Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
DA UNA TALPA ANONIMA IL DIARIO UFFICIOSO DEL VOTO ONLINE
Da una talpa che vuole rimanere anonima (nome in codice D4v1d3 C45a1e9910) riceviamo il
diario ufficioso del voto svoltosi ieri sulla Piattaforma Rousseau a proposito di quella roba lì che Salvini è un bravo ragazzo e nessuno lo può negar.
Ore 10 Il primo stagista si presenta in ufficio nell’orario esatto in cui il voto dovrebbe avere inizio. Non gli è suonata la sveglia: era collegata a un server della Casaleggio.
Ore 10.05 Colazione.
Ore 10.10 Lo stagista rovescia il Nescafè sul Commodore 64 destinato al disbrigo delle operazioni di voto. Il sistema collassa.
Ore 10.15 Primo tentativo di riconnessione: il modem analogico non funziona perchè il numero di Italia On Line risulta inesistente.
Ore 10.30 Lo stagista riesce ad accendere il server. Purtroppo è affetto da un virus scaricato inavvertitamente dal sito DILF (democrat I’d like to f*ck) e spedisce a tutti gli iscritti pubblicità oscene: una di “Enlarge your penis” e una degli spettacoli di Beppe Grillo.
Ore 11 Arriva Casaleggio: «Ciao raga, tutto rego?».
Ore 11.30 Lo stagista scarica dalla posta elettronica il quesito ufficiale, lo copincolla sulla piattaforma e preme invio. Per un errore, inserisce però la url dell’ultimo sito visitato. Sul portale appare la scritta “Come gestire un sito Internet senza alcuna esperienza”.
Ore 12 Boom di accessi: due persone. Il sistema collassa di nuovo.
Ore 13 Casaleggio chiama direttamente Salvatore Aranzulla, il guru dei tutorial in rete, che gli suggerisce per prima cosa di effettuare una connessione protetta.
Ore 13.30 Intorno al Commodore 64 viene avvolto un grosso profilattico rosa.
Ore 14 Il sistema collassa così, perchè gli va.
Ore 15/17 Lunga telefonata tra Casaleggio e Di Maio. Nel frattempo il voto è sospeso perchè Casaleggio Associati ha una sola linea telefonica.
Ore 17/18 Il vicino di casa chiama la nuova fidanzata. Il voto è sospeso perchè ha il duplex con Casaleggio Associati.
Ore 18 Primi exit poll: risulta in testa Mahmood. Ultimo chiede il riconteggio dei voti.
Ore 19 Un hacker anonimo (nome in codice 83PP3 5M0R70) riesce a penetrare nel server e manda in testa il candidato più votato dai visitatori del sito Repubblica.it: un gattino di nome Calimero.
Ore 20 Toninelli tenta di votare con lo smartphone: collassano il sistema e tutte le linee Vodafone e Tim del Nord e Centro Italia.
Ore 21.30 Il voto è concluso. Le proiezioni ufficiose danno in testa la Monarchia col 56% dei voti.
Ore 22 Dati ufficiali: sì 62% (pari a 56.131.723 voti), no 79% (pari a 3 voti). Matteo Salvini è il vincitore di Italia’s got talent.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
KEVIN MASOCCO, CONSIGLIERE COMUNALE DI BOLZANO, DOPO TRE GIORNI COSTRETTO AD AMMETTERE DI ESSERE L’AUTORE DELL’AUDIO E A RASSEGNARE LE DIMISSIONI
Kevin Masocco, consigliere comunale della Lega a Bolzano finito nelle polemiche per un messaggio audio su Whatsapp in cui invitava un amico a venire in discoteca perchè c’era «una dj figa da violentare» da lui sempre smentito, ha oggi ammesso che quella voce è la sua e si è dimesso. L’audio è stato pubblicato online dal giornale Tageszeitung.
In un comunicato Masocco ha condannato quella che definisce “la sua bravata, per quanto inopportuna e condannabile”, che si sarebbe “trasformata in un accanimento mediatico”.
Il sito on line del giornale aveva pubblicato l’audio, spiegando che si trattava di un messaggio vocale su Whatsapp destinato a una chat interna ad uso di esponenti della Lega. “Qualcuno ha chiaramente imitato la mia voce. Non è la prima volta che la Lega subisce questo attacco”, sosteneva Masocco la scorsa settimana.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
ANTITRUST: “IL VICEMINISTRO ALLO SVILUPPO GALLI HA CARICHE INCOMPATIBILI CON UN INCARICO DI GOVERNO”
Il viceministro allo Sviluppo Galli ha cariche in aziende private incompatibili con la carica di
governo.
E’ quanto afferma l’Antitrust nella delibera con cui chiude il procedimento aperto a settembre 2018 nei confronti dell’esponente di governo leghista.
L’authority sottolinea che Galli ha chiesto per tre volte il rinvio della conclusione dell’iter, adducendo “criticità ” connesse alla sua rinuncia a quelle poltrone.
La prima volta la proroga è stata concessa, poi il garante ha valutato che fosse già passato troppo tempo.
Nel frattempo, in compenso, è venuta meno l’incompatibilità per la carica di sindaco del comune di Tradate: l’Autorità ha verificato “la sopravvenuta cessazione della situazione di incompatibilità ipotizzata nell’atto di avvio” visto che Galli si è dimesso da primo cittadino nell’ottobre 2018 dopo che la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato l’incompatibilità tra gli incarichi ricoperti.
Quanto “alle cariche di componente del consiglio di amministrazione nella società Ticino Plast e di Presidente del consiglio di amministrazione nella società Ticino Holding, entrambe ricoperte dal Vice Ministro per lo Sviluppo economico”, l’Antitrust nella delibera afferma “che le stesse sono incompatibili con la carica di governo, ai sensi dell’articolo 2” della legge 20 luglio 2004, n. 215, sul conflitto di interessi e “risultano ancora in essere alla data di adozione del presente provvedimento, come attestato dalle risultanze del Registro delle Imprese”.
L’Antitrust spiega come Galli “con nota del 6 settembre 2018” abbia “dichiarato di aver cessato il rapporto di lavoro privato con la società Ticino Plast S.r.l., rinviando ad un momento successivo la soluzione delle rimanenti situazioni di incompatibilità ” per poi, in data 26 novembre 2018, “rappresentare talune criticità connesse con la rimozione delle situazioni incompatibili costituite dalle cariche in Ticino Plast S.r.l e in Ticino Holding S.r.l.” e riferire “di aver intrapreso la realizzazione di talune operazioni societarie finalizzate alla loro rimozione, destinate, secondo quanto dichiarato dalla Parte, a concludersi nell’arco di alcune settimane”.
A quel punto l’autorità ha concesso la proroga, ma il 24 gennaio Galli ne ha chiesta un’altra, “motivata sulla base di “alcune complicazioni che hanno rallentato la tempistica prevista””.
Il 30 gennaio l’authority ha deciso di non accoglierla, “tenuto conto, in particolare, dell’ampio periodo di tempo trascorso dalla prima richiesta di informazioni sottoposta alla Parte (9 agosto 2018) e dall’avvio del procedimento (25 settembre 2018), nonchè della circostanza che il termine per la conclusione del procedimento originariamente fissato era già stato oggetto di proroga”.
Nonostante questo, “in data 5 febbraio 2019, l’On. dott. Dario Galli ha depositato un’ulteriore istanza di proroga del termine per la chiusura del procedimento.
Con propria delibera del 6 febbraio 2019, l’Autorità ha rigettato anche tale istanza, considerata la mancata allegazione di elementi nuovi a supporto della stessa”.
La delibera, pubblicata su Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “sarà comunicata al soggetto interessato, inviata ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati” conclude l’Antitrust.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
INVERSIONE DI TENDENZA, MAI IL GOVERNO COSI’ BASSO AL 55,6%… E ORA PER I GRILLINI SI APRE IL BARATRO DELLA SOGLIA DEL 20%
Secondo un sondaggio Swg diffuso nel corso del TgLa7 il M5s dopo un anno dal grande exploit del 4 marzo (33%) sarebbe ora al 22,1%. (in una settimana ha perso l’1,2%)
Un crollo verticale di consensi.
La Lega è data al 33,5%, in calo però dello 0,3% rispetto al precedenti rilevamento.
Il sondaggio La7 vede una ripresa del Pd, al 18,6% (+1,1%) e anche di Forza Italia, al 9% (+0,5%) meglio degli ultimi sondaggi.
Fdi è in calo dello 0,1% e si attesta al 4,5%.
Le forze minori eterogenee di centrosinistra-sinistra complessivamente arrivano al 9%.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
INSULTI SESSISTI ALLA CONSIGLIERA M5S DI AOSTA CHE AVEVA DICHIARATO DI AVER VOTATO PER PROCESSARE SALVINI
Insulti nel mucchio: «Il M5S è una carrellata di gente senza cervello e di pagliacci». Insulti
gratuiti ma individuali: «Sempre più cretina». Insulti classisti: «Penso sia meglio torni a fare mojto che gli riesce sicuramente meglio!!».
E poi le solite ossessioni onanistiche: «Si vede che per soddisfarsi ha bisogno dei neri ben dotati».
E’ piovuto di tutto sulla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Manuela Nasso, rea di aver fatto sapere a tutti – attraverso Facebook – la sua intenzione di votare a favore dell’autorizzazione a procedere contro il ministro Matteo Salvini nell’ambito della vicenda della nave Diciotti.
Ma gli insulti non le sono arrivati come risposta al suo messaggio.
La pioggia di contumelie è apparsa sulla pagina curata da un suo collega di Consiglio Valle, il leghista Andrea Manfrin che aveva lanciato la provocazione: «La consigliera regionale valdostana dichiara che voterà a favore del via libera al processo di Matteo Salvini. Cosa ne pensate?».
Da lì il profluvio di risposte e di epiteti contro Nasso, con il titolare della pagina che ha scelto di non moderare il dibattito tranne nel caso della caduta di stile a sfondo razzial-sessuale, cancellata solo dopo essere stata denunciata sui social network con tanto di prove.
Nasso, per nulla intimorita, è intervenuta accusando Manfrin: «Caro collega, voterò affinchè Salvini e altri membri del governo vadano regolarmente a processo in nome di una giustizia in cui credo. Credo che nessuno debba evitare processi. Quanta tristezza questi commenti densi di odio. Mi sono confrontata con tante persone che voteranno diversamente da me ma mai risponderei con simile maleducazione e insulti».
E ancora: «Il collega in questione celandosi dietro la fanciullesca scusa del “non ho tempo” e del “mi scrivono in troppi” guarda caso non trova mai il tempo di cancellare i commenti irrispettosi e vomitevoli. Per cancellare un commento ci vogliono circa 3 secondi e mezzo».
(da “La Stampa”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL M5S DECRETA LA SUA FINE, IL BECCHINO DI MAIO PROVVEDERA’ ALLA SEPOLTURA DI QUELLO CHE PER MOLTI E’ STATO UN SOGNO E COME TALE VA RISPETTATO… VINCE LA PEGGIORE KASTA COLLUSA CON I POTERI FORTI LEGHISTI
Gli iscritti M5S hanno salvato Matteo Salvini. Contro l’autorizzazione a procedere per il vicepremier della Lega ha votato il 59% dei votanti su Rousseau.
Hanno votato in 52mila: 31mila contro l’autorizzazione a procedere per Salvini, 21mila a favore.
“Relativamente alla risposta: ‘Sì, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere’ hanno votato 30.948 (59,05%)”, Si legge sul blog delle stelle.
“Relativamente alla risposta: ‘No, non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere approvata l’autorizzazione a procedere’ hanno votato 21.469 (40,95%). La maggioranza ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere”.
Ovviamente è tutto ipotetico, in quanto nessun controllo di autorità terza ha potuto verificare la veridicità e la regolarità del voto.
Se i dati fossero veri, va rimarcato che ben il 41% ha comunque votato in dissonanza con i vertici e contro il governo, certificando di fatto la fine dell’esperienza del Movimento.
Fatto altrettanto grave: quando si impedisce alla Magistratura di mandare a equo processo un imputato eccellente per un reato grave, si dà il via libera all’impunità per i delinquenti.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
HA PAURA PER IL VOTO DI DOMENICA E IL BLOCCO AI SEGGI, MA I PASTORI SI GIOCANO IL LAVORO (CONCETTO ESTRANEO AL FANCAZZISTA) E NON MOLLANO … IL TOUR TRA SELFIE E CONTESTAZIONI
In tour elettorale in Sardegna senza accordo sul prezzo del latte e con un bersaglio solo: il Pd.
Matteo Salvini viene marcato a uomo dai pastori.
In mattinata lo raggiungono nella piazza di Ozieri quando ha appena terminato il comizio elettorale e nel pomeriggio li incontra in Prefettura a Sassari.
Gli occhi sono puntati sul voto regionale di domenica con il suo carico di ansia dal momento che in ballo ci sono parecchi voti dei pastori che possono tornare utili al centrodestra in un momento in cui il candidato di sinistra Massimo Zedda sembra essere in rimonta: “Qui in Sardegna la scelta è tra la Lega e la sinistra. Non ci sono altri”, dice.
E a questo punto incassa qualche contestazione, fischi e urla a cui risponde: “Faremo un parco per i comunisti. E poi sei mesi di servizio militare obbligatorio per imparare l’educazione”.
Il leader della Lega teme l’astensione, tanti allevatori in lotta hanno consegnato le tessere elettorali nei propri comuni e minacciano di non recarsi alle urne se il governo non chiuderà l’accordo sul prezzo.
La delegazione che lascia il palazzo della Prefettura è sconfortata: “Gli abbiamo consegnato la nostra proposta di 85 centesimi, ha detto che farà qualcosa, che parlerà ancora con gli industriali”. Per ora però sono solo dichiarazioni di intenti perchè tra le parti è un muro contro muro.
L’ala leghista del governo e la Regione lavorano per chiudere l’intesa anche con misure finanziarie a sostegno della filiera concordate con le banche, ma le proteste dei pastori non si fermano.
Il prezzo di 72 centesimi a litro come acconto non accontenta nessuno e a sud dell’isola questa mattina cinque pastori incappucciati hanno bloccato un camion, hanno aperto il rubinetto e versato sulla strada quello che qui viene chiamato “l’oro bianco”.
Nello stesso tempo, nel nord della Sardegna, Salvini si concede a una raffica di selfie: “Mettetevi in fila ordinati, sono qui per tutto il tempo che volete”.
Resterà con i suoi tifosi per un’ora e mezza, saluta e abbraccia.
I toni sono cambiati rispetto a quelli di giovedì scorso quando aveva detto che non si sarebbe alzato dal tavolo se prima il prezzo del latte non fosse salito a un euro.
E invece oggi ha dovuto ammettere quanto sia difficile: “Abbiamo fatto sedere pastori e industriali anche in tavoli separati, perchè il clima non era affatto buono”.
In uno dei principali caseifici della Sardegna, quello dei fratelli Pinna a Thiesi, l’attività è ripresa oggi a singhiozzo dopo essere stato presidiato giorno e notte dai pastori.
Due camion, però, ha raccontato l’amministratore Paolo Pinna, sono stati inseguiti e che gli autisti hanno dovuto chiedere ai carabinieri di essere scortati.
Su quella che ormai viene chiamata la ‘guerra del latte’ stanno indagando le forze dell’ordine su indicazione delle procure competenti. Non c’è tregua dunque e Salvini ha anche convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza perchè si può arrivare all’estremo gesto di bloccare i seggi elettorale.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
LA SENATRICE M5S: “TUTTI I MESI VERSO 300 EURO, DOVREBBE FUNZIONARE COME UN OROLOGIO SVIZZERO”
“L’associazione Rousseau usufruisce di 90.000 euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di Marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Ad oggi non è dato di avere nè una fattura o una ricevuta del versamento nè un rendiconto puntuale di come sono stati impiegati questi soldi. Almeno dovrebbe funzionare come un orologio svizzero. Non riesco neanche a connettermi”.
Così scrive sul suo profilo Facebook la senatrice M5S Elena Fattori.
In un post scriptum la parlamentare rincara: “Tutti i mesi verso 300 euro e chiedo gentilmente, internamente, una fattura e il rendiconto. Mai ottenuto risposta. Quindi astenersi dal dire ‘i panni sporchi si lavano in casa’ o ‘questi discorsi fateli internamente’ perchè non funziona.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
CONTESTATA L’EMISSIONE DI FATTURE INESISTENTI E BANCAROTTA
Arresti domiciliari per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi.
Secondo quanto si apprende, nei confronti dei due, e di un terzo soggetto, viene contestata l’emissione di fatture inesistenti.
Le misure sono state emesse dal gip di Firenze per bancarotta fraudolenta e per emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.
Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, riguarda anche una terza persona, un imprenditore di Campo Ligure (Genova).
I tre, secondo quanto si apprende, sono stati nel tempo amministratori di fatto di tre società cooperative, due delle quali dichiarate fallite.
Le ipotesi di reato contestate riguardano da un lato l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistenti all’interno di una delle società e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società cooperative tra il 2010 e il 2013.
Salta l’incontro di presentazione del libro di Matteo Renzi in programma questa sera alle 21 al Circolo della stampa. Terminato l’appuntamento a Nichelino, nel Torinese, l’ex premier, secondo quanto si è appreso in ambienti del Pd, è ripartito per Firenze.
(da agenzie)
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