Luglio 25th, 2015 Riccardo Fucile
IL CONDUTTORE DI “PIAZZA PULITA”: “CHI ESERCITA IL DIRITTO DI CRONACA DEVE ESSERE TUTELATO QUANDO I FATTI SCOPERTI SONO DI INTERESSE PUBBLICO”
Cresciuto nella scuderia di Michele Santoro, diventato conduttore di un talk show di successo come Piazzapulita, Corrado Formigli ha le idee molto chiare sull’emendamento di Area popolare che prevede il carcere per gli autori di registrazioni pirata.
Cosa pensa di questa vicenda?
“Do per scontato che chi esercita il diritto di cronaca, che è un diritto garantito dalla Costituzione, venga tututelato quando i fatti scoperti sono di interesse per l’opinione pubblica”.
Nell’emendamento, le limitazioni riguardano solo i fatti che costituiscono reato. È d’accordo?
“No. Esiste anche un interesse pubblico riguardo ad alcune registrazioni che va tutelato quanto la privacy dei singoli cittadini. Dev’esserci una compensazione di interessi. Per come la si sta raccontando, questa norma è insidiosa per il diritto di cronaca. Come minimo mi aspetterei che se ne discutesse apertamente, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, e non che spuntasse a fine luglio, alla chetichella”.
Accade periodicamente. Secondo lei perchè?
“Perchè la politica sogna giornalisti che fanno il compitino e vanno a casa presto la sera, mentre il nostro mestiere è anche farci gli affari degli altri. Non sempre le registrazioni che pubblichiamo rivelano reati, ma fatti di opportunità politica, conflitti di interessi, relazioni discutibili che i cittadini hanno il diritto di conoscere”.
Non crede che a volte si sia esagerato?
“È successo che si sia abusato dell’uso delle intercettazioni mettendo in piazza fatti personali e privati, ma questo non ha niente a che fare con il diritto di cronaca. Dev’essere quello, il discrimine”.
Ha mai avuto problemi per registrazioni pirata mandate in onda?
“Leggo che il Movimento 5 Stelle è in prima linea nel contrastare questa norma. Fa loro molto onore, perchè sono stati vittima della registrazione in cui Giovanni Favia parlava di Gianroberto Casaleggio lamentando il suo strapotere. Avevamo pubblicato quelle parole per il diritto dei cittadini di conoscere il funzionamento di un partito importante nel panorama politico italiano”.
Un’altra volta toccò a Berlusconi.
“Era una telefonata con un parlamentare dell’allora Pdl in cui l’ex premier accusava Napolitano di orientare la sentenza Mediaset in Cassazione. Chi può dire che non fosse rilevante? Sarebbe assurdo mettere in carcere l’autore di quella registrazione. È solo un giornalista che ha fatto il suo dovere”.
Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)
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Luglio 25th, 2015 Riccardo Fucile
MA LA FOTO SCATENA GLI UTENTI: “PARE CESANO BOSCONE”, “ALLA POSTA C’E’ PIU’ VITALITA'”
“Alla posta c’è più vitalità “. “Pare Cesano Boscone”. “A Danie’ la prima a sinistra è morta almeno
da un paio d’ore”.
Più che tanta passione, c’è tanta ironia su twitter per la gaffe di Daniela Santanchè.
La deputata di Forza Italia ha postato sul suo profilo twitter una foto che ritrae militanti del partito durante un incontro in Toscana: “Tanta gente tra eletti e società civile della Toscana impegnati con passione per Forza Italia. Uniti si vince”.
Peccato però che dalla foto tutta questa “passione” non si evince.
Un particolare che non è sfuggito ai tantissimi utenti di twitter che si sono riversati sul suo profilo per commentare e ironizzare sulla foto pubblicata dalla Santanchè: “Secondo me è andata a fotografare i più attivi!”, scrive un utente.
E un altro: “Se il Bunga bunga è stato come sta foto, allora credo nell’innocenza di Berlusconi”. C’è chi prova a far notare alla Santanchè “che almeno in quattro stanno dormendo, e un paio si fanno beatamente i ca..i loro”.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 25th, 2015 Riccardo Fucile
L’OMICIDA DELLA TABACCAIA DIMOSTRA CHE IL BENE E IL MALE CONVIVONO NELLO STESSO AMBIENTE
L’assassino della tabaccaia di Asti ha confessato.
L’uomo che alle prime luci del 4 luglio infilò per quarantacinque volte un coltellaccio nelle carni di una donna inerme non era un drogato, un balordo, un extracomunitario senza fissa dimora, un sicario mafioso, un amante mosso da moventi passionali.
Tutte le caselle in cui siamo abituati a racchiudere «i soliti sospetti» di un delitto efferato per spaventarci, ma un po’ anche per rassicurarci, stavolta rimarranno vuote. L’omicida della signora Fassi è un Folletto di nome e di fatto.
Folletto Pasqualino. Un magazziniere incensurato di mezza età , con la fedina penale immacolata e tre figli da mandare in vacanza non si sa come, visto che l’unico mare in cui la famiglia Folletto tende a sguazzare è quello dei debiti.
Non un delinquente professionista, dunque, e neanche un pazzo.
Un debole.
Non si tratta di un’attenuante, ma di una constatazione.
Magari la società assomigliasse alla mela di Biancaneve, mezza sana e mezza avvelenata, dove basta buttare la parte malata perchè tutto vada a posto.
Il bene e il male convivono nello stesso ambiente, talvolta nella stessa persona. Folletto era entrato dalla tabaccaia senza probabilmente sapere se stava andando a chiedere un prestito o a fare una rapina.
Poi chissà : una parola, il senso di panico, o semplicemente il passaggio dall’idea all’atto, troppo forte per lui.
Nella sua testa si è spenta la luce e il mostro accucciato dentro ogni uomo è uscito dai gangheri per produrre sconquassi.
Avremmo preferito fosse uno dei «soliti sospetti».
E invece la vita si conferma più imprevedibile dei film e dei nostri tentativi di incasellarla in uno schema.
Massimo Gramellini
(da “la Stampa“)
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Luglio 25th, 2015 Riccardo Fucile
IL LIBRETTO-BOLLINO PER LA MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO DI ARIA CONDIZIONATA ESPRESSIONE DI UN PAESE SEPOLTO DALLA BUROCRAZIA DI FACCIATA
Non so proprio per quale motivo, nel nostro Paese, si abbia la tendenza così spiccata al
“qualunquismo concettuale”, alla voglia di “partecipare ad ogni costo” ed allo sfrenato desiderio di voler intervenire, sempre e comunque, anche “a vanvera” e finanche “giusto per”.
Aspettarsi il “tradimento” della negletta regola comportamentale è lecito anche se la realtà non sembra mai farne “giustizia”, però.
Comunque sia, alla triste “regola” non poteva di certo sottrarsi la ridda di “speculazioni” politico-concettuali e gli stessi ragionamenti variamente resi in merito alla “supposta bufala” in materia di “tassa sui condizionatori d’aria”.
E’ vero che ognuno vede le cose a modo proprio.
E’ vero come, il più delle volte, sia proprio lo stesso dato estrinseco e formale a consumare un autentico tradimento di quello sostanziale.
Ciò non di meno, se proprio si vuol provare a ragionare, cercare di andare ben al di la della “mera scorza esteriore” delle specifiche questioni, non sarebbe male.
Ed invero, l’obbligo di sottoporre a revisione periodica specifici impianti è parecchio atavico ed è stato esplicitamente “ribadito”, oltre che nello stesso D. Lgs. 81/2008, specificatamente rivolto alla Sicurezza sul Lavoro, anche dalla ultronea e variegata normativa di dettaglio “ex post”.
Sino ad oggi, però, la certificazione di essa manutenzione era provata – “per tabulas” – in ragione delle scritture contabili dell’imprenditore e del relativo contratto di fornitura/assistenza.
Con la novella di che trattasi, invece (ed alludo “a quella” additata come presunta “bufala” in materia di “tassa sui condizionatori d’aria”), all’uopo dell’attestazione della consumazione delle mentovate verifiche periodiche, sarà obbligatorio dotarsi anche “del famigerato libretto/bollino” il che, al di la del relativo bacino d’utenza “prima facie”, comporterà necessariamente l’aumento dei costi di gestione, la proliferazione degli isterismi di mercato, l’insana competizione di specie e l’aumento sostanziale del “prezzo” dei prodotti/servizi offerti dalle aziende e dagli studi professionali chiamati all’ottemperanza dell’ennesimo gravame “di facciata” (perchè ipotizzare che il lesgislatore abbia davvero a cuore “la resa in qualità ” delle lavorazioni o che vi possa essere una sincera, autentica spinta verso l’elevazione degli standard concettuali, è impresa imperituramente ardua).
Altrimenti detto, non era proprio necessario implementare e rendere cogente un “bollino/libretto” in subiecta materia.
Se ne poteva fare serenamente a meno.
Alla fin, fine, comunque la si voglia concepire e comunque la si voglia vedere, la realtà oggettiva delle cose è sempre, e soltanto, la stessa.
Anche nel caso di specie, insomma, si tratterà del “solito”, ipocrita ed asfissiante “burocratese di facciata”: quello che, in nome e per conto di presunti valori “superiori”, appesantisce le procedure e gli iter gestionali, aggrava i costi complessivi della produzione ed impone sostanziali balzelli “ad ogni costo”.
Piaccia oppure no parliamo di questo, ed è questione per nulla “populista”, anzi…
Qualcuno assumerà che trattasi di mera questione estrinseca e formale. Commetterà un grave errore, però, perchè, anche in questo caso, per “dirla” alla Thatcher, la vera questione è sempre e soltanto sostanziale: riuscire a “far quadrare i conti”.
Proprio quei “conti” che, soprattutto negli ultimi anni, “non tornano mai”…
Salvatore Castello
Right BLU – La Destra Liberale
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Luglio 24th, 2015 Riccardo Fucile
“MATTEO LITIGHERA’ CON LA SINISTRA FINO A ROMPERE E FAREMO UNA LISTA INSIEME”
È granitica la convinzione che Denis Verdini ha confidato a più di un senatore pronto ad aderire all’operazione responsabili: “Il processo è inevitabile. Renzi litigherà con la sinistra fino a rompere e faremo assieme il partito della Nazione, una lista Renzi”.
Parole suonate come un oracolo se pronunciate dopo la cena di mercoledì sera fa col braccio destro del premier Luca Lotti.
E dopo che da palazzo Chigi non è uscito neanche uno spiffero di imbarazzo sullo “strappo di Verdini”, nel giorno che ha ricevuto la sua quarta medaglia al valor giudiziario: il rinvio a giudizio per bancarotta sulla vicenda del Credito fiorentino.
Il processo più temuto, su cui qualche tempo fa l’allora plenipotenziario di Berlusconi temeva una richiesta d’arresto: “Denis – ripete il Cavaliere – pensa che avvicinarsi al governo lo mette a riparo dalla procura di Firenze”.
Le altre medaglie di Verdini, collezionate nel corso della carriera a fianco di Berlusconi, sono: il rinvio a giudizio per “concorso in corruzione” per aver partecipato ad appalti e commesse pubbliche, come la realizzazione della Scuola Marescialli dei carabinieri di Firenze, in violazione delle regole sull’affidamento dei pubblici appalti.
Altro rinvio a giudizio sulla P3, assieme all’ex sottosegretario Nicola Cosentino, attualmente in carcere per questioni di camorra.
A Verdini, nell’inchiesta sulla P3, vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata a episodi di corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito.
Nelle carte dell’inchiesta la P3 si configura come un’associazione volta a “condizionare gli organi dello Stato”.
Il processo che invece preoccupa di meno Verdini è quello per finanziamento illecito ai partiti ed è legato a una plusvalenza di 18 milioni di euro nella compravendita di un palazzo romani, in via della Stamperia.
Nessun imbarazzo per Renzi, dunque.
Anzi, raccontano fonti vicine a Denis, col premier si è intensificata la consuetudine telefonica, tanto che gli sarebbe stata già comunicata la scelta del futuro capogruppo, Lucio Barani, craxiano col garofano nel taschino da diversi lustri.
Colui che, quando era sindaco, nel suo paese fece erigere una statua per Bettino e una per i martiri di Tangentopoli: “Hanno scelto Lucio perchè con uno amico di Cosentino Renzi avrebbe avuto problemi a sinistra”.
Eva Longo, colonna dell’allora Pdl di Cosentino, dunque, è stata scelta come vice.
Ai loro è stato già affidato il primo passo, in direzione del cammino già scritto.
Appena varato il gruppo Azione Liberalpopolare, all’inizio della prossima settimana, il primo atto sarà di chiedere al presidente del Senato Grasso il riequilibrio nelle commissioni.
Una in particolare è cruciale, quella dove passano le riforme: “A quel punto — sussurra un senatore responsabile — in commissione Affari costituzionali entrerà un verdiniano e prenderà il posto di un senatore di Gal”.
Ovvero di Mario Mauro, fiero oppositore della riforma Boschi.
Nel suo ultimo intervento in commissione mise in fila tutte le dichiarazioni di Giorgio Napolitano e di Sergio Mattarella sui punti delle riforme costituzionali del governo Berlusconi coincidenti con quelle del governo Renzi.
In commissione, al momento, i numeri sono di 14 a 14. E quindi un senatore è determinante.
Per risolvere invece il problema dei tre del Pd, appartenenti alla minoranza, non si può escludere — anzi sarebbe questa l’idea — un bis “dell’epurazione” avvenuta alla Camera, col premier che chiese la sostituzione dei esponenti del Pd in commissione: via la sinistra, dentro i fedelissimi.
È questo lo “schema” che, passo dopo passo, nella testa di Verdini produrrà l’inevitabile abbraccio: soccorso delle truppe di Denis, rottura a sinistra.
Prosegue la fonte: “In Aula saremo determinanti. I numeri sono numeri. Al Senato, basta vedere l’elenco delle ultime votazioni, la maggioranza ha 11 senatori di vantaggio. Aggiungiamo i dieci verdiniani che non erano già in maggioranza, si arriva a 21. Sulla carta la sinistra ne ha tra i 25 e i 29 quindi il distacco oscilla tra i 4 e gli 8. Arrivati al dunque, accadrà che loro saranno di meno, noi di più. E le riforme passeranno grazie a noi”.
Passo dopo passo. In parecchi, negli ultimi tempi, sono rimasti colpiti dalla complicità con cui i due — “Denis” e “Matteo” – si parlano, appellandosi in modo colorito, alla toscana.
Si capisce che c’è una consuetudine, che si alimenta in contatti telefonici diretti.
Proprio questa consuetudine telefonica suscita preoccupazione tra i più prudenti che stanno attorno a Renzi. Il premier non è parlamentare, con tutto ciò che ne consegue in termini di intercettazioni, come si è visto in quella pubblicata dal Fatto col generale Adinolfi, mentre la linea di Verdini è la linea di un imputato in processi delicati.
Ma non è il momento delle preoccupazioni. È il momento della grande trama nazionale, nel senso del Partito della Nazione.
Verdini ha ricominciato a sentire pressochè quotidianamente Fabrizio Cicchitto e parecchi di Ncd, con cui ha un rapporto storico da quando era il king maker delle liste.
E qualcosa si muove se l’ex ministro Lupi confidava a un collega di governo: “Quelli di Denis si sentono garantiti. Se cambia la legge elettorale fanno una lista d’appoggio a Renzi, rastrellando anche i nostri. Se non cambia li imbarca Renzi”.
In ogni caso concludeva: “Quelli di noi che vogliono rifare il centrodestra rischiano di morire”.
Tra loro non c’è Alfano che, come il suo antico nemico Verdini, ha scelto Renzi.
Passo dopo passo, l’inevitabile cammino del Partito della Nazione.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 24th, 2015 Riccardo Fucile
SI APPLICA SOLO A LOCALI SUPERIORI A 160 MQ
Al fascino del facile allarmismo non è sensibile solo Matteo Salvini: anche il Movimento 5 Stelle
ieri ha cavalcato l’onda della bufala della tassa sui climatizzatori, con due post pubblicati rispettivamente giovedì e venerdì sul blog di Beppe Grillo, dal titolo “Tassa sul caldo; una sberla da 200 euro!” e “La tassa sul caldo c’è: 180 euro a famiglia”.
Come spiegato su La Stampa, e già chiarito un mese fa da Altroconsumo, la fantomatica tassa sui climatizzatori non esiste.
O almeno non nelle modalità raccontate da Lega Nord e M5S.
I grillini parlano «di una vera e propria batosta da almeno 200 euro» che «mette in ginocchio i nostri portafogli» ma quella cui si fa riferimento è una direttiva europea che introduce un libretto e un bollo per i condizionatori con potenza uguale o superiore i 12 Kw, cioè in grado di raffreddare ambienti di 160mq.
Non esattamente le dimensioni di una stanza in una casa normale.
Non è vero, quindi, che è in arrivo una «sberla da 200 euro» per le famiglie italiane.
Questo i grillini lo sanno bene, tant’è che in fondo al post di denuncia inseriscono due righe con questa fondamentale precisazione.
Peccato, però, che prima campeggi la scritta, più evidente, «È proprio il caso si dire: Rubare ai poveri per dare ai ricchi».
E c’è da chiedersi quanti poveri abbiano case con stanze di 160mq.
Distrazione? Forse è il caso di parlare di voluta disinformazione, soprattutto perchè, come la Lega Nord, anche il Movimento 5 Stelle ha votato a favore della direttiva europea e dovrebbe sapere almeno di cosa si tratta.
Francesco Zaffarano
(da “La Stampa”)
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Luglio 24th, 2015 Riccardo Fucile
DOPO IL RICORSO DEL SINDACO DI LIVORNO, SI E’ STABILITO UN PRINCIPIO
Gli istituti scolastici religiosi di Livorno dovranno pagare l’Ici, l’Imposta comunale sugli immobili, oggi sostituita dall’Imu, l’imposta municipale unica.
Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione, destinata certo a far discutere, dal momento che si tratta del primo pronunciamento del genere in Italia su questo tema.
Due degli istituti livornesi, la scuola Santo Spirito e la scuola Immacolata, dovranno versare più di 422mila euro per gli anni dal 2004 al 2009.
La Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta di pagamento dell’Ici avanzata nel 2010 dal Comune di Livorno agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi.
“Come spiega l’ufficio Tributi – si legge in una nota del Comune – è da sottolineare che questo genere di pronunciamento da parte della Corte di Cassazione è il primo in Italia sul tema specifico. La suprema Corte ha di fatto ribaltato quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, sentenziando che, poichè gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività è di carattere commerciale, ‘senza che a ciò osti la gestione in perdita’. In proposito il giudice di legittimità ha precisato che, ai fini in esame, è giuridicamente irrilevante lo scopo di lucro, risultando sufficiente l’idoneità tendenziale dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio. E cioè, il conseguimento di ricavi è di per sè indice sufficiente del carattere commerciale dell’attività svolta”.
Il contenzioso che vede contrapposti il Comune ed alcuni istituti scolastici paritari era nato nel 2010, in seguito della notifica da parte dell’ufficio Tributi di avvisi di accertamento per omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2009.
“In particolare – chiarisce ancora il Comune – gli importi relativi alle scuole ‘Santo Spirito’ e ‘Immacolata’ sono pari a 422.178 euro. Si ricorda che anche la Commissione Provinciale Tributaria di Livorno aveva stabilito che l’Ici fosse dovuta, respingendo i ricorsi degli istituti. A questo punto, a seguito delle sentenze, si provvederà a notificare anche gli importi dovuti per le annualità 2010 e 2011, imponibili a fine Ici. Queste sentenze – conclude la nota – assumono, tra l’altro, rilievo ai fini dell’interpretazione delle disposizioni in materia di Imu, relativamente all’imposizione fiscale dall’anno 2012”.
Dura la replica di don Francesco Macrì, presidente della Fidae, la federazione delle scuole paritarie cattoliche, che a Radio Vaticana ha risposto: “Sono sentenze che lasciano interdetti, perchè costringeranno le scuole paritarie a chiudere”.
Secondo don Macrì queste scuole finora sono sopravvissute perchè sostenute da religiosi che lavorano a titolo completamente gratuito: “Sono scuole che hanno già dei bilanci profondamente in rosso – sottolinea il presidente della Fidae – scuole che allo Stato costano quasi nulla, pur garantendo un servizio alla Nazione equiparabile a quello statale”.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2015 Riccardo Fucile
DISAGI IN TUTTA ITALIA: MILANO, FIRENZE, ROMA, L’IRA DEGLI UTENTI
Troppo caldo. Aria condizionata in tilt. Treni al collasso. 
Sta succedendo in tutta Italia, da Nord a Sud. Pendolari e vacanzieri uniti in un medesimo destino: condannati a stare in carrozze bollenti trasformate in forni. Convogli fermi ore sotto il solleone.
Parliamo indifferentemente di alta velocità , collegamenti regionali e suburbani, linee cittadine e metrò.
Ferrovie dello Stato ha convocato una riunione d’emergenza con tutti i vertici. L’ammistratore delegato Elia ha parlato di «situazione inammissibile», ricordando che ««prima di tutto viene il passeggero».
Insomma: una vera e propria strigliata. Preceduta ddalle scuse ufficiali di Trenord agli utenti lombardi per i ripetuti disservizi, il collasso in Toscana divenuto un’emergenza da protezione civile, le aggressioni ai macchinisti del trenino Roma-Lido (tra l’altro accusati di aver attuato una specie di agitazione «bianca» che ha bloccato le corse a 40°).
Con il corollario – mentre milioni di italiani si apprestano a partire per le ferie – di polemiche, accuse incrociate tra regioni e Trenitalia, rimpallo di responsabilità .
E in un caso – un guasto sul Tgv francese Milano-Parigi – non viene esclusa l’ipotesi sabotaggio.
Alessandro Fulloni
(da “il Corriere della Sera“)
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Luglio 24th, 2015 Riccardo Fucile
SONDAGGI IXà‰ E SWG: IL 61% CONTRO IL 33% PENSA CHE RENZI NON RIDURRA’ LA PRESSIONE FISCALE… LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI ACCOGLIEREBBE I PROFUGHI NEL PROPRIO QUARTIERE
Più di un italiano su due non crede nell’annuncio di abbassamento delle tasse fatto da Renzi.
Secondo il sondaggio il 61% degli italiani non crede a questa promessa. Il 33% ne è invece convinto.
Fra gli elettori del Pd, il 59% crede che all’annuncio di sabato scorso seguiranno i fatti.
I partiti
Per Ixè il Pd si attesta al 33,8 per cento, mentre il Movimento Cinque Stelle è a un distacco esatto di 10 punti (22,8).
La Lega Nord si conferma terzo partito con il 15,7, mentre Forza Italia scende addirittura al limite della doppia cifra (10 per cento).
Riuscirebbero a varcare la soglia di sbarramento Sel (4 per cento), Fratelli d’Italia (3,4) e Ncd e Udc se si presentassero davvero insieme alle elezioni come Area Popolare (metterebbero insieme rispettivamente il 2,8 e l’1,3, raggiungendo il 4,1).
Per Swg, mentre il Movimento Cinque Stelle cresce dal 24,4 al 26 per cento in una settimana, il vicepresidente della Camera Di Maio piace più del leader M5s Grillo (28 contro 24 per cento).
Infine l’immigrazione: quasi un italiano su due (49%) accoglierebbe dei migranti nel quartiere in cui abita e non accoglierebbe un campo rom.
Alla domanda: accoglierebbe dei migranti nel suo quartiere? Il 49% del campione si è detto favorevole; il 45% contrario.
Risultato diverso alla domanda se accoglierebbe un campo rom nel suo quartiere: il 78% degli intervistati si è detto contrario, il 17% favorevole.
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