruire di questo strumento per ottenere il risarcimento dei soldi investiti in obbligazioni delle aziende che sono fallite.
Una mossa che piace soprattutto alle banche che rischiavano un vero e proprio bagno di sangue, visto che la maggior parte dei titoli spazzatura erano stati venduti allo sportello.
Nettamente critico il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà , sul rinvio a gennaio 2.010 della nuova regola. Continua »
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Luglio 13th, 2009 Riccardo Fucile
SCONTRO IN COMMISSIONE TRASPORTI: I LEGHISTI VOGLIONO PROLUNGARE L’ORARIO DI VENDITA DEGLI ALCOLICI NEI LOCALI NOTTURNI OLTRE LE 2 … DIMENTICANO CHE IN ITALIA ABBIAMO 7.000 INCIDENTI AUTOMOBILISTICI MORTALI, META’ DOVUTI ALL’ALCOL… OGNI KM DI GUIDA SI PRENDONO 20 DECISIONI DIVERSE, BASTA UN MOMENTO DI NON LUCIDITA’ E SI RISCHIA UN INCIDENTE
Dicono di essere per la sicurezza dei cittadini minacciata dai clandestini e dalle
badanti, ma poi sono favorevoli a far bere ancora di più, oltre l’attuale limite delle 2 di notte, in vigore nelle discoteche, e propongono un emendamento in Commissione trasporti alla Camera che prolungherebbe l’orario per la vendita di alcolici nei locali notturni ben oltre le 2.
Sarebbero i sindaci a decidere l’ora di stop alcolico e avremmo casi diversi da città a città , a seconda del gradimento alcolico dei primi cittadini e delle locali amicizie con i gestori delle discoteche.
Val qui la pena ricordare alcuni dati statistici: ogni anno in Italia vi sono circa 7.000 incidenti automobilistici mortali, metà dei quali legati al consumo di alcol.
Per ogni morto, ci sono poi tre invalidi permanenti. Un giovane su 4 tra i 17 e i 24 anni muore per alcol.
Molti si lamentano della soglia di alcolemia alla guida troppo bassa che criminalizzerebbe anche chi ha bevuto solo 2-3 bicchieri.
In Spagna su circa 1.400 autopsie di guidatori uccisi in incidenti stradali, il 36% aveva alcol nel sangue, ma solo il 30% superava il limite dello 0,5. Il rimanente non raggiungeva nemmeno lo 0,5, a dimostrazione del rischio di guidare anche con un tasso inferiore al minimo consentito. Continua »
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Luglio 13th, 2009 Riccardo Fucile
GENOVA: A SEI MESI DALL’APPLICAZIONE DELLO SCONTO SULLA BOLLETTA SOLO UN TERZO DEGLI AVENTI DIRITTO HA FATTO DOMANDA… LO SCONTO ERA TALMENTE ESIGUO CHE IL COSTO DELLA PRATICA SUPERAVA L’IMPORTO DA EROGARE… AL MASSIMO LO SCONTO ARRIVA A 58 EURO L’ANNO, SOLO 7.500 DOMANDE SU OLTRE 20.000 AVENTI DIRITTO… SE QUESTE SONO LE MANOVRE SOCIALI PER I MENO ABBIENTI…
Ci siamo soffermati in più di un’occasione sulle misure del Governo che avrebbero dovuto, nelle intenzioni, alleviare i problemi delle persone più in difficoltà di fronte alla crisi economica internazionale.
Dalla social card ai vari bonus, avevamo dovuto evidenziare non solo una serie di intoppi tecnici e burocratici, ma l’assoluta inadeguatezza di queste minime misure sociali.
A dimostrazione della nostra tesi. I dati evidenziavano che di fronte a una massa certa di potenziali aventi diritto, nemmeno la metà di costoro, talvolta neanche un terzo, richiedevano card e bonus vari.
Se persino una famiglia in difficoltà rinuncia a un aiuto economico le ragioni non sono molte: o la cifra è talmente misera da risultare ridicola e offensiva della dignità , o le pratiche burocratiche per ottenerla sono così incasinate da demotivare chiunque, o il rapporto costo-benefici risulta del tutto inadeguato.
L’errore è stato anche ogni volta di decantare l’elargizione di una monetina come se si fosse staccato un assegno milionario: il vendere un intervento minimo come se, con questa iniziativa, si fossero risolti i problemi di tanti pensionati sociali e di tante famiglie con figli a carico. Continua »
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