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75.000 EURO VERSATI ALLA LEGA E ARRIVA L’EMENDAMENTO SULLE SIGARETTE ELETTRONICHE CHE CONDONA 2 MILIONI DI DEBITI TRIBUTARI

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

LA VAPORART PRIMA NEGA, POI AMMETTE IL VERSAMENTO ALLA LEGA E GLI INCONTRI CON SALVINI…L’EMENDAMENTO E’ DI CANDIANI, LEGATO ALL’IMPRENDITORE POZZI, CAPOFILA DEL SETTORE VAMPING

La Vaporart, uno dei principali operatori italiani del settore dei liquidi per sigarette elettroniche, ha versato 75mila euro nelle casse della Lega.
Che ha poi presentato un emendamento per condonare i 180 milioni di tasse non pagate dal settore dopo l’equiparazione ai tabacchi giudicata corretta dalla Corte Costituzionale.
Mentre un altro del relatore Emiliano Fenu (M5S) in commissione Finanze al Senato, abbatte le tasse per il futuro.
Scrive oggi La Stampa:
A confermare il versamento alla Lega è Gianluca Giorgetti, che con il fratello Stefano controlla Vaporart. Giorgetti da tre versioni diverse: «Impossibile, non abbiamo dato assolutamente niente» e subito dopo si corregge: «Sì, abbiamo contribuito ma non con quella entità » e al terzo tentativo si arrende:«L’abbiamo girato ovviamente al partito e siamo stati sotto la soglia di legge di 100mila euro».
I soldi sono tanti, ma la Vaporart ha 12 milioni di fatturato e i bilanci in utile.
Ha anche oltre due milioni di debiti tributari che, con il condono, diventerebbero magicamente quasi tutti utile netto.
Confermando di aver incontrato personalmente Matteo Salvini in più occasioni: al quartier generale di Milano, al raduno annuale di Pontida e pure a Roma.
Gianluca Paolucci e Michele Sasso spiegano che l’autore dell’emendamento al decreto milleproroghe è Stefano Candiani:
A Candiani è legato Stefano Pozzi, imprenditore del settore, varesino, al quale fanno capo una serie id aziende del settore del vaping. Alcune nate a fine estate, anticipando di fatto la liberalizzazione prevista dagli emendamenti leghisti per aprire alle vendite online, ora vietate. Tra le società  di Pozzi c’è anche la Fumador, che con Vaporart ha una partecipazione incrociata.
Torniamo al 2014: il coordinatore del gruppo «Svapo day» è Antonio Giordano, ex assessore del Comune di Matera. Nel marzo di quest’anno ha mancato il grande salto: candidato al Senato alle politiche è però rimasto fuori.
Il partito? La Lega, ovviamente.

(da “NextQuotidiano”)

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BELPIETRO CONTRO GUMPEL: UN NAZIONALISMO TUTTO DA RIDERE

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

IN PREDA A DELIRIO EUROFOBICO BELPIETRO CHIEDE UN DASPO DALLA TV PUBBLICA NEI CONFRONTI DI UN COLLEGA CHE ACCUSA DI “ESSERE TEDESCO”

Sveliamo subito il dato saliente dell’intera vicenda al lettore: Udo Gà¼mpel è tedesco, proprio come la Merkel e Juncker (che in realtà  è lussemburghese ma ha pur sempre la lettera kappa nel nome che non promette nulla di buono).
Martedì 20 novembre a “Carta Bianca” su Rai3 sono presenti, tra gli altri, il giornalista Udo Gà¼mpel e, in collegamento, Maurizio Belpietro.
La padrona di casa, Bianca Berlinguer, concede a loro i due ultimi interventi.
Appena Belpietro inizia il suo, nasce un acceso battibecco.
C’è, però, qualcosa di surreale nelle parole del super sovranista direttore de “La Verità ”, cioè le continue accuse a Udo Gùmpel di essere tedesco.
Il battibecco nasce proprio da una frase di Belpietro: “Credo sia facile venir qui in Italia a dare lezione agli italiani”.
Già , se siete nati all’estero, persino se vivete e lavorate da anni in Italia, non potete esprimere opinioni, perchè altrimenti sarete accusati di voler dare lezioni agli italiani. Il battibecco continua e tra una frase e l’altra Belpietro riesce a usare espressioni come “Voi” (voi tedeschi), “La tua democrazia” (quella tedesca), “Sei un signore che non dovrebbe permettersi di parlare dell’Italia” (perchè le colpe ipotetiche della Germania ricadono sui suoi giornalisti), “Dovete imparare a non dare più lezioni” (sempre i tedeschi), “Sei un signore che impedisce a un giornalista italiano di parlare” (perchè se impedisci di parlare a un giornalista uzbeko è già  più accettabile).
E poi… il gran finale: “Non accetterò mai che un giornalista tedesco venga qui a impedire a me sulla televisione del servizio pubblico di parlare” (pagata dagli italiani eh, mica dai tedeschi, quindi possono impedire di parlare soli quelli di pura stirpe italica).
Confesso di non aver trattenuto il riso, sembrava davvero una messa in scena satirica per prendere in giro i nazionalisti, invece no, è tutto vero.
La vicenda, comunque, non finisce con la fine della trasmissione.
Poche dopo sul sito del giornale “La Verità ” compare il video della lite, indovinate il titolo del video? Non ci arrivate? “Il tedesco Udo Gà¼mpel prova a zittire Maurizio Belpietro a Carta Bianca”.
E niente… sono fissati, ho anche verificato se “Il tedesco” non fosse il secondo nome di Udo Gà¼mpel, perchè tutto può essere.
Vogliamo poi parlare della prima pagina del giornale di Belpietro? Eccola: “Via questo hooligan tedesco dalla tv di stato”.
Inoltre Belpietro, cioè l’italiano dei due, altrimenti vi confondete, aveva promesso un editoriale sulla vicenda. Non si poteva certo trattare la questione senza aspettare di averlo letto.
Nell’editoriale Belpietro, in preda ad un nazionalismo euro fobico all’ultimo stadio, chiede un Daspo dalla tv pubblica per Udo Gà¼mpel scrivendo che non abbiamo bisogno di importare hooligan, ma il vero capolavoro comico è un altro:
“A nessuno può essere consentito di privare un’altra persona del diritto di parlare. Lo dice la Costituzione. A maggior ragione non può essere consentito ad un arrogante giornalista tedesco, che in Italia è ospite”.
No Belpietro, oltre ad essere tragicamente comico stavolta l’hai detta davvero troppo grossa.
Non c’è traccia nella Costituzione di qualcosa che possa fare pensare che la libertà  di parola debba essere garantita a “maggior ragione” dai soprusi dei tedeschi, dei francesi o degli armeni, e anche a prescindere dalla Costituzione la libertà  di parola va garantita e basta, persino se è un italiano a negarla ad un tedesco.
Belpietro ha veramente scritto una sciocchezza sesquipedale che denota ignoranza, mancanza di lucidità  e una vomitevole retorica nazionalista.
Tutto questo al netto del fatto che invocare il Daspo e i principi costituzionali per una banale interruzione in un talk show, è di per sè stessa una cosa abnorme.
Concludiamo annotando che quello che è successo è sì ridicolo (in quanto Belpietro si è comportato in modo oggettivamente ridicolo), ma è anche preoccupante.
Questo attacco xenofobo di un giornalista nei confronti di un collega è passato a mio parere un po’ troppo in cavalleria, indipendente dai motivi o dalle ragioni della lite.
La stessa conduttrice non ha trovato nulla da eccepire su certe frasi, ma, in compenso, ha promesso che non inviterà  più Udo Gà¼mpel nella sua trasmissione.
Ci stiamo abituando un po’ troppo all’impunità  intellettuale per certi atteggiamenti, li stiamo accettando con troppa leggerezza.
Lentamente e in modo subdolo stiamo perdendo tutti gli anticorpi contro il nazionalismo più becero.

(da “NextQuotidiano”)

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AUTOSTRADE, PARTE LA DIFFIDA A BUCCI: “NON POTETE ESCLUDERCI DALLA RICOSTRUZIONE DEL PONTE, CI RISERVIAMO VIE LEGALI”

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

COME VOLEVASI DIMOSTRARE: IN ASSENZA DI SENTENZE SOLO TONINELLI POTEVA IMPORRE UNA CLAUSOLA CHE FINIRA’ PER BLOCCARE I LAVORI

Autostrade per l’Italia ritiene la ricostruzione della A10 “un obbligo e un diritto”, e “si riserva di adottare ogni azione a tutela”, in caso questi “obblighi e diritti fossero preclusi”.
E’ parte saliente del contenuto della lettera, firmata dal direttore generale di Aspi, Roberto Tomasi, e inviata al commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci e alle strutture ministeriali preposte al controllo della concessione in merito alla realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera.
Lo riporta il Secolo XIX.
Nello specifico, “quanto prospettato, oltrechè doveroso ai sensi della convenzione e rispondente agli obblighi dello scrivente, (fino a revoca del governo, Aspi resta tenuta al ripristino della rete autostradale danneggiata dal crollo, ndr), sia pienamente legittimo ai sensi del dl 109 del 2018”, ovvero del decreto Genova.
La missiva, inclusa nel progetto definitivo per la demolizione e ricostruzione, rappresenta il primo segnale di “ostilità ” nei confronti del percorso deciso dal governo
che, di fatto, esclude la società  dalla realizzazione del nuovo viadotto. Se fosse davvero tagliata fuori, come prevede il decreto, Autostrade non starebbe a guardare, anche alla luce del fatto che “le cause del crollo sono ben lungi dall’essere accertate”, scrive Aspi.
Se da un lato la lettera mette in guardia la struttura commissariale e il governo stesso, Autostrade nel progetto definitivo ribadisce anche la possibilità  di ricostruire il ponte in 9 mesi al costo di 224 milioni, la disponibilità  ad operare con altre imprese e la possibilità  di ritoccare il progetto in funzione delle preferenze del commissario.

(da agenzie)

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QUELLO CHE DI MAIO E SALVINI NON VI DICONO SU RIFIUTI E TERMOVALORIZZATORI

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

LA SOLUZIONE MIGLIORE SONO I BIODIGESTORI ANAEROBICI, COME EVIDENZIATO DALLA CONFERENZA SUL CLIMA DI PARIGI

Diceva il buon Einstein che solo due cose sembravano non avere limiti: l’Universo e la stupidità  umana, ma mentre sulla prima questione aveva dei dubbi della seconda asseriva una certezza
Per confermare questa dichiarazione di Einstein (da cui ci dissociamo) in questi giorni hanno parlato di “rifiuti” i due vicepremier che l’Italia ha avuto in dote: Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il primo ha parlato, a proposito della Regione Campania e della gestione rifiuti, di “un termovalorizzatore in ogni provincia”, da cui si evince che, essendocene uno solo al momento, la Campania avrebbe bisogno di ben 4 termovalorizzatori, sparando una fesseria immane, il secondo, per non essergli da meno ha detto che “i termovalorizzatori sono una tecnologia superata”.
Forse pensava alla Biowash di Beppe Grillo o al “ponte dove si mangia ” di Toninelli e non sapeva come superarli in fesserie.
Se c’è una cosa su cui il mondo economico-scientifico-tecnologico è abbastanza d’accordo è la gestione del ciclo dei rifiuti, il luogo di discussione è l’ISWA, l’associazione internazionale del “waste management”, e in tutto il globo terracqueo si parla di un ciclo di rifiuti basato su:
1. Biodigestori per l’umido.
2. Recupero metalli, carta, vetro e alcuni tipi di plastica (in particolare PET e PA6
3. Recupero dell’energia (termovalorizzazione) da tutto il resto.
L’accordo è talmente ampio che anche l’Unione Europea ha emanato una direttiva in tal senso, come anche l’EPA (Ente per la Protezione dell’Ambiente negli USA): all’interno di queste tre aree esistono varie tipologie d’impianto, ma nessuno mette in dubbio che da qui si parte, e in particolare che il punto 3 è fondamentale.
Sì, ma quanto e cosa recuperare di energia? Beh, se ci concentriamo sulla Campania, visto che i due vicepremier di quello parlavano, la Campania produce circa 2 mln di tonnellate di rifiuti urbani, di cui il 35% circa di “organico”, ovvero oltre 700.000 tonnellate di umido.
La sola Napoli ne produce circa 500.000 tonnellate. Indovinate Napoli quanti biodigestori ha? Ve lo dico io: ZERO.
Indovinate chi si oppone alla costruzione di un biodigestore a S. Pietro a Patierno (NA)? Ve lo dico di nuovo io: il Movimento 5 Stelle.
Indovinate cosa fanno oggi di quell’umido ? Ve lo dico io per la terza volta: viene “stabilizzato” e mandato a incenerimento.
Di Maio spara cavolate a raffica, si oppone agli impianti che renderebbero inutili o quasi altri termovalorizzatori (ne servirebbe un altro, ma son calcoli economico-scientifici complessi, oltre a coinvolgere problematiche legislative e di altro tipo che richiederebbero un articolo a parte, per cui credetemi sulla parola).
Ma perchè anche Salvini ha detto una fesseria ?
Perchè i termovalorizzatori si reggono solo se bruciano una quantità  X di rifiuti con potere calorifico Y e la Campania non ne produce abbastanza per giustificare simili sforzi economici, ovvero anche Salvini chiacchiera “a vanvera”.
Potrei adesso annoiarvi con varie considerazioni, ma ve ne sottopongo una sola: il Movimento 5 Stelle si oppone ai biodigestori “anaerobici” per motivi ideologici, e dice che quelli “aerobici” sono migliori (se volete vedere un biodigestore anaerobico digitate su Google “biodigestore di Augusta” e poi preparate le ghiandole salivari per quando incontrate un pentastellato).
Comunque alla conferenza del clima di Parigi si è deciso di chiedere il bando per un tipo di digestori, in quanto “fortemente inquinanti”.
Indovinate quale tipo…. sì, esatto, quelli che piacciono a Di Maio.
Colui che vive in una cabina telefonica a gettoni.

(da “NextQuotidiano”)

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COME I SOVRANISTI PRO-TRUMP MANIPOLANO I SOCIAL ATTRAVERSO CAMPAGNE DI DISCREDITO VERSO GLI AVVERSARI

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

ACCOUNT UMANI E BOT VEICOLANO BUFALE, AMPLIFICATE DAI SITI RUSSI…LA STESSA COSA CHE ACCADE ORMAI ANCHE IN EUROPA

Una nuova tecnica di propaganda via web è stata monitorata negli Stati Uniti.
Ad utilizzare strategie e tattiche raffinate provenienti dal mondo del marketing sono stati come al solito i sovranisti di destra.
La campagna è stata condotta contro le comunità  online dei democratici facendo ricorso al concetto di Astroturfing, un termine coniato negli Stati Uniti per definire la creazione a tavolino del consenso proveniente dal basso.
La cosa interessante è che, come in occasione della campagna per il referendum tenutosi in Macedonia, è stata rilevata una congiunzione tra interessi dei sovranisti pro-Trump e interferenze russe.
Parliamo dunque di un nuovo segnale di The Movement, la piattaforma che ha come obiettivo la condivisione di strategie comunicative per portare alla vittoria i populisti
La campagna web dei populisti americani è partita su Facebook e si è incentrata su Twitter: usando l’hashtag #WalkAway centinaia di account, umani e bot, hanno condiviso le loro storie di abbandono dal partito democratico per sostenere Donald Trump.
La maggior parte dei tweet erano dei copia-incolla con una narrativa ben strutturata che puntava a porre l’accento sulla divisione della sinistra. La strategia mirava ad imporre all’opinione pubblica digitale dei contenuti estremisti e radicali lontani dal dibattito mainstream.
Tramite la creazione a tavolino di comunità  organizzate — da qui il concetto di Astrosurfing — il movimento #WalkAway ha creato un consenso artificiale intorno alle divisioni dei democratici che ha spinto sempre più persone a ritenerlo popolare.
La connessione tra tecniche di marketing ed effetti di disinformazione è ben evidente nel momento in cui bot automatizzati trasformano slogan preconfezionati in messaggi virali, grazie agli algoritmi dei social media che invadono le bacheche di utenti umani con i messaggi più popolari.
La campagna del “WalkAway Movement” è iniziata ufficialmente nel maggio 2018: ad oggi la pagina Facebook conta più di 106.000 follower, ovvero una media di oltre 500 nuovi follower al giorno.
Numeri davvero straordinari e poco reali per un movimento di base. Anche su Twitter si è registrata un’attività  sospetta.
La maggior parte dei tweet che hanno usato l’hashtag #WalkAway sono stati inviati da account con meno di 100 follower, ma hanno avuto più di 100 interazioni tra like e retweet. Questi numeri, esplosi in poco tempo, assomigliano molto ad una strategia digitale condotta e amplificata in maniera automatizzata. E non manca neanche il dato sull’influenza dei troll russi
Sulla piattaforma Hamilton 68, creata per monitorare l’attività  dei bot russi, c’è stata l’evidenza di un’attività  di influenza sulla campagna contro i democratici. L’hashtag #WalkAway ha anche ricevuto un sostegno dalla stampa di propaganda Russia Today e Sputnik.
Quest’ultimo ha presentato la campagna al’interno del suo programma radio “Fault Lines”, mentre Russia Today ha promosso un video che mostrava il movimento sulla sua pagina YouTube.
Il tema delle communities online costruite a tavolino per rendere messaggi propagandisti popolari nel dibattito pubblico non è lontano da quanto accade nel nostro paese.
In Italia, è stata costruita una rete di account sovranisti il cui obiettivo è colpire con un linguaggio aggressivo leader e movimenti facenti parte della galassia progressista.
Le prossime elezioni Europee saranno un test fondamentale per la piattaforma The Movement

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

IL TRAVAGLIO IN ATTESA DEL SUO NATALE

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

IL FOTOGRAFO IMMORTALA IL PARTO DELLA MIGRANTE DELLA CAROVANA CHE SFIDA IL MURO RAZZISTA PER RIVENDICARE I DIRITTI DEI POVERI ALLA SOPRAVVIVENZA: E’ L’IMMAGINE DEL NATALE VERO

Una donna migrante in stato di gravidanza, una delle tante donne della carovana che dal Salvador è in viaggio, a piedi, verso gli Stati Uniti.
La carovana è fronteggiata dalle forze di polizia, negli attimi di tensione la donna sviene. La gravidanza inoltrata pesa, ma più che una remora a mettersi in viaggio, la creatura in grembo è stato un motivo in più per partire, per provarci.
A dare forza alla donna, l’idea che la sua creatura possa riuscire a nascere negli States. Siamo a Metapa, in Messico. Da una parte uomini donne e bambini, dall’altra la polizia in assetto antisommossa, che prova a non farli avanzare, a spingerli indietro. Tentativo vano, come fermare il mare che avanza verso la riva, come provare a frenare la Storia.
La foto è stata scattata in uno dei tanti varchi provati dalla fiumana umana che come ultimo ostacolo, alla fine, avrà  il muro di Trump.
Siamo a Metapa, dicevamo, in Messico. Dopo il Messico, gli Stati Uniti. Poco conta la fatica inumana delle miglia alle spalle, delle altre ancora da percorrere. Poco importa che il muro di Trump renda tutto maledettamente impossibile. Si va avanti, anche col pancione. E se poi il figlio nasce lungo la strada, si farà  come fece la madre del figlio di Dio.
La foto è di Alkis Konstantinidis per l’agenzia Reuters. Lo diciamo perchè il racconto più bello e drammatico di questa pagina di storia lo hanno fatto, e continuano a farlo, gli scatti dei fotografi che lavorano per le agenzie.
Dietro le grandi agenzie – va ricordato – ci sono loro, coraggiosi, sensibili, spesso non pagati come richiederebbe l’impegno per testimoniare la storia con tante piccole storie.
Oggi scegliamo questa foto per dirvi che questa donna, il suo travaglio, la sua smorfia di dolore, e la sua determinazione ad andare avanti sono per noi l’annuncio di un Natale che i consumi hanno scelto di evocare, invece, con cataste di panettoni e pandoro nei supermercati, con addobbi anzitempo, con una marea di inviti a spendere, a comprare soprattutto il superfluo.
Se proprio Natale si deve già  annunciare, noi scegliamo di farlo con lei, donna incinta della quale non sappiamo il nome e che abbiamo voluto chiamare Maria.

(da Globalist)

argomento: Razzismo | Commenta »

DA’ FUOCO ALLA CASA CON DENTRO IL FIGLIO: MORTO IL BIMBO DI 11 ANNI

Novembre 23rd, 2018 Riccardo Fucile

IL PADRE ITALIANO AVEVA IL DIVIETO DI AVVICINARSI ALLA CASA FAMILIARE DOPO LA SEPARAZIONE

Un uomo ha dato fuoco alla sua abitazione con all’interno uno dei suoi tre figli, di 11 anni, a Sabbioneta, in provincia di Mantova.
Quando i medici del 118 e i vigili del Fuoco di Mantova sono arrivati hanno estratto il bambino, che riposava nella camera da letto, dalla casa in fiamme, già  in arresto cardiaco. Rianimato, il piccolo Marco è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Oglio Po, dove è morto.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, nel pomeriggio la madre, originaria dell’Est Europa, era uscita di casa per accompagnare il figlio più grande, di 17 anni, all’oratorio.
Con lei aveva portato anche l’ultimo, di soli 4 anni. In casa era rimasto l’altro figlio, in camera da letto per il riposino quotidiano. Il marito, che forse si era appostato da tempo davanti casa per seguire i movimenti della moglie, appena l’ha vista allontanarsi con i due figli, è entrato in casa e ha dato fuoco ad alcuni arredi che si trovavano al piano superiore. Resta da chiarire se il padre sapesse o meno che in casa c’era il piccolo.
Poco prima delle 17, la moglie, mentre in auto ritornava a casa, ha notato il marito, a bordo di un furgone, provenire dall’abitazione. Addirittura, quando lui si è accorto della moglie, l’ha speronata, per poi fuggire. La donna si è spaventata ma soprattutto ha avuto un tragico presentimento: così ha accelerato e quando è arrivata nei pressi di casa ha visto uscire del fumo dalla villetta. Si è precipitata all’interno e ha messo in salvo il bimbo piccolo mentre non è riuscita a raggiungere la stanza da letto al piano superiore dove si era sviluppato l’incendio. Ha quindi dato l’allarme.
Il padre è stato intercettato poco dopo da un pattuglia della Polstrada di Casalmaggiore che lo ha fermato. L’uomo, Gianfranco Zani, un artigiano di 52 anni che si stava separando dalla moglie, 4 giorni fa aveva ricevuto un divieto ad avvicinarsi alla casa familiare, emesso dal gip di Mantova, per diversi episodi di maltrattamento. Sulla vicenda indaga la Procura di Mantova, competente sul fatto, mentre della convalida del fermo si occuperà  la Procura di Cremona.

(da agenzie)

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