Destra di Popolo.net

PIU’ DEL FREDDO SUI NUMERI PESA LA DISAFFEZIONE VERSO LA POLITICA

Febbraio 25th, 2013 Riccardo Fucile

PROGRESSIVA DIMINUZIONE DEI VOTANTI, AUMENTO PER LE REGIONALI PERCHE’ “TRAINATE” DALLE POLITICHE….FINITO DI VOTO IDEOLOGICO AUMENTA IL DISPREZZO PER LA POLITICA

Finalmente, dopo una lunga e non entusiasmante campagna elettorale, siamo giunti al momento del voto.
Oggi, già  nel pomeriggio, grazie alle proiezioni, sapremo i primi risultati e potremo immaginare la composizione del governo che verrà .
Gli ultimi sondaggi, effettuati anche in queste ore, ci forniscono qualche idea, ma è indispensabile attendere la verifica finale sulla base di ciò che ci diranno le urne. Intanto è possibile fare qualche ragionamento sui dati, anch’essi inevitabilmente provvisori, relativi all’affluenza ai seggi.
Che appaiono però di grande rilievo.
È infatti confermato l’andamento già  rilevato in occasione delle ultime tornate elettorali, vale a dire la progressiva diminuzione della percentuale dei votanti.
Ma, almeno sulla base dei dati delle 22, il trend ha subito una improvvisa e molto consistente accelerazione: si è infatti recato alle urne addirittura il 7,3% in meno.
Nei contesti ove si è votato anche per l’elezione del presidente della Regione, la partecipazione è maggiore se confrontata alle amministrative precedenti, ma non rispetto alle politiche.
La competizione nazionale ha «trainato» quella delle regionali.
Ma nell’insieme la partecipazione è diminuita. E di molto.
Si tratta di un fenomeno che può essere ricondotto a due diversi ordini di motivi; il primo, per così dire, strutturale e il secondo, più importante, legato agli atteggiamenti dei cittadini.
Innanzitutto, si deve registrare il progressivo invecchiamento della popolazione e, di conseguenza, la maggiore difficoltà  per un numero crescente di persone a recarsi alle urne, specie con il cattivo tempo.
Ma il fattore atmosferico – è la prima volta che si vota in inverno – avrà  anche sicuramente frenato la partecipazione di cittadini di altre classi di età , già  perplessi sul votare o meno a causa della disaffezione dai partiti e dagli affari pubblici in generale. Ed è specialmente quest’ultima a costituire il fattore determinante dell’aumento di astensionismo.
Essa è legata al crescente disinteresse (finiti i tempi del voto di appartenenza, il seguire le vicende politiche e farsi un’opinione richiede un impegno cui molti, sempre di più, non sono disponibili) e, sopratutto, al disprezzo verso la politica.
Vista come il ricettacolo di privilegi ingiusti, a fronte di una azione inefficace e, talvolta, non corretta se non addirittura illegale: i ripetuti scandali succedutisi anche in questi ultimi mesi hanno inevitabilmente allontanato i potenziali elettori dalle urne. In qualche misura, questa tendenza è stata «frenata» dalla capacità  di attrazione del Movimento 5 Stelle, che tende a raccogliere e incanalare la scontentezza.
Ciò vale però soprattutto per i più giovani, più orientati verso le proposte di Grillo, mentre nelle altre classi di età  al disinteresse o all’insoddisfazione per la politica corrisponde una maggiore propensione all’astensione.
Con la conseguenza di un progressivo minore afflusso alle urne.
Un fenomeno che, ancora una volta, dovrebbe costituire un severo monito nei confronti dei partiti tradizionali e, specialmente, uno stimolo per essi a riconquistare la fiducia dell’opinione pubblica.
C’è da sperare che coloro che siederanno nel prossimo Parlamento tengano conto di questi segnali.

Renato Mannheimer
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: elezioni | Commenta »

FUGA DAL VOTO, CALO AL NORD, CROLLO AL SUD: PDL IN ALLARME

Febbraio 25th, 2013 Riccardo Fucile

IL FORTE CALO DELL’AFFLUENZA NEL MERIDIONE PREOCCUPA L’EX PREMIER… LE CITTà€ SETTENTRIONALI ALIMENTANO LE SPERANZE DEL CENTRO-SINISTRA

L’Italia volta le spalle alla politica, diserta le urne e timbra così la protesta.
Otto punti percentuali in meno che a fine della domenica di voto fa scendere l’asticella degli italiani che hanno scelto di andare al di sotto del 55 per cento contro il 63 circa (62,90%) dell’appuntamento precedente, tenuto nel 1998.
Il voto spezza ancor di più l’Italia in due, la divide dalle parti del Garigliano, appena sopra Napoli.
Il Mezzogiorno volta le spalle in modo clamoroso, segnando in alcune città , come Reggio Calabria, fenomeni di diserzione di massa.
Un compotamento che mette maggiormente nei guai quei partiti che tra la Campania e la Sicilia hanno detenuto una rendita di posizione negli anni immutabile, bottino prezioso (ricordate il cappotto berlusconiano siciliano?) per la conquista della maggioranza.
La storia oggi si vendica e insieme ai fiocchi di neve arriva da nord un altro significativo messaggio: al voto tengono un pochino meglio le aree metropolitane anche se il quadro generale resta desolato.
Le città  meglio della provincia, la pianura più della montagna.
E anche questo è un dato che — decrittato — induce a dare più speranza a quelle forze che nelle città  godono del più vasto bacino di consensi.
Gli insediamenti storici del centrosinistra sono nelle metropoli, quelli del centrodestra nelle aree periferiche delle rispettive regioni.
A questo primo dato si somma un secondo: l’area in cui il centrodestra è storicamente maggioritario (Sud e isole) risponde in modo più fiacco alla chiamata al voto.
Sicilia e Calabria si afflosciano di oltre il 10 per cento, con punte superiori al dodici, così la Sardegna.
La Puglia sembra fermarsi un po’ sopra.
Certo, c’è ancora la giornata di oggi, ma il trend è chiaro, il default netto.
Queste considerazioni impongono un uso sistematico del condizionale (si vota anche oggi fino alle 15), ma certo non riescono a negare l’impressione di fondo: il Sud sta voltando le spalle a Berlusconi.
La crisi economica, in terre dove il voto di scambio è purtroppo sistema fondante della relazione politica, mette fuori dal circolo elettorale una fetta robusta di società .
La rende estranea alla contesa o, al più, la libera da ogni assillo fideistico.
Questa nuova desertificazione allarga la corsa, in origine preventivata come un confronto tra Bersani e Berlusconi, al terzo, nuovo incomodo: Beppe Grillo.
La forza del Movimento 5 stelle si espande di ora in ora e tutte le analisi e le indagini già  decretano un risultato a cavallo del 20 per cento dei consensi.
Una forbice che può allargarsi e provocare un ribaltamento della classifica.
Se è vero che con il Porcellum la formazione più votata raccoglie almeno alla Camera il premio di maggioranza (e sembra certo che il Partito democratico si classificherà  primo), sarebbe politicamente dirompente assistere al sorpasso dei grillini su Forza Italia.
È una eventualità  che dieci giorni fa sembrava remota e adesso invece appare nell’ordine delle cose.
Il risultato di Mario Monti si annuncia attorno al 10 per cento. Comunque insoddisfacente. Tramonta in modo sempre più nitido il ventennio berlusconiano e rompe gli argini un movimento civico dalla difficile collocazione.
Quanti saranno i grillini? E cosa faranno?
Un unico interminabile filibustering , una voglia spasmodica di provocare di nuovo le urne da qui a qualche mese, oppure la scelta di collaborare su singoli temi?
È questione che da ora ha davanti a sè Pier Luigi Bersani, al quale forse riuscirà  di trovare dall’urna il massimo dei risultati attesi: maggioranza sia alla Camera che al Senato.
Con l’autosufficienza — l’ha già  annunciato — avrebbe la possibilità  di trattare da posizione di forza con i centristi. Fino a ieri era questa la meta conosciuta, l’obiettivo che saziava le ambizioni del leader del Pd.
Dopo questa nevicata, gelo elettorale in ogni senso, si dovranno rifare i conti.
Bisognerà  riaprire il quadernetto e correggere le cifre, scrutare il volto dei nuovi inquilini e forse, persino tentare di aggiungere qualche posto a tavola, sempre ammesso che l’ospite inatteso voglia accomodarsi.

Antonello Caporale

argomento: elezioni | Commenta »

“ECCO IL MIO VOTO PER GRILLO”: GLI AUTO-SCATTI DEI MILITANTI PUBBLICATI SU FACEBOOK

Febbraio 25th, 2013 Riccardo Fucile

RISCHIO ANNULLAMENTO…”NON CAPISCO COSA C’E’ DI MALE”

Suggeriscono di leccare la punta della matita copiativa per evitare che il loro voto possa essere cancellato.
Poi, appena tracciato l’agognata “x” sul simbolo del Movimento Cinque Stelle, estraggono dalla borsa lo smartphone e clic: voilà  la foto.
Pronta per essere postata su Facebook. Prova del buon lavoro fatto.
«Ecco, ho votato per il cambiamento, ho fatto il mio dovere, ho votato Beppe Grillo». In bella mostra per amici e parenti, nella fan page del social network “Noi voteremo il Movimento nazionale a Cinque Stelle di Beppe Grillo”.
Peccato che la cosa non si possa fare. E che, per chi fotografa la propria scheda elettorale, il codice (che forse ignorano o preferiscono ignorare) ipotizzi il reato di “voto di scambio”.
Ci sono cascati in tanti, ieri pomeriggio.
Persone che ora rischiano di vedere invalidato il proprio voto, e di incorrere in una denuncia penale.
Tra questi i primi sono due attivisti, probabilmente traditi dalla loro solerzia, sicuramente troppo zelanti, che uno dopo l’altro hanno pubblicato sulla Rete la loro impresa: il voto a 5 Stelle.
Il primo è Roberto Buri, subito redarguito da una serie di commenti sul suo post: «Toglila subito, non si può fotografare la propria scheda elettorale, è un reato».
Troppo tardi, perchè subito lo imita un altro militante, Amedeo Sollazzo, che scrive dalla provincia di Bari: foto simile, con matita in bella mostra e croce altrettanto visibile.
«Mandiamoli tutti a casa!!» si legge a corredo dell’immagine.
I due in fretta e furia cancellano da Facebook le due foto passabili di denuncia, ma la Rete, i grillini dovrebbero saperlo, non perdona.
Chi le ha viste ha già  pronto lo “screenshot”: vale a dire la foto della pagina Facebook dove era apparso lo scatto, che comincia a girare in rete e raggiunge a sera le oltre mille condivisioni.
Il Pd si allarma. A postare per primo le foto incriminate è Dario Mastrogiacomo, il coordinatore dei circoli Pd di San Lazzaro, paesino alle porte di Bologna, che rilancia subito gli scatti “incriminati”.
Alla sede del Pd di Bologna per un attimo pensano alla denuncia, poi si limitano alla polemica politica. «Scarsa cultura democratica » sentenzia il responsabile organizzazione del Pd di Bologna Raffaele Persiano, che avverte: «Attenzione a giocare col fuoco, la norma che sanziona questo reato è stata introdotta per contrastare il voto di scambio politico-mafioso».
Del resto, ragionano alla sede Pd, la procura agirà  d’ufficio.
Succede anche di peggio, mentre il leader del Movimento, Beppe Grillo, si fa attendere per tutto il giorno a Genova al suo seggio elettorale.
A Treviso un anziano di 80 anni, sorpreso telefonino alla mano mentre stava per fotografare il suo voto a Cinque Stelle, è stato scoperto dal presidente di seggio, che ha chiamato i carabinieri.
Altre foto anche su Instagram, il social utilizzato da milioni di utenti per pubblicare i propri scatti.
Uno degli scatti è di Vincenzo Bossa, che, prima di rimuovere pure lui il tutto dal profilo, si difende così: «Non capisco cosa ci sia di sbagliato nel pubblicare la foto del proprio voto».
Glielo spiega Vito Crimi, candidato del Movimento in Lombardia: «Voi lo fate per entusiasmo ma non potete dimostrare di non averlo fatto perchè magari costretti da un voto di scambio. Fate attenzione».
Ma non è questo l’unico “dubbio” a Cinque Stelle.
A preoccupare i grillini ci sono anche le “matite copiative”.
«Bisogna leccarle, per evitare che si possa cancellare il voto» istruiscono candidati come Matteo Dall’Osso in Emilia Romagna, ed eletti come il bolognese Marco Piazza.
Un suggerimento che scatena l’ironia del web — «ma sarà  igienico?» — che ha conseguenze concrete a Grosseto, dove la “psicosi da complotto” costringe persino a interrompere il voto per sostituire le matite.

Silvia Bignami
(da “La Repubblica“)

argomento: Grillo | Commenta »

L’INCOGNITA SENATO, RISCHIO INGOVERNABILITA’

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

TRA ASSALTO DEI GRILLINI E RISCHIO TENUTA DEI CENTRISTI: QUOTA SICUREZZA A 167 SEGGI

«Il mio primo compito è dare stabilità . Nessuno può pensare che in una fase come questa si possa tornare a votare in tempi brevi. Non ripeteremo gli errori del passato». Pierluigi Bersani anche nelle ultime ore che precedono il voto è sicuro che la sua coalizione uscirà  vittoriosa dalle urne.
Ma sa anche di non potersi permettere di replicare le esperienze litigiose dell’Ulivo e dell’Unione.
Il vero nodo di queste elezioni, infatti, è tutto qui: assicurare al Paese un governo solido e duraturo.
Una maggioranza in grado di affrontare uno dei momenti più difficili della storia repubblicana escludendo la soluzione di un’altra interruzione anticipata della legislatura.
Il centrosinistra è sicuramente lo schieramento che più di tutti “corre” per vincere le elezioni. E’ quello più accreditato.
Eppure questa campagna elettorale si è chiusa lasciando diversi punti interrogativi. Tutti gravidi di potenziali conseguenze drammatiche.
A cominciare dal rischio che la frammentazione del voto consegni un Parlamento paralizzato, bloccato nella palude dei veti incrociati e delle scelte confuse.
Per la prima volta dal 1994 — da quando cioè è stato introdotto un assetto sostanzialmente bipolare — il sistema politico si presenta alle elezioni con quattro poli. Un dato che può riflettere, soprattutto al Senato, una situazione di assoluta ingovernabilità .
Se, infatti, la legge elettorale garantisce alla Camera una maggioranza netta con un premio che assegna alla prima coalizione circa 340 seggi, a Palazzo Madama il gioco dei “bonus regionali” potrebbe costringere Bersani a trattare dopo le elezioni il sostegno di altri schieramenti.
Se si trattasse — come previsto da quasi tutti — di discutere con Mario Monti un patto di governo, il problema sarebbe con ogni probabilità  risolto rapidamente.
Basti pensare a quello che venerdì sera ha detto proprio il presidente del consiglio: «Mai con Vendola? Vedremo… ».
Una sorta di “mai dire mai” che ha di fatto aperto la strada al confronto.
Ma il punto è proprio questo: l’alleanza Bersani-Monti sarà  la strada più ragionevole e quella più agevolmente praticabile.
L’attuale legge elettorale — il Porcellum — lascia però aperto uno spazio amplio all’imponderabile: potrebbe determinare dei risultati devastanti in virtù o a causa di un sistema politico diviso in quattro.
Nella confusione di una Seconda Repubblica che ancora non si è incamminata verso la Terza, il patto tra centrosinistra e Scelta civica potrebbe insomma non essere sufficiente.
Una prospettiva che non appare probabile.
Ma sono emersi due elementi da questo punto di vista costituiscono delle vere e proprie incognite: il successo che sta riscuotendo il Movimento di Beppe Grillo e il calo di popolarità  di tutti i centristi.
Allora basta fare un po’ di conti per cogliere le possibili variabili: al netto dei senatori a vita, la maggioranza la Senato è fissata a quota 158.
Secondo i tecnici parlamentari, però, la vera autosufficienza — anche nelle commissioni — si ottiene quando si supera soglia 167.
La corsa alla pari tra centrodestra e centrosinistra (e ora anche Grillo) in tre grandi regioni — Lombardia, Sicilia e Veneto — mette in pericolo l’autonomia di Bersani: se non vince in quelle tre circoscrizioni potrà  contare su 143 o 146 senatori.
Se prevale solo in Lombardia può arrivare a 159.
In questo quadro il sostegno dei montiani è sicuramente determinante. La condizione, però, è che sia capaci di abbattere lo sbarramento dell’8% ovunque.
Se, ad esempio, Scelta civica si ritrovasse al di sotticabilità  to nelle cosiddette “regioni rosse”, tutto si complicherebbe.
Poi c’è un altro dato che va considerato: cinque anni fa il centrodestra guidato da Berlusconi ottenne il 46,8%.
Il centrosinistra con Veltroni il 37,5%. Questa volta difficilmente la coalizione vincente andrà  oltre il 35%.
E’ l’esito di una frammentazione amplificata dal Porcellum e già  rimarcata dal presidente della Repubblica.
In Francia i risultati sono stati analoghi: il Partito socialista di Hollande ha vinto le elezioni con il 28,6% , ma lì la compensazione è data dall’elezione diretta del presidente con il doppio turno. E’ quello che il professore D’Alimonte chiama «sistema disproporzionale».
In Italia, invece, la “vittoria in discesa” rischia di spiattellare in Parlamento una questione di praticabilità  parlamentare della maggioranza ed uno di rappresentanza politica.
Il probabile tsunami dei grillini farà  emergere questi nodi soprattutto se l’ex comico andrà  oltre il 15% e ancor di più se sfonderà  il 20%.
Ritrovarsi nelle aule di Camera e Senato circa 200 parlamentari che agiscono al di fuori di ogni profilo istituzionale può trasformare questa legislatura in una battaglia campale senza fine.
Il segretario democratico ha quasi profeticamente parlato di «governo da combattimento».
La situazione si acuirebbe se le formazioni “tradizionali” saranno penalizzate oltre previsto.
Il Pd potrà  opporre concretamente il suo risultato e legittimarsi come formazione-guida se riuscirà  ad attestarsi decisamente sopra il 28-29%.
Silvio Berlusconi se porterà  tutto il suo polo ben oltre il 30%.
Perderebbe circa un terzo degli elettori rispetto al 2008 ma manterrebbe la preferenza di un terzo degli italiani. In caso contrario la deflagrazione del Pdl e della Lega (in particolare se Maroni non conquisterà  il Pirellone) sarà  la prima conseguenza di questa consultazione.
Stesso discorso per Monti.
Il premier potrà  vantare un successo se la sua Scelta civica infrangerà  il muro del 14-15%, ma se scenderà  sensibilmente sotto il 12% l’operazione politica si rivelerà  una delusione. Considerando anche che per le coalizioni esiste a Montecitorio uno sbarramento del 10% al di sotto del quale non si elegge alcun deputato.
Quella evenienza trasformerebbe la performance centrista in un disastro: scomparirebbe anche l’Udc di Casini.
C’è poi chi come la Rivoluzione civile di Ingroia lotta per la sopravvivenza.
Per loro la vittoria equivale a superare lo sbarramento del 4%.
Tutte incognite che verranno disvelate ad urne chiuse.

Claudio Tito

argomento: elezioni | Commenta »

ELEZIONI LAST-MINUTE: UNO SU DIECI DECIDE ALL’ULTIMO MOMENTO

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

CHI SCEGLIE IN EXTREMIS DI SOLITO PREFERISCE LISTE FUORI DAI POLI PRINCIPALI…CALA IL PESO DELLA TV E CRESCE QUELLO DI AMICI E PARENTI

Finalmente si vota. Dopo una campagna elettorale lunghissima, che, tuttavia non ha suscitato indifferenza. Tutt’altro.
Il 46% sostiene, infatti, di averla seguita con interesse (sondaggio LaPolis-Università  di Urbino). Solo il 16% di averla, invece, ignorata.
Gli italiani, di fronte al voto, si dimostrano, dunque, coinvolti ma anche indecisi.
D’altronde, con la Prima Repubblica, è finito anche il tempo in cui si votava sempre allo stesso modo.
Per “atto di fede”.
Nella Seconda Repubblica – e dunque, da vent’anni – si è continuato a dividere il mondo in due. A votare “contro”: Berlusconi oppure la Sinistra.
Ma le fedeltà  si sono stemperate. I dubbi sono cresciuti. E i tempi della decisione si sono allungati.
Alle ultime consultazioni politiche, nel 2006 e nel 2008, circa il 15% dei votanti (intervistati dopo le elezioni, indagine LaPolis-Università  di Urbino) afferma di aver deciso – “di” e “per chi” votare – nel corso dell’ultima settimana.
Una componente del 6-7%, in particolare, solo nel giorno del voto.
Se così avvenisse anche in questa occasione, dunque, vi sarebbe ancora una quota di elettori indecisi, che si apprestano a votare, in grado di spostare gli equilibri tra forze politiche e schieramenti. Ma io credo che quanti decideranno solo oggi e domani – “se” e “per chi” votare – siano più numerosi rispetto alle ultime consultazioni: forse uno su dieci.
I “votanti dell’ultimo giorno”, infatti, si distinguono dagli altri per due aspetti specifici (LaPolis 2008).
Per una maggiore propensione astensionista e, di conseguenza, per un elevato distacco verso i partiti e le istituzioni.
Inoltre: per la preferenza verso liste esterne ai due maggiori schieramenti.
Da ciò derivano le ragioni che, oggi, alimentano l’indecisione.
In primo luogo, per la prima volta nella Seconda Repubblica, la competizione elettorale è multi-polare.
Non mette di fronte due soli schieramenti e leader in grado di intercettare la quasi totalità  dei voti, come nel 2006.
O, comunque, molto più dell’80%, com’è sempre avvenuto nelle precedenti elezioni politiche (dopo il 1994).
In questa occasione le due coalizioni maggiori, insieme, sembrano in grado di superare il 60%, ma non di molto.
Mentre altri due soggetti politici – Monti e il M5S – sembrano destinati a condizionare gli assetti successivi al voto.
Ciò ridimensiona la logica del “voto utile”. In quanto rende “utili” – e influenti – scelte diverse, non riassumibili nelle fratture bipolari del passato.
In secondo luogo, il distacco verso i partiti e le istituzioni ha raggiunto un livello molto più elevato rispetto al passato.
E la tentazione astensionista, per questo, si è allargata ulteriormente. Non per indifferenza, ma per ostilità .
Un terzo “incentivo” all’incertezza è offerto dal M5S guidato da Beppe Grillo. Il quale mette in rete diverse istanze sociali e diverse rivendicazioni. Ma riflette e amplifica anche il deficit di fiducia verso la politica e i politici.
Costituisce, dunque, un’alternativa all’astensione.
Così, è probabile che, in questa fase, l’indecisione di voto sia cresciuta e, di conseguenza, l’elettore “last minute” si sia diffuso ulteriormente.
Perchè si sono indeboliti i fattori che garantivano la stabilità  – se non la fedeltà  e la coerenza – degli orientamenti politici.
I riferimenti di valore – se non le ideologie – e i legami con i partiti.
Ma anche la fiducia nei principali leader e la credibilità  dei principali canali di comunicazione politica. In primo luogo, la tivù. Che risulta ancora il “mezzo” più “usato”, attraverso cui si informa gran parte della popolazione (l’80%).
Ma è, al tempo stesso, “ab-usato” e considerato poco affidabile.
Per questo non riesce a garantire un legame stabile con gli elettori. Ridotti a “consumatori” di un prodotto – i candidati e i partiti – che, anche per questo, tende a “consumarsi” in fretta.
Non è un caso che, come ha mostrato Luigi Ceccarini (in un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Paradoxa”), l’influenza della tivù sulla scelta degli elettori si riduca rapidamente via via che ci si avvicina al voto.
In particolare, fra gli “elettori dell’ultimo minuto”.
I quali attribuiscono valore ai consigli e ai suggerimenti espressi e raccolti da familiari, amici, colleghi. In altri termini, gli “indecisi estremi” si “affidano” alle figure di cui hanno maggior “fiducia”.
Così, fra gli elettori last minute, l’importanza riconosciuta al mondo delle relazioni dirette e personali sale: dal 13% al 25%.
Un “indeciso” su quattro – tra coloro che alla fine, tra dubbi e incertezze, si “rassegnano” a votare – lo fa perchè indotto e convinto da chi gli sta vicino. Da chi incontra e frequenta nel suo mondo di vita. Dove un tempo, non tanto tempo fa, erano presenti la politica e i partiti. Oggi non avviene più. Sono personaggi di un serial tivù. Scomparsi dal territorio e dalla società . I volontari, i militanti impegnati sul territorio, porta-a-porta: chi li ha visti? Così, “non ci resta che la famiglia”.
Gli amici. I compagni di lavoro.
A soccorrere gli indecisi, a orientare gli incerti. Fino all’ultimo minuto.
Finchè resterà  qualcuno, tra loro, a credere che votare serva, sia utile, c’è speranza. Che la democrazia rappresentativa abbia ancora senso.

Ilvo Diamanti

argomento: elezioni | Commenta »

AFFLUENZA ALLE 22 IN CALO DI 8 PUNTI RISPETTO AL 2008: HA VOTATO IL 52% DEGLI ITALIANI

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

IN CONTROTENDENZA INVECE IL VOTO ALLE REGIONALI IN LOMBARDIA E NEL LAZIO: A MILANO E ROMA + 15%

Otto punti di differenza.
Dal 61,22% del 2008 al 52,68% registrato al termine di questa prima giornata elettorale.
E’ questo il dato dell’affluenza alle elezioni politiche rispetto al 2008.
Neve e pioggia, che hanno colpito tutta la Penisola, hanno pesantemente condizionato l’affluenza alle urne in questa tornata elettorale, la prima in cui si sia deciso di votare a febbraio.
Così, se alle 19 avevano votato il 46,8% degli aventi diritto contro il 49,21% del 2008, alle 22 la forbice si è allargata complice il maltempo.
Ma se l’affluenza alle urne politiche diminuisce, si registra un sensibile aumento alle regionali in Lazio, Lombardia e Molise.
In particolare, è stata molto forte l’affluenza alle urne per le regionali in Lombardia (pari al 51,23%, alle precedenti regionali del 2010, l’affluenza alle urne, alla stessa ora, era stata del 37,61%) e nel Lazio, dove sono andati alle urne il 44,37%, contro il 31,48 della stessa ora di tre anni fa.
Forte l’affluenza a Milano città  — dove ha votato il 49,59% contro il 34,33% alle precedenti elezioni — e a Roma dove ha votato per le regionali il 44,26% (29,55% alle precedenti regionali).
Cresce, ma in misura minore, l’affluenza alle regionali anche in Molise: alle 19 ha votato il 32,96%, contro il 29,79% dell’ottobre 2011 (elezioni che sono state poi annullate su decisione del Consiglio di Stato).
Molto bassa l’affluenza alle 22 in provincia di Palermo.
Ha votato il 45,44% degli aventi diritto contro il 55,71% del 2008.

argomento: elezioni | Commenta »

IMU E GIAGUARI, L’ABC DELLE PROMESSE

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

DAL WEB GRATUITO AL TORMENTONE DEGLI ENTI INUTILI FINO ALL’ADDIO ALL’EURO

«Prometto tutto a tutti». Per sbarcare a Palazzo Madama l’aspirante senatore bolzanino Oscar Ferrari si è scelto uno slogan assai versatile.
Del resto, fa il fruttivendolo e lo sa: il cliente ha sempre ragione.
Il guaio è che la sua è una beffarda provocazione ma gli altri, troppi, fanno sul serio.
E tante ne hanno fatte, di promesse elettorali, da farci apparire come il collodiano paese di Acchiappacitrulli.
C’è di tutto, nel calderone. Impegni futuristi stile «2.0» come la «Cittadinanza digitale per nascita» e «l’accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano» voluti dal Movimento 5 Stelle. O antichi come l’aratro quale il solito tormentone riproposto dal Pdl: «l’abolizione degli enti inutili», che ha visto finora la bellezza di otto leggi varate da governi di ogni colore a partire dal lontano 1956.
E tutti lì, a spiegare cosa farebbero «nel primo Consiglio dei ministri», appuntamento ormai entrato nelle leggende come il Prete Gianni o l’isola di Aeros creata da Jeanette Winterson dove i diamanti sono così abbondanti da essere usati come combustibile e gli abitanti vanno a dormire «su un letto di storie rimboccandosi una storia fin sotto il mento a mo’ di coperta».
Ed ecco Paolo Ferrero, di Rifondazione comunista, spiegare che lui si dedicherebbe ad «aumentare stipendi, pensioni e istituire un reddito sociale per i disoccupati prendendo i soldi ai ricchi» e Magdi Cristiano Allam, leader di «Io amo l’Italia», assicurare che se ci fosse lui, a Palazzo Chigi, per prima cosa farebbe un decreto per restituire al nostro Paese «la prerogativa di emettere direttamente moneta a credito affrancandosi dal signoraggio della Banca centrale europea e delle banche commerciali. La nuova valuta nazionale sarà  emessa a parità  di cambio con l’euro e suonerà  valore legale immediatamente, salvaguardando il potere d’acquisto e il risparmio degli italiani».
E se alle borse non garbasse? «Lo Stato provvederà  attraverso gli organi di controllo a contrastare la speculazione dei mercati finanziari e a prevenire gli effetti inflazionistici. »
Dopo di che «restituirà  immediatamente i 100 miliardi di euro dovuti alle imprese e concorderà  con le banche straniere e italiane il ripianamento del debito forzoso contratto attraverso l’emissione di titoli a debito… ».
Sia chiaro, niente di nuovo in certi impegni di destra, di sinistra e di centro grondanti di ottimismo.
Basti ricordare che nel 1928, alla vigilia della Grande Crisi del ’29, Herbert Hoover conquistò la Casa Bianca annunciando, ahi ahi, «un pollo in ogni pentola, un’auto in ogni garage».
O che il mitico Corrado Tedeschi, per venire a cose nostrane, tentò la presa di Montecitorio alla guida del «Partito della bistecca» con la seguente piattaforma programmatica: «Svaghi, divertimenti, poco lavoro e molto guadagno per tutti. Tre mesi di villeggiatura assicurati ad ogni cittadino, abolizione di tutte le tasse, grammi 450 di bistecca a testa assicurata giornalmente al popolo, frutta, dolce e caffè».
Certo, il popolo oggi forse non ci cascherebbe. Forse.
Tuttavia…
A rretrati: «Nel primo Consiglio dei ministri, in caso di vittoria del Pdl, verrà  deliberata la moratoria di un anno dei pagamenti arretrati che gravano sulle piccole e medie imprese per debiti con il fisco» (Berlusconi a Mattino5 19 febbraio, vedi Ansa: «Inoltre Berlusconi ha promesso provvedimenti per l’impignorabilità  dei macchinari utili al lavoro e della prima casa sempre in caso di debiti fiscali. Ha inoltre assicurato l’eliminazione degli interessi, delle multe e degli oneri aggiuntivi nelle cartelle esattoriali che dovranno pretendere “solo quanto dovuto a titolo di imposta”»).
B ambino: «Un bambino, figlio d’immigrati, nato e cresciuto in Italia, è un cittadino italiano. L’approvazione di questa norma sarà  simbolicamente il primo atto che ci proponiamo di compiere nella prossima legislatura» (Bersani, intenti Pd).
C assa del Mezzogiorno: «Ridarò al Sud la Cassa. Nel mio programma firmato dalla Lega c’è un blocco intero che riguarda il Sud. L’istituzione di una nuova Cassa per il Mezzogiorno per canalizzare i fondi europei e fare in modo che siano spesi e quella della Banca del Mezzogiorno, operano già  250 sportelli sperimentali, l’istituzione di zone franche e il potenziamento di uno strumento fatto nell’ultimo anno del Governo Berlusconi» (Tremonti, Corriere del Mezzogiorno 9 febbraio).
D ue anni: «Cambieremo questo Paese in due anni» (Grillo in piazza Duomo a Milano, Adnkronos 19 febbraio). Donne: «Voglio applicare nella giunta lo stesso criterio delle liste. E cioè alternanza di genere. E visto che il presidente sarà  uomo, ci dovrà  essere maggioranza di donne in giunta. Non è demagogia ma esperienza: non hanno una ma due marce in più. La regola sarà  questa: 50% uomini e 50% donne» (Maroni, videochat al Corriere, 13 febbraio).
E dilizio, condono: «Se gli italiani daranno la maggioranza solo a me e al Pdl farò un condono tombale e anche un condono edilizio, perchè porta nelle casse dello Stato molti miliardi. Altrimenti cercheremo una maggioranza in Parlamento su quello edilizio» (Berlusconi da Annunziata, Leader, 8 febbraio).
F inanziamento pubblico: «Abbiamo inoltre già  pronta una proposta per annullare il finanziamento pubblico ai partiti e dimezzare il numero degli eletti in Parlamento e nelle amministrazioni locali» (Berlusconi, Ansa, 25 gennaio).
G iaguaro: «L’impegno che prendo è che smacchieremo il giaguaro» (Bersani 14 febbraio. Risposta di Berlusconi: «Sappia che se si riferisce a me, sotto le macchie c’è un leone»).
H ospital: «La sanità  pubblica spende ogni anno 790 milioni di euro in consulenze, la maggior parte delle quali inutili (…) mentre i cittadini spendono di tasca propria 834 milioni l’anno per pagare i ticket sulle visite specialistiche. Il ticket è una delle tasse più odiose e ingiuste perchè è una tassa che ricade su chi è più malato. Per questo noi vogliamo eliminare tutte quelle consulenze che non servono per tutelare la salute e abolire il ticket per sollevare da una spesa aggiuntiva quei cittadini che si devono curare (Bersani, Ansa, 20 febbraio. Replica di Alfano: «Una proposta generica con poche possibilità  di attuazione»).
I mu: «Credo di aver dato dimostrazione plurima di aver realizzato le cose con serietà . Non mi chiamerò più Silvio Berlusconi se, vincendo e avendo la maggioranza dagli italiani, nel primo consiglio dei ministri non sarà  deliberata l’abolizione dell’Imu e la restituzione» (Berlusconi, Tg
La7, 6 febbraio. Mentana: e come si chiamerà ? «Giulio Cesare»). «Non sono un imbroglione come ha detto Bersani, ho scritto personalmente una lettera a 9 milioni di elettori. Con quella lettera uno potrà  andare dai giudici e chiedere quanto ho promesso se sarò presidente del Consiglio. Con quella lettera inviata agli italiani ho dato un fantastico esempio di serietà . (…) Sono pronto a restituire i 4 miliardi dell’Imu utilizzando la mia fortuna. Per Forbes il mio patrimonio attuale è di 4,5 miliardi? Con mezzo miliardo io vivrò benissimo… » (Tribuna elettorale 22 febbraio).
L ibri scolastici: «Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità , con l’accessibilità  via Internet in formato digitale» (programma del Movimento 5 Stelle). Liste d’attesa in ospedale: «Devono essere pubbliche e online» (programma del Movimento 5 Stelle).
M oneta padana: «È utile e può servire nelle crisi economiche a dare aiuto alle imprese e ci sono studi anche alla Bocconi per creare un circuito alternativo: ci stiamo ragionando e non escludo che anche noi decidiamo di farlo» (Maroni, Ansa 9/2/13. Commento di Bersani: «Potrebbero chiamarla il “marone”: un marone, due maroni, tre maroni…»). Mai: «Monti? Come è possibile immaginare che io possa governare con la destra? Perchè Monti è la destra, quella destra più compassata, la destra delle èlite che pensano di avere il destino del comando. Insomma, io considero Monti, non un nemico, ma un avversario da battere» (Vendola, Ansa, 21/2/13) «Vendola? Allo stato degli atti mi sembra impossibile. Quasi impossibile… Impossibile. Del resto lo ha detto più volte anche lo stesso Vendola» (Monti, TmNews 22 febbraio).
N umero dei parlamentari: «Nella prima riunione del Consiglio dei ministri dimezzeremo il numero dei parlamentari» (Monti, Adnkronos 5 febbraio).
O mosessuali: «Proporrò una legge che garantisca i diritti delle coppie di fatto, anche dei gay» (Berlusconi a Leader di Lucia Annunziata, 8 febbraio).
P atrimoniale: «Vogliamo che la patrimoniale la paghi lo Stato» (Oscar Giannino, Ansa, 13 gennaio, spiegando la sua ricetta per rilanciare l’economia abbattendo il debito pubblico e la spesa: «Corro da solo. È una prova difficile, ma è solo l’inizio. Bisogna dirlo, in fondo il cristianesimo iniziò con dei martiri e dopo duemila anni è ancora tra noi»).
Q uadruplo: «Se gli italiani con il loro voto ci daranno la possibilità  di governare già  nel primo Consiglio dei ministri approveremo un decreto legge che consentirà  ad un’impresa di assumere un nuovo collaboratore senza dover pagare nè i contributi nè le tasse per i primi anni. Converrà  più di un’assunzione in nero. Se ogni impresa assumesse anche un solo giovane avremo 4 milioni di nuovi posti di lavoro (Berlusconi, Rai Web Radio, 7 febbraio. Risposta di Bersani: «Stiamo ancora aspettando la milionata dell’altra volta…»).
R eddito di cittadinanza: «La prima cosa che faremo, dopo essere entrati in Parlamento, è il reddito di cittadinanza per chi perde o non ha il lavoro. C’è in tutta Europa, non lo abbiamo solo noi e la Grecia. Così i giovani non saranno più costretti ad accettare qualsiasi lavoro. Non è giusto che chi si laurea, oppure ottiene per esempio un master all’estero, debba poi lavorare in un call center per 400 euro al mese. Vada la figlia della Fornero a fare quei lavori. Con il reddito di cittadinanza per tre anni daremo mille euro al mese, per dare tempo al disoccupato di cercare lavoro. Daremo noi le opportunità  di lavoro negli uffici di collocamento dove, attraverso la rete, offriremo due o tre lavori. Se ti rifiuti perdi il sussidio» (Beppe Grillo, Ansa, 30 gennaio).
S pread: «Lo spread si è dimezzato e adesso possiamo impegnarci in una riduzione puntuale e graduale delle tasse, bloccando la spesa. Mi sembra una cosa buona e liberale» (Monti, Ansa, 2 febbraio).
T asse: «Tratterremo il 75% delle imposte lombarde in Lombardia» (Maroni, slogan elettorale. Berlusconi: «Abbiamo chiesto a un comitato, costituito dai nostri governatori delle regioni del Sud, di esaminare questa proposta della Lega, prima di inserirla nel nostro programma. Ci hanno garantito che è realizzabile senza penalizzare in nessun modo il Sud. In caso contrario, d’altronde, non l’avremmo mai potuta accettare». (Berlusconi, La Sicilia, 23 febbraio). Tombale (condono): «Io sarei assolutamente d’accordo nel farlo. È sempre stato avversato dalla sinistra in maniera totale». (Berlusconi a La 7). «Assolutamente sì. Del condono c’è assolutamente bisogno. Se avrò la maggioranza verrà  fatto» (a La7, 4/2/13). «Il condono tombale si impone in caso di riforma fiscale radicale» (conferenza stampa, 4-2-13, correggendo quello che aveva detto la mattina).
U briacatura: «Se Monti, Fini e Casini restano fuori dalla Camera mi ubriaco. Questa volta credo che dobbiamo mettere il prosecco in frigo. C’è la possibilità  davvero che tra qualche giorno possa ubriacarmi per la prima volta» (Berlusconi, Ansa, 17 febbraio).
V ia dall’Italia: «Se Maroni vince ci stacchiamo dallo Stato centrale, quello che munge le mammelle del Nord. Basta, andiamo per conto nostro: senza più minacce o secessioni. (…) Vinciamo in Lombardia, prendiamo il Nord e lo agganciamo ad altre regioni della bassa Europa, i cantoni Svizzeri, la Francia meridionale. I soldi resteranno qui». (Bossi, Repubblica, 3 febbraio).
W eb: «Io propongo la diretta web del Consiglio dei ministri» (Oscar Giannino, Sole 24 Ore, 23/2/13 teorizzando la massima trasparenza: peccato che per vanità  si fosse inventato un master e un paio di lauree e in un comizio avesse urlato: «Chi è contro il merito avrà  una voce che gli dirà  “Taci Miserabile”»).
Z anzara: «Se mi reintegrano torno a fare il direttore del Tg1 e non il senatore. Il sacro fuoco del mestiere mi tenta più che fare il deputato» (Augusto Minzolini, La Zanzara, Radio24, 19 febbraio).

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: elezioni | Commenta »

A SILVIO ANCHE STAVOLTA GLIEL’HANNO FATTE VEDERE, CONTESTATO A SENO NUDO DA TRE ATTIVISTE DI FEMEN

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

PROTESTA AL SEGGIO ELETTORALE : “BASTA SILVIO”… BLOCCATE DALLA DIGOS CON LA FORZA, NON ERANO VESTITE DA SUORA

Lo hanno contestato a seno nudo mentre votava davanti al seggio allestito nella scuola Dante Alighieri in via Scrosati a Milano.
Tre attiviste del gruppo Femen, come da tradizione del gruppo, si sono spogliate, nonostante il freddo, e a petto nudo con le scritte «Basta Silvio» disegnate sul corpo con un pennarello rosso, si sono messe davanti al seggio di Silvio Berlusconi.
Le tre donne sono state allontanate dagli uomini della Digos che le hanno bloccate con forza per terra all’esterno della scuola e poi le ha arrestate.
Le attiviste hanno opposto resistenza e sono state portate in questura.
Le tre contestatrici sono straniere, due avevano accento dell’est europeo mentre una è di nazionalità  francese.
Si chiamano: Inna Shevchenko, Oksana Shachko and Elvire Dupont.
Il movimento delle Femen ha “rivendicato” la contestazione su Facebook.

.

.

.

argomento: Berlusconi | Commenta »

LA VIGILIA DI EGLE AL MERCATO DEGLI SCARTI: “BISOGNA CAMBIARE”

Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile

PENSIONATA A TORINO, E’ UNO DEGLI INVISIBILI CHE OGNI GIORNO IN PIAZZA RACCOLGONO GLI AVANZI… “PENSAVO DI AVERCELA FATTA, CI SENTIVAMO RICCHI E PIENI DI SPERANZA”

Non doveva finire così. Con questa sciarpa alta per nascondere il viso e le scarpette di pelle inadatte alla neve. Le mani screpolate. I denti che fanno male.
Gli occhiali ormai vecchi, che ti lasciano i contorni delle cose liquidi e sfocati.
Non doveva finire con questa paura di essere sorpresi, mentre stai agguantando una carota da terra.
La signora Egle Zorzan non è una ladra. Non ha mai fatto niente di male in vita sua. Ha lavorato, viaggiato, amato e pensato di avercela fatta.
Oggi, a 80 anni, sorride con disincanto, mentre mette via una mela scartata dal mondo e recuperata da lei.
Al mercato di Porta Palazzo, all’ora dei «raccoglitori», quando entrano in scena quelli che non possono permettersi di fare la spesa.
«Ci si vergogna un po’ – dice guardando dritto – ma in fondo è frutta buona. È un peccato. Andrebbe sprecata».
La prima volta era venuta per i giornali delle free press, quelli gratuiti.
Stava cercando un passatempo, ma ha trovato un modo per tirare la cinghia: «Ho notato che lo facevano in tanti. In particolare mi ha colpito una signora con la pelliccia: stava riempiendo un borsone di gambi di sedano. Mi ha sorriso, mi ha chiesto se volevo dividerli con lei. Quando sono arrivata a casa, li ho puliti bene, tagliati a pezzetti e messi nel surgelatore. Ci ho fatto il minestrone tutto l’inverno».
Sono giorni duri, questi. Di rinunce e minestre di fortuna.
Otto milioni di poveri in Italia, secondo l’Istat.
Nel 2012 solo a Torino sono state sfrattate 4.200 famiglie.
Diverse catene di supermercati hanno deciso di recintare i bidoni dell’immondizia, di fronte ai magazzini, per renderli inaccessibili. «È un modo per scoraggiare le code che si formavano alla sette di mattina», spiega un addetto alla distribuzione di Carrefour.
Giorni impietosi.
E adesso, dopo mesi di parole e promesse al centro della più brutta campagna elettorale di sempre, l’Italia va a votare e decide il suo futuro.
«Bisogna cambiare – dice la signora Zorzan – spero lo capiscano. Abbassare le tasse, alzare le pensioni minime. Prendersi cura di chi ha sempre lavorato».
I conti nel suo portafoglio sono presto fatti: 600 euro di reversibilità , meno 300 euro di affitto, meno le spese di condominio, le bollette, le tasse e il cibo.
«In media, ho calcolato, per mangiare spendo 5 euro ogni 3 giorni».
Eppure c’è stato un lungo periodo della vita in cui si era sentita orgogliosa, in pace e quasi ricca: «La mia famiglia è originaria del Veneto. Il paese si chiama Stanghella. Avevamo due campagne. Ero bambina e vedevo arrivare gli operai per la raccolta del grano, l’uva e il granturco. E quando mio nonno passava sul suo carretto, tutto il paese si toglieva il cappello: “Buongiorno signor Penon…”».
Sono partiti per Torino attratti dalla grande fabbrica.
«Era il ’59. Siamo scesi alla stazione di Porta Nuova con due bambini piccoli, come terroni del nord. Mio marito Giovanni lavorava in catena a Mirafiori. Ricordo quel periodo come il più felice della mia vita. Per me è stato il viaggio di nozze che non abbiamo fatto. Ricordo le lettere che spedivo a casa: “Mamma, siamo riusciti a mettere da parte 60 mila lire…”. Era una gioia».
Ma il ricordo più bello di tutta la vita forse – a ripensarci qui freddo, al mercato, oggi – è un altro: «La nostra famiglia su una piccola 500 nuova, con attaccata sul tetto una gigantesca lavatrice da regalare a mia suocera. Cantavamo fuori dai finestrini».   Adesso sono le due di pomeriggio. Il mercato sta sbaraccando. Venditori intirizziti gridano le ultime offerte anticrisi.
È tutto un rumore di cassette che si riempiono, ferri che cadono, carretti che trainano via, a pezzi, i banchi.
La signora Zorzan si ferma a parlare, consapevole di perdere i minuti propizi.
C’è un uomo di 92 anni, dentro a un giaccone azzurro, che spulcia una cipolla con le mani tremolanti. Una ragazza bella e arrabbiata che raccoglie costine.
Una pensionata in fuga dal suo quartiere: «Perchè qui non mi conoscono».
Donne anziane, muratori romeni, signori di mezza età  con piccoli trolley quadrettati e sguardi scientifici.
Quello che fa più male è il guizzo improvviso con cui raccolgono i pezzi da terra. Come fosse uno scippo. Qualcosa di inconfessabile.
La visione politica della signora Zorzan è la seguente: «Non credo più alle promesse di Berlusconi. Monti, oltre a mettere l’Imu, ha alzato troppo l’età  pensionabile. Grillo urla come la Lega all’inizio. Bersani non mi hai convinto, non so perchè. C’è solo un politico che avrei votato volentieri: Matteo Renzi».
Vada come vada, lei non resterà  a guardare. «Con gli ultimi risparmi ho comprato un pezzo di orto popolare. Le piantine dei piselli sono già  alte 7 centimetri. Ho piantato anche radicchio, cipolline, aglio, rape».
È così che resiste, lavorando ancora e facendo sacrifici ingiusti.
«Non sono più andata dal dentista. Anche l’apparecchio acustico costava troppo». Si è riscoperta povera quando pensava di averla scampata.
«E dire che con i risparmi per molti anni ce la siamo cavata bene. Abbiamo aiutato i nostri figli. Siamo stati in Spagna, a Parigi, molte volte in Liguria a Loano, un posto che mi piace tantissimo».
Ecco, se c’è un sogno che Egle Zorzan spera che la politica italiana non gli strappi via proprio questo: «Andare al mare a ottobre. Quando è bello, ma costa meno. Sto risparmiando. Vorrei tornare nella pensione che piaceva tanto a Giovanni, quella vicino alla stazione. Ci passavamo un mese d’estate, quando ancora ci chiamavano il signore e la signora Zorzan».

Niccolò Zancan
(da “La Stampa“)

argomento: povertà | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.761)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (465)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2013
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728  
    « Gen   Mar »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LIONE, SALUTI NAZISTI, RAZZISTI ED OMOFOBI AL CORTEO DEI 3.000 PER QUENTIN, I RESPONSABILI SARANNO DENUNCIATI
    • “MELONI SUONA LA GRANCASSA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI”. L’EX MAGISTRATO GIAN CARLO CASELLI: “ATTACCA I MAGISTRATI PERCHÉ I SONDAGGI INASPETTATAMENTE RIVELANO CHE NEL ‘SUO’ REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE POTREBBE ESSERE SCONFITTA. LO FA PERCHÉ INDICARE I MAGISTRATI COME NEMICI DELLA PATRIA FA SEMPRE COMODO A CHI DETIENE IL POTERE”
    • IL GOVERNO MELONI HA IL TRISTE RECORD DI VOTI DI FIDUCIA CHIESTI AL PARLAMENTO: SONO 108 IN 3 ANNI E 4 MESI, UNA MEDIA DI 2,7 OGNI 30 GIORNI. UNA CIFRA MAI RAGGIUNTA IN UNA LEGISLATURA. EPPURE, QUANDO ERA ALL’OPPOSIZIONE, LA DUCETTA FRIGNAVA PER LA “DERIVA PREOCCUPANTE PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA”
    • GIORGIA MELONI È FINITA IN UN CUL DE SAC SUL REFERENDUM: È COSTRETTA A POLITICIZZARLO PER RAVVIVARE LA CAMPAGNA PER IL “SÌ”, MA COSÌ FACENDO AVVANTAGGIA IL “NO”
    • LA SEMPRE LOQUACE GIORGIA MELONI HA PERSO LA PAROLA SUL CLAMOROSO STOP DELLA CORTE SUPREMA USA AI DAZI DI TRUMP: IL SILENZIO IMBARAZZATO DELLA PREMIER, FAN NUMERO UNO DEL TYCOON IN EUROPA, È UN ASSIST ALL’OPPOSIZIONE
    • SONDAGGIO PARTITI YOUTREND SKYTG24: CALA TUTTO IL CENTRODESTRA, IL PARTITO DI VANNACCI VICINO ALLA LEGA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA