Dicembre 24th, 2017 Riccardo Fucile
HA LASCIATO I GRILLINI PER L’ILVA, DA ALLORA SI IMPEGNA IN UN HOBBY CHE GLI HA PORTATO TANTI GUADAGNI: “SONO UN PROFESSIONISTA”
Alessandro Furnari è un deputato del Gruppo Misto proveniente dalla diaspora del MoVimento 5 Stelle; dai grillini se n’è andato quasi subito, dopo due mesi di legislatura nel 2013, accusandoli di non fare abbastanza per la crisi dell’ILVA (è di Taranto).
Da allora, racconta oggi Tommaso Ciriaco su Repubblica, l’ILVA se la passa sempre maluccio ma lui è tornato a un’antica passione: il Fantacalcio.
Se n’è accorto un pomeriggio di qualche mese fa quella vecchia volpe democristiana di Pino Pisicchio:
«Alessa’, ma perchè in Aula stai sempre piegato a scrivere numeri? E perchè prendi appunti sulle pagelle dei calciatori?».
Il deputato Alessandro Furnari ha sorriso al suo capogruppo. Poi ha confessato: «Sono pluricampione italiano di Fantacalcio. Ho vinto premi per centinaia di migliaia di euro. Sono un professionista». Non è un professionista, è un asso del gioco virtuale.
Ha vinto due auto, decine di computer, tv da 32 e 64 pollici, tablet, cellulari, consolle per videogiochi.
«Adesso mi ha detto che punta a una Jaguar — racconta Pisicchio — A volte capitava di non vederlo durante qualche seduta a metà settimana, poi ho capito che succedeva quando c’era il turno infrasettimanale di serie A. Rinuncia alla diaria — sorride — ma ha un ristoro assai più significativo…». Almeno 150 mila euro, in questi anni.
Per questo Furnari, le cui assenze toccano il 38% secondo Openpolis, si sta adesso applicando al gioco con un obiettivo ben preciso: «Quando sono entrato in Parlamento ho smesso per mancanza di tempo ma ora ho ripreso. E quest’anno me la gioco, sono nella top ten nazionale».
È stato campione nazionale due volte, nel 2003 e nel 2007, vincendo un’auto e una moto. Adesso, con lo scioglimento delle Camere, avrà ancora più tempo libero.
Tremate, fantacalcisti.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 24th, 2017 Riccardo Fucile
GLI AUTISTI RICEVERANNO 140 EURO, IL DOPPIO DI QUELLI DI MILANO… CON UN DEFICIT PAUROSO E UN CONCORDATO PREVENTIVO IN VISTA, L’AZIENDA NON BADA A ELARGIZIONI
Un super-extra per gli autisti ATAC in servizio a Natale. L’anno scorso erano arrivati
ottanta euro in più per lavorare nel giorno di festa, quest’anno l’azienda, che sta cercando di presentare un piano per il concordato preventivo in tribunale, è stata enormemente più generosa: 140 euro, esattamente il doppio rispetto a quanto prendono i colleghi di ATM a Milano.
Anche i macchinisti della metropolitana potranno contare su un sostanzioso aumento: 140 euro anche per loro in luogo dei 100 presi l’anno scorso.
D’altro canto la situazione dei trasporti (e dei rifiuti) a Roma è talmente rosea che sembrava giusto spendere qualche soldo in più quest’anno.
In più, ricorda oggi il Messaggero, a Natale i treni della metro e le navette del “servizio di superficie” viaggeranno con gli stessi orari dell’anno passato.
Quindi con un’abbondante pausa pranzo, che non viene toccata: le corse saranno garantite dalle 8.30 alle 13 e poi, dopo tre ore e mezza di riposo, si riprenderà dalle 16.30 fino alle 21.
Insomma, a parità di servizio (eufemismo!) gli autisti e i macchinisti hanno avuto un giusto aumento che era proprio ciò che meritavano.
E il confronto con le altre città ci fa comprendere meglio la situazione: a Milano la società locale dei trasporti offrirà ai dipendenti circa la metà del bonus distribuito nella Città eterna: «Ciascun autista che lavorerà volontariamente otterrà in media 70 euro, come prevede un accordo del 2003», spiega Gaetano Sciortino della Fit Cgil di Milano.
A Napoli invece bus e treni della metro garantiranno le corse solo fino alla tarda mattinata, poi tutti in vacanza
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 24th, 2017 Riccardo Fucile
NON SI PRESENTA A PALAZZO SENATORIO A UN INCONTRO PER FRONTEGGIARE EMERGENZA ABITATIVA
Il Messaggero racconta oggi nella cronaca di Roma che il presidente dell’INPS Tito Boeri è molto arrabbiato con Virginia Raggi, che ha dato buca a un appuntamento con lui a Palazzo Senatorio qualche giorno fa.
L’incontro serviva a discutere una collaborazione istituzionale per fronteggiare l’emergenza abitativa:
«Le scrivo — dice Boeri — a seguito del nostro mancato incontro di martedì. Sarebbe servito a stabilire concretamente i termini della nostra collaborazione istituzionale nel fronteggiare il problema dell’emergenza abitativa sul territorio comunale».
E qui poi si entra nel dettaglio dell’incontro: «I 50 minuti di vana attesa sembrano indicare che da parte sua non ci sia alcun interesse a perseguire ulteriormente le ipotesi su cui si erano confrontati da mesi i responsabili dei nostri uffici».
Dopo Calenda, quindi, la sindaca di Roma si prende anche i rimbrotti di Boeri anche se, per non lasciare nulla di intentato, il presidente dell’Inps lancia un appello:
«Se così non fosse (cioè che non cisia alcun interesse dal Campidoglio, ndr) la prego di farmelo sapere entro la seconda decade del prossimo mese di gennaio. L’Inps infatti si è dato un piano di lavoro molto stringente relativamente alla gestione del proprio patrimonio immobiliare. Da qui la necessità improrogabile di conoscere in tempi brevi se sia possibile per l’amministrazione comunale dare corso alle iniziative congiunte ipotizzate».
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 24th, 2017 Riccardo Fucile
UN ADESIVO SEGNALA CHI IMPIEGA SOPRATTUTTO LAVORATORI RESIDENTI IN SVIZZERA
Ci risiamo con il bollino anti-italiani. Stavolta è il Comune di Monteceneri, distretto di
Lugano, Canton Ticino, Svizzera, che certificherà con un adesivo ad hoc le imprese locali che impiegano in maggioranza residenti.
E così riparte tutto un contenzioso italo-svizzero che era già esploso nel 2015 quando la stessa idea venne al sindaco di Claro.
All’epoca, sul bollino comunale si poteva indicare anche la percentuale dei residenti, dal 20 al 100%. L’affare fece molto rumore. Dall’altra parte della frontiera, insomma dalla nostra, le proteste salirono al cielo.
Furono rinvangate remote angherie verso gli emigrati italiani, tipo Nino Manfredi in «Pane e cioccolata» e il tutto culminò con un editoriale a «Uno mattina» dove Franco Di Mare paragonò il bollino ai cartelli con la scritta «Questo negozio è ariano» che apparvero su troppe vetrine italiane dopo le leggi razziali del ’38.
Gli svizzeri controprotestarono e l’affare finì poi nel nulla per esaurimento di uno dei contendenti. Due anni dopo, infatti, il Comune di Claro fu assorbito da quello di Bellinzona e il bollino sparì con lui.
Adesso, informa «La Provincia di Como», i ticinesi ci riprovano.
Per la precisione, il Comune di Monteceneri e, per essere ancora più precisi, il «municipale» (alias assessore) Andea Daldini, del Ppd, i democristiani, giovane avvocato ed ex candidato a Mister Svizzera.
Daldini ha fatto votare al Consiglio comunale della ridente località una mozione che istituisce la poco ridente misura. Ovviamente, ha spiegato Daldini sia sul web a Ticinews sia in tivù a Teleticino, nel progetto c’è nulla di anti-italiano, tantomeno di razzista.
Lo scopo «è quello di cercare di ristabilire un equilibrio sociale fra forze di lavoro, in modo da favorire il buon sviluppo dell’economia locale e permettere soprattutto ai giovani residenti in Ticino di trovare lavoro».
Daldini ce l’ha con il «dumping salariale»: i non residenti (leggi: gli italiani) accettano infatti stipendi più bassi di quelli degli autoctoni, alle prese con un costo della vita molto più alto.
E così a Monteceneri i frontalieri sono più di 400 su una popolazione di 4.800 persone: troppi, par di capire.
L’adesivo darebbe ai consumatori, parola sempre di Daldini, «la possibilità di scegliere se rivolgersi a una ditta piuttosto che a un’altra, basandosi anche sulla volontà di un’azienda di favorire e sostenere il promovimento (sic) dell’economia locale».
Insomma, comprando dal Pinco con dipendenti autarchici invece che da Pallino con dipendenti d’importazione si aiuterebbe l’economia ticinese.
Naturalmente, da parte italiana le prime reazioni sono, per usare un eufemismo, negative.
Eros Sebastiani, dell’Associazione frontalieri, preferisce riderci su: «Ma cosa siamo, la banana Ciquita? L’iniziativa non è solo sgradevole: è ridicola. Almeno un terzo della forza lavoro del Cantone è costituita da frontalieri. Qui se si chiude la frontiera non si blocca solo il Ticino, si blocca mezza Svizzera. E dire che appena due giorni fa la presidente della Confederazione, Doris Leuthard, è venuta a inaugurare la nuova ferrovia transfrontaliera Arcisate-Stabio e ha fatto l’elogio della collaborazione fra i due Paesi, spiegando che le economie di Ticino e Lombardia sono interdipendenti. Ma non è la prima volta che i politici federali dicono una cosa e quelli cantonali un’altra. Sono solo piccoli giochi politici locali».
Sarà . Ma intanto nei prossimi mesi a Monteceneri si inizierà a certificare la purezza residenziale delle imprese.
E, visto che per un primo bilancio dell’iniziativa bisognerà aspettare, secondo Daldini, «almeno un anno», non mancherà il tempo per litigare ancora.
(da “La Stampa”)
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Dicembre 23rd, 2017 Riccardo Fucile
“SIAMO RESPONSABILI, MA AVREI GRADITO UNA TELEFONATA DALLA RAGGI”
“Chi è più inefficiente chiede sostegno a chi è efficiente ma questo è un alibi che non
deve diventare un fatto sistematico. Se la Regione Emilia Romagna, rispetto alla richiesta del Lazio, valuterà di fare una richiesta formale al Comune, ritengo che sarà un tema da Consiglio comunale. Parma non si sottrae al senso di responsabilità istituzionale, ma è bene chiarire un punto: in cinque anni la nostra città ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata, divenendo uno dei modelli di eccellenza in Italia e in Europa”Lo scrive il sindaco di Parma Federico Pizzarotti nel commentare l’ipotesi che i rifiuti di Roma possano essere smaltiti nel termovalorizzatore di Parma.
L’inceneritore costruito e gestito dall’azenda Iren, nel 2012 era stato al centro della campagna elettorale dell’allora candidato sindaco grillino che si era impegnato a evitarne l’accensione.
Cosa che invece è avvenuta e oggi, con Pizzarotti rieletto a giugno da civico, quello che i parmigiani chiamano il “camino di Ugozzolo” potrebbe andare in soccorso della Giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi.
Una possibilità commentata anche dal segretario del Pd Matteo Renzi.
“Sicuramente chiederemo a Parma: il suo impianto è il più moderno e tecnologico, oltre ad avere una grande capacità residua di smaltimento, visto che lì la differenziata è arrivata a quota 74%” ha detto a tal proposito l’assessora regionale Paola Gazzolo. E’ infatti la Regione Emilia Romagna a gestire il flusso dei rifiuti sul territorio.
Risultato che Pizzarotti rivendica: “Se tutte le città facessero come noi non ci sarebbe bisogno di queste richieste. Questo vale per Roma, per il Lazio e per l’Emilia Romagna. Noi lo abbiamo fatto con fatica e impegno, un grazie a Gabriele Folli (ex assessore all’Ambiente, ndr), e non senza polemiche e azioni impopolari. Ed è per questo che avrei gradito una telefonata del sindaco Raggi, perchè ogni Comune può avere delle difficoltà , ma sappiamo bene che i rapporti umani e le telefonate non sono nelle corde di molti esponenti del movimento”.
A Parma la raccolta avviene con il sistema del porta a porta, i cassonetti stradali tradizionali sono stati eliminati definitivamente nel 2014 anche se in diverse parti della città le proteste per l’abbandono indiscriminato della spazzatura non mancano.
“Ritengo che questo tema debba essere affrontato a livello più alto, astraendo dai singoli Comuni, perchè se vogliamo non costruire più impianti e anzi spegnere progressivamente gli attuali servirà una compensazione tra regioni, come ora avviene tra province. Serve una politica capace di affrontare i problemi, anche quelli più difficili, piuttosto che fare proclami che poi si infrangono contro la realtà di ogni giorno. La politica – conclude Pizzarotti – deve tornare ad essere il luogo dove il realizzabile viene pianificato, e non la terra delle promesse, solo così potremo riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica”.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 23rd, 2017 Riccardo Fucile
ACEA: “IMPIANTO MANOMESSO, ORA SI ACCENDE A MANO”: SIAMO ALLA FARSA
Chi ha «staccato la spina» a Spelacchio? La maledizione dell’albero di Natale più brutto del mondo, quello capitolino di piazza Venezia, continua.
Qualcuno ha manomesso i fili della scatola elettrica che alimenta l’ormai defunto abete rosso della Val di Fiemme, che intorno alle 6 dell’antivigilia di Natale risultava desolatamente spento.
Come un albero casalingo
E’ Acea a fornire i nuovi elementi della vicenda che da settimane appassiona, fra sfottò e polemiche, romani e non: «Noi abbiamo solo fornito l’energia elettrica che attraverso un cavo alimenta l’impianto di illuminazione dell’alberto, realizzato da una ditta privata. Il nostro sopralluogo ha chiarito che non si tratta di un guasto, ma di un intervento doloso: i fili sono stati staccati».
Acea e probabilmente anche la ditta titolare della «scatola nera» che teneva in vita quello che rimane di Spelacchio, dandogli almeno col buio un aspetto meno triste e miserevole, presenteranno una formale denuncia alle forze dell’ordine.
Intanto va così: che per ora, fino alla riparazione, l’impianto sarà acceso e spento manualmente, all’alba e poi al calare del buio.
Un po’ come un albero casalingo insomma, che al contrario tutti spegniamo di notte per paura che le lucette si surriscaldino e magari prendano fuoco.
E’ proprio vero: Spelacchio è uno di noi. Uno di casa. .
Neanche una luminaria accesa
Insomma il mistero di «Spelacchio» torna ad infittirsi. Dopo l’ipotesi, poi smentita dalla stessa amministrazione capitolina, della sua possibile rimozione e sostituzione con un’installazione luminosa di stelle comete, nell’antivigilia di Natale, il punto di forza di questo abete rosso della Val di Fiemme, ormai ridotto a uno scheletro, è stato più volte ribadito in questi giorni di polemiche (legate soprattutto al costo eccessivo della pianta, per cui sono stati sborsati dal Campidoglio 48 mila euro), era ormai tutto nell’illuminazione e nell’addobbo.
Visibili nel tardo pomeriggio, durante la notte e fino a quando il sorgere del sole non illuminava la città .
(da “il Corriere della Sera”)
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Dicembre 23rd, 2017 Riccardo Fucile
L’APPELLO DI GIANLUCA CASTALDI SU FB: GRAZIE GRILLO PER LA QUALITA’ DELLA CLASSE POLITICA CHE HAI PORTATO IN PARLAMENTO INVECE CHE ALL’ASILO
Il nientepopodimenochè senatore del MoVimento 5 Stelle Gianluca Castaldi ha
perfettamente compreso l’importanza del suo ruolo di rappresentante del popolo della Repubblica italiana: dopo il post (purtroppo cancellato) sui terremotati che gli chiedono di cacciare Renzi durante i funerali, oggi ha deciso di transustanziare il massimo suo impegno in politica chiedendo likes per la sua pagina Facebook allo scopo di superare il numero di like del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Questa sarebbe, secondo il senatore, “Una gran soddisfazione per un cittadino qualunque come me rispetto ad un “nominato” uomo di sistema a capo di un governo che è stato utile solo a salvaguardare interessi di Multinazionali Banche e Partiti di Destra e Sinistra (per chi ancora crede che ci siano differenze)”.
Inutile rovinargli la giornata ricordandogli come funziona la Costituzione e come si nominano i governi: meglio ringraziare invece Beppe Grillo per la qualità della classe politica che ha deciso di portare in parlamento cinque anni fa.
Aiuta anche tu il pòro senatore a superare i like di Gentiloni.
Fai un’opera buona, d’altro canto è Natale.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 23rd, 2017 Riccardo Fucile
“IL VERO DANNO ALLA FIGLIA L’HA FATTO IL PADRE”
Per Casini è una caccia alle streghe. “Non sarebbe stato meglio convocare Carrai sulla sua mail a Ghizzoni? “Sono problemi che riguardano un imprenditore e un banchiere, non la Commissione”.
E il comportamento di Maria Elena Boschi, secondo lei, è una pressione? “Le pressioni sono state smentite dallo stesso Ghizzoni”. Risponde così il presidente della Commissione Banche Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Corriere della Sera.
Un ministro che si interessa a una banca non è, di per sè, una pressione?
“Ghizzoni non è mica psicolabile. E poi un politico che non si interessa a una banca che rischia di lasciare nei guai migliaia di cittadini e un territorio intero non fa bene il suo lavoro”, afferma Casini, secondo cui “il vero danno alla figlia l’ha fatto il padre”.
“Mi pare – aggiunge – che oramai siamo alla caccia alle streghe. Ora le contestano anche i viaggi come ministro: se si facessero le pulci così a tutti i politici non ne sopravvivrebbe nemmeno uno”.
“I rischi da me paventati si sono dimostrati profetici: le ventate della campagna elettorale sono entrate prepotentemente in Commissione”, ora, avverte “molto dipende dalle indicazioni che riusciremo a dare al legislatore con la relazione finale.
Credo che alcuni temi siano già scolpiti nella pietra: l’opportunità di creare una magistratura specializzata in materia finanziaria, l’eccessiva pluralità di organismi vigilanti e autorità che emanano normative nel settore, una comunicazione più trasparente tra banche e clienti e, soprattutto, un rapporto più fluido tra gli organi di vigilanza, perchè tra Banca d’Italia e Consob non tutto ha funzionato come doveva”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 23rd, 2017 Riccardo Fucile
TRE AULE VANDALIZZATE, COMPUTER DANNEGGIATI, SVASTICHE DISEGNATE SULLE SCRIVANIE
Tre aule vandalizzate, computer danneggiati e vocabolari rovinati. E svastiche disegnate
vicino alla scritta “Dux Nobis” sulle scrivanie. è successo al liceo classico Parini di via Goito.
Sono stati i bidelli a scoprire l’incursione vandalica venerdì mattina, il giorno dopo il classico concerto di Natale al quale ha partecipato anche la Lilt, la lega italiana per la lotta contro i tumori.
E durante il quale ogni anno suonano gli studenti e partecipano le famiglie, evento che si è svolto, appunto, giovedì.
Il preside Giuseppe Soddu ipotizza difatti che proprio durante la serata qualcuno di interno possa essersi staccato dalla manifestazione per mettere a soqquadro le aule, fare danni e scrivere frasi inneggianti al fascismo.
“Il gesto è da condannare severamente” dice il preside che sulle svastiche aggiunge che “andrà capito anche il significato di tali scritte”.
Soddu anticipa che una volta che saranno quantificati i danni provocati alle aule sporgerà¡ denuncia contro ignoti.
(da agenzie)
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