Destra di Popolo.net

LA MOZIONE DI SFIDUCIA DEGLI EX M5S AL MUNICIPIO M5S

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

AL III MUNICIPIO DI ROMA VA IN ONDA IL REGOLAMENTO DI CONTI TRA GRILLINI

Tanto tuonò che piovve.
Al III Municipio il M5S rischia di iniziare l’anno nuovo con un Presidente di Municipio in meno. Dopo le dimissioni a marzo di Paolo Pace (VII Municipio) ora ad essere in bilico è la poltrona di Roberta Capoccioni, pentastellata fedele a Roberta Lombardi.
Non che la notizia sia una sorpresa, visto che da qualche settimana il M5S non ha più la maggioranza in consiglio municipale.
Tutti si chiedono come farà  la Capoccioni — azzoppata dai suoi stessi consiglieri — a governare senza l’appoggio dell’Aula.
I problemi al III Municipio sono iniziati subito dopo le elezioni, 18 mesi fa.
Diversi attivisti non hanno gradito la decisione della Capocccioni di nominare assessore Giovanna Tadonio, nota ai più per essere la moglie del Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito. Ma non sono state solo le nomine ad aprire una frattura nella maggioranza: alcuni consiglieri pentastellati — Francesca Burri in testa — hanno spesso criticato il modo con cui la Capoccioni ha gestito la macchina municipale.
A quanto pare la Capoccioni sarebbe troppo accentratrice e non condividerebbe le sue decisioni con la giunta e i consiglieri.
A settembre la prima defezione: Donatella Geretto lascia il MoVimento ed entra in Fratelli d’Italia.
A dicembre, dopo il passaggio al gruppo misto dei consiglieri Francesca Burri, Donatella Digiacinti e Valerio Scamarcia e le dimissioni del presidente del consiglio Mario Novelli il M5S ha pure perso la presidenza del consiglio, che è passata a Vincenzo Di Giamberardino di FdI.
Ieri Francesca Burri, che con le sue mozioni ha messo in crisi il M5S, ha deciso di giocare a carte scoperte pubblicando su Facebook la mozione di sfiducia a Roberta Capoccioni. In calce ci sono per ora solo tre firme, ovvero quelle di Burri, Digiacinti e Scamarcia.
Non bastano ovviamente perchè in base al regolamento la mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei componenti del Consiglio. Inoltre per far passare la mozione serve invece il foto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri
Perchè Francesca Burri ha presentato la mozione di sfiducia?
Oggi su Repubblica Paola Ilari, segretaria del Pd del III municipio, e il capogruppo dem Paolo Emilio Marchionne fanno sapere di essere pronti a sostenerla: «Apprendiamo con soddisfazione la notizia della mozione firmata dai tre consiglieri “dissidenti” Non possiamo che sostenerla: più volte avevamo chiesto le dimissioni della minisindaca, che ha di mostrato di non aver più i numeri per governare, ma soprattutto capacità  per gestire il municipio».
Da parte sua Francesca Burri ha spiegato a neXtquotidiano che è ora che la nuova maggioranza si prenda le sue responsabilità : «dal momento che sono stati i primi a chiedere le dimissioni della Capoccioni — ha dichiarato la Burri — vediamo ora se hanno il coraggio di dare seguito alle loro dichiarazioni».
L’ex consigliera pentastellata ha ribadito che lei non avrebbe mai votato la sfiducia alla Capoccioni da eletta del M5S, ma ora che è passata al Gruppo Misto e che il MoVimento non ha più la maggioranza non vede alcun motivo per stare attaccata alla poltrona e non mandare a casa la minisindaca del III Municipio.
Secondo la Burri sia il M5S che gli altri partiti rappresentano la vecchia politica. Per quale ragione — chiede la Burri — la Capoccioni dovrebbe rimanere Presidente visto il mutamento dello scenario politico municipale? Resta da vedere se nei prossimi trenta giorni la nuova maggioranza deciderà  di far decadere la Capoccioni.

(da “NextQuotidiano”)

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GRILLINI INSUPERABILI: “LA SEDUTA E’ PUBBLICA, PERO’ E’ CHIUSA AL PUBBLICO”

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

MERAVIGLIOSO NON-SENSE NEL VERBALE DEL IV MUNICIPIO DI ROMA

In questa immagine pubblicata su Facebook ieri si mostra il meraviglioso non-sense nel verbale di una seduta del IV Municipio di Roma nel quale il presidente M5S Francesco Brizzi “comunica ai Consiglieri che, come da proposta avanzata in sede di Conferenza Capigruppo, la seduta è pubblica ma non è consentito l’ingresso del pubblico all’interno dell’aula consiliare per ragioni di sicurezza e ordine pubblica; che, a parte ciò, la seduta è pubblica come ogni altra occasione”.
Il IV Municipio è già  balzato spesso agli onori delle cronache cittadine, ad esempio per il consiglio voluto da Casapound sul Tiburtino III e poi sospeso, per una storia di schiaffi tra assessore e consiglieri e per un assessore sostituito tramite cambio di serratura del suo ufficio.
Ora siamo alla seduta aperta al pubblico, ma al tempo stesso chiusa.

(da “NextQuotidiano”)

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OSTIA, LA GIUNTA GRILLINA AFFIDA LAVORI SENZA GARA ALL’IMPRENDITORE ARRESTATO NELL’INCHIESTA SUGLI APPALTI ILLECITI

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

LA DELIBERA DEL 12 DICEMBRE A FAVORE DI ANGELO SARZANO, CONDANNATO A 8 MESI… L’ONESTA’ NON E’ PIU’ DI MODA?

Angelo Salzano è un imprenditore arrestato nel 2014 nella maxi inchiesta che portò a galla la commistione nel X Municipio tra mafia e pubblica amministrazione: è stato condannato a otto mesi con sospensione della pena nel processo per la gestione degli appalti pubblici e la concessione di stabilimenti balneari sul litorale di Ostia a partire dal 2012 che ha visto finire alla sbarra anche Armando Spada (5 anni) e Ferdinando Colloca, ex candidato di Casapound alla Regione Lazio oltre che Aldo Papalini, ex direttore dell’ufficio tecnico e dell’unità  operativa ambiente del Municipio X, ritenuto personaggio chiave nell’affidamento di appalti pubblici a ditte compiacenti.
Il 12 dicembre scorso la giunta grillina guidata dalla neo presidente Giuliana Di Pillo ha affidato in somma urgenza lavori per il dragaggio del Canale dei Pescatori proprio alla ditta di Salzano.
Della vicenda parla oggi Repubblica Roma in un articolo a firma di Federica Angeli:
Per capire ancora meglio: i lavori assegnati dalla Sama di Salzano in somma urgenza due settimane fa, sono gli stessi per cui nel dicembre del 2013 fu arrestato. Il dragaggio del canale dei Pescatori appunto, ieri come oggi. Gli interventi sono stati affidati un mese e mezzo alla ditta appaltatrice Zoldan che ha vinto un regolare bando di gara per la manutenzione triennale. Ma, il 12 dicembre la neoeletta grillina Di Pillo con una somma urgenza ha affiancato alla Zoldan, la Sama di Salzano.
L’importo è minimo. Ma la sostanza è tutto.
Perchè a chi professa di voler cambiare passo e assicura di chiudere le porte a dinamiche in odor di malaffare una scelta simile non si perdona.
«Valutata l’urgenza dell’intervento per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità  – si legge nel documento del municipio X – si autorizza codesta impresa a intervenire nella giornata del 12 dicembre dalle 17.30 in poi e qualora se ne ravvisasse il bisogno nelle giornate successive, in concomitanza dell’impresa Zoldan».
L’appalto era stato assegnato prima di Ferragosto alla Costruzioni Generali Zoldan per una somma di 286mila euro.
Alla ditta di Salzano nel 2013 erano stati assegnati proprio quei lavori.

(da “NextQuotidiano”)

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L’ANIMALISTA AMICO DELLA BRAMBILLA E DEL CINQUESTELLE BERNINI INDAGATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

ANTONIO COLONNA, PRESIDENTE DI EITAL, ACCUSATO DI UN GIRO D’AFFARI LEGATO ALLA VENDITA DEI CUCCIOLI DI RAZZA SEQUESTRATI

Sono arrivate ieri a conclusione le indagini per associazione per delinquere finalizzata a numerosi reati tra cui estorsione, violenza privata, appropriazione indebita e calunnia condotte dal pm Giuseppe Cacciapuoti della procura di Nocera Inferiore.
Tra gli indagati figura anche il nome di Antonio Colonna, presidente e fondatore di EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Lupo), un’associazione animalista che si occupa principalmente di liberare animali detenuti in “canili lager” e allevamenti.
Secondo gli inquirenti Colonna e altri cinque indagati avrebbero messo in atto un piano criminoso in base al quale riuscivano a trarre guadagno dalla vendita degli animali sequestrati grazie alla loro attività  di tutori dei diritti degli animali.
Gli indagati a quanto pare inventavano o ingigantivano i reati commessi da allevatori di animali da compagnia (prevalentemente cani) in modo da poter ottenere il sequestro degli animali e il successivo affidamento degli stessi all’associazione.
Una volta ottenuto l’affidamento gli animali venivano ceduti a terzi “dietro l’apparente corresponsione di libere offerte per l’associazione”.
Nel caso di un sequestro avvenuto a Bologna — scrive Punto Vesuviani News—   gli indagati “il valore commerciale degli animali in sequestro è stato valutato complessivamente anche in 100 mila euro”. Uno dei fattori chiave della riuscita del piano portato avanti da EITAL era l’immagine pubblica di cui gode Colonna.
Il fondatore di EITAL infatti era solito un tempo accreditarsi come “braccio destro” dell’Onorevole Michela Vittoria Brambilla (che non è indagata) o come collaboratore del deputato pentastellato Paolo Bernini (anche lui estraneo ai fatti dell’inchiesta) il quale in diverse occasioni ha definito Colonna un suo “collaboratore”.
Colonna inoltre vantava di essere in contatto con il paladino degli animali di Striscia La Notizia Edoardo Stoppa.
Tra i casi presi in esame dal PM c’è anche quello del canile di San Vito a Sarno il cui titolare fu minacciato affinchè fornisse notizie in ordine ad altri esercizi commerciali concorrenti. Al blitz al canile di San Vito a Sarno prese parte anche l’onorevole Bernini che su Facebook aveva diffuso i contatti del “ufficio affidamenti” di EITAL.
Quella di questi giorni non è la prima indagine a carico di Colonna il quale nel 2008 spacciandosi per guardie venatorie “sequestrarono” in un negozio di animali   di Pavia 156 uccellini con l’accusa di sospetto bracconaggio.
Gli animali vennero poi liberati nel bosco. I titolari del negozio furono poi processati per maltrattamento di animali ed assolti. Ed è di quest’estate la notizia che Colonna è stato condannato per calunnia.
È inoltre da diverso tempo che altre associazioni di animalisti “duri e puri” (oppure ex collaboratori di Colonna) denunciano i metodi utilizzati da Colonna, soprattutto quando si tratta di sequestrare cani di razza.
In questi anni Colonna e Bernini hanno spesso collaborato.
Il Parlamentare nel 2015 organizzò una conferenza alla Camera per sensibilizzare sul tema degli animali maltrattati e dei cuccioli importanti (un argomento che sta molto a cuore a Bernini) alla quale prese parte proprio Colonna in qualità  di Presidente di EITAL.
Non serve inoltre indagare molto a fondo, ci sono decine di post di Bernini (almeno fino al 2016) in cui parla di azioni compiute assieme a Colonna. Bernini ha sempre certificato con video i presunti maltrattamenti, ed in alcuni casi si tratta di maltrattamenti reali.
Un blitz di Bernini&Colonna però è da raccontare.
È quello compiuto nel maggio del 2015 quando a San Genesio (Macerata) Bernini e Colonna sequestrarono 325 cani di razza destinati ad essere venduti. Ora, possiamo essere o non essere d’accordo con il fatto che si vendano gli animali, soprattutto con tutti quelli che affollano i canili. Ma vale la pena ricordare che non si tratta di un’attività  illegale.
A quanto pare durante il blitz Colonna si identificò come assistente parlamentare di Bernini.
Su Facebook Bernini parlò di “allevamento lager” sottolineando come i cani fossero tenuti in “condizioni inaccettabili a causa di gravi maltrattamenti”. Nel frattempo aveva presentato in Procura istanza di affidamento di tutti i cani, da trasportare presso canili di EITAL in varie parti d’Italia.
La realtà  dei fatti però è leggermente diversa. Perchè è vero che nell’allevamento il numero dei cani presenti (compresi i neonati) era superiore a quello per cui la titolare aveva l’autorizzazione ASUR ma è anche vero che il verbale compilato dall’ASUR dava atto del fatto che i cani non erano denutriti nè maltrattati.
Fortunatamente il sequestro non avvenne subito, anche se Colonna a quanto pare avrebbe preferito così, ma venne rinviato di qualche mese. Giusto il tempo necessario all’avvocato della titolare dell’allevamento per dimostrare che la struttura poteva accogliere fino a 214 cani (parliamo di animali di piccola taglia (maltesi, barboncini, Yorkshire, Jack russel, carlini etc).
Il giorno del sequestro, fissato il 28 luglio, il provvedimento venne sospeso perchè i Carabinieri del nucleo forestale vennero a conoscenza delle denunce a carico del presidente di EITAL e decisero che non era opportuno affidargli gli animali.
Nel marzo 2016 infine la denuncia per maltrattamenti a carico della titolare dell’allevamento lager venne definitivamente archiviata. Evidentemente non era un lager, nonostante le dichiarazioni di Bernini e Colonna.

(da “NextQuotidiano“)

argomento: Giustizia | Commenta »

INTERCETTAZIONI, UNA RIFORMA BAVAGLIO CHE NEANCHE I GOVERNI DI CENTRODESTRA AVREBBERO SOGNATO

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

PER LO IUS SOLI NON C’ERA TEMPO, PER NASCONDERE I PANNI SPORCHI IN FAMIGLIA SI’

La riforma bavaglio alla pubblicazione delle intercettazioni è stata finalmente approvata. Il 29 dicembre ci sarà  il decreto finale del Consiglio dei Ministri.
In questo Paese non si è trovato il tempo per dare la cittadinanza a tutti coloro che sono nati nella nostra terra e che si sentono a tutti gli effetti italiani ma si è trovato il modo di fare una riforma sulle intercettazioni che nemmeno tutti i precedenti governi del centro destra avrebbero potuto sognare.
L’Associazione Nazionale Magistrati la definisce così: “Lo strapotere della polizia giudiziaria nella selezione delle intercettazioni”.
Sarà  la polizia giudiziaria infatti a decidere per il Pm quali intercettazioni saranno meritevoli di essere trascritte e quali no.
È questo che ci rassicura? È questo che volevamo?
Sarà  sempre più un processo per ricchissimi i quali, soli, potranno permettersi di avere eserciti di avvocati e investigatori che si occuperanno di ascoltare milioni di intercettazioni non trascritte al fine di verificare se, tra di esse, vi possano essere alcune rilevanti per la difesa dei loro assistiti ma dimenticate dalla polizia giudiziaria. Intercettazioni la cui esistenza potrà  essere sconosciuta persino ai magistrati procedenti.
Per i normali cittadini che non potranno disporre di fiumi di danaro per la loro difesa non vi sarà  speranza alcuna.
L’importante comunque era porre un freno alla loro pubblicazione. Sopratutto nella campagna elettorale oramai da tempo aperta.
Ma chi ha paura delle intercettazioni?
La risposta è scontata. Non c’è tempo per lo ius soli ma c’è per nascondere i panni sporchi in famiglia.
Il tutto nel silenzio generale di una politica che si occupa solo di se stessa e dei propri privilegi in un finto agone che altro non è che la rappresentazione di un copione sempre uguale: salvaguardare se stessa.
Sorrisi, alleanze, proclami, accuse sempre uguali sulla pelle degli ultimi destinati a essere sempre di più.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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D’ALEMA: “ELEZIONI FINTA COMPETIZIONE, VA CAMBIATA LA LEGGE ELETTORALE”

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

TUTTI I DUBBI DELL’EX PREMIER IN VISTA DEL VOTO: “RENZI HA STRAVOLTO IL PD”

“Vedo fiorire una letteratura sul dopo voto. Con tutta onestà , non so dire cosa accadrà . Ci sono incertezze sui numeri, innanzitutto. Nè sappiamo che impatto avranno le nuove regole del voto sull’opinione pubblica. Ma siccome la legge elettorale viene presentata ai cittadini come una soluzione uninominale-maggioritaria, la tendenza sarà  quella di votare le persone, forse senza neppure rendersi conto che votando un candidato se ne eleggeranno altri due che nessuno conosce. Ci troviamo di fronte all’unica legge elettorale che prevede la traslazione del voto, da un partito all’altro. Come si fa a prevedere, in queste condizioni, quali saranno gli effetti delle nuove regole? Io stesso non sono ancora riuscito a capire il meccanismo di attribuzione degli eletti, pur essendomi applicato con impegno. Assisteremo a una finta competizione per il governo, dato che la legge non consentirà  a nessuno di ottenere il consenso, la maggioranza sufficiente per governare”.
Così Massimo D’Alema, in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, commenta gli scenari di una possibile intesa tra Liberi e Uguali e i Cinque Stelle, dopo il voto”.
E indica la necessità  di una nuova legge elettorale: “Ci si dovrà  affidare a chi conosce bene la materia delle regole elettorali”.
L’ex premier sottolinea che il modello da adottare per la nuova legge elettoriale deve essere quello uninominale: “Anche per questa ragione – spiega – ho accettato la sollecitazione a candidarmi al Senato, uscendo dalla condizione di benessere vissuta in questi cinque anni per non aver sofferto in presa diretta le umiliazioni inflitte alle istituzioni. Il collegio uninominale mi ha spinto a presentarmi, perchè questa forma elettorale restituisce alla politica la dimensione umana, quella fondata sul rapporto diretto con le persone. Ecco. Vorrei una legge maggioritaria fortemente imperniata sui meccanismi di selezione attraverso i collegi uninominali”.
Riproporre il modello francese?
“L’idea non dispiace. Ovviamente servirebbe una fase di ricomposizione delle aree politiche, a cominciare dal centrosinistra. Il che passa attraverso la sconfitta elettorale di Renzi: lui ha stravolto il Pd e il centrosinistra”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Liberi e Uguali | Commenta »

GENOVA, LA RINASCITA DI VIA PRE’, MODELLO DI INTEGRAZIONE, DOVE L’IMAN VA A VISITARE IL PRESEPE

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

CENTRO DI AIUTO ALLE NEOMAMME, LABORATORI DI CULTURE E UNA SPERANZA: “VORREI CHE MIO FIGLIO AVESSE LA CITTADINANZA ITALIANA”

In via Prè non tutto è come appare: entri nella “Focacceria Damiano” dove Fatima, una giovane senegalese, alla richiesta di una striscia risponde che no, nel suo forno si può trovare solo pane, il simbolo della genovesità  non c’è.
E, camminando sotto le luci del Natale – per le quali si sono impegnati commercianti e Municipio – gli italiani sono ben pochi e i tanti stranieri non sono turisti, anche se a pochi metri di distanza, al Porto antico, c’è il “mondo”.
Eppure, i segni di speranza e di vita ci sono. «Quest’anno ho battezzato almeno una trentina di bambini, per la maggior parte ecuadoriani ma anche africani e italiani», racconta padre Rinaldo Resecco, il parroco di San Sisto in prima linea nella città  storica- e ho celebrato anche due o tre matrimoni».
Il futuro ha gli occhi di Dario
Nella Genova sempre più vecchia, il cardinale Angelo Bagnasco ha voluto che il centro di aiuto alle neomamme – inviate dai 34 Centri di ascolto vicariali – nascesse nel cuore dei vicoli: si chiama Punto Emergenza Prè, entri e – in questi giorni – è come se si spalancasse la porta della casetta di Babbo Natale, tra addobbi e pupazzi ovunque.
«Servono a creare un clima familiare, nel solo 2017 abbiamo seguito più di 150 bambini dalla gravidanza della madre al compimento del primo anno di età », racconta Bruna Doglio, 70 anni.
Vent’anni fa, Doglio aiutava le suore filippine della scuola San Giuseppe «dove si sperimentava già , ed era una novità  per Genova, la convivenza tra bambini di tante nazioni nelle stesse classi».
Oggi il Punto Emergenza Prè (con il vicino ambulatorio “A Casa del re” nei locali di Palazzo Reale) vive grazie all’impegno di dieci volontari a rotazione e agli aiuti dei genovesi che quest’anno hanno anche consentito di distribuire – dietro prescrizione medica – 3.000 confezioni di latte in polvere.
«Sono qui per ritirare il mio ultimo pacco mensile», racconta con un sorriso Mariuccia Ortiz, 42 anni, mamma del piccolo Dario che il 29 dicembre del 2016 – esattamente un anno fa – ha emesso il suo primo vagito all’ospedale Galliera.
Nella sua borsa, le volontarie mettono pannolini e vestiti. Il sogno di Mariuccia per questo compleanno? «Vorrei tutto il bene possibile per Dario, spero che possa avere la cittadinanza italiana», risponde.
Prè laboratorio di culture
Serena Bertolucci – direttrice di Palazzo Reale e responsabile del Polo museale della Liguria – ha lanciato un anno fa la scommessa che sta per prendere corpo: portare attività  commerciali e collegare il “suo” palazzo a via Prè con un semplice ascensore. I lavori stanno per iniziare. E poi – se i suoi progetti avranno ascolto – spalancare alla vista lo scalone monumentale oggi coperto dal mercato di piazza Statuto e ricollegare via Balbi, Prè e il porto Antico.
Il suo teorema: il museo non può vivere se anche via Prè non ritornerà  ad essere frequentata e vissuta.
«La mia famiglia è di Camogli e mio padre navigava, da bambina venivo al porto ogni volta che papà  attraccava a Genova. Ricordo in via Prè i tavolini con le “bionde” e tanta gente, probabilmente c’erano molti più italiani di oggi, ma certe cose una bambina non le nota: vedo oggi mio figlio, lui non dice “il bambino nero” ma dice magari “il bambino con la maglietta rossa”, non è il colore della pelle che fa la differenza».
Il pericolo di ghettizzazione del quartiere, per Bertolucci, si supera con le azioni concrete «Molti dipendenti di Palazzo reale oggi vivono qui, altri hanno fatto richiesta di avere in affitto un appartamento e l’avranno: la via Prè che vedo è un grande laboratorio di integrazione, non un ghetto».
L’imam Mustapha Gharib, 57 anni, egiziano di Alessandria, è sulla stessa linea.
Lui, quando ha visto il presepe allestito nella vetrina del “Punto Emergenza” è andato a visitarlo. «Era novembre – raccontano le volontarie – e ha chiesto: ma è già  nato il Bambin Gesù?». «Il presepe è un segno di pace, come lo sarebbe una vera moschea in città . Ma so che tanti genovesi hanno paura», dice l’imam.
Il mito e la realtà  della Mala
«In questo dibattito sulla Prè del passato vedo una visione vernacolare che è quella tramandata dai cantautori e da De Andrè, ma è un po’ falsa – interviene l’urbanista Francesco Gastaldi – l’idea che la mala degli anni Sessanta fosse folkloristica e bonaria è fuorviante: i napoletani di Marechiaro e i clan calabresi gestivano traffici illeciti e sparavano, questa è la verità ».
Lo “storico” maresciallo Francesco Lo Vecchio, che quella malavita l’ha fronteggiata negli anni Ottanta e Novanta con la divisa da carabiniere – oggi in pensione – racconta un episodio: «I figli di Marechiaro andavano sempre da uno stesso barbiere. E non pagavano: tu sai chi siamo, dicevano andando via. Ecco, era forse una malavita diversa ma non aveva nulla di poetico, usava già  metodi mafiosi».

(da “il Secolo XIX”)

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FINANCIAL TIMES: TRE SCENARI POST-VOTO, NESSUNO DA’ PIU’ STABILITA’ ALL’ANELLO DEBOLE DELL’EUROPA

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

PARLAMENTO SOSPESO, GRANDE COALIZIONE, GOVERNO POPULISTA

Le prossime elezioni politiche in Italia rappresentano per l’Ue “il maggiore ostacolo politico sulla strada della coesione e della ripresa economica”.
Lo scrive oggi il Financial Times all’indomani dello scioglimento delle Camere e dell’indicazione del 4 marzo come data del ritorno alle urne per l’Italia.
“Mentre la Ue cerca di riguadagnare coesione dopo lo shock della Brexit e accelera la sua ripresa, le imminenti elezioni italiane probabilmente rappresentano il più grande ostacolo politico”, scrive il quotidiano.
Tre sono gli scenari probabili dopo il voto: “un Parlamento sospeso, una grande coalizione o un governo populista con un atteggiamento molto più aggressivo nei confronti di Bruxelles, compresi piani che mettono in discussione l’appartenenza dell’Italia alla moneta unica. Nessuno dei risultati possibili – si legge ancora – fa presagire una maggiore stabilità  per un paese che, da un punto di vista economico e finanziario, resta l’anello più debole dei 28”.
Il Financial Times elenca poi le vulnerabilità  del Belpaese: crescita economica sotto la media dell’eurozona, sistema bancario appesantito dai crediti deteriorati, molti italiani esclusi dai benefici di una ripresa economica che per ora lascia il tasso di disoccupazione all’11,1% e penalizza soprattutto i più giovani.
“E resta più vulnerabile agli shock finanziari a causa dell’ elevato debito pubblico e la debolezza del sistema bancario”.

(da “Huffingtonpost”)

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RENZI SPOSA LA LINEA GENTILONI SUL PD “FORZA TRANQUILLA”

Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile

AL SUO FIANCO LA MARGHERITA 2.0 DELLA LORENZIN… “NON LASCEREMO IL PAESE A CHI VIVE DI RANCORE E DI RABBIA”

Il consiglio di Paolo Gentiloni era quello di presentare il Pd come “forza tranquilla di Governo”, capace nell’ultima legislatura di tenere dritto il timone anche in acque molto agitate. Consiglio raccolto da Matteo Renzi, nel suo messaggio su Facebook dopo lo scioglimento delle Camere. Il segretario dem presenta la sua formazione come “una squadra credibile e affidabile”, caratteristica distintiva rispetto a centrodestra e M5S.
Lo schieramento si arricchisce nelle ultime ore della componente centrista che guarda ai moderati liberali e al proseguimento delle riforme iniziate con i governi Letta, Renzi, Gentiloni.
Secondo quanto si apprende, è stata chiusa l’intesa tra Beatrice Lorenzin, Lorenzo Dellai, Pierferdinando Casini, Andrea Olivero, Giuseppe De Mita e Ignazio Messina.
Rinasce la Margherita 2.0 con Beatrice Lorenzin nel simbolo e le varie sigle ben presenti sotto il richiamo civico popolare.
Scrive Matteo Renzi su Fb:
“Voteremo il 4 marzo. Da un lato ci sono le promesse mirabolanti di Berlusconi e Salvini, il tandem dello spread e del populismo. Dall’altro Di Maio e Grillo, che vogliono referendum su euro e vaccini, promettendo assistenzialismo e sussidi. E poi ci siamo noi. Che in questi anni abbiamo lavorato tanto e sbagliato qualcosa ma che siamo una squadra credibile e affidabile”.
Renzi parla dei risultati di questi anni al Governo e afferma di non voler lasciare l’Italia “a chi vive di rancore e di rabbia”.
“In questi anni tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso. Presentiamo dei risultati, allora: il Paese sta meglio di prima. Ma presentiamo soprattutto idee per andare ancora avanti, perchè siamo i primi a non accontentarci. Vogliamo più futuro, vogliamo più vita, vogliamo più qualità . E pensiamo all’Italia che vuole creare lavoro, non assistenzialismo. L’Italia dei diritti, del sociale, della cultura. L’Italia che non esce dall’Euro, ma porta umanità  in Europa. Questi siamo noi. Siamo oggettivamente tutta un’altra storia rispetto al populismo a 5 Stelle e all’estremismo di questa destra leghista. Mancano 65 giorni. Non lasceremo questo Paese a chi vive di rancore e di rabbia. Mettiamoci al lavoro, amici, senza paura. Perchè il 4 marzo sia una bellissima giornata, avanti”.

(da “Huffingtonpost”)

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