Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
ALLE IENE IMPEDITO DI ACCEDERE AGLI ATTI PER VERIFICARE SE EMISERO FATTURA UNICA O SEPARATE… CONTE NON VUOLE RISPONDERE
Le Iene indagano sui rapporti tra Guido Alpa e Giuseppe Conte e in un servizio che andrà in onda stasera mettono sotto la lente una delle tante “collaborazioni” tra i due, quella che li ha portati a scrivere una difesa dell’Autorità della Privacy contro la RAI. Il punto è semplice: se Giuseppe Conte e Guido Alpa non sono mai stati soci in affari, come ripetono da mesi, allora quando fra la fine del 2001 e l’inizio del 2002 lavorarono insieme per difendere il Garante da un ricorso intentato dalla Rai avranno emesso due fatture differenti?
Una domanda fino ad oggi inevasa.
Le fatture di Giuseppe Conte e Guido Alpa dovrebbero dare una risposta, del resto piuttosto semplice, a questa domanda.
Come a quella sul concorso, dove tuttavia i contorni della chiarezza necessaria a chi propugna la #trasparenzaquannocepare.
§E infatti anche su questa storia c’è qualche piccolo problemino.
Da mesi la Iena Antonino Monteleone insegue l’inquilino di Palazzo Chigi per avere una risposta. «Allora questo compenso come lo avete fatturato?».
E dall’altra parte un sicuro Conte: «Fatture separate». Il che induce Monteleone a insistere nella sua inchiesta e infine a bussare alla porta del Garante della privacy richiedendo l’accesso «agli atti di quel procedimento e in particolare alla memoria di costituzione». Fatture comprese.
Qui però accade l’inspiegabile. Alpa si oppone all’istanza di accesso «in ragione del diritto e della riservatezza professionale», si legge nella risposta del Garante.
Conte non dà seguito all’istanza. Ma le Iene non demordono e si rivolgono al Tar che dovrebbe pronunciarsi nel mese di marzo.
Nel gennaio 2002 Conte insieme ad Alpa difese il Garante della Privacy contro la RAI che aveva impugnato un suo regolamento. Come ha spiegato recentemente in un parere l’Anac di Raffaele Cantone, c’è un’incompatibilità quando «esiste una collaborazione professionale con una comunione di interessi economici» tra l’esaminato e l’esaminatore.
Il problema, sostanziale, arriva però dagli altri due fatti, vietati dalla legge: i due hanno «avuto rapporti stabili di collaborazione», per citare la norma? Sono stati mai soci?
Conte, nel suo curriculum, scrive di sì. E indica come data di inizio della collaborazione proprio il 2002, quando si tiene il concorso. Contattato da Repubblica, il premier non ha voluto rispondere alle domande.
Lo ha fatto invece, assai cortese, il professor Alpa che ha spiegato di non aver mai avuto uno studio associato con Conte e che i due erano «soltanto coinquilini».
O meglio che il premier, da avvocato, aveva lo studio «sopra il mio». Una ricostruzione che lo “salverebbe” dal conflitto di interessi nel concorso.
Ma che, sulla base di alcuni documenti che Repubblica ha potuto consultare, mostra diversi buchi. […] Strano, perchè consultando l’albo degli avvocati si scopre che entrambi hanno sì studio in piazza Benedetto Cairoli 6, ma che hanno anche lo stesso numero di telefono: per risparmiare il professor Conte usa la segreteria dello studio Alpa?
Proprio per le fatture di Conte e Alpa Monteleone continua a inseguire il dinamico duo. Alpa, intercettato non risponde. Conte, invece, qualche giorno fa dissimula e preferisce non rispondere direttamente.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
REGIONI PREOCCUPATE PER LE PROCEDURE DI ASSUNZIONE DEL PERSONALE PER I CENTRI DELL’IMPIEGO
I disoccupati che si metteranno in coda per rispondere a chiamate di lavoro saranno trattati
nei centri per l’impiego dagli stessi dipendenti che ci sono ora, 8mila.
Ritenuti insufficienti da tutti, a partire dal promotore della misura, Luigi Di Maio, che non a caso ha parlato della necessità dei Navigator.
Ma secondo quanto anticipa Il Sole24ore oggi in edicola le assunzioni a carico delle Regioni per il sostegno burocratico al reddito arriveranno non prima di agosto.
E quelle necessarie di seimila navigator non prima del prossimo autunno, quando si completeranno le procedure d’ingresso.
E prima che succede? Sarà l’inevitabile caos?
E siccome i tempi sono a ridosso delle elezioni europee, come intende gestire politicamente l’impasse il governo gialloverde, su una misura da cui la Lega ha preso simbolicamente le distanze già dal suo varo?
Il reddito di cittadinanza dovrebbe scattare a fine aprile, la sua attuazione con i percorsi noti di proposte di lavoro e formazione, appena dopo.
Per le assunzioni regionali, come ricorda Il Sole, serve un decreto ministeriale, preceduto da un’intesa con la conferenza delle Regioni sulla distribuzione territoriale dei neoassunti, poi si fa la selezione per il reclutamento.
Ci vorranno almeno sei mesi, secondo quanto sostiene Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro.
Le Regioni sono preoccupate.
Stesso discorso sui 6mila navigator, coloro che dovranno dare assistenza personalizzata ai beneficiari del reddito e anche avviarli al lavoro per uscire dal rischio di una misura solo parassitaria, da indivanados.
L’Anpal ha procedure più rapide, ma dovrà comunque essere fatta una selezione e per il presidente dell’Anpal, Maurizo Del Conte, “le procedure potranno concludersi prima dell’estate”, secondo quanto dichiara al Sole24ore.
E poi c’è un altro problema, oltre al fatto che con ogni probabilità quelli che dovranno assistere al lavoro altrui avranno un contratto precario: dove saranno collocati? Le attuali strutture del Cpi non sono adeguate per ospitarli.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
NOI ITALIANI NON SIAMO TUTTI COME SALVINI, DEVONO SAPERLO IN EUROPA E NEL MONDO, IL NOSTRO PAESE HA UNA STORIA DI UMANITA’, NON DI ODIO RAZZIALE
Io non sono come Salvini. Scusate, ma ho bisogno che si sappia.
Voglio essere certo che nessuno, magari arrivando in Italia da un altro Paese, possa guardarmi in faccia e avere il dubbio.
Noi italiani non siamo tutti come Salvini, devono saperlo in Europa, nel mondo.
E dobbiamo ricordarcelo noi. Diciamocelo uno con l’altro, ripetiamolo ogni sera: “No, noi non saremo mai come Salvini. Mai”.
Quest’uomo che sta scorticando l’Italia della sua umanità , il suo bene più prezioso. Questo tizio che si finge nuovo e fa politica da decenni (quando Davide Vecchi del Fatto Quotidiano lo definì “politico di professione” Salvini lo denunciò, e perse).
Che fa il duro con i disperati ed è corso per anni dietro al Padrone Berlusconi.
Che pontifica di onestà e guida un partito che deve allo Stato 49 milioni di euro.
Noi non passiamo le giornate a twittare invece di pensare alla sicurezza delle persone. Noi non ci faremmo dei selfie accanto alle bare dei morti del Ponte Morandi.
No, noi Italiani non siamo come Salvini che si fronte alla morte di un uomo scherza: “Se i poliziotti non possono usare le manette, che fanno, offrono cappuccio e brioche?“.
Noi non diamo la colpa alle ong quando centinaia di migranti muoiono in mare e nei lager libici per le scelte disumane del nostro Governo.
Noi non siamo come Salvini che sventola crocifissi e lascia in mare gli ultimi.
Noi non diciamo che “la pacchia è finita” parlando di gente che annega in mare cercando di raggiungere la nostra Italia.
Ripetiamolo, urliamolo nelle piazze, scriviamolo sui social, sussurriamolo a noi stessi ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
Io non sono come Salvini. Noi non siamo come Salvini.
Non lo saremo Mai.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
“SALVINI E’ UN CINICO, MANCA DI UMANITA'”
“A Di Maio ricordo che noi abbiamo sempre detto ‘nessuno rimanga indietro’ e non
abbiamo escluso da questo la povera gente o chi è naufrago”.
Lo dice all’AdnKronos Gregorio De Falco, il senatore dei Cinque Stelle espulso dal movimento, dopo l’ultima strage di migranti, con le decine di uomini morti al largo della Libia.
“Mi intristisce quello che dice Salvini dopo l’ultima strage di migranti in mare, perchè manca di umanità , è un cinico”, prosegue Gregorio De Falco: “Non so se ci sarà una Norimberga, come dice Leoluca Orlando, ma un giudizio morale c’è comunque”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
“I SIGNORI DELL’INDIFFERENZA E DEL CINISMO HANNO CONGIURATO CON TRAFFICANTI E CAPI BANDA LIBICI PER LASCIAR MORIRE UOMINI, DONNE E BAMBINI”
“Chi non ha parole di umanità , di compassione e di preghiera da dire, almeno taccia”: lo scrive il direttore di Avvenire Marco Tarquinio in un editoriale sulle nuove stragi in mare.
“I signori dell’indifferenza e del cinismo d’Italia e d’Europa hanno congiurato, con trafficanti e capi banda libici, a lasciar morire alle porte di casa nostra uomini, donne e bambini che corrono l’estremo rischio per non subire ancora un’estrema sofferenza. E hanno avvolto le loro scelte – sottolinea il direttore del giornale dei vescovi – di mistificanti parole d’odio per i ‘buonisti’ umanitari che sulle cosiddette ‘barche delle Ong’ si battono per evitare ogni morte. Siamo di nuovo assediati da stragi di vita e di verità , che la cronaca registra e la storia giudicherà “.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
FRANCESCO CHIANESE, VENDITORE AMBULANTE CHE SPERA NEL REDDITO DI CITTADINANZA E VIVE NEL RIONE SALICELLE, QUELLO DEI BOSS DI AFRAGOLA
Mentre Matteo Salvini nasconde il baciamano di Afragola dal video che pubblica sui social
network, Francesco Chianese, l’uomo ritratto con il Capitano nel filmato, parla e diventa, secondo una felice definizione di Vincenzo Iurillo sul Fatto, la prova vivente che la Lega si sta impossessando dei cavalli di battaglia del M5S ed è pronta a mangiarsela in un solo boccone anche al Sud.
Venditore ambulante di calzini ed ex carpentiere in nero, Chianese è stato rintracciato nel rione Salicelle, l’inferno dei poveri (e dei boss) di Afragola, uno dei quartieri più degradati dell’area nord di Napoli.
Davanti ai microfoni ha detto di aver baciato la mano di Salvini “perchè mi hanno promesso il reddito di cittadinanza, qua siamo tutti disoccupati, non si può vivere così, io ho votato anche Pina Castiello (sottosegretaria leghista con delega al Sud, è originaria di Afragola ndr), il padre abita qui vicino e mi dicevano ‘non ti preoccupare, ti faremo avere il reddito di cittadinanza’, e comunque Salvini non mi ha dato niente, il baciamano è stato un gesto d’amore, io non avevo mai visto una persona così brava”.
Quello pubblicato sul sito di Fanpage è un documento importante. È un indizio che la Lega sta provando ad appropriarsi dell’architrave del progetto politico-elettorale del M5S, il reddito di cittadinanza che inizierà a essere erogato da aprile.
Grazie al quale Luigi Di Maio è riuscito a fare il pieno di consensi nel Mezzogiorno.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
LUI NON SI INDIGNA E SORRIDE, NESSUNO IDENTIFICA IL SOGGETTO
Ad Afragola, comune della città metropolitana di Napoli, il ministro dell’Interno ha incontrato gli amministratori locali per un confronto sull’emergenza racket, dopo i sette ordigni fatti esplodere dalla camorra nel giro di tre settimane.
Al suo arrivo Salvini viene accolto da una piccola folla adorante, con tanto di baciamano.
Quando poi Salvini si sposta per salutare altre persone, un uomo grida chiaramente verso di lui: ”Elimina Saviano”.
La stessa persona, poi, aggiunge: ”Togligli la scorta, la paghiamo noi”.
Il vicepremier a quel punto risponde: ”Lunga vita a Saviano”. Poco prima dell’arrivo del ministro dell’Interno ad Afragola, Roberto Saviano aveva scritto su Twitter: “Salvini dirà che la camorra fa schifo ma non una parola su chi in Campania gli ha portato voti, Pina Castiello, legata a Cosentino e a Nespoli, la peggiore politica che ha strozzato per decenni il Sud insieme ai clan”.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2019 Riccardo Fucile
CASO UNICO TRA LE ECONOMIE EMERGENTI
Cosa sta succedendo al mattone italiano? Niente di nuovo, si potrebbe rispondere, eppure i
dati diffusi da Istat pochi giorni fa fotografano una realtà curiosa: i prezzi delle case sono tornati a diminuire ma, nel frattempo, le compravendite stanno continuando a salire.
Come insegna la legge della domanda e dell’offerta, il prezzo di un bene più richiesto inizia a crescere proprio perchè ci sono più persone disposte ad averlo. In apparenza, in Italia questa legge non sta funzionando.
Ma solo in apparenza: “In realtà , nel nostro Paese sta acquistando solo chi se lo può permettere: chi ha lavori stabili, chi sta vendendo il proprio immobile o i genitori per i loro figli” spiega Maurizio Sgroi, giornalista economico e autore del blog The Walking Debt.
Secondo Sgroi prezzi così bassi stanno convincendo i più benestanti a comprare, “magari perchè tenevano d’occhio una casa da tempo e ora hanno capito che è il momento migliore per farlo”.
Con la complicità dei tassi di interesse sui mutui che in questo periodo si trovano al minimo storico. Resta il fatto che, nonostante siano in ripresa dal 2015, le compravendite siano ancora molto lontane dai livelli pre-crisi.
C’è casa e casa. A ben leggere i dati diffusi da Istat, però, non è del tutto vero che gli immobili italiani si stanno deprezzando.
Nel terzo trimestre 2018 infatti il valore delle case nuove è cresciuto dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E nel secondo trimestre l’aumento era stato dell’1,4%. Il problema, quindi, sono le case esistenti.
Secondo Sgroi, questo è dovuto a molti fattori, due dei quali sono “una svalutazione fisiologica, perchè negli anni scorsi il prezzo di questi immobili era cresciuto davvero troppo, e il fatto che gli italiani fanno, mediamente, davvero poca manutenzione sulle proprie case.
Fin quando questi immobili si trovano a Roma o Milano la svalutazione resta entro certi limiti perchè sono mercati particolari, ma la normalità è la provincia. E lì il prezzo di una casa mai ristrutturata crolla”.
Dello stesso parere Mario Breglia, presidente dell’istituto di ricerca Scenari Immobiliari: “Chi compra vuole una bella casa ma sul mercato ne trova, principalmente, di brutte. I risultati possono essere due: o non si acquista, o lo si fa a prezzi ridotti, perchè l’acquirente deve considerare i costi di ristrutturazione”.
Il trend positivo del nuovo è, secondo Breglia, una dimostrazione di tutto ciò: “Le case nuove, costruite in città , si vendono bene e anche in poco tempo”.
La riscossa degli affitti.
A deprimere il mercato immobiliare c’è anche un altro fattore: gli italiani stanno ricominciando ad affittare. Sono in aumento i classici contratti 4+4 ma, soprattutto, c’è stato un boom degli affitti brevi, in particolare nelle grandi città o in quelle turistiche.
“Una casa che fino a qualche anno fa sarebbe stata messa in vendita, oggi viene affittata, magari su piattaforme come AirBnB – continua Breglia – ed è chiaro che, se tolgo dalla vendita uno stock di immobili ben tenuti e in ottima posizione, la qualità delle case in vendita si abbassa”. Rimangono quelle da ristrutturare, in periferia o fuori città .
Un caso unico. Tra le economie più avanzate l’Italia resta il fanalino di coda.
Perchè nel resto d’Europa e del mondo il mercato immobiliare ha iniziato a riprendersi dal 2012 per tornare in alcuni casi ai livelli pre-crisi. Secondo i dati della BIS (Bank for international settlements), tra fine 2017 e fine 2016 in tutte le economie più mature il prezzo degli immobili è cresciuto, in termini reali, del 3%.
Nel frattempo il mattone italiano ha continuato la sua discesa e solo Russia e Brasile registrano performance peggiori. Spagna e Irlanda, gli altri due paesi Ue in cui il mercato immobiliare era colato a picco, sono in ripresa anche se ancora molto lontani dai livelli del 2007.
Scenari futuri. Il quadro resta quindi quello di un mercato depresso. Ma sulle prospettive i due esperti si dividono.
Più pessimista Sgroi: “In Italia la maggior parte degli over 65 è proprietario di uno o più immobili. Quando queste persone passeranno a miglior vita, una generazione di italiani erediterà . Ma questo stock di case è destinato a finire sul mercato, sia perchè non tutti potranno permettersi di mantenerle, sia perchè il numero delle case sarà superiore alle persone che le erediteranno. Il risultato? Il prezzo del mattone scenderà ancora”.
Secondo il presidente di Scenari Immobiliari è invece solo una questione di tempo: “Il mercato immobiliare in Italia è dipendente dall’inflazione. Non appena questa riprenderà , anche i prezzi delle case si alzeranno. A patto che si riprenda anche il settore delle costruzioni. Finora la ripresa si è vista solo a Milano” conclude Breglia.
(da “La Repubblica“)
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