Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL SEGRETARIO ORA E’ SOTTO TIRO
Non è un buon momento per Matteo Salvini. 
Parla parla, ma poi Draghi decide e lo mette in un angolo, mentre lui prova ancora a aizzare le folle di no-vax e anti green-pass.
La decisione del governo di cui la Lega fa parte, infatti, ha spaccato subito il partito, e il segretario ora è sotto tiro.
Delle cinque richieste portate in Consiglio dei ministri giovedì scorso dal ministro leghista Massimo Garavaglia (e considerate irrinunciabili) è rimasto ben poco, ovvero il punto 4: il no al Green Pass per i servizi di ristorazione interni agli alberghi.
Armando Siri, fedelissimo proprio di Salvini, non ci sta: il Green Pass accettato dal partito è “un modo subdolo per costringere tutti a vaccinarsi con il ricatto di non poter più neppure andare a scuola. È un atto contro la Costituzione e lo Stato di diritto. Non si può tagliare fuori da una decisione così grave il Parlamento che è il luogo del confronto e della dialettica democratica nel quale ciascun rappresentante del popolo può esprimere la sua posizione in merito, assumendosene la responsabilità”, si sfoga
Come scrive Repubblica, “non è un caso quindi se quella parte di Lega che, direttamente o meno, strizza l’occhio al mondo No-vax, oggi coalizzato dietro la bandiera del no al Green Pass, promette sfracelli in aula a settembre, quando il provvedimento dovrà essere vidimato dalle assemblee elettive. Un bombardamento di 900 e rotti emendamenti leghisti, sperando di ammorbidire la misura governativa.
Se poi non ci fossero margini per una correzione, allora potrebbero essere addirittura più di 20 gli eletti del Carroccio pronti a non piegarsi: numeri da insubordinazione vera e propria”.
Da una parte quindi c’è la Lega moderata e di governo che è a favore della misura a tutela della salute pubblica e che ha gestito la pandemia sui territori, cioè i presidente di Regione Luca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga (oltre al super ministro vicinissimo a Draghi Giancarlo Giorgetti).
Dall’altra gli oppositori come Siri, Borghi, Bagnai e un fronte sempre più crescente. Per questo motivo Salvini ora si barcamena come può, e nella difficoltà di tenere assieme sensibilità opposte preferisce buttare la palla in tribuna e ritira fuori il tema di distrazione che preferisce: gli immigrati.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
I NUMERI DEL SOLE 24 ORE: PICCOLE IMPRESE ATTIVE NELLE COSTRUZIONI E NEL COMMERCIO, MA ANCHE AZIENDE AGRICOLE E STUDI DI INGEGNERIA… OGNI ANNO PUGLIA E ALBANIA SCAMBIANO BENI PER 2 MILIARDI DI EURO
Arrivarono in 20mila l’8 agosto del 1991, trent’anni fa. E poi ancora, altri 30mila nei mesi seguenti.
Su navi stipate all’inverosimile nei porti di Bari e Brindisi, in fuga dall’Albania, mentre si sgretolava il regime comunista che reggeva il paese dal 1946.
Via, in cerca del sogno, un po’ vero un po’ deformato dal tubo catodico, di una vita nuova e migliore.
In fondo la Puglia sta lì, a un’ottantina di kilometri. Si vede, nelle giornate più limpide quasi si tocca. Per l’Italia prima occhiata su quello che sarebbe stato il futuro suo e dell’Europa, mete agognate da raggiungere a qualsiasi costo. Con i tanti problemi di gestione dei flussi e di integrazione ma anche con tanti vantaggi.
Come ricorda oggi Il Sole 24 Ore citando dati delle Camere di Commercio pugliesi, l’ondata del 1991 ha dato origine a 1.333 nuove aziende.
Per lo più nelle costruzioni (456) e nel commercio (223) ma ci sono anche 102 aziende agricole e 112 imprese della ristorazione. Oltre ad attività focalizzate sui servizi alla persona. Non mancano studi di ingegneria civile e di architettura (in totale 4) o di produzione di software (2).
Molti dei quasi 60mila albanesi che arrivarono quell’anno in Italia si spostarono al Nord, o all’estero. Ma chi è rimasta ha anche dato una spinta all’economia locale.
Oggi in Puglia risiedono circa 21mila albanesi. La geografia plasma storia ed economia. Da sempre l’interscambio commerciale tra Puglia ed Albania è florido, da una sponda all’altro dell’Adriatico ogni anno si spostano merci per un valore di circa 2 miliardi di euro.
(da IL Fatto Quotidiano)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
DOMANI E’ ATTESO L’ARRIVO DEI PATRIOTI EUROPEI DELLA OCEAN VIKING CHE HANNO SALVATO 549 MIGRANTI, TRA CUI 36 DONNE E 118 MINORI
Domani in mattinata a Pozzallo, cittadina del Ragusano, è atteso l’arrivo dei 549
migranti, tra cui 36 donne e 118 minori (94 non accompagnati), soccorsi dall’Ocean Viking in sei diverse operazioni nel Mediterraneo centrale
Roberto Ammatuna, il sindaco: “L’Italia ancora una volta dà una grande lezione di umanità all’Europa, dimostrando di essere un Paese con una forte cultura dell’accoglienza e della solidarietà”.
Uno sbarco dai grandi numeri che richiede una complessa macchina organizzativa. Per mettere a punto tutti gli aspetti, dall’esecuzione dei tamponi alla sistemazione dei migranti, si è tenuta una riunione fiume nei locali della Capitaneria di porto, alla presenza anche del prefetto.
“La materia dell’immigrazione è estremamente complessa”, ha spiegato il primo cittadino che difende l’operato del Viminale. “I ritardi nell’assegnazione del Pos? Ci sono aspetti organizzativi che devono essere affrontati, si tratta di operazioni non semplici e criticare un governo che accoglie questi poveri disperati mi sembra davvero ingeneroso”.
Per Ammatuna è necessario, al contrario, “mettere da parte propaganda e slogan” e adottare un “atteggiamento più costruttivo”
Il riferimento, anche se non esplicito, è a Lega e Fratelli d’Italia. “Basta con le solite sciocchezze come ‘rimandiamoli indietro’ o ‘affondiamo i barconi’. Invece di polemizzare dovremmo impegnarci tutti a trovare una soluzione al fenomeno. E una certa parte politica dovrebbe adoperarsi in Europa con i governi amici per portare avanti una strategia di ricollocamento”.
Perché la vera assente, secondo il primo cittadino, da sempre in prima linea sul fronte dell’accoglienza è proprio l’Europa.
“Dove è? Di fronte a quello che accade nel Mediterraneo le istituzioni europee continuano a tacere. Credo che oggi non sia più il tempo della propaganda, occorre accogliere nel migliore dei modi possibili e mi sembra che il ministro Lamorgese si stia comportando in maniera corretta davanti a un fenomeno estremamente complesso”. Intanto, lunedì a Pozzallo dovrebbero partire i lavori nel padiglione centrale dell’hotspot distrutto nell’incendio lo scorso 18 luglio
Stamani è stato effettuato un sopralluogo nella struttura che al momento può accogliere solo una cinquantina di migranti. Tra un paio di settimane il centro dovrebbe tornare alla piena operatività e a una capienza di circa 250 posti
(da Globalist)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
“OGNI VITA E’ PREZIOSA E DEVE ESSERE SALVATA E AIUTATA”… L’EQUIPAGGIO PROVIENE DA SEI PAESI DIVERSI
ResQ People alla prima missione in Mediterraneo. A un anno dal lancio del progetto, la nave umanitaria è in partenza dal porto di Burriana (Spagna).
Entro pochi giorni sarà operativa aggiungendosi alla flotta civile impegnata per salvare vite umane.
L’imbarcazione di 39 metri ha già solcato il Mediterraneo centrale per soccorrere i naufraghi, con l’organizzazione tedesca Sea-Eye e il nome di Alan Kurdi. L’equipaggio della prima missione è formato da un capomissione, comandante, primo e secondo ufficiale, direttore di macchina e macchinisti, marinai.
E inoltre un medico e un’infermiera, sei soccorritori (tra i quali due mediatori culturali), una logista per coordinare l’assistenza dei naufraghi a bordo della nave, un cuoco.
L’equipaggio internazionale proviene da sei Paesi diversi e comprende sia figure di marittimi professionisti assunti per le missioni, sia volontari specializzati.
“Il sogno è diventato realtà. Siamo raggianti e commossi. Commossi ripensando ai tanti che hanno creduto e credono in questo progetto e che lo hanno sostenuto con ogni mezzo, con donazioni piccole o grandi. Raggianti perché tutto questo è stato possibile grazie al team che ogni giorno ha preparato la nave al meglio. Ogni vita umana è preziosa. E deve essere salvata e aiutata quando si trova in difficoltà. ResQ è nata per questo”, dichiarano Luciano Scalettari e Gherardo Colombo rispettivamente Presidente e Presidente Onorario di ResQ.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
I SOVRANISTI VOLEVANO COLPIRE I MAGISTRATI NON RISPETTANDO LA STATO DI DIRITTO… L’EUROPA HA REAGITO ED E’ ARRIVATO IL DIETROFRONT NEL TIMORE DI PERDERE I CONTRIBUTI EUROPEI
Dopo le provocazioni, la marcia indietro. All’indomani di un crescendo di accuse agli
“eurocrati” di Bruxelles culminate nella minaccia di una possibile ‘Polexit’, Varsavia ora sembra volerci ripensare sulla riforma della giustizia al centro di un duro scontro con la Ue, cancellando il regime disciplinare per i giudici bocciato anche dalla Corte di giustizia europea.
Una mossa che, se verrà confermata in via ufficiale nei prossimi giorni, potrebbe scongiurare l’avverarsi di scenari più cupi per il Paese: da una multa salata al rigetto del Recovery plan nazionale, passando per l’attivazione del meccanismo sul rispetto dello stato di diritto che bloccherebbe l’erogazione dei fondi strutturali europei, di cui Varsavia è da sempre beneficiaria netta.
A fare il primo passo verso il compromesso era stato giovedì il primo presidente della Corte Suprema polacca, Malgorzata Manowska, che ha emesso due ordinanze per congelare fino a novembre l’attività di quella camera disciplinare che avrebbe il potere di revocare l’immunità dei giudici e di ridurre i loro stipendi.
La decisione ha provocato non pochi malumori tra le diverse anime della coalizione nazionalista di governo, divisa tra chi, compreso il premier Mateusz Morawiecki, vorrebbe ancora mediare con Bruxelles e chi, come il guardasigilli Zbigniew Ziobro, proprio non ne vuole sapere.
A dare la linea definitiva ci ha pensato oggi Jaroslaw Kaczynski, leader del primo partito di maggioranza, il Pis, annunciando la volontà di eliminare dalla riforma la norma che prevede il regime disciplinare, facendo così “scomparire l’oggetto di controversia con la Ue”.
La faglia sulla tutela a tutto tondo della democrazia in terra polacca è però diventata ormai talmente ampia che a Bruxelles restano prudenti.
Un portavoce fa sapere che la decisione di Varsavia sarà analizzata “con attenzione”, ma si aspetta una notifica ufficiale. E possibilmente entro il 16 agosto, data in cui “le autorità polacche sono tenute a informare la Commissione delle misure adottate per conformarsi alla sentenza del 15 luglio” con la quale la Corte di giustizia Ue aveva rigettato in pieno il regime disciplinare dei giudici, ritenendolo carente sotto il profilo dell’imparzialità e dell’indipendenza.
Le prime proposte di modifica della riforma dovrebbero essere presentate dal governo polacco a settembre, ma per la Ue occorre fare in fretta. Anche perché in ballo c’è la valutazione, già prorogata, del piano per ottenere i 23,9 miliardi di euro in sovvenzioni e i 12,1 miliardi in prestiti che rendono la Polonia una delle maggiori beneficiarie del Recovery Fund.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
ECCO IL MODULO DA COMPILARE E CHI PUO’ FARE RICHIESTA… NESSUN LIMITE DI REDDITO, IL CONTRIBUTO PUO’ ARRIVARE A 100 EURO
A comunicarlo è il Ministero dello Sviluppo Economico: dal 23 agosto i cittadini italiani potranno richiedere il bonus rottamazione tv per l’acquisto di televisori compatibili con i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terrestre Dvbt-2/Hevc Main 10.
Si tratta dello standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre: il passaggio consentirà un miglioramento della qualità visiva e dell’alta definizione e il rilascio delle frequenze per la cosiddetta “banda 700”, per i servizi mobili 5G.
Il decreto è stato firmato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e pubblicato in Gazzetta ufficiale. Oltre alla decisione sul bonus, il documento contiene anche il modulo per richiedere l’incentivo da consegnare al rivenditore o in un’ isola ecologica autorizzata.
Il bonus prevede uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto fino a un massimo di 100 euro e non presenta limiti di Isee.
Il vecchio incentivo che aveva valore fino a 50 euro non verrà annullato ma rimarrà comunque in vigore, cumulabile con il nuovo bonus rottamazione. L’adesione da parte dei negozi è su base volontaria.
Alla prima campagna Bonus Tv aveva aderito quasi la totalità delle attività commerciali di settore, mentre più incerto era stato il coinvolgimento dei negozi non specializzati. A questo proposito il Mise si sta impegnando nella raccolta di tutti gli esercizi che aderiranno tramite una grande anagrafe nazionale. La lista dovrebbe essere pubblicata nei prossimi giorni sul sito del Ministero dello Sviluppo economico.
Chi può richiederlo e fino a quando
Il bonus rottamazione tv si rivolge a tutti i cittadini e prevede il riconoscimento dell’incentivo per ogni nucleo familiare fino al 31 dicembre 2022. Le risorse destinate alla misura sono complessivamente 250 milioni di euro e saranno rivolte ai soggetti con tre requisiti fondamentali:
la residenza in Italia
la rottamazione di un televisore
il pagamento del canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione. Potranno accedere all’agevolazione anche i cittadini, di età pari di 75 anni o più, esonerati dal pagamento del canone
Il modulo da compilare
Attraverso un modulo da compilare, inserendo prima di tutto le proprie generalità, il cittadino dovrà anche autocertificare che:
Il proprio nucleo familiare non ha già fruito del Bonus TV Rottamazione (può invece aver fruito del Bonus TV ISEE 20.000)
Il fatto di essere intestatario di canone Rai regolarmente pagato o in alternativa che fa parte delle categorie esentate dal pagamento del canone Rai
Il fatto che il TV/decoder che sta consegnando (o che ha già consegnato ad un’isola ecologica) è in suo possesso da prima del 22 dicembre 2018. Con modulo alla mano, copia del codice fiscale e della carta d’identità, ci si potrà quindi recare in negozio per rottamare il proprio Tv/decoder e acquistare un apparecchio analogo ma di nuova generazione.
In alternativa è possibile conferire il vecchio apparecchio in un’isola ecologica: in tal caso sarà quest’ultima a dover controfirmare e timbrare il modulo per certificare che il TV riportato con marca e modello sia stato effettivamente rottamato.
Nell’autodichiarazione non è presente un campo specifico per i cittadini esentati dal pagamento del canone Rai come gli over 75enni: per tutti loro sarà l’Agenzia delle Entrate a eseguire una verifica automatica sul codice fiscale del richiedente per avere conferma che abbia effettivamente diritto alla dichiarata esenzione del canone Rai.
(da Open)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
L’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’ RISPONDE A 12 AFFERMAZIONI
Da «i vaccini causano il contagio» a «d’estate non serve vaccinarsi», ma anche «i
vaccini non sono sperimentati» oppure «modificano il Dna».
Sono molte le fake news che circolano sui vaccini anti Covid e che l’Istituto superiore di Sanità ‘smonta’ in un vademecum anti ‘bufale’ messo a punto dal Gruppo Vaccini Iss, in cui si risponde a 12 affermazioni infondate che più frequentemente circolano su web.
1. Tra le fake news più diffuse c’è quella secondo la quale «non si conoscono gli effetti a breve e lungo termine, i vaccini sono stati prodotti troppo velocemente e le uniche informazioni vengono dalle aziende». Il sistema di farmacovigilanza per i vaccini contro il Sars-Cov-2, risponde l’Iss, «è lo stesso di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. Dopo i risultati degli studi autorizzativi effettuati su decine di migliaia di individui di diversa età, che sono stati condotti anche in questo caso, vengono raccolte le segnalazioni dalle agenzie regolatorie nazionali e internazionali di possibili eventi avversi temporalmente correlate con la vaccinazione».
2. E ancora. «I vaccini anti Covid sono sperimentali». In realtà «i vaccini autorizzati contro il Sars -Cov -2 hanno completato – indica il vademecum – tutti i passaggi della sperimentazione necessari per l’autorizzazione all’immissione in commercio senza saltarne alcuno. Per questi vaccini il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale ma al momento della loro autorizzazione da parte dell’Agenzia europea per il farmaco erano state percorse tutte le stesse tappe dell’iter di sperimentazione previste per gli altri vaccini in commercio. I vaccini attualmente usati nella campagna vaccinale in Italia pertanto non sono sperimentali, ma preparati regolarmente immessi in commercio dopo aver completato l’iter che ha testato la loro qualità, sicurezza ed efficacia».
3. Altra bufala che circola in rete è l’affermazione che «i vaccini provocano l’infezione». Falso: «i vaccini attualmente in uso in Italia usano la tecnologia a mRNA (Pfizer-Biontech e Moderna) e quella a vettore virale (Astrazeneca e Janssen). In entrambi i casi si introducono nell’organismo le ‘istruzioni’ per produrre frammenti della proteina che il virus usa per’agganciare’ la cellula. Quindi non viene utilizzato il Sars-Cov-2 vivo e infettante. Una eventuale malattia Covid-19 successiva alla vaccinazione può essere quindi causata solo da una infezione naturale del virus contratta indipendentemente dal vaccino».
4. Altra affermazione è che «i vaccinati sono contagiosi». Questo è possibile, ma solo perché, come per tutti i vaccini esistenti, l’efficacia anche se molto alta non è del 100%, e ci possono essere quindi i cosiddetti ‘fallimenti vaccinali’. Inoltre anche un soggetto che risponde al vaccino si può ritenere immunizzato solo dopo almeno una settimana dal completamento del ciclo. Un livello di copertura della popolazione alto nella popolazione minimizza il rischio di trasmissione tra individui suscettibili all’infezione. I dati provenienti dai paesi con una campagna vaccinale avanzata, Italia compresa, hanno dimostrato che il vaccino protegge dalle conseguenze peggiori della malattia, dal ricovero al decesso, oltre 9 persone ogni 10 vaccinate. La vaccinazione riduce anche la capacità di infettare dei vaccinati».
5. Non mancano in Rete affermazioni complottiste come: «vengono nascosti effetti collaterali e decessi post vaccino». A questo l’Iss risponde che «i dati della farmaco-vigilanza sono pubblici. In Italia l’Agenzia Italiana per il farmaco (Aifa) pubblica periodicamente il resoconto le segnalazioni di sospetti eventi avversi e lo stesso fa l’autorità europea Ema».
6. Mentre per quanto riguarda l’affermazione che «il vaccino causa infertilità e aborti», l’Istituto ricorda che «al momento non c’è nessuna evidenza scientifica di un effetto negativo dei vaccini sulla fertilità maschile o femminile. Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino in gravidanza, le prime osservazioni, soprattutto dei dati Usa dove sono migliaia le donne immunizzate durante la gestazione, non hanno rilevato un aumento di rischio di effetti avversi per madri e neonati».
7. E ancora: «Il vaccino modifica il nostro Dna». I vaccini anti Covid-19, risponde l’Iss, «non cambiano e non interagiscono in alcun modo con il DNA. Sia i vaccini a mRNA che a vettore virale forniscono istruzioni alle nostre cellule utili ad attivare una risposta immunitaria così da proteggere contro il Sars-Cov-2».
8. «Il vaccino causa trombosi e miocarditi» Tutti i farmaci e i vaccini, è la risposta, «possono avere effetti collaterali. Le Agenzie regolatorie riportano queste due patologie, che peraltro sono anche tra quelle causate dall’infezione, come rari effetti avversi della vaccinazione. Proprio per la loro estrema rarità questi effetti lasciano comunque il rapporto rischi/benefici a favore dei primi, come rilevato da tutte le agenzie regolatorie internazionali».
9. «I produttori di vaccini e i medici fanno firmare il consenso per evitare responsabilità». La vaccinazione, si legge nel vademecum, «è un atto medico, e prevede quindi la firma di un consenso informato per essere sicuri che il vaccinando comprenda i benefici e rischi connessi».
10. E ancora. «Dai 19/20 anni in giù per i soggetti sani è impossibile morire per Covid e pure manifestare sintomi gravi». Anche se nelle fasce più giovani, precisa il vademecum, il rischio di sviluppare un’infezione sintomatica è minore rispetto agli adulti, è comunque presente. Dall’inizio della pandemia al 17 luglio ad esempio ci sono stati 28 decessi nella fascia di età 0-20 anni. In ogni caso lo scopo della vaccinazione anche nelle fasce di età più giovani è anche quello di limitare a livello di popolazione la circolazione del virus e permettere quindi di uscire dalla pandemia, oltre che di proteggere i soggetti più fragili.
11. «Più vacciniamo più escono nuove varianti»? Le varianti «emergono perché il virus, replicandosi, tende a sviluppare nuove mutazioni. I vaccini, riducendo la circolazione, limitano quindi la possibilità che il virus muti. Le varianti in circolazione in questo momento inoltre, compresa la ‘Delta’ , sono state osservate per la prima volta lo scorso dicembre, quando ancora le campagne vaccinali erano iniziate in pochissimi Paesi.
12. C’è poi l’affermazione «d’estate il virus scompare, è inutile vaccinarsi o mettere le mascherine». La trasmissione del virus «è facilitata dalla frequentazione degli ambienti chiusi, ma anche all’aperto, in caso di assembramenti, è possibile la sua circolazione, ed è quindi necessario adottare le misure opportune», conclude l’Iss.
(da La Stampa)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
NELLA FASCIA 12-15 ANNI VACCINATO SOLO IL 9%
Sono oltre 4,4 milioni gli italiani over 50 che non hanno fatto neanche una dose di vaccino anti covid.
E’ quanto emerge dal report settimanale del governo aggiornato a questa mattina.
In base ai dati, ci sono 298.591 over 80 ancora in attesa di prima dose (il 6,56% della platea), mentre sono 657.727 (il 10,93%) nella fascia 70-79, 1.212.413 (il 16.05%) nella fascia 60-69 e 2.257.514 (il 23,39%) nella fascia 50-59.
Sono 207.850 gli adolescenti della fascia di età 12-15 anni, il 9,02%, che hanno concluso la vaccinazione con ciclo completo contro il covid 19.
Sono, invece, 524.042, il 22,73%, gli adolescenti che hanno ricevuto la prima dose vaccinale.
Il 14,87% del personale scolastico italiano, 217.870 persone, non ha ancora ricevuto il vaccino contro il Covid 19.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
SI FACCIA CHIAREZZA, FUORI I NOMI DEI PAESI STRANIERI CHE VOGLIONO DESTABILIZZARE L’ITALIA
Il sottosegretario con la delega ai servizi segreti Franco Gabrielli commenta l’origine dell’azione criminale contro il Centro elaborazione dati della Regione Lazio: «La consapevolezza dei rischi è insufficiente»
«Dietro gli attacchi informatici di questi giorni c’è di tutto: criminali, terroristi, sovrani che hanno interesse ad acquisire dati, conoscenze e proprietà intellettuali».
A spiegare l’origine dell’attacco hacker che lo scorso 1° agosto ha colpito il Centro elaborazione dati della Regione Lazio è il sottosegretario con la delega ai servizi segreti Franco Gabrielli. Nella tarda serata di oggi, 6 agosto, alle 23 in punto dovrebbe essere scaduto il countdown stabilito dalla seconda rivendicazione inviata dagli hacker per messaggio alla Regione: dall’apertura di un link presente sul primo testo mandato, i criminali hanno previsto 72 ore di tempo per pagare il riscatto chiesto (presumibilmente 5 milioni di euro). Al centro dell’attacco un ransomware, un malware che limita l’accesso a un sistema e chiede un riscatto per togliere il blocco. A rischio quindi non ci sono solo i servizi per la vaccinazione ma anche tutti i dati contenuti nel sistema
«Quanta consapevolezza c’è tra cittadini, imprese e istituzioni dell’importanza della difesa dagli attacchi informatici?» ha aggiunto poche ore fa il sottosegretario intervistato ai microfoni del Tg1, «questo è l’elemento più problematico. Oggi ancora non abbiamo una sufficiente consapevolezza dei rischi e dei comportamenti conseguenti».
E ha aggiunto: «Molto spesso il comportamento del singolo può essere addirittura più negativo della capacità della struttura di essere resiliente».
Sulla nuova rivendicazione scritta in inglese, contenuta nel secondo messaggio inviato dai cybercriminali e acquisita agli atti dell’indagine, compare uno schema dove si richiede di inserire un’apposita email per avviare la trattativa.
La prima richiesta è di inviare uno dei file bloccati, che dovrebbe venire decriptato dai pirati informatici a riprova della loro “credibilità”, prima di procedere all’eventuale consegna del riscatto. Gli investigatori mettono in guardia da un rischio: i dati carpiti dai criminali potrebbero finire sul dark web ed essere quindi alla mercé di ulteriori azioni illegali.
(da agenzie)
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