Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile
INGORGO NELL’UNICO LABORATORIO ATTIVO, A MILANO
Aiuto, stanno finendo gli etilometri.
Nel senso che si è creato un serio ingorgo nell’unico stabilimento adatto alla taratura annuale, e perciò si ritiene che sia funzionante solo la metà degli apparecchi italiani che occorrono per misurare il tasso alcolemico nel sangue di un guidatore.
Da quasi un anno è fermo infatti il Centro superiore ricerche prove autoveicoli e dispositivi (Csrpad) del ministero delle Infrastrutture, con sede a Roma.
Funziona solo un analogo Centro a Milano. Così i numeri delle tarature sono divenuti impietosi: di 2.075 etilometri consegnati dalle forze di polizia nel corso dell’anno, ne sono stati testati 1.565 e altri 510 sono ancora in attesa per le prove.
Molti altri apparecchi sono però prossimi alla scadenza annuale. In tutto si stima che siano 4.000 almeno gli etilometri in Italia.
Ciò significa che nel giro di poche settimane i centri ministeriali saranno invasi da altri duemila apparecchi o giù di lì. E la struttura di Milano non sarà in grado di effettuare la taratura nei tempi necessari. La situazione nell’immediato non potrà che peggiorare.
L’effetto dei ritardi nella taratura (naturalmente non viene utilizzato nessun etilometro senza la taratura prevista per legge, si rassegni chi spera in un ricorso) è che molte pattuglie, sia della polstrada, sia dei carabinieri, sia delle polizie locali, ne sono sguarnite. Se serve, si porta il guidatore in caserma o in ospedale. Ovviamente è forte il disagio, sia del cittadino, sia degli operatori che devono mollare la posizione.
Un problema serio. Ricordiamo che nei primi undici mesi del 2017 sono stati effettuati 1 milione 321mila controlli (2,7% in meno rispetto all’anno precedente). Ne sono scaturite 23.272 denunce per guida in stato di ebbrezza (586 denunce in meno dello stesso periodo del 2016).
Stabilire il tasso alcolemico nel sangue è poi cruciale per i casi di incidente con feriti o morti, in quanto la legge sull’omicidio stradale ha previsto che proprio il tasso alcolico possa fare la differenza tra un incidente qualsiasi o un incidente da arresto. In questi casi, è ormai diventata prassi l’accompagnamento in ospedale e il prelievo del sangue. La questione è troppo delicata.
Ebbene, il problema nasce dallo stop forzato dello stabilimento di Roma. Sarebbe stata necessaria una manutenzione straordinaria, ma il macchinario è ormai obsoleto.
Spiegano i vertici della Motorizzazione civile: «Era impossibile intervenire. Ce l’ha segnalato anche il costruttore, che peraltro è il Centro metrologico francese. C’è stata allora una gara d’appalto per una nuova infrastruttura, con relativa manutenzione. Ma questo è un settore con pochissimi soggetti. Alla nostra gara ha partecipato un solo candidato e con documentazione non adeguata. Siamo stati costretti ad annullare la gara, ai sensi del Codice degli appalti».
Si sta correndo ora ai ripari. Oltre ai francesi, che praticamente sono monopolisti in Europa, è stato identificato un secondo costruttore in Canada. La Motorizzazione spera di superare così l’impasse nel giro di qualche mese. Nel frattempo ci si mette in coda tutti a Milano anche se in prospettiva si pensa a un sistema più diffuso di centri per le tarature.
Dietro l’angolo c’è anche un altro problema: nel giugno scorso, il tribunale di Belluno ha annullato una sanzione perchè ha ritenuto, sulla scorta di un perito di parte, che se un etilometro salta o ritarda la revisione annuale è allora necessaria una taratura più profonda come quella iniziale (detta in gergo: primitiva). Se questo orientamento giurisprudenziale prendesse piede, si scatenerebbe un effetto domino su migliaia di casi analoghi.
Di qui una recente circolare della polizia stradale: «Il Csrpad ritiene esclusa l’ipotesi che debba essere ripetuta una prova primitiva su uno strumento già in uso anche qualora abbia subito intervalli di mancato impiego di qualsiasi durata, ovvero non sia stato revisionato secondo le periodicità previste dalle norme o dal costruttore».
(da “La Stampa”)
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Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile
SARA’ STATO UN SOSTENITORE DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE PADANA?
E’ stato arrestato il presunto responsabile dell’avvelenamento da tallio di un’intera
famiglia in Brianza: si tratta di Mattia Del Zotto, 27 anni, nipote delle tre vittime.
Per gli inquirenti aveva intenzione di sterminare l’intera famiglia: oltre ai tre morti, deve rispondere di tentato omicidio per l’avvelenamento di altre cinque persone della famiglia.
Le ultime tracce del tallio, che stando alle indagini, sarebbe stato acquistato in un’azienda del Padovano, sono state ritrovate due giorni fa nella miscela di erbe da infuso di una tisana.
I carabinieri di Nova Milanese e Desio hanno dato esecuzione questa mattina a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Monza. Il giovane è ritenuto responsabile del triplice omicidio del nonno 94enne e di una zia 67enne (morti il 2 ottobre) e della nonna 87enne (morta il 13 ottobre), avvenute “a mezzo somministrazione di solfato di tallio”.
Morti e avvelenati appartengono a due famiglie imparentate tra loro, i Del Zotto e i Palma: abitano a Nova Milanese, paesone tra Monza e Desio, e le loro ville distando meno di un chilometro una dall’altra: 4 appartamenti in via Fiume, nel caseggiato dei Del Zotto, e quattro in via Padova, a casa Palma, quartiere di villette.
Potrebbe essere arrivata dunque la svolta in una vicenda di cronaca diventata un giallo in piena regola.
La sequenza di morti e ricoveri
La prima vittima è la zia dell’arrestato, allergica ai metalli: Patrizia Del Zotto, 67 anni.
Poi muoiono i genitori della vittima, i nonni paterni del 27enne finito in manette, Giovanni Battista Del Zotto (94 anni) e Maria Gioia Pittana (87 anni
In ospedale era finita anche la sorella della vittima, figlia minore della coppia deceduta, Laura Del Zotto, 58 ann
Avvelenato anche il marito di Patrizia, lo zio del 27enne, Enrico Ronchi
Intossicata pure la badante di famiglia, Serafina Pogliani
In ospedale anche i nonni materni dell’arrestato, Alessio Palma e Maria Lina Pedon, 83 e 81 anni
La tisana
Il tallio, metallo velenoso, usato in passato come topicida, è stato trovato nelle erbe della tisana non industriale, contenute in una terrina e conservate in un mobile accanto ai fornelli in casa della coppia di ultraottantenni, Alessio Palma e Maria Lina Pedon, ricoverati da metà novembre. I due coniugi sono i suoceri di Domenico Del Zotto, fratello e figlio dei tre deceduti, l’unico insieme alla moglie a non essere stato contaminato
Il 4 dicembre l’istituto zooprofilattico sperimentale di Torino “ha segnalato – così scrivono i carabinieri del capitano Mansueto Cosentino della compagnia di Desio nel rapporto al procuratore capo di Monza Luisa Zanetti – la positività al tallio in quantità superiore alla soglia minima di sicurezza su alcune ‘erbe da infuso’ di provenienza erboristica, campionate dai tecnici” dell’Azienza sanitaria di Monza Brianza.
(da agenzie)
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Dicembre 7th, 2017 Riccardo Fucile
ACCUSATO DI INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E VIOLENZA PRIVATA… L’ESPROPRIO DI UN TERRENO DI UN ESPONENTE DEL M5S
Il deputato del MoVimento 5 Stelle Carlo Sibilia è stato rinviato a giudizio insieme a Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso e alla consigliera regionale Sara Marcozzi per interruzione di pubblico servizio e violenza privata per essersi opposti alle procedure di esproprio per l’elettrodotto a Villanova nel 2014 quando, a Cepegatti, era stato istituito un presidio di deputati e attivisti del Movimento 5 Stelle per evitare l’occupazione di un terreno privato da parte della società Terna, nell’ambito dei lavori di realizzazione dell’elettrodotto Villanova-Gissi.
Il processo inizierà il prossimo 18 dicembre a Pescara.
Sono stati rinviati a giudizio anche alcuni parenti dell’onorevole Del Grosso, in quanto il terreno era di proprietà della famiglia di quest’ultimo.
I grillini volevano convincere la Regione a fare marcia indietro e recedere il contratto per la realizzazione del progetto.
Al presidio erano presenti anche Andrea Colletti, Michele Dell’ Orco e Manlio di Stefano.
L’elettrodotto è entrato in servizio il 31 gennaio scorso.
(da “NextQuotidiano”)
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