Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL DELIRIO DEL CONSIGLIERE REGIONALE SICILIANO, EX M5S (CHE POI CANCELLA IL POST)
Secondo Sergio Tancredi, parlamentare siciliano eletto in quota cinque stelle e ora appartenente al gruppo Attiva Sicilia, il green pass è come i tatuaggi dei prigionieri nei lager.
Non solo una scelta infelice, che non rende rispetto alla memoria offesa. Ma una scelta pericolosa, in un momento in cui si discute di vaccinazione e di tracciamento.
In questi giorni il tema del certificato verde è al centro del dibattito pubblico, e la trattativa interna alla maggioranza è tutt’altro che scontata.
E’ bastato che si parlasse di orientare la popolazione a vaccinarsi perché la strenua difesa al governo Draghi di Salvini calasse, Meloni dal canto suo ha preso una posizione chiara il giorno in cui ha comandato ai responsabili del suo staff di far sparire tutte le sue testimonianze social in favore di vaccini e scienziati.
In poche ore il post è stato cancellato, troppi i commenti social che avevano tempestato la bacheca di Tancredi. Molti anche duri per manifestare forte dissenso verso le sue parole. Nel pomeriggio di ieri arriva “il chiarimento”, che come spesso accade è peggio di quanto non ci si possa immaginare.
“Io credo che oggi il Governo – e per suo conto il ministro Speranza – debba avere la forza di dichiarare obbligatoria la vaccinazione anti Covid. E così nessuno potrà svincolarsi, ma tutti potremmo avere il diritto di chiedere l’evidenza scientifica degli effetti dei vari vaccini”, scrive l’Onorevole sul sito di Attiva Sicilia.
Una posizione nuova questa, che strizza l’occhio ai no-vax man allo stesso tempo si colloca nell’alveo di quelli con il senso di responsabilità. Poi il passaggio sul concetto dell’olocausto: “Siamo arrivati ad un punto – prosegue – in cui deve essere chiaro che ci troviamo di fronte a due blocchi sociali contrapposti. E un conflitto di questo genere è quanto di peggio possa accadere in un Paese come il nostro in cui le divisioni provocano odio e risentimento così profondi da lasciare presagire conseguenze nefaste sul piano sociale ed economico. Per questo motivo ho fatto il riferimento al clima che ha preceduto l’olocausto, quando l’isolamento e la gogna sono stati i primi passi della più grande tragedia del mondo contemporaneo”.
Intanto in queste ore è arrivata la richiesta di dimissioni del Pd di Trapani, secondo cui è inaccettabile che si possano fare questo genere di paragoni.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
TRA I REQUISITI PER PARTECIPARE AL BANDO INDICATO GIUSTAMENTE IL CERTIFICATO DI AVVENUTA VACCINAZIONE… UNO STUDENTE HA DIRITTO A NON VEDERE PREGIUDICATA LA SUA SALUTE DALLA IRRESPONSABILITA’ DI UN IGNORANTE MENEFREGHISTA
No vaccino, no stanza. Sta facendo discutere il bando pubblicato sul sito ufficiale
dell’Università Statale di Milano per accedere alla graduatoria per gli alloggi.
Rispetto agli anni precedenti, infatti, è stato aggiunto un punto in linea con la situazione pandemica che stiamo vivendo nel nostro Paese dalla fine di febbraio del 2020.
La decisione dell’Ateneo meneghino, infatti, è andata nella direzione delle prudenza: tra i requisiti, infatti, appare la voce “certificazione vaccinale”.
Le candidature per poter partecipare all’assegnazione di una delle 615 camere messe a disposizione dall’Università milanese dovranno rispettare i classici requisiti tecnico-economici (dall’iscrizione a un corso di Laurea tenuto dall’Ateneo, alla distanza dal proprio luogo di residenza, fino a questioni retributive e reddituali) e, almeno per quest’anno, occorrerà avere con sé un certificato che dimostri l’avvenuta vaccinazione anti-Covid 19.
“Essere in possesso della certificazione di avvenuta vaccinazione Covid-19”, si legge nel bando pubblicato sul sito ufficiale dell’Università Statale di Milano. Il termine per presentare la domanda è il mese di settembre, ma da questo punto di vista – dato che la campagna vaccinale ancora non si è conclusa – c’è maggiore flessibilità: il termine ultimo per acquisire il certificato di avvenuta immunizzazione è fissato per il 31 dicembre del 2021.
Una presa di posizione forte che arriva anche dopo la rimodulazione degli spazi messi a disposizione dall’Ateneo proprio a causa dell’emergenza sanitaria.
L’Università degli Studi di Milano offre agli studenti fuori sede circa 615 posti alloggio presso le residenze e gli appartamenti dell’Ateneo. Considerata l’emergenza epidemiologica da Covid-19, le camere doppie saranno assegnate ad uso singolo sino a nuove disposizioni nazionali
Per limitare al massimo le occasioni di contagio (ma anche per gestire al meglio un’eventuale quarantena di uno studente positivo al Sars-CoV-2 e alle sue varianti), infatti, le “stanze doppie” sono state trasformate in “singole”, riducendo il numero totale degli alloggi disponibili.
(da NextQuotidiano)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA PIU’ GRANDE PALLAVOLISTA EUROPEA ONORA IL NOSTRO PAESE… IL SUO IMPEGNO SOCIALE CONTRO OMOFOBIA E RAZZISMO NE FANNO UN EMBLEMA DELLA INTEGRAZIONE E DEI DIRITTI CIVILI
Paola Egonu porterà la bandiera olimpica alla cerimonia di apertura. La pallavolista azzurra – apprende l’ANSA – è una degli atleti scelti per tenere il vessillo con i cinque cerchi venerdì prossimo, nell’evento che dà il via alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
Lo ha comunicato all’azzurra Giovanni Malagò, presidente del Coni, stamattina al suo arrivo in Giappone e alla notizia Egonu è scoppiata in lacrime dall’emozione.
Ora che il Cio l’ha scelta insieme ad altri atleti, che ha ricevuto la notizia da Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha commentato così: “Sono molto onorata per l’incarico che mi è stato dato a far parte del Cio per portare la bandiera olimpica – le sue parole -. Mi ha fatto emozionare appena il presidente Malagò me l’ha detto, perché mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta”.
Si tratta di una decisione che si basa sulla meritrocrazia (è, di gran lunga – la migliore pallavolista europea), ma anche per dare un chiaro ed evidente segnale nei confronti di quella fronda – non solo sportiva – che ancora basa i propri ragionamenti sul colore della pelle. Insomma, una scelta che sembra convincere a 360 gradi.
Un futuro da portabandiera olimpica, dopo che per anni – nonostante la sua giovanissima età – si è fatta carico di moltissimi temi sociali: dal razzismo all’omofobia.
Perché nel suo recente passato è bastata una dichiarazione in cui aveva detto di “amare una donna”. Parole che hanno provocato il classico male atavico italiano delle “etichette”. Ma lei, anche in questo caso, guarda alla sostanza e non alla forma:
“Ho ammesso di amare una donna (e lo ridirei, non mi sono mai pentita) e tutti a dire: ecco, la Egonu è lesbica. No, non funziona così. Mi ero innamorata di una collega ma non significa che non potrei innamorami di un ragazzo, o di un’altra donna. Non ho niente da nascondere però di base sono fatti miei. Quello che deve interessare è se gioco bene a volley, non con chi dormo”.
Paola Egonu, classe 1998, è nata in Italia, a Cittadella, da genitori di origine nigeriana. Proprio nella squadra della sua città natale ha iniziato la sua carriera come pallavolista. Poi passa alla squadra federale del Club Italia, dove resterà per quattro stagioni. Arrivata in quella 2013-14 quando Club Italia era in B1, se ne andrà nel 2015-16 con il team in A1. Poi passa all’ AGIL di Novara, sempre in Serie A1, con cui vince la Supercoppa italiana 2017, due Coppe Italia, e la Champions League 2018-19, torneo in cui è viene anche nominata migliore giocatrice.
Ma il suo carnet di trofei si arricchisce ancora con le due Supercoppe italiane, il campionato mondiale per club 2019, le due Coppe Italia, lo scudetto 2020-21 e la Champions League 2020-21 che vince con l’Imoco di Conegliano, sempre in Serie A1
In Nazionale Paola Egonu arriva nel 2015, con la squadra under 21, vincendo la medaglia d’oro al campionato mondiale 2015, ottenendo anche il premio come MVP. Ma nello stesso anno Egonu è stata anche convocata nella Nazionale maggiore.
Nel 2017 vince con la pima squadra la medaglia d’argento al World Grand Prix e nel 2018, ha conquistato la medaglia d’argento al campionato mondiale Inoltre ha conquistato una medaglia di bronzo nel 2019, al campionato europeo.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL DUO COMICO NON LE MANDA A DIRE
Fare nomi e cognomi, senza fare nomi e cognomi. Un tweet pubblicato sul profilo
social ufficiale di Ficarra e Picone mette a nudo una palese controversia emersa negli ultimi giorni sul tema vaccini.
Un tema su cui alcuni importanti politici italiani – pezzi forti dei primi due partiti, secondo i sondaggi – hanno scelto di appoggiare le posizioni no vax o, per meglio dire, quelle degli scettici sul vaccino anti-Covid.
E i riferimenti fatti dal duo comico siciliano sono molto forti, ma condivisi da buona parte del pubblico social.
“Quei politici che per paura di perdere una manciata di voti non hanno il coraggio di mettersi contro no vax e negazionisti – scrivono Ficarra e Picone su Twitter -, avranno mai il coraggio di mettersi (veramente) contro gli evasori fiscali, le mafie ‘che danno lavoro’, e disumanità varia?”. Il tutto si conclude con la consapevolezza racchiusa in un hashtag: domande retoriche.
Possono sembrare temi scollegati tra loro, ma la sintesi del loro pensiero è racchiuso non tanto negli esempi (forti e molto attuali), ma a quel riferimento sulla “manciata di voti”.
Perché negli ultimi giorni diversi esponenti politici si sono resi protagonisti di dichiarazioni prive di valore scientifico. Domenica era stato il turno di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati. Oggi, invece, a rincarare la dose (non immunizzante) è stato il segretario della Lega Matteo Salvini.
Posizioni molto simili. Sia sul green passa “simile al modello francese”, sia sul vaccino per i più giovani.
Si tratta di due esponenti (uno è addirittura il leader) dei due partiti che – secondo gli ultimi sondaggi – sono i più amati degli italiani. E hanno deciso di soffiare sul fuoco dei no vax e degli scettici sul vaccino anti-Covid alimentando una “cultura” che potrebbe provocare danni enormi. Sia a livello sanitaria, sia a livello economico. La domanda di Ficarra e Picone può sembrare retorica, ma al suo interno ci sono molte verità.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
COLPEVOLE DI AVER CANTATO “BELLA CIAO” IN RITIRO CON I COMPAGNI… MA MOLTI TIFOSI SI RIBELLANO E SI SCHIERANO CONTRO I SEDICENTI FASCI DA STADIO
Non sono finiti gli incredibili attacchi contro Elseid Hysaj, il terzino albanese della Lazio che ha cantato ‘Bella Ciao’ nel ritiro di Auronzo di Cadore. Sul ponte di Corso Francia a Roma è comparso uno striscione contro di lui: “Hysaj verme, la Lazio è fascista”, recita lo striscione firmato “ultras Lazio”.
E mentre la società dopo gli insulti ricevuti dal giocatore per aver cantato Bella Ciao ha diffuso una nota: “È compito della Società tutelare un proprio tesserato e sottrarlo a strumentalizzazioni personali e politiche che certamente in questo caso nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio”, spieganceh che “Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che si è respirato fino ad oggi” sono invece in tanti i tifosi che si sono ribellati alle parole vergognose di chi identifica la Lazio con il fascismo e che stanno facendo sentire la loro voce con l’hashtag #iostoconHysaj
Da dove arriva l’attacco si può purtroppo capire: “Storicamente la nostra è una tifoseria di estrema destra, e questo lo dichiaro anche con orgoglio. Quel ‘Bella Ciao’ cantato con la maglia della Lazio è una cosa fuori dal mondo, Hysaj ha sbagliato, non ci sono scusanti” dice senza problemi all’Adnkronos Franco Costantino, il “Franchino” degli Ultras biancocelesti
“Non credo alla favola che poteva non sapere il senso di quella canzone – aggiunge rispondendo all’ipotesi che il calciatore possa aver sentito quella canzone in una famosa serie tv – E’ straniero ma ci siamo informati, il padre era un operaio vissuto qui e lui qui è cresciuto. Chiunque viva in Italia non può ignorare il peso di una canzone politicizzata qual è Bella Ciao”.
Per fortuna sono tanti i supporter della Lazio a non pensarla così e sono centinaia i messaggi di solidarietà al calciatore.
In ogni caso chi , a destra come a sinistra, pensa di sfogare allo stadio il proprio livore appartiene solo alla categoria degli sfigati imbecilli. La politica si fa altrove.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“LO AVREI FATTO COMUNQUE, MA SI RENDE CONTO CHE COSI’ METTE A RISCHIO ALTRE PERSONE?”
Lo abbiamo visto spesso ospite in collegamento nei principali talk show televisivi
per parlare di Covid e di questa pandemia.
Ma l’ultimo fine settimana del professor Massimo Andreoni è stato condizionato da un bel gesto, ma con una sorpresa finale.
Il primario di Infettivologia Policlinico Tor Vergata di Roma – e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) – si è reso protagonista di un gesto da medico puro, salvando – con la respirazione bocca a bocca – un uomo che stava annegando in mare. Poi, una volta superato il problema, la sorpresa: l’uomo soccorso è un fervente no vax.
A raccontare quanto accaduto è lo stesso professore Andreoni ad AdnKronos: “Abbiamo visto da lontano una persona agitarsi tra le onde. All’inizio non capivamo bene, poi ci siamo allertati perché erano grida d’aiuto e ci siamo avvicinarci. Ed è lì che il medico ha effettuato tutte le procedure di rito previste per evitare il soffocamento: “Gli ho praticato la respirazione bocca a bocca e siamo riusciti a salvare questa persona”.
Un gesto eroico, da medico nonostante non fosse operativo. Poi, però, l’amara sorpresa arriva qualche minuto dopo.
Dopo che la situazione era tornata a essere sotto controllo, il professor Massimo Andreoni ha parlato con la figlia dell’uomo che gli ha rivelato: “Mi padre è un no vax”. Ed lì che è cresciuta la preoccupazione: “La notizia ha sconcertato mia moglie, visto che io l’avevo rianimato con la respirazione bocca a bocca. È chiaro che questa persona, non vaccinandosi, ha messo a rischio la mia salute”. Ovviamente, però, un medico resta medico.
Per questo il professor Andreoni ha detto che salverebbe di nuovo quell’uomo, sottolineando però un aspetto: “Dobbiamo davvero prendere coscienza del pericolo che facciamo correre agli altri non immunizzandoci. Dobbiamo proteggere la salute di tutti ed evitare che i non vaccinati possano essere un pericolo”.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2021 Riccardo Fucile
SI ERANO RIFIUTATI DI EFFETTUARE LA PRIMA DOSE E HANNO CONTAGIATO GLI ALTRI… GIOCATORI CHE GUADAGNANO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO E METTONO A RISCHIO COMPAGNI E SOCIETA’
Come una goccia cinese, il ritiro pre-stagione dello Spezia calcio in Val Venosta si è trasformato in un cluster di dimensioni importanti. Il numero totale degli attualmente positivi è salito nelle ultime ore a quota 11, tra calciatori e membri dello staff di Thiago Motta. E oggi a lanciare una notizia destinata a provocare molte discussioni e riflessioni è stato il medico social della squadra ligure che ha parlato dei calciatori no vax Spezia e della genesi di questo cluster.
Ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha parlato il dottor Vincenzo Salini, che oltre al suo lavoro al seguito dello Spezia Calcio è anche membro della commissione medica della Federcalcio italiana.
Ovviamente, come ufficializzato dal comunicato stampa diramato dal club ligure, non sono stati resi noti i nomi e i cognomi degli atleti coinvolti in questo cluster nel ritiro in Val Venosta, ma la ricostruzione fatta dal dottore apre a diverse riflessioni.
“Abbiamo provveduto ad effettuare la prima dose di vaccino. Due calciatori non hanno voluto effettuare il vaccino e si ritengono no vax e si è creato un piccolo cluster dal punto di vista clinico. Per fortuna, tutti i ragazzi stanno bene. Tutti i club stanno procedendo alle vaccinazioni”.
Come detto – seguendo i principi della privacy – non si conosce l’identità né dei due calciatori no Vax Spezia né dei giocatori e dei membri dello staff risultati positivi al tampone. Sta di fatto che la società ha comunicato l’annullamento di un’amichevole (contro il Maia Alta Obermais) in programma mercoledì pomeriggio a Prato allo Stelvio.
Non è chiaro se a provocare il focolaio nel ritiro sia stato uno dei due giocatori che hanno rifiutato il vaccino, ma il medico sociale dello Spezia racconta come sia stato possibile creare quel cluster nonostante l’immunizzazione da parte degli altri atleti agli ordini di Thiago Motta e del suo staff.
“Calciatori vaccinati sono risultati positivi perché non abbiamo una copertura completa tra prima e seconda dose. Un calciatore dei due no-vax è risultato positivi e gli altri vaccinati avevo avuto da troppo poco la prima dose per la copertura”.
La situazione sarà monitorata nel corso dei prossimi giorni. Al momento tutti i positivi godono di buona salute e stanno effettuando un periodo di quarantena all’interno delle stanze del ritiro.
(da agenzie)
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