Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
“LO STATUTO PARLA SOLO DI ISCRIZIONE VIETATA, NON DI CANDIDATURE CHE VENGONO GESTITE DAL CAPO POLITICO”
Un accordo con il Pd alle prossime regionali, e perchè no in futuro anche alla Regione Lazio dove il governatore è proprio il segretario Pd Nicola Zingaretti, secondo Lombardi non deve essere un tabù
Il divieto di un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Pd per via dello Statuto non sarebbe poi così rigido, come invece ha sostenuto Luigi Di Maio parlando agli attivisti a Bologna ieri 25 novembre.
A mettere in dubbio il no secco del capo politico è Roberta Lombardi, capogruppo al Consiglio regionale del Lazio, che a Circo Massimo su Radio Capital prova a rilanciare l’ipotesi di un accordo per le prossime regionali in Emilia Romagna e in Calabria.
«Secondo le nostre regole, da statuto non possiamo iscrivere al M5s esponenti di altre forze politiche o di associazioni che abbiano finalità diverse da quelle del Movimento — ha chiarito Lombardi — I regolamenti delle candidature invece vengono portati avanti dal capo politico elezione per elezione, possono cambiare da una regione all’altra».
Insomma un accordo con il Pd alle prossime regionali, e perchè no in futuro anche alla Regione Lazio dove il governatore è proprio il segretario Pd Nicola Zingaretti, secondo Lombardi non deve essere un tabù: «Se c’è un progetto insieme, come è successo a livello governativo — aggiunge — non vedo niente di male che si dica, in maniera molto trasparente, questi sono gli impegni che vogliamo prendere insieme, su questo ci misurate e su questo ci corresponsabilizziamo come siamo corresponsabilizzati al governo».
Per la ex capogruppo 5 stelle alla Camera, inoltre, bisognerebbe richiamare in causa gli iscritti alla piattaforma Rousseau: «Con il primo voto si è deciso, con una risposta plebiscitaria, di partecipare alle regionali. Ora bisognerebbe chiedere come partecipiamo, se soli, con il centrosinistra o con il centrodestra»
E, in ogni caso, «Emilia Romagna e governo devono essere partite separate. Il governo non cadrà dopo le regionali».
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
NON SERVONO I DATI ISTAT PER FARCI SAPERE CHE VIVIAMO IN UN PAESE MASCHILISTA E RETROGRADO
Servono davvero dei dati per farci scoprire quello che già sappiamo? Serve davvero leggere i
dati Istat — gli orrendi, sconvolgenti dati Istat appena diffusi — per restare inchiodati a quello che il nostro Paese è, e non smetterà di essere per almeno i prossimi dieci anni?
La verità è che non siamo un popolo che ama la parità . Siamo un popolo di maschilisti uomini, e di maschilisti donne. Anche noi donne, sì, sappiamo essere molto maschiliste. Sappiamo esserlo quando giudichiamo le altre perchè sono più giovani, più carine, più magre, più appariscenti e più di successo di noi. Sappiamo esserlo anche involontariamente, anche se non vogliamo, perchè a volte è più semplice giudicare che mettersi nei panni dell’altro. Eppure quel giudizio che vomitiamo addosso agli altri, prima o poi toccherà anche noi.
Leggendo che un cittadino su quattro (uno su quattro!) è convinto che l’abbigliamento possa essere una giustificazione per la violenza mi fa domandare: ma a cosa sono servite le campagne di sensibilizzazione? A cosa le manifestazioni? A cosa i film? A cosa i libri? A cosa le battaglie, soprattutto?
A cosa serve vivere in una bolla accompagnati da persone come noi se poi l’Italia è questa che Istat ci sbatte in faccia con la crudeltà che solo i numeri sanno raccontare?
Ma io voglio essere libera di vestirmi come voglio. Di bere quanto mi pare. Di dire no tutte le volte che voglio, e in qualsiasi momento.
Voglio essere libera di avere più successo di un uomo. Di provvedere alle necessità economiche della mia famiglia.
Anzi: io mi sento libera di vestirmi come voglio, di bere quanto voglio, di dire no tutte le volte che voglio. E sono libera — e anzi voglio — avere più successo di un uomo e provvedere a tutte le necessità economiche della mia famiglia.
Lo voglio, e ne ho il diritto. E non mi sento, e soprattutto non sono, responsabile se porto una minigonna, se bevo una birra di troppo, se guadagno di più.
Eppure fino a quando non smantelleremo questa cultura saremo vittime.
Venticinque novembre, o meno. Saremo vittime tutti i giorni. Tutti gli anni.
Flavia Piccinni
Scrittrice e giornalista
(da “Huffingtonpost”)
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Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
NELLA SUA PRIMA USCITA ELETTORALE, IL MILIARDARIO HA DETTO DI ESSERE IL SOLO IN GRADO DI BATTERE TRUMP
«Senza di me, Donald Trump ha molte più chances di essere rieletto». È questo il messaggio che vuole mandare Michael Bloomberg, e l’ha reso ben chiaro durante la sua prima uscita elettorale dalla discesa in campo per le Presidenziali Usa 2020. L’attuale capo della Casa Bianca «È una minaccia per il nostro Paese, i nostri valori e la nostra sicurezza. Se fosse rieletto sarebbe un grande rischio e io non posso restare a guardare che questo accada», ha affermato Bloomberg in Virginia il 25 novembre. «So di cosa c’è bisogno per battere Trump, perchè l’ho già fatto. E lo farò di nuovo», ha aggiunto.
Bloomberg ha quindi attaccato Trump per aver spinto alle dimissioni il segretario alla Marina che si era schierato contro un Navy Seal accusato di crimini di guerra: «Abbiamo un presidente che non ha alcun rispetto per la legge, per l’etica e per i valori che fanno davvero grande l’America», ha affermato l’ex sindaco di New York.
Bloomberg investirà nelle prossime settimana circa 37 milioni di spot pubblicitari secondo dati di Kantar Media/CMAG, e molti l’hanno accusato di voler comprare la presidenza.
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
CASE E PALAZZI CROLLATI, MOLTI DISPERSI, 300 FERITI, PERSONE SOTTO LE MACERIE
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha colpito alle 2,54 ora locale (le 3,54 in
Italia) la costa settentrionale dell’Albania, vicino a Durazzo.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa dieci chilometri di profondità ed epicentro tra Shijak e Durazzo.
Almeno sette persone hanno perso la vita. Nella capitale, Tirana, la gente è scesa in strada in preda al panico, a Durazzo e Thuname crollati case e palazzi, dispersi, almeno 300 feriti, persone sotto le macerie.
Unità dell’esercito e della protezione civile sono al lavoro tra le macerie di un palazzo a Durazzo e di altri tre a Thumana, dove sono stati tratti in salvo per ora due bambini. A Kurbin un uomo è morto invece dopo essersi gettato dal balcone per tentare di mettersi in salvo.
“E’ stata una scossa forte e lunga, si muoveva tutto. In preda alla paura e al panico siamo corsi in strada”. Questo il racconto di Aida, italiana di origine albanese, da Tirana. “Qui fortunatamente non ci sono stati danni importanti a differenza di Durazzo e dei paesi vicini dove ci sono stati diversi crolli”, aggiunge.
“Noi siamo al primo piano – racconta Aida che in questi giorni si trova nella capitale albanese in visita alla sua famiglia – e appena sentita la scossa abbiamo preso i miei nipoti di due e sette mesi e siamo andati in strada. E qui restiamo al momento perchè le repliche, seppur più brevi e meno intense, continuano”.
Il forte sisma è stato sentito anche in Italia, in Puglia, in Basilicata, in Campania e in Abruzzo. “La scossa di terremoto delle ore 3.54 è stata avvertita in provincia di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto.
Dalla sala della protezione civile della Regione Puglia non risultano allo stato segnalazioni di danni in Puglia. Vi aggiorno se emergeranno fatti rilevanti” avverte su Twitter il governatore pugliese Michele Emiliano.
Per il terremoto in Albania “abbiamo attivato l’unità di crisi della Farnesina, stiamo monitorando tutto, al momento non risultano italiani coinvolti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo ad Agorà su Rai Tre.
L’associazione “Italy in Albania” su Twitter ricorda a tutti i cittadini italiani il numero di emergenza connazionali dell’Ambasciata (+35542274900).
“Il violento terremoto” in Albania “ha causato gravi conseguenze e sfortunatamente ci sono delle vittime”. Lo ha scritto sui social il premier albanese Edi Rama, aggiungendo che “tutte le strutture statali sono al lavoro fin dai primi momenti successivi al sisma”. “Si lavora intensamente per salvare ogni vita possibile in alcuni punti critici a Durazzo e Thumana”, prosegue il premier, che invita la popolazione a “mantenere la calma e a sostenere a vicenda”. Rama ha annunciato alla stampa che si recherà immediatamente a Durazzo, la più colpita dal terremoto.
La comunità internazionale si è già mobilitata. A quanto riferito dal premier di Tirana, Edi Rama, “tutti gli amici dell’Albania si stanno rapidamente attivando”. Tra i Paesi che stanno mandando aiuti e quelli che hanno dato disponibilità a inviarli, Rama cita l’Italia, la Grecia, la Francia la Turchia, ma anche l’Ue e gli Usa.”
Il premier italiano Giuseppe Conte ed il premier greco Mitzotakis hanno inviato aerei con squadre di soccorso”, scrive Rama. Dall’Italia starebbero arrivando a Tirana due squadre di vigili del fuoco.
La paura è stata “registrata” sui social. “Fortissimo terremoto in Albania, avvertito anche nel Salento. Tanta paura” twitta Rocco Nuzzo. “Mai sentite in vita scosse così forti : tutto si muoveva”, posta da Lecce Biagio Marzo. “A Bari pure”, risponde Mariangela Alliata.
“È stata la scossa di Terremoto più forte e lunga che io abbia avvertito in tutta la mia vita, ho ancora il cuore a mille”, dice Ilaria. Supermimmone di Lecce posta un video girato con lo smartphone del lampadario che dondola. “Un giorno che dormivo e di colpo io e mia moglie ci siamo guardati senza parlare e abbiamo capito cosa erano quegli strani scricchiolii: teremoto”, commenta.
“Mi ha svegliato il rumore dell’armadio che ha vibrato per diversi secondi”, è la testimonianza di Giovanni Diraco. Valentina Fischione: “Anche io l’ho sentito e sto a Napoli”.
Pennywise: “Ha svegliato anche me che sto a Sulmona”. Michele Carofiglio, da Bari: “Il più lungo che ricordi in vita mia”. Nerometà : “Avvertito forte anche in Basilicata, qui a Matera. È durato tanto, molti per strada ma nessun danno, per ora!”.
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
MERCOLEDI LA NUOVA COMMISSIONE POTREBBE ANDARE OLTRE LA MAGGIORANZA DI LUGLIO… I VERDI SI ASTENGONO, RICOMPATTATI I SOCIALISTI, SI’ DEL M5S, SOVRANISTI ISOLATI
“Il rinvio del voto di quattro settimane lo abbiamo usato per lavorare duramente. Tutto è risolto…”, dice Ursula von der Leyen dopo un colloquio con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
Gli intoppi che hanno rinviato al primo dicembre l’insediamento della nuova Commissione europea, vale a dire la bocciatura dei commissari di Francia, Romania e Ungheria e la loro sostituzione — hanno alla fine portato frutti maturi: dopodomani, quando la plenaria di Strasburgo si esprimerà sulla nuova squadra di 27 commissari (senza il Regno Unito), la maggioranza potrebbe superare i 383 sì che a luglio diedero l’ok alla nomina di von der Leyen presidente.
Allora ci furono solo 9 voti di scarto, mercoledì potrebbero essercene molti di più. La nuova squadra di Palazzo Berlaymont, finora di salute incerta, potrebbe alla fine nascere con una larga maggioranza o con importanti astensioni: quella dei Verdi, per esempio.
Il gruppo guidato dalla tedesca Ska Keller dovrebbe passare dal no espresso a luglio all’astensione: è un’apertura di credito verso le promesse della nuova presidente che ha indicato il ‘Green new deal’ come la priorità del suo mandato. L’11 dicembre il nuovo patto per l’Ambiente verrà presentato a Bruxelles in Commissione.
Inoltre, si sono ricompattati i socialisti. Anche le delegazioni che a luglio non votarono per Ursula, nel segreto dello scrutinio, ora invece la appoggerano.
Voteranno per lei i tedeschi — i più scontenti del risiko di nomine europee dopo le elezioni di maggio — ma anche i francesi, i belgi.
Pressocchè unica incognita i socialisti rumeni, che hanno perso il loro rappresentante in squadra, visto che la prima candidata di Bucarest Rovana Plumb è stata bocciata e la seconda, Adina Valean, è liberale, espressione del nuovo governo insediatosi dopo la caduta del governo socialista.
Ad ogni modo, domani tutti i commissari socialisti, a cominciare dall’olandese Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione, incontreranno gli eurodeputati di S&D per ‘spremerli’ fino all’ultimo voto.
Confermato il sì dei 14 eletti del M5s che però stavolta potrebbero non essere ago della bilancia sulla nuova commissione: a luglio di fatto lo furono, senza i loro voti von der Leyen non sarebbe passata. Fu l’inizio della frattura con la Lega che infatti domani conferma i suoi 28 no. Contrari anche tutti i sovranisti del gruppo ‘Identità e Democrazia’.
Mentre dai Conservatori e riformisti potrebbe arrivare qualche altro sì, dopo quello dei polacchi del Pis che già a luglio hanno sostenuto von der Leyen. Domani riunione di Ecr, decideranno in quella sede anche gli eletti di Fratelli d’Italia.
Compatto a sostegno della Commissione il Ppe. A luglio anche tra i Popolari ci furono dei franchi tiratori: pur senza prove, il dito in questi mesi è sempre stato puntato verso i tedeschi di Manfred Weber, attuale presidente del gruppo, ex capolista alle europee, Spitzenkandidat, che ambiva alla presidenza della Commissione.
Ora il Ppe è compatto per la nuova Commissione. Il primo gruppo politico all’Europarlamento ha anche un commissario in più rispetto alle aspettative: al posto della bocciata Sylvie Goulard, Emmanuel Macron ha scelto Thierry Breton, vicino ai Popolari. Confermato infine il no della sinistra del Gue.
“L’Europa è pronta andare avanti”, sottoline von der Leyen dicendosi “fiduciosa” sul voto di dopodomani. “Siamo alla fine di un processo democratico. Poi mercoledì ci sarà il voto della plenaria, il percorso è stato concluso – dice Sassoli – Mi sembra che siano state raccolte anche molte indicazioni del Parlamento. E’ un processo democratico, utile perchè questa legislatura abbia successo”.
(da “Huffingtonpost“)
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