Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
SEGUONO SPERANZA, GENTILONI E ALLA PARI MELONI E ZINGARETTI (CHE HA RECUPERATO SETTE PUNTI)… TRA I PARTITI CALANO LEGA E PD, SALGONO M5S, FORZA ITALIA E SINISTRA ITALIANA… ITALIA VIVA SPROFONDA AL 2,1%, RENZI ULTIMO COME GRADIMENTO
Secondo l’ultimo sondaggio di Demos per Repubblica, il neo-premier ha perso due punti percentuali rispetto a febbraio, ma rimane davanti al suo predecessore
Il tasso di gradimento degli italiani nei confronti di Mario Draghi è sceso di due punti percentuali nell’ultimo mese arrivando a quota 69, mentre quello nei confronti di Giuseppe Conte è aumentato di altrettanti punti percentuali a quota 67.
A rivelarlo è l’ultimo sondaggio di Demos per l’Atlante Politico
Nella classica dei leader tra i più apprezzati troviamo il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni e al quinto posto alla pari con l’ex segretario dem Nicola Zingaretti, la leader dell’unico partito di opposizione, Giorgia Meloni. Per trovare Matteo Salvini bisogna scendere a metà classifica, tre punti sopra a Luigi di Maio, e 17 in meno rispetto a Draghi.
I partiti: in calo Pd e Lega, crescono il M5S e Forza Italia
La classifica è diversa per quanto riguarda invece le stime elettorali per i partiti che vedono la Lega al primo posto (22,3%), seguita dal Movimento 5 Stelle (18,8%) e il Partito democratico (17,2%). Fratelli d’Italia di Meloni è al quarto posto con 17%. Rispetto a febbraio però il suo è l’unico partito — insieme ai 5 Stelle di Conte e Forza Italia — a guadagnare nei sondaggi, seppure in modo limitato (+0,1% mentre i 5stelle crescono di +3,6% e il partito di Berlusconi dello 0,5%).
Stabile invece Giorgia Meloni: il suo Fratelli d’Italia non riesce ad intercettare nuovi consensi nonostante abbia le mani libere all’opposizione.
Il partito democratico, orfano di segretario, scende di oltre tre punti percentuali, mentre la lega dello 0,5%. In diminuzione anche Azione di Calenda (-0,5% al 2,3%) e Italia Viva (-0,6% al 2,1%).
Il Pd alla vigilia del voto per il nuovo segretario
A proposito del Partito democratico, gli elettori sembrano vedere di buon occhio il ritorno al Nazareno di Enrico Letta che si è candidato ieri alla segreteria. Secondo il sondaggio il tasso di apprezzamento nei suoi confronti si è raddoppiato in pochi giorni, arrivando a quota 28 l’11 marzo, superando Nicola Zingaretti al 23%.
Anche Italia Viva rispecchia la popolarità del suo segretario Matteo Renzi: se il leader di IV si trova in fondo alla classifica il suo partito crolla dal 2,7% dei sondaggi di febbraio al 2,1% di oggi.
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
QUALCHE GIORNO FA SALVINI E’ STATO AL VIMINALE A COLLOQUIO CON IL MINISTRO… E SUL FATTO CHE NON CI SARANNO MODIFICHE IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA MOLTENI “NE CONVIENE”
Qualche giorno fa Matteo Salvini è stato al Viminale e ha avuto un colloquio con la ministra Luciana
Lamorgese a proposito di immigrazione. In serata il segretario della Lega, ai microfoni di Radio Radio, aveva fatto sapere di essere stato presso la sede del ministero dell’Interno, spiegando “di essere uscito ora dal Viminale, dove ho avuto una serie di incontri”.
Oggi Luciana Lamorgese in un’intervista a La Stampa conferma che sui decreti Salvini, chiamati anche decreti Sicurezza, non è prevista alcuna modifica. E il sottosegretario della Lega Molteni ne “conviene”:
Lei si trova anche a convivere con un sottosegretario della Lega, Nicola Molteni, che era stato molto polemico con le sue scelte. Come vanno le cose al ministero?
«Il clima mi sembra positivo. Il confronto deve essere continuo anche perchè nel governo c’è davvero bisogno del contributo di tutte le forze della maggioranza».
Molteni, però, si era molto speso nella redazione dei decreti Salvini, che poi avete smontato. Ne avete parlato?
«Sì, convenendo che eventuali modifiche non sono all’ordine del giorno. L’anno scorso,i decreti immigrazione erano stati corretti partendo dalleosservazioni della presidenza della Repubblica e tenendo conto del lavoro di raccordo, svolto qui al Viminale, tra le proposte avanzate dalle forze della maggioranza dell’epoca».
Sull’immigrazione si nota in effetti un notevole raffreddamento dei toni. Miracolo del nuovo assetto politico, oppure tregua passeggera?
«È positivo che tutti i partiti della maggioranza mostrino di comprendere fino in fondo le difficoltà politiche ed operative che presentano operazioni, solo apparentemente semplici, come le ricollocazioni in Europa dei richiedenti asilo e i rimpatri di chi non ha diritto alla protezione internazionale. Ora, mi sembra che anche chi in passato ha attaccato il Viminale, talvolta con eccessi inaccettabili, si sia convinto della necessità di remare nella stessa direzione per spuntare un buon accordo con l’Europa».
Per quanto riguarda i flussi migratori Lamorgese ha affermato che “la crisi economica dovuta dalla pandemia rende il fenomeno migratorio ancora più difficile da gestire anche perchè sono in aumento, soprattutto dalla Tunisia, gli sbarchi autonomi che possono essere fermati solo in partenza. L’Italia sta facendo il massimo sforzo anche sollecitando l’Europa per l’avvio di nuove forme di partenariato con iniziative tese allo sviluppo e azioni finalizzate al contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla tratta di esseri umani. Purtroppo si ripetono — ha proseguito Lamorgese — naufragi in mare con la perdita di molte vite umane: si tratta di tragedie inaccetabili per l’Italia, che ha sempre avuto tra le sue priorità la difesa dei diritti dell’uomo, primo tra tutto il diritto alla vita. In questo contesto vanno considerate, come elemento di difficoltà , le condizioni di instabilità dei governi di alcuni Paesi di origine e di transito dei flussi migratori”.
E pensare che pochi giorni fa il segretario della Lega, ospite di ‘Non stop news’ su Rtl 102.5 spiegava: “Sull’immigrazione occorrerà tornare a un controllo sereno, legittimo, dovuto e doveroso dei nostri confini di chi entra e di chi esce”.
Come si vociferava qualche tempo fa pare proprio che sull’immigrazione Lamorgese non abbia proprio intenzione di cambiare rotta.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
“DOBBIAMO STRINGERE I DENTI A MARZO, RINGRAZIANDO LA COMUNITA’ SCIENTIFICA”: L’ENNESIMO GIRAVOLTA DEL COMICO
Vi ricordate Salvini che ancora pochi giorni fa diceva che era irrispettoso per gli italiani parlare di restrizioni a Pasqua
Ora che è stato deciso che i giorni di Pasqua saranno zona rossa per tutta l’Italia fa finta di nulla. L’ennesima giravolta dopo la sconfitta.
Infatti il 25 febbraio diceva: “Mi rifiuto di pensare ad altre settimane o mesi di chiusura, se ci sono situazioni locali si intervenga, ma parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa, di chiusure, non mi sembra rispettoso degli italiani”
Oggi il leader della Lega cambia versione
“Stiamo correndo il più possibile perchè abbiamo ereditato un ritardo incredibile sul piano vaccinale, sulla messa in sicurezza delle scuole, sui rimborsi. E dobbiamo correre sul piano vaccinale, producendo vaccini in Italia e comprandoli all’estero dove ci sono; correre sui rimborsi”. Soprattutto “dobbiamo stringere i denti a marzo, ringraziando la comunità medica e sanitaria: stanno facendo i miracoli e credo che sarà l’ultimo mese in cui stringere i denti. Da aprile spero si rinasca, si torni alla vita, alla normalità , allo sport, alla scuola, alla socialità “.
È l’auspicio di Matteo Salvini, dopo la decisione del governo Draghi, sostenuto anche dalla Lega, di imporre nuove restrizioni più severe per il contenimento del coronavirus
“Sarebbe un bellissimo segnale se per la giornata mondiale della salute, il 7 aprile, il piano vaccinale fosse pienamente operativo” e che in concomitanza si possa disporre “la riapertura, anche delle attività sportive, perchè lo sport è salute non solo lavoro. Stiamo lavorando perchè la Pasqua segni una vera resurrezione”, ha concluso parlando a margine di una visita all’ospedale in Fiera Milano.
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
UN CODICE AI CONTAGIATI PER TRACCIARE IL VIRUS E TAMPONI RADDOPPIATI: “LA CITTA’ DIVENTERA’ UN MODELLO PER L’ITALIA”
Tutti lo vogliono. Anche Ferrara chiede aiuto ad Andrea Crisanti, il microbiologo dell’Università di
Padova che è riuscito a portare la Sardegna in zona bianca. L’unica regione italiana che è tornata a respirare, che sta iniziando a vedere una luce in fondo al tunnel.
Ora, dunque, è tutto pronto per il progetto Ferrara, che dovrebbe partire tra 10 giorni e che consisterà in tamponi raddoppiati, un codice ai positivi (così da individuare la catena del contagio) e un tracciamento ad hoc che dovrebbe fermare, o quanto meno rallentare, la diffusione del Coronavirus.
«Abbiamo perso mesi preziosi, con una formula di tracciamento che non funziona, e non avendo la capacità di fare tutti i tamponi che servono. Ma adesso proprio da Ferrara parte questa riscossa: la città diventerà un modello per la Regione e, sono convinto, per il resto d’Italia», ha spiegato Crisanti al Resto del Carlino.
Il progetto Ferrara: in cosa consiste
La grande rivoluzione, secondo il direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova, sarà la nuova modalità di tracciamento. Un «autentico cambio di paradigma», dice lui, «un’evoluzione del metodo utilizzato con successo nel 2020 a Vò Euganeo dove la pandemia è stata a lungo spenta». Un metodo che, secondo il virologo, sta dando i suoi frutti anche «in Nuova Zelanda e Corea» mentre in Italia no visto che è stato preferito «un metodo di tracciamento che non funziona».
In cosa consiste? «Al contagiato sarà assegnato un codice, che cambierà di giorno in giorno per valutare l’andamento dell’epidemia; questo codice potrà essere trasmesso alla rete delle sue relazioni, dai familiari ai colleghi di lavoro sino agli amici. Tutti questi, in base al codice, potranno presentarsi al tampone che verrà effettuato dalle Usca», ha dichiarato.
Mille tamponi in più al giorno
L’obiettivo è fare almeno «mille screening» in più al giorno ma, per fare questo, sarà necessaria la collaborazione dei cittadini. Altrimenti non si andrà da nessuna parte. Crisanti, tra l’altro, quando parla di test si riferisce esclusivamente a quelli molecolari, non a quelli antigenici che, a suo dire, «servono a poco e sono quasi una iattura». «L’attendibilità è cinque volte inferiore a quella dei molecolari», ha precisato.
Le critiche al governo
Infine, non risparmia critiche al governo Draghi e al sistema utilizzato per l’individuazione delle zone rosse. Troppo lento, poco tempestivo: «Scontiamo purtroppo un sistema decisionale farraginoso. Si parte dall’indice Rt che misura un dato di dieci giorni prima, poi deve riunirsi la Commissione Tecnica Scientifica, poi deve decidere il governo, poi ci sono le resistenze di qualche Regione e i malumori di vari sindaci. Il segreto per contrastare la diffusione del Covid è la tempestività , e noi non ce l’abbiamo».
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
I MILITANTI: “RIPARTIAMO DALLA BASE”
Blitz di Enrico Letta al circolo Pd di Testaccio, il suo quartiere. Quando giovedì era sbarcato a Roma, i ragazzi della sezione lo avevano chiamato per dirgli che avrebbero voluto piazzare uno striscione sotto casa sua con la scritta: “Dicce de sì”.
E lui, ridendo, aveva risposto: “Meglio di no, passo io da voi appena sciolgo la riserva”. Promessa mantenuta. Alle 11.15 eccolo.
I militanti non sono tantissimi, lui ha preteso che l’iniziativa non fosse pubblicizzata, d’altronde è solo un saluto. Ma il segretario romano Andrea Casu e la presidente del I municipio Sabrina Alfonsi l’hanno saputo all’ultimo istante e si sono precipitati.
Arriva a piedi da solo, “eccolo eccolo” lo acclamano i militanti. Saluta tutti, a distanza, mi raccomando, poi entra e si mette in posa davanti all’enorme lenzuolo di benvenuto: “Daje Enrì ripiamose sti cocci”. Ride Letta: “Questo è il rione dei cocci…”.
Poi interroga gli iscritti: “Che devo dire domani?”. Risposta, di getto: “Le tue parole ci rappresenteranno tutti”. “E sul partito, che devo dire?”. “Che bisogna ripartire dalla base, aprire le porte e le finestre”.
E ancora il segretario in pectore: “E in autunno a Roma cosa dobbiamo fare?”. Un’altra replica, di pancia: “Dobbiamo vincere”. E Yuri Trombetti, uno dei pilastri del circolo mostra il poster di Gualtieri appiccicato lì accanto: “Noi l’abbiamo lasciato qui per sicurezza”.
Letta è sereno, sorridente. “Noi abbiamo la fortuna di avere la sezione davanti al mercato più bello che c’è – dice – Dobbiamo utilizzare i sabati per aprire, parlare con la gente”.
Chiede altri suggerimenti in vista dell’assemblea di domani, il quasi segretario. A cui i militanti chiedono di “tenere insieme il partito”. E poi promette: “Come sapete da lunedì vorrei che in ogni circolo si facesse una discussione e, se voi siete d’accordo, in questo circolo la posso fare direttamente io”. I militanti, sono increduli, entusiasti. “Enrico è uno di noi”. E lui, prima di scusarsi: “Mi perdonerete se torno a casa, ma devo finire il discorso”, dà un ultimo segnale: “Bisogna resistere, dare l’esempio a tutti quelli che ci stanno intorno”.
La sua segreteria è già cominciata: con un giorno di anticipo, dalla sezione Pd di Testaccio, cuore (ex) popolare di Roma
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
C’E’ PURE CHI UNISCE L’INUTILE AL VOMITEVOLE
Sono combattuto. Leggo il tweet di Selvaggia Lucarelli: “Non chiedo il vaccino, però questa cosa che
i giornalisti siano nella lista delle categorie non utili a detta degli stessi giornalisti mi dispiace. In questo anno di paura, siamo stati noi a raccontare alla gente cosa succedeva, a denunciare, siamo stati non utili. Necessari”. E mi sembra di essere d’accordo.
Poi arrivano vari “colleghi” a insultarla e, visti i nomi (c’è persino il mèchato), do ragione a loro: a esser generosi, sono inutili.
Compulso con la consueta avidità i miei svaghi preferiti, Libero e il Foglio, e scopro che: secondo Brunella Bolloli, Selvaggia “vuole farsi inoculare” (battutona); secondo Salvatore Merlo, “richiede per sè il vaccino” e, in quanto giurata di Ballando con le stelle, è una “paragiornalista” (come dimostra la sua fotografia in dècolletè sul sito del Foglio) e, con simpatico giro di parole, pure una “cretina”. Ricontrollo il suo tweet, ma niente, ha scritto proprio così: “Non chiedo il vaccino”.
Quindi mi spiace, ma Selvaggia ha torto: i giornalisti, almeno quei due, non sono inutili, ma dannosi perchè non solo non sanno scrivere, ma neppure leggere.
Poi però ci ripenso: della Bolloli non so, ma del Merlo minor (il maior è lo zio Francesco, che lecca abitualmente su Rep) non posso proprio fare a meno. Nelle giornate uggiose, essendo meteopatico, vado a rileggermi le sue interviste bocca-a-bocca con Montezemolo e Malagò. Del primo esaltò rapito il “largo sorriso malizioso”, “l’occhio liquido”, “la capigliatura da insidiatore di femmine”, il “leggero profumo maschio al limone” (l’aveva pure annusato, in ossequio al giornalismo watchdog all’anglosassone), “le dita delle mani sottili, delicate e nervose” (nessuna notizia di quelle dei piedi) che “fanno pensare al poker, alla roulette, a sapienti contatti con porcellane, pergamene, morbide automobili” (la Ferrari Peluche, cose così). Di Malagò lo arraparono “la struttura atletica di 55enne ben conservato” (tipo il latte pastorizzato) e “l’intelaiatura dei tendini e dei muscoli” (lì, oltre all’olfatto, aveva attivato anche il tatto).
Solo una volta s’imbattè in una notizia: “L’email che dimostra il controllo di Casaleggio sulle vite dei grillini”, il “Watergate grillino”, “Casaleggio spione”. Ma niente paura: era falsa (Casaleggio non era mai entrato in una casella postale che non fosse la sua).
Infatti il Merlo minor non ci riprovò mai più e tornò alla postura precedente. L’altro giorno ha gettato la lingua oltre l’ostacolo per inumidire l’incolpevole SuperMario: “La parola è d’argento, il silenzio è Draghi”. Ma la faccia resta di bronzo.
Quindi no, cara Selvaggia, hai torto marcio. I giornalisti non si dividono soltanto fra necessari e superflui. C’è pure chi unisce l’inutile al vomitevole.
Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
312 ARRESTI E INCRIMINAZIONI, 900 PERQUISIZIONI, 15.000 ORE DI REGISTRAZIONI VIDEO
Un vero e proprio tentativo di colpo di Stato: “L’inchiesta sull’assalto al Congresso sarà probabilmente una delle più grandi della storia americana, sia per quanto riguarda il numero delle persone incriminate che per la natura e il volume delle prove”.
E” quanto scrivono i procuratori di Washington descrivendo l’inchiesta sui fatti del 6 gennaio che finora ha portato all’arresto e incriminazione di 312 persone, con almeno altri 100 arresti previsti
In questi due mesi, gli investigatori hanno condotto oltre 900 perquisizioni, raccolto oltre 15mila ore di registrazioni di telecamere di sorveglianza e video delle body-cam. Ed hanno ricevuto e controllato 210mila segnalazioni.
Con un tale volume di prove procedere più velocemente è “impossibile o porterebbe ad un fallimento della giustizia”, hanno scritto ancora i procuratori della memoria con cui hanno chiesto ai giudici di non scarcerare figure chiave
La richiesta, però, non è stata accolta e ieri il giudice ha rilasciato su cauzione Thomas Caldwell, esponente della milizia degli Oath Keeper, perchè non sono stata presentate sufficienti prove.
Sono oltre 100 i procuratori che stanno lavorando all’inchiesta, con una trentina arrivati da procure federali di altri stati, ed ognuno sta seguendo almeno 7 diversi casi.
(da Globalist)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
IL TIMONIERE DI EMIRATES: “LUNA ROSSA REGATA MOLTO BENE”
In una notte di continui colpi di scena, prima Luna Rossa domina su New Zealand nella quinta
regata di America’s Cup, poi sbaglia completamente partenza nella sesta e si condanna a un inseguimento senza speranza: dopo tre giornate regna ancora il perfetto equilibrio sul 3-3, di sicuro la barca Prada ha portato in un’altra dimensione la sfida italiana nel trofeo più antico dello sport, dopo le sconfitte del Moro di Venezia per 4-1 nel 1992 e della stessa Luna Rossa battuta 5-0 dai neozelandesi nel 2000.
Il disastro di New Zealand
In condizioni di vento molto leggero, New Zealand ha pagato una partenza disastrosa nella quinta regata quanto è stata perfetta col timing Luna Rossa. A una decina di secondi dal via, Bruni e Spithill hanno allineato la barca in modo da uscire dal pre-start rispettando il conto alla rovescia, ma nello stesso momento Peter Burling si è trovato in una zona di bassissima pressione, quasi fermo sulla scia lasciata dagli avversari, e ha visto Luna Rossa schizzare in avanti in un match race che, come dimostrato nei giorni scorsi, premia chi interpreta meglio la partenza. Da quel momento è diventato un inseguimento disperato, con la barca italiana sempre avanti e i detentori della coppa senza chance.
Bruni: “Bene la partenza e le performance di Luna Rossa”
New Zealand ha accusato subito duecento metri di ritardo, un vuoto che ha condizionato tutto il resto di una regata in cui i defender hanno eseguito lo stesso numero di virate (19) e strambate (9) di Luna Rossa, hanno toccato punte di velocità addirittura maggiori (39,4 nodi contro 37,8), ma senza avere una reale possibilità di rimontare.
Al primo cancello il cronometro indicava 32 secondi di vantaggio della barca italiana, e in distanza trecento metri più o meno costanti. Ancora trentadue secondi al Gate 2, scesi a 22 quando New Zealand sul terzo lato si è buttata sul campo destro del campo di regata ottenendo un sollievo temporaneo. Ma non sufficiente per intaccare la solidità di Luna Rossa che nel frattempo si è portata a 27” sul quarto cancello, 23 al penultimo per chiudere in totale sicurezza con + 18” in una regata lenta, conclusa in 29 minuti.
Francesco “Checco” Bruni, tra una regata e l’altra è soddisfatto: “Abbiamo regatato bene, con manovre pulite. Abbiamo vinto grazie alla partenza ma anche alla performance di Luna Rossa. Certo, al via abbiamo avuto una “right call” (le interviste sono in inglese, ndr), una segnalazione giusta su dove portare la barca”.
Peter Burling, idolo di casa, timoniere di New Zealand, riflette su quel che è accaduto: “Abbiamo calcolato male il timing della partenza. Siamo felici della nostra barca, ma bisogna dire che Luna Rossa sta regatando molto bene”.
Il copione rovesciato
Nella sesta sfida Luna Rossa è entrata dalla sinistra del campo di regata, New Zealand da destra, prima accodandosi agli italiani, poi tornando all’improvviso verso il lato destro. Luna Rossa si è avvicinata al traguardo, ma più passavano i secondi più non riusciva a prendere velocità , finendo in un punto di bassa pressione come Emirates nella regata precedente.
Quando New Zealand era già lanciata oltre la linea dello start, Bruni e Spithill ancora faticavano vedendo la distanza aumentare a livelli ormai incolmabili. Cinquantuno secondi subito, sul primo lato, saliti a un minuto e 7 sul secondo, poi 1’05”, 1’13”, e 1’41” al traguardo. Spithill conferma alla fine: “Siamo finiti in una zona con pochissimo vento, e non siamo riusciti a far partire la barca”. Svanito ormai il sogno di portarsi sul 4-2, con una notte davanti per preparare la quarta giornata di un duello che non proclama ancora un vincitore. E dove i favoriti di New Zealand sanno ormai che la difesa della coppa conquistata nel 2017 alle Bermuda è tutt’altro che scontata
La formula
Ad Auckland si disputa tra Luna Rossa Prada Pirelli ed Emirates Team New Zealand la 36a America’s Cup di vela, il trofeo sportivo più antico al mondo nato nel 1851.
Le barche utilizzate sono yacht di classe AC75 con 11 uomini a bordo. New Zealand è il detentore della coppa (defender) vinta nell’ultima edizione (2017) alle Bermuda.
Luna Rossa ha ottenuto il ruolo di sfidante (challenger) vincendo la Prada Cup su American Magic e Ineos Team UK. Si gareggia con formula match race, una barca contro l’altra al meglio delle 13 regate: vince chi arriva primo a 7.
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
RAOUL CASADEI HA FATTO BALLARE MILIONI DI PERSONE IN TUTTO IL MONDO… E’ MORTO PER COVID A 83 ANNI
Raoul Casadei non ce l’ha fatta. Un’altra vittima illustre del coronavirus. La star del liscio si è spenta stamattina all’ospedale Bufalini di Cesena (lo stesso dove da giovedì è ricoverato Gianni Morandi, ma per una grave ustione).
Casadei aveva 83 anni e si era contagiato insieme a vari parenti, che si trovano in quarantena fiduciaria a Villamarina di Cesenatico nella tenuta di famiglia. Dopo il ricovero del 2 marzo scorso le sue condizioni erano andate aggravandosi progessivamente.
Raoul Casadei, così nasce una leggenda
Casadei è sinonimo di liscio, il tipico ballo da balera conosciuto in tutto il mondo: da generazioni i Casadei fanno ballare milioni di italiani e stranieri. Nato nel ’37 proprio nel giorno di Ferragosto, Raoul, diplomato alle magistrali e per diciassette anni maestro elementare, fu accolto da ragazzo nell’orchestra di famiglia fondata dalla zio Secondo Casadei nel 1928.
Dalla fine degli anni ’50 inizia a partecipare agli spettacoli e la band viene ribattezzata Orchestra Secondo e Raoul Casadei.
Liscio a tutto spiano: nei momenti di massimo splendore l’orchestra si esibisce anche 365 volte all’anno, con doppi turni pomeridiani e serali. Nel 1954 Secondo compone lo storico brano Romagna mia, divenuto un inno internazionale.
Nel ’71 alla morte di Secondo, Raoul diviene il leader della formazione e nel ’73 incide uno dei pezzi più celebri, Ciao mare. Negli anni seguenti nascono altri successi: Simpatia, La mazurka di periferia, Romagna e Sangiovese, Romagna Capitale. L’Orchestra esordisce anche al Festival di Sanremo nel 1974.
Raoul si ritira dal palcoscenico all’inizio degli anni Ottanta, continuando a gestire quella che era ormai diventata un’industria del liscio. Dal 2001 l’Orchestra è guidata dal figlio Mirko.
Nel 1996 partecipa al Festival di Sanremo fuori gara con Elio e le Storie Tese e La Terra dei Cachi.
Nel 1998 mette insieme tutte le musiche del mondo in un’unica manifestazione, realizzata prima a Riccione, poi a Rimini: il festival Balamondo fa accorrere oltre 200 mila persone, che vedono anche Gloria Gaynor cantare Romagna Mia
Sposato da oltre cinquant’anni con Pina, maestra napoletana conosciuta in Puglia durante gli anni di insegnamento scolastico, Raoul lascia anche i tre figli Carolina, Mirna e Mirko, diventato nonno nel 2013 a soli 40 anni rendendo Raoul e Pina bisnonni.
Raoul, che per la paura di volare non aveva mai partecipato a tournèe estere, vinse la sua fobia nel 2006 per prender parte all’Isola dei famosi.
La “tribù” dei Casadei vive nei pressi di Cesenatico nella fattoria creata da Raoul, chiamata il Recinto, ricca di coltivazioni, allevamenti di animali e un giardino di limoni che il patriarca curava di persona.
(da agenzie)
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