Destra di Popolo.net

IL VERO DOWN E’ STATO QUELLO DEI SOVRANISTI ED E’ UNA BUONA NOTIZIA PER L’ITALIA

Ottobre 5th, 2021 Riccardo Fucile

MENTRE FACEBOOK COLLASSAVA IN TUTTO IL MONDO, SALVINI E MELONI PRECIPITAVANO ALLE URNE, MA E’ PRESTO PER CANTARE VITTORIA

A freddo, al netto anche del Facebook down di ieri. Le elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021 ci hanno detto sostanzialmente tre cose:
Primo. La destra a trazione sovranista così come la conoscevamo è clinicamente morta e i suoi profeti, Salvini e Meloni, ne sono usciti drammaticamente ridimensionati. Certo, sono “solo” le amministrative, dove il profilo del candidato (vedi Sala a Milano e Manfredi a Napoli, ma lo stesso Gualtieri a Roma) pesa infinitamente più della pancia e del voto d’opinione, e i candidati proposti da Ruspa & Vispa erano talmente imbarazzanti (volutamente?) che avrebbero perso anche in una gara contro se stessi.
Due. Se esiste un vincitore in un’elezione dominata dall’astensionismo, quello è senza dubbio il Partito Democratico. Che sfiora il 34% a Milano, supera il 28 a Torino, elegge Lepore a Bologna, è primo partito a Napoli, Un’apoteosi, come non si vedeva da tempo. Che gli restituisce con agio il ruolo di guida del blocco progressista e premia il lavoro di paziente ricucitura della rottura sentimentale con il Paese operata in questi mesi da Letta, che strappa anche un seggio alle Suppletive di Siena e poi si ferma a parlare coi giornalisti per un’ora e mezza, come non si vedeva dai tempi dell’Ulivo.
Tre. L’esperimento di alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle non è del tutto fallito, ma come minimo richiede un tagliando e di sicuro vede modificarsi (e non poco) i rapporti di forza. A Milano Sala ha esondato anche (o forse proprio per quello) senza i 5 Stelle. A Bologna i grillini hanno inciso per un misero 3,4% sul 62% con cui ha trionfato Lepore, al punto da renderlo ininfluente. A Napoli, nella terra di Fico e Di Maio, il M5S non riesce neppure ad andare in doppia cifra e non sposta, di fatto, gli equilibri di una partita già scritta.
Dove il partito di Conte si è presentato da solo ha rimediato sempre scoppole leggendarie, specie nelle due città – Roma e Torino – che cinque anni fa avevano rappresentato il simbolo dell’exploit del Movimento 5 Stelle di governo.
Insomma, queste elezioni ci hanno detto che il Pd può fare tranquillamente a meno del M5S, ma il M5S non può fare a meno del Pd. Ed è una notizia che, alla vigilia, non era così scontata.
Più in generale, queste elezioni segnano una brusca inversione di tendenza verso una politica retrò in cui torna a dominare il bipolarismo secco, crollano i populisti (emblematico il flop di Paragone che non riesce neanche a entrare in Consiglio a Milano), sovranisti ed estremisti cedono il passo ai moderati e il riformismo torna ad essere un’offerta politica ricevibile (vedi Sala a Milano e l’exploit di Calenda a Roma).
Sembra di essere tornati indietro di colpo a dieci anni fa, prima dell’avvento dei 5 Stelle, molto prima della stagione del sovranismo.
Comunque andrà a finire, è una buona notizia per il Paese che, però, andrà confermata in quelli che sono i veri banchi di prova nei prossimi due anni: l’elezione del Presidente della Repubblica a gennaio prossimo e, soprattutto, le elezioni Politiche del 2023 (?), dove il voto d’opinione tradizionalmente conta molto di più e i nomi dei candidati molto meno: terreno fertile per demagoghi e avventurieri della politica.
Presto, prestissimo per cantar vittoria. Ma certo, il messaggio che arriva dalle amministrative è forte e chiaro. Mentre Facebook collassava in tutto il mondo (e le sue azioni crollavano in borsa), Salvini e Meloni precipitavano alle urne.
Il sovranismo è andato in down, ma la sensazione è che non basterà qualche ora – e qualche straccio in aria – per ripararlo.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

L’ULTIMO SELFIE: E ORA LA LINEA SALVINI FINISCE SOTTO PROCESSO NELLA LEGA

Ottobre 5th, 2021 Riccardo Fucile

LA GUERRA DI VOTI CON FDI E’ STATA PERSA, A MILANO IN DUE ANNI LA LEGA HA PERSO IL 15%…. “TRA POCO SAREMO IL TERZO PARTITO”

“Matteo, scendi…”. Alle otto della sera Salvini è solo un’ombra che compare e si dissolve dietro la finestra al primo piano della palazzina di via Bellerio. Barricato nella sua stanza con pochi fedelissimi fra cui Andrea Crippa e Fabrizio Cecchetti, il segretario della Lega lascia con il naso all’insù, per ore, una cinquantina di giornalisti e operatori che lo attendono sotto la pioggia per una conferenza stampa che arriverà solo a tarda ora.
Ma nessuna domanda sarà concessa, il tutto si esaurirà in una lunga dichiarazione, che resterà sospesa fra più comode comparsate televisive.
Nulla, più del plumbeo cielo di Milano, racconta meglio questa giornata politica sofferta per il Capitano, concentrato fino a tardi nella lettura dei dati di lista, per capire se la debacle del centrodestra – testimoniata dai deludenti risultati dei candidati sindaci nelle grandi città – non si trasformerà pure in un tracollo del Carroccio, surclassato da Fratelli d’Italia a Roma e superato a Bologna, impegnato a difendersi dal sorpasso a Torino e Milano.
Il primato, a luna già alta, è ancora conteso e curiosamente sia Salvini che Giorgia Meloni lo reclamano. “Siamo primi”, dice lei. “Siamo noi i primi quasi ovunque”, ribatte lui con eccesso di ottimismo.
Anche se ormai, dentro un centrodestra in ripiegamento, sembra tanto la rincorsa di una vittoria di Pirro. Mentre il moderato Maurizio Lupi, senza mezzi termini, chiude la questione parlando di una “scoppola” per la coalizione.
Il concession speech, da parte del leader, arriva finalmente davanti alle telecamere di Porta a Porta: “Abbiamo perso sonoramente, non faccio finta di nulla”. Prima Salvini aveva cercato di dissimulare lo smacco subito soprattutto a Milano, la sua città, dove la Lega ha perso 15 punti percentuali in due anni, parlando d’altro.
Sottolineando la vittoria alle Regionali in Calabria, facendo professione di fede per i ballottaggi (“A Roma e Torino la partita è ancora aperta”), o tracciando un bilancio esteso anche a centri piccoli e piccolissimi: “Nel computo complessivo la Lega oggi ha cinquanta sindaci in più. Ma non fanno titolo sui giornali”.
Salvini non sconfessa i suoi candidati che persino Giancarlo Giorgetti aveva scaricato ma ravvisa l’errore fondamentale nel ritardo con cui, nella coalizione, sono stati scelti i nomi da far correre: “Non possiamo perdere altri mesi di tempo per questioni interne. L’anno prossimo – dice – votano 25 capoluoghi di provincia, città importanti per il centrodestra che ha il dovere di individuare i candidati il prima possibile, entro novembre: civici o politici, poco importa”. La lezione, dunque, è “scegliere presto e insieme. Nessuna scusa, dove si è perso, si è perso per demeriti nostri. Il centrodestra vince dove è unito. Ma deve essere unito sul serio”. E in serata la telefonata a Meloni e al presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, per capire quando rivedersi.
Ma non sarà facile ora ripartire. Anche perché il voto di ieri accentua le distanze. Matteo Salvini, ad esempio, a spoglio in corso, afferma che l’obiettivo da qui al 2023 è quello di vincere le politiche”. Mentre la presidente di Fratelli d’Italia – confortata da un trend di Fdi in crescita – si dice pronta a sostenere Draghi per il Quirinale “pur di tornare alle urne l’anno prossimo”.
Nella sede della Lega trasformata in fortino, il capo del Carroccio esprime ai suoi l’amarezza per il caso Morisi esploso a sei giorni dal voto (“I giornali che spiano dal buco della serratura hanno distolto l’attenzione dalle nostre battaglie”) e batte su una parola, “concretezza”, che a suo parere è la caratteristica che è mancata alla coalizione come al governo, determinando l’astensionismo: “Chiederemo a Draghi maggiori incisività su alcuni temi: taglio delle tasse, sicurezza, giustizia, scuola. Spero di non passare le prossime settimane in Parlamento a discutere di legge elettorale, ddl Zan e ius soli”.
E così finisce, Salvini, per rimarcare altre differenze, tutte interne, con l’ìperdraghiano Giancarlo Giorgetti che due anni fa festeggiava il trionfo alle Europee in via Bellerio e oggi sta ben lontano dalla sede leghista, per incontrare al Mise il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, dirigente della Cdu della quale apprezza – a differenza del Capitano – la collocazione nel Partito popolare europeo.
“Aspettiamo i ballottaggi e poi vediamo se i sondaggi su scala nazionale confermano che siamo ben sotto il 20 per cento. Ho l’impressione che di qui a poco ci troveremo a essere terzo partito”, soffia al telefono uno di quei big che restano ufficialmente in silenzio, che non dicono una parola lasciando il segretario a difendere un risultato modesto.
Nessuno ha intenzione di affondare il colpo, per ora. Ma i più critici sull’operato di Salvini, nell’ala Giorgetti e fra i governatori del Nord, sono pronti a chiedere al leader un cambio di linea. A fargli notare che la trasformazione della Lega in soggetto politico nazionale “stia facendo tragicamente perdere consensi nelle aree di radicamento storico”, per dirla con le parole di un altro notabile.
A questo punto Salvini non può più rinviare il chiarimento. E l’annuncia, pur negando qualsiasi malessere interno: “Per quanto riguarda la Lega, ci troviamo in settimana. Ma siamo assolutamente compatti”, dice in modo sbrigativo. Prima di cimentarsi nell’opera alla quale è meno abituato: la gestione di un rovescio.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

“L’ASTENSIONISMO AFFONDA I SOVRANISTI, IL VERO VINCITORE E’ DRAGHI”

Ottobre 5th, 2021 Riccardo Fucile

IL POLITOLOGO VALBRUZZI; “SCONFITTA POLITICA PER L’AREA M5S VICINA A DI BATTISTA E CASALEGGIO”

Un crollo patologico e asimmetrico dell’affluenza, a danno esclusivo del centrodestra. La sconfitta di quel ‘vecchio’ Movimento 5 Stelle che ha subìto la leadership di Giuseppe Conte, e in particolare dei gruppi vicini a Davide Casaleggio e ad Alessandro Di Battista. Un problema enorme di rappresentanza del Nord che sembra aver voltato le spalle a Matteo Salvini senza tuttavia lanciarsi tra le braccia di Giorgia Meloni. E un solo “vincitore”, l’unico che a queste elezioni comunali non si è presentato: Mario Draghi.
Sono i messaggi più forti che arrivano dalle urne, secondo il politologo e già coordinatore dell’Istituto Cattaneo di Bologna Marco Valbruzzi.
Un voto segnato da un primo dato eclatante: il crollo della partecipazione dell’elettorato che ha visto il suo record negativo, fermandosi al 54,6 degli aventi diritto. In pratica, un elettore su due ha deciso di non andare a votare.
Le principali città chiamate a rinnovare i consigli comunali e a eleggere il loro nuovo sindaco hanno fatto registrare l’astensione più alta di sempre: a Roma, Torino, Milano e Napoli si è recato alle urne meno del 50% dei cittadini, a Bologna solo il 51%.
“Il calo dell’affluenza è un dato eclatante”, dice all’HuffPost Valbruzzi, “quando c’è un crollo del genere, con un tasso di partecipazione inferiore al 60%, una democrazia funziona meno efficacemente: se un calo dell′1-2% era da considerare fisiologico, una perdita di circa il 7% è senza dubbio patologico”.
Un triste primato, secondo il docente di Scienze Politiche alla Federico II di Napoli, tutto da addebitare alla coalizione del centrodestra: “Sono i partiti che la compongono a essere i principali responsabili dell’alto tasso di astensione, per la mancanza di alternative valide e di scelte adeguate dei candidati. L’origine e la conseguenza della mancata partecipazione sono riconducibili alle decisioni, o meglio alle indecisioni, dei partiti di centrodestra. In tutte le principali città si vede a una smobilitazione asimmetrica dell’affluenza, tutta a danno dei partiti guidati da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi”.
Ed è un processo in chiara controtendenza rispetto agli ultimi otto, dieci anni, quando l’astensione segnalava generalmente una disaffezione degli elettori verso il centrosinistra.
Nella Capitale il candidato del centrodestra Enrico Michetti si avvia a vincere il primo turno con il 30%, tenendo a lievissima distanza Roberto Gualtieri, candidato Pd, col 27% circa. Da Roma però arriva il primo messaggio nazionale, ed è destinato alla sindaca uscente Virginia Raggi: “Cinque anni fa”, spiega Valbruzzi, “la sindaca ha incarnato il simbolo di un nuovo processo politico, il radicamento del Movimento 5 Stelle nei territori”, insieme a Chiara Appendino a Torino. “Oggi quel radicamento è scomparso. Per questo la sua oltre a essere elettorale è anche una sconfitta politica, soprattutto per una parte del M5S, meno per il suo nuovo leader Giuseppe Conte che si è speso molto di più su Bologna e soprattutto su Napoli”.
Secondo il politologo quello che arriva da Roma è un chiaro messaggio diretto a quel “gruppo grillino che ha subìto la leadership di Conte, e mi riferisco in particolare all’area che fa riferimento a Casaleggio o a Di Battista”.
Per vedersi riconfermata, Raggi avrebbe dovuto consolidare i consensi tra quei ceti che nel 2016 l’avevano fatta approdare al Campidoglio: “L’unica possibilità che aveva la sindaca uscente di arrivare al ballottaggio era nell’irrobustire il voto nelle periferie della Capitale, che non sono solo geografiche ma pure periferie sociali. Il voto odierno ci dice invece questo: le aree popolari l’hanno abbandonata”, afferma il politologo della Federico II.
A Roma il dato definitivo dell’affluenza è del 48,8%, otto punti in meno rispetto al 57% del 2016, quando si era votato nel corso di una sola giornata.
I territori che hanno visto una minore partecipazione sono le aree più disagiate: il Municipio VI (42,8%) – quello di Tor Bella Monaca e Torre Angela – e il Municipio XV, la zona di La Storta e la Cassia (45,5%). Partecipazione contenuta anche sul litorale di Ostia con il 46,7%, dove pure la Raggi ha speso molto del suo capitale politico durante il suo mandato. L’affluenza maggiore è stata registrata nel Municipio II, quello che va dai Parioli a San Lorenzo, con il 56,6%.
“Si tratta di un’area dell’elettorato che rispetto a una offerta politica variegata ha deciso di non recarsi alle urne. Un vuoto di rappresentanza che però nessuno è riuscito a conquistare”. Né Michetti, né Gualtieri né tantomeno Calenda.
Seppur sconfitta, Virginia Raggi può ancora giocare un ruolo determinante in vista del ballottaggio. Il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri ha già affermato che nei prossimi giorni si appellerà agli elettori della sindaca uscente e di Calenda. “Ma il risultato del ballottaggio dipenderà soprattutto dal voto di quei quartieri in cui i grillini hanno perso meno consensi”, dice Valbruzzi, “e solo in parte minore dall’orientamento dei sostenitori di Calenda che in sé ingloba una percentuale di consenso di destra”.
Secondo il politologo, l’ex ministro dell’Economia del Governo giallorosso affrontava una doppia sfida, che può dirsi vinta: “Da un lato non doveva deludere e anzi riconquistare parte dei consensi nelle aree popolari e periferiche della Capitale che in passato il Pd aveva perduto; e dall’altro doveva tenere nelle cosiddette “ztl” di fronte alla forte competizione che lì gli muoveva Carlo Calenda. Oggi Gualtieri, sebbene indietro al primo turno, si trova in una posizione avvantaggiata in vista del ballottaggio perché è colui che può ampliare di più il suo bacino elettorale al secondo turno”.
La vittoria a Milano dell’uscente Beppe Sala è “evidente ma ‘pompata’, come detto, dal calo asimmetrico dell’affluenza nel centrodestra. Avrebbe vinto ugualmente ma difficilmente si sarebbe visto riconfermato con questo distacco percentuale se dall’altro lato ci fosse stato un candidato più convincente”.
Ma il dato che arriva dal capoluogo lombardo è un altro, a detta del politologo: ”È il restringimento elettorale della Lega Nord, quella storica come si chiamava un tempo, che a Milano è molto lontana persino dal 15% come lista di partito”.
Basti pensare che alle Regionali del 2018, nel capoluogo della Lombardia, il partito guidato da Matteo Salvini aveva ottenuto il 18% e alle Europee del 2019 più del 27%. “Un elemento che segnala l’indebolimento della leadership di Salvini a livello nazionale, mostrando un’insofferenza e un distacco verso l’offerta politica del Carroccio nei suoi territori ‘tradizionali’”.
Un trend che si sostanzia anche nei voti di Bologna e Torino, dove si vede un sorpasso nei consensi di Fratelli d’Italia a danno della Lega: “Questo è un dato nazionale senza ombra di dubbio, anche perché mostra come – diversamente dalla coalizione giallorossa – la competizione interna nel centrodestra sia stata dannosa per i suoi componenti. Come se il partito di Meloni e quello di Salvini si fossero contesi lo stesso elettorato. Al centronord il problema della destra ora è sotto la luce del sole, c’è un problema di rappresentanza, e questo è un altro dei messaggi netti che arrivano dalle urne”.
Secondo Valbruzzi invece quelli di Napoli e Bologna sono risultati che rafforzano a livello nazionale “la costruzione di un nuovo bipolarismo. Da questo punto di vista l’esperimento di Conte e Letta sembra aver funzionato. A Bologna il M5S è scomparso, con un riflusso dei suoi consensi verso la casa madre, per così dire, il Partito Democratico”.
A Napoli invece, sostiene il docente, si vede una “dinamica di successo” ancora più forte, “soprattutto per l’ex premier Conte, e tutta da spendere sul piano nazionale”. Nel capoluogo campano, infatti, i grillini tutto sommato hanno tenuto col 9% dei consensi circa.
Tuttavia, il vero vincitore di questa competizione elettorale non è né Enrico Letta (peraltro vincitore nel collegio uninominale di Siena e quindi neodeputato dem) né il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ma colui che a queste elezioni non si è presentato: il premier Mario Draghi.
“Sì, perché con questi risultati elettorali gli eventuali scossoni per la tenuta della maggioranza che si potevano ipotizzare alla vigilia sono stati scongiurati”, sostiene Valbruzzi. “La coalizione giallorossa, quella che appoggia in maniera più convinta l’esecutivo guidato dall’ex banchiere centrale europeo, è uscita dalle urne molto rafforzata. Mentre nel centrodestra il risultato è stato così deludente da non incentivare nessuna delle forze che sostengono la maggioranza, e in particolare la Lega, a favorire la caduta del Governo Draghi e il voto anticipato”.
Vince quindi colui che alle urne non c’era ed è un dato che riporta il discorso su queste Comunali al punto di partenza, ovvero al crollo dell’affluenza: “Perché la presenza del ‘convitato di pietra’ Draghi ha quasi messo la museruola ai partiti, non del tutto liberi di attaccarsi e dare vita a una competizione elettorale senza esclusione di colpi, dal momento che a livello nazionale, a Roma, sono seduti tra gli stessi banchi della maggioranza e alleati di governo. La figura ‘invisibile’ del presidente del Consiglio, in altre parole, ha innescato una sorta di compressione delle dinamiche elettorali di cui si può dire è l’unico ad averne tratto beneficio”, conclude Valbruzzi.
(da Huffingtonpost)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI E SALVINI, SOVRANISTI AZZOPPATI

Ottobre 5th, 2021 Riccardo Fucile

SALVINI RINTRONATO, MELONI SI CONSOLA CON LA LEADERSHIP SOVRANISTA, SILVIO GONGOLA

La drammatica autocritica di Salvini che ha perso Milano al primo turno, con le liste Fdi a un soffio dalle sue e l’intero centrodestra lombardo sotto choc: “Demeriti nostri, siamo arrivati tardi”.
Il lungo silenzio della Meloni, che non riesce a sfondare nel Paese: “Siamo il primo partito del centrodestra, primi in assoluto a Roma” è la stoccata all’alleato, in serata. La butta sui guasti dell’astensionismo e sulla partita capitolina ancora aperta: “La sinistra non festeggi”. Accarezza il risultato “ragguardevole” di Calenda. Roma focus mundi. Ma Napoli e Bologna già perse in modo secco.
In casa sovranista, le aspirazioni sono state bruscamente ridimensionate. La somma non fa il totale, elidendosi non si governa.
Lo racconta il sollievo, ancora carsico, dell’ala “governista” del centrodestra: federatore cercasi, e dopo la “scoppola” dei “ragazzi”, Berlusconi scalda i motori. “Salvini e Meloni hanno voluto fare un referendum su di loro, imponendo i candidati e pensando che bastasse, ma l’hanno perso. La personalizzazione non paga più”. Osvaldo Napoli è uno che di partiti personali se ne intende: iscritto a Forza Italia dal ’94, ha traslocato con il gruppo “draghiano” di Toti da oppositore alla trazione sovranista del centrodestra. Quell’area che oggi brinda allo psicodramma in via Bellerio: il ko del “pediatra con la pistola” Bernardo ha aperto non una crepa ma un abisso nei sogni di gloria del Capitano.
Non è una sconfitta: è un incubo che si materializza, sostanziato dai primi dati di lista che vedono la Lega intorno all’11%. Lo sigilla un Maurizio Lupi insolitamente duro: “Che scoppola, il peggior risultato della storia del centrodestra, sembrava X Factor, senza Silvio manca il collante”.
Nel quartier generale leghista il clima è scuro, le facce tirate, nessuno risponde ai messaggi, zero voglia di argomentare. Letta e Sala appioppano a Salvini la debacle milanese. Lui gioca d’anticipo, prova a scrollarsi di dosso l’immagine del pugile suonato mettendoci la faccia. E’ il primo dei leader a commentare, sia pure laconicamente: “Perso per demeriti nostri, erano i migliori candidati possibili ma li abbiamo messi tardi”. Sa di aver perso il derby interno, rilancia l’”unità seria”. Avvisa: “Nessuno usi questo voto per abbattere il governo”.
Meloni ha già aperto quel dossier: “Voto Draghi al Colle ma elezioni subito”. La resa dei conti è iniziata a scrutinio ancora caldo. A Roma va meglio fino a un certo punto: Michetti è proiettato verso il ballottaggio in vantaggio su Gualtieri, ma sotto la somma dei partiti che lo sostengono. E lì c’è un altro dente che duole: le liste leghiste sono intorno al 6,5%, quelle meloniane al 18%. Il triplo.
Sgarbi, aspirante assessore alla Cultura, va lesto in tv per “chiamare” Calenda, vorrebbe per lui un ruolo nell’eventuale giunta Michetti, e avvisa: “Sono mancati i voti della Lega, quelli delle periferie che prima l’avevano votata…”.
L’asse sovranista, però, sta uscendo più che ammaccato. Azzoppato.
A Napoli, Manfredi conquista il primo turno: Maresca è sideralmente lontano al 20%, la lista leghista è stata esclusa per ritardi nella presentazione (ma c’è chi maligna di un escamotage per evitare conte infelici), FdI è intorno al 4,3% con Fi al 7%.
A Bologna, Lepore veleggia al 60%, Battistini sta chiuso in albergo, la Lega sta al 7% con FdI al 12,5%. Sono i primi dati, non conclusivi, certo indicativi di un clima. “Orecchie basse” ridacchia un forzista.
Eppure, anche a Torino, con il “civico” Damilano coccolato dal ministro Giorgetti (ma rivendicato anche dai salviniani) va meno bene delle previsioni: sarà ballottaggio, ma è il candidato Dem Lo Russo a partire favorito.
La trincea diventa la Calabria, dove Occhiuto è già governatore, forte del 53% (la Bruni del centrosinistra è al 29%) e di un sistema elettorale a turno unico. I festeggiamenti sono pronti dal pomeriggio, scende lo stato maggiore azzurro: il coordinatore Tajani, il deputato super-berlusconiano Giacomoni. Si riparte da Catanzaro, ed è meglio di niente.
Salvini e Meloni, sicuramente, non la pensano così.
(da Huffingtonpost)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.984)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (71)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Ottobre 2021
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Set   Nov »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’IRA DI GIORGIA MELONI VERSO CROSETTO E NESSUNA SOLIDARIETÀ DA FDI (ANZI!) , PESANO I DISSAPORI TRA IL MINISTRO E I VERTICI DELL’INTELLIGENCE, COMPRESO MANTOVANO CHE NE HA LA DELEGA?
    • IL GRANDE GELO TRA MELONI E CROSETTO, LA DUCETTA È INCAZZATISSIMA PER LA VERSIONE CONTRADDITTORIA FORNITA DALL’ESPONENTE DI FDI
    • LA GUERRA IN IRAN STA DILANIANDO IL PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO. IN MOLTI CREDONO CHE TRUMP ABBIA TRADITO L’IDEALE DELL’AMERICA FIRST PER ANDARE DIETRO A NETANYAHU (CHE, DICONO, LO RICATTEREBBE CON I FILE DI EPSTEIN, PRESUNTA SPIA DEL MOSSAD)
    • “CON L’ATTACCO IN IRAN, TRUMP RISCHIA LA PRESIDENZA”. IL “NEW YORK TIMES”: “IL TYCOON STA CORRENDO LA PIÙ GRANDE SCOMMESSA DELLA SUA PRESIDENZA, METTENDO A REPENTAGLIO LA VITA DEI SOLDATI AMERICANI, ULTERIORI MORTI E INSTABILITÀ NELLA REGIONE PIÙ INSTABILE DEL MONDO, NONCHÉ LA SUA STESSA POSIZIONE POLITICA”
    • MACRON LANCIA IL PROGETTO DI UN OMBRELLO ATOMICO CON OTTO PAESI EUROPEI, PER RISPONDERE ALLE FOLLIE DI TRUMP E ALLE MINACCE DI PUTIN
    • ALTRO CHE ITALIA“PROTAGONISTA” COME VA CIANCIANDO GIORGIA MELONI: IL CASO DEL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI È LA DIMOSTRAZIONE CHE NON CONTIAMO UNA CEPPA. CON TANTI SALUTI ALLA NARRAZIONE DELLA DUCETTA E AL SUO POSIZIONAMENTO STRATEGICO, QUELLO DI PONTIERA VERSO TRUMP
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA