Marzo 12th, 2021 Riccardo Fucile
“NON CERCO L’UNANIMITA’, MA LA VERITA'”
Volato a Roma da Parigi ieri sera, oggi Enrico Letta ha sciolto la riserva e ha accettato di prendere le redini del Partito democratico.
Un incarico che l’Assemblea nazionale dovrebbe riconoscergli ufficialmente domenica 14 marzo. Negli ultimi giorni l’ex premier ed ex vicesegretario Pd ha ricevuto anche l’endorsement di Nicola Zingaretti che si è dimesso improvvisamente il 4 marzo in polemica con il proprio partito, «ostaggio» delle correnti. «Lo faccio per amore per la politica, passione per i valori democratici», ha dichiarato in un video Letta in cui ha ringraziato il suo predecessore.
L’appuntamento è a domenica, per il voto. «Parlerò all’assemblea — dichiara Letta -. Chiedo a tutti coloro che domenica voteranno di ascoltare la mia parola e votare sulla base delle mie parole, sapendo che non cerco l’unanimità , ma la verità ».
L’endorsement di Zingaretti
«È la soluzione più forte e autorevole — ha scritto l’ex segretario su Facebook in riferimento a Letta -. La migliore garanzia per un rilancio della nostra sfida di grande partito popolare, vicino alle persone e non alle polemiche. Promotore di un progetto per l’Italia e l’Europa e baricentro di qualsiasi alternativa alle destre». Inviso agli ex renziani, a partire da Base riformista guidata da Lorenzo Guerini, Letta può fare affidamento non soltanto sulla maggioranza zingarettiana del partito, ma anche su altri “big”, come Dario Franceschini e Paolo Gentiloni.
Il rilancio del Pd e il bivio M5s
La missione di Letta, che lascerà il suo incarico come direttore della Scuola di Affari internazionali di Sciences Po in Francia, è rilanciare un Pd ostaggio delle tensioni tra correnti interne, riportandolo a essere un partito a vocazione maggioritaria. Per farlo, dovrà decidere se continuare nel solco dell’alleanza con i 5 stelle fortemente voluta da Zingaretti, oppure tracciare una strada diversa. L’unica condizione che Letta ha posto, prima di sciogliere la riserva, è di rimanere in carica fino al termine previsto dal mandato nel 2023 e di essere votato dall’Assemblea nazionale che si terrà domenica, costringendo le varie correnti a rinunciare al congresso e alle primarie anticipate.
Il ritorno al Nazareno da Sciences Po
Per Letta si tratta di un ritorno a casa. Nonostante diriga la Scuola di affari internazionali di Science Po, l’Istituto di studi politici di Parigi, Letta vive tra la capitale francese e la sua casa a Testaccio, quartiere di Roma. Anche se ha ufficialmente lasciato la politica dopo essere stato “spodestato” dal suo ex alleato di partito Matteo Renzi, che gli è succeduto come primo ministro nel febbraio 2014, Letta non ha mai lasciato il Partito democratico, commentando le vicende del centrosinistra italiano da bordo campo senza mai essere direttamente coinvolto negli affari del partito.
(da Open)
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Marzo 12th, 2021 Riccardo Fucile
PER L’ITALIA E’ GIA’ STORIA: NESSUN TEAM AZZURRO HA MAI VINTO DUE GARE
Luna Rossa fantastica nella terza regata della 36 ª America’s Cup ad Auckland, poi punita nella
quarta in una delle sfide più incerte di sempre: dopo la seconda giornata il punteggio è di 2-2.
Per l’Italia è comunque una giornata storica: mai una nostra imbarcazione aveva vinto due regate in un’America’s Cup, l’unico punto era arrivato nel 1992 con Il Moro di Venezia contro America 3 che vinse 4-1.
Dopo una partenza felice rispetto a New Zealand, Luna Rossa ha comandato i sei lati del percorso, vincendo con 37” secondi di vantaggio e portandosi sul 2-1 (altra situazione mai vissuta in 170 anni di storia). La regata era stata preceduta dai timori di non poter regatare per il vento troppo lieve, le due barche sono riuscite a uscire al largo, hanno cominciato il duello della pre-partenza, ma la giuria ha fermato le operazioni rinviando lo start alle 16,23 (le 4,23 italiane): una barca di spettatori, tra le centinaia radunate per creare uno stadio sul mare, aveva invaso il boundary, il confine del campo di regata.
A quel punto Luna Rossa e New Zealand sono riuscite a sfidarsi, ma una manovra troppo anticipata di Te Rehutai ha permesso a Sibello & C. di infilare l’area di partenza in posizione favorevole, rispondere alle mosse degli avversari e incrementare un vantaggio diventato presto incolmabile.
Dieci secondi al primo gate, poi 13, diventati 27 in un lato in cui Luna Rossa ha deciso di marcare New Zealand, per entrare in una fase di gestione del vantaggio e dei venti che ha portata la barca italiana con 38 secondi al traguardo. “Abbiamo fatto la nostra regata pulita” ha commentato Francesco Bruni, uno dei due timonieri di Luna Rossa, “abbiamo visto che i nostri rivali recuperare, ma siamo rimasti calmi e seguito la nostra strada”.
Un’altra storia nella quarta regata
La situazione si è rovesciata nella quarta regata. I neozelandesi sono sembrati in anticipo rispetto alla linea di partenza, Luna Rossa ha virato sulla destra navigando parallela agli avversari nel primo tratto, ma i deboli venti al largo del campo di regata E, quello più lontano dalla terraferma, hanno inesorabilmente lanciato New Zealand che è riuscita a prendersi il lato sinistro più ricco di vento. Luna Rossa ha cercato di ingaggiare duelli nel primo dei sei lati, scoprendo con sorpresa che Te Rehutai condotta da Peter Burling ha seguito rotte sue, senza rispondere con marcature alle mosse dei due timonieri Bruni e Spithill. A un certo punto entrambi i foil di Luna Rossa si sono ritrovati in acqua, con l’imbarcazione costretta a rifare il cosiddetto takeoff, il decollo sulle “ali”, una situazione di difficoltà per Luna Rossa che si era invece dimostrata imprendibile nella regata precedente.ùù
Al di là del vantaggio che si è fatto incolmabile – dai 9 secondi del primo gate si è passati a 34, poi 48 per arrivare ai 58 finali di ritardo – il team Luna Rossa ha scoperto cose nuove che smentiscono completamente le previsioni della vigilia.
Se nei giorni che precedevano l’America’s Cup si parlava di una velocità impressionante della barca neozelandese, quel che ha colpito di più è stata la capacità di cavalcare venti deboli come quelli delle race 4 nel gofo di Hauraki. Condizioni che dovevano invece favorire Luna Rossa. in questo quadro di grande incertezza si attende la terza giornata di regate, nella notte italiana tra venerdì e sabato. Ma per la vela italiana è comunque una giornata di festa.
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2021 Riccardo Fucile
CAROLINA, DOPO SCIENZE AGRICOLE, SI E’ DEDICATA ALLA PRODUZIONE DI FORMAGGI
Carolina è diventata un simbolo, la “superdonna” della provincia di Lucca per la Coldiretti, che l’ha scelta come emblema della resilienza tutta al femminile e l’ha premiata in occasione della festa della donna.
Carolina Leonardi ha 28 anni, è laureata in Scienze agricole all’università di Pisa con una tesi sui formaggi, ma ha deciso di fare la pastora. E’ tra le più giovani allevatrici d’Italia, da qualche anno al comando dell’azienda agricola e agrituristica “Le Coppelle latteria Belato Nero” a Pian di Lago (Lucca), alle pendici del monte Corchia, a 1000 metri sul livello del mare.
“Ho aperto l’azienda nel 2015, sono partita con 40 pecore di razza massese – racconta Carolina -. La passione per la produzione di formaggi mi ha spinto a sostenere studi post laurea di arte casearia. E’ un mondo dove non si finisce mai di imparare. In parallelo a tutto questo ho iniziato i lavori di ristrutturazione di un’alpeggio a Pian di Lago e nell’agosto del 2020 ho inaugurato l’agriturismo”.
Robiole, stracchini, pecorini sono parte dei prodotti di Carolina che crede fortemente nel suo territorio, quello montano, teatro di una microeconomia fondamentale per le razze locali.
“Ho scelto pecore di razza massese perchè sono native del luogo – continua -, voglio mantenere un patrimonio genetico in simbiosi con queste terre”.
Carolina oggi ha 100 capi di ovini e per mantenerli sani utilizza un metodo di migrazione vecchio di secoli: la transumanza. Un passaggio, dalla pianura alle terre in quota e viceversa che si compie con il cambio di stagione e serve per trovare pascoli che possano sfamare il gregge.
“Parto dalla stalla in pianura, verso la fine di maggio – racconta Leonardi -, poi saliamo in quota fino all’alpeggio. Sono 10 ore di cammino in quella che è una giornata di festa per la mia famiglia perchè si accompagnano gli animali verso pascoli più rigogliosi”.
Oggi l’attività vive della sola vendita di formaggi durante la stagione invernale poi, in estate, si aprono le porte dell’agriturismo dove i prodotti vengono serviti anche a tavola. Carolina ha trasformato parte del suo lavoro in una fattoria didattica per bambini sperando in futuro di poter tenere corsi di arte casearia.
L’8 marzo la giovane ha ricevuto il riconoscimento di Coldiretti per il suo lavoro.“Carolina non proviene da una famiglia di pastori – dice Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca – E’ partita da zero con un piccolo gregge, senza alcuna esperienza, spinta da un desiderio di concretizzare i suoi studi universitari. La sua è una bella storia, piena anche di difficoltà , ma da cui c’è molto da imparare in termini di coraggio, intraprendenza e volontà . Con questa iniziativa vogliamo esaltare il protagonismo delle donne e la loro straordinaria capacità di adattamento. Una impresa su tre in provincia di Lucca è guidata da figure femminili. La loro presenza garantisce dinamismo, originalità e concretezza insieme a capacità di conciliare famiglia e lavoro”.
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2021 Riccardo Fucile
DOMENICA LE ELEZIONI REGIONALI IN DUE LANDER
La Germania che si appresta a vivere il primo appuntamento di un anno elettorale
importantissimo è un Paese inquieto e insicuro non solo per la fine dell’era Merkel ma anche per un presente che sta riservando più incertezze del previsto.
Le elezioni regionali di domenica in due Là¤nder strategicamente molto rilevanti – Baden-Wà¼rttemberg e Rheinland-Pfalz – si sono incrociate con l’inizio della terza ondata della pandemia e con le difficoltà di realizzare una vaccinazione veloce, con la controversa decisione dell’Ufficio federale per la difesa della Costituzione di mettere sotto osservazione la destra di Alternative fà¼r Deutschland, con uno scandalo che ha coinvolto due parlamentati della CDU che hanno tratto profitti personali dalla vendita di mascherine e, infine, con le difficoltà del candidato cancelliere dei socialdemocratici, Olaf Scholz, che nelle rilevazioni continua a essere attestato introno al 15-17 per cento.
Poco, troppo poco. Le turbolenze politiche delle ultime settimane avranno degli effetti inevitabili sul voto regionale di domenica.
Onda Verde
Il Baden-Wà¼rttemberg, regione con il più alto indice di esportazioni in Germania, con la quota di disoccupazione tra le più basse e con il quarto prodotto interno loro pro capite tra i sedici Là¤nder tedeschi, è governato sin dal 2011 dal verde Winfried Kretschmann con discreto successo. In occasione della prima, storica, vittoria ebbe un ruolo importante anche la tragedia di Fukushima di cui oggi ricorrono i dieci anni.
Se nel suo primo governo i Verdi governarono con i socialdemocratici, nell’ultima legislatura Kretschmann ha governato con la CDU. Fino a qualche settimana fa il risultato era ancora incerto e la candidata dei cristiano democratici Susanne Eisenmann (che tra l’altro è anche ministro della cultura e dello sport nel governo uscente guidato dai verdi) aveva ancora qualche remota possibilità di vittoria, ora i sondaggi attribuiscono un largo vantaggio ai Grà¼nen (32%).
La CDU è attestata intorno al 25 per cento. Winfried Kretschmann potrà dunque decidere con chi governare anche se la soluzione più probabile resta quella di una continuazione della coalizione uscente (Verdi-CDU). Le recenti dichiarazioni di Kretschmann a difesa della CDU per lo scandalo delle mascherine, sembrano indicare la sua volontà di voler continuare a governare con i cristiano-democratici.
La sfida dei socialdemocratici
In Rheinland-Pfalz la situazione è molto diversa. Qui governa la SPD in una coalizione-semaforo a tre con i liberali e i verdi guidata da Malu Dreyer. In questo caso la partita è certamente ancora aperta. La SPD di Dreyer e la CDU di Christian Baldauf sono attestati sostanzialmente alla pari (30%) con un leggero vantaggio della governatrice uscente. I socialdemocratici hanno dalla loro due vantaggi: lo scandalo delle mascherine che ha colpito la CDU avrà certamente degli effetti negativi sul voto ai cristiano democratici e comunque Malu Dreyer potrà contare su una coalizione uscente che ha ben governato e che potrebbe essere, almeno in parte, premiata dal voto di domenica.
I Verdi sono stimati al 12% (il doppio dei voti di cinque anni fa) e i liberali al 6. L’esperimento politico della coalizione-semaforo in Rheinland-Pfalz ha acquisito molta importanza anche in vista delle elezioni federali perchè questa coalizione a tre (SPD-Grà¼nen-FDP), in prospettiva, potrebbe anche avere una maggioranza parlamentare a Berlino, seppur molto risicata.
In vista delle elezioni federali di settembre
Queste elezioni regionali sono il primo grande test (il secondo sarà a giugno in Sachsen-Anhalt e il terzo a settembre con la elezioni comunali in Bassa Sassonia) in vista delle elezioni politiche di settembre. Saranno altresì molto importanti per capire chi sarà il candidato cancelliere della CDU. Il nuovo Presidente Armin Laschet, eletto a gennaio, si gioca molte delle sue chance di essere nominato candidato cancelliere. Alla sue spalle incombono le ambizioni del ministro-presidente della Baviera, Markus Sà¶der.
(da agenzie)
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