Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
DIPENDENTI DEL SAN RAFFAELE SONO PREOCCUPATI
Flavio Briatore, ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano, non si trova nel reparto Covid. A riportare la notizia è il settimanale L’Espresso, che ha divulgato oggi la notizia sul ricovero dell’imprenditore per Coronavirus.
“Le condizioni di Flavio Briatore sono assolutamente stabili e buone”, ha scritto in una nota lo staff dell’imprenditore. “Flavio Briatore — specifica il comunicato — domenica sera, accusando leggera febbre e sintomi di spossatezza, si è recato all’Ospedale San Raffaele di Milano per un controllo. L’imprenditore è stato ricoverato, è stato sottoposto a un check-up generale e resta sotto controllo medico”.
Secondo quanto riporta l’Espresso, Briatore avrebbe chiesto e ottenuto di essere ricoverato nel “reparto solventi”, le stanze che in alcuni ospedali sono a disposizione dei degenti che pagano per ricevere un trattamento migliore rispetto agli standard, ad esempio maggiore privacy o pasti migliori.
Il giornale sottolinea però che il reparto solventi dell’ospedale “non è però attrezzato per ospitare pazienti positivi al Covid”.
“Per chi ha contratto il Coronavirus infatti la struttura milanese ha predisposto una dependance staccata, chiamata Villa Turro, isolata in modo da garantire la sicurezza degli operatori sanitari e il rispetto delle normative anti-contagio”, si legge.
Il ricovero nell’area sta dando luogo a polemiche dentro la struttura, con dipendenti preoccupati per il rischio legato a un positivo in un’area non adeguatamente attrezzata. Il primario del San Raffaele di Milano è Alberto Zangrillo (amico di Flavio Briatore) che diverse settimane fa aveva definito il Coronavirus “clinicamente morto”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO GLI HA AFFIDATO IL SUO PROFILO SOCIAL: “E’ STATO CORAGGIOSO E SPIRITOSO”
“Punzecchio spesso Carlo Calenda perchè usa Twitter come un ottantenne. E poi non si
replica al signor La Sega: rispondere solo a degli esistenti in vita è già un passo avanti. Ma è stato coraggioso e spiritoso, avercene”.
Luca Bizzarri, conduttore televisivo e comico, attore e doppiatore, è diventato per un giorno — ieri – social media manager di Carlo Calenda. È stato l’ex ministro, dopo un battibecco sulla risposta a un follower sconosciuto, a proporre la sfida: “Daje. Ti ho mandato user e password. Fino a domani sei Smm ad honorem. Regolati”.
Risposta del cabarettista: “Sarebbe bellissimo”. E lo è stato.
Come è andata? Non è riuscito a trattenersi o era un giorno d’agosto senza niente da fare?
In realtà Calenda è una mia vittima perchè fa un uso di Twitter da ottantenne, benchè conosca anziani che lo usano meglio. Lo punzecchio spesso. Ieri ho visto che discuteva di fascismo con il signor La Sega del Movimento del Cazzo. Ho provato a convincerlo che con un interlocutore simile si soprassiede. A quel punto è stato spiritoso e coraggioso. Avercene.
Avercene come opinionista o come politico?
Come politico non lo conosco. Non l’ho mai votato. Almeno però, rispetto ad altri, sa di quel che parla e parla di quel che sa. Sarebbe naturale, ma in questo Paese diventa una stranezza.
Calenda applica lo stile veltroniano: rispondere a tutti, alla cara Maria come al signor Duilio. Lo stile dalemiano, invece, era fulminare con lo sguardo il malcapitato. Chi vince?
La virtù sta nel capire quando è il caso di rispondere e quando no. Tra la signora Maria e il signor La Sega c’è una differenza.
La signora Maria è più educata?
Lei esiste e lui no. Rispondere a degli esistenti in vita è già un passo avanti. Ma devo dire che non potrei mai fare il politico: non saprei comunicare in una campagna elettorale perenne.
Lei però sui social interloquisce spesso con i politici. Qual è l’errore più comune che commettono?
L’errore di base è considerare i social – e Twitter in particolare che è quello più frequentato dai politici — un punto importante della propria agenda. È un semi-affollato bar pieno di disperati. Un circoletto dove ce la cantiamo e ce la suoniamo. Non è un posto importante dal punto di vista strategico o elettorale: è l’unico luogo al mondo in cui nessuno cambia idea. Vai a vedere confermate le tue idee, sennò scattano gli insulti. È un postribolaccio.
Ormai tutti gli annunci dei leader politici arrivano su Twitter. I comunicati stampa sono desueti.
Appunto, questo la dice lunga sulla qualità della politica italiana. Ci sono dei senatori della Lega che ogni tanto litigano anche con me.
Lei è un comico ed è genovese. Magari si allenano…
L’altro è molto più bravo di me sia come comico che come politico. Ma se si annullano le differenze diventa tutto comico, purtroppo, non politico
Lei ha bacchettato diversi politici per foto o commenti poco istituzionali. Quasi un paradosso da parte di un professionista dello spettacolo, non crede?
L’istituzione è più importante della persona, e non il contrario. Bisognerebbe rispettare il ruolo. Una volta il senatore leghista Alberto Bagnai mi ha preso per matto perchè dicevo che in Parlamento rappresenta anche me e non soltanto i suoi elettori. Ma citavo quel libercolo che si chiama Costituzione. Oggi è la fiera delle vanità , che va bene nel mondo dello spettacolo: la politica dovrebbe essere un filino più seria.
Calenda ha detto che sui numeri ha vinto lei 20 a zero. Contento?
Non era quello lo scopo. Ma è stato davvero coraggioso: non ha interferito sui contenuti, neanche sulla legalizzazione delle droghe leggere.
I tweet erano tutti condivisi?
L’unico passo indietro che gli ho fatto fare è sui videogiochi. Non si può dire che sono il male. Fanno parte della cultura come libri, film, musica. Non si può essere contrari e basta, come allo scioglimento dei ghiacci. Se fossi un politico in questo momento cercherei piuttosto di cavalcare l’industria che fa più fatturato al mondo.
Quale altro politico avrebbe bisogno di un social manager migliore? Chi sbaglia di più?
Ammiro molto il buon Luca Morisi (il creatore della “Bestia” di Matteo Salvini, ndr) perchè riesce a fare tutti i tweet sbagliati. Non ne fa uno giusto. Però è un gioco che funziona perchè porta numeri. Elettoralmente invece dubito che paghi: non vedo un elettore del Pd che li legga e cambi idea. Alla fine, ognuno liscia il pelo al proprio elettorato. Salvini, Adinolfi, Calenda… Solo che probabilmente Calenda non ha un elettorato..
Questa è una vera cattiveria
Ma io posso dirlo: non ho mai votato un partito che prendesse più del 2%. Ero bordiniano, nemmeno pannelliano.
Quindi ora è pronto per votare Azione, +Europa, Italia Viva forse è oltre…
No grazie, preferisco vivere. Sono un orfano politico. Mi considero un elettore last minute: potrei votare chiunque, tanto una volta uscito dall’urna me lo dimentico.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
QUATTRO DEI CINQUE CANDIDATI GOVERNATORI DELLE REGIONI SI SONO GIA’ GARANTITI UNA POLTRONA IN CONSIGLIO REGIONALE
“Non mi vendo per una poltroncina” tuonava stentoreo Gian Mario Mercorelli per bloccare qualsiasi accordo con il Partito democratico. Il candidato del Movimento 5 stelle nelle Marche ci ha tenuto a precisare che lui “non è uomo d’apparato” e che gli strapuntini sono roba per altri.
Non si è venduto, questo è certo, ma un regaletto se lo è fatto. Perchè il buon Mercorelli si è autoconferito un posto nelle liste dei consiglieri regionali, cercando di mettere al sicuro una poltroncina in Consiglio.
Già , perchè in quasi tutte le Regioni, al netto di complicate alchimie nell’esito del voto, la “poltroncina” viene acquisita di diritto solo dal candidato presidente arrivato secondo. Tutti gli altri rimangono con un pugno di mosche in mano, lasciando il passo a quella manciata di boss delle preferenze che riescono a strappare i pochi seggi che rimangono appannaggio delle liste che appoggiano chi arriva terzo, quarto e via discorrendo.
“Più importanti dei miei vantaggi personali (mi hanno promesso poltrone certe, prestigio assicurato), ci sono gli interessi dei pugliesi”, diceva la pentastellata Antonella Laricchia, precisando con una certa drammatizzazione da soap opera che lei non avrebbe piegato la testa, “piuttosto tagliatemela”.
Interessi dei pugliesi che evidentemente coincidono con quelli della candidata presidente M5s, visto che anche lei per assicurarsi una sedia nel Consiglio regionale di Bari figura in lista, confidando nei tanti che scriveranno il cognome del presidente sulla scheda, come accade ovunque e da sempre, dandole più chance di raggiungere l’obiettivo.
Destino che la accomuna a Valeria Ciarambino, anche lei candidata presidente in Campania ma in lista a Napoli, perchè Vincenzo De Luca sembra più forte della destra, la quale comunque è più forte dei 5 stelle e quindi non sia mai che si debba tornare alla vita di prima.
Laricchia e Ciarambino lo sanno bene, visto che sembrano da anni le uniche possibili candidate nelle due regioni, e che vengono riproposte nonostante magri raccolti elettorali, in ossequio a potentati locali da non disturbare per non avere più di tanti casini a Roma.
Stessa questione per il veneto Enrico Cappelletti, e meno male che c’è la Toscana, con l’irreprensibile Irene Galletti che un posto in lista non l’ha voluto, tetragona.
Che poi lì la legge elettorale garantisca un posto a tutti i candidati presidenti che superano il 5% è un’altra storia. O forse no. Dichiarare di non volere le poltrone volendole è la nuova rivoluzione dei cittadini portavoce, altro tonno tirato fuori dalla scatoletta, perchè giammai smaniare per una poltrona. Quello lo fa l’establishment
(da “Huffingtonpost“)
argomento: la casta | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
IN QUESTI CASI CHIAMARE LA POLIZIA PER IDENTIFICAZIONE E DENUNCIA O SCEGLIERE ALTRA VIA
“Non voglio essere servito da lei perchè è nera”. Sarebbe stata questa la frase pronunciata da
un cliente di un supermercato della catena Unicoop di Pistoia. A denunciare l’episodio nelle scorse ore sono giunti i sindacati Filcams Cgil e Rsu del negozio Unicoop della cittadina toscana.
“Un cliente – scrivono in una nota Filcams Cgil e Rsu dell’Unicoop Pistoia -, davanti al banco gastronomia, in presenza di altri clienti e degli addetti, ha affermato di non voler essere servito dall’addetta, in quel momento disponibile, perchè nera”.
“Chiediamo alla cooperativa di agire nei confronti di questo ‘cliente’, nelle modalità opportune per la tutela dei propri dipendenti – si legge nella nota dei sindacati – Siamo convinti che ogni episodio di razzismo vada denunciato, perchè ‘lasciar correre’ significa accettare un modo di pensare che accettabile non può essere”.
La nota prosegue: “Siamo tutti uguali, ognuno con le proprie caratteristiche fisiche, ma con gli stessi diritti, come dispone la nostra Costituzione agli articoli 2 e 3, nei suoi principi fondamentali. Per quanto ci riguarda esprimiamo solidarietà e vicinanza nei confronti della nostra collega oggetto dell’attacco razzista”.
Pronto il sostegno di Unicoop a favore della dipendente attraverso una nota di solidarietà nei suoi confronti, assicurando che episodi del genere non sono accettati nei suoi supermercati.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
L’AZIENDA RIDUCE DEL 50% LA PRODUZIONE PER AUMENTARE IL DISTANZIAMENTO, MA ORMAI IL DANNO E’ FATTO
Riduzione della produzione del 50%, distanziamento fra le postazioni operative e diminuzione del numero di lavoratori per turno. Sono le decisioni assunte oggi nel corso di un vertice convocato dalla Prefettura di Treviso sul caso dello stabilimento Aia di Vazzola, in provincia di Treviso.
Al vertice con le organizzazioni sindacali e le autorità sanitarie e municipali si è discusso delle misure per affrontare la gestione del focolaio di contagi di Covid-19 nato fra i dipendenti dello stabilimento agroalimentare Aia.
Nel sito, in cui operano 700 addetti fra operatori diretti e maestranze dell’indotto, a oggi risultano 182 casi di positività sui 560 test eseguiti (le persone mancanti sono assenti in generale per ferie), tutti asintomatici e in regime di quarantena.
La prossima settimana sarà eseguito un nuovo screening con l’utilizzo delle nuove procedure rapide, nel frattempo è stata stabilita la prosecuzione della produzione contro una ipotesi di chiusura dello stabilimento che era stata ventilata nelle ultime ore. L’interruzione dell’attività di macellazione, è stato infatti sottolineato, comporterebbe l’abbattimento di circa 1,5 milioni di capi di pollame, evento che avrebbe ripercussioni non semplici sul fronte igienico sanitario.
Al vertice erano presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’azienda sanitaria Ulss n.2 di Treviso, Francesco Benazzi, e il sindaco di Vazzola, Giovanni Zanon.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
SONO LE PERSONE “PERBENE” CHE PIACCIONO TANTO AI SOVRANISTI… PAGATI APPENA 4 EURO L’ORA PER ALMENO 9 ORE AL GIORNO
L’azienda pluripremiata da Coldiretti, modello di start up fondata da un giovane bocconiano
di nobili origini, Guglielmo Stagno d’Alcontres, sfruttava i braccianti africani a una quindicina di chilometri di Milano.
Racconta sull’Agi.it Manuela D’Alessandro: E’ l’ipotesi che emerge dall’inchiesta ‘Corsa contro il tempo’: quella che, secondo i finanzieri del comando provinciale di Milano, dovevano fare i lavoratori per raccogliere le fragole il più in fretta possibile, minacciati altrimenti di licenziamento o di essere messi in ‘pausa di riflessione’ per un paio di giorni a casa
Frutti succosi e brillanti che da qualche anno spuntano agli angoli di Milano sui camioncini dell’azienda di Cassina de’ Pecchi, la cui sede è nel Parco agricolo Sud, vincitrice dell’Oscar Green di Coldiretti nel 2013 e 2014 e di altri riconoscimenti in tema di sostenibilità ambientale, oltre che seguita su instagram da sei milioni di followe attratti dalle immagini bucoliche.
Ora i finanzieri hanno messo sotto sequestro, su disposizione di un giudice, tutti i beni della società , consistenti in 53 immobili, tra terreni e fabbricati, 25 veicoli e 3 conti correnti e hanno nominato un amministratore giudiziario ai fini della continuità aziendale. Valore complessivo, 7,5 milioni di euro.
Sette i denunciati per intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera, tra cui d’Alcontres, un altro amministratore, due sorveglianti, due impiegati amministrativi e il consulente dell’azienda che predisponeva le buste paga.
Agli investigatori i braccianti, provenienti da centri di accoglienza tra Milano e la Brianza, con regolare permesso di soggiorno, hanno detto tutti la stessa cosa: “Dovevamo raccogliere e confezionare le fragole a 4,5 euro all’ora per più di nove ore al giorno in tempi impossibili altrimenti alla sera, quando si faceva il bilancio della giornata, ci sgridavano. Nei casi peggiori ci mettevano in punizione a casa due giorni o non ci facevano più lavorare”.
“Condizioni degradanti per un salario misero”, aggravate dal mancato rispetto delle misure anti-Covid. “Una potenziale ‘bomba a orolgeria’”, spiega una fonte all’AGI, “decine di lavoratori gli uni vicini agli altri, senza mascherine, bagni, docce. Per fortuna, dai primi riscontri non sono emersi casi di positività ”.
L’indagine, durata due mesi, era partita dall’analisi delle banche dati a disposizioni dei finanzieri, insospettiti dal fatto che la StraBerry prendesse e mandasse a casa nel giro di due giorni numerosi lavoratori. Per il momento gli indagati non sono stati ancora sentiti in Procura.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
L’INIZIATIVA DEL DEPUTATO FARAONE (ITALIA VIVA): “DIFENDO LA MIA SICILIA DAGLI SCIACALLI, QUEI DUE STANNO DISTRUGGENDO IL TURISMO PRESENTANDOLA COME UN LAZZARETTO”… IL SINDACO DI POZZALLO FA TRASFERIRE, D’INTESA CON IL VIMINALE, 62 MIGRANTI E UN PENOSO MUSUMECI CERCA DI PRENDERSENE IL MERITO
Adesso c’è anche una denuncia in procura ad Agrigento ad infiammare le polemiche sui flussi di migranti in Sicilia e allarme Covid dopo l’ordinanza del governatore che ordinava la chiusura degli hospot.
Il presidente dei senatori di Italia viva, Davide Faraone, ha denunciato il leader della Lega, Matteo Salvini, e il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, per procurato allarme, abuso d’ufficio e diffamazione.L’esposto è stato depositato alla procura di Agrigento alle 14.43.
“Ho presentato un esposto alla procura di Agrigento per difendere la Sicilia dagli sciacalli. Perchè l’ordinanza del presidente della Regione siciliana e le parole del segretario della Lega nuocciono gravemente all’economia della Sicilia e alle tasche dei siciliani. Alla fonte primaria della ricchezza dell’isola: il turismo”, ha spiegato Faraone.
“Presentare al mondo la Sicilia come un lazzaretto – aggiunge – come il campo profughi dell’Europa, affermare che ‘i migranti passeggiano tra i turisti che poi portano il covid nelle loro regionì e scrivere un’ordinanza farlocca e disumana, non solo va contro i principi di accoglienza e di solidarietà ma mette in ginocchio un pezzo importante del Pil della Sicilia. In un momento, tra l’altro, di crisi profonda dell’economia siciliana che determina il più alto tasso di disoccupati post-covid e una situazione d’emergenza per le imprese che con il turismo e la cultura ci mangiano e fanno mangiare i siciliani”.
“Alla propaganda distruttiva di questa classe dirigente irresponsabile e in un momento in cui, grazie ai nostri imprenditori alberghieri, ai ristoratori, a tutti gli operatori del comparto dell’enogastronomia, stiamo finalmente ripartendo con la giusta marcia dopo il lockdown, – conclude Faraone – occorre rispondere con parole chiare e nette per non vanificare gli sforzi dei siciliani”.
I 62 migranti positivi al Covid-19 ospitati fino ad oggi all’hotspot di Pozzallo, in provincia di Ragusa, sono stati trasferiti. Ne dà notizia il sindaco, Roberto Ammatuna. “È Il frutto di una collaborazione quotidiana, continua e riservata con il ministero dell’Interno e con la prefettura di Ragusa – afferma Ammatuna – che testimonia come soltanto la sinergia istituzionale può portare a risultati celeri. La mia preoccupazione, esternata in ogni occasione e con tutti i mezzi di comunicazione, è stata sempre indirizzata verso questo particolare aspetto del problema immigrazione – prosegue – non certamente verso la politica dell’accoglienza, che continua ad essere una delle scelte etiche fondamentali per questa amministrazione”.
“Per questo importante risultato – continua Ammatuna – intendo ringraziare il ministero dell’Interno, la prefettura di Ragusa e quanti si sono spesi per raggiungerlo. Purtuttavia, tutto ciò non significa che non esistano problemi nella gestione dei flussi migratori – conclude il sindaco di Pozzallo – e ribadisco la necessità che il presidente Conte dia la massima priorità alla questione, coinvolgendo il governo nella sua interezza, prendendo visione diretta delle difficoltà esistenti nei Comuni interessati dal fenomeno, magari ascoltando i sindaci e le autorità locali che hanno una visione diretta e completa del problema”.
E intanto a Lampedusa arriva l’esercito: “Ieri è arrivato l’esercito per controllare chi scappa dal centro. Continua ad esserci vento per cui la nave Aurelia non può attaccare, quindi o lo farà stasera sul tardi o domani mattina”. Così il sindaco Salvatore Martello. “Qualcuno, nei giorni scorsi, è uscito dal centro di accoglienza ma possono stare tutti tranquilli perchè coloro i quali hanno mostrato sintomi da Covid sono stati rigorosamente controllati ed isolati dai migranti in un edificio apposito”, ha aggiunto Martello.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
L’IRA DEI LAMPEDUSANI: “HA LANCIATO UN MACIGNO CONTRO IL NOSTRO TURISMO”… IL SINDACO: “SALVINI DEVE ANDARE IN QUARANTENA, HA VISITATO L’HOTSPOT SENZA MASCHERINA, HO LE FOTO”… I MIGRANTI RISULTATI POSITIVI AL, TAMPONE SONO ISOLATI IN APPOSITO REPARTO, DIFFONDERE NOTIZIE FALSE E’ UN REATO
Matteo Salvini ieri a Crotone, ha voluto movimentarsi la vita sostenendo che i migranti
positivi a Lampedusa “vanno in mezzo a turisti milanesi, bolognesi, calabresi e poi portano il covid in Calabria a Milano e a Roma. Non è normale”.
Ieri il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello lo ha smentito: “Ho letto una dichiarazione di Matteo Salvini rilasciata nel corso di una iniziativa elettorale, sostiene che ‘a Lampedusa ci sono migranti positivi che passeggiano fra i turisti’: forse non si è reso conto della gravità di una affermazione simile, fatta con tanta leggerezza.
Un conto è dire che ci sono migranti risultati positivi al Covid, ben altra cosa è dire che questi ‘passeggiano in mezzo ai turisti’.
La Prefettura di Agrigento è prontamente intervenuta per smentire questa notizia, affermando che i migranti positivi sono rimasti ‘isolati in una struttura deputata all’interno del Centro’”, ha fatto sapere Martello.
“Salvini — ha aggiunto — ha lanciato un macigno sugli imprenditori e sui cittadini di Lampedusa, che già hanno tanti problemi. È indegno alimentare in questo modo panico e paura, fare campagna elettorale sulla pelle dei lampedusani”.
“Infine, una considerazione — ha concluso Martello — dal momento che Salvini ha recentemente visitato il Centro di accoglienza dell’isola, e come si vede dalle foto che si trovano in rete non indossava la mascherina, forse è il caso che osservi un periodo di quarantena, per evitare che possa essere lui stesso a mettere a rischio le tante persone che incontra in campagna elettorale”.
Oggi, intervenendo ai microfoni de ‘L’Italia s’è Desta’, su Radio Cusano Campus, il sindaco di Lampedusa è tornato sulle frasi di Salvini: “Questa notizia ha creato un danno economico all’isola di Lampedusa raccontando che i migranti contamineranno tutti, è una grandissima falsità — ha affermato Martello -. Nessun turista che e’ stato a Lampedusa ha mostrato segni di Covid contrariamente ad altre realta’.
Quando si parla del problema del contagio bisogna stare attenti, una notizia del genere ha fatto spegnere completamente i telefoni e nessuno prenota piu’ a Lampedusa”. Secondo Martello “per fare politica non si può giocare sulla pelle della gente. Mi riferisco — ha spiegato — a Salvini che è stato a Lampedusa all’interno dell’hotspot senza mascherina, quindi lui dovrebbe osservare la quarantena. Ho le fotografie, le ha messe lui sulla sua pagina. Non si può giocare su problemi così seri”.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »
Agosto 25th, 2020 Riccardo Fucile
SUI VOTI DI LISTA IL VANTAGGIO E’ DI 8 PUNTI CON UNA SORPRESA: FRATELLI D’ITALIA DAVANTI ALLA LEGA
I sondaggi Winpoll-Cise sulle elezioni regionali pubblicati dal Sole fanno il punto sulla Campania e attestano che il vantaggio di De Luca su Caldoro è di ben 30 punti percentuali: 58,6% per De Luca, 28,9% per Caldoro.
Per il governatore uscente sarebbe un trionfo
Ma se per la parte maggioritaria del sistema di voto De Luca ha accumulato un divario difficilmente scalabile, per quanto riguarda i voti alle liste la storia cambia. E la forbice si restringe a soli otto punti:
Il distacco stimato oggi tra De Luca e Caldoro è di circa 30 punti percentuali. Questo è il divario nella parte maggioritaria del sistema di voto, quella che conta per la vittoria finale.
Anche in Campania la presidenza della regione e la maggioranza dei seggi in consiglio vanno al candidato che ottiene un voto più degli altri. Gli elettori hanno a disposizione due voti: uno per i candidati presidente e uno per le liste che li sostengono. Possono votare (1) solo un candidato presidente, (2) un candidato presidente e una delle liste che lo sostengono, (3) un candidato presidente e una delle liste che non lo sostengono. In questo ultimo caso esprimono quello che si chiama “voto disgiunto”.
A differenza del Veneto dove il voto disgiunto non pesa, in Campania il voto al solo candidato (voto personale) e il voto disgiunto sembrano giocare un ruolo rilevante. Infatti, a livello di voti alle liste (quindi voti proporzionali) i dati del sondaggio Winpoll-Cise dicono che il distacco tra la coalizione che appoggia De Luca e quella che appoggia Caldoro non è di trenta punti percentuali ma di soli otto.
La Lista De Luca presidente è al 17,2%, segue il M5s al 17%, il Pd al 15%, fdi al 14,9%, Lega 14,4%, altre liste per De Luca 7,7%, Forza Italia 6%, Italia Viva 1,9%
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »