Novembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“HO CONVINTO ANCHE I NO VAX”
La dottoressa Antonella Spica lavora all’Asl di Bari ed è molto probabilmente la dottoressa che ha vaccinato più persone dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus in Italia.
La responsabile dell’unità mobile del reparto di prevenzione della città ha girato la provincia con la sua ambulanza per mesi. «Ho somministrato vaccini nelle strutture residenziali, in quelle semi-residenziali, a casa dei fragili, ai migranti del Centro richiedenti asilo, a quelli in attesa di essere rimpatriati al Cpr, ai ragazzini autistici del centro Colli-Grisoni, agli afghani arrivati con il ponte aereo. E agli over 80, dimenticavo», dice lei oggi all’edizione barese di Repubblica.
In totale le dosi somministrate arrivano a 23 mila e il suo record personale in un giorno è di 550.
«E nessuno ha mai avuto problemi. Penso ai pazienti fragili: ai minori del Colli, agli ospiti delle Rsa. Ricordo i loro occhi impauriti, ci ho visto tanta solitudine e anche richieste di aiuto che molto spesso la sanità non riesce a esaudire. C’è tanta sofferenza in giro, forse noi non ce ne accorgiamo. Ricordo la signora Maria a Villa Giovanna, fra le prime a ricevere il vaccino nelle Rsa baresi. E poi quell’uomo con obesità e insufficienza respiratoria attaccato all’ossigeno liquido. Era al quarto piano di una palazzina in via dei Mille. Non è stato facile raggiungerlo on tutti i nostri zaini e l’attrezzatura, ma proteggerlo con il vaccino è stata una grande soddisfazione».
E naturalmente ha incontrato anche No vax: «Ma le perplessità che hanno sono sempre le stesse e si possono smontare: basta fermarsi un attimo e spiegare. L’obiezione che muovono spesso è quella sulla scarsa sperimentazione del vaccino e io, smartphone alla mano, ho dimostrato che non è così. Che nonostante l’approvazione in emergenza del farmaco sono stati seguiti protocolli rigidi. Il più ostico è stato un trentenne arrivato all’hub della Fiera del Levante: di solito i giovani hanno una qualche reticenza per via della disinformazione che circola su Internet, ma alla fine anche lui s’è convinto».
(da agenzie)
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Novembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“PERMESSI SOLO PRESIDI STATICI, A NESSUNO SARA’ CONSENTITO DI INFASTIDIRE LA COLLETTIVITA'”
Il questore di Milano Giuseppe Petronzi annuncia un cambio di linea nell’ordine
pubblico a Milano. E mentre il Viminale vara nuove regole per le manifestazioni No Green pass in Italia, fa sapere che da sabato 13 novembre senza «un percorso realmente condiviso» verranno consentiti solo «presidi statici» e ai manifestanti non sarà «consentito di infastidire i poveri automobilisti e la collettività».
In un’intervista rilasciata all’edizione milanese di Repubblica, Petronzi spiega che da sabato si vedrà «un film diverso rispetto a quello visto finora. Dopo una lunga fase di studio di un fenomeno nuovo, le idee si chiariscono sempre più. Speriamo in una risposta anche più intelligibile per la città».
Per Petronzi «è importante non far degenerare la situazione: danneggerei la città e il rimedio sarebbe peggiore del male. Riteniamo aver fatto ricorso a tutti gli strumenti a disposizione e mi riferisco a prescrizioni, misure preventive come daspo, fogli di via, arresti e denunce».
E quindi, «se non si raggiungerà un percorso realmente condiviso, si studieranno soluzioni che possano permettere loro di spiegare davvero le loro ragioni, invece di andare ad infastidire i poveri automobilisti e la collettività». Il questore lancia un avvertimento chiaro: «Eserciteremo ogni azione utile a far rispettare il progetto che ci daremo. Non vogliamo forzare. Ma se un presidio è statico è statico».
E sostiene anche che c’è un’eterodirezione dietro le proteste: «Mai un’unica mente. Direzione e obiettivi cambiano ogni volta. E gli elementi caratterizzati ideologicamente non hanno mai preso la testa della manifestazione. Capisco che certe presenze, ad esempio Paolo Maurizio Ferrari, possano deviare l’attenzione. La realtà, e questo spiega anche il limite della nostra risposta, è che in maggior parte sono non violenti. Nessuno ha fatto una scritta sui muri o rotto una vetrina. Chi ha attaccato il gazebo dei Cinque Stelle, chi ha minacciato Sala, chi ha provato ad andare alla Camera del Lavoro o ha alzato i toni e le mani contro i giornalisti, è stato perquisito e denunciato. Magari prendendo già delle condanne serie grazie alla tempestività dell’autorità giudiziaria»
(da Open)
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Novembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
I NO VAX MINACCIANO DI ANDARE IN PIAZZA LO STESSO
La rivoluzione partirà da sabato 13 novembre. Il ministero dell’Interno è pronto a varare la circolare che porterà la stretta su manifestazioni e cortei No vax e No Green pass. Mentre i prefetti in accordo con i sindaci cominciano già a pianificare interventi per limitare gli effetti delle proteste, non ultimo l’aumento dei contagi verificatosi a Trieste.
Dove un ampio focolai si è sviluppato proprio tra chi protestava contro la Certificazione Verde Covid-19. Le linee guida ricalcheranno più o meno quelle dell’ordinanza del prefetto di Trieste Valerio Valenti. Che ha vietato fino alla fine dell’anno manifestazioni pubbliche in tutto il centro.
La stessa regola servirà per fermare le sedici settimane di manifestazioni consecutive nel week end di Milano. Culminate in scontri con le forze dell’ordine e cittadini esasperati che lanciano secchiate d’acqua contro i manifestanti che bloccano il traffico.
Il centro storico sarà quindi vietato ai No vax. Il Corriere della Sera oggi elenca le piazze dove non si potrà più manifestare: la zona del Duomo e di Brera e piazza Fontana a Milano, piazza del Popolo a Roma, Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze, il lungomare, piazza Dante e piazza del Plebiscito a Napoli. Così come piazza Maggiore a Bologna e le zone centrali di Bari, Lecce, Cagliari e Palermo. E non solo.
Perché a Roma intanto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza vuole anche spostare o vietare le iniziative di protesta che si svolgono a San Giovanni e alla Bocca della Verità, vicino al Circo Massimo.
Le nuove regole porteranno anche il divieto di manifestare in prossimità di obiettivi sensibili e sedi istituzionali o di partito o sindacali. E fermeranno i cortei nei centri storici e nelle zone dedicate allo shopping natalizio.
Così come verranno implementati limiti di orario per non andare a impattare con i flussi turistici. Senza vietare le manifestazioni, si cercherà di creare meno disagi possibili alla cittadinanza.
E non solo. Perché la ministra Luciana Lamorgese ha anche intenzione di far rispettare l’obbligo di mascherine all’aperto quando non è possibile rispettare la distanza di sicurezza.
Nel mirino anche qui ci sono i sit-in di protesta. Le forze dell’ordine dovranno far rispettare l’obbligo anche attraverso multe e sanzioni. Che dovranno essere notificate celermente.
Un altro capitolo, spiega oggi Repubblica, riguarda il rispetto della normativa sul Green Pass. E riguarderà i controlli sull’obbligo di chiederlo ed esibirlo in tutti i luoghi in cui è richiesto. Che dovranno essere effettivi.
Anche perché le sanzioni dal 15 ottobre ad oggi sono arrivate a meno di mille. «Vista la risalita dei contagi, saranno anche intensificati i controlli sul Green pass. Vanno mantenute le misure di prevenzione in atto e le persone devono essere incentivate a vaccinarsi — ha detto ieri il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia — non possiamo correre il rischio di dover fronteggiare nuove emergenze, come altri Paesi Ue».
«Andremo in piazza comunque
Il primo banco di prova delle nuove regole sarà Milano. Dove, scrive oggi La Stampa, dopo la manifestazione di sabato scorso si è sciolto il Comitato No Green pass che aveva trattato il percorso del corteo con la prefettura. Una mossa che nelle intenzioni dei manifestanti dovrebbe servire ad evitare sanzioni, visto che il corteo ha poi tentato di eludere il percorso ed è dovuta intervenire la polizia.
(da agenzie)
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Novembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
LA DECISIONE DELLA PROCURA DI PAVIA PER IL RAPIMENTO DEL PICCOLO
Due mandati di cattura internazionali, chiesti dalla procura di Pavia, sono stati
emessi nei confronti di Shmuel Peleg, il nonno materno del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, e di Gabriel Abutbul Alon, il cinquantenne israeliano che era alla guida della macchina con cui il bambino fu portato a Lugano per essere imbarcato su un aereo privato con destinazione Tel Aviv.
Lo scrivono oggi Il Corriere della Sera e La provincia pavese. Eitan infatti è al centro di una contesa tra due rami familiari.
Il nonno, spiega il procuratore di Pavia Mario Venditti, “con la complicità di Gabriel Alon, ha attuato un piano strategico e premeditato che gli ha consentito di portare con sé il bambino fino in Israele. Dalle indagini scrupolose fatte dalla Squadra mobile di Pavia, risulta che tutto è stato studiato nei minimi particolari a partire dal momento in cui Peleg si è reso conto che non sarebbe più riuscito ad ottenere in Italia l’affidamento del nipote”.
(da agenzie)
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