Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
LA LEGA DI MACERATA ARRIVA A SOSTENERE CHE TRAINI FOSSE IL FIDANZATO DI PAMELA, UNA BALLA COLOSSALE PER GIUSTIFICARE UN DELINQUENTE, LORO COMPAGNO DI MERENDE
Subito dopo la tentata strage di Luca Traini, l’uomo arrestato per la sparatoria di Macerata, Maria
Letizia Marino, segretaria Lega della provincia di Macerata, in una intervista rilasciata a Radio Capital ha sostenuto: «Sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela Mastropietro».
Luca Traini, già candidato con la Lega Nord a Corridonia, avrebbe avuto un movente passionale per essersi messo a sparare contro cittadini di colore a Macerata e contro la sede del Partito Democratico: una motivazione curiosa, visto che ha concluso la sua folle corsa al monumento ai caduti di piazza della Vittoria facendo il saluto romano.
In realtà si tratta di una bufala.
Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro e avvocato della famiglia della ragazza, ha detto all’agenzia di stampa ANSA che “Pamela non conosceva Luca Traini, non aveva mai avuto nessun rapporto di nessun tipo con lui”.
E ha ulteriormente precisato: “Era impossibile per lei avere rapporti con gente esterna alla struttura dove si trovava in cura dall’ottobre scorso e in ogni caso la madre e i familiari non hanno mai sentito nominare questo Luca Traini”.
Anche i carabinieri hanno escluso la circostanza: dagli accertamenti è risultato che i due non si conoscevano.
Non è stata accertata quindi alcuna frequentazione.
In più, il fidanzato di Pamela si chiama Vincenzo, è nativo di Castel di Sangro e lavora a Roma come cameriere.
In realtà il movente di Traini ha tutta l’aria di essere politico, come testimonia questo video girato a Corridonia in cui Luca Traini assisteva a un comizio di Salvini.
A proposito delle simpatie politiche di Traini, il leader di Casapound Gianluca Iannone, condannando il gesto di Traini, ha fatto sapere che “non ha frequentato nè è stato iscritto a CasaPound Italia (Cpi)”: un amico dell’uomo accusato di tentato omicidio aveva detto che si era avvicinato a Casapound e Forza Nuova.
(da “NextQuotidiano“)
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Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
“QUESTA E’ LA FINE CHE DEVE FARE”… OVVIAMENTE NESSUNO E’ ANCORA ANDATO A PRELEVARE A CASA QUESTO RIFIUTO UMANO
“Sgozzata da un nigeriano inferocito, questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Questa scritta accompagna un raccapricciante fotomontaggio della testa insanguinata della presidente della Camera Laura Boldrini.
Il post apparso su Facebook è stato segnalato dai Sentinelli di Milano, che lo hanno diffuso sulla loro pagina social, facendo nome e cognome di chi lo ha pubblicato, e prontamente rimosso.
In tanti, comunque, lo avevano già copiato e segnalato a Facebook. Repubblica.it ha deciso di non pubblicare il fotomontaggio.
Nel pubblicare il post, i Sentinelli hanno scritto: “Non crediamo sia più tempo come pratica da social di cancellare il nome e il cognome di chi scrive o pubblica cose così. Noi diamo per scontato che Laura Boldrini abbia un grado di protezione tale da non rischiare nulla, perchè” di persone di questo tipo “si sta riempiendo il Paese con mandanti politici fin troppo noti”.
“Ci siamo resi conto questa mattina di questo post, che – racconta Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli di Milano – ci è stato segnalato da persone che ci seguono, come spesso avviene, ma una volta che lo abbiamo diffuso chi lo ha pubblicato lo ha rimosso, probabilmente si è accorto che rischiava qualcosa”. I Sentinelli hanno immediatamente segnalato il post a Facebook “e alcuni amici che ci seguono come studio legale – aggiunge Paladini – hanno già preso in mano la cosa”.
Boldrini è da tempo oggetto di attacchi feroci, vere e proprie manifestazioni di odio, per le sue posizioni sul tema dell’immigrazione. E non soltanto sul web. L’ultimo oltraggio non molti giorni fa a Busto Arsizio, dove attivisti del Movimento Giovani Padani della Lega hanno dato alle fiamme in piazza un fantoccio raffigurante la presidente della Camera e uno che rappresentava il premier Paolo Gentiloni.
I precedenti attacchi erano stati ricordati dalla stessa Boldrini nel post scritto dopo il rogo del fantoccio: “La bambola gonfiabile, l’augurio di essere stuprata ricevuto dal sindaco di Pontivrea e dal segretario della Lega di San Giovanni Rotondo, la bufala creata dal capogruppo leghista al Senato che ha riversato tanto odio sulla mia famiglia”.
(da agenzie)
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Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
“UN PERICOLO MORTALE PER LA TENUTA DEMOCRATICA”… GRASSO: “SALVINI CAUSA DELLA SPIRALE DI ODIO”
“Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono
oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Lo scrive su Twitter Roberto Saviano commentando la sparatoria di Macerata, dove un uomo di 28 anni, legato all’estrema destra, ha ferito 6 persone di origini straniere a colpi di pistola.
“Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono – continua – un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”.
Una linea condivisa da Pietro Grasso: “Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito – scrive il leader di Liberi e Uguali – Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”.
(da agenzie)
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Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI CORRIDONIA E SUL PALCO CON SALVINI, IL SUO PROFETA
Si chiama Luca Traini, ha 28 anni è incensurato e risiede a Tolentino, il giovane che ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri.
Alle elezioni del 2017, Traini era stato candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15mila abitanti nel Maceratese, prese zero preferenze.
In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra.
Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma c’era anche il “controllo degli extracomunitari”.
Traini, testa rasata, un metro e 80, fisico atletico, dopo gli spari e una folle corsa per le vie della città è sceso dall’auto, si è tolto il giubbotto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del monumento a Caduti.
Si è poi girato verso la piazza e, prima di essere bloccato dai carabinieri ha fatto il saluto fascista. Al momento dell’arresto ha ammesso di essere l’autore del ferimento degli immigrati.
Prima di candidarsi con la Lega Nord Luca Traini negli anni scorsi era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys di Tolentino frequentata dallo sparatore di Macerata, che lo conosceva da molto tempo. “Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – aggiunge – gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?”.
Clerico ha rivelato che Traini “era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato ‘border line'”.
Una dimostrazione della quale “lui quasi era orgoglioso, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo – dice Clerico, che sostiene di conoscere Traini da una decina d’anni – Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco – dice Clerico – Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro”.
Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro: “Lo abbiamo cacciato dalla palestra a ottobre, aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E poi da tempo so che aveva una pistola”, ha aggiunto Clerico.
(da agenzie)
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Febbraio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
RAID RAZZISTA A MACERATA DI UN CANDIDATO DELLA LEGA CHE SI ESIBISCE IN UN SALUTO ROMANO… TI E’ ANDATA BENE, MUSSOLINI TI AVREBBE GIA’ IMPICCATO, MERDA
Paura per le vie del centro di Macerata per un raid razzista. Verso le 11 un ragazzo di 28 anni, ha
sparato dalla propria auto in alcune zone della città , ferendo sei persone e colpendo negozi ed edifici.
Luca Traini, originario di Tolentino, incensurato, è stato bloccato dai Carabinieri in piazza della Vittoria, davanti al Monumento ai Caduti, mentre faceva il saluto romano (secondo fonti locali).
Il giovane, al momento dell’arresto, ha ammesso di essere l’autore del gesto.
Un metro e 80, fisico atletico, rasato, è sceso dall’auto, si è tolto il giubbotto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento.
Si è poi girato verso la piazza, ha fatto il saluto fascista. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua. Nel 2017 si era candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord: prese “zero” preferenze.
Traini, a bordo di un’Alfa 147 nera, ha esploso i colpi davanti alla stazione, in via dei Velini e via Spalato.
Il giovane ha sparato anche a Piediripa di Macerata, a Casette Verdini, in via Pancalducci, e in Borgo San Giuliano. Nella sua corsa Traini ha colpito anche la sede del Pd.
Sono almeno sei i feriti, cinque uomini e una donna, tutti originari dell’Africa subsahariana e di età compresa tra i 21 e i 33 anni.
Quattro dei feriti, tra cui la donna, sono già stati dimessi. Le altre due vittime sono in condizioni più gravi: uno si trova in ortopedia con una ferita a una gamba, il secondo ha una ferita da arma da fuoco a un braccio ed è stato trasferito all’ospedale di Ancona.
Dopo il fermo, il primo cittadino di Macerata, Romano Carancini, ha dichiarato il cessato allarme, affidandolo a Facebook: “Rientrata la situazione di pericolo in città . L’uomo che fino a poche ora fa girava armato in città è stato arrestato”.
Il premier Paolo Gentiloni ha lasciato venti minuti prima della fine dell’intervento di Emma Bonino la kermesse del lancio della lista +Europa, a Roma, per seguire da palazzo Chigi gli sviluppi della sparatoria a Macerata. Il presidente del Consiglio è in costante contatto con il ministro dell’Interno Marco Minniti e con il capo della polizia Franco Gabrielli.
(da agenzie)
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