Destra di Popolo.net

RICORDATE IL CONSIGLIERE LEGHISTA CHE STAMANE AVEVA SCRITTO CHE IL 90% DELLE DENUNCE DI VIOLENZA SULLE DONNE SONO FALSE? HA CAMBIATO IDEA E IN SERATA SI SCUSA PURE LUI

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

AVANTI CON IL CIRCO SOVRANISTA, SI E’ PENTITO PURE QUESTO: “AVEVO PRESO DATI SBAGLIATI”

Dopo la bufera che ha travolto il consigliere comunale di Casalecchio di Reno, Umberto La Morgia (Lega) che, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha sostenuto che «Il 90% delle denunce di violenza di uomini su donne sono false e vengono archiviate intasando procure e tribunali», sono arrivate le scuse pubbliche.
La Morgia, sul suo profilo Facebook, si è scusato per essere stato «approssimativo e inopportuno nel giorno dedicato alla tutela delle donne e mi scuso se qualcuno si possa essere sentito offeso». Il consigliere leghista ha poi spiegato che i dati citati gli erano stati forniti «dalle associazioni di genitori separati».
«Io — prosegue La Morgia — sono particolarmente vicino alle persone che subiscono violenza di ogni tipo e auspico politiche capaci di superare le contrapposizioni ideologiche e di promuovere alleanze tra i generi e le generazioni».
Un altro pentito del giorno dopo.

(da agenzie)

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CONTRORDINE PADAGNI: IL SINDACO LEGHISTA DI BIELLA ORA RIDA’ LA CITTADINANZA ONORARIA A LILIANA SEGRE

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

ORMAI SIAMO AL CIRCO: TRAVOLTO DALLE POLEMICHE IL SINDACO RICAMBIA IDEA, TIPICO ESEMPIO DI COERENZA SOVRANISTA

Biella fa retromarcia. L’amministrazione comunale di centrodestra conferirà  la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre.
L’annuncio è arrivato in consiglio comunale da parte del sindaco leghista Claudio Corradino “Mi spiace per quanto è accaduto. Certamente potevamo gestire meglio tutta la vicenda. Ribadisco che reputo giusto concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre e mi scuso ancora per i fatti e gli equivoci”.
Finito nel mirino dei media nazionali per aver negato la cittadinanza alla Segre per poi proporla al presentatore tv Ezio Greggio Corradino si era infine scusato con la senatrice con la frase: “Sono stato un cretino”.
Dopo la bufera mediatica, ora i politici biellesi della Lega provano a metterci una pezza anche in ragione della bocciatura da parte del leader Matteo Salvini.
Alla novità  ha lavorato pure il parlamentare biellese di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro: “E’ una settimana che mi adopero affinchè venga concessa la cittadinanza alla Segre, come giusto. Discorso diverso per la commissione parlamentare, sulla
Il sì a mettere all’ordine del giorno di un prossimo consiglio la cittadinanza onoraria alla Segre arriva quasi in contemporanea alla manifestazione organizzata da un gruppo di “sardine” biellesi proprio sotto il municipio, riunite dall’hastag #nonsiamocretini per prendere le distanze dal sindaco leghista.
Una protesta in difesa della città  che è stata oscurata proprio nelle settimane in cui aveva ottenuto il riconoscimento Unesco come città  della creatività .

(da agenzie)

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LA POLEMICA SUL MEF E’ TIPICA DEI CAZZARI ALL’ITALIANA

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

NON ABBIAMO BISOGNO DEL FONDA SALVA-STATI, QUINDI LA POLEMICA E’ RIDICOLA… MA SE ABBIAMO GOVERNI VOLUBILI E PROVVISORI LA COLPA E’ SOLO NOSTRA

Il dibattito (tutto italiano) intorno al Mes ha raggiunto livelli sublimi, però perfettamente indicativi dello stato di salute dell’establishment nazionale (che non sta per niente bene). E allora guardiamoci un po’ dentro in questa storia, che per essere compresa va inserita nel processo d’integrazione europea così come va avanti da ormai tre decenni.
Ebbene questo processo si è spinto molto avanti sul versante della moneta (l’euro) e dei servizi finanziari, con corollario di paletti (abbastanza) rigidi di “coordinamento” delle politiche di bilancio. Parimenti ha sviluppato una forte disciplina comune sul versante bancario (aspetto impossibile da disgiungere dai tasselli precedenti), con conseguente tendenza alla protezione dei soggetti più forti (tedeschi e francesi in particolare).
In questa direzione dunque l’Europa ha fatto enormi passi avanti, di cui Mario Draghi è stato negli ultimi anni interprete efficace (sua la messa in campo del Quantitative Easing) e autorevole (pur con voci critiche all’interno, a cominciare dal versante tedesco). Su altri fronti (non meno importanti) l’Europa è rimasta ferma (politica industriale, si pensi al 5G) o addirittura è andata indietro (totale assenza di politica estera comune, come insegna il caso Libia).
Insomma si è scelta una strada, con al centro di tutte le attenzioni la politica monetaria e i servizi finanziari, che non poteva generare altri risultati che un’ossessiva attenzione a quei mondi, che hanno nelle banche il motore del sistema.
Torniamo al Mes, nell’ultima sua versione che è oggi materia di discussione in vista del prossimo vertice di dicembre che dovrebbe approvarlo. Ebbene diciamo allora chiaro e tondo come stanno le cose: insieme a uno strumento potenziato per fare fronte e situazioni di crisi esso contiene un palese aiuto (in caso di necessità ) alle banche (che prima non c’era in versione così esplicita) e un più stringente meccanismo di controllo sui governi (quando si decide di aderire al piano di aiuto), generando quindi un’ulteriore spostamento di sovranità  verso le figure tecniche a discapito di quelle politiche.
Sono quindi fondati gli allarmi italiani? Potremmo dire di sì (per un verso), poichè è chiaro che essendo noi il Paese con il più elevato (per dimensione) debito pubblico d’Europa siamo comunque sempre “vigilati speciali” dai mercati e dalle società  di rating.
Al tempo stesso però va anche detto che nulla lascia intravedere oggi un bisogno italiano di ricorrere a quegli strumenti di aiuto, anche perchè siamo ormai da molto tempo in un contesto finanziario di “tasso zero”. E comunque il modo italiano di reagire contiene (ancora una volta) tutti i difetti nazionali, che ci rendono poco affidabili sia in sede europea che mondiale.
Questo è il punto centrale di questa storia, punto che dalle nostre parti tutti o quasi fanno finta di non vedere. Dico questo per tre ragioni essenziali, che provo a elencare rapidamente.
Primo: la trattativa è in corso da due anni e i ministri (Tria in testa) del governo giallo-verde hanno preso parte a tutte le discussioni, ottenendo anche alcune modifiche importanti. Quindi (Salvini se ne faccia una ragione) non possiamo dire che gli altri sono brutti e cattivi (tedeschi e francesi per primi) per il semplice fatto che al tavolo ci siamo stati anche noi.
Secondo: se noi cambiamo idee, governi, ministri e atteggiamenti ogni sei mesi non possiamo darne colpa agli altri, perchè siamo gli unici in Europa a fare così. E questo vuol dire che quelli bizzarri siamo (innanzitutto) noi.
Terzo: operano in Italia tre soggetti politici di primaria importanza (Lega, Pd e M5S, di cui uno all’opposizione e due al governo) che non presentano (due in particolare) buone performance sul fronte internazionale. La Lega perchè legata a doppio filo con la parte meno presentabile della destra continentale (e non solo), il M5S perchè privo di bussola e capace di scegliere quasi sempre la parte sbagliata in cui mettersi (con i Gilet Gialli contro Macron, con la Cina contro gli studenti di Hong Kong, con il dittatore Maduro contro i manifestanti venezuelani).
Poi c’è il Pd, in questo momento di gran lunga il meglio dotato per governare, con un ministro dell’economia (Roberto Gualtieri) di grande buon senso e serietà . Un Pd che però vacilla nei consensi elettorali (ha preso mazzate in tutte le regioni) e che per tornare al governo ha dovuto accettare un’alleanza contro natura con i grillini, nati a cresciuti nell’ostilità  più feroce alla sinistra di governo italiana.
Se a tutto ciò aggiungiamo la figura di un premier tecnico (abile quanto si vuole, ma non certo dotato di una sua forza politica) ne esce il quadro di quello che siamo (vedasi alle voci Ilva o Alitalia): un Paese guidato da una classe dirigente provvisoria e volubile.
E allora la mia sintesi è così: francesi e tedeschi sono certamente un po’ stronzi, ma noi siamo dei gran “cazzari”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: governo | Commenta »

QUOTA 100 AVRA’ 632.000 ADESIONI IN MENO DEL PREVISTO

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

NEL TRIENNIO ANDRANNO IN PENSIONE UN TERZO DELLE PERSONE STIMATE… E NON CREERANNO I POSTI DI LAVORO PROMESSI: UN ALTRO BIDONE LEGHISTA

In tre anni Quota 100 totalizzerà  circa un terzo delle adesioni che erano state previste al momento dell’introduzione della misura: 341mila anzichè 973mila.
Lo dice una stima realizzata dalla Cgil nell’ambito di uno studio intitolato “Disuguaglianze di genere nel sistema previdenziale”, da cui emerge anche come Quota 100 si stia rivelando un canale d’uscita molto più vantaggioso per gli uomini che per le donne.
Quando nel gennaio 2019 la misura fu varata dal Governo Conte 1, sostenuto da M5S e Lega, si considerò che all’Inps sarebbero arrivate 290mila domande nel primo anno di operatività , 327mila nel secondo e 356mila nel terzo: totale del triennio sperimentale, appunto, 973mila.
Per questo il governo aveva previsto uno stanziamento di 3,8 miliardi di euro per il 2019, di 7,8 miliardi nel 2020 e di 8,3 miliardi nel 2021.
In questi primi dieci mesi di Quota 100, però, le cose sono andate diversamente. Molto diversamente.
All’11 novembre 2019 risultano arrivate all’Inps circa 201mila domande, a fronte delle 290mila attese per l’intero anno. E secondo la simulazione della Cgil alla scadenza del triennio sperimentale le adesioni alla misura di prepensionamento non saranno più di 341mila, anzichè 973mila. La differenza è di 632mila unità .
Questa sovrastima implica un notevole risparmio nelle somme stanziate. Alla fine del 2019 si prevede che avanzeranno circa 1,5 dei 3,8 miliardi di euro previsti. E alla fine del triennio il risparmio potrebbe salire anche a 7 miliardi complessivi.
Secondo la Cgil, inoltre, Quota 100 è uno strumento utile più agli uomini che alle donne: il sindacato stima infatti che delle 341mila adesioni in tre anni di cui sopra, solo 100mila riguarderanno contributrici di sesso femminile.
Tra le donne, il sindacato calcola che tra 2019 e 2021 oltre 43.500 donne usciranno con Quota 100 nel settore privato e più di 56.200 nel settore pubblico.
Il resto della platea coinvolta è rappresentato da uomini (oltre 214 mila).

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

NUOVE PERQUISIZIONI NELL’INCHIESTA SULLA FONDAZIONE OPEN, EX CASSAFORTE RENZIANA

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

CONTESTATI I REATI DI FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI, AUTORICICLAGGIO E TRAFFICO DI INFLUENZE ILLECITE

Oltre venti perquisizioni a Firenze e in altre città  italiane sono state eseguite oggi, martedì 26 novembre, dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura del capoluogo toscano sui finanziamenti alla fondazione Open, l’ex “cassaforte” renziana, chiusa nel 2018. E che, fra le altre cose, serviva a finanziare la Leopolda: la convention politica dell’ex premier Matteo Renzi
Per quell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco con il pm Antonino Nastasi, risulta indagato l’allora presidente Alberto Bianchi.
Oltre al traffico di influenze illecite, sarebbero contestati anche i reati di riciclaggio, autoriciclaggio, appropriazione indebita, false comunicazioni sociali e finanziamento illecito ai partiti.
Secondo l’accusa “la fondazione Open ha agito come articolazione di partito, ha rimborsato spese a parlamentari, messo a loro disposizione carte di credito e bancomat”. La Open, sempre secondo ipotesi investigative, avrebbe funzionato come estensione di un partito politico.
L’attenzione degli inquirenti si sarebbe focalizzata sulle primarie del 2012, sul Comitato per ‘Matteo Renzi segretario’ e su ricevute di versamento da parlamentari. Sempre secondo quanto emerge gli investigatori avrebbero individuato legami, ipotizzati come anomali, tra le prestazioni professionali, rese dall’avvocato Alberto Bianchi di Firenze e da collaboratori del suo studio, e i finanziamenti percepiti dalla Open.
Le perquisizioni si sono svolte in venti città : oltre a Firenze, Milano, Modena, Torino, Bari, Alessandria, Pistoia, Roma, Napoli, Palermo. E riguarderebbero alcune delle aziende che negli anni hanno finanziato la fondazione. Non tutti i soggetti perquisiti risultano indagati.
L’inchiesta sulla fondazione Open – da cui sarebbero scaturite queste perquisizioni – è emersa nel settembre scorso quando a Firenze venne perquisito lo studio dell’avvocato Alberto Bianchi. Tra i documenti che gli furono sequestrati, ci sarebbero i bilanci della Open e la lista dei finanziatori della fondazione.
“Rinnovo la mia piena collaborazione con la magistratura affinchè sia fatta chiarezza prima possibile sull’indagine che mi riguarda. Sin da subito mi sono messo a disposizione fornendo qualsiasi atto mi fosse richiesto. Del resto tutte le entrate e le uscite della Fondazione Open sono tracciabili, perchè avvenute con bonifico, carte di credito… È stato fatto tutto alla luce del sole. Messo nero su bianco”, ha fatto sapere Bianchi in una nota. “Si sta facendo una polemica strumentale – afferma ancora Bianchi nella stessa nota – che potrebbe toccare qualsiasi politico e qualsiasi amministratore”.

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

ALITALIA, LA RESA DEL GOVERNO: “LA SOLUZIONE DI MERCATO NON C’E'”

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

DOPO IL PASSO INDIETRO DI ATLANTIA IL CONSORZIO NON C’E’ PIU’…PERSI ALTRO TEMPO E MILIONI PER NULLA

Anche il governo si arrende: per Alitalia è naufragata l’ipotesi di un salvataggio privato. “Al momento un soluzione di mercato non c’è”, ha detto il ministro dello Sviluppo Economia Stefano Patuanelli intervenendo al Senato. “Stiamo valutando diverse opzioni con attenzione”, “non è una proroga al consorzio che si stava costituendo, perchè quella strada lì non c’è più”, ha detto. “E’ dieci anni che si tenta di privatizzare” la compagnia, dice. Ma, sottolinea il ministro, “ha una dimensione che il mercato fa difficoltà  ad accettare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vice ministro dello Sviluppo Economico Stefano Buffagni. “Alitalia è stata messa sul mercato con una gara. Le aziende che hanno partecipato non sono riuscite a fare un’offerta sostenibile. Siamo di fronte a un bivio: o la si fa andare nella direzione che prevede la norma o si trovano strade alternative per valorizzare gli asset”, ha detto sottolineando che “è arrivato il momento di prendere decisioni difficili e ragionare per creare valore, ma anche perchè siano appetibili sul mercato”.
Visione sintetizzata anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha ammesso: “Ora non abbiamo una soluzione di mercato a portata di mano”. Pur restando la via d’uscita preferita dalla crisi della compagnia aerea, “valutiamo alternative”.
“Dobbiamo garantire il servizio, i posti di lavoro, gli asset, ma non possiamo continuare a permettere che sia un buco nero delle casse dello Stato”, ha proseguito di nuovo Buffagni. Secondo il vice ministro “Non si deve fare carne da macello di un’azienda come invece fanno altre realtà  ma non si può neanche continuare a perpetrare un versamento di soldi che diventa un buco nero”.
Lo stop alla soluzione di mercato è arrivato di fatto già  la scorsa settimana quando Atlantia si era sfilata dal consorzio costituito per rilanciare l’ex compagnia di bandiera. Preso atto dal passo indietro di Atlantia, anche Ferrovie dello Stato, pivot pubblico dell’operazione, aveva quindi dovuto dare forfait come regista del consorzio.

(da agenzie)

argomento: Alitalia | Commenta »

NEGLI STATI UNITI CI SONO DUE GENERAZIONI A CUI IL SOCIALISMO COMINCIA A PIACERE

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

L’ANALISI GALLUP: SOTTO I 39 ANNI IL 49% PREFERISCE UN SISTEMA SOCIALISTA A QUELLO CAPITALISTA … LE CRITICHE SONO RIVOLTE ALLA CONCENTRAZIONE IN GROSSI GRUPPI ECONOMICI

Socialismo o capitalismo? La società  di analisi Gallup ha pubblicato i dati di una ricerca sulle preferenze politiche negli Stati Uniti.
I dati sono divisi su tre generazioni: i Millennial e la Generazione Z, quelli che ora hanno tra i 18 e i 39 anni, la Generazione X, tra 40 e 54 anni, e i Baby Boomers e Traditional, dai 55 anni in su.
Le tendenze sono chiare. In tutti i campioni di intervistati si registra un avanzata del socialismo, anche se per Generazione X e Baby Boomer il sistema preferito rimane ancora il capitalismo, scelto rispettivamente dal 61% e dal 68% della popolazione.
Le distanze fra capitalismo e socialismo si riducono in modo sensibile tra i Millennial e Generazione Z. Nelle interviste, la differenza tra i due sistemi economici è davvero ridotta: il 49% dei giovani adulti valuta positivamente il socialismo, il restante 51% il capitalismo.
Conseguenza di queste tendenze è anche il giudizio sul Big Business, una formula che indica un’economia basata su grandi gruppi che puntano su un commercio in vasta scala. Questo modello è valutato positivamente solo dal 46% tra i più giovani, contro 55% della Generazione X e di Baby Boomer.
Gli analisti di Gallup scrivono, al termine del report, che questi dati spiegano che i giovani adulti americani sono ancora favorevoli a un economia basata sul libero mercato ma, allo stesso tempo, sono preoccupati dei grandi gruppi che stanno acquisendo sempre più potere.
E sarebbero più sereni se il loro governo cominciasse ad occuparsi di più di queste realtà .

(da agenzie)

argomento: economia | Commenta »

L’EUROPA PREMIA OLEG SENTSOV, IL REGISTA UCRAINO OPPOSITORE DI PUTIN, E I LEGHISTI SPARISCONO DALL’AULA

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

CONDANNATO A CINQUE ANNI SOLO PER AVER MANIFESTATO IN PIAZZA CONTRO L’ANNESSIONE DELLA CRIMEA…I SOVRANISTI CHE VOGLIONO VENDERE L’ITALIA AI RUSSI NON POSSONO INIMICARSI IL LORO PADRONE

Dopo cinque anni di detenzione in Russia, il regista e attivista ucraino Oleg Sentsov ha potuto finalmente ritirare di persona il Premio Sacharov che l’Unione Europea gli ha assegnato l’anno scorso.
Oggi Sentsov, arrestato per aver protestato in Piazza Indipendenza a Kiev contro l’annessione della sua nativa Crimea alla Russia, ha ritirato il premio a Strasburgo dove l’Europarlamento è riunito in plenaria. Assenti dall’aula al momento della consegna del premio, tutti gli eurodeputati leghisti e gran parte dei loro colleghi sovranisti del gruppo “Identità  e democrazia”.
Spiegazione ufficiale dalla delegazione del partito di Salvini: altri impegni pregressi hanno impedito agli europarlamentari del Carroccio di partecipare. Ma in aula non ce n’era nemmeno uno e questo all’Europarlamento ha alimentato gli interrogativi su un’assenza non casuale ma voluta, per non partecipare alla premiazione di un dissidente anti-Putin, dati i legami della Lega con Mosca.
Il Premio Sacharov per la libertà  di pensiero, così chiamato in onore del fisico e dissidente politico sovietico Andrei Sacharov, viene assegnato annualmente dal 1988 a persone e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà  fondamentali.
“E’ un grande onore e una grande responsabilità  ricevere questo premio — ha detto Sentsov quando il presidente dell’Europarlamento David Sassoli gli ha consegnato il premio – Lo accetto non come un onore personale ma come un premio a tutti i prigionieri politici ucraini che sono passati dalle prigioni russe o che ci si trovano tuttora”.
I russi, ha aggiunto, “non vogliono la pace nel Donbass, non vogliono la pace per l’Ucraina, vogliono che viviamo in ginocchio, vogliono controllare la politica europea secondo i loro metodi e non possiamo permetterlo”.
“Lei è rimasto saldo nei suoi principi e nelle sue convinzioni e ha pagato per questo. Nessuno dovrebbe pagare un prezzo per la propria libertà  — sono le parole di Sassoli – Sentsov è stato rilasciato ma molti altri, fra cui giornalisti e blogger come Stanislav Aseyev, sono tuttora tenuti in ostaggio in Ucraina orientale. Chiediamo insieme che vengano liberati”.
Condannato a 20 anni di reclusione per “aver tramato atti terroristici” contro il governo de facto russo in Crimea, Sentsov è stato rilasciato il 7 settembre 2019 come parte di un accordo di scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.
Amnesty International ha descritto il suo processo come “un processo ingiusto di fronte a un tribunale militare”.
Il regista è diventato un simbolo per i circa 70 cittadini ucraini illegalmente arrestati e condannati a sentenze molto severe dalle forze di occupazione russe nella penisola di Crimea. Sentsov ha fatto uno sciopero della fame da metà  maggio 2018 al 6 ottobre 2018, quando l’ha concluso sotto la minaccia di venire alimentato con la forza.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: radici e valori | Commenta »

IL BRACCINO CORTO DEI FAN DI SALVINI PER I TERREMOTATI ALBANESI

Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile

PERCHE’ NON DICEVANO “PRIMA I TERREMOTATI” QUANDO GOVERNAVA SALVINI E NON HA FATTO UNA MAZZA? … L’EUROPA CI HA AIUTATO CON UN MILIARDO DI EURO, NON SE NE FOTTE DEL PROSSIMO COME SONO ABITUATI A FARE I SOVRANISTI

Quando erano gli altri ad aiutare noi (e noi ad aiutare altri ancora)
Siamo ormai abituati agli slanci di generosità  dei fan di Salvini e dei sovranisti. Abbiamo visto quanti si sono affrettati a mettere le mani avanti quando l’ex ministro dell’Interno lanciava una raccolta fondi a favore della vedova di Mario Cerciello Rega oppure Giorgia Meloni chiedeva di versare un contributo per la ricostruzione di Notre Dame, nel tentativo di dimostrare che sovranità  non è il contrario di solidarietà .
Nel caso servisse un’altra dimostrazione il pretesto ce lo fornisce il terremoto di questa mattina sulla costa albanese.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato su Twitter di aver disposto «l’invio di uomini e mezzi di soccorso. Squadre di vigili del fuoco, personale della Protezione civile».
Una decisione che non è piaciuta al deputato della Lega e componente della commissione Esteri della Camera Paolo Grimoldi che ha parlato di «nobile gesto» ribadendo che «in questo momento l’Italia è in ginocchio per il maltempo».
Insomma «giusto aiutare l’Albania, ci mancherebbe, ma prima pensiamo a casa nostra e ai nostri cittadini e lasciamo ad altri Stati UE i soccorsi all’Albania».
Nel frattempo anche lo Stato Maggiore della Difesa ha annunciato la mobilitazione per aiutare la popolazione albanese.
Ma l’onorevole Grimoldi non è il solo. Anche nel post in cui Matteo Salvini esprime tutta la sua vicinanza e solidarietà  all’Albania colpita dal terremoto i commentatori non sono così d’accordo.
Prima gli italiani è il grido di battaglia che si leva dai social. Gli italiani sono stati ben educati dalla propaganda della Lega Nord e della Lega di Salvini ed ormai si tratta quasi di un riflesso condizionato. In fondo la lezione di Catechismo dell’ex ministro Lorenzo Fontana è stata molto chiara: aiutare prima gli italiani.
Sono tutti estremamente dispiaciuti e rammaricati, in fondo esprimere solidarietà  a parole non costa nulla. Di gesti concreti invece meglio non farne, perchè c’è da pensare prima agli italiani. Soprattutto ai terremotati che sono ancora senza casa e sotto la neve.
Del resto si sa, il sovranista è uno che pensa sempre ai terremotati. Una volta è per lamentarsi degli immigrati negli hotel, l’altra perchè il governo è “razzista” nei confronti degli italiani.
Quando però c’è da chiedere a Salvini come mai — quando era parlamentare europeo — per due volte non ha partecipato al voto per stanziare i fondi per i terremotati, oppure quando il suo governo si è dimenticato di provvedere allo smaltimento delle macerie il sovranista si dilegua.
Eppure ne avrebbero di che chiedere conto, dal condono per Ischia alla bufala dell’emendamento della Lega approvato sull’esenzione per l’IMU nelle zone terremotate.
E così questa grande competenza, questo expertise maturato sul campo dei social, nella gestione del post terremoto si tramuta oggi in una bella bordata di indifferenza nei confronti degli albanesi vittime del terremoto.
Come se il sisma si curasse di confini o identità  nazionali. Ed è curioso che quando la Lega era al governo nessuno abbia chiesto di “pensare ai terremotati“. Forse erano distratti?
Senza dubbio quello degli albanesi è un dramma, scrivono, ma perchè pensare all’Albania quando l’Italia “sta cadendo a pezzi”?
Inutile “fare la corsa ad aiutare gli altri quando noi abbiamo gli stessi problemi”, chiosa un’altra. Tutte persone che ritengono che lo Stato italiano non possa disporre di risorse, uomini e mezzi necessari a fronteggiare le emergenze domestiche e dare una piccola mano all’Albania nello stesso momento.
«Noi abbiamo ricevuto aiuti dall’estero per i nostri?» si chiede una pagina sovranista il cui autore è evidentemente sconvolto perchè sono partiti gli aiuti per gli albanesi. Ebbene: nel 2017 il Parlamento europeo (Salvini non c’era) ha approvato lo stanziamento da parte del Fondo di solidarietà  dell’Unione europea di più di un miliardo di euro di aiuti all’Italia,   il più grande aiuto economico mai stanziato dall’Unione Europea.
Nei giorni successivi al terremoto del 2016 molti capi di Stato e di Governo avevano espresso la loro solidarietà  con promesse d’aiuto mentre aziende francesi hanno donato fondi per la ricostruzione post-sisma del 2016.
Quando è toccato a noi siamo stati aiutati. Così come in passato l’Italia non si è tirata indietro quando si è trattato di aiutare le vittime di disastri naturali all’estero.
Pensiamo solo alla missione della portaelicotteri Cavour dopo il devastante terremoto ad Haiti nel 2010 (ad un anno dal terremoto dell’Aquila), oppure ad altre incredibili missioni di soccorso come quella per salvare i profughi vietnamiti nel 1979. Nel 2010 l’Italia e l’Abruzzo portavano ancora i segni del devastante sisma del 6 aprile del 2009, eppure siamo andati ad aiutare gli haitiani. Forse proprio perchè sappiamo cosa vuol dire perdere tutto.
Qualcosa che evidentemente i sovranisti, nelle loro comode case, ignorano completamente.

(da “NextQuotidiano”)

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