Destra di Popolo.net

IL FAN RAZZISTA DEL CHELSEA NEL METRO DI PARIGI E’ COMPAGNO DI BEVUTE DI NIGEL FARAGE

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

LA FECCIA RAZZISTA AVEVA PRIMA IMPEDITO A UN UOMO DI COLORE DI SALIRE SUL METRO, ORA DIVERSI SONO STATI IDENTIFICATI

Ieri sera a Parigi un gruppo di supporter del Chelsea ha intonato cori razzisti e impedito ad un uomo di colore di utilizzare la metropolitana: oggi uno degli autori del gesto è stato identificato grazie a un video girato da un passante che ha assistito alla scena.
Il nome del ragazzo è Josh Parsons (20), ex-studente della prestigiosa scuola privata Millfield School di Somerset (UK).
Josh è un sostenitore dell’UKIP, noto partito euroscettico britannico il cui leader è Nigel Farage; il politico inglese, tra l’altro, è stato ritratto in una foto mentre beveva una birra proprio in compagnia di Josh.
In visita a Parigi in occasione del match di Champions League PSG – Chelsea i tifosi hanno offerto uno spettacolo indegno, come riportato dal IBTimes UK: dopo aver impedito di salire sulla metro a Souleymane S. (33) a causa del colore della sua pelle hanno iniziato a intonare un coro che recitava: “Siamo razzisti, siamo razzisti, ci piace così!”
Souleymane, padre di tre bambini originario della Repubblica di Mauritius, ha dichiarato che “Questi tifosi devono essere trovati, identificati e puniti”; l’uomo esporrà  oggi una denuncia formale alle autorità  parigine.
Parsons frequenta il corso di business della londinese Regent’s University; attualmente è impiegato presso il Business and Commercial Finance Club di Londra.
Nonostante più fonti lo considerino un sostenitore dell’UKIP il partito ha escluso ogni connessione con Parsons, dichiarando che la foto scattata con Farange era stata immortalata durante un incontro casuale in un bar londinese.
La sua datrice di lavoro, Miranda Khadr, ha dichiarato: “Al momento è molto spaventato, quindi oggi non verrà  a lavorare. Non è affatto il tipo di persona che si lascia andare a comportamenti razzisti: lavora con me e io non sono inglese. Josh è un ragazzo di 21 anni che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”.
Oltre a Parsons è stato identificato un secondo individuo nel vagone della metro.
I pubblici ministeri hanno lanciato l’accusa di comportamento razzista sui mezzi pubblici, reato penale punibile col carcere fino a tre anni e una pena pecuniaria fino a 33mila sterline.
Paul Nolanm, autore del video che ha permesso di identificare Parsons, ha dichiarato: “Era (Souleymane) visibilmente scioccato. Non credo comprendesse appieno chi fossero quelli lì. Per me è stato uno shock culturale. Ho sentito alcuni ragazzi francesi dire che non potevano credere a ciò a cui stavano assistendo”.

(da”Huffingtonpost“)

argomento: Razzismo | Commenta »

SONDAGGIO PIEPOLI: AVANZA IL PD, CALANO LEGA E FORZA ITALIA

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

LA CRISI DEL NAZARENO AVVANTAGGIA SOLO IL PARTITO DEMOCRATICO

La crisi del patto del Nazareno e l’elezione di Mattarella sembramo avvantaggiare il Pd (sale di un punto e passa al 38%) mentre Forza Italia resta ferma all’11,5%. Flessione per la Lega nord che piega su il 15,5% dei consensi (-0,5%) come pure il movimento di Grillo registra una nuova leggera flessione e si attesta al 17,0.
Stabili gli altri partiti
E’ quanto emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli per l’agenzia Ansa
Questo il quadro complessivo (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla settimana precedente)
Pd 37,0% (+1 ).
Sel 4,5% ( = ).
Altri centrosinistra 1,0% ( = ).
Fi 11,5% ( = ).
Ncd-Udc 4,5% (-0,5).
Fdi-An 3,5% ( = ).
Lega Nord 15,5% (-0,5).
Altri centrodestra 0,5% ( = ).
M5S 17,0% (-0,5).
Altri partiti 4,0% (-0,5).
La forbice tra centrosinistra (42,5%) e centrodestra (compreso Ncd   35,5% ) rimane molto ampia. Va inoltre considerato che, con la nuova legge elettorale che prevede il premio al maggior partito e non più alla coalizione, per il centrodestra, a causa delle divisioni internem risulterebbe ancor più difficile creare un unico soggetto politico, mentre il Pd, da solo, rimane al di sopra della soglia di sicurezza.

argomento: elezioni | Commenta »

RIVOLTA IN FORZA ITALIA: DIMISSIONI IN MASSA CONTRO SILVIO IN PUGLIA

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

SI DIMETTONO I COORDINATORI DOPO IL COMMISSARIAMENTO…. FITTO: “VOGLIONO EPURARCI”

Il primo segnale lo aveva lanciato ieri Raffaele Fitto: “Volevamo fermare gli scempi sull’Italicum, e hanno commissariato la Puglia”.
Oggi scoppia la rivolta in Forza Italia. Perchè i ribelli guidati dall’europarlamentare pugliese reagiscono all’ultimo schiaffo di Silvio Berlusconi al loro leader di corrente. Dopo la nomina di Luigi Vitali commissario del partito in Regione, i coordinatori pugliesi hanno annunciato le loro dimissioni in dissenso con una decisione calata dall’alto e appresa dalla stampa.
“A seguito di quanto irritualmente appreso dagli organi di informazione circa il commissariamento di Forza Italia in Puglia – scrivono – e ritenendo tale provvedimento un nuovo grave errore, che allontana ulteriormente il Partito dalla sua base, rimettiamo il nostro mandato, rassegnando dunque le dimissioni dai rispettivi incarichi. Con ciò liberiamo il commissario incaricato dall’onere di valutare il nostro livello di allineamento ‘al nuovo corso’, sgombrando il campo da qualunque equivoco circa la nostra coerente battaglia, al fianco di Raffaele Fitto, per una reale ricostruzione del Partito e del Paese. Un atto, il nostro, di doveroso rispetto degli elettori e dei militanti di Forza Italia, ancora una volta ignorati e traditi da decisioni calate dall’alto”.
“Continuiamo tuttavia – si legge ancora nella nota – ad attenderci un cambio di rotta che si manifesti innanzitutto con l’azzeramento dei vertici nazionali e l’avvio di un libero confronto interno, allo stato di fatto impedito. In particolare la imminente scadenza elettorale che riguarda il rinnovo del consiglio regionale in Puglia, impone che ciò avvenga con immediatezza”.
“Resta inteso, per quanto scontato, il nostro massimo impegno a sostegno di Forza Italia e della candidatura di Francesco Schittulli, essendo la difesa dei valori e delle idee del centrodestra, nonchè le attese del popolo dei moderati pugliesi, il nostro obiettivo prioritario ed assoluto”, concludono.
Guerra Cav-Fitto.
E’ l’atto di guerra tra Fitto e Berlusconi. Il leader dei frondisti di Forza Italia e soprattutto guida del fortino azzurro sul territorio pugliese, vero bacino di voti dei fittiani, ha attaccato duramente Berlusconi parlando al videoforum di Repubblica.it: le decisioni assunte dai vertici di Forza Italia in Puglia rispondono ad “un’idea verticistica del partito, viene punita la regione che dà  più consensi a Forza Italia, e non si interviene su quelle dove il partito è ai minimi storici.
Temo che il nostro partito da liberale di massa si stia trasformando in un partito poco liberale che perde la massa. Considero le scelte fatte da Berlusconi nelle ultime ore atti di clamorosa debolezza. Noi – ha proseguito Fitto – vogliamo ricostruire Forza Italia, proprio perchè riteniamo gli atti di Berlusconi un atto di debolezza, ma non vogliamo contrapporci a nessuno”.
“Il Patto del Nazareno è stata la linea politica dell’ultimo anno dove Berlusconi ha commesso errori clamorosi – ha aggiunto Fitto -. Noi l’abbiamo denunciato e ora vogliono epurarci, ma la nostra battaglia sarà  dentro forza italia, se ne facciano una ragione”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Forza Italia | Commenta »

POLETTI GATTOPARDO: ADDIO CO.CO.PRO? NO, CAMBIA SOLO IL NOME

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

IL CONTRATTO A PROGETTO SARà€ RIVISTO MA LA SOSTANZA RESTA… SINDACATI DELUSI

Il governo punta al superamento dei Contratti a progetto, i famigerati co.co.pro.
Ma non del tutto. Anzi, per niente.
L’esito dell’incontro avuto ieri al ministero del Lavoro tra Giuliano Poletti e i rappresentanti di sindacati e imprese ha confermato gli schieramenti di partenza.
“La montagna ha partorito il topolino” ha chiosato, ricorrendo al tradizionale proverbio, il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo.
“Delusa” la Cgil, contente le imprese anche se qualche distinguo lo hanno voluto rimarcare anch’esse.
L’incontro serviva a illustrare alle parti sociali il terzo decreto attuativo del Jobs Act, dopo i due già  approvati dal governo e passati al vaglio delle Commissioni parlamentari (quello sul contratto a tutele crescenti e quello sull’Aspi).
In questo caso si tratta del riordino delle varie tipologie contrattuali, l’occasione, secondo molti, di “disboscare” la precarietà  introdotta dalle norme degli ultimi venti anni, dal “pacchetto Treu” alla “legge Biagi”.
Precarietà  che il ministro ha puntato a circoscrivere già  nella sua introduzione all’incontro.
Non ci sono 45 forme di contratti precari, ha contestato alla Cgil, ma non più di 10-15 secondo la ricognizione del suo ministero.
Di questi, il governo punta ad abolirne solo due: l’associazione in partecipazione e il job sharing.
Un contratto, quest’ultimo, quasi per nulla utilizzato mentre l’associazione è ampiamente usata nel commercio per mascherare il lavoro dipendente con l’associazione all’impresa esercente.
È stata la Cisl a richiedere nei mesi scorsi la soppressione di questa tipologia e non a caso, ieri, il sindacato di Annamaria Furlan si è detto soddisfatto della decisione di Poletti.
Il ministro, però, ha confermato la durata del contratto a tempo determinato in 36 mesi, misura in contraddizione con l’esistenza del contratto a tutele crescenti.
Su questo punto, però, qualsiasi rimodulazione     – si era pensato a ridurre la durata a 24 mesi — ha visto la netta contrarietà  delle imprese.
Per quanto riguarda l’aspetto simbolicamente più rilevante dell’incontro, i co.co.pro., si è scelto di rinviare il problema puntando a una ridefinizione delle norme.
“Il governo — ha spiegato Poletti — intende bloccare l’utilizzo dei contratti di collaborazione aprogetto”. Ma non li ha aboliti.
Quelli nuovi saranno sospesi “per chiarire meglio i confini tra lavoro subordinato e lavoro autonomo”.
Intenzione questa, vista con sospetto dalle imprese che infatti l’hanno criticata: “Si rischia di reintrodurre forme di lavoro dipendente” ha puntualizzato Rete Imprese.
In ogni caso si tratterà  di una riforma della tipologia esistente: “Una manutenzione e non un disboscamento” ha commentato la segretaria Cgil Serena Sorrentino presente all’incontro.
Per i rapporti in essere, invece, ha spiegato ancora Poletti, “occorrerà  trovare una modalità  di gestione transitoria”.
Sui co.co.co., invece, l’esecutivo procederà  valutando “ogni specificità , sia per quelli pubblici che per quelli privati”.
Anche qui, quindi, nessuna abolizione o superamento. Sarà  ritoccato anche l’apprendistato, in particolare con la riduzione della quota di formazione a carico delle imprese.
Poletti l’aveva già  ridotta al 30% ma si potrebbe scendere ancora al 10. Infine, il ministro ha ventilato una sorta di appendice al decreto in relazione all’ipotesi di demansionamento unilaterale da parte delle aziende.
Una misura vista con molto allarme dai sindacati ma non del tutto chiarita.
I testi si vedranno domani, dopo il Consiglio dei ministri che varerà  formalmente i decreti e che approverà  definitivamente quelli già  emanati.
Se il governo accoglierà  o meno le riformulazioni sul licenziamento collettivo stabilite dalle commissioni parlamentari non è ancora chiaro: “Non posso anticipare nulla” ha detto Poletti, “deciderà  il Consiglio dei ministri”. Cioè, Matteo Renzi.
Sul fronte sindacale la Cgil ha riunito ieri il suo comitato direttivo per decidere come proseguire la mobilitazione contro il Jobs Act.
L’obiettivo di Susanna Camusso, definito da un documento approvato a larghissima maggioranza, è quello di definire un “nuovo Statuto dei lavoratori” da trasformare poi in una legge di iniziativa popolare su cui avviare la raccolta delle firme a partire dal 19 marzo.
La Cgil, però, “non esclude” il ricorso a un referendum abrogativo.
E per dimostrare che potrebbe fare sul serio prenderà  questa decisione dopo una “inedita” consultazione dei suoi iscritti chiamando il corpo della Cgil alla più ampia partecipazione.
Avvertendo, tuttavia, che questa ipotesi non potrà  essere utilizzata per ambizioni politiche di vecchi e nuovi partiti.

Salvatore Cannavò
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Lavoro | Commenta »

“SI E’ UCCISO? BENE UNO DI MENO”

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

RENDERE CIVILI LE CARCERI NON PORTA VOTI: LE RESPONSABILITA’ SONO DELLA POLITICA

Un ergastolano si suicida in prigione e sulla pagina Facebook di un sindacato di polizia penitenziaria compaiono commenti di tenebra: «un rumeno di meno», «mi chiedo cosa aspettino gli altri a seguirne l’esempio».
Stupore, scandalo, indignazione. E il solito carico insopportabile di ipocrisia.
Come se molti secondini non avessero mai formulato questi pensieri anche prima che la tecnologia permettesse loro di farli conoscere a tutti.
Come se, oltre a pensarli, non li avessero già  espressi fin troppe volte in pestaggi e torture.
Ma, soprattutto, come se si trattasse di qualche malapianta cresciuta in un giardino di rose anzichè dell’ovvia conseguenza di un sistema in cui carcerieri e carcerati condividono le stesse brutture e combattono l’ennesima guerra tra poveri.
La galera in Italia non è un centro di recupero, ma una soffitta orrenda dove stipare rifiuti umani che almeno metà  della popolazione vorrebbe vedere sparire per sempre, non fosse altro perchè teme che qualche garbuglio legale riesca a rimetterli in libertà  molto prima del meritato e del dovuto.
Le statistiche urlano che il carcere riesce a cambiare soltanto chi lavora, possibilmente in un luogo sano.
Eppure nella pratica comune i condannati vivono da parassiti e la pena viene espiata in ambienti fetidi e brutali, tranne per chi è abbastanza ricco e mafioso da potersi permettere un trattamento privilegiato.
Rendere civili le carceri e dare un senso alla galera non porta voti, quindi è considerato uno spreco.
La politica ci risparmi almeno la sua indignazione per la beceraggine di certi immondi carcerieri.
È lei ad averli disegnati così.

Massimo Gramellini
(da “La Stampa”)

argomento: Giustizia | Commenta »

EQUITALIA, VOLA LA RATEIZZAZIONE: TASSE IN 10 ANNI E STOP AL PIGNORAMENTO DELLA CASA

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

IMPORTO SPALMATO SU 72 RATE E POSSIBILITA’ DI UN PIANO STRAORDINARIO FINO A 120 RATE

Lo sconto di 75mila euro sulle tasse arretrate ottenuto da Rossella Stucchi grazie alla decisione di un giudice che ha applicato per la prima volta la legge del 2012 sul sovraindebitamento (una sorta di fallimento personale) non fermerà  certamente la macchina della riscossione.
Lo scorso anno Equitalia ha incassato più di 7,4 miliardi di euro per conto dei vari enti pubblici creditori come l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e gli enti locali.
Con un incremento del 4% rispetto al 2013.
Del resto, nonostante i ripetuti appelli alla fiducia, gli anni difficili della crisi si fanno sentire e le tasse da pagare continuano ad accumularsi.
E così, più si stravolge la vita dei contribuenti, più le casse di Equitalia inesorabilmente si riempiono.
Un dramma a cui la politica, dopo i gesti estremi compiuti da decine di imprenditori che hanno saldato con la vita stessa questo debito con lo Stato e le rivolte fiscali che si sono verificate un po’ in tutta Italia, ha deciso di mettere un freno.
Bocciato il tanto discusso disegno di legge presentato la scorsa estate dal M5S per abolire la società  di riscossione (sotto accusa il complesso meccanismo di calcolo delle somme dovute tra aggio, interessi di mora e spese di esecuzione e notifica), si sono invece ammorbidite le modalità  di pagamento di tributi, sanzioni e contributi arretrati.
In questo quadro, Equitalia ha deciso di iniziare a notificare — dal primo gennaio 2015 — le cartelle esattoriali con allegati già  i piani di rateizzazione del debito precompilati. In pratica una volta ricevuta la comunicazione, se non si è in grado di versare l’intera somma tutta in una volta si può fare richiesta di pagarla a rate in un orizzonte massimo di 10 anni.
In casi estremi, poi, si può chiedere la sospensione del pagamento rivolgendosi al giudice,   come accaduto nel caso della signora Stucchi.
Ma anche la procedura del pagamento a rate è stata semplificata.
Tanto che attualmente sono 2,4 milioni le persone che hanno accettato di pagare le tasse dilazionate per un controvalore di 26,6 miliardi.
Come funziona la rateizzazione
Si può accedere a un piano ordinario che consente di spalmare l’importo fino a un massimo di 72 rate.
Se, invece, non si è in grado di pagare entro i 6 anni concessi, si può richiedere un piano straordinario fino a un massimo di 10 anni (120 rate).
In questo caso si deve dimostrare di avere una grave situazione di difficoltà  legata alla crisi o, comunque, l’importo della singola rata deve risultare superiore al 20% del reddito mensile.
Se il debito è inferiore a 50mila euro la richiesta di rateizzazione si può presentare con una domanda semplice, senza aggiungere alcuna documentazione e direttamente online sul sito di Equitalia.
Mentre per importi superiori è necessario presentare alcuni documenti che attestino lo stato di difficoltà  economica e la situazione della famiglia, in primis l’Isee.
Si può, inoltre, scegliere tra rate fisse o crescenti, nel caso si voglia pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizioni economiche.
E finchè i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente e può ottenere il Durc, cioè il certificato di regolarità  fiscale, che permette di lavorare con le pubbliche amministrazioni.
Inoltre chi paga a rate è al riparo da eventuali azioni cautelari o esecutive, come fermi di auto e moto, ipoteche e pignoramenti.
Tra i segnali di distensione da parte di Equitalia nei confronti dei contribuenti c’è anche la procedura che scatta quando si decade dalla possibilità  di rateizzazione: prima lo stop scattava automaticamente con il mancato pagamento di due rate consecutive, ora il contribuente decade solo se non paga otto rate, anche non consecutive.
Cosa accade in questi casi?
Con una rateizzazione in corso, se le condizioni economiche sono peggiorate si può nuovamente chiedere di allungare i tempi di pagamento delle rate con una proroga ordinaria (fino a un massimo di ulteriori 72 rate) o straordinaria (massimo 120 rate). Chance che il fisco concede, però, una sola volta e a condizione che non sia mai intervenuta la decadenza. Cioè che si siano sempre pagate le rate regolarmente.
Inoltre il decreto legge Milleproroghe conferma la possibilità  di ottenere, entro il 31 luglio 2015, un nuovo piano di rateazione dei debiti fiscali per quanti sono decaduti dal beneficio fino al 31 dicembre 2014.
La riammissione è su richiesta del contribuente e l’istanza blocca la possibilità  di azioni esecutive.
Ci sono poi una serie di garanzie ulteriori a favore dei contribuenti: Equitalia non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà  del debitore che vi risiede anagraficamente, tranne per le abitazioni di lusso.
Negli altri casi, i pignoramenti immobiliari sono consentiti se l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120mila euro e, comunque, non prima di sei mesi dall’iscrizione di ipoteca.
Questo “nuovo corso” tra Equitalia e i contribuenti, basato in teoria sul dialogo e la comunicazione, ha visto sbarcare la società  di riscossione anche su Twitter.
Peccato che gli utenti, più che apprezzare il servizio, abbiano dato libero sfogo agli insulti.

Patrizia De Rubertis
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: emergenza | Commenta »

CHE FATE, LO CACCIATE?

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

IL CONSIGLIERE RAI ANTONIO VERRO, IL 25 AGOSTO 2010, SCRIVE AL PREMIER BERLUSCONI…. PIANO PER SABOTARE IL SERVIZIO PUBBLICO. OBIETTIVO PRINCIPALE: “ANNOZERO” DI SANTORO

Il documento che pubblichiamo qui accanto è un reperto d’epoca. O meglio, lo sarebbe se quell’epoca fosse archiviata.
Invece è anche un referto della politica e della sottostante televisione di oggi, anche se l’uscita di     B. dal Parlamento e dal governo ha regalato ai tartufi l’alibi perfetto per ignorare il più mostruoso conflitto d’interessi dell’Occidente.
Siamo nell’agosto del 2010 e da due anni Silvio     B. e i suoi cari, tornati a Palazzo Chigi e dunque al vertice Rai, le provano tutte per rinverdire i fasti dell’editto bulgaro del 2002: cioè per chiudere Annozero di Michele Santoro su Rai2 e normalizzare i programmi sgraditi di Rai3 (Report, Ballarò, Parla con me, Che tempo che fa ecc.).
Quel che è accaduto nella stagione precedente i nostri lettori lo sanno bene, grazie alle telefonate del Dg forzista della Rai Mauro Masi e del membro forzista dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, intercettate dalla Procura di Trani (e pubblicate dal Fatto) tra il 2009 e il 2010.     Masi ce l’ha messa tutta, ma non è riuscito a trovare appigli giuridici per “chiudere tutto”, come ordinava B., nonostante il prodigarsi di premurosi consiglieri del Principe, tipo il magistrato Cosimo Ferri (ora sottosegretario alla Giustizia del governo Renzi).
Ma ora, all’inizio della stagione 2010-2011, ci pensa Antonio Verro.
La sua biografia è l’apoteosi del conflitto d’interessi: palermitano, amico di gioventù di Marcello Dell’Utri, dirigente Edilnord, assessore comunale milanese al Demanio per FI, quattro volte parlamentare con B., due volte membro del Cda Rai.
Forte di questo po’ po’ di bagaglio, Verro scrive un memorandum di otto schede all’“On. Pres. Silvio Berlusconi” e lo spedisce via fax alla sua residenza privata di Arcore, preceduto da una succulenta nota di accompagnamento.
Succulenta non solo per il contenuto, ma anche per il linguaggio che ricorda un altro memorandum: quello dello spione Pio Pompa su come “disarticolare anche con azioni traumatiche” l’opposizione politica, giornalistica e giudiziaria a B.
Le otto schede — spiega il Verro — corrispondono alle “trasmissioni che più mi preoccupano” in quanto “fortemente connotate da teoremi pregiudizialmente antigovernativi”.
Ora, il Cda Rai non ha alcun potere d’intervento sui contenuti dei programmi, che sono responsabilità  esclusiva del Dg e dei direttori di rete.
E il commissario politico Verro lo sa bene (“il Consiglio non può fare decisiva interdizione”).
Ma assicura al Capo di aver fatto il possibile per aggirare la legge (“nonostante i nostri vari tentativi, penso non ci sia più niente da fare”).
E— non si sa se per conto del governo, del premier, di Forza Italia o del gruppo Fininvest — non si dà  per vinto.
Infatti propone un “rimedio” alla patologia della legalità : “mettere paletti relativi a composizione del pubblico, strettoie organizzative e scelta di ospiti politici (e non) tramite i Direttori di rete”. Sì, avete capito bene: un consigliere Rai chiede al presidente del Consiglio, che è pure proprietario di Mediaset, il via libera per imbottire i programmi sgraditi al governo (o al premier? o a FI? o a Mediaset?) di claqueur che applaudano o fischino a comando e di ospiti filogovernativi, e addirittura per sabotare i non allineati con “strettoie organizzative”.
Siccome poi il nemico pubblico numero uno è Annozero, e il direttore di Rai2 Massimo Liofredi è di centrodestra, ma troppo affezionato agli ascolti di Santoro che tengono in piedi la rete, “è di fondamentale importanza” rimpiazzarlo “il prima possibile” con la turboberlusconiana Susanna Petruni.
A Rai1 invece, presidiata da Mauro Mazza, non c’è da spostare una foglia.
Quanto a Rai3, diretta da Paolo Ruffini, basterà  “un puntuale controllo” di Masi.
Chissà  che diranno ora i politici e i commentatori “terzisti” che a queste vergogne, denunciate dal Fatto in beata solitudine, sono usi opporre sorrisetti e spallucce.
Anzi, chissà  se diranno qualcosa. Ma soprattutto: chissà  se oggi il consigliere Verro rassegnerà  le dimissioni, o se la presidente Anna Maria Tarantola e gli altri consiglieri gliele chiederanno, o se non accadrà  nulla.
Come sempre, da vent’anni.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: RAI | Commenta »

SONDAGGIO LORIEN: LETTA ERA PIU’ POPOLARE DI RENZI PERSINO DUE MESI DOPO LA FINE DEL MANDATO

Febbraio 19th, 2015 Riccardo Fucile

GUERRA E TERRORISMO NON SONO AFFATTO TRA I PRIMI PENSIERI DEGLI ITALIANI… E IL 20% RITIENE CHE IL PESO INTERNAZIONALE DELL’ITALIA SIA INSIGNIFICANTE

Matteo Renzi sembra sereno, ma il suo governo sembra essere meno “amato” di quello di Enrico Letta.
Questo dicono le rilevazioni di Lorien Consulting che hanno messo a confronto i dati di popolarità  degli ultimi due esecutivi a un anno dal loro insediamento.
Negli ultimi 4 mesi dei due mandati, infatti, il governo Letta ha distaccato in popolarità  quello di Renzi: dopo 9 mesi 53% contro 50, dopo 10 50 a 46, dopo 11 mesi 49 a 43 e dopo un anno, infine, 48 a 44.
In realtà  Letta — scelto da Giorgio Napolitano per guidare il governo di grossa coalizione — si era insediato a fine aprile 2013 e durò fino a metà  del febbraio successivo.
Ma i sondaggi continuarono anche nei mesi successivi all’addio dell’ex vicesegretario del Pd a Palazzo Chigi.
Come si può spiegare questa “vittoria” di Letta?
Da una parte si potrebbe dire che forse l’azione dell’esecutivo precedente non era divisiva come quella di quello attuale: Renzi è “dentro o fuori”, “a favore o contro”.
Dall’altra, però, c’entra — come spiega Matteo Pietripaoli, responsabile Public Affair di Lorien Consulting — anche la qualità  e l’intensità  delle opposizioni.
Sia dentro il Parlamento sia fuori, viene da dire, visto che per esempio il capo del governo non ha molti amici nè pareri positivi tra gli attivisti dei sindacati.
Diverso il discorso per il governo di Mario Monti, che ha registrato indici bassissimi nella parte finale del suo mandato: “Questo — dice Pietripaoli — nonostante avesse una maggioranza larghissima. Ma non era un governo politico e, anzi, le opposizioni erano ‘interne’, sia a destra che a sinistra”.
Dopo alcuni mesi di difficoltà  il Partito democratico sembra aver ripreso fiato, complice anche l’elezione a presidente della Repubblica Sergio Mattarella, considerata una vittoria quasi personale del presidente del Consiglio.
I democratici si attestano ora al 38 per cento.
Tra le intenzioni di voto vi è la conferma del sorpasso della Lega Nord nei confronti di Forza Italia. Il Carroccio, nella rilevazione di ieri 16 febbraio di Lorien, è dato al 14,5% contro il 13,5 di Forza Italia.
“Contrariamente a quanto accade di solito il flusso è diretto: i voti di Forza Italia finiscono direttamente alla Lega — spiega Pietripaoli — mentre usualmente un orientamento di voto finisce nell’astensione e poi magari a un partito diverso”.
Ma c’è una differenza di “qualità ” tra il voto berlusconiano e quello leghista: “Quelli di Forza Italia sono i fedelissimi, quelli che non cambieranno mai — aggiunge Pietripaoli — Quanto raccoglie il Carroccio invece è ancora fluido”.
Cioè tra il dire (di votare) e il fare c’è una bella differenza.
Il Movimento Cinque Stelle resta più o meno stabile al 18 per cento, mentre tra gli altri partiti che supererebbero la soglia di sbarramento ci sono l’Area popolare (Ncd e Udc) al 4 per cento, Sel al 4 per cento e Fratelli d’Italia al 3.
Lorien Consulting ha anche fatto una media di tutti i sondaggi fatti a febbraio da 15 istituti di rilevazione: da questa “mappa” emerge che il Pd resta agganciato oltre il 37 per cento, la Lega sfiora il 14 e comunque supera Forza Italia, mentre il M5s resta tra il 18 e il 19.
Due quesiti, infine, destano sorpresa.
Il primo: a fronte del luogo comune secondo il quale le riforme istituzionali non fregano nulla a nessuno, l’87% degli intervistati da Lorien ritengono la nuova legge elettorale e la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie “molto o abbastanza importanti” (anche se la rissa in Parlamento viene definita “un pessimo esempio” e il 56% “una vergogna” per il Paese).
Il secondo elemento particolare è che se agli italiani viene chiesto quali sono i problemi più gravi del Paese nessuno indica la sicurezza o l’immigrazione.
Ai primi 5 posti infatti ci sono disoccupazione e lavoro (81%), mancata crescita economica (43), corruzione e evasione fiscale (39), eccessiva tassazione (30) e sanità  pubblica (28). Nonostante l’avanzata di Isis in Libia, dunque, terrorismo, guerra, immigrazione, sicurezza non sono in cima ai pensieri degli italiani.
Tuttavia se la domanda diventa “Qual è il suo livello di preoccupazione sullo Stato islamico” il 90% risponde o molto o abbastanza.
Per contro solo il 20% di coloro che hanno risposto al sondaggio di Lorien pensa che sia significativo il peso dell’Italia a livello di politica internazionale.

argomento: Renzi | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (343)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.587)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.532)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.804)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.449)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (152)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (263)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2015
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen   Mar »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’AFFAIRE VENEZI A VENEZIA STA CAUSANDO DEI DANNI COLLATERALI A TUTTI I TEATRI LIRICI ITALIANI, IL GOVERNO È IN ROTTA DI COLLISIONE CON UN MONDO CHE HA AVUTO L’INGRATITUDINE DI RIBELLARSI AL SUO AMICHETTISMO. GIRANO VOCI INSISTENTI DI UNA RINUNCIA DI BEATRICE VENEZI
    • ECCO DOVE SI SPINGE LA DISINFORMAZIONE RUSSA. IL GIORNALISTA DEL QUOTIDIANO FRANCESE “LE PARISIEN”, VICTOR COUSIN, HA RACCONTATO LA SUA DISAVVENTURA: HACKER RUSSI, UTILIZZANDO LA SUA FIRMA E LA SUA FOTOGRAFIA, HANNO SCRITTO UN ARTICOLO SU UN FALSO SITO DI ATTUALITÀ IN CUI INVENTANO GRAVI ACCUSE CONTRO MACRON LEGATE AL CASO EPSTEIN
    • IL METODO TRUMP: LA CASA BIANCA PUBBLICA SUI SOCIAL IL VIDEO DI JD VANCE A SAN SIRO RIMUOVENDO IL RUMORE DEI FISCHI CHE HANNO TRAVOLTO IL VICEPRESIDENTE AMERICANO
    • “LE FRASI DI TRUMP SUI MILITARI IN AFGHANISTAN? FALSE, SORDIDE, VERGOGNOSE. UN VILIPENDIO ALL’ONORE DEI NOSTRI CADUTI” CROSETTO SCRIVE UNA LETTERA ALLE FAMIGLIE DEI 53 MILITARI ITALIANI MORTI AFGHANISTAN, MA PERCHE’ NON LE HA DETTE A TRUMP INVECE CHE SCRIVERE DOPO UN MESE AI FAMILIARI SENZA MAI NOMINARE IL PRESIDENTE USA?
    • PETRECCA, CHE PATATRAC! “HA UN CURRICULUM SPORTIVO DI TUTTO RISPETTO: VANTA UN’ESPERIENZA DECENNALE IN OSSEQUI A GIORGIA MELONI, DISCIPLINA DI CUI È UNO DEI MASSIMI RAPPRESENTANTI ITALIANI”
    • LA GESTIONE MELONIANA DELLA TV PUBBLICA STA FACENDO EVAPORARE GLI ASCOLTI: NEGLI ULTIMI CINQUE MESI, I TRE PRINCIPALI TELEGIORNALI DELLA RAI HANNO PERSO SPETTATORI, AL CONTRARIO DEI TRE TG DI MEDIASET CHE NE HANNO GUADAGNATI (E PIER SILVIO GODE)
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA