Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
OGGI SUPERATA LA SOGLIA DI 500 NUOVI CASI, MENO COLPITI GLI ANZIANI, ETA’ MEDIA SCESA A 40 ANNI… BISOGNA RINGRAZIARE QUEI CRIMINALI CHE HANNO FATTO ABBASSARE LA GUARDIA SOSTENENDO CHE ORMAI IL VIRUS NON ESISTEVA PIU’ E DANDO IL CATTIVO ESEMPIO
Una situazione di “transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento”: è quanto si legge nel
rapporto di Monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss sulle infezioni da Covid in Italia nella settimana dal 3 al 9 agosto
Le infezioni contratte nella seconda metà di luglio 2020, mostrano “importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione”.
“È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di contact tracing (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia”, si legge.
Nell’ultima settimana di monitoraggio sono stati riportati 925 focolai di Covid di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva.
Le Regioni con valore Rt maggiore di 1 sono 9. “Il forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt pari o inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni/PPAA. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime medie pari o superiori ad 1 in nove Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali”.
Nel dettaglio questi sono gli Rt per ogni regione: Abruzzo 1.33 Basilicata 0 Calabria 0 Campania 0.86 Emilia Romagna 0.77 Friuli Venezia Giulia 0.32 Lazio 0.99 Liguria 1.05 Lombardia 1.13 Marche 1.02 Molise 0 Provincia di Bolzano 0.97 Provincia di Trento 0.78 Piemonte 1.04 Puglia 1.14 Sardegna 0.33 Sicilia 1.41 Toscana 1.28 Umbria 0.76 Val D’Aosta 0.37 Veneto 1.20.
Confermata anche l’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana che si sta stabilizzando intorno ai 40 anni. I focolai vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
INDAGATO PER PECULATO PER LA GESTIONE DI UN CENTRO DI ACCOGLIENZA MIGRANTI HA AVUTO ANCHE UN PRESTIGIOSO INCARICO IN RAI… IL PARTITO DELLA MELONI IN CALABRIA PIENO DI GUAI GIUDIZIARI
Continua a non esserci pace per Giorgia Meloni in Calabria. Tra inchieste, arresti e scandali Fratelli d’Italia a livello regionale è una groviera di imbarazzi per la leader sovranista che continua a non esprimersi pubblicamente, ma che fonti interne danno più che imbufalita per le scelte fatte alle ultime elezioni regionali calabresi dal deputato Edmondo Cirielli, responsabile delle liste elettorali.
Recentissimamente, dopo lo “scandalo” che ha toccato il cugino, il consigliere regionale di Locri Raffaele Sainato (subentrato a seguito dell’arresto di Domenico Creazzo, ex sindaco di Sant’Eufemia d’Astroponte), non avendo ricevuto “protezione” dal suo partito (vi aveva aderito a novembre, due mesi prima delle regionali) gli ha dato il ben servito e ha (ri)aderito a Forza Italia.
Mentre il vicepresidente del consiglio regionale in quota FdI (ex Pd) Luca Morrone è stato rinviato a giudizio per traffico di influenze lo scorso 24 luglio nell’ambito dell’inchiesta “Passepartout” della procura di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri.
Ieri, invece, è stato notificato dai carabinieri della compagnia di Taurianova un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un altro candidato alle scorse regionali calabresi con la lista di Fratelli D’Italia (primo dei non eletti), il sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari.
Quest’ultimo, volto storico della destra della provincia reggina e amico personale di Ignazio La Russa, è il dominus incontrastato di quel paesino al confine con la Piana di Gioia Tauro.
È stato eletto sindaco nel 1996, nel 2001, nel 2006. Dal 2007 al 2012 ha fatto il vicesindaco (non potendo ricandidarsi a primo cittadino) per poi venir rieletto sindaco nel 2012 e nel 2017.
La sua candidatura regionale coi meloniani fu annunciata quasi un anno prima delle elezioni con una conferenza stampa del 2 febbraio 2019 in cui erano presenti l’allora coordinatore provinciale Alessandro Nicolò, e la commissaria regionale e unica deputata calabrese di FdI, Wanda Ferro che in quell’occasione dichiarò: “sia Nicolò che Fazzolari hanno le carte in regola per fare la differenza”.
Un’affermazione che fu quasi una profezia di sventura: Nicolò è attualmente in carcere perchè accusato di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Libro nero” della Dda di Reggio Calabria, mentre Fazzolari è al centro dell’operazione della Procura della Repubblica di Palmi diretta da Ottavio Sferlazza e denominata “Cara migranti” che ipotizza che il centro di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale (attivo dal settembre 2016 all’aprile 2018) sia stato utilizzato dal sindaco per aumentare il suo peso e la sua influenza politica.
Nell’indagine sono coinvolti anche due titolari di impresa di abbigliamento, un gestore di una cooperativa e due funzionari della prefettura di Reggio Calabria. Sono accusati, a vario titolo, per i reati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale (unico reato contestato ai funzionari della prefettura), abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio (tutti reati contestati al sindaco, anche in concorso con altri), truffa ai danni dello Stato e peculato.
Secondo gli investigatori è stata documentata: “una gestione personale e discrezionale del centro di accoglienza, caratterizzata da poca trasparenza e correttezza, soprattutto in riferimento all’affidamento di servizi e forniture alle imprese, ma anche in relazione all’assunzione dei singoli collaboratori che si occupavano della gestione dei migranti”.
Il Cara, quindi, secondo quanto ipotizzato nell’indagine, era al centro di un giro di interessi, giochi di potere e illeciti guadagni con in mezzo la cooperativa sociale Itaca di Palmi che si occupava di accoglienza e assistenza ai migranti.
Secondo l’accusa, in cambio dell’affidamento della relativa convenzione, il sindaco avrebbe fatto assumere dalla cooperativa persone a lui legate da rapporti di amicizia o collaborazione politica, tra cui due consiglieri della sua maggioranza in consiglio comunale e la moglie di uno dei due, tutti privi di specifiche competenze nelle mansioni che avrebbero dovuto svolgere e che ricevevano un contributo mensile anticipato da Itaca, ma poi rimborsato dal comune stesso. Inoltre, pare che una “crisi politica” tra il sindaco e uno dei consiglieri comunali assunti dalla cooperativa si sia risolta con un pagamento di 200 euro in più al mese per la collaborazione.
Oltre a questo, esisterebbero anche fatture maggiorate da parte di due imprese di abbigliamento e in danno al Comune, con parte della merce destinata al look del figlio del sindaco, mentre per i funzionari della prefettura incaricati dei controlli e oggi indagati era tutto ok, come si evince dai verbali redatti e ritenuti falsi
Fazzolari, secondo l’inchiesta, avrebbe stipulato convenzioni mediante affidamenti diretti ad imprese da lui scelte, in violazione del codice degli appalti ed in conflitto di interesse perchè per alcune di esse svolgeva o aveva svolto il ruolo di consulente fiscale o intermediario-commercialista. Quest’ultimo è il tratto che maggiormente colpisce perchè coinvolge un ambito extrapolitico, la sua attività professionale per la quale è stimato in tutta Italia, avendo ricoperto ruoli importanti nel management della Rai.
Nel 2010, quando nel suo paese era vicesindaco di Guglielmo Rositani (allora presidente del Cda della Rai voluto da Berlusconi) è stato nominato membro effettivo del collegio sindacale di Rai Cinema, carica che ha ricoperto per due mandati (dal 22 luglio 2010 al 31 dicembre 2015).
Nel luglio 2019, invece, è stato nominato dal Cda Rai (per la parte italiana) nel collegio sindacale di Rai San Marino. Non è ancora chiaro se la commissione bicamerale di vigilanza sulla Rai si occuperà di questa questione che, alla luce dell’inchiesta, crea più di qualche imbarazzo.
Intanto, sugli scandali calabresi, la Meloni continua, tassativamente, a non pronunciarsi, ma è di poche ore fa la notizia della sospensione di Fazzolari dal suo partito operata dal commissario provinciale di Reggio Calabria di FdI, Denis Nesci “a tutela dell’immagine del partito”.
Una sanzione simile a quella operata nei confronti dell’ex parlamentare Giancarlo Pittelli, al centro del maxi-processo Rinascita-Scott.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
VANO IL TENTATIVO DI SALVARE IL SUO VICE, ANCHE FORCOLIN COSTRETTO A DIMETTERSI
Il vicepresidente del Veneto Gianluca Forcolin “si dimette da tutte le cariche e non verrà
ricandidato”.
Lo conferma il presidente Luca Zaia nel corso di una conferenza stampa, precisando che anche gli altri due consiglieri di maggioranza che hanno chiesto il bonus da 600 euro, non verranno ricandidati.
“Sono persone affrante, si rendono conto dell’accaduto. Non avranno la ricandidatura”, conferma oggi Zaia a proposito degli esponenti della Lega coinvolti. “Per me la partita è chiusa”.
Poi “ricordo che questa questione l’ha posta il sottoscritto – ricorda il governatore veneto – ho subito scritto a tutti i miei consiglieri chiedendo se avevano percepito il bonus. Tre consiglieri hanno confermato, ho parlato con loro, mi hanno spiegato le loro posizioni, che voi conoscete”, dice Zaia ai cronisti.
“Tutti e tre hanno fatto domanda, due hanno avuto l’erogazione e dicono di aver girato ad altri il bonus, mentre il vicepresidente non ha avuto nessuna erogazione. Non faccio il giudice, spero che Tridico si decida a dare le liste di tutti, non per fare caccia all’untore, ma perchè credo consiglieri regionali abbiano obbligo di chiarire loro posizione”.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
IL SINDACO CHIUDE TUTTI I LOCALI DI SOVERATO DOPO IL MESSAGGIO DI UN GIOVANE SU INSTAGRAM… “CHI E’ STATO IN CONTATTO CON ME SI FACCIA IL TAMPONE”
“Sono positivo al Covid-19, chiunque sia stato in contatto con me negli ultimi 14 giorni si faccia il tampone”: è questo il messaggio che un giovane ha pubblicato su Instagram, spiegando di essere stato in due locali di Soverato (Catanzaro) il primo weekend di agosto.
“Chi è stato lì si faccia controllare – continua il post -. Capisco che possiate avere paura, però, cercate di capire anche le mie di paure”.
L’invito – per quanto ragionevole – ha gettato nel panico decine di coetanei presenti alle stesse serate e ha spinto il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, a emettere un’ordinanza per disporre la chiusura delle attività di intrattenimento musicale della città .
“In maniera precauzionale – ha affermato Alecci in un video pubblicato su Facebook – ho emesso l’ordinanza che chiude le attività , non solo dei due locali, ma di tutta la città . Lo faccio a malincuore ma è obbligatorio in questo momento essere attenti e responsabili per evitare che il virus si possa diffondere. Non dobbiamo cadere nel panico ma non possiamo abbassare la guardia”.
Il sindaco ha spiegato di avere chiesto ai gestori dei locali l’elenco dei frequentatori delle serate di sabato e domenica e di averle già ricevute.
“Già da giovedì, con la protezione civile – ha detto il sindaco – inizieremo a contattarli. Domattina pretenderò che i dipendenti dei locali che hanno lavorato in quei giorni vengano sottoposti subito al tampone”.
I locali con la massima precauzione si erano già mossi non appena appresa la notizia. Il Circle Club rende nota “la sospensione delle attività in ottemperanza all’ordinanza sindacale disposte in queste ore a seguito di riscontro della positività al COVID-19 su un nostro cliente. Augurandogli una pronta guarigione, ci corre l’obbligo di informare che lo stesso dovrebbe essere stato nostro ospite domenica 9 agosto scorso, Stiamo altresì prontamente provvedendo a fornire alle autorità competenti l’elenco delle persone che hanno preso parte all’evento. Precisiamo anche che gli spazi del nostro locale, sia interni che esterni, vengono sottoposti a sanificazione nell’immediata conclusione di ogni appuntamento”.
Prima ancora dell’ordinanza era arrivato il comunicato del Noa’s Club. “Pochi minuti fa abbiamo appreso la notizia di una persona risultata positiva al COVID-19 in seguito a tampone eseguito presso l’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, la quale pare si sia recata presso il nostro locale in una delle recenti serate. In primis e’ doveroso da parte nostra esprimere massima solidarietà alla persona che risulta essere positiva al COVID-19. Per la salute dei clienti e di tutti i dipendenti la società ha ritenuto necessario rinviare la serata prevista per questa sera (Gemelli Diversi) in accordo con il Sindaco di Soverato Ernesto Alecci. Contestualmente verranno avviate tutte le procedure necessarie come lo screening tramite tamponi per il personale del locale e la sanificazione di tutta l’area. Per quanto riguarda il rimborso dei biglietti d’ingresso per la serata ci si potrà rivolgere al proprio PR di fiducia”.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
L’APPELLO: “I TESTIMONI SI PRESENTINO”
L’ennesimo appello del procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, arriva all’indomani di nuovi
particolari che emergono dalle indagini sulla morte di Viviana Parisi e sulla scomparsa del suo bambino, Gioele, 4 anni.
C’è un video a Sant’Agata di Militello che riprende la madre ma anche il suo bambino tra i i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza privata a Sant’Agata di Militello, lo scorso 3 agosto, quando Viviana Parisi è passata dalla cittadina tirrenica prima di fare perdere le sue tracce. Il suo corpo è stato ritrovato l’8 agosto nel territorio di Caronia, mentre le ricerche del bambino proseguono senza sosta.
Gioele, insomma, era con la mamma quando la Opel Corsa ha varcato il casello del paese e si è spostata ai margini del centro.
E il procuratore di Patti aggiunge anche che “l’ipotesi sempre più consistente è che il bambino fosse dentro la macchina al momento dell’incidente”.
Per questo motivo diventa sempre più importante rintracciare i quattro testimoni, di accento settentrionale, che avrebbero visto mamma e bambino scavalcare il guardrail. Sono svaniti nel nulla ma adesso il procuratore offre una descrizione dettagliata di quella famiglia “a bordo di una macchina grigia metallizzata”.
“Si tratta di un uomo, una donna e due adolescenti maschi e femmina. Lui indossava una maglietta arancione e ha pochi capelli, lei un vestito blu e aveva la chioma raccolta”, spiega Angelo Cavallo.
A riferire la descrizione sono stati due ragazzi di Palermo che si sono fermati a parlare con la famiglia dopo l’incidente e hanno anche chiamato il 112.
“Ci hanno detto che hanno visto una signora con il bambino. Il papà e il figlio adolescente hanno anche scavalcato il guardrail prima della piazzola”, hanno riferito agli inquirenti i due testimoni. “Un’opera meritoria ma si presentino – rinnova il suo appello il procuratore di Patti – Anche sapere se il bambino è in braccio o no per noi è importante”.
Agli inquirenti restano in mano le registrazioni al 112 delle voci in sottofondo di questa famiglia del nord, ascoltate durante la chiamata da parte dei due palermitani.
Intanto le indagini continuano sul fronte della raccolta di immagini dalle telecamere di videosorveglianza. “Andiamo porta a porta”, dice il procuratore.
E sull’ultimo sopralluogo per rintracciare impronte sul traliccio, come scrive oggi Repubblica, dal quale Viviana si sarebbe lanciata o sarebbe caduta c’è ancora stretto riserbo. Dopo l’ultimo sviluppo e l’ipotesi sempre più accreditata che Gioele fosse con la mamma, le ricerche si concentrano ancora di più nelle campagne di Caronia. “Lì – dice il procuratore- c’è ancora tanto da vedere”.
L’ultimo accertamento era arrivato ieri pomeriggio, su disposizione della procura. L’obiettivo è cercare, se ci sono, le impronte sul traliccio delle campagne di Caronia, sotto al quale è stato trovato il corpo di Viviana Parisi. I poliziotti e i tecnici dell’Enel sono saliti su un cestello e sono arrivati fino a tre metri di altezza.
Hanno eseguito alcuni rilievi, gli esiti non sono ancora pronti.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
FORCOLIN , DA 27 ANNI NELLA LEGA, NON RISPARMIA ACCUSE A SALVINI
Gianluca Forcolin, 51 anni, di San Donà di Piave (Venezia), diploma di Ragioneria, 27 anni nella Lega Nord, è assessore al Bilancio e vicepresidente della Regione Veneto ma anche uno di quelli che ha chiesto il bonus “a sua insaputa”.
E oggi in un’intervista a Repubblica si fa delle domande che restano senza risposta:
«Mettiamo in chiaro una cosa, io non sono furbetto. E poi, scusate: il governatore della Lombardia è ancora al suo posto e io vengo cacciato dalle liste per una pratica inevasa?».
Questa domanda per il bonus l’ha fatta o no?
«I soci dello studio in cui lavoro fecero la domanda ma non avevamo i requisiti, quindi la pratica è rimasta inevasa. Io non sono neanche presente negli elenchi dell’Inps».
Perchè non avevate i requisiti?
“In quel periodo il governo usciva con un Dpcm al giorno: alla fine stabilirono che gli studi professionali non erano titolati a ricevere quel contributo».
Quindi lei sapeva che i soci avevano fatto domanda?
«Io ci sono poco in studio, per via degli impegni politici. Migliaia di imprese facevano domanda in quel periodo. Noi avevamo sette dipendenti in cassa integrazione e zero clienti. Mantenere uno studio non è facile, è una responsabilità : i ricavi sono variabili ma i costi sono fissi. Chi ha una partita Iva capisce al volo ciò che dico»
Sì, certo. Ma lei è anche un assessore della Regione. Percepisce uno stipendio di 8 mila euro al mese, giusto?
“Sì, 8 mila ma lasciamo stare i soldi adesso. Non è questo il punto. I consiglieri prendono anche più soldi di me e fanno molto meno di quello che faccio io».
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
HA PRESO DUE RATE DI 600 EURO CADAUNA: “SERVIVANO PER IL MIO LOCALE”
Tra i “furbetti” del bonus da 600 euro anche il leghista modenese Stefano Bargi, eletto in Consiglio
regionale anche con tanti voti della Bassa.
Bargi, di Sassuolo (Modena), 31 anni, che nei mesi scorsi è stato confermato al secondo mandato da consigliere ha percepito il bonus ad aprile e maggio
Bargi, gestisce, insieme a due soci, il locale ‘Beerstop’ di Maranello (Modena). Sentito dal Corriere di Bologna, ha spiegato che l’associazione di categoria della quale fa parte ha suggerito alla sua società di fare la richiesta. Così sono arrivati due bonus da 600 euro, uno ad aprile e uno a maggio che, sempre secondo Bargi, sono statimessi a disposizione della società per far fronte ai mancati guadagni del lockdown. Adesso rischia la sospensione dalla Lega, anche se invita il suo partito a fare una valutazione dei singoli casi.
“Lo confermo e non mi giustifico — le parole di Bargi riportate dal Corriere di Bologna — quei soldi posso ridarli anche domani e se c’è da pagare per questo errore pagherò. Ma quando ci hanno detto che quel bonus come società ci spettava, con i miei soci abbiamo deciso di richiederlo. L’unica cosa della quale posso accusarmi è di non aver pensato ad uscire dalla società nel momento della richiesta del bonus avendo anche un ruolo politico”
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
NELL’INTERVENTO ALLA CAMERA AVEVA ACCUSATO IL GOVERNO DI “IMPORTARE IL VIRUS PER TENERSI LA POLTRONA”
Ieri la deputata Elena Murelli è stata sospesa dalla Lega per la storia del bonus 600 euro. E allora è tornato d’attualità il video del suo ultimo discorso come esponente del Carroccio in parlamento, quello in cui ha accusato il governo di “importare il virus per tenersi la poltrona” che era stato pubblicato con orgoglio anche sulla pagina di Matteo Salvini. In quello stesso video infatti Murelli diceva: “Ci siamo chiusi in casa per tre mesi e abbiamo accettato l’elemosina dei 600 euro”.
Murelli è in silenzio stampa da quando è scoppiato il caso. Non ha risposto alle richieste di spiegazioni dei giornalisti nei giorni scorsi e non l’ha fatto ieri.
Il Corriere della Sera ricorda oggi che è stata docente a contratto all’università Cattolica ed è leghista dal 2001. Nel 2009 esordisce nel consiglio comunale del suo paese, di cui è tuttora consigliera, prima di approdare a Montecitorio nel 2018.
Sul sito della Camera si definisce «consulente in finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione». Reddito dichiarato:106.309 euro.
Era assurta alle cronache per un intervento in Aula «non sereno» (definizione sua): «Siccome stiamo uscendo dalla situazione di emergenza e non sapete come mantenere la poltrona, allora importate il Covid» con l’immigrazione
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 13th, 2020 Riccardo Fucile
“LA SOSPENSIONE? NEMMENO ESISTE. SALVINI HA SOLO DATO UN BUFFETTO AI DEPUTATI CHE CONTINUERANNO A STARE NELLA LEGA COME PRIMA”: IN VENETO I LEGHISTI CONTRO SALVINI
Casualmente ieri le pagine facebook della Lega e di Matteo Salvini erano in tutt’altre faccende
affaccendate mentre il Carroccio annunciava la “sospensione” di Elena Murelli e Andrea Dara, i due deputati che hanno preso il bonus 600 euro partite IVA.
Per tutta la sera — l’annuncio è arrivato alle 19,30 del 13 agosto, giusto in tempo per la grigliata — le due pagine si sono concentrate sui crimini degli immigrati (di colore), come è loro abitudine quando il gioco si fa duro.
Il Corriere della Sera intanto fa sapere che sulla questione in Veneto si mastica amaro: «I deputati se la sono cavata con un buffetto. La sospensione, cosa è? Nemmeno esiste… Ai consiglieri regionali, invece, è stata stroncata la carriera politica». Già , perchè i due non saranno costretti a dimettersi, come aveva annunciato Salvini prima che i nomi dei due leghisti iniziassero a circolare, nè verranno espulsi dal partito. Da sospesi manterranno il proprio scranno alla Camera, e anche la tessera della Lega Salvini Premier.
Il Fatto Quotidiano riporta le spiegazioni di uno dei due, Andrea Dara:
Secondo quanto riportato da La Voce di Mantova, il deputato è “socio di minoranza di un’azienda che ha effettivamente percepito i 600 euro, ma questi non risultano mai essere transitati per il proprio conto corrente, bensì in quelli della ditta che aveva titolo per chiederli, essendo rimasta chiusa nei giorni del lockdown”.
Una versione contraddetta dalle visure camerali, oltre che dal buonsenso tanto caro a Salvini.
La Manifattura Mara Snc, azienda mantovana che produce calze e collant per conto terzi da quasi trent’anni, è infatti controllata al 60% proprio dal parlamentare della Lega, che è anche il legale rappresentante dell’impresa. Non dunque un socio di minoranza, ma l’azionista principale.
Sostiene Dara che “su proposta dello studio fiscale, avallata dalla mia socia, viene richiesto, come previsto dalla legge art. 28 DL 18/2020, il bonus Partite Iva, attraverso i pin nominali dei soci”. I 600 euro in questione sono riservati a persone titolari di partita Iva, non alle società private: normale quindi che i soldi siano stati accreditati sul conto personale di Dara.
Il quale, contraddicendosi nello spazio di poche righe, lo ammette poco dopo con la seguente giustificazione: “I bonus sono stati girati, insieme ad altre somme, alla società per coprire emergenze nei pagamenti di dipendenti e fornitori, in assenza di pagamenti dei nostri clienti e ritardi nell ‘erogazione della CIG”. Colpa dell’Inps, insomma.
Perchè per sopperire ai ritardi nel pagamento della cassa integrazione (l’azienda conta sei addetti in totale, di cui quattro dipendenti e due autonomi) il deputato è stato costretto a usare il suo bonus per anticipare loro parte dell’assegno pubblico. Evidentemente non gli bastavano i 13.971 euro di stipendio mensile lordo che incassa ininterrottamente da marzo 2018.
Carmelo Lopapa intanto fa sapere che il segretario, che oggi parlerà da Forte dei Marmi nel bel mezzo della vacanza in Toscana, è provato dalla vicenda. Ne teme le ricadute elettorali, da qui la sospensione e la non candidatura di tutti i coinvolti a qualsiasi livello.
Ma avrebbe meditato anche un cambio di strategia elettorale: meno personalizzazione della campagna, anche per evitare l’effetto Sardine in Emilia Romagna a gennaio. Più spazio ai candidati Zaia in Veneto e Ceccardi in Toscana. Nessuna evocazione della caduta del governo Conte post regionali. E niente comizio di massa sul pratone di Pontida, quest’anno. Ufficialmente per emergenza Covid. Ad ogni buon conto, non tira aria.
(da “NextQuotidiano”)
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