Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
LASCIATA CON L’ACQUA ALLA GOLA QUELLA CHE DEVE RESTITUIRE 49 MILIONI DI EURO, MENTRE QUELLA CREATA AD HOC PER SFUGGIRE AL FISCO NAVIGA NELL’ORO
La vecchia Lega Nord, quella fondata da Umberto Bossi e “per l’indipendenza
della Padania”, lasciata con l’acqua alla gola, semi-morente; sarebbe quella che deve restituire alla collettività i famosi 49 milioni di euro.
La nuova Lega per Salvini premier, invece, partito gemello – stessa sede legale: via Bellerio a Milano, stesso amministratore, il parlamentare Giulio Centemero – ma formalmente a sé, non deve nulla a nessuno e quindi spende serenamente e macina avanzi di bilancio. Tradotto: soldi, e neanche pochi.
È questa la fotografia del 2020 andando a vedere i bilanci dei due partiti in uno. La filosofia di fondo era nota da tempo e a conti fatti si sta realizzando quanto era stato studiato da Salvini e i suoi sin dal 2016: trasformare il Carroccio in verde padano nella bad company di famiglia.
Infatti la Lega Nord, mettendo insieme il livello centrale con le sue 13 articolazioni regionali (ai tempi del sogno indipendentista venivano chiamate “nazioni”), chiude con un passivo di 912 mila euro.
Il partito personale del leader fondato nel 2018 invece, nelle sue 22 entità, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, finanzia le campagne elettorali, con le manifestazioni e con i social, eppure chiude con un attivo di 2,36 milioni di euro.
Per prima cosa va detto che tutti gli eletti a vari livelli del Carroccio versano una quota delle proprie indennità di carica al partito, spesso a entrambi: valgono 5,7 milioni per la Lega per Salvini premier, 824 mila euro per la Lega Nord.
Questa è la prima forma di autofinanziamento, una antica pratica mutuata dalla tradizione della Prima Repubblica, specie nei partiti della sinistra, ancora oggi utilizzata da altre formazioni.
Poi ci sono le scelte del 2 per mille. Lo scorso anno nella propria dichiarazione dei redditi 206.560 italiani hanno versato la quota alla Lsp, che ha portato nella casse 2,33 milioni di euro (in calo rispetto al 2019, quando furono 3,1 milioni); altri 57.067 invece hanno optato per la Ln, alla quale hanno fruttato 646 mila euro (calo anche qui, erano 753 mila l’anno precedente).
I debiti della Lega originaria ammontano a 18,8 milioni: l’accordo del settembre 2018 con la procura di Genova per la restituzioni dei famigerati 49 milioni e che le permette di restituire la somma del vecchio finanziamento pubblico in 75 anni, cioè comode rate da 600 mila euro l’anno a interessi zero, riduce il costo reale (ai valori odierni) della zavorra di oltre 30 milioni.
L’elenco delle entrate e delle uscite annuali allegate al bilancio di Fin Group e Pontida Fin, le due società ancora in plancia alla Ln e che hanno un valore di oltre 7 milioni di euro, è elaborato dalla società “Manzoni & Di Rubba Stp srl”, cioè i due commercialisti condannati per l’opacissima compravendita dei locali della partecipata di Regione Lombardia (guida Lega), la Lombardia Film Commission. “Faccenda che non c’entra nulla con la Lega”, disse Matteo Salvini: di sicuro Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba continuano a c’entrare ancora molto con la Lega.
Il Carroccio 2.0 invece non ha di questi problemi: a livello centrale ha 1,4 milioni di euro in depositi bancari, altri 1,4 milioni sono stati spesi per le campagne elettorali e asserisce di non detenere “direttamente o indirettamente” partecipazioni in “società controllate, collegate o altre società/enti”: a parte non essere la fotocopia ripulita – stessi dirigenti, stesso indirizzo – del vecchio partito, verrebbe da aggiungere.
Comunque, per rendersi conto della strategia in atto – per l’appunto abbandonare al proprio destino un guscio e puntare tutto sull’altro – è interessante vedere la differenza nei bilanci regionali di Lombardia e Veneto, storicamente le più importanti basi del partito.
La Lega Lombarda padana chiude con un disavanzo, con un segno meno quindi, di 625 mila euro; quella salviniana termina il 2020 con un attivo di 760 mila euro; stessa cosa in Veneto, la Liga vintage è in bolletta e va a meno 143 mila mentre la Liga bis chiude con +516 mila euro.
Ai tempi il sospetto dei magistrati genovesi era che la creazione dei partiti paralleli, entrambi a propria volta scorporati nelle entità regionali con propri bilanci, non fosse altro che un modo per sparpagliare i beni del partito, confondere le acque insomma, mettendo il tutto al riparo dai problemi giudiziari.
Cattivi pensieri, chissà. Di sicuro la proliferazione di entità fiscali riconducibili ad un solo leader politico (Salvini) non rappresentano un grande assist alla trasparenza.
(da La Repubblica)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
“LA FUSIONE NON E’ FATTIBILE TRA PARTITI CHE IN EUROPA STANNO IN FAMIGLIE DIVERSE”
Mara Carfagna smarca il partito di cui fa parte, Forza Italia, dal sovranismo degli alleati, non solo in Italia, ma anche nel Parlamento Europeo.
“Lavorare all`internazionale dei sovranisti mentre l`Italia si fa promotrice di una stagione di maggiore integrazione significa remare contro la collocazione europea dell`Italia”, dice la ministra per il Sud Mara Carfagna al Foglio.
“La fusione tra forze politiche italiane che appartengono a famiglie europee diverse non è fattibile, infatti”, dice la ministra per il Sud parlando della Lega che difende Orban contro l’Ue.
Berlusconi vuole un partito unico. Salvini una federazione. La Meloni né l`uno né l`altra. “il bipartitismo in Italia non è praticabile”, aggiunge.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
CORSA CONTRO IL TEMPO: IL PRIMO TEME DI NON CONTARE PIU’ UNA MAZZA SE SCENDE SOTTO IL 20% E DIETRO ALLA MELONI, L’ALTRO PENSA ALLA CORSA AL QUIRINALE CON L’AIUTINO DEI RENZIANI
La federazione di centrodestra “nei fatti c’è già, a me piacerebbe che l’estate,
grazie al percorso comune su giustizia e fisco, facesse nascere dal basso quella che non può essere una operazione di potere, di vertice”.
Matteo Salvini torna a parlare di federazione, al termine dell’assemblea di Noi con l’Italia. È convinto che il centrodestra resterà “unito alle elezioni del 2023”.
Ma sarà un partito unico? “La forma per me viene dopo la sostanza”, ha risposto.
Sulla federazione dunque si accelera.
Interviene anche Silvio Berlusconi: “Il processo di costruzione del Centro Destra Unito sempre più, credo debba essere il nostro orizzonte in vista del 2023. Un progetto che – come era logico attendersi – ha suscitato molti distinguo, molti dubbi ed anche qualche contrarietà. Ma io credo sarà la forza stessa delle cose a portarci in questa direzione”, è il messaggio del leader di Forza Italia all’assemblea nazionale di Noi con l’Italia.
E Berlusconi nel suo messaggio ha approfondito il concetto. “Il Centro Destra Unito è già nel cuore dei nostri elettori, sta alla politica prenderne atto. Perché questo sia possibile, è necessario che il Centro Destra del futuro abbia una forte connotazione liberale, cristiana, europeista, garantista. Deve essere strettamente ancorato alla grande famiglia dei Popolari Europei che noi orgogliosamente rappresentiamo in Italia – scrive Berlusconi nella lettera scritta per l’assemblea di NcI – La nostra è un’azione politica responsabile, che ci porta ad essere i più convinti sostenitori del governo Draghi, mettendo da parte, a differenza di altri, battaglie identitarie e temi divisivi .
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
NON BASTAVANO I FISCHI ALL’INNO DANESE, UN RIGORE REGALATO E GLI INSULTI ALLA BAMBINA TEDESCA: GLI INGLESI DEVONO SEMPRE FARSI RICONOSCERE
Mentre era impegnato a parare il calcio di rigore della squadra avversaria, il portiere danese Kasper Schmeichel sarebbe stato puntato da un fastidioso laser proveniente dalla tribuna inglese.
È questa una delle accuse per cui, dopo la semifinale degli Europei di calcio tra Inghilterra e Danimarca disputata nella serata di ieri, 7 luglio, l’Uefa ha ufficialmente aperto un procedimento contro gli inglesi vincitori del match.
Il rigore inventato battuto nei tempi supplementari da Harry Kane, ha deciso la semifinale escludendo definitivamente dalla competizione gli undici di Kasper Hjulmand.
Alcuni sostenitori inglesi dalle tribune hanno cercato di ostacolare il portiere della squadra avversaria proprio nel momento in cui Kane si apprestava a calciare il pallone. Il gesto di grande scorrettezza nasconde un’ulteriore irregolarità avvenuta a monte: negli stadi è totalmente vietato anche solo portare con sé un puntatore laser.
Tra le accuse elencate dall’Uefa si sono aggiunti anche i fischi all’inno nazionale danese fatti dai tifosi inglesi a inizio partita e l’accensione di fuochi all’interno dello stadio di Wembley. Il caso del procedimento aperto contro l’Inghilterra ora sarà trattato dall’Organo di Controllo, Etica e Disciplina dell’Uefa.
Già pochi giorni fa, in occasione dello scontro agli ottavi di finale tra Inghilterra e Germania, la tifoseria inglese aveva dato pessima prova di sportività.
Le immagini di una giovanissima tifosa tedesca in lacrime per la sconfitta della sua squadra del cuore avevano fatto presto il giro del mondo attirando la cattiveria dei sostenitori dell’Inghilterra. «Piangi piccola nazista» è solo uno dei commenti comparsi sul web.
E ancora: «Mai nella mia vita sono stato più orgoglioso di essere inglese come quando ho sentito un pub pieno di gente scoppiare in applausi dopo aver visto una ragazzina tedesca di 10 anni piangere tra la folla».
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
LE INDAGINI DELLA PROCURA DI MILANO DOPO LA DENUNCIA DELLA GIOVANE E L’INTERVENTO DEL PADRE E DEL FRATELLO… MILITARI TRASFERITI
Le indagini su un caso di catcalling, molestie verbali rivolte per strada o in un
luogo pubblico, nei confronti di due militari dell’esercito, è stato chiuso dalla procura di Milano.
Protagonisti due uomini, tra i 30 e i 35 anni, accusati di aver preso di mira almeno tre volte in un pomeriggio una ragazza di 20 anni, sono stati trasferiti dalla caserma in cui prestavano servizio.
I due, che ora rischiano il processo, si trovavano in libera uscita ed erano con altri amici in un bar sotto casa della giovane alla quale, mentre stava rincasando, hanno rivolto pesanti insulti. I reati contestati sono molestie e per uno dei due anche minacce.
L’episodio risale a circa tre mesi fa: secondo gli accertamenti, quel pomeriggio la ragazza, studentessa universitaria e che per rincasare era obbligata a passare di fianco a un chiostro-bar vicino al portone del palazzo dove vive, per tre volte è stata ‘bersagliata’ da frasi sgradevoli e insulti.
Anche quando l’ultima volta è uscita e rientrata con il suo cane, nonostante si fosse cambiata gli abiti e avesse cercato di rendersi irriconoscibile, i due militari in compagnia di alcuni colleghi, tutti in borghese, non le hanno risparmiato anche battute a sfondo sessista.
La giovane, turbata e risentita, ha chiesto soccorso prima al fratello e poi al padre, entrambi intervenuti in sua difesa.
Poi è arrivata la denuncia della vittima e l’indagine della magistratura milanese, la prima nel capoluogo lombardo sul fenomeno del catcalling. I due militari erano addetti all’operazione ‘Strade Sicure’,
(da Open)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
UNO SI GUADAGNA DA VIVERE E VIENE AGGREDITO DA UNA FECCIA DI DELINQUENTI: CI VOGLIONO CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER QUESTA FOGNA UMANA
A Cagliari i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia si sono trasformati un atto vandalico da parte di alcuni giovani nei confronti di un rider di passaggio.
Il video mostra infatti dei giovani ragazzi che prendono a schiaffi il povero malcapitato. Uno di questi è diventato, in poche ore, virale tanto da arrivare a 75 mila visualizzazioni su Facebook
Nelle immagini amatoriali girate con uno smartphone si vede una folla di giovani accalcati in mezzo a piazza Yenne e che, incuranti delle regole sul distanziamento sociale e senza alcuna mascherina, spintonano un rider a bordo di uno scooter sino a farlo cadere sull’asfalto.
E mentre altri giovani cercano di placare gli animi, sull’uomo piovono schiaffi, calci e colpi di asta di una bandiera Tricolore.
Qualcuno lo aiuta a risollevare lo scooter, tenendo a freno altri giovanissimi e così il rider può riprendere la sua corsa e il suo lavoro.
Migliaia i commenti tra chi grida “vergogna” e chi sollecita maggiori controlli e invece chi chiede “giustizia” per il rider auspicando che i giovani vengano riconosciuti nel video e sanzionati.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
SALE LA TENSIONE A BORDO DOPO GIORNI DI SCONCIA ATTESA: UN MIGRANTE SI E’ GETTATO IN MARE, STANNO FINENDO LE SCORTE DI CIBO
Sale la tensione a bordo della Ocean Viking, ancora in attesa di un porto di
sbarco. Ieri sera un uomo si è gettato in mare. Lo fa sapere Sos Mediterranee, spiegando che l’equipaggio lo ha soccorso ed è fuori pericolo. “E’ stato salvato una settimana fa da una barca in pericolo – spiega l’ong -. Aveva detto: ‘Se sapessi dove e quando sbarcherò potrei resistere. Ma non riesco a resistere all’incertezza’”.
Restano in attesa dell’assegnazione di un porto di sbarco i 572 migranti, salvati in diverse operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale, e da giorni a bordo della nave. “Abbiamo tantissimi bambini e tante donne a bordo – dice una soccorritrice -. Tutti i naufraghi hanno subito torture e violenze in Libia. Sono allo stremo delle loro energie sia psicologiche che fisiche. Nei giorni scorsi le condizioni metereologiche sono state pessime e ora il caldo è veramente intenso. Le scorte di cibo stanno finendo. Chiediamo un porto sicuro”.
Venerdì “finiranno i kit di cibo preconfezionato ed entro sabato non saremo in grado di soddisfare tutti i bisogni nutrizionali” dei 572 migranti a bordo della Ocean Viking. Lo ha riferito Sos Méditerranée, precisando che a bordo della nave “tutto lo spazio disponibile viene utilizzato, il che rende impossibile distribuire qualsiasi altro tipo di cibo che non siano razioni preconfezionate che coprano 24 ore di fabbisogno nutrizionale per ogni persona”.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
LA GIUSTA DECISIONE PER RAPPRESENTARE IL POPOLO ITALIANO ED EVITARE POLITICI ESIBIZIONISTI IN TRIBUNA (NONCHE’ NOTI PORTASFIGA)
Ci sarà anche il Presidente della Repubblica sugli spalti dello stadio londinese per seguire e accompagnare la nostra Nazionale nella finale dei Campionati Europei.
Dopo le indiscrezioni delle ultime ore (si era parlato anche della presenza di Mario Draghi a fare da contraltare a quella, sicura, del premier britannico Boris Johnson), arriva la conferma ufficiale da parte del Quirinale: Mattarella a Wembley per seguire Italia-Inghilterra.
Una trasferta londinese che ricalca quel viaggio a Madrid di Sandro Pertini nel 1982, con quella storica esultanza dagli spalti del Santiago Bernabeu per la vittoria contro la Germania Ovest. O anche come Giorgio Napolitano, presente a Berlino il 9 luglio del 2006 quando la Nazionale guidata da Marcello Lippi sconfisse la Francia e conquistò il suo ultimo Mondiale.
Ora lo sfondo è differente, ma il fascino di vedere il nostro capo di Stato in tribuna a Wembley fa scorrere nella mente degli italiani dei magnifici ricordi sportivi.
E ora che arriva la conferma – come anticipa, citando fonti ufficiali, AdnKronos – della presenza di Mattarella a Londra. All’inizio questa notizia non era stata ufficializzata, anche per via della situazione epidemiologica nel Regno Unito con la variante Delta che ha portato a un’esponenziale crescita dei contagi, con una media settimanale che si assesta attorno alle 25mila nuove infezioni quotidiane negli ultimi sette giorni.
Si era parlato anche di Mario Draghi come possibile “spettatore istituzionale” sulle tribune di Wembley.
Ma da Palazzo Chigi, per il momento, non trapelano conferme sulla presenza del Presidente del Consiglio a Londra in occasione della finale. Ora che dal Quirinale arriva la notizia della presenza di Mattarella a Wembley, il nostro Paese sa già di essere rappresentato (formalmente e istituzionalmente) anche per la finale di domenica sera.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2021 Riccardo Fucile
“CI SONO LE GRADUATORIE, NON SONO AMMESSI CRITERI DISCRIMINATORI, REGOLAMENTO DA RIFARE”
Case popolari a Ferrara al grido di “Prima gli italiani”? Non si può fare. 
Lo ha deciso il Tribunale di civile della cittadina emiliana dopo il ricorso presentato da due cittadini in merito al regolamento firmato dall’amministrazione leghista guidata dal sindaco Alan Fabbri.
Adesso, come recita la sentenza, quelle regole andranno riscritte per non lasciare spazio alla discriminazione sull’assegnazione di alloggi popolari.
Secondo il giudice, infatti, l’amministrazione Comunale deve stabilire “nuovi criteri e punteggi” oltre ad “adottare procedure più idonee” per l’accesso al bando e alla graduatoria per le case popolari a Ferrara.
Perché la giunta guidata da Alan Fabbri – diventato sindaco nel 2020 – aveva approvato un regolamento che dava un punteggio più alto a tutte quelle persone che abitano nella città da almeno tre anni.
E non si richiedeva solamente una storicità nella residenza, ma anche altra documentazione richiesta solamente ai cittadini stranieri.
Per accedere al bando, infatti, si doveva procedere “tramite la produzione dei certificati rilasciati dal Paese straniero corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall’ autorità consolare italiana che ne attesti la conformità all’originale”.
Il sindaco di Ferrara non ha preso benissimo la sentenza del tribunale civile dalla sua città e su Facebook si scaglia contro la decisione del giudice utilizzando il classico cliché: fiducia nella magistratura, ma solo quando non si boccia una mia mozione.
Ma la sentenza sulle case popolari a Ferrara spiega bene che i criteri per l’assegnazione degli alloggi non possano prevedere limiti temporali basati sulla permanenza del territorio, perché il libero accesso alle graduatorie deve essere garantito in base allo status socio-economico di una famiglia o di un singolo.
(da agenzie)
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