Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
ENNESIMO FEMMINICIDIO A NAPOLI, ARRESTATO IL MARITO ITALIANO
Una donna di 36 anni, Fortuna Bellisario, è stata trovata senza vita sul pavimento del proprio
appartamento a Miano, nel parco La Quadra in corso Mianella 115, a Napoli. Secondo quanto dichiarato dal marito nella chiamata al 118, sarebbe stato lui stesso a picchiarla e a ridurla così: “Non respira più, aiutatemi”, ha detto ai sanitari.
Da una prima ricostruzione della polizia è venuto fuor che l’uomo, Vincenzo Lo Presto, 41 anni, avrebbe usato una gruccia per i vestiti per colpire la donna dopo un litigio.
Giunti sul posto i sanitari hanno provato a rianimare la donna che è deceduta poco dopo. Sabato scorso,un’altra donna era stata uccisa dal marito a Melito.
Per i vicini era una coppia tranquilla
Il marito della 36enne viene interrogato in questi minuti dalla Polizia. Nell’ appartamento al Corso Mianella, periferia Nord di Napoli, sono giunti il pm di turno, il medico legale e la Polizia Scientifica, che sta eseguendo i rilievi del caso. La donna abitava in un rione di edilizia popolare composto da edifici bipiani.
Lei ed il marito vengono descritti da alcuni vicini come una coppia tranquilla. Non risultavano liti tra i due, ed il litigio di oggi – se c’ è stato – non ha provocato rumore. I vicini hanno appreso dai telegiornali quanto accaduto.
Ha lasciato orfani tre figli di 7, 10 e 11 anni Fortuna Bellisario. I figli della coppia non erano in casa al momento della morte della madre, perchè erano usciti con la nonna.
(da agenzie)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
IL VERTICE SURREALE NELLA NOTTE LASCIA LE POSIZIONI INVARIATE E OPPOSTE: CLIMA DI PRE-CRISI DI GOVERNO
Il governo è in un tunnel, in cui non si vede la luce.
È tutto in un aggettivo, che Matteo Salvini a notte inoltrata consegna ai suoi all’uscita da Palazzo Chigi, visibilmente infastidito, esausto, consapevole che sulla Tav è l’intero impianto del governo gialloverde, il suo “capolavoro” politico a rischiare.
“Surreale”: è questo aggettivo che il leader della Lega, parlando coi suoi, usa per descrivere il vertice di questa notte.
Per tre ore è stata una battaglia tra i tecnici dell’una e dell’altra parte, ognuno impegnato a smontare le tesi degli altri.
Tavoli pieni di carte, slide, discorsi lunari, senza arrivare al dunque, perchè il nodo è politico, a settantadue ore dalla pubblicazione dei bandi che, in caso di annullamento, farebbe scattare un inferno di penali.
Per ora la linea di Salvini è di mantenere la calma, come ha fatto parlando a Potenza, con parole rassicuranti sul governo che non rischia, ma si respira un’aria da “pre-crisi” attorno al Capitano.
Perchè, come in un gioco dell’oca, si è tornati al punto di partenza, dopo mesi di chiacchiere, euforia dichiaratoria, analisi costi-benefici presentate come la Bibbia e messe da parte poi come documenti farlocchi. Sì o no, alla Tav. Punto.
E le posizioni sono, al momento, inconciliabili.
È stato alla fine del vertice che Luigi Di Maio ha messo agli atti la sua irrinunciabile richiesta del no alla pubblicazione dei bandi, da mettere al verbale già al cdm di questa sera.
Perchè una qualunque posizione diversa, che passasse per l’avvio dei bandi della Telt previsto per lunedì, equivarrebbe a una frana nel Movimento: “Luigi non li regge più — è il punto che fa Salvini coi suoi – perchè ha l’elenco dei consiglieri regionali pronti a dimettersi, 4-5 senatori che lasciano il Movimento”.
Per non parlare di Alessandro Di Battista che ha fatto sapere che il no alla Tav è il discrimine della sua partecipazione alla campagna per le Europee.
Ed è stato sempre alla fine del vertice che Salvini ha fatto capire che per la Lega la non pubblicazione dei bandi sarebbe inaccettabile, per tutta una serie di ragioni oggettive — la perdita dei finanziamenti, le penali, le responsabilità giuridiche che si assume chi blocca l’opera, ministri compresi — e soggettive, perchè a quel punto è la Lega a non reggerla al Nord.
Posizione ribadita quando la Lega fa sapere “che la Tav è utile per la crescita del Paese. E la conferma dei bandi resta un passaggio fondamentale per la realizzazione dell’opera”.
È una situazione limite. La classica situazione politica in cui indietro non si può tornare e avanti non si riesce ad andare.
Sono i classici casi in cui la crisi è il prodotto non di una volontà di rompere, ma di una impossibilità ad uscire dall’incastro perfetto.
E stavolta la crisi è nel novero delle possibilità , anzi tra i leghisti qualcuno vicino a Salvini la giudica “ineluttabile” come in una coppia in cui, nonostante il sentimento, la convivenza è diventata impossibile. Se il premier si presenta al cdm con la proposta di annullare i bandi, a quel punto c’è il patatrac.
Adesso è tutto nelle mani di Conte, anche se le ore che passano bruciano soluzioni e margini di compromesso, a meno che qualcuno non ceda. Il premier annuncia una conferenza stampa dicendo che sulla Tav “anche io sono dubbioso” e ha convocato il dg di Telt, Mario Virano, a Palazzo Chigi.
Al momento non è confermato che i leader torneranno a vedersi oggi. Difficile prima del consiglio dei ministri del pomeriggio, possibile dopo anche se Salvini ha un impegno Tv.
Tutto nelle mani di Conte, dicevamo. L’idea bislacca di pubblicare i bandi per dirottare i fondi sul Frejus — praticamente una barzelletta politica e un gioco delle tre carte politico — è già caduta perchè i soldi previsti da un trattato internazionale su un’opera non possono essere dirottati su un’altra opera.
Ora l’idea del premier è di cercare un bilaterale con la Francia per ridiscutere l’opera, come se un bilaterale con Macron fosse una cosa che si organizza dalla sera alla mattina, magari facendo un fischio perchè siccome il governo italiano rischia di cadere per incompetenza in materia, l’Eliseo può chiudere un occhio sui trattati già sottoscritti.
La nota che, in mattinata, viene diramata da palazzo Chigi è più sbilanciata verso le posizioni grilline, laddove si parla di “criticità ” sull’opera e della necessità di “affrontare il tema della ripartizione dei finanziamenti del progetto tra Italia, Francia e Unione europea”.
Siamo un nuovo capitolo di questa estenuante manfrina, in cui non si affronta il punto vero, la pubblicazione dei bandi.
L’avvocato Conte sa che le aziende aggiudicatarie e danneggiate da un eventuale stop potrebbero intraprendere una azione civile contro chi ha assunto questa decisione.
E lo stesso problema avrebbero i consiglieri della Telt, l’aggiudicataria della Torino-Lione assieme a Ferrovie. In una situazione del genere, anche di fronte a un no del governo, potrebbero varare i bandi, per poi dimettersi il minuto e non subire azioni civili.
Nella Prima Repubblica, quando c’erano delle logiche, una crisi si sarebbe già aperta, anche con la furbizia di chi sa che, con la crisi, la pubblicazione dei bandi procede.
In questa Repubblica sovranista lo spettacolo surreale continua.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: governo | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
CI TIENE TANTO ALLA “LOTTA AI CLANDESTINI” CHE PREFERISCE FARE CAMPAGNA ELETTORALE IN ITALIA
A Bruxelles si tiene il Consiglio europeo degli Affari Interni, l’organismo che riunisce i ministri
dell’Interno dei 27 paesi Ue.
L’appuntamento è di particolare rilevanza perchè si tratta dell’ultima riunione prima delle elezioni europee e dunque l’ultima occasione di sbloccare alcuni dossier rilevanti: all’ordine del giorno ci sono la riforma sistema di asilo per i rifugiati, quella della guardia costiera europea, l’aumento della cooperazione con i Paesi terzi in materia di immigrazione.
Tutti temi centrali per l’Italia, eppure il ministro Salvini non c’è.
Non è una novità : da quando si è insidiato al Viminale, solo una volta ha partecipato agli incontri con i suoi omologhi europei.
Stavolta a tenere lontano Salvini da Bruxelles non è un impegno istituzionale a Roma, ma il lancio della campagna elettorale della Lega per le elezioni regionali in Basilicata. “Qui oggi c’è il sottosegretario Molteni, che tra l’altro non ha nessuna delega sulle materie in questione”, protesta l’eurodeputato del Pd Daniele Viotti, uno dei più attivi a denunciare le assenze dei ministri del governo gialloverde ai vertici europei (lo contestò anche a Giuseppe Conte durante il recente intervento del premier al parlamento di Strasburgo).
Prosegue Viotti: “A Salvini questi argomenti servono solo per la campagna elettorale, ma poi nella pratica non fa niente”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
LE VITTIME SONO MINORI CON DISABILITA’ INTELLETTIVA, HANNO 14, 12, 9 E 6 ANNI… ABUSI DA QUANDO IL PIU’ PICCOLO AVEVA 3 ANNI
Per anni avrebbe violentato i figli minori con il suo compagno e un amico di famiglia.
La mamma delle vittime e i due uomini, residenti in provincia di Taranto, sono stati arrestati da agenti della Squadra Mobile, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Giuseppe Tommasino su richiesta del sostituto procuratore Francesco Ciardo. Sono accusati di violenza sessuale continuata in concorso e maltrattamenti.
Le vittime sono minori con disabilità intellettiva che hanno 14, 12, 9 e 6 anni. Il più piccolo avrebbe subito abusi quando aveva 3 anni.
L’indagine della ‘Sezione specializzata reati familiari’ della Procura di Taranto è scaturita da segnalazioni arrivate nell’estate 2018 dai Servizi sociali del Comune in merito a presunti abusi sessuali subiti da due minori (che oggi hanno 14 e 9 anni), da parte della madre, dell’attuale compagno della stessa e di un altro uomo, inizialmente indicato dagli stessi minori con un nomignolo e successivamente identificato.
I particolari sono stati appresi dalle confidenze ricevute dai due minori (i quali avevano già riferito che degli abusi erano stati vittime gli altri due fratelli, oggi di 12 e 6 anni) a seguito del loro collocamento in una casa-famiglia e, successivamente, del loro affidamento temporaneo ad altre famiglie disposto dal Tribunale per i minorenni di Taranto nell’ottobre 2017, a causa dello stato di totale abbandono in cui gli stessi vivevano.
Sin dall’inizio del loro affidamento, i quattro minori avevano manifestato comportamenti anomali e “sessualizzati”.
L’indagine, che ha previsto anche l’ascolto protetto dei minorenni, col contributo di un consulente esperto in psicologia dell’infanzia, ha consentito di accertare gli abusi subiti da tutti e quattro i minori.
Alla mamma dei quattro ragazzini vittime di violenze sessuali e al suo compagno, entrambi arrestati assieme ad un loro amico pregiudicato, viene contestato anche il reato di maltrattamenti, avendo costretto i minori in un contesto di assoluto degrado, abbandonandoli all’interno dell’abitazione, impedendo loro di frequentare la scuola dell’obbligo, percuotendoli, non assicurando loro l’alimentazione quotidiana (costituita solo da patatine, pop corn e bevande gassate) e la minima igiene personale.
Le violenze sessuali – secondo l’accusa – sono state consumate nell’abitazione della coppia e in una casa di campagna di proprietà del pregiudicato. Si tratta di una casa colonica, ormai in disuso e diroccata, dotata di un terreno circostante, sul quale pascolano cavalli e mucche. Quest’ultimo luogo è stato individuato con certezza dal personale della Polizia di Stato sulla base di alcuni dettagli forniti dai minori, che oggi hanno 14, 12, 9 e 6 anni e sono affetti da deficit intellettivo.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
ARRESTATA A MILANO UNA MADRE ITALIANA CHE COSTRINGEVA LA FIGLIA A CONCEDERSI CON PERSONE FACOLTOSE E POLITICI
I carabinieri della stazione Milano Vigentino, durante un incontro in una scuola media sul
cyberbullismo dello scorso luglio, sono venuti a sapere da un insegnante di una ragazzina che le aveva chiesto “se fosse reato prostituirsi”.
I carabinieri hanno contattato la madre della 12enne, occupante abusiva di un appartamento in una periferia a sud di Milano, scoprendo che la donna vessava la figlia e portando alla luce una storia di pesanti maltrattamenti familiare.
La dodicenne era costretta dalla madre a fare le pulizie in casa, a portare carichi pesanti come casse d’acqua, e a consegnare soldi in un bar dove la 51enne giocava d’azzardo.
La madre aggrediva la figlia con insulti pesanti e la frustava con con un filo elettrico. Per costringerla a fare ciò che voleva, le diceva frequentemente “bastarda” e “puttana”. In diverse occasioni la donna avrebbe addirittura istigato la figlia a suicidarsi.
Indagando ulteriormente sulla famiglia, i carabinieri hanno anche scoperto che la sorella ventiduenne delle ragazzina era costretta a prostituirsi in night club del centro “con persone facoltose e politici”.
La madre pretendeva da lei la consegna dei proventi dell’attività di prostituzione e poi li spendeva in videopoker e altri giochi, arrivando a spendere alle macchinette anche 300 o 400 euro.
La donna è stata arrestata per maltrattamenti in famiglia e per sfruttamento della prostituzione della sorella maggiorenne. La bambina è stata trasferita in una comunità protetta. A coordinare l’indagine è stato il pubblico ministero Michela Benedetta Bordieri.
(da agenzie)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
BECCATI GRAZIE AI SOCIAL NETWORK
Tre stupratori italiani, latitanti nella Repubblica Dominicana, sono stati arrestati dalla Polizia e rientreranno in Italia grazie ad un’operazione condotta dagli agenti del Servizio centrale operativo, della Squadra mobile di Brescia e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, con la collaborazione della polizia locale.
Il viaggio nella Repubblica Dominicana ha consentito ai poliziotti italiani di catturare anche altri due latitanti destinatari di condanne per reati contro il patrimonio.
Gli arresti rientrano nel progetto “Wanted 3”, promosso dalla Direzione centrale anticrimine per rintracciare latitati sia in Italia che all’estero
Salvatore Buonanno, 42 anni, di Caserta, era ricercato dal 2014 per una condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione per lesioni personali, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo in concorso, commessi nella sua provincia.
L’uomo, che gestiva una pizzeria nella città di Santiago, è stato catturato per strada a Costanza, a circa 30 Km da Santo Domingo, senza opporre alcuna resistenza: probabilmente era convinto che la Polizia italiana non l’avrebbe cercato fin là .
Lucio Galli, 72 anni, di Brescia, ricercato dal 2014 perchè deve espiare una pena di 8 anni e 10 mesi di reclusione per reati sessuali su minori, è stato catturato in località Valle Verde a La Romana.
L’indagine è stata coordinata dalla procura di Brescia e il latitante è stato rintracciato grazie ad una donna dominicana che aveva ricevuto una somma di denaro proveniente dall’Italia per conto di Galli.
Nonostante le disponibilità economiche, Galli conduceva uno stile di vita molto riservato, cambiando spesso casa e affittando appartamenti in zone degradate per non dare nell’occhio e accompagnandosi sempre con giovani donne.
Massimo Ferrari, 53 anni, di Milano, ricercato dal 2017 per una condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale, è stato catturato per strada, in Plaza Milano di Las Terrenas, nei pressi della pizzeria dove lavorava. Decisive per i poliziotti italiani le analisi sui social network usati dall’uomo che ha anche precedenti per rapina, lesioni personali, sequestro di persona ed estorsione.
Mauro Nadalin, 56 anni, di Pordenone, imprenditore ricercato dal 2016 per una condanna a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, truffa ed appropriazione indebita, è stato catturato a Santo Domingo, dove lavorava come imbianchino, mostrando i suoi lavori sui profili Instagram e Facebook.
I poliziotti hanno organizzato un incontro con la scusa di eseguire lavori edili e l’hanno arrestato. Nadalin, in qualità di amministratore della Nadalin Colors, dichiarata fallita dal Tribunale di Pordenone, aveva distratto beni della società , non pagando i contributi dei dipendenti.
Abele Chiarolini, 78 anni, di Brescia, condannato a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, imprenditore nel settore alberghiero, è stato catturato a Boca Chica, dove gestiva un hotel. Chiarolini,ha precedenti per reati di falso, ricettazione, riciclaggio e abuso d’ufficio.
(da Globalist)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA GLI ITALIANI CHE DIFENDONO I “VALORI” ?
Quando una coppia della provincia di Palermo ha scoperto, tramite alcuni sms, che una delle due
figlie era lesbica, è andata a prelevarla a scuola, l’ha picchiata e poi l’ha rinchiusa nella sua cameretta.
Lei allora aveva solo 15 anni e sua madre le ha urlato contro: “Meglio una figlia morta che lesbica”. Il padre è arrivato a violentarla: “Tu queste cose devi guardare, non le donne”. Ora la ragazza ha 23 anni e ha trovato la forza di denunciare.
“Ho tentato il suicidio tre volte – racconta la ragazza, come riporta La Repubblica – ma dopo l’ennesimo abuso sessuale sono scappata e li ho denunciati, ero appena diventa maggiorenne”.
Maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori: sono le accuse formalizzate nella denuncia. I genitori contano sull’omertà dei compaesani. Le stesse persone che, quando la ragazza, ancora minorenne, provava a scappare di casa, avvertivano i genitori che correvano a picchiarla e a riportarla a casa.
“Mi tagliavo i capelli e vestivo maschile – prosegue nel racconto -. Quando hanno scoperto che ero lesbica, mi hanno picchiato in testa, sulle gambe, mi davano botte dappertutto”.
Dopo l’abuso da parte del padre, i genitori hanno mandato un sms identico a tutte le sue amiche: “Buttana, lascia stare mia figlia”. E poi hanno distrutto il telefonino.
“Ero ormai a un bivio – ammette la giovane – o la vita o la morte. E ho scelto di vivere e di denunciare i miei genitori”.
Per qualche tempo è stata trasferita in una comunità protetta. “Adesso – afferma – è importante raccontare questa storia, perchè tanta altre ragazze che vivono situazioni simili alla mia non si scoraggino, non pensino mai di farla finita. Racconto perchè anche loro trovino il coraggio di denunciare”.
(da agenzie)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
LE SUE TEORIE SAREBBERO APPREZZATE DAI FONDAMENTALISTI ISLAMICI
Ieri grazie alla Lega Salvini Premier di Crotone abbiamo potuto fare la conoscenza di Giancarlo Cerrelli, avvocato cassazionista, esperto in diritto di famiglia e della persona: il primo segretario del Carroccio in città (proprio il seggio che aveva inizialmente eletto Salvini in Parlamento).
Purtroppo, anche se non si interrompe un’emozione, il Carnevale di ridicolo generato dal volantino approntato per la festa della donna dal partito del vicepremier è stato cancellato insieme all’aggregazione dopo che il partito si è dissociato e Salvini l’ha platealmente scaricato. E così Cerrelli rischiava di tornare nell’oblio insieme a quel piccolo concentrato di Medioevo fai-da-te nel quale si scriveva che offende la dignità della donna, ad esempio, chi sostiene le quote rosa e le proposte di legge che parlano di Genitore 1 o Genitore 2.
Ma anche, e soprattutto, “chi sostiene una cultura politica che rivendica una sempre più marcata e assoluta autodeterminazione della donna che suscita un sentimento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo”, e ci siamo capiti benissimo: chi la vuole autodeterminata non vuole bene alla donna, che sta bene a casa visto che è l’Angelo del Focolare.
Ma siccome non potevamo perderci questo piccolo capolavoro, con un’azione meritoria il Fatto Quotidiano ha intervistato con Ludovica Di Ridolfi proprio l’avvocato Cerrelli. Il risultato è straordinario:
Il ruolo naturale della donna è quello di madre. La riproduzione è un compito che spetta solo alle donne.
Le donne che non fanno figli sarebbero quindi “contro — natura ”?
Non dico che non siano naturali, ma il primo ruolo che una donna dovrebbe avere nella società è quello di madre. Prima la maternità era una cosa gioiosa, ora invece… Questo non significa che le donne non dovrebbero lavorare, ma dovrebbero pensare prima a sostenere e promuovere la vita e la famiglia, cosa che hanno sempre fatto nella storia. La nostra società è altrimenti destinata a finire. Purtroppo le lotte femministe hanno fatto credere cose sbagliate facendo nascere i “cosiddetti diritti delle donne”: e oggi c’è un’autodeterminazione della donna sfrenata che l’ha portata ad aggredire l’uomo.
Qual è il limite entro cui una donna si può autodeterminare, secondo lei?
La donna si deve autodeterminare ma in accordo con l’uomo. Non può prendere decisioni che ledono la vita altrui, come quella di abortire o affittare l’utero. Anche se la legge purtroppo prevede il diritto di abortire.
Dite la verità : non è meraviglioso?
(da “NextQuotidiano“)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 7th, 2019 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DI COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SMENTITA DA ALTRI TRE DETENUTI, COMPRESO UN SOTTUFFICIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA… AL COLLABORATORE ERA STATA TOLTA LA PROTEZIONE, SCOMMETTIAMO CHE ORA GLI VERRA’ RIDATA?
Ieri e oggi i giornali italiani, sia nella versione online che in quella cartacea, sono pieni di titoli che
raccontano di Pamela Mastropietro e della seconda udienza davanti alla Corte d’Assise di Macerata nel processo a Innocent Oseghale, unico imputato per l’omicidio della diciottenne romana, commesso il 30 gennaio dell’anno scorso.
Il titolo è di solito un virgolettato che riporta infinite variazioni di questa formula: “Pamela Mastropietro fatta a pezzi viva”.
In tutti gli articoli si cita la testimonianza di Vincenzo Marino, affiliato al clan Vrenna-Bonaventura, fino al 2012 collaboratore di giustizia: a lui il nigeriano avrebbe confessato di aver violentato e ucciso la ragazza.
Insieme a un dettaglio di importanza fondamentale: quando Oseghale ha cominciato a fare a pezzi la ragazza questa avrebbe emesso un gemito, e quindi lui le avrebbe dato un’altra coltellata per finirla.
Il dettaglio aggiunge orrore a una storia già orribile, ma soprattutto è totalmente smentito da altri testi che si trovano nelle stesse condizioni di Marino — sono detenuti — ma a differenza di lui non hanno litigato con Oseghale in carcere: si tratta di Stefano Giardini, ex sottufficiale della Guardia di Finanza finito in carcere per reati finanziari, Stefano Re e Jentian Xhafa.
Tutti e tre sono stati sentiti ieri dal tribunale, tutti e tre hanno raccontato una storia diversa da quella così orribile di Marino.
«Non li ho mai visti parlare da soli, ma solo attraverso la cella e dopo che era rientrata l’aggressione del loro primo approccio», ha detto Giardini che mesi fa ha consegnato al procuratore Giovanni Giorgio due pagine di memorie di Oseghale scritte in inglese che il compagno di cella ha tradotto in italiano.
A Marino qualche giorno fa è stata tolta la protezione dei pentiti e lui stesso ha riferito di minacce alla moglie.
La questione di Pamela fatta a pezzi viva è importante dal punto di vista processuale perchè secondo la difesa Oseghale ha fatto a pezzi Pamela dopo che era morta e su questo punto i giudici dovranno prendere una decisione che si rifletterà poi sulla pena che riceverà l’uomo.
Ma qui, a parte la decisione dei giudici, interessa l’atteggiamento dei media: i quali non vedono l’ora, evidentemente, di raccontare dettagli raccapriccianti di una storia senza prima pesare se questi dettagli sono ben fondati oppure no; è evidente che lo fanno perchè così il racconto dei fatti è più pulp e ritengono che così interesserebbe di più il lettore.
Ma dando rilevanza a una testimonianza rispetto alle altre tre contribuiscono a creare un clima che poi rischia di ritorcersi, come spesso accade, sulla giustizia italiana se poi i giudici dovessero ritenere non fondate le affermazioni di Marino.
Prima si crea l’aspettativa basata su un possibile falso, poi ci si lamenta perchè i giudici non hanno fatto quello che vuole “il popolo”: come vedete il populismo non nasce mica in politica. E a differenza di Pamela, qui sono tutti colpevoli.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »