Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
E I MOTIVI PER CUI NON POTRA’ CANDIDARSI
Una ferale notizia ha scosso le reti sociali all’indomani dei titillevoli pranzi e cenoni del periodo natalizio.
Il turbofilosofo Diego Fusaro sarebbe pronto a scendere in campo e a candidarsi a sindaco di Firenze per il MoVimento 5 Stelle.
Non si sa bene chi all’interno del partito di Grillo e Casaleggio avrebbe deciso di puntare sull’Andrea Diprè della filosofia italiana per scalzare Dario Nardella da Palazzo Vecchio e segnare così il punto della vittoria nella partita contro il renzismo. Peccato però che le cose non stiano così.
Il motivo principale per cui Fusaro non sarà il candidato del M5S a Firenze è che il MoVimento 5 Stelle fino ad ora ha sempre scelto (con clamorose eccezioni come quella di Genova) i suoi candidati tramite una consultazione online tra gli iscritti locali chiamata “comunarie“.
Le cliccarie però non si sono ancora celebrate e il Viminale non ha ancora deciso la data delle amministrative 2019 (ma il voto dovrebbe avvenire in concomitanza con le europee quindi a fine maggio).
Detto questo c’è un altro elemento ostativo alla candidatura del turbosovranista: Fusaro infatti non risulta essere iscritto al MoVimento 5 Stelle.
Un piccolissimo dettaglio che però fa cadere tutte le teorie dei retroscenisti.
A dirla tutta poi oggi il filosofo è Presidente Onorario di un altro partito: quello dei Calabresi in Movimento e pur non essendosi mai candidato alle elezioni contro il M5S già di per sè costituisce un motivo di incompatibilità .
Per quanto apprezzato dall’ala sovranista del partito, ma non si sa quanto invece dagli iscritti fiorentini, Fusaro non è nemmeno di Firenze, visto che è di Torino.
Fusaro scrisse ad aprile sul suo blog sul Fatto Quotidiano che la decisione dell’anagrafe torinese di registrare il figlio di due mamme — definito dalla Appendino “un pezzo di storia” — era «un pezzo della storia della distruzione della famiglia e del trionfo della nuova ingegneria del capitalismo integrale».
Al più Fusaro può aspirare a diventare l’intellettuale di riferimento del M5S, ruolo che fu in passato di un altro filosofo altrettanto noto per la sua vis polemica: il professor Paolo Becchi.
Ma da dove salta fuori la “notizia” di Fusaro candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle? Da un’intervista telefonica rilasciata dal nemico del plusgodimento turbosorosiano il 14 novembre scorso a La Zanzara di Radio 24.
In quell’occasione Giuseppe Cruciani chiese al filosofo di confermare una sua possibile candidatura a Firenze “in quota sovranista”. La risposta di Fusaro è abbastanza chiara, nonostante i soliti arzigogoli: «dunque dico a mio disdoro che non ne sapevo nulla fino a due secondi fa, proposta che comunque accoglierei con sommo piacere perchè è importantissimo debellare i germi di questo nichilismo di cui certa sinistra traditrice di Marx e di Gramsci e portatrice».
Insomma Fusaro già all’epoca faceva sapere di essere stato candidato “a sua insaputa” ma di essere in ogni caso pronto a scendere campo in virtù del «legame strettissimo con la città patria del Machiavelli e del padre Dante».
Fusaro aveva già in mente una bozza di programma: «ripartire dalla cultura della Firenze ficiniana [quella del filosofo Marsilio Ficino NdR] e medicea».
Proprio come uno Sgarbi qualsiasi (o un qualsiasi politicante senza contezza della realtà locale) Fusaro predicava di ripartire dalla cultura per fermare la decadenza della città che «sta decadendo ad un bazar privo di cultura e post-identitario».
Chissà se quando pensa alla Firenze medicea pensa anche alla Firenze dei banchieri che prestavano soldi a mezza Europa e a quella dinastia proprietaria della banca più grande del XV secolo.
La disponibilità c’è, perchè Fusaro dà la sua disponibilità a tutte le forze culturali che partano dalla cultura come baluardo resistenziale al nichilismo veicolato dai turbo-Parenzo
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LE TENSIONI ALL’INTERNO DEL MOVIMENTO CREANO APPRENSIONI PER LA TENUTA DEL GOVERNO
Ci sono due senatori tra i quattro parlamentari espulsi dai 5Stelle nell’ultimo giorno del 2018:
Gregorio De Falco e Saverio De Bonis.
Ma ci sono anche altre due esponenti del Movimento a Palazzo Madama – Paola Nugnes e Elena Fattori – che dovranno ancora essere “processate” dai probiviri (la principale accusa riguarda la loro astensione sul decreto sicurezza).
Un terzo, Lello Ciampolillo, ha già ricevuto un richiamo formale.
Insomma, la pattuglia pentastellata al Senato rischia di assottigliarsi ulteriormente e questo provoca più di una apprensione.
La maggioranza gialloverde è scesa a quota 165, rispetto a un quorum di 161. Tra l’altro proprio a Palazzo Madama ci sono già stati segnali di inquietudine: il tanto contestato decreto sicurezza è passato con 163 sì, il decreto fiscale appena con 147. Anche se ci sono due ex 5Stelle che votano spesso con il governo (Buccarella e Martelli).
Insomma, la situazione non è rosea. Anche perchè proprio da Palazzo Madama sono storicamente venute le principali insidie per gli esecutivi, dai tempi del governo Prodi e dell’ormai famoso Turigliatto
A questo si aggiunge l’apprensione, in casa 5Stelle, per la cosiddetta “operazione scoiattolo” lanciata da Berlusconi per avvicinare i grillini delusi.
Molto clamore intorno alla presunta strategia anche se per ora l’unico passaggio, al gruppo azzurro da quello pentastellato, è stato alla Camera: con il caso del deputato Matteo Dall’Osso, che ha lasciato il Movimento per lo stop all’aumento dei fondi per i disabili.
Ma il principale motivo di preoccupazione – nella maggioranza – è forse legato a temi politici: dall’autonomia alla legittima difesa, sono tanti i prossimi provvedimenti in cantiere che provocano più di un mal di pancia tra i 5Stelle.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
CONTESTATA L’ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DEL DIVIETO DI ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE DA PARTE DEI CITTADINI STRANIERI
Il sindaco di Palermo ha disposto di sospendere la misura che, alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non potranno più iscriversi all’anagrafe.
Orlando chiede al responsabile dell’anagrafe di “approfondire tutti i profili giuridici anagrafici” che deriveranno dall’applicazione della norma, ma, in attesa di questo approfondimento, scrive il sindaco “impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”.
Alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non potranno più iscriversi all’anagrafe; ma la norma colpisce anche i minori non accompagnati (i quali hanno tutti il permesso di soggiorno per motivi umanitari), e gli stranieri che hanno il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
“Il nostro non è un atto di disobbedienza civile nè di obiezione di coscienza, ma la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese”, dice il sindaco di Palermo.
“Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno – prosegue Orlando -. Ci sono migliaia, centinaia di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’Inps e fra qualche settimana o mese saranno ‘senza documenti’ e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità , non combatterla o prevenirla”.
“E’ certo, l’ho già detto più volte, che su alcuni temi, il rispetto dei diritti umani fra questi, il sindaco di Palermo ha una visione ed una cultura diversa da quella del ministro dell’Interno – aggiunge Orlando – ma qui siamo di fronte ad un problema non solo ideologico ma giuridico, non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per ‘sicurezza’ un intervento che puzza molto di ‘razziale'”.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
“SE MI CACCIANO, FARO’ RICORSO”… “CON LA PERDITA DI GIANROBERTO CASALEGGIO, IL M5S HA INIZIATO LA SUA DECADENZA”
Intervistata da Globalist Elena Fattori, senatrice del M5s, che insieme alla collega Paola Nugnes è
sotto procedimento disciplinare da parte del Movimento. Al contrario di De Falco e De Bonis non è stata espulsa (ancora).
Senatrice si aspetta a breve una espulsione?
Sono sotto procedimento disciplinare, tutto può accadere, ma ribadisco se accadrà farò ricorso perchè sarebbe ingiusto, ho solo rispettato il contratto di governo.
Sulla manovra votata in fretta e furia da un Parlamento che non ha potuto discuterla cosa ne pensa?
Ho votato la fiducia per scongiurare l’esercizio provvisorio. Ma reputo assurdo non averla neppure potuta leggere. Quindi la cosa ovviamente non mi è piaciuta.
Cosa ne pensa delle espulisioni di De Falco e De Bonis?
Non ne conosco le motivazioni. Ma non solo non sono d’accordo sul metodo ma anche sulla scelta della giornata. Molto inopportuno il 31 di dicembre.
Come è possibile che De Falco non se l’aspettasse?
Impossibile non aspettarsela, poi lui con la sua storia e la sua visibilità era il parlamentare di cui il Movimento aveva più paura perchè ha ovviamente più seguito. Siamo ritornati al periodo buio delle espulsioni della prima legislatura che sembrava terminato e invece… E va detto che non ci hanno certo portato voti ma solo sciagure.
Si sente isolata nel suo gruppo parlamentare?
Io lavoro in commissione agricoltura, ho trovato un clima molto collaborativo, ma con una situazione pendente come la mia è difficile per me lavorare bene e progettare azioni politiche significative visto che non conosco il mio destino.
Della retromarcia riguardo l’aumento dell’Ires per le no profit fatta dal premier Conte ci si può fidare?
Auspico di sì.
L’eurodeputata Giulia Moi, anche lei espulsa, ha detto che con la morte di Giaroberto Casaleggio il Movimento ha iniziato la sua decadenza, cosa ne pensa?
Sono d’accordo, Gianroberto era il garante delle regole e tutti noi potevamo contare sul suo buon senso. Con la sua morte i 5 stelle hanno perso una guida solida impossibile da rimpiazzare.
(da Globalist)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LE IMMAGINI DEL “RAPIMENTO” SONO STATE PUBBLICATE SU INSTAGRAM… SONO I DEGNI FIGLI DELLA PADAGNA SOVRANISTA
Hanno messo in scena un “rapimento”: hanno preso il bambin Gesù dal presepe allestito sul sagrato della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Lissone, poi lo hanno caricato in macchina tra scherzi, risate e commenti a sfondo blasfemo.
È successo nella notte tra sabato 30 e domenica 31 dicembre.
E gli autori del gesto, quattro ragazzi, hanno immortalato tutte le fasi della loro impresa e le hanno condivise su Instagram.
Il “rapimento” – come si evince dal filmato pubblicato da un ragazzo milanese – è iniziato quando uno dei ragazzi, a volto coperto, si è steso nella mangiatoia.
Subito dopo la statua è stata trasferita in macchina e uno dei giovani, tra le grida e imprecazioni, le ha accostato al volto una sigaretta come per farla fumare.
Non è ancora chiaro che fine abbia fatto la statuetta: le Instagram Story finiscono con il bambino in auto.
Il rapimento è stato notato nella mattinata di lunedì 31 gennaio quando alcuni fedeli si erano avvicinati alla chiesa per un funerale e non hanno trovato la statua al suo posto.
“Durante la notte è stata rubata la natività del presepe da persone che non hanno nè il rispetto religioso per ciò che rappresenta il presepe – aveva scritto il Circolo Don Bernasconi sulle colonne de Il Cittadino Mb – nè il rispetto per le persone che lo hanno realizzato e per la comunità a cui era proposto”.
Sono i figli della Padagna sovranista.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
MA CHE BELLA SICUREZZA GARANTISCE IL MINISTRO DEGLI INTERNI: POVERI IN GALERA, DELINQUENTI A PIEDE LIBERO
Una rapina è stata compiuta verso le 7.30 ad un furgone portavalori dell’Ivri che stava percorrendo la
statale 96, nei pressi di Mellitto nel Barese.
Un commando armato ha bloccato il mezzo e per chiudere la strada ritardando l’arrivo delle forze dell’ordine, ha dato fuoco a due mezzi pesanti messi lungo la carreggiata. Per aprire il portavalori, i banditi hanno poi utilizzato delle ruspe.
Il furgone era partito dalla sede Ivri di Bari ed era diretto a Matera per rifornire gli uffici postali del denaro necessario a pagare le pensioni Stando alle prime stime, il bottino ammonterebbe ad 2,3 milioni di euro.
Il commando era composto da almeno quattro persone, mascherate e armate con fucili mitragliatori.
I rapinatori, che hanno dato alle fiamme due mezzi pesanti lungo la strada per bloccare la carreggiata e proteggersi la fuga, hanno usato le ruspe per sfondare il blindato al cui interno erano in servizio tre guardie giurate. Nessuna di loro è rimasta ferita.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118. Al momento non si sa se all’interno del mezzo ci fossero soldi o preziosi. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Altamura.
Al momento il traffico viene deviato in direzione Bari al km 89 presso lo svincolo per Cassano. Il personale Anas è presente sul posto per coordinare le attività di ripristino della circolazione e per la gestione della viabilità sui percorsi alternativi.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
“LE PERSONE CHE VANNO IN CHIESA DEVONO DARE UNA BUONA TESTIMONIANZA”
“Quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa, stanno tutta la giornata lì, vanno tutti i giorni, e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Vivono come atei”.
Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza generale, sottolineando che “se vai in chiesa devi vivere come figlio e dare buona testimonianza, non una controtestimonianza”
Il Padre nostro di Gesù, gli ipocriti e gli atei
Ricordando come Gesù introduca l’insegnamento della preghiera del “Padre nostro”, il Santo Padre sottolinea che “lo fa prendendo le distanze da due gruppi del suo tempo. Anzitutto gli ipocriti: ‘Non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente'”
Sottolinea quindi l’importanza della genuinità della preghiera e afferma: “C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio: lo fanno per essere ammirati dagli uomini. La preghiera cristiana, invece, non ha altro testimone credibile che la propria coscienza, dove si intreccia intensissimo un continuo dialogo con il Padre: ‘Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto'”.
“Poi Gesù prende le distanze anche dalla preghiera dei pagani dicendo ‘Non sprecate parole: essi credono di venire ascoltati a forza di parole’. Qui forse Gesù allude a quella captatio benevolentiae che era la necessaria premessa di tante preghiere antiche: la divinità doveva essere in qualche modo ammansita da una lunga serie di lodi. Tu invece, dice Gesù, quando preghi rivolgiti a Dio come un figlio a suo padre, il quale sa di quali cose ha bisogno prima ancora che gliele chieda. Potrebbe essere anche una preghiera silenziosa, il ‘Padre nostro’: basta in fondo mettersi sotto lo sguardo di Dio, ricordarsi del suo amore di Padre, e questo è sufficiente per essere esauditi”.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
SECONDO “IL FATTO”, DI BATTISTA PARTIRA’ PER IL CONGO A GIUGNO PER NUOVI REPORTAGE… L’IMPEGNO CON DI MAIO E’ SOLO FINO ALLE EUROPEE
Alessandro Di Battista partirà per il Congo a giugno. L’impegno con Di Maio è solo fino alle Europee
A dare la notizia è il Fatto Quotidiano, testata su cui Dibba ha pubblicato i suoi reportage dal Sudamerica. In cantiere anche un libro e un tour teatrale
Sei mesi in prima linea per spingere il Movimento 5 Stelle verso le elezioni europee, ma le valigie non saranno ripostigliate.
Appena tornato dal Sudamerica, dopo 7 mesi di viaggio, Alessandro Di Battista ha già le idee chiare su cosa vuole fare dopo.
Dopo il voto sul futuro di Bruxelles. Il Fatto Quotidiano, la testata che ha pubblicato i reportage del “Dibba” sudamericano, dà notizia della partenza da giugno dell’esponente M5S verso il Congo. Un nuovo lungo viaggio che lo porterà a scrivere della realtà africana.
Quella che viene richiesta a Di Battista in questi mesi di campagna elettorale non è una missione di poco conto. Recuperare quel gap con la Lega che i sondaggi indicano sempre più chiaramente.
Al suo rientro, le indiscrezioni sul suo possibile utilizzo si sono susseguite: da una poltrona nel Governo – alla Farnesina – al ruolo di commissario europeo, fino a quello di sottosegretario alla Presidenza.
Il quotidiano diretto da Marco Travaglio scrive invece che nel futuro di Alessandro Di Battista ci sono nuovi reportage, stavolta dall’Africa, forse anche un libro e un tour teatrale.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
SI PARLA DI DEROGA SE “IL GOVERNO CADE ENTRO DUE ANNI”… MA LA REGOLA NON VALSE PER IL SINDACO DI POMEZIA
Ilario Lombardo sulla Stampa oggi torna sulla regola del doppio mandato che il MoVimento 5 Stelle è pronto a superare, segnalando che la scusa per mandare in soffitta la questione sarebbe, nel caso, costituita da un’improvvisa caduta del governo:
Di Maio smentisce l’ipotesi di derogare alla regola dei due mandati, ma allo stesso tempo dai vertici del M5S fanno filtrare, come riportato da fonti qualificate alle agenzie, che il vincolo non varrebbe «se il governo dovesse cadere entro i due anni».
Ora, a parte che se cade il governo non si va per forza a elezioni — anzi, in teoria la legislatura potrebbe tranquillamente concludersi — sarà interessante conoscere la reazione di Fabio Fucci, ex sindaco M5S di Pomezia.
Lui chiese di fare un’eccezione nei suoi confronti perchè aveva espletato sì due mandati (uno all’opposizione e uno come sindaco), ma il primo dei due era durato solo due anni perchè la giunta dell’allora sindaco era caduta e si era tornati alle elezioni.
Ma a Fucci dissero di no. D’altro canto, Fucci è Fucci e Di Maio è Di Maio.
L’uno non vale l’altro.
(da “NextQuotidiano”)
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