Destra di Popolo.net

CASO MURARO, BLITZ DEI CARABINIERI DEL NOE IN AMA PER ACQUISIRE DOCUMENTI SUL SITO DI ROCCA CENCIA

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

I FALDONI RIGUARDANO LA MAXI-INCHIESTA CHE COINVOLGE L’ASSESSORA

Nuove acquisizioni di documenti sono state effettuate questa mattina dai carabinieri del Noe nell’ambito di uno dei filoni della maxinchiesta della Procura di Roma sullo smaltimento dei rifiuti e che vede coinvolta l’assessore all’Ambiente, Paola Muraro.
I militari   sono stati in una sede dell’Ama e hanno portato via materiale riguardante il sito di smaltimento di Rocca Cencia.
L’attività  di questa mattina rientra nella delega di indagine affidata al Noe dal pm Alberto Galanti, titolare del procedimento.
L’assessore Muraro, accusata di violazione di norme sull’ambiente, è stata per 12 anni consulente di Ama e negli ultimi anni ha avuto responsabilità  di controllo sui rifiuti in entrata e uscita degli impianti per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti (tmb), tra cui quello di Rocca Cencia, la cui è attività  rappresenta uno di filoni di indagine della Procura.

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

FERROVIE SUD EST, STOP ALLE CORSE IN PUGLIA: I TRENI NON SONO SICURI

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

PENDOLARI IN RIVOLTA, E’ IL CAOS… VIA LIBERA A SOLI 4 CONVOGLI SU 25… RUOTE E CARRELLI USURATI

Nessun treno Atr partito e pendolari con i nervi a fior di pelle.
Dall’alba le Ferrovie Sud Est sono letteralmente paralizzate e stanno creando enormi disagi ai pendolari. Oggi dal deposito sono usciti solo il treno 1 e il 105 che partono su Bari alle 5,25.
Altri due convogli sono partiti su Martina Franca.
In totale stanno circolando solo quattro mezzi rotabili. Tutti gli altri 25 mezzi, gli Atr 220, sono bloccati.
Fermi in deposito per ordine dell’Ustif, l’ufficio ministeriale deputato alla sicurezza sui binari che ha inviato una circolare in azienda obbligandola a fermare tutti i convogli che montano ruote e carrelli usurati, problemi documentati durante un’ispezione del mese scorso.
L’attenzione alla sicurezza è massima, soprattutto dopo lo scontro fra treni dello scorso 12 luglio e l’inchiesta della magistratura sulle responsabilità  umane e le carenze di sicurezza sui binari pugliesi.
Fse prova a reagire e organizza corse sostitutive attraverso i suoi bus, dichiarando che è saltato appena il 30 per cento delle corse. In realtà  le tratte soppresse sono molte di più.
Quei 25 Atr (20 in circolazione fino a ieri, altri 5 in manutenzione) rappresentano infatti il 70 per cento del parco rotabile delle Sud Est.
Bloccare i treni polacchi, significa paralizzare tutto il traffico della più grande ferrovia concessa d’Italia.
Non a caso, lo stesso programma corse alternativo riprogrammato nelle ultime ore dall’azienda per ovviare al blocco dei treni non può essere rispettato perchè mancano i convogli. La situazione, già  pesante, rischia di degenerare nelle prossime ore, visto che lo stop imposto dall’Ustif prevede tempi lunghi con la necessaria sostituzione di tutti i carrelli e le ruote usurate.
Criticità  già  denunciate sia dalla ditta costruttrice (la polacca Pesa) che dagli intermediari italiani che hanno venduto i convogli alle Sud Est (gli stessi finiti nell’inchiesta della procura di Bari sui treni d’oro, venduti a prezzi enormi alle Fse) e che fino a poco tempo fa ne gestivano la manutenzione, ovvero la Filben.
Era stata la ditta bolognese, a luglio, a inviare una nota allarmante in cui, riprendendo la nota della Pesa, segnalava che la filettatura (lo spessore) delle ruote era inferiore a quella prescritta dalla casa madre polacca. Sul caso, però, l’Ustif non ha preso alcuna decisione. Fino a ieri.
Ora si impone il cambio totale delle ruote che richiede almeno un mese di tempo. Dall’azienda però si ribatte che quella filettatura riscontrata su 25 treni Pesa rientra nei limiti dei parametri di sicurezza italiani.
“Avevamo già  acquistato 80 ruote nuove – contesta Andrea Viero, commissario straordinario delle Sud Est – che ci sono costate 1 milione di euro. Stavamo cominciando a sostituirle quando è arrivato il provvedimento dell’Ustif”.
Un provvedimento che rischia di avere i suoi effetti peggiori da lunedì, quando riapriranno le scuole. Per cercare di evitare il peggio e sbloccare la situazione, in mattinata si terrà  un incontro tra Fse e Ustif.
Intanto il blocco degli Atr manda su tutte le furie i pendolari. La frustrazione corre sul web, in particolare sui gruppi organizzati di Facebook e dedicati ai problemi delle Sud Est: “Cinque treni Martina-Bari consecutivi soppressi – dice Cosimo Vinci – che schifo”.
Più duro Alessandro Pecorelli: “Qui si rischia il posto di lavoro” denuncia l’utente del gruppo. “Ferrovie Sud Est, 365 giorni di disservizi, qui bisogna assolutamente unirsi e fare qualcosa di concreto – segnala Bernardo Iaffaldano – non se ne può più”.

(da “La Repubblica”)

argomento: ferrovie | Commenta »

IL PATTO DELL’OMERTA’ DI GRILLO: “MA QUESTO DIRETTORIO E’ FINITO”

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

IL FONDATORE CERCA DI SEDARE LA RISSA INTERNA, MA E’ ANCORA UN TUTTI CONTRO TUTTI… RIVOLTA TRA I SENATORI, IN 12 PREPARANO UN DOCUMENTO… LA TAVERNA ASSENTE A NETTUNO

È costretto a rimetter su la maschera del padre buono che conforta e perdona, Beppe Grillo.
Voleva star fuori dai guai romani, ma è dovuto correre nel giorno in cui tutto stava per crollare.
Il fondatore del Movimento e i 5 ragazzi cui aveva dato la responsabilità  di coordinarlo si sono visti in un posto che – per la prima volta in tre anni – è rimasto segreto.
Perchè il patto era questo: basta trucchetti, soffiate ai giornali, linee contrapposte. Occhi negli occhi, telefoni al centro del tavolo, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista e Carla Ruocco hanno tirato fuori tutto: la rabbia per quanto accaduto nella gestione del caso Muraro e delle lotte interne al Campidoglio.
La fuga in avanti di Luigi Di Maio, nel coprire Virginia Raggi e nel darle troppa autonomia. Il caso della lettera del direttorio alla sindaca di venerdì scorso, che doveva essere un modo per chiederle di rientrare nei ranghi, ma che è stata diffusa alla stampa prima ancora di essere chiusa e per questo bloccata dall’ira del presidente della Vigilanza Rai.
Una lunga sequenza di errori che il fondatore ha ascoltato cercando di sedare gli animi: “Ora dobbiamo mostrarci uniti”, ha detto. “Ammettiamo i nostri errori, saliamo sul palco insieme e tutto si risolverà . Non dobbiamo permettere che ci massacrino, non aspettano altro”.
Lo sguardo su Di Maio è severo, ma alle otto e 45 della sera, dopo il mea culpa del vicepresidente della Camera, arriva un abbraccio: la camicia nera di Grillo intrecciata a quella bianca di colui che un giorno definì “un mostro di bravura” concludendo “mi farà  fuori”.
Tutto è cambiato, lunedì. Le decisioni solitarie del vicepresidente della Camera su strategie, incontri e linea politica sono il passato. “Condividere”, è la parola d’ordine che conduce al patto della finta unità .
Un ritocco al direttorio potrebbe arrivare presto, magari con l’ingresso di un senatore. Palazzo Madama è in fiamme. Si sono visti in dodici, in Senato, pronti a chiedere presto un “riequilibrio nel Movimento”. Lo chiama così la senatrice Barbara Lezzi. “Una volta decidevamo le cose tutti insieme, magari trapelava qualcosa, ma è anche giusto”, ricorda Gianluca Castaldi.
Quanto ai deputati sono infuriati con Virginia Raggi e con chi l’ha protetta: “Ci sono assessori che mandano pizzini a quelli dello studio Previti”, sbotta un parlamentare. “E Marra, che senso ha se si limita a spostarlo?”.
È anche per questo, che la linea sulla sindaca di Roma cambia. Grillo decide all’ultimo momento di non incontrarla, di chiamarla soltanto. Non è ancora arrivato il momento di giocare la carta della sfiducia, ma una distanza va messa.
Così, Virginia resta fuori dal palco di Nettuno. E decide di non andarci neanche la senatrice Paola Taverna. Ha visto Grillo, ha spiegato che lei non c’entra nulla con le prove mostrate dai giornali su quel che Di Maio sapeva dell’indagine su Paola Muraro. Non se la sente, però, di salire sul palco del perdono.
Sa che qualcuno ha pensato di dare la colpa a lei.
Ma non tutti fingono, su quel palco. Roberto Fico parla di “momenti durissimi”. “Il Movimento è un’utopia, non ci sono leader, se facciamo una rivoluzione a metà  sarà  una rivoluzione fallita”.
Sono tutti ospiti di Alessandro Di Battista e dell’ultima tappa del suo tour. Lui li aspetta nervoso. Lascia loro la parola mentre Carlo Sibilia gli fa una carezza. Poi se la riprende introdotto da Grillo che fa l’elogio di “un ragazzo che ha fatto 5mila chilometri e finisce qui nella piazza della giustizia e del perdono”. Lui parla di errori in buona fede, suda, si arrossa. Mentre abbraccia un Di Maio rigido e teso, Grillo lo guarda come un figlio che alla recita, a scuola, azzecca tutte le battute. Il nuovo frontman è “il Diba” già  da un po’. Il passo falso di Di Maio, che lui chiama “fratello”, potrebbe costringerlo a prenderne il posto.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

LA TRIBU’ SACRIFICA IN PIAZZA DI MAIO, DI BATTISTA SI PRENDE LA SCENA

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

E SI SENTE IL VUOTO LASCIATO DA CASALEGGIO: IDEE PIGRE E SCHEMI CONSUNTI

Lo amano. Lo adorano. Lo vogliono. E’ del tutto ovvio che da oggi il Sovrano è lui. C’è l’intera piazza di Nettuno che si schiera ai piedi di Alessandro Di Battista, giunto all’ultima tappa del suo tour di cinquemila chilometri per dire No ai quesiti del referendum costituzionale, a chiarirlo senza ombra di dubbio.
Il passaggio di consegne con Luigi Di Maio forse non è nella forma, di certo lo è nella sostanza. «Dibba, Dibba, Dibba, Dibbaaaaaa».
E’ il boato scaricato in cielo con un fanatismo da concerto vascorossiano al termine di questo curioso processo cinese organizzato da Beppe Mao nel Lazio, in cui il colpevole – Di Maio Luigi, vicepresidente della Camera – ben accolto e tiepidamente applaudito, viene condannato prima del dibattimento ed è costretto a cospargersi il capo di cenere di fronte alla platea, per consentire al Movimento di proseguire purificato il proprio processo rivoluzionario. «Ho sbagliato, scusate».
C’era Di Maio. Oggi c’è Di Battista.
E’ questo il primo risultato del dilettantesco pasticcio di Roma, che finisce per penalizzare Di Maio più della confusa e incomprensibile sindaca Virginia Raggi, due delibere in ottanta giorni.
E anche Beppe Grillo, l’antico Capo Tribù piombato nei dintorni della Capitale per rimediare al disastro, finisce per sparire davanti al sorprendente potere ipnotico del nuovo Capobranco, che attacca la Rai, le banche, Renzi, la Merkel, la Boschi, invocando più Italia, più sovranità , una moneta propria e soprattutto ribadendo l’ennesimo definitivo No alle Olimpiadi.
«E’ questa la vera battaglia che si sta combattendo a Roma. Ma noi non molliamo. Mentre loro, le lobby, i palazzinari, la politica, sentono le sirene della Polizia e cercano di scappare con il malloppo».
Piove e Nettuno è sua. E’ lui il primo a salire sul palco per introdurre i compagni della serata, è lui l’ultimo ad andarsene dopo più di un’ora.
In mezzo il comizio-processo, organizzato per dare l’immagine di un universo ancora unito, solido e solidale, pensato apposta per nascondere sotto il tappeto la polvere soffocante delle risse interne, delle gelosie, dei piccoli tradimenti, e soprattutto delle scelte discutibili di assessori piombati nella giunta capitolina da galassie da sempre ritenute mefitiche dai Cinque Stelle: il previtismo, l’alemannismo o la palude dei dirigenti buoni per tutte le stagioni.
Ci sono i cinque del direttorio sul palco con Grillo e sparso tra la folla anche qualche parlamentare tendenza Di Maio, ma il buco, enorme, non è tanto quello dei senatori – che non hanno mai digerito il piccolo gruppo dirigente incardinato alla Camera – o della Raggi, quanto quello lasciato da Gianroberto Casaleggio.
Senza di lui il tavolo è zoppo. Le idee più pigre. Gli schemi più prevedibili.
Eppure proprio Di Maio e Di Battista sembravano destinati a clonare lo schema dei Fondatori nella staffetta generazionale.
Non è ancora così. Forse non sarà  mai così.

Andrea Malaguti
(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

NESSUN REPULISTI NELLA GIUNTA RAGGI, IL CAPOCOMICO FA CALARE IL SIPARIO

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

MURARO E DE DOMINICIS RESTANO ASSESSORI, ROMEO MANTIENE IL SUO POSTO E MARRA VIENE SOLO SPOSTATO DI INCARICO NEL BLOG DI GRILLO, MA NON PER LA RAGGI… IL DIRETTORIO NON HA OTTENUTO UNA MAZZA, MA SONO TUTTI “VITTIME DEL SISTEMA”

Il «movimento resta unito» sancisce Grillo a Nettuno: e mai come in questo caso l’unione fa la farsa.
L’esordio del leader fondatore Grillo è stato da tregenda: «il regime reagisce compatto contro di noi».
«Ringrazio il direttorio che ha protetto Virginia Raggi che andrà  avanti e noi vigileremo» ha proseguito paragonando Raggi al primo sindaco nero del 1968 in Mississipi (che si rivolterà  nella tomba)
Il coro ritmato «onestà , onestà », avviato da Beppe Grillo sul palco e subito ripreso dai militanti in piazza, ha chiuso il comizio di M5s a Nettuno.
Nessuno si ricorda più che il direttorio aveva chiesto quattro teste ( Muraro, De Dominicis, Romeo e Marra): per la serie “abbiamo scherzato” sono tutti sul palco a reggere il moccolo al ballista Di Maio, ideale candidato premier della Repubblica dei conigli.
Mentre il capocomico miliardario genovese urla “contro il sistema”, emerge la decisione presa “di comune accordo”: non cambiare una mazza.
La Raggi non si vergogna nemmeno delle balle che ha raccontato e compare in video amatoriale per rendere noto che la Muraro resta al suo posto, nonostante sia indagata (pare pure per abuso d’ufficio, ma potrebbe anche esserle contestata la corruzione, una sciocchezza dai…) .
Lo stesso dicasi per il raccomandato dallo studio Sammarco, ovvero De Dominicis. esperto di Tinto Brass, per il fido Romeo e persino per Marra   che al massimo cambia incarico.
E su Marra siamo alla farsa completa: “L’attuale vicecapo di gabinetto Raffaele Marra sarà  ricollocato in un’altra sede”, si legge nel post scriptum che compare sul blog di Grillo sotto la dichiarazione della sindaca.
Ma di questa frase non ce n’è traccia nell’identico post riportato dalla sindaca sul suo profilo Facebook.
Cala il sipario, cadono le stelle.
A molti elettori grillini non solo quelle.

argomento: Grillo | Commenta »

“ECCO IL LEGAME DELLA MURARO CON IL RAS DEI RIFIUTI”: IL DOCUMENTO SUI RAPPORTI CON CERRONI

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

ALLA MURARO NON VIENE CONTESTATA SOLO L’ACCUSA DI “REATI AMBIENTALI”, MA ANCHE L’ABUSO D’UFFICIO… E C’E’ ANCHE L’IPOTESI DI CORRUZIONE

C’è un documento che dimostra in maniera chiara il legame tra Paola Muraro e le società  di Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti a Roma imputato proprio per la gestione della spazzatura e adesso indagato nel nuovo filone d’inchiesta.
E avvalora il sospetto dei pubblici ministeri che nel suo ruolo di consulente di Ama, ricoperto per ben 12 anni, la donna abbia favorito le aziende private danneggiando la stessa municipalizzata.
È l’elenco dei componenti del comitato tecnico-scientifico di Ecomondo 2016, la «piattaforma tecnologica per la Green e Circular Economy nell’area Euro-Mediterranea» che quest’anno si svolgerà  a novembre a Rimini.
La dicitura è eloquente: «Paola Muraro & Carlo Noto La Diega».
Noto La Diega è il socio di Cerroni nella società  Gesenu e in altre aziende del gruppo, oltre a essere stato il coordinatore per il monitoraggio ambientale della discarica romana di Malagrotta.
Perchè l’assessore all’Ambiente del Campidoglio si muove in tandem con un personaggio così controverso, peraltro finito agli arresti lo scorso anno nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Viterbo?
Qual era la reale natura di questo rapporto che arriva direttamente a Cerroni?
Per rispondere a questi interrogativi i magistrati stanno ricontrollando tutte le delibere e hanno deciso di acquisire le dichiarazioni dei redditi della Muraro proprio per controllare le «entrate», oltre alla consulenza con Ama che per dodici anni le ha fatto guadagnare oltre un milione di euro.
In realtà  la donna era molto più che una semplice consulente.
Legatissima a Franco Panzironi e Giovanni Fiscon – gli ex vertici di Ama scelti dall’ex sindaco Gianni Alemanno e poi imputati nel processo di Mafia Capitale – Muraro ha svolto un ruolo da funzionaria di alto livello, delegata alla gestione e al controllo degli impianti.
Dunque una funzione pubblica e proprio questo consente agli inquirenti di contestarle – oltre alla violazione dei reati ambientali – anche l’abuso d’ufficio.
Nel fascicolo del pubblico ministero Alberto Galanti emerge il sospetto che abbia garantito una sorta di patto affinchè gli impianti Ama funzionassero a ritmo ridotto proprio per consentire anche a quelli di Cerroni di smaltire una parte dei rifiuti della Capitale.
Per questo, denunciano i carabinieri del Noe, sarebbero state alterate le quantità  di materiale trattato e prodotto.
Adesso bisognerà  scoprire quale fosse la contropartita per questo interessamento, verificare se Muraro abbia tratto vantaggi.
In questo caso scatterebbe infatti anche l’accusa ancor più grave di corruzione.

(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Giustizia | Commenta »

ROMA: CIRCOLANO SOLO 1.110 BUS SU 2.500

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

IL M5S HA FATTO FUORI RETTIGHIERI, REO DI AVER FATTO LA GUERRA AI PRIVILEGI DEI SINDACATI CHE NON A CASO SI SONO SCHIERATI CON LA RAGGI… E, GUARDA CASO, LO SOSTITUISCE CON UN INGEGNERE CHE HA IL 5% DI UNA SOCIETA’ DI CONSULENZA PRIVATA

Tutto si può dire, tranne che non sapessero.
Da mesi nell’assessorato della «Città  in movimento», o come si chiamava prima dell’avvento grillino, piovevano relazioni, lettere, avvertimenti.
L’ultimo, il 30 agosto. Ci sarebbero stati giorni difficili anche in superficie, oltre che sottoterra, diceva il direttore dell’Atac Marco Rettighieri.
Problemi di manutenzione, di pezzi di ricambio… Beccandosi per tutta risposta dall’assessora Linda Meleo, all’apice della crisi, un tweet al curaro: «Ecco l’eredità  di Rettighieri. 200 mezzi in meno rispetto ai 1.400 programmati…».
Lunedì a Roma circolavano 1.150 autobus. Martedì si era saliti a 1.190.
Meno della metà  del parco, che si aggira intorno ai 2.500 mezzi. In una capitale europea con pochi chilometri di metropolitana, che peraltro funzionano a singhiozzo. In pieno Giubileo. E lunedì riaprono le scuole
Di chi è la colpa? Perchè colpe ci sono eccome. Ma difficilmente una persona sola, anche se è il direttore generale, può fare un danno simile in nove mesi.
L’Atac è con ogni probabilità  l’azienda pubblica più scassata d’Italia. Più scassata, se possibile, dei suoi autobus. Che hanno l’abitudine di scassarsi prevalentemente il 27 di ogni mese oppure dopo le elezioni a cui partecipano come scrutatori centinaia di suoi dipendenti.
Il top, però, si registra quando il capo del personale assume qualche iniziativa indigesta, come il blocco di 50 promozioni concordate con il sindacato: allora s’ingolfano gli iniettori, fanno crac gli ammortizzatori, saltano le turbine come niente fosse.
Si è arrivati a superare quota 800, un giorno. Un terzo dell’intero parco mezzi, metà  di quelli circolanti
Vogliamo mettere anche questo sulle spalle di Rettighieri, che il prefetto Francesco Paolo Tronca aveva spedito all’Atac per metterci almeno una toppa in vista del Giubileo?
E ci vogliamo aggiungere le 111.664 ore di «agibilità  sindacale» concesse nel 2015, ben 11.283 più di quelle effettivamente concedibili: come se l’Atac pagasse 82 persone per lavorare altrove?
E i 16,7 milioni pagati per le gomme, il doppio del previsto, a un fornitore di cui è direttore un dirigente dell’Atac in aspettativa?
E la barca di quattrini impegnati in modo quantomeno discutibile per una sede faraonica nella periferia romana?
Colpe ne ha Rettighieri, eccome. Per esempio aver fatto la guerra ai sindacati, che osservavano in qualche caso apertamente con favore l’ascesa di Virginia Raggi. Arrivando alla decisione di revocare accordi non scritti che per quarant’anni hanno garantito al dopolavoro in mano ai sindacalisti la gestione di mense e bar aziendali.
E certo le cose non migliorano con la fine del commissariamento.
L’acme si raggiunge quando Rettighieri decide di spostare il dirigente Federico Chiovelli: cugino, secondo la ricostruzione pubblicata dai giornali, dell’assessora grillina del Municipio XV Paola Chiovelli.
Lo scambio di colpi è virulento e Rettighieri non esita ad accusare Linda Meleo di ingerenze nella gestione dell’azienda.
Con una lettera così dura che qualcuno si spinge a ipotizzare che stia cercando l’incidente
Ma il suo destino è segnato già  durante la campagna elettorale: troppo impopolare quella guerra al sindacato, in un’azienda dove sono sindacalizzati in 8.899 su 11.687.
Il direttore scelto da Tronca getta la spugna di fatto insieme a Marcello Minenna, l’unico che lo difende.
Venerdì prossimo è l’ultimo giorno di lavoro. In una situazione oggettivamente drammatica.
Che fare? A mali estremi, si dice, estremi rimedi. Magari ricorrendo ai privati: il consorzio Tpl costituito fra alcuni trasportatori romani e una società  pubblica umbra, che da una decina d’anni gestisce per un centinaio di milioni l’anno pagati dal Campidoglio (oltre ai costi dell’Atac), alcune linee periferiche.
Fantascienza? Un’ipotesi forse assurda, com’è assurdo tutto questo.
Però quelli hanno nei cassetti un lodo arbitrale che impone al Comune di versargli 115 milioni: un’arma letale
L’amministratore Armando Brandolese deve invece aspettare il sostituto: l’ingegnere nucleare Manuel Fantasia, titolare del 5 per cento di una società  di consulenza aziendale.
Nominato con urgenza a ridosso delle dimissioni dei vertici, non ha ancora messo piede in azienda. Nè l’assemblea che dovrebbe insediarlo è stata convocata.
I prossimi giorni, in assoluto i più delicati, l’azienda rischia dunque di affrontarli senza timoniere.
O con un timoniere inesperto e spaesato. Scelta che peraltro ha già  fatto storcere la bocca ai sostenitori della campagna #Saichivoti per la trasparenza delle nomine pubbliche a cui aveva aderito anche Virginia Raggi.
Adesione a parole, si è lamentato Federico Anghelè di Riparte il futuro, visto che Fantasia è stato scelto esattamente come hanno sempre fatto i partiti…
Ma il Movimento 5 Stelle non le aveva scomunicate, certe pratiche?

Sergio Rizzo
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: denuncia | Commenta »

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO, L’EPIGRAFE ADATTA ALLA CATASTROFE GRILLINA

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

LA CLASSE POLITICA SI SELEZIONA NELLA LOTTA POLITICA, NON CON I CURRICULUM AZIENDALI

“Dilettanti allo sbaraglio”. Era questo il sottotitolo della “Corrida”, una trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, che conduceva il famoso presentatore Corrado.
Il quale, con un cinismo fintamente bonario, si prendeva gioco di tanta gente qualunque in cerca di un quarto d’ora di notorietà .
E “dilettanti allo sbaraglio” ci sembra l’epigrafe più adatta per sintetizzare i primi cento, catastrofici giorni dell’amministrazione grillina della capitale.
Tempo fa avevo parlato della mezza cultura del grillino medio.
Oggi ci tocca parlare della vera e propria incultura della stessa classe dirigente a cinque stelle.
Mancanza di cultura politica, prima di tutto. Da cui discende non solo l’idea, visibilmente puerile, che la politica si riduca a “onestà  privata”, ma anche quella che, oltre all’onestà , per governare ci voglia solo competenza tecnica.
Fa veramente tenerezza, o rabbia a seconda dei casi, sentir dire dalla sindaca Raggi che, per scegliere il nome di un assessore o del capo di una segreteria politica, sono stati visionati i curricola dei candidati.
Quasi che amministrare politicamente e amministrare un’azienda fossero la stessa cosa, faccende entrambe da manager.
Come si può nella patria di Machiavelli arrivare a pensare, e poi a dire, una simile sciocchezza?
La classe politica si seleziona solo nella lotta politica: altra possibilità  non c’è.
La politica è prima di tutto visione, cioè chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, e poi assunzione di responsabilità .
Nel bene, come nel male. Non si possono fuggire le telecamere, come stanno facendo in queste ore i grillini.
Nè ci si può nascondere dietro un dito, appellandosi a “scelte condivise”, quando si è avuta un’investitura personale e quasi plebiscitaria.
Nè si può tener nascosta la verità , e addirittura mentire, davanti a coloro che ti hanno eletto.
È un errore politico veramente autodistruttivo: ciò che ne va di mezzo è la fiducia personale che ti è stata concessa.
Ci vuole tanto a capire che il cittadino-elettore è disposto a perdonare persino la “disonestà “, ma non perdonerà  mai la menzogna?
Ci vuole tanto a capire che qualsiasi giustificazione a posteriori più o meno bizantina, qualsiasi gioco di parole, non regge, e che l’unica scelta che un politico serio ha davanti, di fronte a circostanze del genere, sono le scuse ufficiali?
Senza aspettare settimane, senza tener nascosta nel “cassetto” la verità , nella speranza che nessuno la scopra.
Scuse ufficiali al popolo romano, che ha votato per il movimento in massa. Perchè la Raggi ci gira ancora attorno? La menzogna in politica un tempo veniva etichettata sotto la voce “arcana imperii”.
Poi, in età  moderna, si è parlato più semplicemente di “ragion di Stato”, riservandola a settori speciali come i “servizi segreti”.
Nell’uno e nell’altro caso, si occultava la verità , che poteva essere perturbante, per la salus rei publicae, cioè per la salvezza della Patria.
Qui invece si è mentito per piccoli interessi di bottega, personali, e proprio mentre si faceva della “trasparenza” il mito fondativo della nuova politica. Da non credere!
Alcuni giornali, a esempio “il Foglio”, insistono sulla incompatibilità  fra la grammatica grillina, fondata sul valore dell’ onestà , e il governo politico di una società .
Sono d’accordo, ma solo fino a un certo punto. Con l’onesta, valore non politico, si può fare politica. Basti pensare solo un attimo all’esperienza del giacobinismo, anche nelle sue propaggini totalitarie novecentesche, che su quella grammatica, su un’astratta idea di “virtù”, si è costruita fino ad arrivare al Terrore.
Qui, più che a una fenomenologia della mente rivoluzionaria, siamo però di fronte alla fenomenologia della ignoranza umana.
Ignoranza della politica e delle sue regole, a cui, diceva Benedetto Croce, è vano ribellarsi.
Pena lo spettacolo pietoso di questi giorni. “Dilettanti allo sbaraglio”, appunto.
Il problema, come diceva quel tale, non è l’ignoranza, ma l’ignoranza attiva. E mai come in questa estate romana si son visti tanti ignoranti attivi e presuntuosi. Imperdonabile.
Non so se era tutto già  scritto, come pure si è detto. Fatto sta che fa davvero meraviglia come un abbaglio così grande lo abbia potuto prendere un popolo come quello romano, di sana e scettica diffidenza verso tutto ciò che si presenta come nuovo e originale.
Caduti così in basso, forse ora, non si può fare altro che risalire.

Corrado Ocone
filosofo
(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

EVASIONE IVA TOCCA I 37 MILIARDI L’ANNO, ALL’ITALIA IL PRIMATO FRA I PAESI EUROPEI

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

E POI NON ABBIAMO SOLDI PER COSTRUIRE CASE POPOLARI, AUMENTARE LE PENSIONI MINIME, EVITARE I DISSESTI GEOLOGICI

Il conto più caro lo paga l’Italia. Ovviamente senza fattura.
L’Iva evasa lascia un vuoto nelle nostre casse pubbliche pari a 36,9 miliardi l’anno: basterebbe meno di un terzo di quel gettito mancato per sistemare i conti nella prossima finanziaria ed evitare così di dover chiedere a Bruxelles nuova flessibilità . Nessun Paese nell’Unione Europea registra una cifra simile.
Il buco per l’Iva evasa, nell’intera Ue, nel 2014 è stato di 159,5 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente c’è stato un piccolo miglioramento (recuperati 2,5 miliardi), ma non basta: «Alcune riforme sono state avviate, ma ne servono di più radicali» dice la Commissione, che ha fatto realizzare questo studio sull’evasione tra i Ventisette (Cipro non è stata inclusa)
A scorrere i dati Paese per Paese, ne esce un’Europa con differenze abissali.
Se il valore medio dell’evasione dell’Iva nell’Ue si aggira attorno al 14%, si va da Paesi come la Romania che hanno un tasso del 37,9% ad altri come la Svezia che non si scostano dall’1,2%.
Per l’Italia il peso del «nero» è del 27,55%, ma in termini assoluti la cifra più alta viene registrata qui.
Da sola equivale quasi a un quarto dell’intera evasione europea.
Anche da noi qualche passo avanti è stato fatto rispetto all’anno precedente (2013), quando il tasso era del 29,27% e il valore dell’Iva evasa pari a 38,88 miliardi.
Il dato resta però allarmante.
«È inaccettabile che i Paesi perdano tutti questi miliardi – attacca il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici -. L’attuale regime resta di fatto inerme di fronte alle frodi. Serve un dibattito franco e costruttivo tra gli Stati»
La Commissione un progetto per frenare l’emorragia ce l’avrebbe pure: l’ha messo sul tavolo ad aprile, presentando un piano d’azione per uno spazio unico europeo dell’Iva. Nel 2017 verrà  formalizzato con una vera e propria proposta legislativa che avrà  l’obiettivo di «ristabilire il principio di imposizione sugli scambi transfrontalieri».
È proprio questo il punto su cui si vuole intervenire.
Si calcola infatti che l’evasione per le compravendite tra i diversi Stati ammonti a circa 50 miliardi di euro l’anno (quasi un terzo del totale) e la Commissione stima di poter ridurre dell’80% questa cifra.
Serve però la volontà  degli Stati che dovranno andare oltre l’attuale sistema che regola gli scambi transfrontalieri, in vigore dal 1993 e pensato per essere transitorio.
Un sistema che, secondo la stessa Commissione, «lascia spazio alle frodi».
In cambio di regole comuni e maggiore scambio di informazioni, il governo dell’Ue è pronto a concedere agli Stati maggiore flessibilità  sulla scelta delle aliquote e la possibilità  di ridurre – o eliminare – l’elenco dei beni e dei servizi su cui poter applicare l’Iva agevolata.
La questione dell’evasione fiscale all’interno dell’Ue è un tema caldo e spinoso e il caso Apple in Irlanda ha riacceso il dibattito.
Venerdì e sabato ne parleranno anche i ministri dell’Economia e delle Finanze nel Consiglio informale in programma a Bratislava.
Sul tavolo ci sarà  una proposta della presidenza slovacca, che verrà  discussa sabato, che avrà  l’obiettivo di «garantire un equilibrio tra un’effettiva lotta all’evasione e la necessità  di garantire un contesto fiscale stabile e prevedibile».
Bratislava teme una fuga delle multinazionali, per questo chiede che siano fissate regole certe e che ci sia maggiore cooperazione tra gli Stati in questo senso.
Tra le altre proposte che la presidenza slovacca porterà  alla riunione, ci sarà  anche un nuovo fondo europeo per proteggere l’Ue da eventuali choc finanziari.

Marco Bresolin
(da “La Stampa“)

argomento: denuncia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.959)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (409)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2016
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’INTERVISTA A TUTTO CAMPO DI SILVIA SALIS A “VANITY FAIR ITALIA”: “LA MIA VISIONE SU SANITA’, LAVORO, SICUREZZA E PRESSIONE FISCALE”
    • MARINA D’ASSALTO! DOPO AVER COMMISSARIATO TAJANI, MARINA BERLUSCONI, REGISTA DEL NUOVO CORSO ANTI-MELONI DI FORZA ITALIA, TIENE APERTO IL CONTATTO (MEDIATO DA LETTA) CON MATTARELLA E DA’ ORDINE DI FRENARE SULLA LEGGE ELETTORALE RIBADENDO IL NO AL PREMIO DI MAGGIORANZA (CHE TOGLIEREBBE 10-15 PARLAMENTARI A FI)
    • “IDIOTA PATENTATA, UNA CATTIVA DONNACCIA, VERGOGNA DELLA RAZZA UMANA, HA TRADITO TRUMP”: RAFFICA DI INSULTI SULLA TV RUSSA A GIORGIA MELONI
    • SULL’IRAN TRUMP E’ IN UN CUL DE SAC: TEME DI FALLIRE COME JIMMY CARTER. IL “WALL STREET JOURNAL” METTE IN LUCE I DUBBI SULLE CAPACITA’ DI GESTIRE LA CRISI DA PARTE DEL “NERONE DELLA CASA BIANCA”
    • LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI “DIOSCURI”, BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: LA MINORANZA INTERNA E LA STESSA MARINA BERLUSCONI VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES
    • FILIPPO MOSTICONE, GIOVANE MILITANTE DI FDI A SORA, QUERELA MASSIMILIANO BRUNI, DIRIGENTE PROVICIALE MELONIANO E ASSISTENTE LOCALE DELL’EURODEPUTATO NICOLA PROCACCINI: “MI HA COLPITO CON UNO SCHIAFFO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA