Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
SONO MEDICI, INSEGNANTI, CASALINGHE, ANZIANI ELEGANTI CHE INSULTANO E MINACCIANO: RAZZISTI E MOSTRI DI CINISMO
Prince Jerry aveva 25 anni, veniva dalla Nigeria, era laureato in Biochimica e continuava a
studiare qui, in Italia, dove era arrivato nel 2016 dopo due anni di odissea tra il deserto, i lager libici e la roulette russa del mar Mediterraneo sul barcone.
Parlava un italiano fluente, e tutti lo ricordano come allegro e buono. A lungo ha atteso che gli venisse concesso l’asilo; a dicembre, invece, gli è stato protocollato il rifiuto. Il ragazzo è stato assalito dalla disperazione, non era più lo stesso. Il suo corpo è stato trovato senza vita sui binari di una stazione, travolto da un treno. Un suicidio, molto probabilmente.
La notizia è rimbalzata su Facebook. «Hai fatto più che bene» ha esultato il ventenne Danilo R., di origine calabrese, che ascolta Vasco e segue pagine dedicate a Forza Nuova e Matteo Salvini, quest’ultimo celebrato in tutte le salse.
«A fatto bene, uno di meno» gli ha fatto eco, omettendo la h, la signora Fioralba M., una settantenne di Vasto dall’aspetto soave come il suo nome, la sua bacheca è una sfilata di ricette e immagini dei nipotini, mette il like a pagine come “associazione Sacro Cuore di Gesù” e in più è devota della “mistica Natuzza Evolo”, oltre che del suo idolo assoluto, il ministro dell’Interno.
«Povero… treno» ha commentato Marian R, un giovane di nascita romena che lavora nei trasporti funebri. Sguardo limpido, adora talmente il nostro paese da essersi fatto tatuare il Colosseo sulla nuca.
Per Roberta A. si tratta, semplicemente, di «Uno in meno». Bionda e appassionata dei film della Disney, attacca con virulenza papa Bergoglio, che ha osato definire i rifugiati “Gesù d’oggi”, e scrive «ti amo Salvini» un giorno sì e l’altro pure.
Un clima di intolleranza e violenza strisciante, un’alta marea di fango scorre sui social, a cominciare da Facebook, divenuto una specie di poligono di tiro verbale.
Bersaglio fisso, sempre loro: i migranti, rei di sottrarre serenità e posti di lavoro agli italiani «brava gente».
La “legittima offesa” colpisce anche il Pd, il solito George Soros, l’ex ministro Cècile Kyenge, Saviano, i “sinistri”, i “professoroni” e gli “accoglioni”.
Minimo comun denominatore, il cibarsi di luoghi comuni alimentati dal sottobosco di fake news e dalla galassia dei media razzisti.
Ecco allora «i migranti che sbarcano palestrati, col cellulare d’ultima generazione carico». Ecco lo stillicidio, il propagandistico inferno perpetuo di connazionali ridotti alla fame o a dormire per strada «mentre un richiedente asilo ha abusato di decine di bambini» e noi «rischiamo la pelle ogni volta che usciamo di casa», specie se incontriamo uomini di colore (“negri”) che se la spassano a spese dei contribuenti.
Ecco il senso indotto e autoindotto di insicurezza permanente, a cui non c’è decreto che tenga.
Ma chi sono queste persone che passano il tempo libero a postare contenuti e meme rancorosi e xenofobi, misogini, radunandosi sul profilo del leader della Lega o in pagine come Rialzati Italia, Io sto con Salvini, L’Italia è degli Italiani, Movimento 9 dicembre Forconi, Dalla vostra parte?
E non mancano i gruppi chiusi. Per farsi approvare la domanda di iscrizione a Prima gli italiani, L’Espresso ha dovuto rispondere esclusivamente a queste due domande: 1) «Sei contrario agli immigrati?» (risposta, «sì») 2) «Ti senti insicuro/a dove risiedi?» (Ancora un «sì»). Dopo pochi minuti la richiesta è stata accettata.
È la stessa gente che affolla i comizi del vicepremier leghista nel suo tour elettorale senza fine, e che piange, va in deliquio quando il Capitano si materializza sul palco sulle musiche del Gladiatore e intona la sua filastrocca populista.
Sono gli stessi che incontriamo tutti i giorni al bar, al supermercato, al cinema, nel nostro condominio. Perfetti insospettabili, individui anonimi e in apparenza pacifici che quando aprono bocca su Facebook si trasformano in mostri di cinismo e cattiveria razzista.
«Basta con l’invasione africana». D’altronde, per lui i migranti sono «scimpanzè, che si arrampicano sugli alberi».
La piattaforma di Mark Zuckerberg continua a rivelarsi facilmente permeabile dai nostalgici del Ku Klux Klan.
Carlo C, un azzimato signore di mezza metà con gli occhiali, e col culto della personalità di Matteo Salvini, a proposito della Sea Watch sibila: «Ma gettateli in mare».
Maurizio D., un ciociaro appassionato dei Pink Floyd, non ha dubbi: «Sono menti inferiori».
Samuel C, palestrato e tatuato ventenne di Cagliari, puntualizza: «Io, che non sono razzista, prima li prenderei a badilate sui denti, poi gli darei fuoco. E con le ceneri passerei il fertilizzante alle piante».
Il dottor Francesco F, che sarebbe un importante dirigente medico, impegnato per giunta in campo oncologico, mostra la sua soluzione finale: «Blocco navale e cannonate quando entrano in acque nazionali».
Riccardo D.M., elegante settantenne pugliese minaccia: «Questi africani proliferano come topi. Cominciamo col castrare questi bastardi e poi mandiamo a fare in culo gli ipocriti e i falsi buonisti, i vagabondi e parassiti di sinistra».
Chiara F. è una 23enne della provincia di Como. Pare dolcissima, innamorata del suo ragazzo e col gattino in braccio. Però sentenzia: «Pensano solo a scopare. Ciò che distingue l’umano dall’animale è la capacità di razionalizzare: traete voi le conclusioni».
Persino le quotazioni del fà¼hrer stanno tornando di gran moda ultimamente. Ferdinando P., in posa con figlio e fidanzata: «Ci vorrebbe, per questi emigrati, un bell’Hitler di nuovo».
E Salvatore B., un millenial napoletano che fa il pizzaiolo in Germania: «Dategli fuoco a ‘sti neri di merda». Sergio M. lancia un auspicio: «A quando il prossimo Traini?».
Anche i sessisti si sono adeguati al clima, e continuano a molestare a stormi sulla sua pagina Fb Laura Boldrini, nonostante la sua battaglia culturale e legale contro gli odiatori seriali.
Ai loro occhi, l’ex presidente della Camera è colpevole due volte: è una donna bella e intelligente, ed è fautrice dell’accoglienza.
Simone F, un ragazzo di Como cultore della trap, posta: «Visto che vi piacciono così tanto gli immigrati, a te e Valentina Nappi, potete fare una gang bang con loro?».
Un certo Alfredo D. dalla Sicilia si infiamma: «Non ho paura se mi porti in tribunale. Chiamami! Sei una latrina! Essere ignobile ignorante! Neanche appartieni alla razza umana». Lui, che è un vero campione di umanità , lascia il suo numero di telefono vero.
Alle volte, l’ultrà è una donna. «Vaffanculo stronza, ti dovrebbero stuprare» è l’invettiva pronunciata dall’abruzzese Maria D.P., casalinga; all’indirizzo di un’avvocatessa di Sulmona che si era permessa di criticare il politico più osannato del momento con una frase di Ovidio («Empio è colui che non accoglie lo straniero»).
Franca B., di Foggia sfoggia, a mo’ di immagine di copertina, un cuore verde diviso a metà : in una delle due parti sbuca “il Capitano” .
Da Bolzano a Canicattì, è un tripudio di pasionarie dell’uomo forte in divisa cangiante. «Salvini ti adoro», «Non mollare, noi non molliamo», «Sei bello come il sole». Impiegate, commesse, infermiere, insegnanti, professioniste.
Hanno tutte nel demiurgo della chiusura dei porti il proprio eroe personale. Soraya G. è una modella ligure, e la sua passerella social è un monocolore di “frasi celebri” e foto-video salviniani.
Barbara S., una bancaria del centro Italia amante dei cammini religiosi, indica la via: «Il nostro Capitano è troppo buono, direi io. I veri discriminati siamo noi italiani. A mali estremi, estremi rimedi. Ruspa! E non solo…”.
(da “L’Espresso”)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
UN SERVIZIO DI PIAZZA PULITA SULLE SCRITTE RAZZISTE NELLA CITTADINA SCOPERCHIA LA CONNIVENZA TRA PSICOPATICI XENOFOBI E LA POLITICA DELLA LEGA
È un servizio agghiacciante quello di Piazza Pulita su Melegnano, la cittadina alle porte di Milano dove negli scorsi giorni alcune scritte razziste e minacciose sono state tracciate sotto casa della famiglia che ha adottato Bakary, un immigrato 22enne da anni ormai in Italia.
Il gruppetto di poco più che ventenni intervistato è assolutamente d’accordo con quelle scritte: “i negri” dicono, “vengono tutti qui per stuprare e ammazzare. A noi non ci piacciono, fosse per noi li bruceremmo tutti, daremmo fuoco a tutti i barconi”.
“Vengono qui, vogliono i 20 euro, il wi-fi, le scarpe, eh no, così non va bene” dice una ragazza, che poi, all’inevitabile domanda ‘vi piace Matteo Salvini?’ risponde convinta “sì”. E gli altri le fanno eco: “è il migliore, ha le idee migliori”. Lo dice lo stesso che sfoggia due tatuaggi, uno delle SS e un altro con una croce celtica: “tu ti definisci come, fascista?” “No, io sono nazista fin da piccolo. I negri per me sono una razza inferiore”.
È un legame pericoloso quello con Matteo Salvini, un legame non detto, taciuto dal vicepremier che, come afferma il sindaco di Parma Pizzarotti – ospite in studio – è “molto scaltro: lui non parla mai nemmeno di destra, parla solo di tematiche Ma quando governi hai delle responsabilità su quello che dici ma anche su quello che non dici. Ecco, il fatto che Salvini non condanni questi delinquenti, non dica con forza che lui, con questa gente non c’entra niente e poi nella sua pagina twitter, tolta la Nutella, si trovano soltanto articoli che parlano di migranti arrestati quando, numericamente, gli italiani che delinquono sono di più, allora c’è un racconto in corso, una storia di connivenza con queste realtà che non si può negare”.
(da TPI)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
L’ODIO GENERA ODIO, E’ IL PREZZO CHE SI PAGA A FOMENTARLO E A PRETENDERE DI RIMANERE IMPUNITI
Devastata la sede della Lega di Fagnano Olona, in provincia di Varese. È accaduto nella notte tra
giovedì 27 febbraio e venerdì 1 marzo.
La vetrina della sede è stata sfondata. Sul muro esterno, come una firma, la scritta: “La pacchia è finita”.
A denunciare l’accaduto sono stati, intorno alle 7 di mattina, i residenti della zona che hanno immediatamente avvisato Fausto Bossi, segretario della sezione, che a sua volta ha allertato i carabinieri.
Un gesto, denuncia il segretario regionale Grimoldi, che “non farà altro che alzare la tensione anche in paese”.
Fagnano Olona, infatti, è in piena campagna elettorale, a maggio si vota per il rinnovo del sindaco e questo brutto “rischia di esasperare le prossime settimane dove non già non mancheranno le polemiche”.
“È da inizio estate che in Lombardia si ripetono attentati contro le nostre sedi, a Cremona, a Varese, a Bergamo, in Brianza o a Milano dove lo scorso 22 gennaio è stata incendiata la saracinesca della sede di via Carcano. Qui si sta scherzando con il fuoco, questa caccia al leghista rischia di degenerare in tragedia: auguriamoci che non ci scappi il morto.
Fa sorridere che ora gli istigatori all’odio si accorgano che “si sta scherzando con il fuoco” e facciano dichiarazioni vittimistiche.
La caccia all’immigrato nel nostro Paese, con decine di episodi che hanno fatto intervenire persino l’Onu, quando la Lega sosteneva che non esiste razzismo in Italia, non ha visto dichiarazioni di condanna dei vertici della Lega.
All’odio la gente risponderà con l’odio e purtroppo la situazione è destinata a degenerare, lo insegna la Storia. Fatevene una ragione.
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
“LA RIFORMA LEGA-M5S HA SOLO MOLTIPLICATO LE POLTRONE AI PARTITI”… “FA PIU’ ASCOLTI PROTESTANTESIMO CHE IL PROGRAMMA DI FRECCERO IN PRIMA SERATA SU RAI DUE”
La Rai dei direttori di rete – dei sovrani di RaiUno, RaiDue e RaiTre – potrebbe non esistere più. Questi super direttori, che tuttora fanno il buono e il cattivo tempo nei loro canali, forti anche del budget per la spesa, scenderanno molti gradini.
Il Piano industriale dell’ad Fabrizio Salini li declasserà a semplici “coordinatori di palinsesto”.
Questi coordinatori – per realizzare il mosaico del palinsesto tv – dovranno pescare i programmi dentro alcuni “serbatoi”, nove Direzioni che saranno suddivise per generi televisivi (come l’intrattenimento, le fiction e i film, le serie tv, i ragazzi, i documentari).
“Quello che era a destra andrà a sinistra, quello che è sopra finirà sotto”, dice ora sconsolata Rita Borioni, consigliera della Rai in quota progressista, “la televisione di Stato, che già mi sembra discretamente fuori controllo, rischia il caos vero”.
Salini modificherà il baricentro della Rai, che da verticale (le reti tv al comando) diventerà orizzontale, con le 9 Direzioni suddivise per genere a fare da nuovo pilastro dell’azienda. Funziona così anche in Francia. Ora potrebbe funzionare anche da noi.
“Le 9 Direzioni segnano, intanto, una moltiplicazione degli incarichi. Soluzione che risveglierà gli appetiti dei partiti, mai troppo sopiti. I 9 direttori, aggiungo, dovrebbero avere una conoscenza estrema dell’azienda per prenderne le redini e farla funzionare. Il mio pronostico è uno solo: finiremo nel caos. E temo poi un effetto contagio”.
Effetto contagio?
“Oggi può capitare che una persona incapace sia nominata alla guida di una rete tv. L’inetto finirà con il penalizzare il suo canale e solo il suo canale. Ma se un incapace dovesse finire alla guida di una delle Direzioni di genere, quella supponiamo dedicata ai film, allora l’intera offerta aziendale ne risentirà drammaticamente. I nostri film, ogni giorno, saranno pessimi. Uno scenario da brivido”.
Ci sarà anche una Direzione per i programmi di approfondimento giornalistico?
“Putroppo sì. E anche questa cosa mi allarma discretamente. Oggi i programmi di approfondimento godono di una sostanziale autonomia editoriale. E questo ha permesso alla Rai di eccellere nel giornalismo di approfondimento e d’inchiesta: penso a Petrolio, a Report. Mettere tutti i programmi sotto la vigilanza di un unico direttore significa imbrigliare le trasmissioni più scomode e coraggiose”.
Poteva andare anche peggio.
“Poteva succedere che tutti i programmi finissero sotto il controllo dei direttori dei telegiornali, che tante volte sembrano avere nei partiti i loro veri editori. Almeno questa l’abbiamo sventata”.
La Rai finalmente avrà un canale in lingua inglese, per descrivere l’Italia al mondo.
“Finalmente, certo. Ma il Piano dell’ad Salini mette questo canale sotto l’ombrello sbagliato. Il canale avrà come editore una società controllata dalla Rai, che è RaiCom. Si tratta della nostra società a più forte vocazione commerciale. Trovo questo innesto dunque assai innaturale e preoccupante”.
Il programma Grillo c’è in onda una volta e quindi una seconda, su RaiDue. Il caso Sfera Ebbasta scelto come giurato di The Voice, e poi cassato dall’ad Salini. La gestione del direttore del canale, Carlo Freccero, con tutti questi incidenti, la allarma?
“Houston, abbiamo un problema. Su RaiDue c’è del bello e c’è del nuovo. Ma – lo diceva Rossini – quello che è nuovo non è bello, quello che è bello non è nuovo”.
Gli ascolti, poi..
“Lunedì, il programma di Lucci – Lucci incontra Funari – ha fatto meno ascolti di Protestantesimo. Trasmissione che ammiro, per carità . La circostanza conferma però che abbiamo un grande grande problema”.
Carlo Freccero, una scelta personale dell’ad Salini.
“Salini si è fatto prendere la mano dall’entusiasmo, ma ha commesso un errore di grammatica industriale. Non si nomina un direttore di rete per un solo anno. Freccero andrà via dopo soli 12 mesi dal suo insediamento. Non si ingaggia una figura apicale senza poi pagarla”.
Freccero è pensionato, dunque lavora gratis
“Non ci si dimentica di chiamare davanti al cda i direttori di rete perchè tengano le loro audizioni sul progetto editoriale. Voglio bene a Freccero, ma nessuno sa dove stia andando, come e perchè”.
(da “La Repubblica“)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
“IL SOVRANISMO NAZIONALE NON HA SENSO, IL FUTURO SARA’ NEL SOVRANISMO EUROPEO”
Berlusconi si dice ben soddisfatto del risultato in Sardegna: “Forza Italia ha superato il 16%. Vale
a dire, è il primo movimento politico dell’isola. L’area che vogliamo rappresentare è dunque ben viva e radicata”.
“Ci sono due aspetti ancora più importanti” sostiene Berlusconi in un’intervista a La Stampa: “Il primo: anche in Sardegna il centro-destra si conferma la maggioranza naturale fra gli elettori italiani. Il secondo: il M5S è ormai indiscutibilmente in caduta libera, dentro una crisi irreversibile. Se la Lega persevera in questa alleanza, prima o poi gli italiani chiederanno conto anche a Salvini dei disastri del governo con i 5 Stelle”.
Berlusconi osserva che la speranza che il clima nell’Ue sia più benevolo verso l’Italia dopo il voto alle Europee “è un’illusione” senza “alcuna spiegazione logica”, “se qualcuno si illude sulla solidarietà dei Paesi cosiddetti sovranisti, ha fatto male i calcoli. Quei governi hanno a cuore la ‘loro’ sovranità nazionale, non la nostra; e sul piano delle regole economiche sono fra i più severi”.
Eppure, l’ex premier vede per il Partito popolare possibile un’alleanza con i sovranisti dopo il voto: “Penso che sia più facile collaborare con i conservatori e, perchè no, anche con i sovranisti piuttosto che con la sinistra”, “il sovranismo nazionale è senza senso; ma – precisa – un nuovo sovranismo europeo potrebbe essere il nostro futuro”
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
DA DETRARRE 450 MILIONI DI COSTO DELLE ASSICURAZIONI CONTRO GLI INFORTUNI PER I LAVORI SOCIALMENTE UTILI
Un emendamento al decretone su quota 100 e reddito di cittadinanza stabilisce su quali casse dovrà ricadere il costo delle assicurazioni contro gli infortuni per le attività socialmente utili che i beneficiari del reddito di cittadinanza andranno a svolgere.
Alla fine a pagare non saranno i Comuni: l’importo verrà direttamente scalato dal Fondo per il reddito.
E per i futuri sussidiati non è una buona notizia.
Racconta oggi Il Messaggero:
In questo modo, infatti, la misura anti-povertà promossa dai pentastellati si perderà per strada circa mezzo miliardo di euro. Per il reddito di cittadinanza è quasi tutto pronto, anche se rimangono ancora numerose incognite. Tra queste figura l’impatto che avrà sulla misura il costo dei premi assicurativi per i beneficiari del sussidio, chiamati a svolgere piccoli lavori in cambio della paghetta promessa dal M5S.
Il via libera all’emendamento potrebbe costare 450 milioni di euro, al netto degli esonerati (per ragioni diverse circa la metà dei percettori sarà esentato dall’obbligo).
A tanto ammonterebbe complessivamente la spesa annuale legata ai premi contro gli infortuni sul lavoro per i destinatari del reddito, considerato che per i lavori di pubblica utilità l’Inail ha stabilito un prezzo annuale di 258 euro per assicurare un singolo soggetto. Che, moltiplicato per la metà dei 3,5 milioni di aventi diritto al sostegno, fanno appunto poco meno di cinquecento milioni di euro di costi extra.
Non certo una buona notizia per il reddito proprio mentre viene varato il modulo per la richiesta e già lì si scopre (in realtà si sapeva già , ma è significativo che lo facciano sapere ai possibili percettori) che in caso di esaurimento delle risorse disponibili il sussidio verrà tagliato.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
“DI MAIO E’ AL SERVIZIO DI SALVINI, IL M5S NON EVITERA’ IL NAUFRAGIO”
Gregorio De Falco non ha dubbi: “Il Movimento non può più essere salvato, è troppo tardi. Non
ce la farà a evitare il naufragio”.
Nel corso dell’intervista a Piazza Pulita, l’espulso del Movimento cinque stelle ne ha per tutti, soprattutto per Luigi Di Maio: “Di Maio è completamente subordinato a Salvini. Quando parlavamo del decreto sicurezza, lui mi diceva che queste materie andavano fatte come voleva la Lega perchè sono materie della Lega. Ma questo è assurdo, non è accettabile, non in un governo di cooperazione”.
Riguardo poi il caso Diciotti, De Falco ritorna su quanto già aveva detto in precedenza: “nella relazione di Gasparri c’è un passaggio fondamentale, che sostiene che la decisione di Salvini fu di ‘interesse pubblico governativo’. Governativo, capite? non pubblico e basta. Questo è importante, perchè significa che il governo non è più uno strumento, è il fine. E Di Maio è artefice di tutto questo”.
“C’è malessere all’interno del Movimento, anche se molti non lo eprimono ad alta voce per paura” continua De Falco, “ed è ovvio che sia così: ho visto l’intervento di Paola Taverna che intimava a chi non era d’accordo di andarsene. Queste continue minacce di espulsione non fanno parte della democrazia, dello spirito democratico che si condensava nello slogan del M5s quando sono entrato io, ‘partecipa, scegli, cambia’. La democrazia tutela le minoranze, non le schiaccia, non le minaccia. Quello che fa il M5s è aberrante”.
(da Globalist)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
MA CHE TRADIZIONE VIOLATA, IL CARNEVALE MODERNO E’ NATO NEL 2012 COME ATTRAZIONE TURISTICA PER UNA OPERAZIONE COMMERCIALE DI UNA CITTA’ CHE ORMAI E’ GIA’ DISNEYLAND
Il Carnevale di Venezia è una bestia strana. Per storia e per tradizione è una festa popolare, nel senso più autentico del termine.
Da quando è stato inventato il Carnevale moderno però la festa è anche un’attrazione turistica. A qualcuno non piace, a molti in questi quasi quarant’anni invece ha fatto comodo per rilanciare l’immagine di Venezia.
L’unico dato quasi oggettivo è che non c’è nulla di sacro nel Carnevale, perchè per definizione è una festa dissacrante.
Per questo motivo si può accusare il Carnevale di essere in alcune sue declinazioni kitsch o addirittura trash ma è davvero difficile dire — come fanno alcuni — che il volo di Fedez snatura il senso del Carnevale veneziano.
I fatti, per come si conoscono sono questi: corre voce, si dice che il rapper e marito di Chiara Ferragni domenica si lancerà dal Campanile di San Marco (tranquilli, sarà ben legato ad una fune di sicurezza) per il “tradizionale” Volo dell’Aquila.
Tradizionale tra virgolette perchè il volo dell’Aquila è un evento che è stato introdotto nel 2012.
Tradizionalmente fino al 2001 il Carnevale aveva un solo volo, quello della Colombina, che era un uccello meccanico che veniva fatto volare dal campanile verso Palazzo Ducale. Dal 2001 all’interno di quel continuo processo di re-invenzione e riscoperta della tradizione è stato introdotto il Volo dell’Angelo, con una persona in carne ed ossa, generalmente di sesso femminile.Ed oggi è proprio l’inventore del volo dell’Angelo — il regista teatrale Alessandro Bressanello — parla del volo di Fedez come di un evento che snatura l’essenza del Carnevale: «Ci sta tutto, ma se andiamo avanti così si perdono i connotati originali. Adesso volano tutti, come a Disneyland, quando si annuncia che alle 17 ci sarà lo spettacolo tale, seguito da un altro».
Cosa c’entra Fedez — che è di Milano — con la città lagunare? Eppure già nel 2008 su Piazza San Marco volò il rapper americano Coolio, che non risulta abbia ascendenze veneziane.
Sulla vicenda c’è anche un mistero. Il sito ufficiale del Carnevale di Venezia scrive, anzi rimarca, che dal 2001 al 2008 il direttore artistico del “volo” fu proprio Bressanello quando scrive «dal 2001 al 2008 quando sempre sotto la direzione di Bressanello a scendere come Angelo fu il rapper Coolio».
L’attore e regista invece al Gazzettino dà una differente versione dei fatti: «L’ultimo mio angelo fu Federica Pellegrini [nel 2007 Ndr], sceglievo donne angeli, con un certo stile, ma dopo di me al Carnevale arrivò Marco Balich, che fece volare un altro rapper».
I voli delle “aquile” sono diversi, pur essendoci una netta predominanza femminile nel 2016 è stata la volta di Saturnino (storico bassista di Jovanotti) e l’anno scorso è toccato al patron della Diesel Renzo Rosso.
Non è nemmeno indispensabile essere veneziani: Rosso è vicentino, Saturnino di Ascoli Piceno e anche le altre “aquile” non erano venete. Insomma non c’è nessuna “tradizione” — vera o inventata — cui appellarsi per impedire a Fedez di volare. Tanto più che il rapper di Buccinasco non sarà l’aquila ufficiale — è l’olimpionica Arianna Fontana — ma un uccello di contorno per un volo “minore” ma sicuramente attesissimo.
Chi si lamenta che il volo di Fedez farà diventare Venezia come Disneyland non si accorge che Venezia lo è già .
Si parla di Disneyland perchè se si parlasse di carnevalata per ovvie ragioni salterebbe il banco. Eppure cosa c’è di sbagliato in una carnevalata proprio a Carnevale?
Tutte le polemiche sulla tassa d’ingresso nella città storica, varata dopo decenni di discussioni sui turisti “mordi e fuggi” (che però hanno fatto la fortuna di molti) dimostrano che il processo si è portato a compimento da tempo
Sulla presenza di Fedez per altro ci sono solo indiscrezioni. Non si sa a che ora volerà . Il mistero viene mantenuto un po’ perchè deve essere una sorpresa, un po’ per evitare l’assalto.
Come se la presenza del rapper potesse in qualche modo causare più problemi di ordine pubblico di quelli che ci sono già durante il Carnevale. La capienza di Piazza San Marco è fissata in 23mila persone, e già con il volo dell’Angelo di domenica 24 febbraio in molti sono rimasti fuori “dirottati” in giro per le calli da un efficiente servizio d’ordine.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
CON I DISSIDENTI GRILLINI IL GOVERNO NON HA PIU’ NUMERI CERTI, FRATELLI D’ITALIA DISPOSTO ALL’APPOGGIO IN CAMBIO DI UN MINISTERO (QUELLO DI TONINELLI?)…A QUEL PUNTO BERLUSCONI ROMPEREBBE CON I SOVRANISTI
Quando il governo Lega-M5S era soltanto un’ipotesi da pallottoliere avevamo segnalato che
sarebbe stato coerente includere nell’accordo anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in quello che sarcasticamente avevamo ribattezzato come “Il patto di Neanderthal”. Dell’entrata di FdI in coalizione si era parlato anche in altri tempi quando i primi scricchiolii nella maggioranza interna avevano cominciato a farsi sentire.
Adesso però, dopo le sconfitte elettorali del M5S e la forza implicita accresciuta della Lega di Salvini nella maggioranza, ci sono segnali sempre più forti del ritorno in auge del progettone.
Il casus belli è attualmente la TAV.
Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha ventilato la possibilità di una decisione la prossima settimana, mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto una nuova analisi costi-benefici che potrebbe cambiare le carte in tavola visto che verranno calcolati i costi soltanto per l’Italia e sul piatto della bilancia ci saranno anche i costi per il ripristino del paesaggio e quello delle cosiddette penali (che penali non sono, ma l’effetto è identico).
La soluzione potrebbe quindi essere identica a quella del TAP, con il premier che si assume la responsabilità della sintesi tra due posizioni inconciliabili (quella del M5S e quella della Lega) sottolineando che visti i costi è più conveniente fare l’opera che non farla.
Ma questo boccone, è il ragionamento di molti, non sarebbe indolore per i grillini, alcuni dei quali — a partire da Beppe Grillo — sulla TAV ci hanno messo la faccia e hanno paura di perderla.
Ad esempio proprio ieri il senatore piemontese Alberto Airola ha detto che se arriva il sì alla TAV lui se ne va e si porta via anche il simbolo del MoVimento 5 Stelle: impossibile, concretamente, ma la minaccia dà l’idea del dramma della situazione.
In più ci sono quelli da espellere: il post sul blog di Paola Taverna in cui, senza nominare le senatrici Nugnes e Fattori e gli altri dissidenti, li definiva “piccola pletora di miserabili“, è ancora lì a ricordare che la maggioranza si regge su pochi voti al Senato, e molti di questi pochi sono ormai a rischio.
Proprio per questo Federico Capurso sulla Stampa oggi spiega che Fratelli d’Italia potrebbe diventare la stampella della maggioranza in cambio di un ministero.
A donarlo, ovviamente, dovrebbero essere i 5 Stelle (e sotto tiro a quel punto potrebbe proprio esserci il dicastero di Toninelli, considerato da sempre a rischio rimpasto insieme a Giulia Grillo):
Le conseguenze di un’implosione del Movimento si farebbero sentire con immediatezza sui sensibili equilibri del Senato. L’addio di Airola potrebbe essere seguito da chi, come Paola Nugnes, Elena Fattori e altri senatori, è già da tempo è in rotta con la nuova linea del capo politico. A quel punto, l’attuale maggioranza — che si regge solo su 4 voti — potrebbe venire a mancare. Gli uomini di Fratelli d’Italia a Montecitorio si dicono disposti a fare da stampella, ma in cambio di un ministero.
E chi dovrebbe privarsene sarebbe il Movimento, indebolito anche da un inevitabile spostamento a destra del governo. Senza contare, poi, che un altro segnale di cedimento alla Lega, per il leader M5S, vorrebbe dire non solo perdere qualche pezzo tra le truppe parlamentari, ma anche perdere forza nella sua leadership, già messa in discussione dalla frangia dissidente in queste ultime settimane.
Anche altri segnali arrivano in questo senso. Ad esempio quelli che vorrebbero Luigi Di Maio ancora in difficoltà nella riorganizzazione che ha annunciato dopo la batosta ricevuta dal M5S in Sardegna, perchè ci sono molti dissidenti.
E il Messaggero racconta anche un aneddoto curioso che riguarda proprio Fratelli d’Italia e il voto su una mozione proposta da loro
«O veniamo coinvolti tutti e si procede dal basso,o sarà battaglia. No a riforme calate dall’alto», è stato il cablogramma consegnato a Roma dai resistenti del Movimento che contrastano apertamente la “linea salvinista” del direttivo stellato.
E del resto anche in Parlamento tira aria di buriana per Di Maio, complice il respingimento del Global Compact approvato dalla Camera per soli dieci voti nell’ira degli ortodossi.
Fonti interne del M5s raccontano infatti che l’ordine di scuderia era quello di affossare la mozione di FdI. Ma proprio al momento del voto, complice una telefonata in real-time con la Lega, il tesoriere grillino Sergio Battelli avrebbe cambiato le carte in tavola al fotofinish, chiedendo ai colleghi di adeguarsi. Un blitz sgradito. Che amplifica lo scontento stellato. Alla Camera, quando sarà approvata la legittima difesa, potrebbero essere in 15 i deputati del M5s pronti a lasciare l’Aula.
Per soprannumero Dagospia ha segnalato ieri un’altra curiosa circostanza che stavolta riguarda il premier Giuseppe Conte, il quale ha scelto di affidare la delega della Sicurezza del presidente del Consiglio al fratello di un deputato di Fratelli D’Italia, carabiniere di lungo corso.
Si tratta di Francesco Cirielli, generale dell’Arma, già nel Sismi per volere dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante i vecchi governi di centrodestra, fratello di un onorevole noto per aver messo nel 2005, Silvio regnante, il suo nome sulla legge riguardante la prescrizione. È lui a gestire direttamente tutti gli spostamenti e la sicurezza del presidente del Consiglio.
A detta dei soliti ben informati si tratterebbe di una mossa per iniziare a fare entrare il partito di Giorgia Meloni nelle stanze dell’esecutivo, una sorta di primo ambientamento. Una mossa preparatoria, insomma, per ritornare a quei governi di centrodestra nel vecchio stile che tanto piace a un Cavaliere tornato alla ribalta negli ultimi mesi.
Una mossa del genere avrebbe comunque ripercussioni forti sia sull’esecutivo che su quel che resta del centrodestra che è arrivato primo senza vincere le elezioni.
In particolare Silvio Berlusconi potrebbe prendere atto di essere stato definitivamente messo alla porta dai due “giovani” che non somigliano neanche un po’ a Bossi e a Fini e non hanno intenzione nè di farlo comandare (ma questo si era capito da tempo) nè di farlo partecipare al banchetto del governo.
E una volta che ne ha preso atto il Cav., potete scommetterci che ci saranno conseguenze.
(da “NextQuotidiano”)
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