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RUBY, TROVATE NUOVE PROVE: FOTO, BONIFICI E 30.000 EURO IN CONTANTI

Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile

LE PERQUISIZIONI ALL’OLGETTINA E IN CASA DELLA MINETTI… I SOLDI ERANO SOTTO IL CUSCINO DELL’EX VALLETTA BARBARA FAGGIOLI, ALCUNE FOTO SAREBBERO STATE SCATTATE DURANTE LE FESTE AD ARCORE… BARBARA GUERRA DICHIARA CHE E’ CAPITATO CHE VENISSE ACCOMPAGNATA A CASA DALLA SCORTA DEL PRESIDENTE…VERIFICHE SUL RACCONTO DELLA MACRI’ CHE NEL FRATTEMPO HA SUBITO UNO STRANO TENTATIVO DI FURTO

Trentamila euro in contanti. E una serie di foto.
Due nuove possibili prove sono spuntate durante le perquisizioni nel residence di via Olgettina, a Milano, dove ancora risiedono, sebbene sotto minaccia di sfratto, le ragazze della corte di Arcore.
I soldi erano sotto il cuscino dell’ex valletta Barbara Faggioli, che s’è giustificata dicendo che erano “i suoi risparmi”.
Le foto sono state scattate dalle ospiti delle serate di Berlusconi, e potrebbero rivelare nuovi particolari nell’inchiesta nella quale è indagato il premier. Fotografandosi a vicenda, le ragazze potrebbero aver catturato, magari senza volerlo, dettagli utili alla ricostruzione dei pm sulla giostra del sesso a pagamento che ruoterebbe intorno al presidente del consiglio.
A diverse di queste feste ha partecipato anche la modella Barbara Guerra. Ieri al Tg3 ha dichiarato che una volta da Arcore è stata riportata a casa “ dalla scorta del presidente”, usata come un taxi.
Una affermazione che sarà  oggetto di indagine, d’altronde gli inquirenti nei giorni scorsi hanno già  sentito tre uomini della scorta di Emilio Fede.
Anche Ruby   agli assistenti sociali di Milano ha sostenuto di essere andata a villa San Martino con tanto di auto blu e scorta.
I magistrati – impegnati ieri in un lungo vertice in procura – vanno avanti ma con cautela, con approfondimenti anche “in chiave difensiva” per Berlusconi. La testimonianza di Nadia Macrì, la escort modenese che venerdì ha raccontato al pm Antonio Sangermano e al procuratore aggiunto Pietro Forno di aver assistito ai rapporti tra Berlusconi e Ruby, e di avere ricevuto 5mila euro per una prestazione con il Cavaliere, è valutata per esempio con molta attenzione: i riscontri, ancora in corso, porterebbero a escludere la sua presenza sul posto nella notte da lei indicata.
Domani la ragazza tornerà  dai pm, per verificare se la “non linearità ” della sua testimonianza è solo un problema di confusione di date o se, invece, è pura invenzione (nel qual caso scatterebbe il reato di falsa testimonianza). Ieri, per difenderla contro le accuse del premier – per il quale la sua testimonianza ad Annozero sarebbe stata pagata – è intervenuto un suo amico, l’imprenditore del caffè Francesco Cagliari: “Smentisco che abbia mai preso soldi”.
Cagliari, che in questo periodo ospita la ragazza, ha anche detto di aver denunciato un tentativo di furto nel suo garage, ventilando che i ladri fossero alla ricerca dei gioielli e delle foto mostrate in tv da Macrì come “prova” della sua relazione con Berlusconi.
Nel preparare la richiesta di giudizio immediato, i pm selezionano le accuse, limitandosi ai fatti che con certezza possono provare i reati cardine, la prostituzione minorile e la concussione.
Stando agli atti, i modi in cui Berlusconi avrebbe “aiutato” le sue ragazze, sono tanti: dai bonifici bancari – undici, per un totale di 115mila euro, per l’ex meteorina Alessandra Sorcinelli, l’ultimo dei quali il 17 gennaio – alle raccomandazioni di cui parla Faggioli in un dialogo con la consigliera regionale Pdl Sara Minetti.

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IL MONDO CI RIDE DIETRO, BERLUSCONI STA SPUTTANANDO L’ITALIA

Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile

DALL’AUSTRALIA ALL’INDIA, DALLE AMERICHE A PARIGI, LE ESCORT DI SILVIO E I SUOI COMPORTAMENTI STANNO GETTANDO DISCREDITO SUL NOSTRO PAESE…UN QUOTIDIANO CONSERATORE USA GLI CONSIGLIA DI ISCRIVERSI NEL CLUB DEI PEDOFILI DI ROMAN POLANSKI

Gran Bretagna
I quotidiani e le riviste del Regno Unito dedicano ampio spazio al Ruby gate. Per The Independent “Nemmeno Silvio stavolta può cavarsela”.
Il quotidiano dà  il primo ministro italiano per prossimo alle dimissioni perchè “travolto da una valanga di prove schiaccianti”   su uno stile di vita “inconciliabile con la figura del primo ministro di un Paese occidentale”.
Il Times invita Berlusconi a dimettersi. “La sua presenza a Palazzo Chigi è ormai ritenuta un grave danno di immagine per l’Italia e a pensarla così   è anche la Chiesa cattolica”.
The Guardian si sofferma sarcasticamente   sui travestimenti che tanto piacevano a Silvio: “Ma poliziotti e infermiere cosa aspettano a scendere in piazza?”.
Francia
Le Monde è andato ieri in edicola con una inchiesta dal titolo che è tutto un programma: “Sesso, bugie e Silvio”.
Berlusconi ormai   “non è più in grado di opporsi alla valanga di dichiarazioni, allusioni, ricatti”.
Le Figaro punta il dito sul “degrado della vita pubblica italiana” e sullo squallore di “genitori che spingono le figlie nel letto di Berlusconi”
Spagna
El Paìs, oltre alla cronaca, ospita un articolo di Antonio Elorza: “Il ritorno di Sade”. Scrive Elorza: “Anche nel ’68 si sognava ‘l’amplesso universale’, l’amore di tutti con tutti.
Ma si trattava allora di un messaggio egualitario, non di un invito al libertinaggio… il ruolo della donna nella vita di Berlusconi fa invece pensare ad un ritorno di Sade. L’appetito sessuale è un aspetto del meccanismo di affermazione della potenza di Berlusconi e le giovani donne che si prostituiscono sono lo strumento di tale affermazione”.
El Mundo nel pezzo “Le 7 bugie di Silvio”, smonta la linea di difesa di Berlusconi.
Usa
Mentre il New York Times che nei giorni scorsi è stato tra gli organi di informazione più duri con Silvio, pubblica sottotitolato in inglese il video di “Elio e le Storie Tese” e il Washington Post dà  spazio alla posizione della Chiesa cattolica che “per vie diplomatiche e in modo molto cauto preme perchè si arrivi alle dimissioni del premier”, Newsweek parla di “Imperatore al tramonto”   e di “Paese del bunga bunga nel quale le donne vengono ferite, offese e mortificate”.
Time elenca alcune   affermazioni di Silvio: “Nemmeno una volta in vita mia ho pagato una prostituta”.
“Una sola mai; questo è vero”, commenta Time. “Sarei meglio di Superman se in una notte avessi fatto sesso con 24 donne”. “Ah, ma erano 24?”, risponde Time.
Il pezzo dedicato a Berlusconi sul   San Francisco Chronicle si conclude con un “niente paura dottore. Se per qualche ragione dovessero condannarla per aver fatto sesso con una prostituta minorenne può sempre chiedere consiglio al noto violentatore Roman Polanski, che potrebbe decidere di ammetterlo nel suo esclusivo club in Svizzera”.
Argentina
El Clarin di Buenos Aires commenta che l’Italia sembra da mesi appesa ad una parola: “Culo”.
Su La Nacion, Elisabetta Piquè scrive amara “mentre il premier balla il bunga bunga molti italiani non riescono ad arrivare alla fine del mese e molti giovani laureati sono senza lavoro”.
Australia
Il Daily Telegraph ospita le foto delle “donne di Berlusconi”   dedicando a ciascuna una dedica particolare. Ci sono tutte, moglie compresa.
Il Sydney Morning Herald è lapidario: “È ora di dire addio a Berlusconi”. E aggiunge: “Difficile sostenere che Berlusconi possa essere vittima di un complotto dei media perchè Berlusconi ‘è i media’”
Marocco
Libèration titola: “Il Cavaliere nuovamente nei guai per una faccenda di donne”.   L’articolo prosegue: “La giovane ‘mannequin’ marocchina della   ‘scuderia’ del famoso Lele Mora, agente di escort, ha accusato Berlusconi di aver abusato di lei per anni quando era ancora minorenne. Secondo alcune Ong marocchine che operano in Italia, Ruby avrebbe fornito particolari precisi sulla residenza di Berlusconi ad Arcore. Gli piacevano giovanissime tanto che persino la moglie quando aveva deciso di separarsi lo aveva accusato di pedofilia. Parlando con una operatrice umanitaria marocchina Ruby ha detto di aver ceduto ai desideri di Berlusconi perchè le aveva promesso una brillante carriera nel mondo dello spettacolo, ma dopo qualche anno aveva perso interesse perchè “ero diventata troppo vecchia per soddisfare le voglie di Silvio”.
Sud Africa
“Bunga bunga è diventato il refrain, la colonna sonora della politica italiana”, titolano The Mail e Guardian.
Nell’occhiello la sentenza: “Uno solo dei tanti scandali che hanno investito Berlusconi in questi anni sarebbe bastato in quasi tutti i Paesi del mondo a decretare la sua morte politica”.
Sul suo sito Al-Jazeera scrive: “Berlusconi nei guai a causa di una minorenne. Lui nega. Una cosa è certa: Berlusconi ha veramente telefonato alla polizia milanese per far rilasciare una minorenne arrestata per furto e ha veramente detto, mentendo, che si trattava della nipote di Mubarak”.
Libano
Il quotidiano L’Orient, Le Jour si dice sconcertato per il comportamento dei genitori che spingevano le loro giovani figlie “nel letto del premier”.
Arabia Saudita
Arab News dà  un certo risalto alla campagna “Basta” promossa da 2.000 donne indignate per il modo in cui Berlusconi tratta le donne.
Emirati Arabi
The Gulf Today, quotidiano degli Emirati, parla di “offesa al senso morale quando si viene a sapere che erano spesso i genitori che spingevano le giovani talvolta minorenni a ‘darsi’ a Berlusconi”.
India
I giornali indiani insistono molto sul Pm Ilda Boccassini. “Berlusconi di nuovo alle prese con ‘Ilda la Rossa’, ma questa volta le prove contro di lui sono schiaccianti”, titola The Times of India. Che prosegue: “Quello che Berlusconi aveva organizzato alle porte di Milano era un vero e proprio harem nel quale erano ospitate 14 belle ragazze sempre pronte a servirlo”.
Gli fa eco Hindustan Times: “Ilda la Rossa alla riscossa. Berlusconi ha sempre detto che gli piacciono le donne, tutte le donne, ma forse nel caso del Pm Ilda Boccassini è disposto a fare una eccezione”.
Cina
ll China Daily parla di “tramonto del carisma di Berlusconi tradito proprio da una delle sue passioni: le donne”.
Corea del Sud
The Korea Herald di Seul non risparmia la Minetti: “È scandaloso e inaccettabile che una donna politica si occupasse di trovare le prostitute al primo ministro Silvio Berlusconi”.

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FINI: “CHI HA VINTO LE ELEZIONI NON E’ AL DI SOPRA DELLA LEGGE”

Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile

A REGGIO CALABRIA FINI RISPONDE A BERLUSCONI: “LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA NON PUO’ ESSERE CONFUSA CON LA PRESUNZIONE DI IMPUNITA'”… “LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI E CHI SBAGLIA PAGA”…”LA NOSTRA IDEA DI DESTRA E’ DIVERSA DALLA CARICATURA CHE NE FA IL CENTRODESTRA AL GOVERNO: LA LEGALITA’ DEVE ESSERE UN ABITO MENTALE”

«Chi ha vinto le elezioni non può pensare di essere al di sopra della legge»: lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, al secondo convegno organizzato da Fli sul tema della legalità , a Reggio Calabria, aggiungendo :«Il giustizialismo è un male, ma non può esserci giustizialismo quando si ribadisce chiaramente che la presunzione di innocenza non possa essere confusa con la presunzione di impunità ».
In uno dei passaggi dell’intervento, è apparso evidente il riferimento alle ultime vicende del caso Ruby: «Quando si è oggetto di indagini complesse, che gettano una luce particolarmente negativa, dire “non mi muovo” o “non considero possibile essere sottoposto ai magistrati” è una richiesta evidente di impunità ».
Il presidente della Camera fa un veloce riferimento alla legge elettorale: «La preferenza non è di per sè lo strumento migliore per scegliere il proprio parlamentare. Molto meglio è il collegio uninominale, in cui ciascuno si presenta al proprio collegio e ci mette la faccia».
E poi ancora un affondo contro l’ex alleato. «Non voglio infierire, ma il buon nome dell’Italia da qualche tempo a questa parte viene sottoposto a dure critiche non solo per le inchieste ma per i comportamenti di chi l’Italia la rappresenta».
Il presidente della Camera coglie l’occasione per replicare a Silvio Berlusconi che nel pomeriggio lo aveva accusato di aver messo in atto un «disegno eversivo» contro il governo, prima boicottando i tentativi di riforma sulla giustizia e poi mettendo in atto la scissione di Futuro e libertà .
«Ho il dovere di ricordare al presidente del Consiglio», dice Gianfranco Fini, «che Fli è nata per l’impossibilità  nel Pdl di affrontare certe questioni, di dire scomode verità  e soprattutto perchè abbiamo pensato fosse un dovere morale dimostrare che a certi principi noi crediamo davvero. Perchè in certi momenti tacere diventa essere corresponsabile. Non ce la sentivamo di non dire, di tacere».
Il leader di Fli non fa allusioni: «Quando si arriva a dire che Vittorio Mangano è un eroe, o si ribadisce che non è vero oppure si diventa complici».
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante l’intervento telefonico al convegno dell’associazione Noi riformatori di Milano, aveva accusato senza mezzi termini il presidente della Camera di avere impedito la realizzazione della riforma della giustizia «non per mancanza di impegno ma per l’opposizione prima di Casini e poi di Fini».
Da Reggio Calabria Gianfranco Fini fa propria l’accusa e la ribalta: «Ringrazio Berlusconi che mi ha riconosciuto oggi dinanzi agli italiani il merito di aver bloccata una certa riforma della giustizia come il processo breve. Quella norma non poteva essere accettata da una forza politica che rispetti la Costituzione».
E poi puntualizza: «I precetti della Costituzione vanno rispettati e non declamati: la legge è uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare».
Poi da Fini arriva una frase di solidarietà  verso magistrati e forze dell’ordine che suona, ancora una volta, come un attacco all’ex alleato Silvio Berlusconi: «L’idea di destra che abbiamo è diversa dalla caricatura di centrodestra che ora è intenzionato solo a evitare che italiani sappiano, che facciano chiarezza. La legalità  è un abito mentale, che presuppone che ai più giovani si debba ricordare che ci sono doveri cui bisogna adempiere. Per la legalità  devono essere impegnati tutti, politica e istituzioni in prima linea, devono essere sempre trasparenti».

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MOHAMMED, 21ENNE MAROCCHINO, APRE IN VENETO IL PRIMO CIRCOLO DI FUTURO E LIBERTA’

Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile

“SIAMO I NUOVI ITALIANI, MIO PADRE E’ IN ITALIA DA 22 ANNI, HA SEMPRE LAVORATO: HA CHIESTO IL PERMESSO DI SOGGIORNO NEL 2004 E GLIEL’HANNO DATO SOLO NEL 2009, VI SEMBRA GIUSTO?”… I FINIANI CRESCONO IN VENETO E I CIRCOLI SI MOLTIPLICANO

Mohammed è un ragazzo sveglio, ma l’impresa che sta tentando è da mission impossible: aprire un circolo di Generazione Italia, il pensatoio di Futuro e Libertà  , nel cuore della Lega a Treviso per dare voce ai diritti dei “giovani italiani”, gli stranieri di seconda generazione.
“Siamo i nuovi italiani, vogliamo sensibilizzare la gente e contiamo di arrivare presto a soluzioni concrete” parla già  come un politico consumato Mohamed Ramaid, 21 anni, nato in Marocco ma in Italia da quando ha due anni…
Il circolo trevigiano nato meno di un mese fa raccoglie una ventina di “nuovi italiani” tra i 20 e i 25 anni, tutti in Italia da quando hanno imparato a dire le prime parole.
I loro genitori li hanno portati con lunghi viaggi dal Marocco, Ucraina, Albania, Romania, Bangladesh.
Studiano in Italia, parlano quasi esclusivamente l’italiano e capiscono poco o niente la lingua di mamma e papà , mangiano spaghetti e cotolette. Insomma si sentono italians.
“Esattamente ci sentiamo degli italiani con il permesso di soggiorno”. Insomma italians ma senza la cittadinanza perchè studiano all’università , mentre per presentare la richiesta servono le buste paga.
Mohammed si è appena iscritto al primo anno di giurisprudenza a Padova. “Voglio dei figli italiani” avverte.
Per ora anche la fidanzata, o qualcosa che ci somiglia, è italiana. “Si è di Treviso ma… siamo ancora in trattative”.
Così Mohammed e gli altri decidono di aprire un circolo di Fli, unico del genere in Italia, proprio nella Marca leghista di Zaia e dell’alpino Gentilini, che da sindaco tolse agli stranieri le panchine per distoglierli dalla tentazione di sedersi.
“Mio padre è in Italia da 22 anni, ha lavorato dal primo giorno che è qui. Ha chiesto il permesso di soggiorno nel 2004 e lo ha ricevuto nel 2009. Ma vi sembra giusto…?”.
Forse non sarà  giusto, ma a voi “nuovi italiani” di Treviso è sfuggito che queste sono le regole stabilite dalla Bossi-Fini, l’ultima grande legge sull’immigrazione…?.
Un sospiro per raccogliere le idee. Risposta: “Si   lo sappiamo. Però la Bossi-Fini è superata come legge, lo ha detto Fini stesso. Ora certe cose, per esempio questa sul non dare la cittadinanza a quelli che sono in Italia da oltre 10 anni come me ma che studiano e non lavorano, va cambiata. Però l’impianto della normativa è buono”.
Tutto sommato è una buona legge…?. “Si. La Turco-Napolitano era molto peggio. Permetteva anche a mia nonna se veniva in Italia di avere la stessa pensione dell’anziana che mi abita al piano di sotto, che ha versato i contributi tutta la vita. E questo non è giusto”
Cosa non è giusto…?
“Partire da quell’idea che gli immigrati sono tutti buoni, e vanno tutti aiutati a prescindere. Le generalizzazioni non vanno mai bene, neanche per noi. Ci sono gli stranieri che lavorano e hanno voglia di integrarsi e ci sono quelli che delinquono ”.
Quindi Fli difende gli stranieri “buoni” che hanno voglia di integrarsi, non la sinistra?. “Il Pd non esiste nella lotta alla cittadinanza, in concreto non ha mai mosso un dito”.
Per ora i “nuovi italiani” sono in embrione, si scrivono su Face-book e non hanno ancora una sede definitiva (“Contiamo di averla da febbraio quando il Fli diventerà      un partito”) si riuniscono in qualche bar e stanno ancora mettendo a punto l’organizzazione.
Però giurano che in città  c’è molto entusiasmo, anche se a volte, dicono, i simpatizzanti non sanno a chi rivolgersi.
“A Treviso abbiamo un forte consenso, secondo i sondaggi a dicembre siamo cresciuti molto anche dopo la manovra della fiducia il 14. Se andassimo al voto avremmo un 5% di consenso, un’ottima base”.
Anche il coordinatore regionale di Fli, il senatore Maurizio Saia, conferma che dopo il 14 dicembre “lo zoccolo duro ha tenuto, e le iscrizioni sono continuate ad aumentare”.
Solo a Padova i circoli di GI sono 32 per circa 600 iscritti, mentre in Veneto “i sondaggi danno un numero di adesioni sopra la media nazionale”.
Chi sono…? “Quasi sempre gruppi di professionisti, a Conegliano è nato un circolo fatto da medici, a Padova uno di avvocati”.
Cosa ne pensa allora del circolo dei “nuovi italiani” a Treviso…? “Sono ben felice. In Veneto feci il primo circolo di extracomunitari aennini. Mandai una lettera a Fini per informarlo”.
Come la prese…? “Disse che si rischiava la riserva indiana”.
E ora…? “Ora è tutto cambiato”…

Erminia della Frattina
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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NUOVA DENUNCIA DEI RADICALI: “LA MINETTI ELETTA GRAZIE A FIRME FALSE, FORMIGONI COMPLICE”

Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile

BERLUSCONI IMPOSE ALL’ULTIMO MOMENTO SIA LA MINETTI CHE IL SUO FISIOTERAPISTA PURICELLI E SI DOVETTERO RACCOGLIERE DI CORSA DI NUOVO LE FIRME DI AUTENTICAZIONE DELLA LISTA FORMIGONI… COL RISULTATO CHE CIRCA 500 SAREBBERO STATE FALSIFICATE: SU QUESTE LA PROCURA STA INDAGANDO

Firme false per far entrare Nicole Minetti, l’ex igienista dentale preferita da Silvio Berlusconi, che fu imposta dal premier nel listino che sosteneva il governatore lombardo alle ultime elezioni regionali.
La nuova denuncia dei Radicali, che hanno consegnato altri documenti al procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, che sta indagando per falso materiale e ideologico su circa cinquecento firme a sostegno della lista di Formigoni, irrompe nel pieno della vicenda Ruby e scuote il consiglio regionale della Lombardia.
Nicole Minetti, infatti, è indagata nelle inchieste sulle feste di Berlusconi ad Arcore per violazione della legge Merlin sulla prostituzione e per aver indotto a prostituirsi la giovane marocchina Ruby.
Furono, però, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Roberto Formigoni a decidere di far correre la Minetti in un vertice che si tenne sempre a villa San Martino.
Il premier impose di mettere l’ex igienista dentale e il suo fisioterapista di fiducia, Giorgio Puricelli ai primi posti del listino per garantire a entrambi l’elezione.
I candidati della Lega scivolarono nei secondi otto e di fatti non furono eletti.
Ma soprattutto si dovettero raccogliere di nuovo e in tutta fretta, le firme a sostegno della lista Per la Lombardia.
Dato che il giorno dopo, sabato 28 febbraio, scadeva il termine per la consegna all’ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Milano.
La lista, infatti, fu prima esclusa e poi riammessa dal Tar.
«Anche le firme per la Minetti furono raccolte con modalità  illegali – denuncia il radicale Marco Cappato – Noi vogliamo che si indaghi non solo sugli autenticatori delle firme, ma anche sulla catena di comando che ha gestito la vicenda».
Il Pd lombardo chiede a gran voce le dimissioni della Minetti dal consiglio regionale.
Anche la Lega le consiglia di farsi da parte.
Lo scontro è stato durissimo durante l’ultima seduta. «Farebbe bene a fare un passo indietro evitando che questa delicata situazione tocchi anche un luogo delle istituzioni come il consiglio regionale della Lombardia – spiega, invece, il segretario regionale Maurizio Martina – . C’è una responsabilità  che precede e supera i percorsi giudiziari».
Il presidente del consiglio regionale Davide Boni, esponente leghista, lancia un messaggio: «È una decisione che spetta a lei. Io da uomo di partito toglierei dall’imbarazzo il mio partito».
Il leader dell’Udc Savino Pezzotta attacca anche Formigoni: «Ci sono momenti in cui anche in caso di innocenza in politica deve prevalere il buon senso che chiede di fare un passo indietro. Questo vale anche per Berlusconi. Formigoni non può far finta che questa vicenda stia capitando a un signore qualunque. È il presidente del Consiglio. Questo cambia i termini della questione».
Ma il Pdl lombardo per ora resiste.
Il coordinatore regionale Guido Podestà  si limita a precisare: «La data di accettazione delle candidature è il 19 febbraio. Il listino era da considerarsi già  chiuso e le indiscrezioni pubblicate dopo dai giornali sono destituite di fondamento».
Ma chi c’era quella notte nella sede del Pdl di viale Monza sa che non è andata così.

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BERLUSCONI TELEFONO’ IN QUESTURA COME PREMIER? I VERDETTI DELLA CASSAZIONE DANNO RAGIONE ALLA PROCURA DI MILANO

Gennaio 22nd, 2011 Riccardo Fucile

SONO DUE LE SENTENZE CHE FANNO “DOTTRINA”: I CASI DE LORENZO E DE MICHELIS SONO I SOLI PRECEDENTI CUI FARE RIFERIMENTO PER STABILIRE SE LA COMPETENZA E’ DELLA PROCURA DI MILANO O DEL TRIBUNALE DEI MINISTRI…E DANNO TORTO A BERLUSCONI

In quale veste, la sera del 27 maggio scorso, Silvio Berlusconi ha esercitato pressioni sui funzionari della questura milanese per il rilascio di Ruby Karima?
I legali del premier, gli onorevoli Piero Longo e Niccolò Ghedini, non hanno dubbi. Nella memoria difensiva inviata ieri per fax alla procura di Milano, contestano quella che in termine tecnico si chiama “competenza funzionale”. Ovvero, che il reato più grave di concussione si può al massimo contestare a Berlusconi in quanto presidente del Consiglio.
Per questo, la competenza va spostata immediatamente dalla procura al Tribunale dei ministri di Milano.
I magistrati, invece, sono convinti esattamente del contrario.
La sera del 27 maggio, il Cavaliere, “abusando della sua qualità  di presidente del Consiglio” (qualità , non funzione), sarebbe intervenuto sui funzionari della questura.
Una volta capito su quale campo accusa e difesa giocheranno la prima partita di questo affaire, è importante vedere come, negli ultimi anni, casi simili siano stati affrontati dalla giurisprudenza.
Sono due le sentenze che, fino a oggi, hanno fatto”dottrina”.
La prima porta in calce la firma delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e risale al 1994 (sentenza 14, presidente Gaetano Lo Coco).
Chiamata a esprimersi su un ricorso dell`ex ministro della Sanità , il liberale Francesco De Lorenzo, la Corte ha accolto l`istanza dei suoi legali, individuando il giudice naturale nel tribunale dei ministri di Napoli, ma soprattutto ha delimitato il campo per i reati di natura ministeriale.
De Lorenzo era finito in carcere il 12 maggio del 1994.
Le accuse andavano dalla associazione a delinquere, alla corruzione, perfinire al finanziamento illecito ai partiti.
“Tutti i reati attribuiti a De Lorenzo si riferiscono a quando era ministro della Sanità “.
E l`articolo 96 della Costituzione, d`altronde, comprende nella categoria dei «reati ministeriali» quelli connessi ai componenti dell`esecutivo «nell`esercizio delle loro funzioni».
Il comportamento illecito che veniva addebitato a De Lorenzo era strettamente collegato alla sua attività  di ministro della Sanità  o no?
Si, affermano i giudici, ma solo perchè nel suo caso veniva accusato di aver preteso nella sua veste di ministro mazzette da case farmaceutiche, per concedere loro autorizzazioni ministeriali indispensabili per commercializzare i loro prodotti.
E per venire oggi a Berlusconi, quali funzioni ricopriva la sera delle telefonate in questura?
Quella di presidente del Consiglio o piuttosto quella di chi abusava della propria posizione per chiedere l`affidamento di Ruby alla Minetti?
A giudicare dalla interpretazione della Cassazione nel caso De Lorenzo, varrebbe la seconda ipotesi.
Un altro orientamento della Cassazione sulla stessa materia risale al `98.
Le conclusioni sono le stesse, anche se il ricorso viene respinto.
In questo caso è stato l`ex ministro del Psi, Gianni De Michelis, a invocare la competenza del Tribunale dei ministri, contro una condanna per corruzione a 4 anni.
Secondo il capo d`accusa, De Michelis avrebbe percepito mazzette in veste di “deputato e capo di una corrente del Partito socialista italiano nel Veneto, nell`ambito di un accordo di illecita spartizione di somme di danaro illecitamente corrisposte da vari imprenditori per l`acquisizione di appalti di opere pubbliche”.
In totale, poco meno di mezzo miliardo di vecchie lire.
Al momento in cui De Michelis incassava le bustarelle, era effettivamente membro del governo, come ministro.
Ma quel denaro, per la Cassazione, era stato incassato per finanziare la corrente del partito di De Michelis, e gli appalti, non avevano legami con la funzione che ricopriva.
Sul punto, la Corte presieduta da Luciano Deriu, aggiunge come “la particolare qualificazione giuridica soggettiva dell`autore del reato nel momento in cui questo è commesso”, sia da mettere in stretto “rapporto di connessione tra la condotta integratrice dell`illecito e le funzioni esercitate dal ministro”.

Emilio Randacio
(da “La Repubblica“)

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BERLUSCONI CONTINUA A PAGARLE, 5 GIORNI FA BONIFICO DI 10.000 EURO ALLA SORCINELLI MENTRE ERA DAI GIUDICI: IN UN ANNO LE HA VERSATO 115.000 EURO

Gennaio 22nd, 2011 Riccardo Fucile

TREDICI OPERAZIONI DI BONIFICO IN UN ANNO A UNA DELLE RAGAZZE: LA STARLETTE TELEFONA E SOLLECITA, IL PREMIER SI PRECIPITA A PAGARE…E LA SORCINELLI PARLA DI “SEMPLICI CENE ELEGANTI AD ARCORE”

L’ultimo bonifico è arrivato cinque giorni fa: il 17 gennaio 2011. “Ordine e conto S.Berlusconi ABI-CAB 010… a favore di Sorcinelli Alessandra CRO 17716… 10.000,00 euro per prestito infruttifero”, questa è la contabile bancaria che documenta l’ultima delle 13 operazioni intercorse tra il premier e una delle ragazze del suo giro di feste nell’arco di un anno e sette giorni. Molto si è scritto sull’“avere” nel rapporto tra Berlusconi e le ragazze ma Il Fatto Quotidiano ha provato a dare contorni più definiti anche al “dare” di questa anomala partita doppia.
Le amiche del presidente non si stancano mai di declamare la sua generosità  davanti alle telecamere.
Ma l’esame combinato delle telefonate intercettate e dell’estratto conto di una delle più assidue frequentatrici del Cavaliere , Alessandra Sorcinelli, rivela un rapporto di dipendenza economica che spiega molte cose sulle feste di Arcore.
Le sorprese non mancano: il premier continua a pagare le sue ragazze nonostante l’inchiesta.
Quando già  era nota al suo entourage e ai suoi legali l’esistenza di un’indagine su Ruby e le feste, Silvio Berlusconi ha pagato tre bonifici per complessivi 25 mila euro ad Alessandra Sorcinelli, e il flusso non si è fermato nemmeno quando la ragazza è stata sentita dagli inquirenti.
Pochi giorni dopo la deposizione in Procura, infatti, esattamente 5 giorni fa, sul suo conto sono arrivati altri 10 mila euro.
In un’intervista del luglio scorso al sito Affari italiani la ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede raccontava: “A settembre andrò a Los Angeles per tre mesi, come Elisabetta Canalis. Studierò inglese e recitazione. E spero di avere la sua stessa fortuna perchè all’estero è più facile emergere come dimostra la storia di Monica Bellucci”.
La bruna cagliaritana 26enne non ha realizzato il suo sogno ed è rimasta inchiodata a Milano, alla disperata ricerca di denaro.
Dalle carte dell’indagine si scopre che proprio a settembre tempestava di telefonate Berlusconi e il suo cassiere: Giuseppe Spinelli.
Dopo una stagione da corteggiatrice di tronisti e di madrina di Affari tuoi su Raiuno, e dopo qualche articolo di gossip per la sua storia con il figlio di Gigi D’Alessio, era scomparsa dai radar.
E il conto corrente ne risentiva. Il 14 settembre implorava Spinelli: “Facciamo almeno 10… non si può avere tutto insieme?”.
Il cassiere, tempestato dalle richieste delle altre Papi-girls, temporeggiava: “eee è un po’ un problema… che siamo un po’ eee tirati infatti mmm abbiamo sai, anche altre cose e ci siamo trovati un po’ spiazzati”.
Poi, grazie alla solita telefonata con “Lui”, come chiama al telefono B. in persona, il bonifico da 10 mila arriva.
I soldi però finiscono presto e il 27 settembre Alessandra torna alla carica con Spinelli dicendo che ha parlato con “Lui” ed è tutto a posto “come l’altra volta”.
Stavolta dovrà  aspettare fino al 18 ottobre: 10 mila euro.
Quando è stata sentita dalla Polizia il 14 gennaio scorso, Sorcinelli ha raccontato di essere stata un paio di volte alle cene di Arcore, ma ha descritto feste eleganti senza prostituzione.
I magistrati che indagano Berlusconi, per documentare il tipo di rapporto che lega Alessandra al premier hanno allegato solo i due bonifici da 10 mila euro incassati dalla ragazza nel trimestre luglio-settembre 2010.
Il Fatto Quotidiano ha ricostruito tutti i bonifici effettuati dal Caimano alla 26 enne cagliaritana nell’arco di poco più di un anno.
Si scopre così che la somma totale è molto più alta: la Sorcinelli ha ricevuto dall’11 gennaio 2010 al 17 gennaio 2011, ben 115 mila euro dal Cavaliere. Uno stipendio da manager, il doppio di quanto prende un magistrato di Tribunale.
Quattro volte più dello stipendio sudato da una giovane professoressa della scuola primaria.
La vita delle Berlusconi-girl d’altro canto è dispendiosa.
In un’intercettazione, Nicole Minetti racconta con invidia a Barbara Faggioli che la ‘preferita’ del momento del Cavaliere — tale Aris Espinosa di 22 anni — aveva comprato in un colpo solo nove paia di scarpe.
Una bella vita.
Alessandra Sorcinelli nell’intervista ad Affari Italiani dice: “A Milano all’aperitivo non si può non andare da Radetzky a corso Garibaldi. Per l’estate c’è il giardino aperto del Bulgari, molto chic. Per cena, io adoro il Finger o il ristorante di pesce La Risacca e anche il Bolognese. Per ballare scelgo a seconda del giorno: lunedì è la serata dello Special, il mercoledì all’Armani, il giovedì e venerdì al Cavalli e alla domenica all’Hollywood”.
I bonifici di Berlusconi partono tutti dal conto del Cavaliere della filiale del Monte dei Paschi situata nel Centro direzionale Palazzo Vasari a Milano 2. Tutti finiscono sul conto di Alessandra Sorcinelli alla filiale del Banco di Sardegna di Milano in via Solferino.
L’andamento non è omogeneo.
Gennaio parte bene con due bonifici da 10 mila a breve distanza, 11 e 25 gennaio. Poi arrivano due mesi di magra: l’unico versamento di febbraio-marzo è quello da 5 mila euro dell’11 marzo.
Ad aprile si torna ai consueti 10 mila euro mensili, mentre a maggio ci sono addirittura due versamenti da 10 mila, il 6 e il 20 maggio.
L’estate 2010 purtroppo è asciutta: solo 5 mila euro a giugno, diecimila a luglio e zero ad agosto.
Il 16 settembre e il 18 ottobre si torna ai consueti 10 mila euro mensili.
Poi esplode lo scandalo Ruby sui giornali.
La notizia era già  nota al Cavaliere e al suo entourage almeno dall’inizio di ottobre, ma i versamenti non si interrompono. Anzi.
Il 18 ottobre partono 10 mila euro e il 14 dicembre Silvio Berlusconi ordina un secondo bonifico da 10 mila. Alla vigilia del Natale, il 23 dicembre, c’è il pensierino da 5 mila euro. Anche l’indagine non ferma il flusso.
Tre giorni dopo la sua audizione in Questura , Alessandra riceve l’ultimo bonifico da 10 mila euro.
Dopo il debutto alla trasmissione Veline, Alessandra Sorcinelli è entrata nel grande giro grazie a Emilio Fede quando il direttore indagato per favoreggiamento della prostituzione con Lele Mora, la selezionò nel 2008 come meteorina del Tg.
La seconda meteorina doveva essere Hellen Skopel.
Proprio la ragazza che ha dichiarato ad Annozero di essere stata scartata dopo avere detto no agli inviti per il weekend a Forte dei Marmi del direttore del Tg4.
La coppia di meteorine Alessandra-Hellen era stata già  lanciata.
Poco prima del debutto Emilio Fede cambiò Hellen con la sorella della Gregoraci.
E forse per lei è andata meglio così.

Marco Lillo
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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NIENTE PRESENZA AI FUNERALI DEL PARA’, BERLUSCONI ERA STATO OCCUPATO CON UNA SERATA DI BUNGA BUNGA CON 24 RAGAZZE FINO ALL’ALBA

Gennaio 22nd, 2011 Riccardo Fucile

IL 20 SETTEMBRE, ALLE ESEQUIE DEL PARA’ ALESSANDRO ROMANI, MORTO IN AFGHANISTAN, C’ERANO TUTTI, TRANNE IL PREMIER… “PAPI” ERA RIMASTO AD ARCORE DOVE LA SERA AVEVA FESTEGGIATO A BASE DI BUNGA BUNGA CON 24 RAGAZZE FINO ALLE 4 DEL MATTINO… “ERA TROPPO STANCO” PER ASSISTERE AL FUNERALE DEL GIOVANE MILITARE

Silvio Berlusconi era atteso ai funerali di Luca Sanna, 33 anni, il caporalmaggiore ucciso qualche giorno fa in Afghanistan.
Non si è fatto vedere.
Probabilmente ha preferito, dopo lo scandalo Ruby, evitare di presenziare a una cerimonia funebre mandando il sottosegretario Gianni Letta.
Non è la prima volta che Berlusconi salta appuntamenti istituzionali così delicati: sembra incredibile, ma lo scorso 19 settembre, mentre la salma del paracadutista della Folgore Alessandro Romani, trentaseienne originario di Roma, veniva accolta con cordoglio a Ciampino, il presidente del Consiglio era al telefono con Nicole Minetti.
Di scendere a Roma per salutare la famiglia del giovane militare ucciso da un cecchino non gli è passato, probabilmente, nemmeno per la testa: la sera, ad Arcore, erano infatti attese 24 ragazze, insieme ai suoi amici Emilio Fede e Carlo Rossella.
Così l’unico intervento ufficiale del premier sulla morte di Romani resta quello del 17 settembre, il giorno dell’attentato.
Poche righe da Palazzo Chigi: «Ho appreso con dolore la notizia della morte del tenente Romani… A lui va il mio più profondo ringraziamento e alla sua famiglia il mio più sentito cordoglio».
Il 18 il Cavaliere sembra in forma: va fino a Taormina, a presenziare al Congresso de La Destra dell’amico Francesco Storace.
Ma il 19 settembre, una domenica, non si muove da Arcore.
Tanto che alle 14,30 sono il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore del Lazio Renata Polverini e i vertici militari gli unici ad accogliere il feretro di Romani.
Che fa Berlusconi?
Alle 16,30 Nicole Minetti parla con un’amica che diventerà  testimone chiave nell’inchiesta su festini e prostituzione ad Arcore.
La consigliera regionale della Lombardia insieme al Cavaliere sta organizzando una festa per la sera.
«Ho sentito adesso the boss of the boss. Gli ho detto “Ahhh, allora stasera guarda che porto una mia amica”. Mi fa: “Ottimo”. Gli ho detto: “Guarda che ha la seconda laurea, ti dà  del filo da torcere”. “Ottimo”. Si vede che non poteva parlare…».
È l’intercettazione, ormai famosa, in cui la consigliera regionale spiega all’amica, T.M, che cosa succede durante la cena allegra del presidente.
Il pomeriggio, mentre i familiari del parà  accolgono il figlio caduto, c’è un vorticoso giro di telefonate tra le 24 invitate.
Tra loro le gemelline De Vivo, Barbara Faggioli, la prostituta Maria Ester Garcia Polanco, Barbara Guerra, Iris Berardi, altre escort e show girl come Raffaella Fico.
A Ciampino la cerimonia si è conclusa da un pezzo.
Ad Arcore iniziano le danze.
La serata è divertente, secondo le intercettazioni si conclude a notte fonda, verso le 2 e 30.
Le ragazze vanno via con gioielli e buste da 2000 euro, altre prendono ancora di più. Secondo gli inquirenti qualcuna si ferma per tutta la notte: le De Vivo, Aris Espinosa, la Fico.
Il Cavaliere, probabilmente, era soddisfatto.
Almeno stando ai racconti che T.M ha fatto il giorno dopo a un amico: «Io ho vissuto la serata come se fossi al “Bagaglino”… poi qualcuno ha iniziato a fare vedere il culo e da lì la serata è decollata».
Il giorno dopo, lunedì 20 settembre, nel pomeriggio alla Basilica di Santa Maria degli Angeli si officiano i funerali del tenente Romani.
In chiesa ci sono tutti: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che abbraccia i genitori, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini, i ministri La Russa, Brunetta e Meloni, Nicola Zingaretti, Pier Ferdinando Casini e i capi delle Forze Armate. Berlusconi è ancora ad Arcore: proprio come oggi ai funerali di Stato di Sanna, a rappresentare Palazzo Chigi c’è Gianni Letta.
Che cosa stava facendo il nostro premier quel pomeriggio?
Il presidente del Consiglio in serata ha in programma una cena di gala nella sua villa Gernetto a Lesmo insieme agli imprenditori della moda, Santo Versace in primis.
Ma è il dopocena che, forse, gli interessa di più: Roberta Bonasia, sua presunta fidanzata, non è potuta venire al festino della sera prima.
Deve recuperare: così – secondo le telefonate intercettate che la ragazza fa al fratello il giorno dopo – la invita all’happening con una novantina di imprenditori.
Poi verso mezzanotte il Cavaliere torna a Milano, in bella compagnia.
«Siam state lì e abbiamo fatto festa con le ragazze» commenta la Bonasio «C’era anche qualcuno che c’era alla cena, un macello!».
Il solito: discoteca, buste coi soldi, belle ragazze.
La serata da Silvio dura fino alle 4 del mattino. «Lui, ovviamente, distrutto». Le ultime forze per chiedere un favore a Roberta: contattare tre ragazze da portare il prossimo week-end. Questo ad Arcore.
A Roma, invece, le bandiere erano a mezz’asta per lutto cittadino.

Tommaso Cerno e Emiliano Fittipaldi
(da “L’Espresso“)

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LA NIPOTINA DI DANIELA SANTANCHE’, ASSESSORE ASSENTEISTA: ETEREA COME LA NIPOTE DI MUBARAK, MA CON 100.000 EURO DI STIPENDIO

Gennaio 22nd, 2011 Riccardo Fucile

APPENA ACCORDATASI CON “CHI LE DONNE LE VUOLE SOLO ORIZZONTALI”, LA EX PASIONARIA SANTANCHE’ HA SISTEMATO LA NIPOTINA COME ASSESSORE ALLA MODA ALLA PROVINCIA DI MILANO…MA PER SETTE MESI SILVIA GARNERO NON E’ MAI SFILATA IN CONSIGLIO

Silvia Garnero, classe ’84, da maggio a novembre non è mai comparsa in Consiglio.
L’opposizione ne ha chiesto le dimissioni con una mozione di sfiducia poi bocciata. L’assessorato rischia di costare 14 volte in più di quanto potrà  spendere nel 2011
Assessore provinciale con record di assenze e uno scarnissimo contributo alla vita politica scandito da appena tre delibere in un anno e mezzo di legislatura.
Il tutto a fronte di una spesa annua di 350mila euro.
Tanto vale l’assessorato di Silvia Garnero, piemontese classe ’84, che nel dicembre scorso, grazie all’aiuto della maggioranza, ha rintuzzato una mozione di sfiducia firmata dall’intera opposizione.
Alla fine di quel voto dirà : “Accetto questo atto in maniera rispettosa, ma anche con imbarazzo e stupore, perchè speravo che un certo modo di fare politica non trovasse posto in quest’aula. Voi mi date della fannullona e dell’incapace e io questo non lo accetto perchè è ingiusto e falso”.
Nella primavera del 2009 la sua nomina contribuisce a rafforzare le quote rose nella neo giunta provinciale di Milano governata da Guido Podestà .
Il più giovane assessore d’Italia, appena 25 anni allora, bella presenza, un curriculum politico inevitabilmente scarno, ma una grande dote da spendere: la parentela con il sottosegretario del Pdl Daniela Santanchè.
Tanto basta per spingere la giovane Silvia a palazzo Isimbardi.
A lei, Podestà , riserva l’assessorato alla Moda con delega di prestigio: quella all’Expo 2015.
Un bel successo per una ragazza che sul tavolo (politico) mette due lauree: in Graphic and Virtual Design alla facoltà  di Architettura del Politecnico di Torino e in Fashion Design a Milano.
Il sito della Provincia di Milano, poi, aggiunge particolari: “Silvia Garnero ha lavorato nel settore della comunicazione a livello internazionale per approdare al mondo della pubblicità  nel settore dell’editoria tradizionale e dei new-media”.
Da qui parte la sua carriera politica.
“Aderisce al progetto politico (quale sarebbe? ndr) di Daniela Santanchè e si occupa in veste di capostaff della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008. E’ nominata tra i coordinatori del Movimento per l’Italia e partecipa alla stesura del programma del nuovo soggetto politico. Attualmente è dirigente nazionale e ricopre la carica di tesoriere”.
E sarà  proprio l’Mpi a tirare la volata per la vittoria di Podestà  che sul posto lascia il presidente uscente Filippo Penati.
Il movimento della Santanchè non ha candidati in lista, eppure puntella la campagna elettorale dell’ex agente immobiliare di Berlusconi.
Spiegherà :”Io non faccio politica per le poltrone, nè per lo stipendio, mi batto per un progetto politico. Pensiamo a vincere, e poi avremo il nostro riconoscimento politico”.
Una poltrona, se non personalmente, la ottiene comunque.
E’ propria quella alla Moda su cui siede la giovane Silvia.
Nel frattempo, qualche settimana dopo le nomine, il quotidiano Libero le riserva una pagina d’intervista.
Solo una coincidenza che all’epoca la concessionaria per la pubblicità  sia la Visibilia di proprietà  della Santanchè.
La nipotina ha, però, le idee chiare: “Ho già  in mente due cose da fare: un road show nei comuni della Provincia per far avvicinare le persone all’Esposizione universale e poi sfruttare la mia giovane età  per coinvolgere il maggior numero di coetanei in questo progetto”.
E zia Daniela? “Vivo con lei e già  il fatto di starle accanto per me è stata una grande palestra di vita”.
Perchè “zia Daniela è molto severa e pretende tanto da sè stessa e da chi le sta accanto”.
Da allora il ruolino di marcia in Provincia segna tre delibere per contribuiti ad associazioni e un’informativa per il Digital Music Forum, manifestazione sull’evoluzione della musica nel web.
Ma il dato più eclatante, ricostruito nella stessa mozione, sono le spese: inizialmente, infatti, il budget dell’assessorato vale 220mila euro.
Tesoretto diminuito di 50mila durante la revisione del bilancio.
Mentre per il 2011 si prevede un massimo di 25mila.
“Insomma — calcola il consigliere Ezio Casati — , a fronte di una spesa annua di 350mila euro (tanto vale il conto dell’assessorato), ci cui 100 (lordi) per lo stipendio della Garnero, la provincia di Milano rischia di pagare 14 volte di più di quanto (in teoria) l’assessore alla Moda potrà  spendere dall’anno prossimo”.
Ancora più desolante il calendario delle presenze in Consiglio provinciale: dal 10 luglio 2009 al 6 maggio 2010, lo score segna quota venti.
Dopodichè fino al 4 novembre successivo di lei non si sa più nulla.
Nel documento si fa notare come ”in sedici mesi di attività ” Silvia Garnero “è stata relatrice di un’unica delibera di Giunta” e ha partecipato “a sole tre audizioni di Commissione”.
Due delle quali con la presenza dell’allora amministratore delegato di Expo Lucio Stanca, ma “limitandosi alla sola presentazione”.
Di più: il 14 ottobre, vigilia dell’appuntamento del Bie, la nipotina della Santanchè risulta assente in consiglio provinciale.
Eppure è lei l’assessore con delega all’Expo.
Sul tema la giovane Silvia inciampa di nuovo nel maggio scorso, quando è in pieno svolgimento la discussione sulle aeree di Expo.
Il nodo è semplice: come acquisirle.
Comune e Provincia sono irremovibili: comodato d’uso con la possibilità  per i proprietari di costruire dopo la fine dell’ evento;   il Pirellone, invece, insiste per l’ acquisto in modo da non avvantaggiare troppo i privati.
Bene, la Garnero nel suo intervento parla addirittura di esproprio.
Il grave incidente diplomatico viene salvato in zona Cesarini dall’intervento diretto di Guido Podestà  che la smentirà  pubblicamente.
Insomma, la giovane designer non sembra essere apprezzata nemmeno dalla sua stessa maggioranza.
La riprova arriva proprio il 16 dicembre quando Roberta Capotosti, ex Movimento sociale, ora Pdl vota a favore della mozione di sfiducia perchè, dice, “la politica, per come mi hanno insegnato ad intenderla e per come ho imparato a farla, è innanzitutto un atto d’amore nei confronti di un Ideale che, a seconda delle epoche, si declina via via in maniera differente, senza perdere, però, la sua natura originaria”.
Meno male che ci pensa la zietta a fare la morale.
Agli altri, ovviamente.

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