Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
IN POCHE ORE E’ PASSATO DAL SI’ ALLA MOZIONE PER SCIOGLIERE FORZA NUOVA AL “SI’, MA SE SI SCIOLGONO ANCHE I CENTRI SOCIALI” (CHE IN QUESTO CASO NON C’ENTRANO UNA MAZZA)
Onorevole Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, lei ha detto che FdI voterà la mozione per lo scioglimento di Forza Nuova?
Mi riferivo alla mozione del centrodestra che parte dalla giusta condanna delle aggressioni violente alla sede della Cgil ma è contro tutti i totalitarismi che usano la violenza per finalità eversive.
Quindi non voterete la mozione Pd-M5S-Leu?
No, quella ha una visione parziale. Scusi, le risulta che sia stata mai non dico approvata ma presentata una mozione contro la violenza dei centri sociali? Ebbene, non è successo.
Niente vi impedisce di presentarne una, ma sabato in piazza con bombe carta e bastoni non c’erano punkabbestia bensì esponenti di Forza Nuova ed ex Nar, che infatti sono stati arrestati. E sono questi i fatti all’origine della mozione. Non è così?
Non vedo il problema ad allargare il campo, ad aggiungere dei principi. Il Parlamento deve avere un equilibrio
Nel contesto di cui abbiamo parlato finora, riesce a dire che è favorevole a sciogliere Forza Nuova?
No. Quando c’è un provvedimento ad hoc significa che qualcosa non funziona. Alla democrazia si richiede terzietà e neutralità. Forza nuova si sciolga insieme alle altre formazioni che usano i suoi stessi mezzi.
Un breve commento
1) Rampelli in Tv stamane aveva detto che Fdi avrebbe votato la mozione del centrosinistra per sciogliere Forza Nuova. E’ evidente che è stato cazziato e ha dovuto cambiare dichiarazione con questa intervista a Huffingtonpost. Probabilmente pensa quello che ha detto in prima battuta, ma in Fdi vige il pensiero unico (quello che imputano agli avversari) e ha dovuto concedere l’intervista riparatoria.
2) Nel merito: siamo tra quelli che ritengono che sciogliere un movimento serva a nulla, domani ne sorge un altro, finanziato da servizi stranieri dell’Est che vogliono destabilizzare l’Occidente.
Perchè dietro al sovranismo c’e’ quello, anche se quasi nessuno lo dice (vedi finanziamenti accertati a Marine Le Pen e presunti come la vicenda Metropol per la Lega). Sovranisti al soldo degli stranieri.
3) Forza Nuova ha o aveva una strategia eversiva, peraltro rivendicata da loro stessi e posta in essere attraverso infiltrazioni nei Movimenti No Vax.
Quei pochi centri sociali che ancora esistono non si presentano alle elezioni, non cercano consenso, non sono finanziati da “poteri forti”, molti vivono nelle loro utopie anarchiche e si limitano a danneggiare qualche ripetitore. Se commettono un reato devono ovviamente essere perseguiti, ma non sono certo un pericolo eversivo e Rampelli lo sa bene.
4) Fdi non vuole votare una mozione di altri? Ne presenti una propria, anzi dieci. Una per sciogliere Forza Nuova, le altre nove per sciogliere, facendo però i nomi, altrettanti “centri sociali” presunti eversivi se ha le prove. Esibendo le prove metterebbe all’angolo anche la sinistra, ma se non le ha meglio tacere.
Oppure dica che Forza Nuova gli sta simpatica, così finisce il teatrino.
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
NESSUNO HA ALTERATO LE 100 ORE DI GIRATO, LA MELONI VUOLE CONTINUARE A GRIDARE AL COMPLOTTO ?
Giorgia Meloni aveva preso tempo. Dopo aver inizialmente tirato in ballo,
tra le righe neanche troppo nascoste dei suoi discorsi, la possibilità di “tagli” artefatti per accusare l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e la candidata a Milano Chiara Valpecina di “vicinanza” con il “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini (con tanto di riferimento ad atteggiamenti da nostalgici del fascismo), la Procura ha visionato tutte e 100 le ore di girato che – poi – hanno portato alla realizzazione delle prime due puntate della video-inchiesta “Lobby Nera”.
E, secondo gli inquirenti, quanto trapelato e pubblicato da Fanpage (e da PiazzaPulita) è strettamente aderente e fedele al totale delle immagini raccolte.
Gli inquirenti della Procura di Milano stanno indagando sul caso dei finanziamenti illeciti emerso proprio grazie all’inchiesta realizzata dal quotidiano online diretto da Francesco Cancellato con il ruolo fondamentale di Salvatore Garzillo, il giornalista sottocopertura che è riuscito a scovare e immortalare le “cene elettorali” con Carlo Fidanza, Roberto Jonghi Lavarini e altri esponenti di Fratelli d’Italia.
E quelle due “sintesi” trasmesse da PiazzPulita e pubblicata anche sul sito di Fanpage, secondo l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pubblici ministeri Giovanni Polizzi e Piero Basilone, sono fedelissimi alle famose “100 ore di girato”.
Insomma, la Procura ha già visionato l’intero contenuto delle riprese e non ha riscontrato tagli significativi (e che modificano il senso delle immagini) all’interno dell’inchiesta “Lobby Nera”.
Per questo motivo, viste le evidenze immortalate dalla telecamera nascosta, si prosegue con l’indagine a Milano nei confronti dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e di Roberto Jonghi Lavarini. Contro di loro due ipotesi di reato: riciclaggio e finanziamenti illeciti. Nessun riferimento, per ora, all’apologia di fascismo, nonostante atteggiamenti “nostalgici” e riferimenti a vecchi “crismi” siano presenti ed evidenti a più riprese.
(da agenzie)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANNUNCIO DI RAMPELLI, UNO CHE UN PO’ DI CERVELLO LO CONSERVA (E INFATTI LA MELONI GLI HA PREFERITO MICHETTI COME CANDIDATO SINDACO)
Forza Nuova ha devastato anche il centrodestra. Dopo le iniziali posizioni ambigue, infatti, anche Fratelli d’Italia ha annunciato il voto favorevole alla mozione per chiedere lo scioglimento del movimento di estrema destra.
Alla fine, dunque, la matrice è stata trovata anche dal partito guidato da Giorgia Meloni. Ad annunciare la posizione del sedicente “partito dei Patrioti” è stato il deputato – e vicepresidente della Camera – Fabio Rampelli.
Adesso, dunque, solo Matteo Salvini sembra rimanere sulle sue posizioni avverse a queste mozioni.
“Voteremo sì alla mozione – ha annunciato Fabio Rampelli ai microfoni di Radio24 -. Noi siamo favorevoli, anche se bisogna fare attenzione. Penso che la magistratura abbia, come prevede la legge, tutti gli strumenti per stabilire se una formazione debba essere sciolta o no, forse dovremo affidarci alla magistratura. Noi non abbiamo intenzione di difendere Forza Nuova ma il Parlamento può essere titolato fino a un certo punto a decidere se una forza politica debba essere sciolta”.
La posizione di Fratelli d’Italia ha modificato diametralmente la sua posizione nel giro di poche ore e adesso è pronta a fare la sua parte.
Ma lo fa con polemica: lo stesso esponente del partito di Giorgia Meloni, sottolinea come – secondo lui – tutta questa vicenda non gli tolga “la libertà di esprimere un giudizio su un atto esclusivamente propagandistico”
Poi rincara la dose:“Le azioni di Forza Nuova sono funzionali al Pd: chissà perché alla vigilia del voto c’è sempre un episodio di questa natura che impedisce di far capire ai cittadini quali sono le offerte in campo”.
Eppure i neofascisti di Forza Nuova hanno la propria sede nazionale a Roma in uno stabile di proprietà della fondazione “Alleanza Nazionale”, l’ente controllato da Fratelli d’Italia.
Senza pagare affitto (in attesa dello sfratto).
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
LA POSIZIONE SENZA VERGOGNA DEL QUOTIDIANO DI BELPIETRO: IL PROBLEMA E’ IL GREEN PASS, NON LE VIOLENZE CON 38 AGENTI FERITI
Le pretestuose pretese di chiamarsi “La Verità” fornendo ai lettori una
versione assolutamente di parte (e della parte sempre più a destra) è già il sintomo di un qualcosa che va a di là della mera informazione giornalistica.
E per questo motivo titolo aberranti come quello pubblicato oggi, martedì 12 ottobre, non sorprende ma lascia comunque allibiti per la controversa posizione (una delle tante, negli ultimi mesi) dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Citando il Green Pass, di fatto, si parla del fascismo che “non è un problema”.
Nonostante l’evidente matrice (con tanto di rivendicazioni) sugli episodi di sabato scorso a Roma – dall’assalto alla sede della CGIL fino al piano per arrivare fino a Palazzo Chigi – orchestrati dagli esponenti neofascisti di Forza Nuova, per Maurizio Belpietro, che firma anche l’editoriale in prima pagina, non c’è un problema fascismo in Italia. Perché per lui – e per il suo giornale – il vero problema è il Green Pass.
D’altronde il suo quotidiano è noto per le posizioni prese nei confronti della certificazione verde, ma anche dei vaccini. E, molte volte, le narrazioni hanno ammiccato al mondo dei no vax, con tanto di storie che poi si sono rivelate bufale. Come nel caso della miocardite del calciatore del Sassuolo Pedro Obiang, che ha avuto un’infiammazione cardiaca ma lo stesso medico che lo ha curato ha smentito la correlazione con il vaccino.
Insomma, posizioni ben note che oggi travalicano il confine del buon senso con una faciloneria imbarazzante. Perché il sistema è sempre lo stesso: quando Forza Nuova (in passato CasaPound e altri movimenti neofascisti) si macchia di episodi di violenza, la stampa “sovranista” accorre in massa per tentare di rinchiudere il tutto dietro la definizione di “episodi isolati”.
E anche oggi Maurizio Belpietro riesce in questa impresa, indicando il Green Pass come vero problema. E non il fascismo.
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
CHI E’ ASSENTE RISCHIA LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DA PARTE DELL’AZIENDA
I lavoratori senza Green pass rischiano anche una causa per risarcimento danni.
A sostenerlo è una delle circolari operative emanata da Confindustria alla vigilia del 15 ottobre, quando la Certificazione Verde Covid-19 diventerà obbligatoria sul posto di lavoro.
I lavoratori che saranno assenti ingiustificati resteranno sì a casa senza stipendio ma non potranno essere sanzionati. Ma potrebbero essere chiamati a risarcire i danni eventualmente causati dal loro comportamento.
Così come aveva anticipato ieri Maurizio Stirpe, vicepresidente dell’associazione degli industriali: «Credo anche che in alcuni casi possano esserci gli estremi per provvedimenti disciplinari importanti. Penso per esempio al caso di un dipendente che entri in azienda con un green pass falso, generando poi un contagio tra i lavoratori»
«L’obbligo di Green pass in corso di validità», scrive Confindustria nella circolare di cui parla oggi Il Mattino, «è essenziale per evitare il blocco delle attività. Il mancato possesso del documento rischia di incidere sulla vita aziendale oltre che sulla posizione dei singoli lavoratori. È evidente che ogni comportamento che dovesse arrecare danno all’impresa ricadendo negativamente sull’organizzazione o sulla possibilità per l’azienda di fare fronte ai propri obblighi contrattuali legittima in ogni caso la reazione aziendale sul piano della richiesta di risarcimento danni».
Nella circolare vengono anche citati una serie di esempi esplicativi: come per esempio l’assenza dei lavoratori che operano sulla sicurezza degli impianti, dall’antincendio alla gestione stessa dell’emergenza. Oppure l’assenza di manodopera altamente specializzata che potrebbe causare ritardi nella consegna delle commesse.
Oppure ancora l’impedimento al lavoro in trasferta a causa della mancanza del certificato.
Anche nei documenti informativi per i dipendenti viene spiegato lo stesso concetto. Anche se il lavoratore non è licenziabile, si precisa, «l’azienda si riserva di valutare le eventuali conseguenze negative delle scelte personali sull’organizzazione del lavoro e sull’attività produttiva. I lavoratori dovranno indicare settimanalmente all’ufficio del personale se e quando saranno sprovvisti di Green pass. Chi non effettuerà la comunicazione, che potrà essere inviata anche tramite email, verrà considerato abile e arruolato. E se dopo una verifica verrà “pescato” senza certificazione, rischia multe e sanzioni. Da 600 a 1.500 euro e la perdita della retribuzione finché non si sarà messo in regola.
(da agenzie)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
“COME SI PUO’ LAVORARE SERENAMENTE IN UN UFFICIO SAPENDO CHE IL TUO COLLEGA NON E’ VACCINATO?”
“Il punto è uno solo, almeno per me: vanno tutelati tutti quei lavoratori che
hanno fatto il vaccino da quelli che non lo hanno fatto. Non credo sia facile lavorare, stare fianco a fianco, in azienda, come in ufficio, sapendo che il tuo collega non si è vaccinato. Un fatto che stigmatizzo e che sarà ancora più al centro dell’attenzione quando arriverà il tempo in cui ci si potrà togliere la mascherina”. Lo dice, al ‘Messaggero’, l’imprenditore e stilista Brunello Cucinelli.
In azienda, spiega, non c’è “problema, ci siamo preparati per tempo. Abbiamo tre medici impegnati su questo fronte, facciamo controlli e verifiche giornaliere. Il problema sarà per il 99% dei dipendenti che si sono vaccinati e che non staranno proprio tranquilli sapendo che il collega, il vicino di scrivania, non lo è. Finché ci sarà la mascherina obbligatoria – continua – andrà bene o comunque i rischi saranno limitati, poi non lo so. Di certo occorre tutelare chi si è vaccinato dagli altri. Credo che si debba rispondere a questa domanda”.
Sulla recuperata credibilità dell’Italia, Cucinelli aggiunge:
“Grazie a Draghi e al presidente Mattarella siamo fuori dalla crisi. Ed è vero che abbiamo recuperato una solida credibilità. In una recente road show a Londra con la mia azienda ho potuto toccare con mano come siano cambiati la valutazione e il giudizio nei confronti del nostro Paese”.
(da agenzie)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
POI SI LAMENTA PURE: “GLI ALTRI STUDENTI MI HANNO INSULTATA”… SOLO? DOVEVANO FARTI USCIRE A CALCI IN CULO… CI SONO RAGAZZI FUORI SEDE CHE HANNO PERSO PURE I SOLDI DEL TRENO
È entrata in Università senza green pass ed è andata a lezione. Quando l’irregolarità è stata segnalata alla docente è stata invitata ad uscire, ma si è rifiutata.
Alla fine la lezione è stata sospesa, scatenando la rabbia dei compagni di corso, costretti a tornare a casa. È accaduto all’Università di Bologna, a Filosofia.
Come riporta Repubblica, è stata la stessa studentessa, 20 anni, a rivendicare l’atto di disobbedienza nel corso della manifestazione no green pass che si è tenuta sabato in piazza Nettuno, in concomitanza con altre piazze italiane tra cui Roma, teatro dei violenti scontri e dell’assalto alla Cgil.
La ragazza, iscritta al secondo anno di Filosofia, fa parte del gruppo “Studenti Unibo contro il green pass”. Priva della certificazione verde, è entrata in Facoltà passando dai controlli all’accesso
Nonostante l’addetto ai controlli le abbia fatto notare che occorre il green pass, è andata lo stesso a lezione. Assieme ad oltre 50 altri studenti, tutti muniti di green pass.
Alla fine della prima ora l’addetto ai controlli ha segnalato l’irregolarità alla docente, che ha invitato la ragazza a lasciare l’aula. Lei si è rifiutata, facendo scaldare gli animi dei compagni di corso. Alla fine la lezione è stata sospesa dalla docente, che ha rimandato tutti a casa.
Furiosi gli altri studenti: “Ci siamo vaccinati per tornare in presenza dopo un anno e mezzo a distanza e siamo stati mandati a casa mentre la ragazza poteva benissimo seguire la lezione a distanza. Ne va del nostro diritto allo studio”.
“Mi è dispiaciuto dove arrivare a sospendere la lezione, ma la presenza in aula senza green pass viola una norma dello Stato e non posso permetterlo”, ha spiegato a Repubblica il coordinatore del corso di laurea Luca Guidetti.
“In questo modo si dà potere a una sola persona di far saltare la lezione, senza peraltro ottenere nulla, a scapito di tutti quelli che le regole le seguono. Questo è non è giusto” il commento di molti studenti
(da agenzie)
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Ottobre 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’AGENTE NON ERA IN SERVIZIO, MA E’ INTERVENUTA PARLANDO A LUNGO CON LA DONNA: ALLA FINE L’ABBRACCIO E LE LACRIME
Mezz’ora in bilico tra la vita e la morte, tra il balcone della sua abitazione e il
vuoto lungo otto piani. Poi, l’intervento di una coraggiosa poliziotta fuori servizio che è riuscita a convincerla a non suicidarsi.
L’agente di Polizia Alessia Cioffi si è resa protagonista di un gesto eroico, riuscendo – con un’opera di persuasione – a evitare la morte di una 50enne di Reggio Emilia che, per motivi ancora da accertare, si stava per lanciare nel vuoto per porre fine alla sua esistenza.
La 32enne, poliziotta in quel di Reggio Emilia, era fuori servizio e stava facendo una passeggiata con il suo cane. E mentre si trovava in strada, ha iniziato a sentire le urla di alcuni passanti. Alzando gli occhi verso il palazzo davanti a lei ha visto una donna scavalcare il parapetto del balcone per lanciarsi nel vuoto, dall’ottavo piano di quello stabile di via De Nicola. Alessia Cioffi, che vive nello stesso condominio della donna, non ha esitato e si è precipitata all’interno del palazzo. Affacciandosi dal balcone del piano inferiore, ha visto la 50enne aggrappata a fatica alla balaustra e ha iniziato a parlare con lei, riuscendo a farla desistere da quel suo tentativo di suicidio.
Intervistata da Fanpage, la poliziotta di Reggio Emilia ha raccontato del confronto avuto con la donna e delle parole che si sono scambiate e che l’hanno convinta a non suicidarsi:
“La signora ha pianto, ha pianto tanto. Un pianto continuo. Mi ha detto il suo nome e ha chiesto il mio. Poi ha instaurato anche lei un rapporto confidenziale. Credo che in quel momento avesse tanto bisogno di parlare, di qualcuno con cui sfogarsi, tutto sempre appesa dalla balaustra. Non si è mai staccata da lì”.
Poi uno scambio di promesse: la poliziotta ha fatto andare via l’ambulanza arrivata sul posto e la 50enne è tornata all’interno della sua abitazione. Alla fine un grande abbraccio e il lieto fine di una storia che poteva essere una tragedia.
“È stato come aver avuto un peso sul cuore, scomparso all’improvviso. Per tutto il tempo passato sul balcone a parlare con lei, è stato come se mi mancasse il respiro. Avevo il cuore in gola, perché vedevo una donna davanti ai mie occhi, a un passo dalla morte. Quando ci siamo abbracciate anche per me è stato un momento di liberazione. Ero felicissima perché per me è stato come abbracciare una madre. La mia ha la sua stessa età”.
Un finale come quello di Perarolo di Cadore di qualche giorno fa, quando la carabiniera Martina Pigliapoco ha salvato un’altra donna che stava per uccidersi lanciandosi da un ponte.
(da agenzie)
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