Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
ARRETRANO TRASPORTI, INDUSTRIE CHIMICHE E FARMACEUTICHE… ORDINATIVI IN CALO DEL 5,3%
Il fatturato dell’industria italiana, a dicembre 2018, diminuisce del 3,5% rispetto a novembre, subendo il ribasso più forte sul mercato estero.
Lo rileva l’Istat, che su base annua segna una caduta del 7,3% (dato corretto per gli effetti di calendario).
Si tratta della flessione tendenziale più accentuata dal novembre del 2009. Male anche gli ordinativi: a dicembre calano dell’1,8% rispetto al mese precedente, a causa delle perdite subite sul mercato estero.
Su base annua la flessione è del 5,3% (dato grezzo), la più ampia dal luglio del 2016. Anche sul ribasso tendenziale pesa soprattutto la cattiva perfomance registrata fuori confine.
La flessione, spiega l’Istat, riguarda in maniera diffusa tutti i settori, ma è particolarmente ampia nel settore degli altri mezzi di trasporto (23,6%), dove si confronta con un dato particolarmente positivo nell’anno precedente. Molto in calo su base annua anche l’industria farmaceutica (-13,0%) e l’industria chimica (-8,5%).
“Sono dati che fanno riflettere e che impongono un dovere ed una responsabilità di tutto il Paese a reagire ad un contesto economico che sta rallentando che è arrivato anche in casa essendo il nostro un Paese ad alta vocazione all’export”, osserva il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.
Quanto invece alla flessione congiunturale registrata nell’ultimo trimestre del 2018, è pressochè di pari entità sui mercati interno ed estero, anche se in termini di ordinativi è il mercato estero a segnalare una prospettiva più sfavorevole.
Nel corso del 2018 il fatturato ha mostrato un andamento tendenzialmente stabile nei primi nove mesi, con un peggioramento nell’ultimo trimestre. Però nel complesso, nella media dell’anno il fatturato dell’industria presenta, comunque, una dinamica moderatamente espansiva rispetto al 2017, anche al netto della componente di prezzo.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
IN SERATA A PARIGI MANIFESTAZIONE CONTRO L’ONDATA DI ATTACCHI ANTISEMITI IN TUTTO IL PAESE
Ottanta tombe del cimitero ebraico di Quatzenheim, in Alsazia, nell’est della Francia, sono
state profanate. La scoperta è avvenuta oggi, nel giorno in cui in tutta la Francia sono attese marce contro l’antisemitismo dopo il moltiplicarsi di atti antisemiti nel Paese (quello in Alsazia è solo l’ultimo).
Il presidente Emmanuel Macron ha fatto sapere che non parteciperà alla manifestazione unitaria contro l’antisemitismo promossa dai partiti politici per le ore 19 in Place de la Rèpublique a Parigi e in tante altre città di Francia.
Il presidente aveva annunciato che si sarebbe recato alle 18:30 al Memoriale della Shoah, con il presidente dell’Assemblea Nazionale Richard Ferrand e del Senato Gèrard Larcher, per “ricordare i fatti, per ricordare che questi fatti sono la morte certa della nostra storia e per dire che la Repubblica è un blocco di fronte a tutto questo”, ma poi ha cambiato programmi
“L’antisemitismo – ha ribadito – è la negazione della Repubblica e della Francia”. Il capo dello Stato ha quindi insistito sulla necessità di “fare Repubblica, vale a dire stare insieme”, “educare”, “formare” nel “rispetto dei valori che ci hanno costituito”.
“Ogni volta che un francese viene insultato, minacciato, o peggio ferito od assassinato perchè ebreo – ha avvertito – rappresenta la Repubblica”.
“Nella Repubblica non spetta agli ebrei difendersi ma alla repubblica difenderli”, ha proseguito il presidente, bocciando però la proposta di una trentina di deputati di equiparare l’antisionismo all’antisemitismo.
“Non penso che penalizzare l’antisionismo sia una buona soluzione”.
Nei giorni scorsi a Parigi era stato attaccato con insulti antisemiti il filosofo Alain Filkienkraut.
In mattinata è arrivato l’annuncio dell’ennesimo gesto antisemita commesso nella notte; “Circa 80 tombe” sono state profanate in un cimitero ebraico, nella città di Quatzenheim, nella Francia orientale, hanno annunciato le autorità locali, definendo l’accaduto come un “odioso atto antisemita”.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
VALANGA DI CRITICHE ED EPITETI DA PARTE DI ATTIVISTI STORICI E UNA ONDATA DI ADDII
Ieri Luigi Di Maio ha avuto la bella idea di pubblicare sulla sua pagina Facebook uno status in cui ringraziava gli iscritti per il voto su Rousseau che ha salvato Salvini.
“Con questo risultato i nostri iscritti hanno valutato che c’era un interesse pubblico nella vicenda Diciotti. Sono orgoglioso di far parte dell’unica forza politica che interpella i propri iscritti, chiamandoli ad esprimersi“, ha scritto Di Maio.
Ma dopo qualche minuto il post è diventato un tiro a segno in cui, accanto ad alcuni di altro segno politico che lo sfottevano, sono cominciati a comparire commenti di attivisti da sempre e che hanno annunciato il loro addio ai grillini dando del buffone all’attuale capo politico del M5S
La maggior parte delle lamentele ha puntato sull’omologazione tra M5S e “altri partiti”.
In tanti hanno criticato il dietrofront sull’immunità parlamentare, forse perchè Dino Giarrusso stranamente non li ha convinti.
E c’è anche chi ha ficcato il dito nella piaga, ricordando l’accoglienza ricevuta dai deputati e senatori pugliesi a Taranto qualche giorno fa.
E chi ha cancellato direttamente la sua iscrizione al MoVimento dopo il risultato.
Un massacro vero e proprio che continua ancora in questi minuti in un uragano di commenti negativi.
E che magari avrà i suoi effetti già alle prossime elezioni europee.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
MASSONI, RICICLATI EX AN, PD, UDC E FORZA ITALIA… SOTTO PROCESSO PER APPROPRIAZIONE INDEBITA E’ CAPOLISTA IN GALLURA
Domenica si voterà in Sardegna per il rinnovo del consiglio regionale e l’elezione del
Presidente. Da una settimana il ministro dell’Interno sta battendo l’isola per gli ultimi giorni di campagna elettorale e di promesse.
Dopo l’Abruzzo la Lega vuole sfondare in un’altra regione della fu terronia. E soprattutto significherebbe ridimensionare ulteriormente il M5S che alle politiche aveva fatto l’en plein in terra sarda.
La cesura con il MoVimento si vede anche da alcuni dettagli.
Piccolissimi e ormai irrilevanti pure per il partito di Di Maio che curiosamente durante la campagna elettorale non ha minimamente affrontato il tema degli impresentabili.
Qualcuno si ricorderà di quando l’onestà era una delle bandiere del M5S, al punto che alle regionali siciliane del 2017 l’allora candidato presidente Giancarlo Cancelleri aveva pubblicato una lunga lista di impresentabili candidati con il centrodestra e il centrosinistra.
Nel frattempo però sono successe alcune cose. Il M5S ha candidato e fatto eleggere degli “impresentabili” alle politiche del 4 marzo e a giugno ha formato un governo proprio con la Lega.
Chissà magari è per questo che dal M5S non si è levato un fiato sugli impresentabili della Lega alle regionali.
In compenso molti ex leghisti hanno “denunciato” la presenza nelle liste di massoni, presunti massoni, veleni e riciclati vari.
Come già venuto alla luce in altre regioni del Sud ed emerso da una recente inchiesta di Report anche in Sardegna la Lega di Salvini è un partito sostanzialmente inesistente.
Ne dà un ritratto poco lusinghiero oggi Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano che tra delatori, rivalità e ripicche dipinge i contorni di un partito che non c’è ma che allo stesso tempo ambisce a diventare maggioranza.
Iniziamo con i cosiddetti riciclati, pronti a salire sul Carroccio del vincitore ci sono ad esempio Michele Pais che è già passato per Alleanza Nazionale,Pdl e Forza Italia.
Dai giovani di FI proviene Pierluigi Saiu (era il coordinatore regionale) mentre Tittino Sebastiano Cau è in lista con la Lega dopo un’esperienza nell’UDC e in Energie per l’Italia (il partito fondato da Stefano Parisi, candidato sindaco a Milano contro Beppe Sala).
Da Alleanza Nazionale proviene anche il cagliaritano Ignazio Artizzu (già consigliere regionale) i cui volantini sono stati avvistati sulla guardiola del Comune di Cagliari.
Ci sono, o meglio c’erano visto che è stato allontanato e ha rassegnato le dimissioni, anche i massoni.
Si tratta di Giovanni Nurra che ha deciso di candidarsi lo stesso però con l’Unione Democratica Sarda a sostegno di Christian Solinas, il candidato sostenuto dal Centrodestra.
Nurra non era un leghista qualsiasi visto che era il Coordinatore del Nord (l’area del sassarese) ovvero il numero tre della gerarchia leghista sull’isola.
Nurra ha spiegato che la Sardegna dovrebbe esprimere la sua classe politica. Nonostante le rivendicazioni autonomiste della Lega in Sardegna comandano quelli del Nord.
Il Commissario infatti è il deputato Eugenio Zoffili, che è di Erba (Como) ed è stato capo della segreteria di Salvini.
Dalla Lombardia viene anche Luca Erba, candidato ad Oristano. Il vicecommissario invece è Dario Giagoni, attualmente sotto processo a Tempio con l’accusa di appropriazione indebita.
Giagoni è capolista in Gallura.
Su di lui fa molta ironia sui social un ex leghista Sardo, Marco Marchi, che su Facebook ha pubblicato il video di un fantasmagorico comizio dove spiega che anche la Sardegna (come tutti i luoghi geografici) ha un Nord, proprio come il Nord leghista.
Di Giagoni circola anche l’audio di una telefonata — smentita dall’interessato — dove spara a zero sui leghisti sardi soprattutto sul coordinatore regionale.
La prossima udienza del processo a carico di Giagoni è fissata per il 21 febbraio, tre giorni prima del voto. Lui proclama la sua innocenza e confida in un’assoluzione. Il MoVimento 5 Stelle, solitamente sempre pronto a cogliere certi assist, tace.
Dulcis in fundo c’è il rischio esclusione delle liste.
Un elettore ha presentato infatti ricorso ai tribunali di Sassari e Oristano contro la presunta adesione “fittizia” di Lega, Sardegna Civica, Forza Italia Sardegna, Energie per l’Italia e Sardegna in Comune che avrebbero (il condizionale è d’obbligo) evitato la raccolta grazie all’adesione di un “garante” che secondo chi ha presentato il ricorso era però di comodo.
La Lega lo ha fatto appoggiandosi a Paolo Luigi Dessì, consigliere del Partito Sardo d’Azione che però nel frattempo si è candidato con un’altra lista.
Il rischio è l’azzeramento delle liste della Lega a Sassari e Oristano.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA GIUNTA DELLE IMPUNITA’ NEGA L’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI DAVANTI ALLA LEGGE: 16 GLI AMICI DEL SEQUESTRATORE, 6 I CONTRARI… TRANQUILLI, GLI ITALIANI NON DIMENTICHERANNO
La giunta per le immunità del senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale di Catania contro il ministro Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti.
La decisione è stata presa a maggioranza: 16 voti contro il processo e 6 a favore.
I numeri dimostrano che tutti i componenti cinquestelle della giunta (erano in 6 e non in 7 perchè la vicepresidente Grazia D’Angelo questa notte ha partorito una bambina) hanno votato compatti.
No anche da Lega, Forza Italia, Fdi e Autonomie.
Si al processo invece dal Pd (4 componenti), Pietro Grasso (Leu) e Gregorio De Falco (Misto).
Il dossier passerà adesso all’esame dell’Aula di Palazzo Madama, che entro il 24 marzo dovrà ratificare o contraddire la proposta votata oggi.
Una folta delegazione di senatori del Pd ha inscenato una protesta dentro il cortile di Sant’Ivo alla Sapienza davanti all’aula della giunta.
“Armati” di cartelli con le scritte: “#Vergogna”, “#decideCasaleggio” “#Lachiamavanoonestà , i parlamentari hanno sfilato nel cortile davanti ai giornalisti.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
FRASI OFFENSIVE CONTRO L’ORDINE GIUDIZIARIO, MA RISCHIA SOLO UNA MULTA
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sarà processato a Torino prima dell’estate. 
Il vicepremier è accusato di vilipendio all’ordine giudiziario per aver pronunciato, nel febbraio 2016 durante un comizio a Collegno, frasi offensive contro la magistratura italiana.
Il pm titolare dell’inchiesta, Emilio Gatti, ha ottenuto dal tribunale una data per l’udienza preliminare, che si terrà appunto prima dell’estate.
L’iniziativa dei pm è solitamente il preludio di una citazione diretta a giudizio (per questo reato non è prevista la celebrazione dell’udienza preliminare).
Il pubblico ministero, come da prassi, dovrà ora firmare il decreto per la citazione diretta in giudizio di Salvini.
La procura di Torino guidata dal Pg Francesco Saluzzo ha rigettato la richiesta dei legali del vicepremier Matteo Salvini di avocare il fascicolo che vede il leader della Lega indagato per vilipendio dell’organo giudiziario (art. 290 del codice penale).
Si parla delle frasi pronunciate dal segretario della Lega Nord nel febbraio 2016: «Qualcuno usa gli stronzi che mal amministrano la giustizia. Se so che qualcuno, nella Lega, sbaglia sono il primo a prenderlo a calci nel c… e a sbatterlo fuori — aveva detto Salvini -. Ma Edoardo Rixi è un fratello e lo difenderò fino all’ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana che è un cancro da estirpare. Si preoccupi piuttosto della mafia e della camorra, che sono arrivate fino al Nord”.
Salvini si riferiva all’indagine sulla Rimborsopoli ligure che vedeva l’allora l’assessore del Carroccio, che oggi è sottosegretario ai Trasporti, tra i rinviati a giudizio.
Il reato è previsto dall’articolo 290 del codice penale. Il reato è punito con una multa che varia tra i mille e i 5mila euro.
Il PM Emilio Gatti ha notificato qualche mese fa a Salvini l’avviso di conclusione indagini, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
Spiega oggi La Stampa che per la citazione diretta in giudizio c’era bisogno dell’autorizzazione rilasciata dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede comunicata agli uffici giudiziari di Torino il 9 ottobre 2018 in ossequio all’articolo 313 del codice penale, senza la quale le accuse sarebbero andate incontro a un’inevitabile — nel senso di obbligatoria — archiviazione.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL SEQUESTRATORE DI PERSONE COMINCIA A INCONTRARE IL POPOLO VERO
Dopo il ragazzo che a Ozieri, in provincia di Sassari, si è avvicinato a Matteo Salvini con la scusa del selfie e che poi gli ha detto “più accoglienza, più 49 milioni”, ora al ministro dell’Interno tocca subire lo sfottò di una giovane.
In Sardegna, dove il leader della Lega sta tirando la volata a Christian Solinas per le Regionali in programma domenica 24, Salvini compare in compagna di una ragazza. “Io mi fido di voi, io mi fido di lei” dice rivolto verso la telecamera.
Peccato che poi lei lo freghi: “Ti posso dire una cosa? Sei una merda letale”
E Salvini spiazzato fa quello che gli riesce meglio, scappa via
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
L’EX CANDIDATO SINDACO DI PALERMO CONVOCA TUTTI GLI STORICI DISSIDENTI GRILLINI CHE SI OPPONGONO ALLA DERIVA RAZZISTA DEL PARTITO
Chiamata alle armi della ‘faccia più genuina del Movimento cinque stelle’, convocata su
Facebook da Salvatore Forello, esponente M5s in Sicilia ed ex candidato sindaco di Palermo.
A commento del voto su Rousseau sul caso Diciotti, Forello ha postato infatti la scritta “This is the End” su sfondo nero e in un post successivo scrive: “Il risultato delle consultazioni, che non si sarebbero neanche dovute fare considerato che nel nostro programma elettorale era previsto espressamente l’abrogazione di tutte le ‘prerogative parlamentari che oggi sottraggono deputati, senatori e ministri dall’applicazione della giustizia e alle regole che valgono per tutti i cittadini’ e quindi anche di quella prevista dall’art. 96 Cost. – rappresentano comunque un risultato sorprendente.
Infatti, oltre il 40% dei voti, nonostante la costruzione tendenziosa ed errata del quesito, nonostante l’indirizzo e le pressioni espresse dai vertici del Movimento, hanno difeso uno dei principi fondamentali per cui i 5 stelle sono nati.
Paola Nugnes, Elena Fattori, il presidente Roberto Fico, i sindaci Raggi, Appendino e Nogarin e tantissimi altri portavoce nazionali e locali rappresentano oggi la vera e genuina faccia dei 5 stelle.
Non è più il momento di restare in silenzio, ma bisogna fare sentire la propria voce; è necessario aprire un confronto schietto dentro il movimento perchè la conduzione del capo politico e dei vertici sta portando ad una mutazione genetica che non è più accettabile”
(da Globalist”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
“NESSUN CITTADINO DOVREBBE SOTTRARSI ALLA LEGGE, IO LA PENSO IN QUESTO MODO”
Il sottosegretario all’Interno, il grillino Luigi Gaetti, ha votato contro Matteo Salvini. “Io ho votato per l’autorizzazione contro Salvini – afferma -. Anche perchè su questi temi penso ci fosse un’idea precisa: nessun cittadino dovrebbe sottrarsi alla legge e io la penso di questo modo”.
Gaetti aggiunge: “Io ho alcuni provvedimenti giudiziari in causa civile per la mia attività parlamentare e andrò a difendermi nei processi e non dai processi. Questo è il mio parere personale”.
Il sottosegretario prosegue: “Cinquantamila iscritti hanno votato, questa è la democrazia e va accettata. Io sono tra i perdenti perchè ho votato per l’autorizzazione a procedere. Se il valore della democrazia, in base al quale i cittadini votano, non viene considerato tale è una cosa molto grave”.
(da “Huffingtonpost”)
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