Destra di Popolo.net

“GRILLO INQUALIFICABILE: RIFIUTA DI PARLARE CON TRE DISABILI E POI BUTTA VIA LA MAGLIETTA CHE GLI HANNO DONATO”

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DEL MOVIMENTO VITE SOSPESE: “E’ QUESTO IL CAMBIAMENTO? NON GUARDARE IN FACCIA I MALATI? E’ UGUALE AGLI ALTRI, FA SOLO PAROLE”

«Beppe Grillo è arrivato in piazza Montecitorio, era diretto al palazzo del Governo. Con le nostre carrozzine, e aiutati dai nostri accompagnatori, abbiamo cercato di avvicinarlo. Ma lui non ha voluto assolutamente parlare con noi, ci ha evitati e fatti allontanare».
Chi parla è Sandro Biviano, un giovane di Lipari, affetto da distrofia muscolare, che dal 22 luglio dello scorso anno è accampato insieme al fratello Marco, anche lui con la stessa malattia, e Roberto Meloni, anche lui disabile, a piazza Montecitorio.
Questi tre disabili da mesi vivono sotto la pioggia, sotto il sole, esposti alle intemperie per chiedere di poter accedere alle cure compassionevoli con cellule staminali mesenchimali adulte.
Ma i politici, i parlamentari, gli esponenti delle istituzioni passano davanti alla loro tenda e non si fermano neanche a guardarli, tantomeno ad ascoltarli.
E anche per i media, giornali e Tv, Rai in primis, sono «invisibili».
Quando ieri mattina hanno visto l’auto con Beppe Grillo, Sandro, Marco e Roberto hanno sorriso.
Loro erano convinti che il leader del Movimento si sarebbe fermato se non altro per ascoltarli.
Non chiedevano di più che essere ascoltati, e magari anche una parola di conforto. In questi mesi, da quando sono accampati sull’asfalto, le loro condizioni di salute si sono molto aggravate.
E i fratelli Biviano sono gravati anche dalla consapevolezza di aver lasciato a casa, a Lipari, le loro due sorelle, anch’esse affette da distrofia muscolare, anche esse in pericolo di vita.
«Invece Grillo non solo non si è fermato e ci ha impedito di avvicinarci, ma quando è uscito, da una porta di servizio, ci ha guardati malissimo. Una delle ragazze che ci hanno accompagnati, è riuscita ad avvicinarsi un po’ di più inseguendo la sua auto, e gli ha dato una delle nostre magliette con scritto “Non ho più voglia di morire”. Ma lui l’ha buttata via», racconta Sandro Biviano, che aggiunge: «Mi chiedo come possa un uomo non fermarsi di fronte alla sofferenza dei suoi simili. Pensavamo che Grillo fosse diverso, molti di noi avevano creduto nel cambiamento che aveva promesso nella sua campagna elettorale. È questo il cambiamento? Non guardare in faccia i malati? Sono deluso, molto deluso. Anche lui, come gli altri, fa solo parole. Ma non ho intenzione di fermarmi: la nostra protesta continuerà . Abbiamo deciso di andare a seguire Grillo durante uno dei suoi comizi in piazza, e questa volta la nostra voce si leverà  alta. Questa volta ci sentirà ».

Movimento Vite sospese
(da “Iene sicule”)

argomento: denuncia | Commenta »

INTERVISTA A MATTEO RENZI: “NON FACCIO MIRACOLI, NON E’ IL MIO PARLAMENTO”

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

“NON HO LA BACCHETTA MAGICA, SU MOLTE COSE OCCORRE MEDIARE”… “MI SONO DIMESSO DALL’AZIENDA DI FAMIGLIA, COME MI E’ STATO CHIESTO”

“Devo assolutamente dare dei dati e delle date. O do delle date o il Parlamento, che non è il mio Parlamento, non me lo porto dietro. O lo metto in forcing, o non tocco palla”. Matteo Renzi dopo oltre un’ora di intervista arriva all’ammissione: su molte delle cose che avrebbe voluto fare è costretto al compromesso: “Non ho la bacchetta magica”.
Mancano quattro giorni alle europee e il presidente del Consiglio riceve a Palazzo Chigi una vera e propria delegazione del Fatto Quotidiano: il direttore, Antonio Padellaro, il vice direttore Marco Travaglio, il direttore del fattoquotidiano.it, Peter Gomez, il giornalista d’inchiesta Marco Lillo e la cronista politica, Wanda Marra. Un’intervista d’eccezione per la quale Palazzo Chigi mette a disposizione “la saletta ovale” al quarto piano.
“Dove siamo qui?”, chiede Renzi arrivando. “In una delle sale del Dagl”, gli rispondono i funzionari. “Bello”, dice lui.
I giornalisti ai due lati del tavolo, lui a capotavola. “Scusate, mi tolgo la giacca”, dice. E resta in maniche di camicia. Ognuno ha portato il suo dossier e le sue pezze d’appoggio.
Soprattutto, Travaglio ha con sè un vero e proprio faldone: sono le 3300 domande che gli sono state mandate per Renzi via Facebook dai lettori del giornale.
A guardare questa campagna elettorale, l’impressione è che manchi una parte del   partito che non si è impegnata troppo. Non è che dopo che lei li ha rottamati hanno deciso di aspettare i risultati per rottamare lei?
Il risultato elettorale vi stupirà . I sondaggi non si possono dire, ma tutti gli indicatori dicono che sarà  molto positivo. Per il resto, non è vero. C’è un sacco di gente che fa campagna elettorale. Il Pd si è ripreso la piazza. Non da solo perchè Grillo se l’è tenuta, anche se ha fatto qualche piazza in meno e qualche spettatore in meno. E ricordo che abbiamo scelto di non mettere il nome Renzi nel simbolo, anche se avrebbe significato due punti in più.
Perchè vuole dare il Daspo ai condannati e con il peggio di tutti, Berlusconi, volete fare la riforma della Costituzione?
Nell’intervista al Fatto di Capodanno rilanciai l’accordo con Beppe Grillo (l’avevo già  fatto il 15 dicembre), proponendo di fare le riforme con lui, e la sua risposta fu — diciamo — aulica. Ebbe un’espressione indecente. Il giorno dopo la risposta di Grillo ho scritto una lettera a tutti i partiti: siete disponibili a fare le riforme? Così si fa. Tant’è vero che anche voi che avevate scritto che la mia celeberrima visita ad Arcore era stato un clamoroso errore sottolineaste che la legge elettorale non potevo non farla con Berlusconi.
La legge elettorale infatti, non le riforme costituzionali…
Stiamo parlando non del presidenzialismo o della riforma del governo, ma del Cnel, del Senato, del Titolo V. Sul Senato, le discussioni in corso sono veramente marginali: stiamo discutendo se una parte dei suoi membri debbano essere eletti dalle Regioni o indicati dai consiglieri regionali. Perchè Grillo non ci sta? Perchè ha fatto ostruzionismo sulle Province.
Grillo voleva abolirlo il Senato. E sulle Province le viene imputato di aumentare moltissimo i costi delle strutture. E come mai nel suo governo e nelle liste per le europee avete delle persone sotto inchiesta?
Io sono profondamente garantista. Ma sono quello che quando si è trattato di votare per Genovese, ho detto che bisognava farlo subito. Sono perchè la legge sia uguale per tutti. Per me finchè non sei condannato sei innocente. Barracciu, De Filippo, Del Basso de Caro e Bubbico e anche Renato Soru tra i candidati alle europee sono innocenti.
Anche per il Fatto sono innocenti. Ma è un problema di messaggi. Quali messaggi si danno così?
È una valutazione che rispetto, ma sono su posizioni diametralmente opposte a voi. Io sul punto la legge è uguale per tutti, mi faccio sbranare. Ho detto di sì all’arresto di Genovese, perchè era la richiesta di magistrati dello Stato italiano, che come tali vanno rispettati. Non c’era fumus persecutionis e allora noi abbiamo detto sì all’arresto. Io non cambierò mai idea su una persona in base a un avviso di garanzia. Poi, se uno è condannato, se ne va.
Ma non c’è nessuna democrazia al mondo in cui funziona così. E poi ci sono condannati iscritti al vostro partito come Greganti. E la Marcegaglia, la cui azienda è condannata per aver pagato tangenti all’Eni, lei l’ha messa Ad dell’Eni.
Metto a verbale che la mia posizione non è unica al mondo. È quella di tutti i paesi civili. Certo, c’è una diversa sensibilità  morale in altri paesi, quelli anglosassoni e non solo. Dove chi copia una tesi di laurea se ne va. Ma non è un problema solo della politica. Perchè la stampa italiana ha ramificazioni che in altri paesi non ci sono? C’è una morale che si costruisce con la scuola, con l’educazione.
Ma anche con segnali da parte del governo. Vi siete trincerati dietro la presunzione di innocenza.
Io ho difeso il principio di non colpevolezza. In questo sono più fedele alla Costituzione di voi. Ma per tornare alle domande: sono rispettoso di tutto e di tutti. Ma sono l’unico candidato non pregiudicato. Per arrivare a Greganti, parlo della vicenda Expo: è fisiologico che uno cerchi di rubare, è patologico che non glielo si impedisca. Il punto drammatico rispetto alla patologia del paese è che questi siano gli stessi di 20 anni fa e che un paio di personaggi almeno fossero noti alle cronache. Io dico: mai più.
E la nomina della Marcegaglia?
Emma Marcegaglia non ha alcuna pendenza giudiziaria, essendo la responsabilità  penale personale.
È stato condannato suo fratello come persona fisica e l’azienda in quanto azienda ha avuto una condanna per tangenti all’Eni. Le condanne le prendono anche le società .
Emma Marcegaglia è stata condannata sì o no? È una valutazione di opportunità .
Noi abbiamo raccontato che — grazie alla sua assunzione nell’azienda di famiglia — per dieci anni prima da presidente della Provincia e poi da Sindaco — ha avuto la possibilità  di maturare la carriera pensionistica e un Tfr. Cosa per altri non possibile.
Non volevo dirlo, e invece lo dico. Ho deciso di fare una cosa che mi costa: ero in aspettativa nella mia azienda di famiglia. Marco Lillo mi ha chiesto di dimettermi. E io un mese fa l’ho fatto. Anche se è stato un atto di attenzione, e non c’era nulla di giudiziario. È un’azienda in cui io ho sempre lavorato. Ho fatto l’università  da studente lavoratore. Consegnavo i volantini e distribuivo gli elenchi telefonici. Ebbi una lite violenta con Lamberto Dini che mi disse: ‘Ma questo lo consideri lavorare?’. E io dissi “Certo”.
Lei abolirà  il vitalizio per i parlamentari?
Sono convinto che è una cosa che va fatta e che siamo sulla strada per farla. Il regime vitalizio dal 2012 è cambiato, anche se, è vero, non abbastanza.
Come le è sembrato Grillo a Porta a Porta?
C’erano due grandissimi professionisti, che non a caso alla fine si sono dati il Cinque.
Ma è stato convincente?
Per me no. Ma non doveva convincere me. Però, a vedere i sondaggi non ha spostato molto. Ha fatto il 27% di share, moltissimo (io mi aspettavo di più anche di più). D’altra parte è arrivato in taxi, con il plastico, tornava da Vespa dopo 30 anni. Geniale. Io pagavo il biglietto per lui. Ma da quando fa politica mi risparmio i soldi. Solo che le domande sulle pendenze giudiziarie e le vicende patrimoniali a lui non si fanno. È stata una performance straordinaria dal punto di vista della tv. Ma se vuoi cambiare l’Italia devi votare Pd.
Le consiglieremmo di non fidarsi dei sondaggi. Bersani pensava di aver vinto l’anno scorso. C’è un elettorato molto mobile
Io allora dicevo “occhio”. E oggi ai miei ho detto di “correre”. Ma c’è un Pd molto più in salute.
Gli 80 euro sono un impegno che lei ha mantenuto. Ma dal 2015 sarà  mantenuto come nel 2014?
Sì. E ci tengo a dire che lo faccio per far ripartire l’economia e un po’ di giustizia sociale. Non come misura elettorale. Vi racconto come sono le coperture. C’è una tassazione sulle banche al 26%, da cui arriva un miliardo e 800 milioni, dalla spending 2 miliardi e 100 milioni. Di questi 396 vengono dalla difesa. E 300 milioni di recupero dall’evasione. Poi c’è la revisione della spesa sotto il profilo politico. Tagliando le Province, pensiamo di risparmiare 500-600 milioni, anche se ne abbiamo indicati solo 100. Ed è importante far cambiare verso all’Europa.
Come?
Queste elezioni sono importanti non per quanto prendo io, ma per capire se l’Europa cambia verso. Abbiamo vinto se noi diventiamo il gruppo di testa del Pse. Adesso, in testa ci sono i tedeschi. Abbiamo 70 seggi, dobbiamo prenderne più di 90. Se cambia l’Europa cambia anche l’ Italia, ma se l’Italia cambia, cambia anche l’Europa. E poi i Cinque Stelle che fanno? Se M5s prenda come lo scorso anno il 25 per cento, ne prende 20 di seggi . E quei 20 dove vanno? Con chi? Con Schulz, con Tsipras, con Juncker? Con qualcuno devono andare. Non possono fare una battaglia di testimonianza , non possono salire sul tetto. Casaleggio al Fatto ha detto “ciò che è virale è vero”: per me è agghiacciante.
Lei arrivò a sfidare Grillo al dialogo sulle riforme, in cambio della rinuncia ai rimborsi elettorali e promise di abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Grillo ha restituito 42 milioni di soldi pubblici e i suoi parlamentari metà  del loro stipendio. Lei su questo e sulla riduzione delle indennità  pensa di andare avanti?
Grillo ha portato un assegno a Vespa, io porto il libretto degli assegni di quello che il governo ha fatto: la vendita delle auto blu, il tetto agli stipendi dei manager. Poi ci sono le riforme che sono ancora a metà  e sono a metà  perchè Forza Italia ci ha chiesto di andare a dopo le elezioni e M5s ce l’ha chiesto di fatto con l’ostruzionismo.
Ma insomma perchè non rinunciate anche voi al finanziamento pubblico? Perchè non l’avete fatto voi?
Il governo precedente ha fatto una legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Entra in vigore dal 2017. Non si può pensare che mi abbiano dato la bacchetta magica per fare tutto quello che voglio io. Dirò di più: io le riforme costituzionali le avrei fatte dando più poteri ai sindaci non ai consiglieri regionali. Se arrivo a questo livello di compromesso — alto — lo faccio perchè devo trattare anche con gli altri. Comunque, il finanziamento è a decrescere fin quasi alla scomparsa. È vero, più lentamente di come avrei voluto io.
Potreste non prenderlo.
L’abolizione del finanziamento è ancora una mia idea e anche l’unico modo per recuperare la dignità  dei partiti. Ma ci vuole anche una democrazia. In un partito, come l’M5S, in cui lo statuto lo scrivono il fondatore e suo nipote non ci sto. Questo è un Partito Democratico: non è un partito che espelle la Salsi perchè va in tv e poi manda Grillo a Porta a Porta, Casaleggio a in Mezz’ora, Di Maio ovunque.
Lei ha dichiarato che vuole recuperare i delusi dei Cinque Stelle. Ma per esempio lei era per le preferenze e i collegi uninominali e sta facendo una legge totalmente diversa.
Sono ancora a favore di preferenze e collegi uninominali. Ma la legge che si può fare ha determinate caratteristiche. Io ritengo una priorità  il ballottaggio.
Ma perchè per le liste delle europee non avete fatto le primarie?
Ci sono le preferenze, non servono le primarie.
Ma vi venivano meglio le liste.
Facciano le primarie per i Cinque Stelle. Qualcuno di voi conosce un candidato di Grillo alle europee?
No (generale)
E parlate di primarie a me?
Dare delle date alle sue riforme visto che non è riuscito a farle, non è stato prendere in giro i cittadini?
La riforma del lavoro ha garantito a Electrolux di tenere 1200 persone. E quel giorno i Cinque Stelle si sono tolti la camicia. Io devo assolutamente dare dei dati e delle date. O do delle date o il Parlamento che non è il mio Parlamento dietro non me lo porto. O lo metto in forcing o non tocco palla. Ho detto marzo per la riforma del lavoro e l’ho presentata. Abbiamo convertito il decreto legge ed è iniziato il cammino del disegno di legge delega. La legge elettorale è passata in prima lettura alla Camera e in Senato tutti hanno chiesto di farla dopo la riforma del Senato. E questa si è scelto di tenerla ferma fino a dopo le elezioni. Per aprile avevo detto riforma della Pa. E l’ho annunciata.
A proposito di cose non fatte: non avrebbe dovuto dimezzare gli F35?
Dal 2012 al 2014 si sono siglati degli accordi. L’idea che si possano dimezzare oggi alla luce degli accordi che ci sono è più complicato. Abbiamo bisogno di ridurre l’impatto della spesa militare. Il punto è come. Certo, gli F35 sono una battaglia anche simbolica.
Il suo problema è aver avuto le elezioni vicine.
Se non avessi avuto le elezioni subito avrei fatto le riforme costituzionali. Ma in 80 giorni si è fatto quello che nessun governo ha fatto prima. Venerdì mattina faccio un’altra televendita. Come fate a negare il cambiamento radicale nella politica italiana degli ultimi 80 giorni?
I Cinque Stelle hanno 9 milioni di voti.
Ho rispetto per chi vota Cinque Stelle, per chi vota Forza Italia e per chi non vota per me. Non ho la puzza sotto al naso. Questo passaggio è decisivo per chi guida l’Europa. Il fatto che abbiano 9 milioni di voti è sociologicamente interessante. Ma io a Grillo ho chiesto “vieni a costruire, vieni a vedere le carte”. Lui non ha voluto. Si può dare una risposta o con una distruzione senza prospettiva, o con la costruzione di una sinistra europea. Io lavoro per questo. Avrò vinto le elezioni se il Pd sarà  il primo raggruppamento. E avrò perso se avrò preso meno voti di Bersani e Franceschini.

Wanda Marra
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Renzi | Commenta »

CARIGE: TRUFFA SU CASE E 21 MILIONI DI EURO IN SVIZZERA: “BERNESCHI A CAPO DI UN COMITATO D’AFFARI”

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

ARRESTATO L’EX PRESIDENTE DELLA BANCA LIGURE E ALTRI PROFESSIONISTI: L’ACCUSA E’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TRUFFA E RICICLAGGIO

Compravendite di edifici che nel giro di un solo giorno fruttavano 15 volte il valore dell’investimento.
L’uomo dalle mani d’oro del mercato immobiliare era il faccendiere Ernesto Cavallini, persona a cui Banca Carige ha continuato a rinnovare il credito, nonostante condanne e fallimenti.
Ad acquistare gli immobili, a un prezzo gonfiato e fuori mercato, erano le società  del comparto assicurativo di Carige, che a giudizio di Bankitalia hanno accumulato danni per almeno 100 milioni di euro.
Adesso, dice un’inchiesta della Guardia di Finanza, il mistero è svelato: non erano cattivi investimenti, ma operazioni concertate a cui partecipavano anche i vertici del gruppo-bancario assicurativo della gestione dell’ex presidente Giovanni Berneschi, che con quei soldi hanno investito in Svizzera.
Nei confronti dei destinatari dell’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Genova, vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
Berneschi è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di finanza che sta eseguendo 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti coinvolti in una presunta truffa all’istituto bancario Carige. Berneschi, che è vicepresidente dell’Abi, è ai domiciliari.
Gli altri arrestati sono Ferdinando Giovanni Menconi, ex amministratore di Carige Vita Nuova (domiciliari), 71 anni; Ernesto Cavallini, imprenditore immobiliare (domiciliari), 70 anni; Davide Enderlin, svizzero, 42 anni, avvocato (in carcere); Sandro Maria Calloni, imprenditore, 65 anni (in carcere); Andrea Vallebuona, commercialista di Genova, 51 anni (carcere), Francesca Amisano, nuora di Berneschi 47 anni (carcere).
Le indagini che hanno portato all’arresto di Berneschi e degli altri indagati hanno preso il via dalla relazione della Banca d’Italia depositato in procura nel settembre 2013 e sul quale sono ancora in corso le indagini e gli accertamenti da parte della Gdf.
Secondo la procura esisteva un comitato d’affari «in cui Berneschi e Menconi pianificavano le operazioni finanziarie sfruttando i loro ruoli nel cda di Carige Nuova» mentre Vallebuona, Amisano, Enderlin, Calloni «si prestavano a effettuare attività  di investimento e riciclaggio» con «complesse operazioni immobiliari e finanziarie».
Secondo la procura, Berneschi e Menconi «avvalendosi dei loro rispettivi ruoli di potere» hanno convinto il cda di Carige Vita Nuova a «effettuare due operazioni finanziarie» che secondo gli inquirenti configurano la truffa.
La prima operazione è avvenuta nel 206 e secondo la procura è prescritta mentre la seconda «è consistita nell’indurre la Carige Vita Nuova tramite una perizia gonfiata realizzata tramite lo stesso commercialista Vallebuona ad acquistare una quota della Assi 90, partecipata dalla svizzera Balitas a un prezzo di 5.600.000 euro risultata essere superiore di 45 volte il valore nominale».
Una cifra destinata ai reali beneficiari Berneschi e Menconi «soci occulti della Balitas».
Per la Guardia di finanza «Giovanni Berneschi, attuale vicepresidente di Abi e della Cassa di Risparmio di Carrara aveva creato un management fortemente condizionato dal carismatico leader ventennale sia del gruppo bancario che assicurativo».
Dal 2006 al 2009, secondo la Guardia di finanza, gli acquisti «gonfiati di società  facenti capo a persone compiacenti hanno fatto in modo che fossero portati in Svizzera circa 21 milioni di euro».
Di questi, «parte è stata impiegati per un investimento immobiliare in territorio elvetico i cui effettivi titolari erano i vertici del gruppo Carige».
Figura centrale dell’inchiesta sarebbe il faccendiere milanese Ernesto Cavallini. La procura di Genova indagava sulle strane compravendite immobiliari orchestrate dall’immobiliarista Cavallini, come ad esempio quella di un complesso edilizio acquistato e rivenduto in un solo giorno a Carige Vita a un prezzo quindici volte superiore (da 650mila euro a 8,9 milioni di euro).
Il denaro o parte di esso ricavato con questo genere di plusvalenze sarebbe stato portato illecitamente in Svizzera.

(da “il Secolo XIX“)

argomento: Giustizia | Commenta »

“I PROLETARI? SONO GLI ARTIGIANI E GLI AUTONOMI”: IL NUOVO CASARINI RIPARTE DA PAPA FRANCESCO

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

L’EX DISOBBEDIENTE, LA CORSA CON TSIPRAS E LA VITA IN FAMIGLIA A PALERMO: “I POLITICI ASCOLTINO FRANCESCO. HO CHIUSO LA PARTITA IVA, NON REGGEVO”

“E i figli come sono: ribelli? «No: ri-belli. Nel senso che sono bambini bellissimi…». È tutto in questa risposta, tenera tenera, il «nuovo» Luca Casarini. L’uomo che visse due volte.
Nella prima vita era un no-global molto attaccabrighe che si fiondava in tutte le rivolte di piazza da una parte all’altra del pianeta finendo in manette a Istrana e in Messico, a Trieste e Copenaghen, in Israele e a Torino.
Nella seconda non è che da incendiario sia diventato pompiere («incendiario, sinceramente, non mi sono sentito mai e pompiere oggi men che meno: solo che, andando verso la cinquantina, sono un po’ cambiato») però dopo aver messo su famiglia, ha deciso di dare battaglia in maniera diversa.
Fino a candidarsi al voto di domenica, nella circoscrizione di centro, con «L’altra Europa per Tsipras», la lista di quanti, nella scia del greco Alexis Tsipras, combatte l’anti-europeismo demagogo e populista teorizzando «un’Europa diversa, dei diritti e non delle banche».
Ma che c’entra, uno come lui, con un’intellettuale «liberal» quale Barbara Spinelli? «Sempre stato a favore di un’alleanza fra ribelli e democratici. E poi Barbara è Barbara. Sono affascinato da lei».
Non sarà  un po’ imborghesito, come accusano certi gruppuscoli duri e puri dell’estrema sinistra? «Ma va! Lo so io cosa ho in banca… Del resto Marcos diceva: “a destra mi danno del rivoluzionario, a sinistra del riformista: forse ho ragione”. Io resto in trincea sul fronte delle diseguaglianze, della povertà  con cui fanno ormai i conti 120 milioni di europei e quasi un terzo degli italiani. Uso una parola antica: contro le ingiustizie. Non possiamo accettare che 43 milioni di persone, nella Ue, vivano in miseria»
Lui la vede tutti i giorni, dice. Nei quartieri più infelici di Palermo.
Lasciato il Veneto («Ho costretto mia moglie a vivere sette anni a porto Marghera, appena lei ha avuto un contratto di ricerca in Sicilia, siamo venuti via») vive oggi alla Kalsa, nel cuore della città  antica e popolare: «Mi sono battuto per anni per tutti i Sud del mondo. Era scritto che dovessi venire a vivere nel Mezzogiorno»
Com’è stato il passaggio da un dialetto all’altro, dal «pesse» al «pisci», dai «folpi» ai «purpi»? «Nessun problema». Prima parola imparata? «Minchia». Conosceva già , la Sicilia? «Più che altro ero venuto a Comiso, contro la base Nato…». Ammicca: «Una visione un po’ ristretta».
Molto più complicati, più che quello familiare, sono stati altri traslochi: dai centri sociali al romanzo «La parte della fortuna» edito da Mondadori, dalle «tute bianche» alla contestazione dell’oppressione fiscale, dagli scontri di piazza alla partita Iva: «Mi ha cambiato la prospettiva. Il piccolo artigiano, il piccolo imprenditore, il piccolo autonomo è l’ultimo anello della catena, lavora 24 ore su 24, non stacca mai ed è attaccato da tutte le parti. È spesso, davvero, un sottoproletario dei tempi moderni». Dice che l’ha chiusa, lui, la partita Iva: «Non ero in grado di reggere. Adesso, a 700 metri dal Politeama, abbiamo aperto con alcuni amici uno spazio “co-working”. Dividiamo le spese, il telefono, gli spazi… Mettiamo insieme le idee…».
Basta a «calari ‘a pasta», cioè a dar da mangiare? «A intermittenza. Quanto possa essere pesante il lavoro a intermittenza lo provo io stesso tutti i giorni. Pensare di risolvere i drammi del lavoro solo con la precarietà  non ha senso. Se tu mi fai il decreto Poletti che prevede il lavoro a intermittenza pagato tre euro all’ora e ti dà  la possibilità  di lavorare due mesi e poi stai fermo un mese e poi ne lavori altri due da un’altra parte, quando stai fermo cosa mangi, come paghi il mutuo, come ti fai carico delle bollette? Non puoi fare un decreto come quello senza ragionare sulla “flexsecurity” e il reddito minimo garantito».
“A proposito, quella è una battaglia di Grillo: che ne pensa? «Metto tutto insieme, le cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. La somma è che lui non mi piace. Vuole mandar via tutti, avere il voto di tutti… La democrazia non è questa cosa qui. La democrazia è scontro ma anche confronto. È terribile questa idea di voler rappresentare tutti. Vuole piacere ai poliziotti ma anche ai no-tav. Come fa? È un populista. Come Berlusconi. O Renzi. Magari si attaccano fra di loro e si dicono cose tremende ma sono tutti “pop”. Noi siamo rock».
Casarini finì nelle case di tutti gli italiani, attraverso i tiggì, nei giorni del G8 a Genova. Portavoce dei «Disobbedienti», spiegava la strategia così: «Quando un giornalista mi telefona e mi chiede di dargli qualcosa da prima pagina, rispondo: “A Genova dichiariamo guerra ai grandi del mondo”. E quello lo mette in prima pagina. Oppure tiriamo fuori la storia degli “uomini topo”, che sono già  al lavoro, sempre a Genova, a scavare nei sotterranei. E loro abboccano».
Tredici anni dopo quelle giornate di violenza, il leader del movimento di ieri che i «giovani internazionalisti» di oggi accusano nella loro forum community d’esser dalla parte della «piccola borghesia imprenditorial-affaristica di stampo veneto», dice che lui non la capisce la rabbia di Grillo: «Quale visione ha della società ? Quale? La rabbia di Grillo è una cattiva consigliera. È un elemento giusto perchè bisogna arrabbiarsi davanti alle ingiustizie ma è sempre foriera, senza una visione, di storture…
E guai a ricordargli che anche la rabbia dei black block a Genova non aveva un disegno se non la violenza, lo sfascio delle vetrine, la demolizione delle auto parcheggiate, l’assalto alle filiali delle banche: «Certo, sono stati fatti degli errori. Ma quelle furono giornate buie. Guardiamo i processi: quelli che hanno spaccato e torturato le persone se la sono cavata con una tirata d’orecchi, quelli che hanno spaccato solo “cose” si son beccati 14 anni di galera».
Lui, racconta, è uscito assolto dopo otto anni con formula piena: «Mi avevano accusato di cospirazione contro lo Stato. Manco fossi un generale golpista…»
Fatto sta che ancora oggi è così legato a quella stagione che quando ha saputo di lui Andrea Camilleri, polemicamente… «No, no, con Camilleri credo che ci siamo chiariti. Del resto, non ha fatto forse un appello per votare per la nostra lista? C’è bisogno di sinistra».
Renzi non lo è? «Votando Renzi si vota Schulz, votando Schulz si vota Junker… Le larghe intese stanno mutando la natura della sinistra europea. Del resto, su un sacco di temi, a partire dai diritti e dall’attenzione alla povertà , all’emarginazione, alle periferie, all’immigrazione mi trovo molto meglio con tanti cattolici che non con gli esponenti del Pd. Prenda il traffico di armamenti: c’è solo il Papa a denunciare questo traffico». Ha preso una cotta? «No. Ma è stato straordinario il suo viaggio a Lampedusa. Così come la telefonata a Pannella sulle carceri. Un Papa che si occupa delle carceri! Peccato che, nel loro cinismo, i politici non lo ascoltino per niente…».

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: elezioni | Commenta »

LA RETE DI “POLIZIA” PARALLELA AL SERVIZIO DI SCIABOLETTA

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

UNA SQUADRA DI INFORMATORI CHE SCAJOLA UTILIZZAVA PER CONTROLLI PERSONALI

Aveva una sua particolare squadra di informatori, poliziotti, persone che utilizzava per controllare uomini e donne di cui aveva poca fiducia, e disponeva di informazioni delicate.
Claudio Scajola è un pozzo senza fondo di notizie. La “Spino”, Carole Spino, da Bordighera, deve “curare” gli spostamenti di Chiara Rizzo, la moglie del latitante Matacena, e scrivere un dossier sulle frequentazioni della donna; il sovrintendente di polizia Michele Quero, invece, avrà  il compito di monitorare spostamenti e incontri di Francesco Bellavista Caltagirone.
È prudente l’ex capo del Viminale, soprattutto con i telefoni. È il 12 dicembre 2012, quando prende il cellulare e chiama Chiara Rizzo. La donna ha problemi di soldi, “come faccio a mantenermi con mille euro? Ma, non ridiamo, con 1.200 euro? Quando io di casa ne pago 2 mila e rotti… io ho spese per 4 mila, e che vivo con 1200”.
L’unica soluzione, allora, è spostare soldi dalle società  ancora controllate dal marito Amedeo Matacena, erede di un vero impero, sui suoi conti correnti. Scajola è comprensivo e disponibile.
“Ho parlato con mia sorella Elsa chiedendole riservatamente un grande piacere. Domani mattina va a Montecarlo, vede lui alle 11… senti bene, mi ha già  accennato, con un telefono pulito, la vicenda e l’urgenza assoluta…”.
È quel “pulito” riferito al telefono che insospettisce e indigna gli agenti della Dia delegati dalla Procura di Reggio Calabria di monitorare le telefonate del “loro” ex ministro, tanto che parlano di “spregiudicatezza” dell’uomo che fu capo del Viminale.
Prudente e sospettoso, Scajola. Troppo, come può esserlo chi conosce le modalità  di controllo e investigazione della polizia.
Sono le 15:21 del 22 agosto 2013, Amedeo Matacena è ancora nel suo buen retiro delle Seychelles, cinque giorni dopo atterrerà  a Dubai e verrà  arrestato.
Nel frattempo la signora Matacena si rilassa a bordo di una nave da crociera . Scajola la chiama, vuole capire come sta, se si sta divertendo, poi parlano della casa che Chiara deve sistemare a Montecarlo.
A bordo di quella stessa nave c’è una vecchia conoscenza di Scajola, si tratta dell’armatore siciliano Gianni Barbaro, leader nel settore delle navi da turismo e per il trasporto di idrocarburi. È anche amico della Rizzo (“lo conosco da ragazzina, è anche amico di Amedeo (Matacena, ndr).”
L’armatore in quei giorni è dispiaciuto assai per una inchiesta palermitana e di Eurojust, che lo vede coinvolto in un giro di affari che riguarda la simulazione dell’acquisto di “sei navi in Corea del Sud, con lo scopo di fatturare costi mai sostenuti, sì da sottrarre al fisco oltre 20 milioni di euro.”
Nell’operazione restano coinvolte “compagini societarie attraverso le quali sarebbero stati trasferiti cospicui capitali presso banche svizzere, lussemburghesi, del Principato di Monaco e di Dubai.”
Una brutta vicenda giudiziaria, dalla quale l’armatore siculo cercherà  di affrancarsi versando la somma dovuta all’erario, anche se pesano ancora tutte le accuse penali.
Al telefono, ma sempre con estrema prudenza, l’ex ministro chiede alla Rizzo “se avesse capito qualche altra cosa da lui, qualche preoccupazione.”
Chiara, che secondo gli agenti della Dia viaggia insieme all’armatore, si mostra interessata, vuole sapere di più. “Si tratta di cose complicate — risponde Scajola — hanno a che fare, come scenario, sia il Nord che la Rocca Raineri. Allontanati da lui, anche al rientro in Italia”.
Chiara non capisce e continua a insistere, Scajola si spazientisce, la invita a “stare attenta”, perchè — e qui le orecchie degli agenti dell’antimafia si drizzano — a bordo potrebbero esserci passeggeri che stanno lì sia per guardare che per sentire… c’è stata una escalation e le cose riguardano anche elementi locali”.
Maledetto linguaggio cifrato, maledette intercettazioni che impediscono di essere chiari. Scajola è costretto a richiamare alle sei della sera mentre la nave veleggia nel Mediterraneo. “Hai capito? Io ti ho riferito queste cose perchè devi sapere che qui si vive in un mondo che fa schifo, e io ho paura per il fatto che farete tu e lui il volo Atene-Nizza insieme”. Chiara lo tranquillizza, il volo insieme non si farà .
È raggiante in quei giorni lady Matacena detta “coppa di champagne”. La crociera va bene, Claudio è lontano, ma a bordo c’è tanta bella gente.
Il giorno prima, si è sentita con l’ex ministro e gli ha raccontato di una serata da urlo. “Per tutta la sera ho avuto accanto a me un uomo affascinante. È stato un incontro stupendo e spettacolare. Lui è proprietario di una catena di alberghi a Venezia. Le donne sono rimaste tutte colpite dalla sua bellezza, ma per me non era bello, diciamo affascinante. Ma anche lui è rimasto molto colpito da me”.
Gli 007 della Direzione antimafia di Reggio Calabria, registrano, annotano, sorridono. La linea cade.

Enrico Fierro e Lucio Musolino
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Giustizia | Commenta »

BIAGI NON ERA A SUA INSAPUTA

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

LA PROCURA DI BOLOGNA RIAPRE IL CASO: IPOTESI OMICIDIO PER OMISSIONE… SCAJOLA NEI GUAI PER LE CARTE FIRMATE DAL SUO PRIMO COLLABORATORE AL VIMINALE

Ecco le carte che accusano Scajola. Questi documenti insieme alla testimonianza di chi li ha vergati, l’allora segretario particolare del ministro dell’Interno Scajola, Luciano Zocchi, hanno portato la Procura di Bologna a riaprire l’indagine sulla mancata protezione del giuslavorista Marco Biagi, ucciso il 19 marzo 2002 dalle Brigate Rosse.
Zocchi, carte alla mano, accusa Scajola di non avere fatto nulla nonostante fosse stato avvertito del rischio con una lettera.
Inoltre accusa il prefetto Giuseppe Pecoraro di avere pronunciato, per replicare al suo allarme su Biagi, la frase: “ma quello si fa le telefonate (di minaccia) da solo”.
Pecoraro nega, da quello che risulta al Fatto, ma il carteggio che oggi pubblichiamo unitamente alla testimonianza di Zocchi è impressionante.
Al punto che il pm di Bologna Antonello Gustapane ha riaperto l’indagine 12 anni dopo, stavolta per omicidio per omissione, un’ipotesi di reato più grave dell’omissione semplice che si sarebbe prescritta nel 2009. L’inchiesta è contro ignoti.
L’ex capo segreteria di Scajola non ha mai parlato perchè: “nessuno mi ha mai chiamato a deporre”.
Zocchi vedeva aumentare la distanza tra le versioni ufficiali e quello che sapeva lui e ha conservato le carte per sua tutela.
I documenti sono saltati fuori per caso quando è stato perquisito nel 2013 in un’altra indagine sull’eredità  dei Salesiani dalla quale è uscito con la richiesta di archiviazione della stessa Procura. Il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone lo ha ascoltato e ha immediatamente inviato il materiale esplosivo a Bologna.
Qui il pm Gustapane ha risentito lui e poi ha convocato gli altri protagonisti della vicenda: la moglie dell’allora sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi, Enrica Giorgetti, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il prefetto Giuseppe Procaccini, recentemente protagonista del caso Shalabayeva.
Scajola a Libero nel 2007 dichiarava: “Io non sapevo nemmeno chi fosse Biagi. Le pare che se avessero detto al ministro: ‘metti la scorta a Biagi’ non sarei intervenuto? Se non l’ho fatto significa che nessuno mi avvertì”.
Ora un appunto su carta intestata del Ministero firmato da Zocchi quattro giorni prima della morte di Biagi lo smentisce.
“L’onorevole Maurizio Sacconi — scriveva Zocchi — ti segnala l’opportunità  di rafforzare la tutela soprattutto del Prof. Marco Biagi, consulente del Ministro Maroni, ‘successore ‘ di Tarantelli, D’Antona ecc…”. L’elenco sinistro delle vittime delle Br purtroppo si è allungato con il nome di Biagi quattro giorni dopo dando un significato premonitore a quel ‘successore’.
Molto tempo prima di essere sentito dai pm Zocchi ci ha raccontato la sua versione con il patto che l’avremmo pubblicata in esclusiva ma solo quando lui avrebbe dato il via libera.
Zocchi temeva ripercussioni legali ma oggi, dopo che l’inchiesta è stata svelata, abbiamo deciso di pubblicare le dichiarazioni raccolte nel 2011.
“La moglie di Maurizio Sacconi, Enrica Giorgetti, che io conosco da tanti anni — ci ha raccontato Zocchi — per il mio precedente lavoro come dirigente della Unilever, mi telefona il 15 marzo del 2002. Mi dice che è uscita su Panorama la relazione dei Servizi segreti nella quale si parla dei rischi di attentati per i consulenti del ministero del lavoro. Mi dice che teme per il marito ma di più per Marco Biagi.
‘Luciano — mi implora la Giorgetti — prometti che farai tutto il possibile per Biagi, lui rischia la vita’. Immediatamente — prosegue Zocchi — scrivo un appunto (pubblicato sopra, ndr) nel quale segnalo a Scajola che il ministro Sacconi, non cito la moglie per sintesi, chiede di ‘rafforzare la tutela’ di Biagi.
Non immaginavo che non avesse nemmeno un uomo a sua tutela. Poco dopo mi arriva una telefonata dell’allora direttore generale di Confindustria Stefano Parisi che mi ribadisce la sua preoccupazione per Biagi e chiede un incontro urgente al ministro.
Io metto i due fogli insieme in una busta marrone con su scritto ‘personale urgente per On.le Claudio Scajola’ che viene consegnata alla segretaria del ministro, Fabiana Santini (poi divenuta assessore della giunta Polverini nel Lazio, ndr).
La prova che la lettera sia stata consegnata è nel secondo foglio (quello sulla telefonata di Parisi, ndr). Non c’è il protocollo ma la mia segretaria — spiega Zocchi — aveva scritto in alto la data e persino l’ora h 11 e 13 minuti e poi: ‘consegnato alla d.ssa Santini’”.
Zocchi è sicuro che Scajola abbia letto i messaggi perchè, spiega: “la sera dello stesso 15 marzo ricevo una telefonata di Scajola tramite la Batteria del Viminale. Il ministro mi dice con voce scocciata: ‘Come conosci Stefano Parisi?’.
Non era interessato alla scorta di Biagi ma sembrava irritato perchè io conoscevo un personaggio importante. Lui era fatto così.
Comunque mi dice che lo chiamerà  anche se non riuscirà  a incontrarlo perchè l’indomani è in partenza. Arriviamo così al 19 marzo, ero al ristorante Il Bolognese con un gruppo di politici liguri e mi chiama Enrica Giorgetti sconvolta: ‘lo hanno ammazzato’.
A quel punto chiamo subito Giuseppe Pecoraro, per dargli la notizia. Lui rimase di stucco. Sa perchè? Appena ricevuta la telefonata di Enrica Giorgetti il 15marzo io cercai Scajola ma era a presiedere il comitato nazionale sulla sicurezza.
Allora inviai le lettere alla Santini e la richiamai per sincerarmi che fossero state consegnate. Poi feci fare le fotocopie (che sono state sequestrate e che pubblichiamo, ndr). Però non mi accontentai. Andai da Giuseppe Procaccini, allora vicecapo della Polizia, con le fotocopie delle lettere in mano. Gli parlai della questione della scorta a Biagi e lui mi disse di parlarne con il capo della segreteria del dipartimento, Giuseppe Pecoraro dal quale dipendevano le scorte”.
Zocchi si precipita da Pecoraro sperando che lo ascolti: “Avevamo un amico in comune ed eravamo andati a cena una volta allo Scarpone al Gianicolo. Quando gli faccio vedere le lettere sulla richiesta di tutela lui mi gela: ‘Ma questo Biagi è quello che si fa le telefonate da solo’. Questa frase io l’ho letta la prima volta solo molti mesi dopo, quando Scajola si dimise perchè diede a Biagi del rompicoglioni. Gli dissi: ‘guarda che non me lo sono inventato io, mi ha chiamato la moglie di Sacconi’”.
Il giorno dopo Zocchi incontra Enrica Giorgetti perchè temeva che dessero a lui la colpa del mancato allarme. “Le dissi: ‘dì a tuo marito che io ho fatto il mio dovere e ricordo come fosse oggi che le ho mostrato le lettere in un bar vicino alla Chiesa evangelica”.
Nei mesi successivi Scajola affidò il compito di accertate le responsabilità  al suo capo di gabinetto, il prefetto Mario Sorge, scomparso due anni fa. “Pensavo che mi chiamassero in causa e sarei stato felice di parlare allora. Sarei molto curioso di sapere se c’è il mio nome nella relazione Sorge. Mi consultai con il mio padre spirituale che mi disse: ‘Luciano tu hai fatto quello che dovevi. Se ti chiamano parla’”.
Zocchi non fu mai chiamato e ora ha un grande rimpianto: “vorrei tanto incontrare la vedova Biagi per spiegarle tutto”.

Marco Lillo
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Giustizia | Commenta »

BERLUSCONI NON SPERA PIU’ NELLA GRANDE RIMONTA: “ARRIVARE POCO SOTTO IL 20% SAREBBE UN SUCCESSO”

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

“SE PERDO NON FARO’ SALTARE IL VOTO”: E SILVIO APRE ANCHE ALLE LARGHE INTESE

La “remontada” questa volta non c’è.
Gli ultimi report recapitati a Berlusconi a Palazzo Grazioli prima che raggiungesse gli studi di Porta a Porta decretano quel che era nell’aria.
La rincorsa per Forza Italia si ferma qui, oltre non può andare. Bisogna correrei ai ripari, virare la comunicazione, metterci già  una pezza. «Per noi anche quella manciata di punti sotto il 20, in queste condizioni, sarà  un successo, è il messaggio che dovremo rilanciare domenica notte» è la linea che il leader detta anzitempo allo stato maggiore del partito.
Da Vespa mette le mani avanti: «L’esito delle Europee non influenzerà  il percorso delle riforme, anche se Forza Italia dovesse andare male».
La strategia è a più ampio raggio. Un ipotetico flop del Pd potrebbe riportare indietro le lancette, costringere a un governissimo da ultima spiaggia per fronteggiare quello che Berlusconi chiama «l’autoritarismo della banda Grillo-Casaleggio».
E allora ecco servita in tv la nuova apertura sulle riforme.
Votarle? «Se Renzi ne presenterà  di buone, allora sì, quella del Senato fa ridere». E un ingresso nel governo dopo le Europee? «Questi sono scenari futuri» taglia corto l’ex Cavaliere.
Perfino nei confronti del Quirinale i toni sono smorzati. La deputata Michaela Biancofiore deposita in Procura un esposto sottoscritto da cinque parlamentari (tra i quali Minzolini e Giammanco) sul caso Geithner per «attentato agli organi costituzionali italiani», evocando l’impeachment.
Berlusconi se ne tiene alla larga e a Porta a Porta chiude: «È impossibile, bisogna avere la maggioranza in Parlamento». «Siamo la forza della responsabilità , della serietà  » sottolinea Giovanni Toti a Repubblica tv, in linea col nuovo mood .
È contro Grillo che Berlusconi va a fondo come mai finora. Convinto com’è che il “tribuno” punti «ormai a un Piazzale Loreto, dopo il voto», con questa storia dei «tribunali del popolo via web» contro politici e giornalisti.
«È stato condannato per triplice omicidio colposo, non è stato un incidente ma una cosa che ha voluto lui e questo la dice lunga sulla sua natura» attacca ad Agorà .
Poi se la prende con il presidente della Vigilanza Roberto Fico che aveva denunciato un «patto segreto Berlusconi- Renzi per svendere Raiway».
Ancora da Vespa: «Lo querelo, quel grillino è un buffone». È lo stesso ex premier che in mattinata aveva lamentato di essere stato giudicato «da un plotone di esecuzione», in un Paese in cui «la democrazia è finita: possiamo essere arrestati per un nonnulla».
Visi tirati, tensione alle stelle nel quartier generale che si prepara ai colpi finali.
Ci sono piccoli segnali che a scoraggiati parlamentari forzisti danno la misura dell’inversione di tendenza.
Il video della sala convegni degli agenti immobiliari a Roma che ieri mattina si è svuotata tra le proteste in platea quando Berlusconi in collegamento telefonico ha iniziato a comiziare, è stato il primo colpo.
L’altro in serata, quando sta scendendo il sipario nello studio di Vespa: il leader chiede un minuto in più per l’appello finale, che il conduttore gli nega: «No presidente, doveva pensarci prima»,
Berlusconi insiste, ma parte la sigla. È il clima che cambia anche nel salotto un tempo amico, e pazienza se Vespa anche con lui aveva esordito a inizio puntata scattando un selfie.
Oggi il leader chiude a Roma e domani a Milano, con le uniche apparizioni pubbliche.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubbica”)

argomento: Berlusconi | Commenta »

NCD, NUOVO CENTRO DETENUTI

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

DIVERSAMENTE BERLUSCONIANI: HANNO PIU’ INQUISITI DI FORZA ITALIA, INFATTI

Ricordate Ncd, alias Nuovo Centro Destra, nato a novembre dalla scissione dei ministri Pdl che non volevano mollare le poltrone del governo Letta e infatti le conservarono nel governo Renzi?
Alfano li battezzo con l’immortale definizione di “diversamente berlusconiani”, superata pero in umorismo da quella scalfariana di “nuova destra europea e repubblicana”.
Bene, in meno di sei mesi di vita si sono affermati come la bad company di Forza Italia: infatti la sola caratteristica che li fa diversamente berlusconiani e che hanno collezionato qualche inquisito e detenuto piu dei berlusconiani.
Pareva una missione impossibile, invece ce l’han fatta. Chapeau.
Da Schifani indagato per mafia, a Gentile costretto a dimettersi da sottosegretario, a Formigoni rinviato a giudizio per corruzione, e’ tutto un florilegio.
L’ultimo della lista e’ Paolo Romano, presidente ex forzista del consiglio regionale di Campania, finito l’altroieri ai domiciliari per tentata concussione perche’ —scrive il giudice — “puntava a imporre i suoi favoriti agli incarichi di direttore sanitario e direttore amministrativo e procedeva con logiche di spartizione politica” all’Asl di Caserta.
I motivi della cattura sono gli stessi della candidatura alle Europee: e con questi sistemi, nel Sud ma non solo, che si diventa signori delle tessere e si scalano le istituzioni.
Per fatti simili, ma all’Asl di Benevento, Nunzia De Girolamo (ovviamente Ncd) fu indagata e si dimise da ministro dell’Agricoltura. Si dira: e’ solo indagato.
Vero, ma Giuseppe Scopelliti ha una condanna a 6 anni in primo grado per abuso, e’ decaduto da governatore della Calabria, dunque e pure lui nelle liste europee di Ncd: il partito di Alfano che come leader candida il condannato e come responsabile del Viminale commissaria la Regione (e capeggia le forze dell’ordine che ogni tanto vanno ad arrestare uno dei suoi).
Anziche tacere, e magari vergognarsi un po’, Angelino Jolie riesce a dichiarare: “Se i magistrati avessero proceduto prima della presentazione delle liste o dopo le elezioni avremmo evitato sospetti su un intervento a tre giorni dal voto”.
In quel caso il ministro dell’Interno, che candida un condannato in primo grado, che cosa ne avrebbe fatto di Romano? Magari, anziche in posizione defilata, l’avrebbe messo capolista.
Pero — spiega — il giudice poteva pure rinviare l’arresto a dopo il voto, cosi Romano l’avrebbe arrestato l’Interpol già  da eurodeputato, con un blitz al Parlamento europeo. E l’Italia e il suo governo avrebbero fatto l’ennesimo figurone.
Interviene pure la De Girolamo, da cotanto pulpito: “L’arresto a tre giorni dal voto fa pensare male”. E non la sfiora il dubbio che faccia pensar male del suo partito. Letteralmente strepitosa l’intervista a Repubblica di Gaetano Quagliariello, noto padre costituente e uno dei pochi incensurati superstiti: “Qualcuno prova ad approfittarsi di noi visto che siamo freschi di nascita, ma per rinnovare la politica abbiamo costruito un nuovo confessionale e se il diavolo cerca di entrarci lo cacceremo”.
Quindi vuole proprio restare solo. Perche il confessionale c’e, ma nessuno si confessa, o almeno nessuno confessa.
Ultimamente si aggirano da quelle parti anche Luigi Grillo e Sergio Cattozzo (momentaneamente detenuti per le mazzette Expo) e Cesare Previti (basta la parola: se lo conosci lo Previti).
Ma per il Quaglia i primi due sono “entristi” e “millantatori”, e comunque “non faremo sconti”: ok, tariffa piena. Quanto a Cesarone, lui “non fa politica” (come sempre, del resto); se pero vuol fare campagna elettorale per portare voti al Ncd e una sua “libera determinazione” e “specularci sopra e’ un riflesso giacobino”.
Certo, se Quaglia avesse saputo prima di Romano, “non si sarebbe nemmeno posto il problema della sua candidatura”.
Infatti Scopelliti, condannato in primo grado, e felicemente candidato.
Ma solo perche “ha chiesto di essere sottoposto al giudizio degli elettori, che non e in alcun modo sostitutivo di quello della magistratura. Anche questa e una svolta”.
Una svolta con un precedente bimillenario: Barabba, capostipite di tutti i diversamente berlusconiani.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Alfano | Commenta »

GRILLO RACCONTA BALLE ANCHE SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA: “SONO PASSATI DA 138 MILIONI NEL 2013 A 175 NE 2014”, MA SBAGLIA I DATI

Maggio 22nd, 2014 Riccardo Fucile

SI E’ PASSATI DAI 295 MILIONI DEL 2011 AI 140 DEL 2014 PER ARRIVARE A 120 MILIONI NEL 2016

«Tutto aumenta in Italia. A questa regola non potevano mancare i finanziamenti all’editoria passati dai 137 milioni di euro del 2013 ai 175 del 2014».
Una denuncia lanciata da Beppe Grillo che vuole rappresentare il punto di partenza per «un viaggio indimenticabile nei bilanci dei giornali assistiti».
Tra i capisaldi del programma del Movimento 5 stelle c’è infatti l’abolizione dei contributi pubblici alla stampa.
Cliccando sui dati presentati dal capo politico dei cinque stelle si arriva a un altro post del blog, del 20 dicembre scorso, dove ai milioni per l’editoria stabiliti dal Parlamento per il 2013 e 2014, si aggiungono quelli per il 2015 e 2016.
Nessun link a una fonte ufficiale è stato però inserito come supporto a queste cifre. Dopo aver approfondito la questione ecco quello che emerge.
I dati citati da Grillo provengono da una delle tabelle in allegato all’ultima legge di stabilità , precisamente la C.
Sotto il capitolo “Comunicazioni — sostegno all’editoria” (pag. 32 del documento) compaiono le previsioni triennali (2014, 2015 e 2016) a legislazione vigente, che, nella realtà  possono essere corrette se vengono emanate norme che modificano le autorizzazioni di spesa.
I numeri forniti dal leader del Mov5Stelle corrispondono con quelli ufficiali per il 2015 (119 miloni) e per il 2016 (120 milioni), ma per il 2014 c’è una netta differenza. Grillo infatti parla di un «panettone» di 175 milioni, mentre nelle legge di stabilità  la cifra si ferma a 140 milioni
Una discrepanza che ridimensiona l’aumento dei finanziamenti all’editoria denunciato da Grillo.
Dai 137 milioni del 2013, si passerebbe a un’aggiunta per il 2014 di 3 milioni e non più di 38 milioni.
Inoltre, anche l”aumento” stesso viene meno se si guardano i dati da un’altra prospettiva. Nella “nota preliminare al bilancio di previsione della presidenza del consiglio dei ministri per l’anno 2013 e per il biennio 2013-2015” si può vedere come dal 2011 il sostegno all’editoria abbia subito un netto taglio fino ad arrivare ai 120 milioni previsti per il 2016.
Ultimo punto: le voci che compongono i contributi stanziati o previsti dal governo.
Queste risorse sono poi destinate al sostegno diretto dei giornali in misura che difficilmente arriverà  al 50% del totale.
Nel 2013, come riportato sopra, i soldi stanziati sono stati 137 milioni di euro ma togliendo ad esempio i 21 milioni alle spese relative alle convenzioni stipulate con la Rai «per la realizzazione e la trasmissione di programmi per l’estero e per la trasmissione di programmi a tutela delle minoranze linguistiche» e i 51 milioni per il debito verso Poste Italiane per le pregresse agevolazioni postali (sospese dal 2010) — tutte le voci sono presenti a pag. 27 della “nota preliminare” — i contributi diretti alla stampa diminuiscono di molto, non corrispondendo più al totale della cifra.
La battaglia politica contro o a favore il finanziamento pubblico ai giornali è del tutto legittima.
L’unico punto fermo però è che, visto anche la complessità  della materia, i giudizi delle persone devono essere basati su dati di fatto rispondenti alla realtà .
Questo per creare un sano e onesto dibattito pubblico.

(da “Valigia Blu“)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.770)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (474)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2014
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • A UCCIDERE IL PICCOLO DOMENICO, IL BAMBINO DI DUE ANNI E MEZZO A CUI È STATO TRAPIANTATO UN CUORE “BRUCIATO”, SONO STATE APPROSSIMAZIONE, ARROGANZA E INCOMPETENZA
    • PUSCHER UCCISO A ROGOREDO, I RACCONTI SULL’AGENTE CINTURRINO: “DUECENTO EURO E CINQUE GRAMMI DI COCAINA AL GIORNO. IN CAMBIO LA PROTEZIONE”
    • OLIMPIADI, FEDERICO HA VINTO UNA MEDAGLIA ANCHE PER MATILDE
    • MELONI E LA SINDROME DA ACCERCHIAMENTO
    • COM’E’ DIFFICILE PARLARE DI GAZA
    • L’ULTIMA DI ITALO BOCCHINO IN LODE DI GIORGIA: “E’ LA FIGLIA DEL POPOLO” , “REGINA D’EUROPA” E “PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’INTERO OCCIDENTE”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA