Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL DELIRANTE PARALLELO TRA IL CICLO MESTRUALE E L’ANDARE DI CORPO… QUESTO SAREBBE “IL MORISI” DELLA MELONI
“Io sono Giorgia, sono una donna, sono una mamma”. Lo ha ripetuto ovunque,
anche nella sua versione remixata e in tutte le salse linguistiche.
Ma chissà cosa ne pensa, ora, Giorgia Meloni di quella “battuta” (e stiamo faticando non poco a definirla tale) pubblicata dal suo guru della comunicazione social (o spin doctor, come più gli piace essere chiamati) su Facebook.
Lui è Tommaso Longobardi, sempre al fianco della leader di Fratelli d’Italia e che da tempo – dopo aver “studiato” presso la Casaleggio Associati – e questo è il suo pensiero sulle donne che chiedono la riduzione dell’iva sugli assorbenti.
“‘Avere il ciclo non è una scelta, vogliamo assorbenti gratis’, tuonano così le femministe. Anche andare di corpo non è una scelta, eppure nessuno si è mai sognato di chiedere la carta igienica gratuita”.
Questo il pensiero forbito pubblicato non sulla sua pagina Facebook ufficiale, ma su una parallela che porta il suo nome con un’aggiunta irrisoria annessa: “Politicamente cornetto”.
L’uscita del guru social di Giorgia Meloni è del tutto fuori luogo per tanti motivi. Oltre alla scelta “stilistica” del paragone tra il ciclo mestruale e la defecazione – che non ha senso per ovvi ed evidenti motivi -, la richiesta di quelle che lui chiama “femministe” – ricordando che la persona per cui lui cura i social si definisce “donna e mamma” – non è per avere assorbenti gratuiti.
Si chiede solamente di avere una tassazione più equa, passando dal 22 al 4% come quella prevista per i beni di prima necessità.
Ma che farà Giorgia Meloni dopo questa pessima uscita? Forse qualche indizio arriva proprio dai social. Dopo le prime ore di polemica e la condivisione degli screenshot di quanto pubblicato sulla pagina Facebook di Tommaso Longobardi, ecco che il motore di ricerca ci restituisce questo risultato.
Come la più sensazionale delle magie patriottiche, non è sparito solamente il post che ha provocato e sta provocando grande indignazione. L’intera pagina di “Tommaso Longobardi – Politicamente Corretto” (che si presentava come “blog personale”) risulta non disponibile. Non più raggiungibile sui social.
La segretaria di Fratelli d’Italia si sarà arrabbiata per questo ennesimo clamoroso autogol comunicativo?
(da NextQuotidiano)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
I PANNI SPORCHI NON SI LAVANO IN FAMIGLIA, BOTTA E RISPOSTA SU TWITTER
Nella Lega volano gli stracci tra “pragmatici” e “terrapiattisti”.
L’escalation di Trieste, capitale dei cortei No Green Pass e dei contagi, scalda gli animi e fa bisticciare Claudio Borghi – crociato dell’ala dura del partito contro limitazioni della libertà, obblighi “mascherati”, vaccini ai bambini – con Pierpaolo Roberti, assessore della giunta friulana di Fedriga, che delle manifestazioni “stile Puzzer” ha pagato il conto.
Borghi conduce da tempo la sua battaglia in Parlamento (spedito da Salvini in commissione Affari Sociali ha votato emendamenti soppressivi della carta verde scatenando una mezza crisi politica) e assai più proficuamente su Twitter.
Tra un cinguettio e l’altro dedicati all’aumento della curva del virus degli ultimi giorni, ha pubblicato la tabella che scolpisce la Slovenia come punto più rosso scuro d’Europa.
Testo: “Ma un territorio che confina con uno stato dove i contagi sono molto alti avrà più o meno possibilità di assistere ad un aumento di contagi? Se si devono cercare spiegazioni di solito tendo a quelle semplici”. Se insomma in Friuli Venezia Giulia i numeri crescono, citofonare agli sloveni, magari ai pendolari, ma non ai manifestanti.
Gli risponde a stretto giro Roberti, assessore friulano, ex vicesindaco di Trieste e segretario provinciale della Lega: “La provincia più colpita è Trieste, Gorizia molto meno. Trieste e Slovenia sono entrambe bassissime su vaccinazioni e a Trieste abbiamo anche i fenomeni che fanno cortei. Questa è una spiegazione semplice”.
E’ lo stesso che, oltre a retwittare il giornalista della “Stampa” Jacoboni – “La realtà è semplice: senza vaccini sarebbe stata una carneficina” – il 2 novembre era ancora più esplicito: “Per quanti terrapiattisti possano esistere, non dirò mai che la terra è piatta per inseguire un voto in più”
Da quelle parti trapela una certa esasperazione.
Condivisa dal sindaco (forzista alla guida di una giunta di centrodestra) di Gorizia, città finora risparmiata da intemperanze dei “terrapiattisti” che trema al pensiero di ritrovarsi in condizioni triestine per colpa dei “fenomeni”.
Ma anche dallo stesso Fedriga, che ieri ha perso la pazienza: “Credere a coloro che scrivono stupidaggini e pagliacciate sui social è nocivo per se stessi, per la nostra comunità, per il nostro lavoro e per le nostre imprese”.
Chissà se a Borghi, e soprattutto a Salvini, sono fischiate le orecchie.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
PRENDE A PRETESTO L’ENTRATA DEL M5S PER SPOSTARSI CON LA DESTRA ECONOMICA … STRAPARLA DI “TRADIMENTO DEL MANDATO ELETTORALE” PROPRIO LUI CHE E’ STATO ELETTO IN EUROPA NELLE LISTE DEL PD, NON IN QUELLE DEI LIBERALI
Lui ne ha fatto una questione di principio, o forse un puntiglio dettato anche da
antipatie personali. Perché se è vero che M5s nasce come forza anti-euro, anti-Ue e con inclinazioni no-vax, è altrettanto vero che ha sostenuto l’elezione di Ursula von der Leyen, ora è diventato un gruppo europeista, accetta l’euro e la coppia Conte-Speranza non ha concesso sulla ai no-vax (a differenza della destra, compresa quella sedicente liberale contraria alle chiusure) e ha dato il via ad una stagione di prudenza e rigore proseguita con Draghi.
Del resto se M5s sceglie di far parte del gruppo socialista è segno di una evoluzione.
Ma Calenda non sente ragioni o, forse, non sentendosi parte del mondo progressista ma di quello liberista cerca giustificazioni per fare le valigie dopo essere stato eletto nelle liste del Pd.
“Come confermato da Enrico Letta oggi si va verso l’ingresso del M5S nel gruppo TheProgressives insieme al Pd. Lo considero un grave errore politico che tradisce il mandato degli elettori alle ultime europee. Chiederò oggi stesso l’adesione al gruppo RenewEurope”.
Lo ha scritto su twitter Carlo Calenda, leader di Azione. “Sono da sempre contrario a un’alleanza con i 5S – ha aggiunto -. Ma posso capirne i razionali. Qui però andiamo ben oltre. Si aprono le porte ad un gruppo unico con un movimento che ha combattuto l’euro e governato con sovranisti. pessima scelta”.
Ma quando Calenda accusa il Pd di “tradimento del mandato elettorale” farebbe bene a guardarsi allo specchio, visto che è stato eletto in Europa nelle liste del Pd e non in quelle dei liberali.
(da agenzie)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO PARAGONE E’ TOCCATO A GIARRUSSO
Potrebbero cambiare il nome del loro partito-movimento e passare dal fantomatico “ItalExit” a un più concreto e tangibile “Talk show exit”.
Perché i parlamentari che fanno parte del gruppo fondato da Gianluigi Paragone hanno deciso pedissequamente di seguire l’esempio dato dal suo leader: quando si fanno domande scomode o a cui si richiede una risposta reale, ci si alza dalla propria poltrona e si va via abbandonando il collegamento.
Ieri, sempre a Zona Bianca (che a questo punto potrebbe anche decidere di non dar più spazio a questi personaggi), è stato il turno di Mario Michele Giarrusso.
C’è un meme che circola su internet da tempo ed è tratto dal noto videogioco “GTA San Andrea” e recita: “Ah sh*t, her we go again”. Ebbene sì, ci risiamo.
A Zona Bianca, il conduttore Giuseppe Brindisi stava parlando con Mario michele Giarrusso – ex MoVimento 5 Stelle – della situazione pandemica, del Green Pass e dei vaccini. Il senatore di ItalExit parte per la tangente andando a parlare della Germania (alle prese con una nuova e potente ondata Covid) che non sta pensando a limitazioni come il Green Pass italiano.
Ed è qui che il conduttore gli chiede di rispondere, però, alla sua domanda iniziale. Ma Giarrusso, polemicamente, si alza e abbandona il collegamento.
Un episodio che ricorda quello avvenuto solo qualche settimana fa e che ha visto protagonista il leader di ItalExit Gianluigi Paragone. Anche in quel caso il “teatro” era quello di Zona Bianca e il senatore – anche lui ex MoVimento 5 Stelle – aveva abbandonato polemicamente il collegamento per avviare una diretta social parallela, mentre la puntata andava avanti (in diretta) su Rete4. Insomma, molto poco Ital e molto exit.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
I CONTI PRECISI SUL PREZZO DELLE CURE… ORA BASTA, SE NO VAX DEVONO PAGARE DI TASCA LORO, PIGNORATEGLI LA CASA
Un ricovero in terapia intensiva per Covid-19 costa circa 2.800 euro al giorno. E
quindi una degenza di una decina di giorni, questa è la media per i malati positivi al Coronavirus, fa spendere alla sanità pubblica circa 28 mila euro.
I conti sui prezzi delle cure li fa oggi La Stampa, mentre paesi come Singapore decidono di far pagare le cure ai No vax che si ammalano.
La ricognizione sui costi delle degenze parte dalla Città della Salute di Torino, che è una delle maggiori aziende ospedaliero-universitarie d’Italia.
Il riferimento per il costo medio dei ricoveri è il periodo temporale che va da marzo a maggio 2020. Ovvero all’epoca in cui le rianimazioni erano interamente assorbite dai pazienti Covid. E quando si rimaneva di più in terapia intensiva. Oggi le degenze sono più brevi.
La cifra di 2.800 euro si raggiunge sommando il costo del personale (circa 1.108 euro) con quello dei farmaci e del materiale sanitario (624 euro) e le attività di supporto (724 euro), oltre ad altri costi vari per un totale di 320 euro.
«Naturalmente la durata del ricovero varia da paziente a paziente in base all’età, al quadro clinico e a un’altra serie di fattori – precisa il dottor Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute -. La durata della degenza può arrivare a 25 giorni, così come risolversi in meno di una settimana».
Attualmente ci sono 24 pazienti ricoverati nelle rianimazioni in Piemonte e 423 in tutta Italia. Dieci giorni di degenza per 24 pazienti costano 672 mila euro. Undici milioni e 844 mila euro è il costo di dieci giorni di degenza per i pazienti di tutta Italia.
(da agenzie)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
“IL 90% DEI RICOVERATI NON HA FATTO IL VACCINO”
Il dottor Umberto Lucangelo è il primario della Terapia intensiva dell’ospedale Cattinara di Trieste. Ovvero la città attualmente più colpita dalla quarta ondata dell’epidemia di Coronavirus e che oggi sfiora i 500 positivi ogni 100 mila abitanti, ovvero un numero mai così alto dall’inizio dell’emergenza.
Lucangelo spiega oggi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera cosa sta succedendo: «Succede che la crescita veloce e importante dei contagi si sta riversando sui reparti mettendoci in difficoltà. Abbiamo la terapia semi intensiva piena, gente in pronto soccorso in attesa di essere collocata e l’intensiva con 11 posti occupati. Se si superano i 18 bisogna ridurre gli interventi programmati. Siamo tornati allo schieramento di forze della seconda ondata con l’aggravante che non c’è il lockdown perché la città lavora, la vita scorre com’è giusto che sia e la gente si fa male, ci sono gli infarti, gli ictus, gli incidenti…».
I nuovi pazienti Covid a Trieste «hanno un’età media di 60 anni ma ce ne sono anche di 30. Il 90% non ha fatto il vaccino, naturalmente fra di loro c’è anche chi non poteva farlo». Tra i ricoverati in terapia intensiva ci sono anche manifestanti. E No vax: «Alcuni si pentono. Mi è capitato di assistere a scene emblematiche, come una videochiamata ai figli di un paziente appena estubato: diceva che il Covid è una cosa seria e consigliava il vaccino. Altri sono invece negazionisti irriducibili ed escono dal reparto ancora convinti che il Covid non esista. C’è chi dice che noi iniettiamo dei microchip e che siamo tutti pagati da big pharma. È gente che sta mettendo un peso enorme sulla nostra società».
(da Open)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
UN PROFILO INFARCITO DI BUFALE NEGAZIONISTE E ANTI-VACCINISTE
Alimenta terrore, paura e complotti per portare avanti la narrazione no vax
basata su palesi bufale.
Lo fa spacciandosi per un ricercatore scientifico e investigatore medico legale in quel di Milano. In realtà si tratta di una persona che si occupa della vendita di cialde di caffè. Questa è la breve storia triste del furbone che ha provato a “ingannare” i social, ma è stato tradito dal suo profilo Linkedin.
Non diremo il suo nome per non fargli pubblicità, ma questa vicenda segna l’esatto confine tra la razionalità e l’irrazionalità che guida molti no vax nel fantastico mondo dei social.
Perché il soggetto in questione – iscritto a Twitter nel settembre del 2021 (quindi con un tempismo quasi perfetto), nelle ultime settimane ha condiviso una serie infinita di disinformazione sui vaccini.
Si professa di destra – o almeno detesta la sinistra -, ma se la prende anche con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. La sua stella cometa – politicamente parlando – è Alessandro Meluzzi.
Ma anche i quotidiani La Verità e Il Tempo (quest’ultimo è il giornale che aveva raccontato la “bufala” dei soli 3783 morti per Covid in Italia). Poi è un grande fan di Byoblu. Insomma, il no vax perfetto. Quasi da medaglia. E su Twitter si spaccia per ricercatore scientifico e investigatore medico legale.
Ma se su Twitter puoi cercare like, visibilità e alimentare propaganda no vax a suon di bufale, su Linkedin non puoi mentire così spudoratamente su quel che fai realmente nella vita per guadagnarti pane e stipendio. Per questo, la verità è ben diversa dal ricercatore scientifico.
Perché vendere cialde del caffè è un lavoro nobilissimo, ma non ti rende un esperto di vaccini, medicina e pandemie varie. E, soprattutto, non dà la licenza di vendere competenze che non si hanno. A ognuno il suo.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
LA PICCOLA IN QUARANTENA
Una maestra non vaccinata che lavora in un asilo nido privato che si trova nel quartiere Chiaia di Napoli ha contagiato una bambina di un anno.
La piccola si trova in quarantena dal 25 ottobre, così come i genitori Francesca e Nicola Pezzullo: lui ha contratto il virus, lei è negativa.
La storia, raccontata oggi da Il Mattino, comincia quando arriva il test del tampone dopo i sintomi. «Mia figlia ha contratto il Covid all’asilo nido perché una maestra non era vaccinata glielo ha trasmesso – ha raccontato Nicola al quotidiano -. Tuttora ha tosse e raffreddore».
La moglie ha dovuto rinunciare ad andare al lavoro per le regole della quarantena nei confronti di chi ha frequentato positivi. «La cosa più assurda è che quando abbiamo chiesto di vedere il Green pass della maestra per verificare che si fosse sottoposta ai tamponi previsti per legge ce lo hanno negato», dice lei.
(da agenzie)
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Novembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL SISTEMA E’ AL COLLASSO, I MALATI GRAVI TRASFERITI IN ALTRI PAESI EUROPEI… LA CHIESA ORTODOSSA FA PROPAGANDA CONTRO I VACCINI, FECCIA DA GALERA
La Romania sprofonda nel baratro del Coronavirus. 
È uno dei paesi con i più alti tassi al mondo di mortalità per Covid-19 e tra i più bassi, invece, dal punto di vista della campagna vaccinale. E ora ci si mettono anche i disastri.
Due pazienti sono morti e un’infermiera è rimasta ferita in un incendio scoppiato in un ospedale per Covid a Ploiesti, città di più di 200 mila abitanti, capoluogo del distretto di Prahova nella regione storica della Muntenia. Le fiamme sono state domate velocemente e una quindicina di pazienti sono stati messi in un’altra ala dell’ospedale della città.
Il disastro di Bucarest
La situazione epidemiologica in Romania è da incubo. Lo racconta anche un reportage oggi su Repubblica. Sono quasi 18 mila i pazienti Covid ricoverati in questo momento in tutto il paese. Tra loro ci sono anche 300 bambini.
Quasi 2 mila persone – 1.823 – sono ricoverati in terapia intensiva. E il sistema ospedaliero è al collasso.
«È la roulette russa della vita, non siamo in grado di garantire la sopravvivenza a chi riesce a trovare posto in ospedale», racconta a Repubblica Dorel Sandesc, luminare della terapia intensiva. Si lavora 24 ore al giorno, «in una situazione catastrofica. Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili ma è peggio che la Lombardia all’inizio della pandemia». Da più parti si invoca l’utilizzo di strumenti usati in altri paesi come il Green pass.
No vax e sfiducia
La campagna vaccinale è un fallimento, tra sfiducia nelle istituzioni e velleità No vax: è vaccinato solo il 33% della popolazione. Il governo punta ora al 90% entro la fine del 2023. Caschi, ventilatori, farmaci – che la gente si porta da casa – sono arrivati in arrivo da altri paesi europei.
L’Italia ha inviato anticorpi monoclonali, ma negli ospedali manca l’ossigeno. E i malati più gravi cominciano a essere trasferiti d’urgenza, con aerei militari, in Germania, Ungheria, Italia dove ieri sono arrivati i primi quattro malati gravi.
A Giurgiu, 60 chilometri a sud di Bucarest e 60mila abitanti, il vescovo Ambrogio è finito sotto inchiesta per diffusione di notizie false e pericolose durante il sermone della domenica: «Non abbiate fretta di vaccinarvi, fate vaccinare prima loro, prima tutti i parlamentari e tutti i senatori, e i deputati. Questi 120 milioni di vaccini comprati da Citu (il premier) sono scaduti e stanno cercando di venderli all’estero», dice il vescovo.
La Chiesa ortodossa è No vax
Anche se il patriarca l’anno scorso è stato ricoverato per tre settimane proprio per Covid, la Chiesa ortodossa si dà alla predicazione No Vax. «Chi si vaccina finisce all’inferno, si prende il cancro al 100% per punizione e muore», racconta un’anziana donna fuori dalla Cattedrale della Dormizione a Repubblica.
«Non possiamo intrometterci nel volere di Dio. E poi il Covid si cura come un’influenza». A Slobozia, a est di Bucarest, al cimitero non c’è più posto. Mancano anche le bare. E si scavano buche. «Qui al massimo moriva una persona al giorno, adesso arriviamo anche a dieci e di questi sei o sette muoiono in casa perché non si fa a tempo a soccorrerli. E non c’è dove seppellirli, così ho dovuto chiamare l’escavatore», dice il sindaco Dragos Soare.
(da Open)
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