Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
A ROMA VOGLIONO “OCCUPARE PONTE SISTO”
Il sabato è arrivato. È il giorno delle proteste dei No Green pass che, anche oggi 27
novembre, si sono dati appuntamento in tutta Italia per dire no alla certificazione verde anti-Covid (e al nuovissimo Super Green pass).
Tre gli appuntamenti a Milano: uno «preavvisato» in Questura all’Arco della Pace dalle 15 alle 21, alla presenza tra l’altro dei No Green pass di Torino; gli altri due «clandestini», ovvero senza aver dato alcuna comunicazione in Questura.
Si tratta, nello specifico, di appuntamenti rimbalzati in chat che vanno dalla manifestazione in piazza Duomo a Milano, con i No pass che vorrebbero mischiarsi tra i turisti e le famiglie, al raduno in Porta Venezia.
Un’organizzazione che, di fatto, è saltata: sembrano essere lontani i tempi delle proteste partecipate che partivano da piazza Fontana per poi attraversare il Duomo e addirittura corso Buenos Aires. Un fronte dei No Green pass che, dunque, sembra sgretolarsi sempre di più al punto che oggi 27 novembre le forze dell’ordine sperano in un sabato quasi normale. Senza troppo caos anche grazie alle denunce, alle multe e ai Daspo fatti in queste settimane.
A Milano mascherine obbligatorie in centro
La Questura nelle ultime settimane ha usato il pugno duro, schierando centinaia di agenti in assetto antisommossa e facendo scattare nuove perquisizioni, come quelle di ieri nei confronti di un uomo di 62 anni, accusato di aver aggredito la troupe di Piazzapulita (La7) durante la manifestazione del 13 novembre. I carabinieri hanno trovato nella casa dell’uomo anche un tirapugni con una lama e un manganello telescopico. Persone pericolose che, secondo il pm Enrico Pavone, agirebbero «in maniera compatta», con «logiche da branco» e con aggressioni verso i giornalisti che appaiono «particolarmente allarmanti». Resterà da capire se i manifestanti oggi indosseranno la mascherina nelle zone del centro di Milano dove, fino al 31 dicembre, è divenuta obbligatoria, così come deciso dal sindaco della città, Beppe Sala. Multe da 400 a 3.000 euro per i trasgressori.
La situazione a Roma
A Roma, invece, i No vax si sono dati appuntamento, sempre in chat, per le 17.30 circa. L’obiettivo è quello di «occupare» Ponte Sisto (vicino al ministero della Salute, questa è l’unica preoccupazione) con una fiaccolata della libertà No Green pass. Quello che circola, tra l’altro, è un invito firmato “Noi siamo il popolo” con sfondo il Tricolore.
Ma alla Questura non è arrivata alcuna richiesta. Un invito che, di fatto, potrebbe scaldare gli animi dell’estrema destra ma non sono attesi grandi numeri secondo le forze dell’ordine della Capitale.
La situazione, insomma, sembra essere sotto controllo. È probabile che, nel corso della manifestazione a Ponte Sisto, venga richiesta ancora una volta la libertà per i forzanovisti finiti in carcere dopo aver assalto la sede della Cgil a Roma. L’area di Trastevere, comunque, verrà presidiata per evitare brutte sorprese. A questo si aggiunga, infine, che la Questura dovrà garantire anche altre manifestazioni, da quella contro la violenza sulle donne a quella, voluta dai sindacati, contro l’ultima manovra finanziaria del governo Draghi.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
PROTESTA IL GOVERNO: “PUNITI SOLO PERCHE’ ABBIAMO SCOPERTO LA VARIANTE”
La chiusura delle frontiere in Europa e in diversi altri Paesi nel mondo per chi proviene dal Sudafrica ha scatenato la reazione irritata del governo di Città del Capo: «L’eccellenza scientifica dovrebbe essere applaudita»
Solo nelle ultime 24 ore in Sudafrica, i nuovi casi positivi di Coronavirus con variante Omicron sono stati 2.828. A preoccupare è la velocità di trasmissione soprattutto tra i giovani: «Le persone tra i 20 e i 30 anni arrivano con una malattia da moderata a grave, alcuni dei quali necessitano delle terapie intensive», ha dichiarato il capo dell’unità di terapia intensiva dell’ospedale Baragwanath di Soweto. «Stiamo assistendo a un netto cambiamento nel profilo demografico dei pazienti», ha aggiunto, secondo quanto riferisce il Guardian.
Nella fascia d’età 20-30 «il 65 per cento non è vaccinato e la maggior parte del resto è vaccinata solo a metà», dunque con una sola dose anti-Covid. Secondo i test diagnostici, la variante Omicron, così come è stata definita dall’Oms, potrebbe essere responsabile del 90 per cento dei nuovi casi. Avrebbe poi un tasso di riproduzione di 2, cioè ogni persona infetta potrebbe diffondere il virus ad altre due persone. Intanto protesta il governo del Sudafrica che se la prende con i Paesi che hanno chiuso le frontiere a chi arriva dal loro territorio: «Questa ultima tornata di divieti equivale a punire il Sudafrica per aver sequenziato la mutazione e per la sua capacità di rilevare nuove varianti rapidamente. L’eccellenza scientifica dovrebbe essere applaudita e non punita», scrive il governo in un comunicato.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
IMPENNATA DI CASI TRA I BAMBINI IN 7 GIORNI
I nuovi dati dell’Istituto superiore di sanità restituiscono un quadro in peggioramento
nelle fasce di età più giovani, non ancora coperte dal vaccino
La protezione garantita dai vaccini anti Covid continua a confermarsi a livelli alti, secondo i dati dell’ultimo report dell’Iss sull’andamento della pandemia in Italia.
Nel rapporto completo, che va a integrare il punto settimanale del venerdì, gli esperti riportano che nell’ultimo mese il tasso dei ricoveri nelle terapie intensive dei non vaccinati è stato di 6,7 per 100.000 abitanti, mentre quello dei vaccinati da meno di sei mesi di appena lo 0,54, cioè 12 volte più basso.
Dati che confermano quindi l’efficacia dei vaccini a evitare le forme severe della malattia, ma che d’altro canto ribadiscono la necessità di ricorrere per tempo alla dose booster.
Chi ha completato il ciclo vaccinale da meno di 6 mesi gode di una protezione dalla Covid del 91% rispetto ai non vaccinati, mentre scende all’81% per chi è vaccinato da oltre 6 mesi. Per questi ultimi casi, però, cala dal 72% al 40%: «l’efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 rispetto ai non vaccinati».
L’incidenza tra gli under 12
Nell’ultima settimana si è osservato un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età e in particolare nella popolazione di età inferiore ai 12 anni: dall’8 al 21 novembre sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva. In particolare, è tra i 6 e gli 11 anni che si nota una maggiore crescita rispetto al resto della popolazione in età scolare, «con un’impennata nelle ultime due settimane». In totale, il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia 6-11 anni, il 32% nella fascia 12-19 anni e il 11% e il 6% sono stati diagnosticati rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni.
C’è anche un aumento dei ricoveri nei bambini sotto i 3 anni nelle ultime settimane (poco sopra i 2 ricoveri per 100.000 abitanti), mentre nelle altre fasce di età risulta stabile.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
IL CRITICO D’ARTE DEFINISCE AUTOLESIONISTA LA SUA PROTESTA
Il paradosso è servito e diventa ancor più palese quando a dare una severe bacchettata sulle dita è uno dei principali oppositori del Green Pass e delle sue dinamiche.
Perché a distanza di qualche ora dall’ultimo delirio di Enrico Montesano, è stato Vittorio Sgarbi a entrare a gamba tesa contro l’attore romano, sottolineando come la sua annunciata azione per protestare contro la certificazione verde e il vaccino sia solamente auto-lesionista. E non solo, il deputato e critico d’arte spiega che il comico stia cercando un posto al sole, in politica, ammiccando ai no vax.
“L’idea di boicottare economia è estremistica, è un lockdown ancora più stretto – ha detto Vittorio Sgarbi all’AdnKronos commentando l’ultima dichiarazione fatta da Enrico Montesano – Lui potrebbe avere anche ragione a volersi opporre alle misure restrittive del governo, ma la sua posizione mi appare troppo estremistica per trovare un seguito”.
L’attore, infatti, ha proposto ai suoi “seguaci” di boicottare centri commerciali, Amazon e anche i pagamenti con carta di credito (oltre ai depositi in banca) per “colpire l’economia”.
Ed è proprio qui che Sgarbi, pur stimando la battaglia che Montesano ha deciso di affrontare da quasi due anni, lo critica: “non credo possa avere il risultato auspicato perché è una posizione autolesionistica. Combatte una battaglia troppo laterale, e rischia così di essere assimilato ai no vax. Mi pare strano che sortisca un risultato, credo che questo rientri più nelle sue provocazioni”
Insomma, la strategia dell’attore sembra molto simile al concetto di “darsi la zappa sui piedi”. E Sgarbi non si ferma qui, provando a smascherare il giochino a cui si sta prestando Montesano con le sue dichiarazioni e mobilitazioni: “Sta cercando uno spazio politico nell’area no vax, ma questa non è la strada giusta. Doveva dire semmai ‘fate di più’ in questo periodo, per dimostrare eventualmente che non si diffonde comunque il contagio, ma non ‘fate di meno’”.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
STAVA EFFETTUANDO I TEST RAPIDI
Valentina Accardi è una farmacista, ha 27 anni e lavora a Roma presso la farmacia De
Angelis di via Marmorata. Mentre una nuova variante, la Omicron, sta preoccupando l’Europa e l’Italia, lei racconta una storia che purtroppo è tutt’altro che inusuale: è una dei tanti farmacisti che ha dovuto subire aggressioni e insulti da parte dei no-vax
“Stavo solo facendo il mio lavoro, ero assegnata al turno dei tamponi rapidi. Poi quella donna è entrata nel gazebo e ha iniziato a insultarmi. Urlava contro di me: “Sei schiava della dittatura sanitaria anche tu, il Covid non esiste”. Poi la situazione è degenerata e mi ha sputato addosso. Sono dovuti intervenire i miei colleghi e allora si è allontanata”, ha raccontato al Messaggero.
La struttura presso la quale lavora Accardi è stata inserita nella piattaforma della Regione Lazio per il piano anti COVID. Vengono perciò effettuati i tamponi rapidi usati per ottenere il green pass valido per 48 ore. E durante questa attività sempre pià spesso avvengono episodi che sfioranno la violenza, come l’aggressione alla dottoressa Accardi avvenuta mercoledì pomeriggio:
“Quando quella donna, la No vax, mi ha sputato addosso – racconta la farmasista – ho temuto per la mia salute e quella dei miei familiari. Mi sono subito spogliata, ho cambiato gli abiti, il camice e mi sono disinfettata. È stato terribile. Intanto i colleghi hanno invitato la donna ad allontanarsi e dopo alcune resistenze, si è allontanata e non l’abbiamo più vista”. Una rabbia che con l’arrivo del nuovo super green pass rischia di diventare ancora più esplosiva
Mentre professionisti come la dottoressa Accardi vengono aggrediti altri invece danno un pessimo esempio come hanno constatato i carabinieri del Nas di Grosseto, al termine di alcuni controlli effettuati negli ultimi giorni presso diverse farmacie della Maremma, che hanno riscontrato in una farmacia di Arcidosso che le due persone che vi stavano lavorando all’interno, rientranti nella categoria ‘professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario’, erano entrambe sprovviste di copertura vaccinale. I due infatti, uno nelle vesti di amministratore unico della società che sta dietro l’insegna della farmacia, e l’altro quale dipendente, erano già stati sospesi dalle funzioni, con provvedimento emesso ed a loro notificato dall’Asl Toscana sud est per inosservanza dell’obbligo vaccinale.
I due, quindi, continuavano nonostante il provvedimento ad esercitare la professione. Ciò ha fatto scattare il deferimento in stato di libertà all’autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione sanitaria, più la contestazione di varie sanzioni amministrative, specifiche per il lavoratore nonché per il datore di lavoro, previste dalla normativa di settore. Gli atti sono stati infine inviati, per gli aspetti di competenza, al sindaco di Arcidosso: è ipotizzabile infatti che l’attività possa essere temporaneamente sospesa.
(da NextQuotidiano)
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Novembre 26th, 2021 Riccardo Fucile
TOTI LA DIFENDE: “LA GIORNALISTA CHE STATE INSULTANDO VI HA SOLO RACCONTATO LA REALTA’, QUELLA CHE VI OSTINATE A NEGARE, PER FORTUNA SIETE SEMPRE MENO”
In un servizio andato in onda la sera del 25 novembre, una giornalista della Rai ha provato a immaginare come sarà la vita di una persona che non ha fatto il vaccino dal prossimo 6 dicembre
«La giornata comincia con un caffè al bar. Non posso più sedermi al tavolo». Davanti alle telecamere del Tg1 la voce della giornalista Giorgia Cardinaletti guida lo spettatore dentro quella che potrebbe diventare la giornata di un No vax a partire dal 6 dicembre.
Da questo giorno dovrebbe entrare in vigore il Super Green pass, un certificato potenziato che sarà rilasciato solo a chi avrà fatto il vaccino contro il Coronavirus o sarà guarito dalla malattia.
Il Super Green pass, come annunciato dal nuovo decreto, diventerà necessario per accedere a diversi servizi, dai ristoranti ai cinema passando per i teatri. Tutti luoghi a cui i No Vax non potranno accedere nemmeno con il Green pass base. Lo spiega Cardinaletti nel suo servizio:
«Le mie opzioni per la serata sono limitate, quindi niente cene. Le mie opzioni per la serata sono limitate: al ristorante non posso andare, quindi niente cene. Non posso scegliere nemmeno uno spettacolo a teatro o un film al cinema. Sarà questa dal 6 dicembre la giornata di un No vax, con una certezza: la tappa in farmacia».
Su Twitter è partito l’account #VergognaTg1 in cui diversi utenti, soprattutto di area No vax, hanno attaccato il servizio e la giornalista che lo ha realizzato: «Il servizio di stasera del Tg1 sulla ‘giornata tipo del NoVax è un misto di livore, sadismo e arroganza. Da vomito». O ancora: «Meglio una vita di privazioni ma con dignità, che da pecora e put*ana del padrone».
Non mancano gli insulti sessisti, come quello di @apota_I: «Una volta le puttane passeggiavano sui marciapiedi o aspettavano i clienti nei bordelli. Oggi lavorano in Rai e non hanno più la dignità di un tempo».
In difesa del Tg1 e della giornalista è intervenuto Giovanni Toti, governatore della Liguria: «La giornalista che state insultando vi ha solo raccontato la realtà. Quella che vi ostinate a negare. Per fortuna siete sempre di meno».
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANALISI DI MILENA GABANELLI SUL CORRIERE DELLA SERA
Ieri, 25 novembre, l’Ema ha dato il via libera in Europa alla vaccinazione sui bambini
fra i 5 e gli 11 anni. E ora la domanda che assilla tutti i genitori è: conviene vaccinarli?
Dal bollettino dell’Istituto superiore di Sanità risulta che da inizio epidemia al 17 novembre, su 3,2 milioni bambini dai 6 agli 11 anni (fascia di età disponibile dai report Iss) se ne sono contagiati 241.739, sono stati ricoverati 1.407, e sono finiti in Terapia intensiva in 36. Nove i deceduti.
Fare due conti può aiutare a pesare meglio i dati: vuol dire che tra chi è risultato positivo al Covid tra i 6 e gli 11 anni, 6 su mille sono andati in ospedale, 1 su 10 mila in Terapia intensiva e 4 su 100 mila sono morti.
Come effetto collaterale della malattia può comparire, poi, a settimane di distanza la sindrome infiammatoria multi-sistemica, caratterizzata da febbre alta, sintomi gastrointestinali (dolore addominale, nausea e vomito), insufficienza cardiaca e alterazioni neurologiche: 239 i casi di giovanissimi colpiti secondo il Gruppo di studio di reumatologia della Società italiana di pediatria.
Rispetto alla fascia di età dei loro genitori se non vaccinati, i bambini tra i 6 e gli 11 anni rischiano di essere ricoverati 10 volte in meno, 70 volte in meno di finire in Terapia intensiva e 50 volte in meno di morire. Su 2,9 milioni di 40-59 enni oggi non ancora vaccinati, solo negli ultimi 30 giorni si sono contati 19.051 contagi, 1.055 ricoveri, 126 in Terapia intensiva, 46 decessi.
BAMBINI E ADOLESCENTI: QUAL È IL RISCHIO DI RICOVERO
Per avere un quadro ancora più preciso i numeri vanno messi in relazione alla platea da cui provengono, ossia bisogna vedere cosa succede su ogni 100 mila bambini e ragazzi di una determinata fascia d’età. Dai 20 anni in giù: su 100 mila fra i 19-16 anni, 89 finiscono ricoverati e 3 in Terapia intensiva. Fra i 15 e i 12, i ricoverati sono 57, e 2 in Terapia intensiva. I bambini fra gli 11 e i 6 anni: 44 vengono ricoverati e 1 finisce in Terapia intensiva.
LE REAZIONI AVVERSE NEGLI ADOLESCENTI
Adesso vediamo cosa succede su 100 mila ragazzi vaccinati con Pfizer/BioNTech. Il vaccino è stato sperimentato su 1.100 12-15 enni e su 300 16-17 enni.
Nel dossier Pfizer non compaiono il rischio di miocardite (un’infiammazione del cuore) e di pericardite (un’infiammazione della membrana che avvolge il cuore). Gli effetti collaterali si sono visti dopo la somministrazione su larga scala, partita a maggio negli Usa e a giugno in Europa: su 100 mila vaccinati da 1 a 4 miocarditi e pericarditi, colpiti nel 70% dei casi i maschi. Per Moderna fino a 10-13 su 100 mila (fonte Ema). Nessun decesso noto.
IL VACCINO PEDIATRICO
E siamo al vaccino per la fascia tra i 5 e gli 11 anni. È stato sperimentato con dose pediatrica, cioè un terzo rispetto agli over 12, su 3.116 bambini, e con il placebo su 1.500. L’efficacia riscontrata contro il contagio è del 90,7%. Contro il rischio di ricovero e di finire in Terapia intensiva la protezione è verosimilmente più alta (come dimostra il vaccino sugli adulti).
L’Fda ha dato il via libera il 29 ottobre, scrivendo: «Il numero di partecipanti all’attuale programma di sviluppo clinico è troppo piccolo per essere rilevato qualsiasi potenziale rischio di miocardite associato alla vaccinazione.
Il vaccino Covid-19 nei partecipanti di età compresa tra 5 e <12 anni sarà studiato in 5 studi sulla sicurezza post-autorizzazione, incluso uno studio di follow-up di 5 anni per valutare a lungo termine le sequele di miocardite/pericardite post-vaccinazione». Sempre l’Fda specifica poi: «I database di sorveglianza sulla sicurezza dei farmaci israeliani suggeriscono che i tassi di incidenza di rari casi post-vaccinazione di miocardite raggiungono il picco negli individui di età compresa tra 16 e 19 anni, maschi, e diminuiscono negli adolescenti, dai 12 ai 15 anni. Inoltre, la dose per i bambini di età compresi tra 5 e <12 anni è 1/3 della dose somministrata ai vaccinati più adulti (10 mg contro 30 mg). Sulla base di queste informazioni, è ragionevole prevedere che i tassi di miocardite post-vaccino saranno probabilmente ancora più bassi tra 5 e <12 anni di età, rispetto a quelli osservati negli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni».
NEGLI USA VACCINATI 2,4 MILIONI DI BIMBI
Negli Usa hanno iniziato l’8 novembre e finora hanno vaccinato 2,4 milioni di bimbi tra i 5 e gli 11 anni.
Al momento le uniche informazioni disponibili sono quelle del Vaers, il dataset americano sugli eventi avversi: a ieri risultavano 607 miocarditi/pericarditi tra i 5 e i 17 anni, che vorrebbe dire all’incirca un caso ogni 10 mila vaccinati. Ma si tratta di dati ancora tutti da verificare e validare, poiché il sistema statunitense si basa sulle segnalazioni spontanee, anche dei singoli individui, e pubblicate in tempo reale. In Israele l’autorità sanitaria HMOs l’ha autorizzato il 15 novembre, e le prime somministrazioni sono partite il 23 novembre. In Europa bisogna attendere l’arrivo delle dosi con formulazione pediatrica e poi distribuirle. Verosimilmente la campagna vaccinale sui 5-11 enni sarà avviata attorno alla metà di dicembre, e i vari Paesi inizieranno prima dai bambini a rischio, per poi scendere fino alla prima elementare.
COME PENDE LA BILANCIA NELLE ALTRE VACCINAZIONI
Come sempre vanno messi sul piatto della bilancia i problemi che i bambini rischiano di avere contraendo la malattia con le reazioni avverse che può dare il vaccino. È il rapporto rischi-benefici che nelle altre vaccinazioni, sperimentate sempre all’incirca su tremila bambini e poi somministrate a centinaia di migliaia, è da tempo ben definito.
Chi s’ammala rischia di morire nell’1% dei casi con la pertosse, nel 5% con l’haemophilus influenzae di tipo B, nel 2-10% con la poliomielite (che orami è quasi totalmente eradicata), nel 5-10% con la difterite, nel 10-20% con il tetano, fino al 25% con l’epatite B.
La difterite contratta in maniera naturale può dare complicanze neurologiche nel 20% dei casi e cardiache nel 10-25% dei casi, la poliomelite un rischio paralisi dell’1%, mentre l’epatite se contratta nel primo anno di vita può cronicizzarsi nel 90% dei casi. Per quel che riguarda le reazioni avverse alla vaccinazione esavalente sono: convulsioni in 1 caso su 200 mila, shock anafilattico in 1-6 su 1 milione e infiammazione dei nervi della colonna cervicale 5-10 casi su un milione. Il morbillo e la rosolia possono causare una grave diminuzione dei trombociti in uno su 3 mila, le stesse conseguenze si riscontrano come reazione avversa del vaccino in un bambino su 30 mila.
CONCLUSIONI
Dai dati disponibili finora per il vaccino contro il Covid tra i 5 e gli 11 anni è comprovato il rapporto rischi-benefici a livello di comunità. L’immunizzazione dei più piccoli permetterà di raggiungere un importante obiettivo di Sanità pubblica: dare una botta alla circolazione del virus visto che oggi tra tutti i bambini in età scolare che si contagiano, la metà appartiene proprio a questa fascia di età.
L’Istituto superiore di Sanità e la Fondazione Bruno Kessler sottolineano: «Un ritorno completo alla vita pre-pandemia potrebbe essere raggiunto in sicurezza solo se più del 90% della popolazione, compresi i bambini dai 5 anni in su, sarà vaccinato utilizzando vaccini mRNA sviluppati nel 2020». In attesa di risultati sulle reazioni avverse su larga scala, ogni genitore dovrà consultarsi con il proprio pediatra. Ma serviranno anche altre risposte, prima tra tutte se ci dovranno essere eventuali modifiche al calendario vaccinale tradizionale: rispetto ai richiami per le vaccinazioni obbligatorie previste in questa fascia d’età come si inserisce quella contro il Covid? Intanto il beneficio certo è che vaccinando i più piccoli si andranno a proteggere anche tutti gli adulti che il vaccino non lo hanno fatto.
(Milena Gabanelli e Simona Ravizza – da corriere.it)
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Novembre 26th, 2021 Riccardo Fucile
PD 20,3%, FDI 19,5%, LEGA 18,4%, M5S 15,8%, FORZA ITALIA 7,3%
Il Partito Democratico è primo nei sondaggi elettorali. I dem, sotto la guida di Enrico Letta, hanno recuperato campo e voti virtuali settimana dopo settimana e, ormai stabilmente, sono la prima forza politica del Paese. Almeno nei sondaggi.
Anche perché non si andrà a votare prima del 2023 – fatta salva l’ipotesi elezioni anticipate dopo l’incarico del nuovo Presidente della Repubblica – e fino ad allora le intenzioni di voto potrebbero cambiare nuovamente.
Basta guardare al fatto che dall’inizio di questa legislatura nel 2018 si sono alternati quattro diversi partiti in testa ai sondaggi: prima il Movimento 5 Stelle, poi a lungo la Lega, poi per poco Fratelli d’Italia e ora il Partito Democratico.
Nella Supermedia di Youtrend e Agi di questa settimana, che tiene conto dei sondaggi elettorali dei principali istituti demoscopici, in testa c’è ancora il Partito Democratico, che non perde e non guadagna nulla e resta stabile al 20,3%.
A seguire c’è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che perde lo 0,1% e cala al 19,5%, a quasi un punto dai dem.
Crollo verticale, invece, per la Lega di Matteo Salvini, che perde un altro 0,2% e scende al 18,4%.
Staccato dai primi tre partiti c’è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che dopo una risalita nelle ultime settimane fa un passo indietro enorme: meno 0,6% e scende al 15,8%.
Forza Italia di Silvio Berlusconi è sempre il primo partito sotto quota dieci punti. Gli azzurri sono al 7,3%, con una leggera flessione dello 0,1%, percentuale su cui sono ormai cristallizzati da anni.
A seguire c’è Azione di Carlo Calenda, che è cresciuto fino alla soglia di quattro punti e ora è stabile al 3,8%.
Italia Viva di Matteo Renzi è altrettanto stabile, ma al 2,6%, seguito da Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni che risale dello 0,1% e arriva al 2,2%.
Mdp – Articolo 1 cresce altrettanto e sale al 2,1%, stessa percentuale raccolta dai Verdi che però guadagnano lo 0,2%. Chiude +Europa con il più 0,2% a quota 1,7%.
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2021 Riccardo Fucile
DALL’ALTO DELLE NOSTRE TERZE DOSI E DEI BREVETTI PROTETTI MENTRE IN MEZZO MONDO NON HANNO ANCORA PROTEZIONE AL VIRUS
Abbiamo un bel coraggio a chiamare sudafricana la nuova variante del Covid, la
peggiore che abbiamo mai visto, con decine di mutazioni, un altissimo grado di contagiosità e – pare – un’alta possibilità che possa eludere i vaccini.
Abbiamo un bel coraggio, dall’alto delle nostre terze dosi, dei nostri brevetti protetti, dei nostri acquisti compulsivi di nuove fiale, mentre in mezzo mondo – quello povero, ça va sans dire – la stragrande maggioranza della popolazione, dopo un anno e mezzo di pandemia, non ha ancora mezza protezione contro il Covid.
Qualche numero? Fatte 100 le dosi per persona inoculate in Europa, l’Africa sta a otto. Meno di un decimo. Perché non ci sono i soldi, non ci sono i medici, non ci sono le siringhe. Perché in fondo va bene così, l’importante è che ci vacciniamo noi. Il resto è lontano.
Abbiamo un bel coraggio a invocare la chiusura delle frontiere verso i Paesi africani – anzi: a chiuderle proprio – come prima misura precauzionale contro una variante che è già a Hong Kong e in Israele, con cui i confini restano tuttavia ancora aperti, come se chiudere i confini alle persone e fosse l’unica soluzione possibile di fronte a un virus che altrove continua a circolare e mutare furiosamente.
Abbiamo un bel coraggio, e siamo pure tanto ingenui e stupidi, se pensiamo che tutto questo ci possa salvare. Se ancora non abbiamo capito che i virus non li fermi coi muri, e di sicuro non è coi muri e con l’egoismo che impedisci loro di circolare e di mutare.
Abbiamo un bel coraggio, e siamo ancora più ingenui e stupidi, se ancora non ci siamo inchiodati in testa che o ne usciamo tutti – nord, sud, bianchi, neri, ricchi, poveri – o non ne esce nessuno.
Abbiamo un bel coraggio, e adesso abbiamo pure una bella variante che ci chiuderà in casa e darà un altro bel colpetto a quella nostra ricchezza che cerchiamo in tutti i modi di tutelare, a quell’egoismo che più alimentiamo e più ci ucciderà.
(da Fanpage.it)
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