Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
E IL TRIBUNALE AUTORIZZA LA MADRE A VACCINARLO
«Le preoccupazioni paterne non sono supportate dalla scienza medica, sono in contrasto con i dati raccolti dalle ampie sperimentazioni effettuate nel mondo, e trascurano le indicazioni delle autorità regolatorie del farmaco», scrivono i giudici
Sì vax, No vax. Nuovo caso di posizioni differenti in famiglia.
Nel Milanese la decisione del tribunale ha messo un punto a una causa insorta tra due genitori separati che fino a questo momento avevano condiviso l’affido congiunto dei due figli senza particolari problemi.
Padre contrario e madre favorevole al vaccino anti-Covid hanno creato non poca confusione nella testa del figlio di 12 anni: «I miei genitori mi dicono cose diversissime e mi spaventano, per questo sono un po’ indeciso sul vaccino», ha spiegato il piccolo ai giudici.
Ma alla domanda sulla sua personale posizione, il 12enne non ha avuto particolari problemi a esprimere la sua opinione rispetto al farmaco contro il Coronavirus: «Le mie idee sono come quelle di mia madre, perché parlando con lei, e riferendole le cose che mi ha detto papà, capisco che le cose che mi dice mio padre non hanno moltissimo senso».
Parole che sono state verbalizzate dai giudici, come riportato sull’edizione milanese del Corriere della Sera, e sono servite poi per una decisione che pone fine alla confusione familiare
Il Tribunale ha decretato infatti che la madre è «autorizzata ad assumere, in autonomia e in assenza del consenso paterno, ogni decisione relativa alla somministrazione». Anche perché, stando alla sezione Famiglia del Tribunale civile, la maturità del 12enne in relazione alla sua età «è stata pacificamente riscontrata, le sua opinione è stata espressa dopo riflessione, informazione e confronto delle opinioni dei suoi genitori. E quindi è una opinione che deve essere tenuta in debita considerazione». Senza considerare che «le preoccupazioni paterne non sono supportate dalla scienza medica nazionale e internazionale, sono in contrasto con i dati raccolti dalle ampie sperimentazioni effettuate nel mondo, e trascurano di considerare le indicazioni delle autorità regolatorie del farmaco nazionali e internazionali, nonché le indicazioni del governo italiano», scrivono i giudici.
È di appena due settimane fa la notizia di un simile caso in Sardegna, a Nuoro. I giudici della prima sezione civile del Tribunale di Cagliari hanno concesso a un 16enne il via libera a sottoporsi al vaccino. In questo caso, il giovane si è trovato davanti a una madre contraria al farmaco anti-Covid e a un padre favorevole. La donna, una dottoressa convintamente No vax sospesa dal lavoro, aveva osteggiato la decisione di suo figlio 15enne di sottoporsi alla somministrazione della prima dose. Per questo il tribunale ha sospeso temporaneamente la sua facoltà genitoriale.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
RAPPORTO GIMBE: LE PRIME DOSI CROLLATE DEL 75%
Aumenta la circolazione del virus in Italia. E lo fa in tutte le regioni. 
Crescono del 37,7% infatti i nuovi casi settimanali di Covid, del 14,8% i ricoveri in ospedale e del 9,4% le terapie intensive. Mentre gli attualmente positivi superano quota 100mila.
A fornire il quadro è il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe, che confronta i dati della settimana 3-9 novembre, rispetto alla precedente.
“Per la terza settimana consecutiva – spiega Nino Cartabellotta, presidente Gimbe – si conferma un incremento dei nuovi casi settimanali e una media giornaliera più che raddoppiata in meno di un mese, da 2.456 il 15 ottobre a 5.870 il 9 novembre”.
E confrontando i dati della settimana che va dal 27 ottobre al 2 novembre con quelli della settimana 3-9 novembre, i nuovi casi sono passati da 29.841 a 41.091 (+37,7%), i decessi da 257 a 330.
Continuano a salire anche i ricoveri in ospedale di pazienti con sintomi, passati da a 2.992 a 3.436 (14,8%) e i pazienti ricoverati per Covid in terapia intensiva, passati da 385 a 421 (+9,4%), così come le persone in isolamento domiciliare, passate da 81.070 a 96.348, pari a +18,8%.
Nelle ultime tre settimane, inoltre, rileva il monitoraggio Gimbe, l’aumento della circolazione virale è ben documentata dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 9,9%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,7%).
Regioni e Province più colpite
Per 66 Province c’è un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 3 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (479), Bolzano (260) e Gorizia (221). “Sono numeri – commenta Cartabellotta – che dovrebbero indurre gli amministratori locali a considerare restrizioni su base comunale o provinciale, per evitare che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla”.
“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazionee – si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +14,8% in area medica e +9,4% in terapia intensiva”. A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (6% in area medica e 5% in terapia intensiva), ma con notevoli differenze regionali.
In particolare, nessuna Regione supera la soglia del 15% per l’area medica, mentre Friuli-Venezia Giulia (11%) e Marche (11%) superano quella del 10% per l’area critica. Tali valori, a breve termine, ricorda Gimbe, non comportano il rischio di passare in zona gialla che, oltre all’incidenza settimanale superiore ai 50 casi per 100.000 abitanti, richiede contestualmente il superamento della soglia di occupazione del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva.
Vaccini
Crollano, intanto, del 75% in tre settimane le prime dosi di vaccino anti Covid e sono ancora 2,7 milioni gli over 50 da vaccinare. Mentre anche le terze dosi non decollano e al palo sono anche le forniture di vaccini, sempre secondo il monitoraggiodella Fondazione Gimbe, che chiede un “cambio di marcia per contenere la quarta ondata”. In particolare, rileva il report, dopo aver sfiorato quota 440 mila nella settimana 11-17 ottobre, in tre settimane il numero dei nuovi vaccinati è crollato del 75,4% attestandosi a 108.497 nella settimana 1-7 novembre. Di questi, il 72,2% sono persone in età lavorativa.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL TAMPONE NEGATIVO NON BASTA PIU’
A partire da lunedì a Berlino non sarà più possibile andare al ristorante, al cinema o a vedere una mostra senza essere vaccinati o guariti.
È questo il nuovo regolamento introdotto dal Senato per rimediare alla forte crescita dei contagi da Covid-19 nella capitale, dove la quota di incidenza settimanale ogni 100.000 abitanti ha sfondato i 227.
Per entrare al cinema o al ristorante, ma anche nei centri sportivi come negli impianti termali, non sarà più consentito mostrare soltanto il risultato di un test covid. Berlino si uniforma quindi alla Sassonia dove dall′8 novembre è entrata in funzione per i luoghi pubblici la regola dell’ingresso consentito solo a vaccinati e guariti.
Quasi 40 mila contagi in 24 ore, la Germania è in piena emergenza Covid e la linea morbida delle scorse settimane dovrà essere rapidamente corretta, stando agli esperti, che lanciano l’allarme e arrivano a chiedere l’obbligo vaccinale per insegnanti e sanitari, violando una sorta di tabù in un Paese dove neppure i vaccini per la prima infanzia sono vincolanti per i genitori.
“Il Paese si trova in una vera emergenza”, ha avvertito il virologo dello Charité di Berlino, Christian Drosten, che ha aggiunto una stima inquietante: “Se non si agisce subito potremmo arrivare ad avere altri 100 mila morti. E la previsione è cauta”. Figura di riferimento del governo di Angela Merkel, Drosten ha definito “inevitabile” una nuova riduzione dei contatti e ha tirato in ballo la necessità di “tornare a misure che speravamo di esserci lasciati alle spalle, diciamolo tranquillamente: misure da lockdown”. Un bel problema per i politici tedeschi che, a livello bipartisan, stanno da settimane ripetendo di “escludere” nuove chiusure.
“La pandemia si diffonde in modo drammatico”, ha affermato il portavoce di Merkel, Steffen Seibert, chiarendo che la cancelliera vuole un incontro “al più presto” fra Stato e Regioni per stabilire nuove misure.
La conferenza che ha fatto da base istituzionale nella gestione delle prime ondate del Covid non sarebbe stata ancora convocata per le riserve dei socialdemocratici, che puntano sul prossimo esecutivo guidato da Olaf Scholz.
Seibert ha però sottolineato che “sia il governo sia i politici che lavorano a formare il futuro governo sentono la responsabilità di garantire la protezione della salute dei cittadini e impedire il sovraccarico delle strutture ospedaliere”.
In questo clima, si guarda all’Italia, da tempo, come a un modello, e oggi è stato lo stesso portavoce del Bundesregierung a citarla ancora una volta: “La nostra quota di vaccinati non è sufficiente contro il virus. Con un 10-15% di vaccinati in più, l’incidenza sarebbe più bassa. Come mostrano i dati di Spagna, Portogallo e Italia”, ha affermato.
All’ordine del giorno c’è anche la possibile introduzione del Greenpass tedesco (in Germania si chiama modello del 3G) sul posto di lavoro: presto si potrebbe chiedere ai dipendenti di esibire un certificato di vaccino, di guarigione o un test negativo, riattivando la campagna dei test gratuiti per tutti, allo studio sul tavolo del negoziato del cosiddetto ‘Semaforo’, la coalizione formata da Spd, Verdi e liberali al lavoro per un accordo.
È stata poi l’Accademia nazionale scientifica della Leopoldina a esortare a rendere obbligatorio il vaccino anticovid per le professioni che possano fare da moltiplicatori di casi, come insegnanti e sanitari. Il celebre istituto ha anche chiesto che si estenda dove necessario il modello più severo (2G) che consente l’accesso ai locali e agli eventi pubblici soltanto agli immunizzati (escludendo quindi chi non ha fatto il vaccino). Quello già in vigore da lunedì scorso in Sassonia.
Stando al Robert Koch Institut sono stati segnalati 39.676 nuovi positivi e 236 vittime in 24 ore (la settimana scorsa erano stati 20.676). E anche se il parametro di riferimento è ormai l’ospedalizzazione, diverse regioni hanno già le strutture sanitarie al collasso, come Sassonia, Turingia e Baviera
Proprio il Land di Monaco ha dichiarato lo stato di emergenza, avendo ben 9 distretti dei dieci più colpiti dal virus: a Rottal Inn l’incidenza settimanale ha toccato il record federale con 1.104 casi su 100 mila abitanti. Su base nazionale questo valore ha raggiunto il terzo picco in tre giorni rispetto all’intera pandemia, con 232,1 positivi. Inutile dire che l’allarme rosso sta mettendo una seria ipoteca anche sul prossimo Natale: un incubo già vissuto – l’anno scorso i tedeschi lo festeggiarono in lockdown – e ci sono già le disdette di alcuni mercatini.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
“PER ENTRARE DEVI DIMOSTRARE CHE SAI CAMMINARE”… SCATTA LA DENUNCIA CONTRO L’USCIERE DEL CENTRO COMMERCIALE CHE NON VOLEVA FARLE USARE L’ASCENSORE
Nel 1996, Franca Borin di cinquant’anni, è rimasta in carrozzina in seguito ad un
incidente stradale. È una donna grintosa, tenace e “con le spalle larghe”. vive a Vicenza, ha giocato nella nazionale femminile di basket in carrozzina ed ora disputa nel campionato nazionale di Serie B con la squadra, Hbari 2003, del Bari.
Ha contattato Fanpage attraverso per raccontare la sua disavventura in un cinema a Vicenza. Una doppia umiliazione che racconta tra le lacrime.
“Niente poltrone per i disabili”
“Il 5 novembre scorso mi sono recata con mio figlio al cinema UCI del Centro Commerciale Palladio di Vicenza”, racconta con voce tremante, ” alla cassa ho chiesto due biglietti, uno per me e uno per mio figlio. Il ragazzo mi ha subito chiesto se volessi rimanere sulla carrozzina o se preferissi il posto a sedere, e io ho subito confermato che preferivo il posto a sedere”. Una domanda che ha trasformato l’intera serata in un incubo senza via d’uscita. “Il ragazzo alla cassa, ha subito chiamato la supervisor, la quale mi ha fatto presente che secondo un regolamento del cinema vista la gratuità del biglietto, io non avrei avuto il diritto di sedermi sulla poltrona”. Nei regolamenti reperibili online non sembra esservi menzione di questo piccolo dettaglio e la stessa Franca Borin ha ammesso di non aver ancora trovato alcun tipo di indizio in merito a questa specifica.
“Devi dimostrare di essere agile”
“Può ben capire”, spiega Franca Borin, “che passare due ore seduti sulla carrozzina, fermi immobili, è una cosa impensabile per la schiena di una persona disabile”. A quel punto, l’atleta ha chiesto di pagare il biglietto per poter accedere al “servizio della poltrona”, ma la risposta è stata un duro colpo per Franca Borin: “La supervisor ha aggiunto che non è solo una questione di gratuità, ma anche di sicurezza, perché per sedermi sulla poltrona avrei dovuto dimostrare che sono agile come i normo dotati a risedermi in carrozzina per scappare da un eventuale incendio, e che in ogni caso, avrei dovuto accedere alla sala a piedi”.
Franca Borin prova a descrivere l’umiliazione provata, ma non ce la fa. Piange. Lo sfogo al telefono e sui social. “La supervisor non ha colpe dei regolamenti interni del cinema, trovo incredibile che nel 2021 debbano ancora esserci queste discrepanze tra ciò che è la realtà e ciò che ci discrimina come persone in carrozzina”.
“Niente ascensore, scendi dalla rampa del garage”
Ma non finisce qui. Conclusa la proiezione, Franca Borin esce dal cinema che si trova al primo piano del centro commerciale per dirigersi all’auto, ma a quell’ora della sera gli ascensori sono bloccati. Va dal portiere che in quel momento stava presidiando l’area e Franca, assieme al figlio, chiede se è possibile utilizzare l’ascensore per poter accedere al parcheggio. L’addetto si rifiuta, volano parole pesanti, “mi diceva che dovevo scendere per la rampa dei parcheggi che riporta una pendenza del 4%”. Ne nasce una querelle verbale fino a quando Franca, stanca e umiliata, chiama la polizia e viene fatta scendere dall’ascensore.
“Ho deciso di denunciarlo”, spiega Franca Borin, “per quello che è successo e il direttore del Centro Commerciale mi ha già chiamato per dirmi che l’interessato è stato sospeso dal suo incarico. Una notte allucinante che non voglio più ricordare ma che parla di monto di come i disabili vengano trattati nel nostro paese”.
La direzione: “Chiediamo scusa”
Il Direttore del Centro Commerciale ha espresso piena solidarietà alla vicenda che ha coinvolto Franca Borin: “abbiamo chiesto alla società del cinema di formalizzare la loro posizione in merito ai regolamenti previsti in queste situazioni e siamo in contatto con il loro ufficio legale per poter fare luce sull’intera vicenda. Per quanto riguarda l’addetto al servizio di portierato, ci siamo immediatamente dissociati dal suo comportamento che non è quello richiesto dalla nostra direzione. Si è comportato malissimo contro una nostra cliente. Ora c’è la denuncia a suo carico da parte della signora. Ha avuto un atteggiamento sbagliato lontanissimo da quello che la nostra direzione richiede”.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »