Gennaio 7th, 2019 Riccardo Fucile
LA RIBELLIONE DELLE AUTORITA’ PORTUALI METTE ALL’ANGOLO IL MINISTRO CHE POTREBBE ESSERE INDAGATO PER OMISSIONE DI SOCCORSO
Nei giorni caldi della crisi umanitaria a bordo della nave Aquarius il neo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli faceva la voce grossa contro le Ong dicendo che i porti erano stati chiusi come annunciato dal ministro dell’Interno Salvini.
In seguito si venne a sapere che i porti non erano mai stati chiusi.
Ovvero che nè Toninelli nè Salvini avevano mai emesso un decreto di chiusura dei porti e che tutto era stato “deciso” via Twitter.
Dopo la farsa della Diciotti la questione è stata dimenticata fino ad oggi.
Il dramma delle 49 persone che da 11 giorni sono a bordo delle navi Sea-Watch3 e Prof Albrecht Penck in navigazione nelle acque tra Malta e l’Italia ha ricordato al governo che anche se la pacchia è finita il problema dei migranti non è stato affatto risolto.
A livello europeo il governo era troppo impegnato a fare la voce grossa sul 2,04% del rapporto deficit-Pil nella Manovra del Popolo per occuparsi della questione che è rimasta relegata agli annunci di Salvini sulla riduzione del numero degli sbarchi.
Ieri pomeriggio il concentratissimo ministro ha scritto su Facebook che il governo è “pronto a dare una lezione all’Europa” accogliendo donne e bambini.
E il governo del Popolo in questi sei mesi di lezioni alla UE ne ha date tante, almeno sulla carta. Nei fatti invece a quanto pare la situazione è sostanzialmente immutata e non si sa che fine abbia fatto la multilevel strategy for migration presentata da Conte qualche tempo fa al Consiglio Europeo.
Il calce al post Toninelli ha aggiunto anche un post scriptum: «nessuna Autorità di sistema portuale italiana può arrogarsi prerogative che travalicano le sue funzioni amministrative» tuona il preparatissimo ministro promettendo sanzioni disciplinari e aggiungendo «non ho emanato alcun decreto di chiusura dei porti perchè non serve, non essendo alcun porto italiano interessato alle operazioni e non avendo il Mrcc (Maritime rescue coordination centre) italiano coordinato i soccorsi». Cosa significa questo messaggio?
Lorenzo Cresci sulla Stampa di oggi ci racconta di una “ribellione” dei manager dei porti italiani che hanno ribadito che i porti italiani non sono affatto chiusi e che quindi in linea teorica non esiste alcun divieto formale di approdo per le navi delle Ong.
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale Pietro Spirito ha dichiarato «I porti italiani sono chiusi? Non è così». Come lui anche altre autorità portuali:
A seguire, in poche ore, la presidente degli scali della Spezia e Marina di Carrara, Carla Roncallo. E poi Pino Musolino, capo del porto di Venezia. Così è nata la rivolta dei manager che gestiscono quegli scali marittimi spesso scavalcati e lasciati a gestire situazioni delicate.
Tutti denunciano la mancanza di una specifica ordinanza di chiusura dei porti. Ordinanza che Toninelli ritiene non necessaria perchè le richieste di soccorso non sono state gestite dal MRCC di Roma.
Il ministro che scrive decreti “col cuore” di fatto se ne lava le mani, dice che è una responsabilità della Libia, o al massimo Malta (che c’è da dire non si sta comportando meglio di noi italiani).
Ma l’ennesima dichiarazione di chiusura dei porti “via social” non piace ai manager delle autorità portuali che da mesi chiedono che il Ministero faccia chiarezza.
I porti sono chiusi oppure no? Secondo loro, e Toninelli lo ha confermato, «Non esiste un decreto del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che chiuda, per motivi di ordine pubblico i porti. Il ministero dell’Interno può vietare lo sbarco di passeggeri, non l’ingresso nei porti, competenza riservata solo al ministero delle Infrastrutture. Esistono profili di rilevanza penale nel caso di omissione di soccorso in mare a carico dei privati, figuriamoci a carico di un soggetto pubblico».
Insomma, non solo i porti italiani sono aperti, ma addirittura qualcuno potrebbe decidere di aprire un fascicolo d’indagine per omissione di soccorso a carico del Ministro.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 7th, 2019 Riccardo Fucile
“NON C’E’ RISPETTO PER GLI ESSERI UMANI: SONO PERSONE CON PROBLEMI, NON UN PROBLEMA DA RISOLVERE”
“Cerco un giudice che impugni i miei provvedimenti, e se c’è qualcuno disposto a fare ciò lo faccia,
perchè questo mi consentirebbe di sollevare in quella sede l’anticostituzionalità del decreto alla Corte Costituzionale”.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, lo dice dai microfoni di Radio Cusano Campus, a ‘Un giorno da ascoltare’.”Se c’è qualche magistrato che vuole farlo perchè si pensa che io abbia commesso un reato, per favore mi indaghi”, esorta.
“Per evitare di aspettare che arrivi qualcuno io ho dato predisposizione avanti al Tribunale civile perchè in quella sede io mi presenterò e chiederò che venga sollevata la questione alla Corte Costituzionale”.
“Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha poteri decisionali riguardo l’apertura dei porti e dimostra tutt’ora di essere in balìa delle decisioni nervose del ministro dell’Interno, in contrasto con le Convenzioni internazionali sul diritto del mare che vengono violate sistematicamente”, riprende Orlando.
“Non c’è rispetto per le persone, non c’è sensibilità nei loro confronti. Vorrei ricordare che sono persone con dei problemi, non un problema da risolvere. Vorrei che fosse chiaro che nè io nè tutti gli altri sindaci schierati contro il dl Sicurezza – assicura – abbiamo intenzione di fare propaganda, come in molti ci accusano invece di fare. Il nostro è un impegno morale, il mio è un comportamento da sindaco istituzionale che tiene conto delle norme istituzionali e del diritto alla sicurezza, perchè trasformare in illegali tutti coloro che si trovano sul territorio di Palermo e legalmente sul territorio nazionale, è un’operazione criminogena che produce illegalità “.
Orlando conferma di aver “dato la disposizione di servizio agli uffici di sospendere questo decreto il 21 dicembre scorso, senza dare alcuna notizia alla stampa perchè lo considero un dovere di ufficio, un dovere da sindaco, avendo valutato che alcune norme riguardo il decreto Salvini avrebbero violato i diritti umani e la sospensione, rispetto alcune norme che riguardano l’aspetto comunale, l’ho decisa per evitare di scaricare sui dipendenti comunali la responsabilità , nonostante abbia firmato un atto formale il 21 dicembre”.
“Sono convinto – ribadisce il primo cittadino di Palermo – che queste norme sono anticostituzionali anche se, purtroppo, non posso andare direttamente alla Corte Costituzionale”.
“Intanto ho già appreso che alcuni presidenti di Regione hanno annunciato ricorso e finalmente la questione viene messa avanti a un giudice. Il presidente della Regione Toscana si è già schierato con me e oggi riunisce la Giunta per deliberare l’impugnazione anticostituzionale e finalmente – osserva ancora – avremo un giudice che potrà valutare la vicenda. Sono talmente eversivo che chiedo un giudice per verificare la costituzionalità della legge. Questo decreto Salvini non è un’offesa ai migranti, ma un’offesa agli italiani, alla nostra cultura dell’accoglienza. Luigi Di Maio si dimostra più aperto alla questione rispetto Salvini? E allora quanto altro tempo vuole aspettare prima di prendere la decisione in mano? Sostanzialmente Di Maio, Toninelli e Salvini sono tre personaggi talmente nervosi – conclude – che avrei difficoltà anche a metterli su un palcoscenico nell’opera dei pupi”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 7th, 2019 Riccardo Fucile
“DISSENTO DA SALVINI, QUESTO E’ CERTO”
“Siamo nella situazione dei figli divorziati che si ritrovano con un nuovo papà ? Io spero ancora che i due genitori tornino insieme e si liberino di questo nuovo papà . Sono un po’ la figlia che fa i dispetti per mandare via il nuovo papà “.
La senatrice M5s Elena Fattori, ancora sotto la lente dei Probiviri e quindi a rischio espulsione, si racconta così dai microfoni di ‘L’Italia s’è destà su Radio Cusano Campus.”Difendo quello che era il programma M5s e mi ritrovo a essere considerata dissidente”, aggiunge, chiarendo che in effetti “dissento da Salvini”.
“Non so – riprende quanto al profilo disciplinare interno – quando decideranno sulla mia posizione nel M5s. Non ho capito l’obiettivo di questo messaggio di Capodanno che dice che il mio procedimento è ancora aperto. Non ho la più pallida idea della situazione, c’è un’entità che non si capisce chi è, forse questi probiviri, che decideranno. E’ un pò surreale”.
“Io sono da sempre M5s e porto avanti il programma scritto insieme con i cittadini”.
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2019 Riccardo Fucile
LIEVITATA LA SPESA PER INTERESSI SUL DEBITO… SALE LA PRESSIONE FISCALE, GIU’ IL POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE
Nel terzo trimestre del 2018, tra luglio e settembre, la pressione fiscale è stata pari al 40,4% del Pil,
in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Lo rende noto l’Istat nel suo “Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, sul Reddito e risparmio delle famiglie e sui profitti delle società “.
Nello stesso periodo il reddito disponibile delle famiglie italiane è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono saliti dello 0,3%.
Di conseguenza, la propensione al risparmio è stata pari all’8,3%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il reddito delle famiglie, spiega l’Istituto nazionale di Statistica, ha segnato un incremento modesto (+0,1%), dopo quello decisamente marcato del trimestre precedente.
La pur contenuta dinamica dell’inflazione ha così determinato un calo congiunturale del potere d’acquisto (-0,2%). A fronte di tali andamenti, le famiglie hanno mantenuto, grazie a una lieve riduzione della propensione al risparmio, un livello quasi inalterato dei consumi in volume.
Per quanto riguarda il rapporto deficit-pil infine, nel terzo trimestre del 2018 ha regitsrato “un miglioramento marginale” all’1,7%, dall’1,8% dello stesso periodo del 2017, perchè “l’aumento dell’avanzo primario è stato quasi completamente bilanciato dalla crescita della spesa per interessi”.
Tuttavia, l’impennata dello spread tra luglio e settembre dello scorso anno è pesata per circa 1,7 miliardi di interessi aggiuntivi sui conti dello Stato rispetto al terzo trimestre 2017
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2019 Riccardo Fucile
E I SEMINATORI DI ODIO ORA SI INDIGNANO SE QUALCUNO SI STA INCAZZANDO
Questa notte è comparsa sui muri esterni della sede storica della Lega di via Bellerio a Milano, la scritta “Il popolo non è razzista, razzisti”
A denunciarlo con una nota e una foto è Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene sulla vicenda: “Gli insulti apparsi a Milano sono l’ennesimo, inaccettabile episodio di una lunga serie. Rinnovo l’appello ad abbassare i toni e a riportare il confronto nei binari della democrazia”.
Esilarante: prima istigano quotidianamente all’odio e al disprezzo degli altri, poi si lamentano per una scritta di qualcuno che si sta incazzando.
Chi semina vento raccoglie tempesta, caro Fontana.
(da agenzie)
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