Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
L’EROE SOVRANISTA DENUNCIATO PER TENTATO OMICIDIO… SALVINI DOVREBBE DARGLI UNA MEDAGLIA, HA APPLICATO LA SUA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA DEI CAZZARI
Un colpo di fucile contro l’auto dei tecnici dell’Enel. 
Come riportano il Corriere dell’Umbria e Il Messaggero è successo in una frazione di Todi, nella notte di venerdì.
L’Enel sporge denuncia sabato mattina e i carabinieri indagano. Il proiettile da caccia al cinghiale, esploso da un cittadino armato convinto che si trattasse di una banda di ladri a caccia di case da ripulire, ha centrato il mezzo dei tecnici, al lavoro nella frazione per riallacciare la corrente elettrica a una struttura ricettiva rimasta isolata.
I militari sono riusciti a ricostruire l’accaduto e a identificare l’uomo che ha imbracciato il fucile. Sempre come riportano il Corriere dell’Umbria e Il Messaggero è scattata la denuncia per tentato omicidio.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
TONINELLI INVITA ANCHE CONTE E DI MAIO AD AUTODENUNCIARSI: OTTIMA IDEA, COSI’ CON UN COLPO SOLO CI LIBERIAMO ANCHE DI TUTTI I SERVI DI SALVINI
L’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini continua a creare tensioni nella maggioranza di governo.
Soprattutto dopo la lettera firmata dal ministro dell’Interno e pubblicata sul Corriere della Sera, in cui il segretario della Lega difende il suo operato e chiede che “il processo non sia fatto”.
Un cambio di linea improvviso che spiazza gli alleati 5S.
Ad Agorà , su Rai3, il deputato pentastellato ed ex giornalista Sky Emilio Carelli afferma: “Dopo le ultime posizioni di Salvini, le condizioni sono cambiate: nel Movimento 5 Stelle esiste una prassi, si vota sì all’autorizzazione a procedere. Ma quella della Diciotti è stata una decisione collegiale che ha investito tutto il Governo. Credo che Conte e Di Maio dovrebbero autodenunciarsi”.
Nel Movimento va riaperta la discussione?
“Dobbiamo riflettere bene se votare sì o no all’autorizzazione per Salvini”, conclude Carelli.
E a conferma delle fibrillazioni nel Movimento arriva anche la presa di posizione del ministro Danilo Toninelli: “Io sono come ministro dei Trasporti responsabile della navigazione, fino all’attracco. Salvini è responsabile della sicurezza sulla terra ferma. Sulla Diciotti la decisione la abbiamo presa insieme, io, lui, il presidente del Consiglio e tutto il Governo del Parlamento. Se processano Salvini devono processare anche me e tutto il Governo. Se vogliono farlo diventare un processo al Governo ci siamo tutti”. Così il ministro Mattino 5.
“È evidente che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato – afferma a Radio1 Rai il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano – Noi M5S lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l’autorizzazione a procedere”, detto questo “Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perchè sono scelte collegiali di tutto governo”.
Ottimo: votate allora tutti Sì e buona permanenza a San Vittore e Rebibbia.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
SALVINI SCRIVE AL CORRIERE: NO ALL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE CONTRO DI ME
Matteo Salvini ha già cambiato idea (strano!). 
Come si era capito ieri dal comunicato dei capigruppo leghisti alla Camera e al Senato, al Capitano è già passata la voglia di farsi processare che aveva esibito per qualche giorno dopo la richiesta di autorizzazione a procedere inviata dal tribunale dei ministri di Catania a Palazzo Madama.
E così Salvini ha deciso di scrivere al Corriere della Sera per dire che vuole che sia negata l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, dopo che il MoVimento 5 Stelle per qualche giorno ha ripetuto che non c’era alcun problema sulla questione perchè Salvini aveva deciso di farsi processare:
“Dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni. In secondo luogo, ma non per questo meno importante, ci sono precise considerazioni politiche. Il governo italiano,quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un’equa ripartizione tra i Paesi dell’Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti. Questo obiettivo emerge con chiarezza dalle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno del 2018 (precedente ai fatti a me contestati), in cui si legge che «per smantellare definitivamente il modello di attività dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, è necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi.”
Salvini insomma afferma che non è certo la paura per la sua persona a guidare il suo dietrofront (LOL). Ma sono considerazioni politiche che erano sul tavolo anche la scorsa settimana, quando invece ha ritenuto di dover fare un figurone con i suoi piccoli fà ns facendo finta di voler fare l’eroe facendosi processare.
Evidentemente poi ci ha ripensato. E ci ha ripensato perchè sa che fuori dal Parlamento, dove contano gli atti e i fatti e non le chiacchiere e le fregnacce di propaganda, sarebbe in difficoltà .
La parte più divertente della lettera è il finale:
“In conclusione, non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo”
Salvini, mentre fugge dal processo dice che non vuole fuggire dalle sue responsabilità , con un gioco di parole che è simile al comportamento di quello che ti incontra per strada e ti abbraccia ricordandoti che è un tuo vecchio parente e intanto che cerchi di ricordarti chi sia ti sfila il portafogli dalla tasca.
Ora rimane solo di capire quanti faranno finta di crederci.
E quanti nel MoVimento 5 Stelle decideranno di salvare il governo e perdere la faccia per mettere al sicuro le poltrone.
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
SALVINI NON CITA E NON CONTEGGIA I DATI DELLO STESSO VIMINALE CHE ATTESTANO CHE I GOMMONI VELOCI PORTANO ALMENO 500 MIGRANTI AL MESE CHE SFUGGONO AI CONTROLLI
Nella lettera che ha inviato al Corriere della Sera per annunciare che non vuole essere processato per sequestro di persona sulla Diciotti, Matteo Salvini ha scritto che nel 2018 ci sono stati «23.370 sbarchi contro i 119.369 dell’anno precedente. Il trend è confermato anche dalle prime settimane del 2019. Dall’inizio dell’anno a ieri si sono registrati 155 arrivi sulle nostre coste. Nello stesso periodo di un anno fa gli sbarchi furono 3.176».
Quello che Salvini ha dimenticato di dire è che mentre il governo fa la guerra alle ONG per ragioni di propaganda politica, in parallelo agli sbarchi «ufficiali», nel nostro Paese da mesi sono in aumento i cosiddetti «sbarchi fantasma», approdi illegali che avvengono con piccoli gommoni veloci con motore fuoribordo o barchini in vetroresina che trasportano 10-15 persone alla volta.
Queste imbarcazioni viaggiano dalle coste del Maghreb alla Sicilia in poche ore. Quando si tocca la costa italiana i pochi migranti vengono fatti scendere e gli scafisti di solito abbandonano i resti del natante lungo la costa. Qualcuno viene rintracciato sulla terra ferma, altri fanno perdere le loro tracce. E ovviamente non finiscono nei conti del ministro ad usum delphini.
Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera cita i dati del Viminale (e quindi sarà difficile per il ministro smentirli) per raccontarci che al 31 dicembre 2018 risultano effettuati ben 341 sbarchi e arrivate 5.999 persone.
Di queste, 2.331 sono state trovate appena scese dai barchini e altre 3.668 sono state rintracciate a terra.
Ma poi ci sono anche quelle che sono riuscite a non farsi individuare e che – dicono gli analisti – potrebbero essere almeno altre 2.000.
L’articolo racconta anche quello che ha detto sul tema il presidente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario:
Non a caso – dopo aver sottolineato come non sia chiaro se il calo degli sbarchi ufficiali sia il frutto di una riduzione delle operazioni di salvataggio o dell’aumento dei «morti in mare» – l ‘alto magistrato ha evidenziato come «oltre alle impervie traversate con i migranti ammassati a centinaia in condizioni disumane su barconi fatiscenti, vengono realizzati sempre più spesso altri sbarchi, specie dalle coste tunisine verso quelle siciliane». E per questo sono usati «mezzi più sicuri e veloci riguardanti numeri ridotti di migranti che, giunti a destinazione, riescono a sfuggire ad ogni vigilanza e ad operare al di fuori dei circuiti istituzionali dell’accoglienza».
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
PARTONO ALTRE DENUNCE CONTRO IL GOVERNO, IL TRIBUNALE DEI MINORI CERTIFICA CHE SONO 15 I MINORI A BORDO TRATTENUTI ILLEGALMENTE DA SALVINI… IL GOVERNO DELIRA : LI SBARCHIAMO SOLO SE VANNO IN GERMANIA O OLANDA
“Sì allo sbarco ma solo se poi i migranti andranno in Germania o in Olanda”.
All’undicesimo giorno di attesa sulla Sea Watch, il ministro dell’Interno fa sapere che darà l’autorizzazione all’attracco della sea Watch a Siracusa solo se la Germania, stato a cui appartiene l’organizzione umanitaria, o l’Olanda, stato di cui la nave batte bandiera, si assumeranno la loro responsabilità .
Parole che non lasciano sperare in una rapida soluzione della vicenda visto che ieri l’Olanda ha ribadito di non aver alcun obbligo giuridico e di essere solo disponibile ad accogliere gli aventi diritto allo status di rifugiato.
Intanto il presidente del Pd Matteo Orfini e il parlamentare Fausto Raciti hanno presentato un esposto alla Procura di Siracusa contro il Governo nazionale. Accompagnati dall’avvocato Giuseppe Calvo, hanno depositato la denuncia a firma di numerosi esponenti Pd al sostituto procuratore Andrea Palmieri
.”Riteniamo siano state commesse – ha detto Orfini – violazioni di legge come sul caso Diciotti. I migranti sono trattenuti in modo illegittimo sulla Sea Watch ma a nostro avviso ci sono altri punti di arbitrarietà e illegittimità “.
In giornata, per ovviare all’emergenza sanitaria a bordo, sono attesi dei bagni chimici che dovrebbero essere portati sulla nave dove le 69 persone, tra membri dell’equipaggio e migranti, sono costretti ad alternarsi in un solo bagno e pure mal funzionante.
Il procuratore di Siracusa Fabio Schiavone attende oggi l’informativa della Guardia costiera per valutare se intervenire anche in virtù delle sollecitazioni dei colleghi della Procura dei minori di Catania. La legge Zampa prevede infatti il divieto di respingimento alla frontiera di qualsiasi minorenne e sulla Sea Watch, secondo lo screening dell’organizzione, i minorenni tutti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, sarebbero 15 e non 13
La situazione a bordo della Sea watch sta precipitando. C’è un ragazzo che non mangia da 48 ore e altri che non stanno bene dal punto di vista psicologico”. Lo dice il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che ha ricevuto la nota del medico di bordo della Sea watch. “il medico non esclude che possano verificarsi episodi di autolesionismo”, conclude Italia.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
NESSUN EVENTO POLITICO PUBBLICO, COME ERA STATO ANNUNCIATO, NEL GRAN SASSO, NESSUNA SALA GREMITA, SOLO TANTI SELFIE PER I DIECI PARLAMENTARI…MA CHI PAGA?
Il Giornale racconta oggi in un articolo a firma di Pasquale Napoletano che nel fine settimana appena trascorso una decina di deputati del M5S ha fatto tappa in Abruzzo, la regione che andrà al voto il prossimo 10 febbraio per eleggere il governatore.
La gita degli onorevoli del Movimento aveva un solo obiettivo: spingere la candidata grillina Sara Marcozzi nella volata finale della campagna elettorale contro Marco Marsilio, centrodestra, e Davide Legnini, centrosinistra.
Ma, secondo quanto racconta il quotidiano, l’evento che ha richiamato i deputati grillini sulle montagne abruzzesi si intitolava «Montagna 5 Stelle», kermesse politica organizzata a Prati di Tivo, località turistica e sciistica nel Gran Sasso teramano.
Ma «ad oggi non si trovano foto o immagine di incontri pubblici con imprenditori e cittadini. In rete non si beccano sale piene di cittadini e militanti. Mentre girano sulle chat, tanti selfie e scatti dei parlamentari mentre si esibiscono in discese sulla neve».
A guidare la truppa i deputati M5S Michele Sodano, Davide Serritella, Angela Masi e Giovanni Curro. Negli scatti pubblicato sul Giornale si vedono ancora Sodano, Curro, Marco Rizzone, Laura Paxia e Fabio Bernardini mentre nelle foto si vede anche Raffaele Trano.
E il Giornale va all’attacco del conto finale:
Ma ora al netto delle battutine e di qualche malumore, la questione è un’altra: chi ha finanziato le sciate di gruppo dei parlamentari dei Cinque stelle? Ogni deputato ha a disposizione un budget mensile per le attività politiche e istituzionali sul territorio. Soldi che vanno, però, giustificati. Altrimenti devono essere restituiti. Le nuove regole del codice dei Cinque stelle prevedono una quota forfettaria di spese pari a tremila euro al mese, che scende a duemila per i residenti a Roma.
La gita (missione) in Abruzzo potrebbe, dunque, rientrare nella quota forfettaria.
Mentre l’indennità massima mensile che potranno ricevere è fissata a 3.250 euro (a cui aggiungere i tremila delle spese che comprendono vitto, alloggio, trasporti, telefono). La domanda è legittima.
Anche l’escursione in montagna di Rizzone e degli altri colleghi finirà nelle spese di esercizio di mandato?
I duri e puri parlamentari stellati avranno pagato di tasca propria la vacanza in Abruzzo? O avranno imitato l’odiata casta, facendola passare come attività politica?
Caricandola, dunque, sul budget di Montecitorio?
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
30.000 EURO PAGATI AL COMICO MA IL VERDETTO DELL’AUDITEL E’ IMPIETOSO, SCOPPIA LA POLEMICA
Flop per Beppe Grillo sulla seconda rete della Rai. 
Il collage delle sue apparizioni da comico C’è Grillo – che tante polemiche ha suscitato anche per il compenso che va alla società titolare dei diritti dell’artista – non è piaciuto al pubblico della tv di Stato.
La trasmissione ha ottenuto solo un milione 31 mila e 91 spettatori, per uno share del 4,34 per cento. Hanno seguito Grillo soprattutto i più anziani. Sempre in termini di share, la punta massima (5,74%) si registra tra gli uomini di età compresa tra i 45 e i 54 anni.
Chi si augurava che il Sud, certo interessato dal reddito di cittadinanza, avrebbe seguito lo show è rimasto deluso.
Tra Italia meridionale e isole si registra il gradimento più basso, con uno share fermo al 3,58%.
E il deputato Michele Anzaldi va subito all’attacco: “Lo share di Grillo è sotto la media di rete e il peggiore dei canali Rai e Mediaset. Freccero senza vergogna aveva giustificato la serata dicendo che serviva a far crescere ascolti, invece ha trascinato la sua rete in fondo alla classifica Auditel: ora si dimette?”
La prima serata televisiva è stata dominata dalla fiction Rai La compagnia del cigno (con il 23,34 per cento di share), seguita da Adrian (Canale 5) con il 10,56%.
Meglio di RaiDue hanno fatto anche Italia 1 (con il film Run all night, 5,87%); Rete 4 con l’informazione di Quarta Repubblica (6,14%) e la terza rete pubblica con Presa Diretta (al 4,52%).
Certo, il lunedì non è un giorno facile per gli ascolti televisivi. Ma lo show di Grillo fa peggio degli ultimi eventi tv che RaiDue ha proposto di lunedì, alla stessa ora, nelle ultime settimane.
Il 31 dicembre, ad esempio, Hotel Transylvania 2 è andato poco sopra il 5 per cento di share (significa che 5 persone ogni 100 presenti davanti alla tv hanno visto quel film a cartoni animati). Il 7 gennaio, Paradise Beach ha sfiorato il 6,5 per cento mentre la partita tra Roma ed Entella di Coppa Italia ha superato il 7. Meglio di Grillo anche la versione integrale di Ultimo tango a Parigi, che ha centrato il 5,06 per cento.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
“LE LEGGI CI SONO, MA NON SONO OPERATIVE, LA COMUNITA’ E’ IN ANSIA”… “CRIMI PASSI MENO TEMPO IN UFFICIO E PIU’ SUI TERRITORI”
Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, ha lasciato la guida della città a Filippo Palombini. Il nuovo sindaco, in un’intervista a ‘Il Giornale’, spiega lo stato di abbandono dei centri colpiti dal sisma del 2016: “Il terremoto che ha rischiato di farci scomparire come comunità è stato trattato ancor peggio dalle istituzioni che ci lasciano smarrire tra le leggi”
Sta preparando inoltre una marcia di protesta, chiamando gli altri sindaci della zona a raccolta: “Se non avranno risposte sulla ricostruzione, tutti i sindaci del cratere marceranno presto uniti e rimetteranno il mandato. Siamo rimasti senza interlocutori e senza guida”
In seguito alle visite e i proclami dei vari governi succedutisi dal 2016 si disse disposto a incontrare i rappresentanti dello stato solo se disposti a sottoporsi a uno streaming pubblico ma “nessuno più si è visto da allora”.
I proclami sono tanti, come le leggi ideate in seguito all’emergenza terremoto: “Le leggi ci sono ma mancano i decreti per renderle operative. Faccio l’esempio del dl 55 del luglio scorso. Il denaro è rimasto bloccato. Lo stesso commissario per la ricostruzione ignorava che servisse un ulteriore passaggio”
La comunità è in ansia, le speranze poche e sembrano “spegnersi” dice nell’intervista, poi chiede che i commissari nominati per gestire la crisi passino meno tempo in ufficio e più sui territori.
L’ultimo in ordine di tempo è Vito Crimi: “Ha visitato le zone terremotate ma gli servirà tempo per comprendere le ansie e le domande di questa comunità “.
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 29th, 2019 Riccardo Fucile
LA RABBIA DEGLI SFOLLATI: “TROPPE LEGGEREZZE SULLA NOSTRA PELLE DA PARTE DEL GOVERNO”
Il DL Semplificazioni è stato “normalizzato” ieri dalla maggioranza Lega-M5S dopo i
rilievi di Mattarella, il quale ha notato che fare un decreto legge con 20 articoli e ritrovarselo modificato con 82 articoli in Parlamento è in effetti un po’ esagerato.
Sono sparite le norme che prevedevano il carcere per chi si opponeva agli abbattimenti di ulivi affetti da xylella, come voleva Beppe Grillo, ma anche il blocco fino al 2 dicembre delle tasse per le zone di Genova colpite dal crollo del Ponte Morandi.
I cittadini e le imprese che già lamentavano la mancata esenzione dall’Imu e dalla Tari ora, a causa della gestione del decreto semplificazione e del tentativo di infarcirlo di norme non omogenee, si trovano un nuovo peso.
Mimma Certo, una delle anime del comitato degli sfollati del Ponte Morandi di Genova, racconta tutta la sua rabbia a Repubblica:
Come vi colpisce questo flop del decreto
«Lo stiamo studiando a dire il vero, la notizia ci ha colti di sorpresa. Di certo sappiamo che non siamo mai stati esentati da Tari o Imu e che gli indennizzi in arrivo ci faranno schizzare in alto l’Isee. È una vicenda che non ha nè capo nè coda. Il problema comunque sarà soprattutto della zona del ponte e delle sue attività commerciali. Dispiace molto perchè Matteo Salvini qui è venuto e ha visto la situazione, Danilo Toninelli anche, solo Luigi Di Maio no. Comunque, li abbiamo ricevuti volentieri, abbiamo fatto presenti le nostre problematiche…».
Ma?
«Queste leggerezze, non so se se ne rendono conto, significano dare addosso a una città che cerca di rialzarsi».
Ma voi come sfollati non siete soddisfatti in generale degli indennizzi che state comunque ricevendo in questi giorni?
«Certo che lo siamo, in una scala da uno a dieci direi anche nove. Ma noi abbiamo un rapporto diretto con la struttura commissariale guidata dal sindaco Marco Bucci. E lui, anche se è di destra, battaglia ogni giorno con il governo. Mi ricordo che ce lo venne a dire Pierluigi Bersani, “guardate che dovrà litigare in continuazione con Roma”. Viviamo una sorta di dualismo: le istituzioni del territorio ci sono vicine, non siamo soddisfatti invece del governo».
(da “NextQuotidiano”)
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