Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
“IN ASSENZA DI UN VACCINO, UNICA POSSIBILITA’ E’ AUMENTARE I TEST”
Lui l’ha sempre sostenuto e no cambia linea: le misure prese sulla scuola sono troppo
passive. Davanti all’aumento dei contagi serve un piano di sorveglianza attiva, che riguardi le classi e le comunità di provenienza dei ragazzi”.
Lo sostiene, in un’intervista a ‘La Stampa’, il virologo Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, precisando che ”in Italia bisogna passare dagli attuali 60 mila temponi al giorno a 250 mila. È il passe-partout per convivere con l’epidemia senza cadere in un secondo lockdown. Se ad agosto siamo a quasi mille casi al giorno come si può pensare che a ottobre e novembre non aumentino? Senza un piano adeguato tutto diventa rischioso, anche riaprire le scuole”.
“È evidente che concetti astratti come distanze e banchi non aiutano – prosegue Crisanti -. Perchè la scuola non diventi un moltiplicatore dei contagi è più utile prescrivere la vaccinazione antinfluenzale a tutti, misurare la temperatura all’ingresso abbassando la soglia a 37 e mappare le zone di residenza degli studenti. In caso di focolaio in una determinata area i bambini che ci abitano devono stare a casa con la manleva dei genitori nei confronti della scuola. Molto più efficace delle mascherine è un piano di prevenzione attiva sul territorio. Non mi sorprendono le parole di Walter Ricciardi, secondo cui le scuole potrebbero non riaprire, perchè oltre che un grande scienziato è una persona di buon senso e si rende conto che le misure attuali sono passive e che davanti a un aumento del contagio non c’è difesa che tenga. Il governo tenta di riaprire le scuole, ma il problema è che vuol farlo senza pensare a come gestire l’emergenza in alternativa al lockdown”.
“I tamponi sono fondamentali per convivere con il virus – dice ancora il virologo -. In assenza di vaccino, dunque almeno per un anno, l’alternativa al potenziamento del sistema dei test è solo il lockdown. Per cominciare, come vediamo in questi giorni, va migliorato il controllo dei flussi d’entrata in Italia. Poi è inaccettabile che ogni regione vada per conto proprio: il governo deve decidere per tutti come su discoteche e assembramenti. Chi non ha ancora compreso che per evitare un secondo lockdown bisogna tutti tenere oltre un metro di distanza, disinfettarsi spesso, usare la mascherina al chiuso e in molti casi anche all’aperto è bene che in vista dell’autunno lo capisca. L’infezione è destinata a crescere come purtroppo succede all’estero. L’Italia non è isolata dal resto del mondo e non è mai arrivata al contagio zero, dunque resta esposta sia all’esterno sia all’interno”.
(da Globalist)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
PER CERTA GENTE C’E’ SOLO IL TSO O LA GALERA
-Sono contrari alla didattica a distanza, ma non solo. Per loro la mascherina a scuola non va bene. Il distanziamento? Se ne può fare a meno, o meglio “non intendono accettarlo”. In nessuna forma. Sono solo alcuni dei singolari contenuti di una serie di diffide sono giunte a dirigenti scolastici da parte di genitori scettici sul Coronavirus.
Ispirandosi a movimenti negazionisti, che chiedono la riapertura delle classi senza seguire alcuna linea guida ministeriale di contenimento del Covid-19, i genitori mandano a dire ai presidi “che La riterranno personalmente responsabile di tutti i danni (alla salute psicofisica, danni economici e di ogni altra natura) che Sue eventuali decisioni di adozione di suddette misure causeranno al loro figlio/a”.
Come ha spiegato il presidente dell’associazione nazionale Presidi, Antonello Giannelli, questi atti sono arrivati a dirigenti scolastici in tutta Italia ma si tratta comunque di un numero esiguo e sono “destituite i fondamento”.
“Con le diffide – ha spigato Giannelli – vogliono che ci sia una riapertura delle scuole senza il rispetto del distanziamento tra gli alunni perchè ciò nuocerebbe allo sviluppo del bambino, sono contrari anche ad altri provvedimenti e ipotesi ministeriali per la riapertura come la sala di attesa dove portare i casi sospetti”.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
ARRIVATA IN VOLO DA IBIZA, TUTTI I PASSEGGERI SONO USCITI SENZA CONTROLLI
Alba Parietti ha documentato in una diretta Instagram il suo ritorno in Italia da Ibiza.
Atterrata a Malpensa ha denunciato di non aver trovato nessun tipo di controllo “Controlli…nessuno, alle 17.30 vanno via tutti” spiega con la mascherina camminando all’interno dell’aeroporto.
“Quindi dovete poi denunciarvi da soli, credo, come farò io, e aspettare che vi richiamino. Si va via lisci come l’olio”, conclude.
La Regione Lombardia era stata criticata ieri per aver annunciato che i tamponi non sarebbero stati effettuati ai non lombardi, salvo poi fare marcia indietro come annunciato da Gallera:
“Da domani a Malpensa saranno fatti i tamponi “ai turisti stranieri, poi ai cittadini italiani, sia lombardi che residenti in altre Regioni. Gli spazi che, in un primo momento, erano stati individuati a Malpensa da SEA e Usmaf avrebbero consentito l’attivazione di tre postazioni — ha spiegato in un comunicato — con la possibilità di eseguire 500 tamponi. Avevamo quindi stabilito alcune priorità che, nell’ordine, avrebbero privilegiato i turisti stranieri (difficilmente recuperabili dopo aver lasciato l’aeroporto) e i cittadini lombardi (i quali possono contare sui sistemi di segnalazione online delle ATS).
Nel momento in cui SEA e Usmaf hanno incrementato le aree a disposizione con una capacità di effettuare 2000 tamponi al giorno aumentando così la platea dei passeggeri da testare. Saranno di conseguenza testati i turisti stranieri, poi i cittadini italiani, sia lombardi che residenti in altre Regioni”. periferiche, giovanili”.
Il dg dell’assessorato Marco Trivelli ha spiegato che “I risultati del tampone saranno disponibili via mail o sms entro 24/48 ore”. “I controlli sui rientri — ha aggiunto — sono molto importanti perchè stanno restituendo il 4% di positivi a fronte dell’1 registrato sul territorio, aree più a rischio comprese”.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
IL DELIRIO DI CHI PARLA DI “TERRORISMO PER MANTENERE IL POTERE”, IL REALISMO DEI GOVERNATORI CHE VEDONO AGGRAVARSI LA SITUAZIONE
Esiste oggi un’emergenza coronavirus? “Ora no, lo dicono i numeri, i primari, i medici dei pronto soccorso e delle terapie intensive. Chi dice il contrario, ovvero il governo, è in malafede e fa terrorismo per mantenere il potere”.
Nonostante l’incremento dei contagi per Matteo Salvini la pandemia continua a non essere più un problema.
Una posizione quella del segretario della Lega ripetuta più volte nei giorni scorsi
In un’intervista a Radio Radio se l’è presa con i giornalisti: “Che coscienza hanno? Io ormai sono arrivato alla conclusione che non siano distrazione, disattenzione, menefreghismo, ma una precisa strategia: a qualcuno il virus conviene. Tenere in vita il virus anche in pieno agosto fa guadagnare soldi o fa guadagnare voti. Non si spiega altrimenti il coro quasi unanime di giornali e tv per creare un allarme che non c’è”.
Le parole dell’ex ministro dell’Interno hanno fatto rumore anche all’interno del suo stesso partito: si discostano, infatti, completamente dalle posizioni di due big del Carroccio come Attilio Fontana e Luca Zaia.
I governatori di Lombardia e Veneto, i territori più colpiti del coronavirus, usano toni molti diversi da quelli che il segretario rivendica a ogni occasione.
Mentre Salvini rilancia orgogliosamente sui social le immagini dei bagni di folla in suo onore sulle spiagge della Toscana, Fontana e Zaia devono tornare a occuparsi a tempo pieno della pandemia nelle loro regioni. E dunque rilasciano dichiarazioni che smentiscono completamente la parole del segretario, facendo andare in cortocircuito la linea del partito sull’emergenza Covid.
“Dobbiamo essere pronti a ogni tipo di eventuale rigurgito di questa maledetta epidemia, si vedono dei numeri che non lasciano del tutto tranquilli, anche se io credo che sia una situazione che deriva dall’importazione di virus che provengono da lontano, ma noi dobbiamo tenerla sotto controllo“, ha detto per esempio il presidente di Regione Lombardia al Meeting di Rimini.
Non esattamente parole che negano l’emergenza, ma frasi più simili a chi “è in malafede” o “fa terrorismo per mantenere il potere“, per usare le stesse parole che Salvini pronuncia per attaccare il governo.
Secondo la Fondanzione Gimbe la Lombardia è ancora la regione più colpita dal virus con conta il 35,2% dei casi (5.314) dei 15.089 casi ancora attivi al 18 agosto. Sarà per questo motivo che Fontana insiste: “Il lavoro di monitoraggio territoriale al quale si sta dedicando grandissima attenzione è fondamentale per individuare e circoscrivere i focolai“. E per il futuro ha spiegato che occorrerà predisporre “una rete anche strutturale che consenta di essere pronti e preparati a ogni evenienza“.
I toni del presidente della Lombardia, tra l’altro, sono molto simili a quelli usati dal governatore del Veneto, che ieri, presentando i dati degli ultimi contagi nella sua regione, ha detto: “Siamo passati da una fase di ordinarietà ad una di straordinarietà “.
L’emergere di nuovi focolai e il tracciamento dei contatti dei nuovi infetti, infatti, ha portato quasi al raddoppio degli isolamenti in Veneto, rispetto al 18 maggio, il giorno della fine del lockdown: da 3.870 soggetti a 6.565. “Dalla Croazia sono stati trovati al rientro 35 turisti contagiati solo a Treviso, gente che non si conosceva”, ha spiegato Zaia. Prima di chiarire: “Non faccio allarmismo, ma il dato è preoccupante”.
A chi è rivolta la puntualizzazione del governatore del Veneto? Forse al suo segretario, convinto che il Covid sia “gestibile senza allarmismi“?
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
ALL’INIZIO IL PRESIDENTE BONOMI LO AVEVA BOCCIATO, ORA IL DIETROFRONT
“La strada di far indebitare le imprese non è quella giusta”, aveva affermato il presidente di
Confindustria Carlo Bonomi lo scorso aprile, aggiungendo “l’accesso alla liquidità non è immediato. Occorre riaprire la produzione perchè essa solo dà reddito e lavoro, non certo lo Stato come molti vorrebbero, dimenticando che non ha le risorse, e farlo evitando una nuova ondata di contagio che ci porterebbe a nuove misure di chiusura ancora più disastrose”.
Il presidente degli industriali si è anche scagliato in più occasione contro quelli che definisce “sussidi a pioggia”, in pratica tutte le misure di sostegno che non riguardano le imprese.
Oggi l’associazione degli industriali fa sapere che un milione di imprese ha presentato domanda per ottenere i prestiti garantiti dallo Stato del Fondo di Garanzia per l’emergenza Covid istituito con il Dl liquidità dello scorso 6 aprile.
“Risposta concreta ed efficace” — Non solo. “Il traguardo di un milione di domande conferma la grande utilità di uno strumento che in questi mesi ha rappresentato una risposta concreta ed efficace per le imprese che si sono trovate a fronteggiare un’emergenza di liquidità senza precedenti”, ha commentato Emanuele Orsini, vice presidente di Confindustria con delega al credito, alla finanza e al fisco.
“Tuttavia, non va dimenticato che si tratta di maggior indebitamento che rischia di appesantire le nostre imprese e renderne ancor più difficile la ripartenza, poichè veicola una buona parte dei flussi finanziari generati alla restituzione del debito contratto nel periodo Covid, ha aggiunto uno dei tanti numeri due di Confindustria. Per questo ora è urgente guardare oltre l’emergenza con una visione di lungo periodo e mettendo in campo misure strutturali per assicurare il riequilibrio finanziario delle imprese e sostenerne gli investimenti e i piani di sviluppo a lungo termine”.
La garanzia dello Stato che permette di abbassare gli interessi — Il fondo di garanzia per l’emergenza Covid destinato alle Pmi prevede una garanzia al 100% per i prestiti fino a 25 mila euro (soglia alzata a 30 mila lo scorso giugno) e all’80% per prestiti di importo superiore.
Dopo una partenza stentata, dovuta anche ai tempi di adeguamento e ad alcune resistenze riscontrate in alcuni gruppi bancari, l’operatività del fondo è andata a regime.
Ad attingere a linee di credito garantite (attraverso altri strumenti ma con principi simili) sono state anche grandi e grandissime aziende.
Fca ha ad esempio chiesto un prestito da 6,3 miliardi di euro (erogato materialmente da Intesa Sanpaolo ma garantito dallo Stato e quindi con interessi più bassi) con l’impegno ad utilizzarli per le produzioni e le filiere italiane.
Il gruppo non ha invece voluto rinunciare alla distribuzione di un maxi dividendo da 5,5 mld di euro, ricca dote della fusione con Psa, che porterà in Exor (la holding degli Agnelli) 1,6 mld di euro.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
QUANDO SARA’ DISPONIBILE SARA’ GRATUITO… LE AZIENDE AVVERTONO: “NON POSSONO METTERE IN PERICOLO GLI ALTRI E LE IMPRESE”
Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha spiegato di volere rendere obbligatorio il vaccino contro Covid-19, dopo che il suo governo ha firmato un accordo con la società anglo-svedese AstraZeneca per acquisire il farmaco in fase di sviluppo presso i laboratori di ricerca dell’Univesità di Oxford.
E mentre si aspetta il vaccino le piccole imprese australiane vogliono licenziare chi si rifiuterà di farlo quando disponibile.
Morrison, riferisce la Bbc, ha descritto il vaccino come uno dei più promettenti ed avanzati nel mondo, esprimendo l’intenzione di renderlo obbligatorio per la popolazione, a meno di controindicazioni mediche individuali. Il vaccino, ha spiegato il premier, deve essere “il più possibile obbligatorio”.
L’Australia, ha detto ancora Morrison, intende produrre e fornire gratuitamente il vaccino, ma è improbabile che ciò possa avvenire almeno fino al prossimo anno.
Quando il vaccino sarà pronto, il Council of Small Business Organizations Australia, un’associazione di piccole imprese, vuole che venga modificata la legge affinchè i datori di lavoro possano licenziare chi non ha intenzione di immunizzarsi: “Se uno dei membri del mio staff dice” no, sono contrario “, allora devo dire, mi dispiace, sei una minaccia per i miei affari”, ha detto il CEO del Consiglio Peter Strong parlando con 7news.
Strong ha spiegato che non si tratterebbe di discriminazione ma di una decisione aziendale perchè non sarebbe possibile portare avanti qualsiasi attività , in particolar modo quelle che richiedono il contatto con il pubblico.
Sally McManus, segretaria di ACTU, che riunisce 46 sigle sindacali in Australia, interpellata da 7NEWS ha spiegato che presto verrà formalizzata una risposta ufficiale alla proposta delle piccole imprese. E ha aggiunto che ACTU invita i lavoratori a fare qualsiasi cosa per prevenire la diffusione del virus. Anche vaccinarsi, nel momento in cui sarà possibile. Ma ci sono allo studio altre forme di “incentivo” alla vaccinazione: il ministro federale della sanità Greg Hunt ha infatti proposto di escludere gli obiettori da ogni forma di aiuto economico statale.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
50.000 ABITAZIONI SUBIRONO DANNI GRAVI, MA NONOSTANTE I SOLDI STANZIATI IL 90% DELLE ABITAZIONI E’ ANCORA DA RICOSTRUIRE O RIPARARE
Si stima che siano oltre ottantamila gli edifici privati danneggiati nelle zone del cratere e
quelle limitrofe dal terremoto che colpì il centro Italia nel 2016.
Il Messaggero racconta oggi che quasi cinquantamila abitazioni subirono danni gravi, fino alla completa inagibilità . Ma nonostante i soldi stanziati oltre il 90% delle case è da ricostruire o riparare.
E anche gli interventi pubblici vanno a rilento: su circa 1.500 edifici danneggiati, tra scuole, caserme, ospedali,musei, impianti sportivi, ecc. soltanto 86 sono stati ricostruiti. E così le chiese: 942 danneggiate, appena 100 riparate.
Le domande di accesso ai contributi sono solo 13.948 (di cui 1.242 da imprese) e finora ne sono state accolte 5.325, il 6,5% degli edifici danneggiati.
Altre 7.945 sono in lavorazione, ma anche aggiungendo questo numero — che comunque si riferisce a lavori ancora da iniziare (e sempre che tutte le pratiche siano accolte) — arriviamo al 16% del danneggiato. Decisamente poco.
La regione con il maggior numero di domande presentate è le Marche (8.400, dicui 3.604 accolte, 165 respinte e 4.361 in lavorazione). Umbria e Abruzzo camminano affiancate: la prima ha un totale di 2.015 domande presentate (852 accolte, 115 respinte, 1.048 in lavorazione), l’Abruzzo totalizza 2.077 domande (338 accolte, 141 respinte, 1.598 in lavorazione).
Nel Lazio — che pure ha avuto oltre diecimila edifici privati danneggiati di cui 6.649 gravi — sono state presentate appena 1.456 domande (531 accolte, 257 respinte, 668 in lavorazione).
Intanto sono stati riaperti i termini per presentare le domande
Le nuove scadenze restano comunque molto vicine: 20 settembre prossimo per i danni lievi, 31 dicembre 2020 per i danni gravi. I contributi a fondo perduto sono rilevanti: si arriva fino al 100% del costo dell’intero intervento (compresi progetti e parcelle dei tecnici vari) anche nei comuni fuori dal cratere se si tratta di prima casa o seconda casa locata o attività produttiva; per le seconde case non locate il contributo è invece pari al 100% nel caso sia all’interno dei centri storici, del 50% fuori dai centri storici.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
IL SINDACATO ACCUSA: “NON RISPETTATE MISURE ANTI-COVID, LE FORZE ARMATE DEVONO ESSERE LASCIATE FUORI DA SPECULAZIONI POLITICHE”… NOI TRA I PRIMI A DENUNCIARE UNA VISITA CHE ANDAVA NEGATA
“Sono state rispettate le norme anti covid durante la visita di Matteo Salvini alla base dei Comsubin, il Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare?”
A chiederlo è il “Sindacato dei militari” che ha come segretario generale Luca Marco Comellini, ex maresciallo dell’Aeronautica Militare in pensione.
I Rambo della Marina si addestrano e vivono a Porto Venere, La Spezia, nella baia del Varignano di fronte al Golfo dei Poeti. Gli uomini dei reparti speciali non devono avere un volto, neppure una storia personale. Se ce l’hanno, è importante appaia più “normale” possibile.
Ma ora è polemica su questa inaspettata ribalta dovuta alla visita di Salvini avvenuta il 19 agosto alla quale erano presenti il capo di Stato maggiore dei Comsubin e il medico di Marina Gianmarco Medusei, già assessore e capolista della Lega a La Spezia per le Regionali.
Sulla vicenda interviene anche il Partito democratico che, per voce di Laura Garavini,
vicepresidente della commissione Esteri del Senato, attacca il leader della Lega: “Salvini farebbe meglio ad evitare le sue solite sortite a spese delle Forze Armate. Per di più senza dispositivi di sicurezza. Un danno al buon nome delle nostre donne e uomini migliori, che non si meritano di essere scimmiottati a fini elettorali”.
In un articolo “Marina, Comsubin: la compromessa estraneità dalla competizione politica merita un chiarimento”, l’associazione di Comellini si rivolge al capo di Stato Maggiore ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e al ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ponendo alcune domande ed esprimendo altrettante preoccupazioni.
“E’ stata garantita l’estraneità delle Forze Armate – chiede Comellini – o questa è stata compromessa dalla visita di un politico per scopi elettorali, come dimostra il fatto che l’appuntamento era annunciato nel manifesto della campagna della Lega in Liguria?”
“Ma la cosa che ci preoccupa di più – spiega Comellini – è stata la palese violazione di tutte le regole per l’emergenza sanitaria come si può constatare dalle fotografie: non è stato rispettato il distanziamento nè l’obbligo dell’uso dei dispositivi di sicurezza individuale come le mascherine”.
Sono questi, insiste il segretario del sindacato, “aspetti cui l’amministrazione e il Ministero dovranno dare risposte”.
Fonti del Ministero della Difesa fanno sapere che sul tema dell’utilizzo delle mascherine è stata disposta una verifica.
“Per quanto riguarda Salvini – sottolinea Comellini – un parlamentare può fare ciò che vuole, siamo sicuri che la procedura per effettuare la visita sia stata svolta in modo perfettamente regolare”.
“A noi preoccupa – ribadisce – che sia garantita la condizione di estraneità delle Forze Armate da una competizione politica”.
Fonti della Difesa spiegano che le richieste al Gabinetto del Ministero da parte di politici per visitare reparti vengono in genere auorizzate a meno che non ci siano impedimenti operativi. A questo punto si esibisca la richiesta, se esiste.
Sta poi alla singola personalità politica l’esercizio della responsabilità di tenere distinto il piano istituzionale dal piano politico-elettorale. E in questo caso, pare evidente che lo sfruttamento elettorale della visita di Salvini ai Comsubin sia stato fatto dalla Lega.
(da “La Repubblica“)
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Agosto 21st, 2020 Riccardo Fucile
HA INCASSATO IL BONUS DA 1.500 EURO, PUR ESSENDO TITOLARE DI UNA GIOIELLERIA, DI SEI IMMOBILI E DUE TERRENI, OLTRE A PERCEPIRE OGNI MESE 11.000 EURO DA PARLAMENTARE… DAL CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE A PALAZZO MADAMA
“Una miracolata della politica riuscita a farsi spostare all’ultimo nel collegio sicuro per
andare a Roma” . Così viene definita la senatrice della Lega Marzia Casolati da diversi compagni di partito.
Giudizi non teneri, tipici anche di chi nutre un po’ di invidia per chi ha spiccato il volo. La gioielliera della Galleria Umberto I, che ha chiesto e ricevuto i 1500 euro a fondo perduto dei contributi “Riparti Piemonte” istituiti dalla Regione per le attività economiche che hanno chiuso durante il lockdown, nel 2018 ha preso l’onda giusta, approfittando della mancanza di candidate donne nella Lega.
Cosa che gli ha permesso di fare il balzo passando dall’aula “pop” della Circoscrizione 1 di Torino a quella ben più blasonata (e ricca a livello di stipendio) di Palazzo Madama.
Un mensile da 11mila euro, un reddito imponibile denunciato nel 2019 di 101.314 euro, comproprietà di sei immobili e due terreni agricoli.
Il bonus chiesto dalla senatrice è di poco superiore a un decimo dell’emolumento mensile che Casolati riceve dopo essere stata elette nel collegio di Moncalieri, dove, in realtà , la conoscono in pochi.
Per lei avevano riservato un collegio di Torino, quello vinto dall’esponente del Pd Mauro Laus, ma Casolati, 50 anni, è riuscita a convincere i massimi vertici della Lega a darle un posto sicuro.
Un inserimento garantito dallo stesso segretario regionale della Lega, Riccardo Molinari. La senatrice, che ora ha restituito la somma a Finpiemonte ed è stata sospesa dalla Lega, con diversi colleghi commercianti e amici vanta rapporti diretti con lo stesso Salvini.
Casolati è una militante di lungo corso. Un fatto che ha stupito diversi colleghi della Circoscrizione Centro quando l’hanno vista all’opera nel 2016. Ha mosso i primi passi in politica tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, nella Lega Nord del Piemonte delle origini, quella guidata da Gipo Farassino e poi da Domenico Comino.
Si avvicina proprio a Comino, definito da Bossi lo ” Schwarzenegger” del Carroccio. Eletto deputato nel 1992, nel ’93 si candida a sindaco di Torino e sfiora il ballottaggio: elezione che vengono ricordate per la ” valanga verde” su Torino, quando il Carroccio supera il 20 per cento.
È la prima volta che Casolati si candida ed entra nel consiglio della Circoscrizione 8, quello di San Salvario. Incarico che terrà fino al 2001, quando la sua carriera politica subisce un’interruzione.
Decide si seguire Comino dopo l’espulsione decisa da Bossi e finisce nell’Ape che, però, non prende il volo. La gioielliera di Porta Palazzo, sposata con il commercialista Fabrizio Capuzzo, nominato revisore unico dell’Atl Biella- Valsesia- Vercelli dalla giunta Cirio lo scorso settembre, dopo un periodo sabbatico, rientra nei ranghi del Carroccio, approfittando poi del cambio di pelle imposto al partito da Matteo Salvini e da Riccardo Molinari. È la sua seconda possibilità . Ora una battuta d’arresto. Ma c’è chi scommette che si riprenderà .
Non sono teneri nemmeno i commenti dei vicini di negozio in Galleria Umberto I. Si tratta di un’attività storica per la zona di Porta Palazzo, aperta dal nonno nel 1911 ed ereditata dal padre nel 1995.
“Una gioielleria un po’ fanè” , dicono alcuni vicini. Non tutti vogliono parlare. Roberto Pesce, del negozio di materassi vicino, sottolinea che si tratta di “una collega e amica, siamo cresciuti insieme e la considero praticamente una cugina. Per questo la vicenda mi rattrista. È censurabile dal punto di vista etico e morale perchè sostiene ancora una volta l’idea che la politica sia distante dai cittadini, ma metterla alla gogna è troppo”
Non è dello stesso avviso l’erborista Paola Dosi: “E’ uno scandalo – dice- siamo stupiti perchè la conoscevamo da quarant’anni e non ce lo saremmo mai aspettati. Tutti noi abbiamo avuto difficoltà , noi siamo riusciti ad accedere al contributo Inps, un piccolo aiuto che ci ha permesso per mangiare, a fronte di oltre la metà delle perdite di incassi. Trovo quello della senatrice un comportamento amorale, eticamente indecente”.
(da “La Repubblica”)
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