Destra di Popolo.net

L’ESPERTO DI CONFLITTI: «LA FINLANDIA HA FERMATO STALIN, L’UCRAINA PUO’ FERMARE PUTIN»

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

CI VORRANNO SETTIMANE PER PRENDERE KIEV E NON BASTERA’ IN OGNI CASO

Gustav Gressel è l’esperto di conflitti e di armi nucleari dello European Council on Foreign Relations ed uno dei massimi conoscitori dell’ex-Urss e dell’Europa orientale.
In un’intervista rilasciata oggi a Repubblica parla della guerra in Ucraina e delle affinità storiche con la “guerra d’inverno” che tra 1939 e 1940 vide la Russia nei panni dell’aggressore e la Finlandia a difendersi.
Helsinki dovette cedere il 10% del suo territorio a Stalin ma riuscì a resistere all’invasione. Adottò così la neutralità con la dottrina della “finlandizzazione” e, senza entrare nella Nato, è attualmente membro dell’Unione Europea.
«I russi non hanno ancora circondato completamente Kiev e finché non lo fanno non possono assediarla», esordisce Gressel.
Riusciranno a conquistarla se insistono, «ma sarà una faccenda molto sanguinosa e ci vorranno settimane di combattimenti. E un conto è conquistare la città, un altro controllarla». C’è in effetti la possibilità che Putin dopo Kiev decida di negoziare, «ma l’Ucraina è grande e non gli basta prendere Kiev per piegarla.
Putin pensa che se prende la capitale e installa un governo fantoccio, il resto del Paese si arrenderà. Ma se cade Kiev, non vuol dire che si arrenderà Leopoli. L’Ucraina è diversa dalla Russia, non è governata da un uomo solo come fa lui a Mosca».
Adesso l’Occidente «può rendere l’invasione più costosa possibile per la Russia, con le sanzioni, isolandola in ogni contesto internazionale e fornendo assistenza militare all’Ucraina».
Prendendo un esempio storico: «Ci è riuscita la Finlandia contro Stalin nel 1939-‘40, al prezzo di perdere la Carelia e della finlandizzazione: Stalin sapeva che se avesse continuato a premere avrebbe vinto la Guerra d’Inverno e conquistato tutta la Finlandia, ma quando si è accorto che il prezzo era troppo alto, che stava subendo troppe perdite e il conflitto sarebbe stato costoso, si è ritirato. Lo stesso può fare l’Ucraina con Putin: perderà una parte del territorio, ci sarà uno stato di conflittualità permanente ai confini, ma continuerà ad avere il proprio governo, non un burattino messo da Mosca, e manterrà l’indipendenza. Non è detto, ma può farcela».
(da agenzie)

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«PUTIN NON HA PIU’ RISORSE PER LA GUERRA IN UCRAINA, IN 2-3 SETTIMANE DOVRA’ FERMARSI»

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

PARLA L’ECONOMISTA VLADIMIR MIROV

«Sarebbe stato meglio che le sanzioni fossero partite prima della guerra, ma avranno un effetto devastante sulla Russia. Vladimir Putin ha fatto il passo più lungo della gamba».
Ne è convinto l’economista Vladimir Mirov, che lavora con Navalny e sottolinea in un’intervista rilasciata a La Stampa che Mosca ha riserve per due settimane e poi dovrà fermarsi: «Non hanno ancora capito che la Russia è piombata in una crisi economica che sarà peggio di quella del 1991. Diamogli altre due- tre settimane per comprendere la realtà: non ha le risorse per proseguire la guerra».
Secondo Mirov Putin dovrà trovare il modo di ritirare le truppe presentando il tutto come una vittoria: «Tutti i suoi collaboratori hanno troppa paura. Ha eliminato da tempo tutti quelli che potevano dirgli di no, e gli altri sono terrorizzati dall’Fsb, che li intercetta tutti. Se anche soltanto due persone si dicono che è arrivato il momento di farlo fuori, lui lo saprà, figuriamoci se la cerchia dei ribelli si allarga a tre o più congiurati».
Anche se ci sono segni di nervosismo tra gli oligarchi «Putin non li prende sul serio. Bisogna aspettare che ad accorgersi che i soldi stanno finendo siano i suoi “siloviki”, i militari e l’Fsb. Purtroppo il livello della sua classe dirigente è piuttosto basso, l’impressione è che chi sta fuori sappia dello stato penoso dell’economia e delle forze armate più di lui».
Gli uomini della corte dello zar, invece, «per ora opteranno per uno sciopero all’italiana: smetteranno di far funzionare il sistema di governo, e l’economia. Avranno una scusa fantastica: diranno che è tutta colpa delle sanzioni».
Il rapporto di Putin con la realtà però non sembra dei migliori: «Non è completamente folle. Ha un istinto di sopravvivenza. E i suoi uomini vogliono sopravvivere».
(da agenzie)

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“LA GUERRA È STATA APPROVATA IL 18 GENNAIO”: ANONYMOUS PUBBLICA SU TWITTER DOCUMENTI CHE RIVELANO LE MAPPE E LE DATE DELL’INVASIONE RUSSA IN UCRAINA

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

LE FORZE ARMATE UCRAINE: “GLI OCCUPANTI RUSSI PERDONO NON SOLO EQUIPAGGIAMENTO E VITE UMANE. IN PREDA AL PANICO, LASCIANO SUL CAMPO ANCHE DOCUMENTI SEGRETI”

Anonymous sta creando non pochi problemi alla Russia di Putin in questi giorni così delicati per l’Ucraina. Dopo aver dichiarato “guerra” allo zar qualche tempo fa, adesso ha pubblicato su Twitter alcuni documenti che rivelerebbero le mappe e le date dell’invasione russa in Ucraina.
A tal proposito, il collettivo di hacker ha scritto: “Documenti presi alle truppe russe mostrano che la guerra è stata approvata il 18 gennaio e che il piano iniziale per colpire l’Ucraina prevedeva un attacco dal 20 febbraio al 6 marzo”.
Nella prima pagina dei documenti, come riporta l’agenzia Agi, si legge in cirillico “Flotta del Mar Nero” e “Mappa di lavoro”. In ogni caso, non sarebbe ancora stato possibile verificare l’autenticità dei documenti.
Anche se, sempre su Twitter l’analista di sicurezza Micheal Horowitz ha scritto che i documenti sarebbero stati scoperti dal ministero della Difesa di Kiev “sul campo”. E in effetti le forze armate ucraine sui social hanno fatto sapere che “gli occupanti russi perdono non solo equipaggiamento e vite umane. In preda al panico, lasciano sul campo anche documenti segreti”.
Alla fine, le truppe ucraine hanno commentato: “Diremo una cosa agli occupanti russi: seminate in giro le vostre attrezzature e i documenti segreti, ci serviranno prima per i nostri difensori, e poi per l’Aia”. Chiaro riferimento alla Corte penale che si esprime su crimini internazionali contro l’umanità e crimini di guerra.
(da agenzie)

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“PUTIN USCIRÀ DA QUESTA GUERRA DA PERDENTE”: LA PROFEZIA DELL’EX AMBASCIATORE A MOSCA, SERGIO ROMANO

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

“ERA CONVINTO DI VINCERLA SUBITO, È PARTITO CON IL PIEDE SBAGLIATO. LA SUA INIZIATIVA PRODURRÀ IL RISULTATO OPPOSTO: IL DISSENSO APERTO DA PARTE DEGLI ALTRI PAESI. IN PIU’ LA RUSSIA NON E’ UN PAESE OMOGENEO. NELLA SOCIETÀ RUSSA CI SONO MOLTI REALISTI”

«Putin uscirà da questa guerra da perdente. Vuole essere ricordato come il leader politico che ha restaurato il potere, un patriota russo. Per lui la missione è restituire il prestigio della grande Russia. Tuttavia, dal tentativo di recuperare l’influenza degli Stati che gli sono vicini, lui ne uscirà malissimo»
Sergio Romano analizza il conflitto che è scoppiato nell’Europa orientale. Lo fa da una posizione di privilegio. Conosce la Russia, è stato il nostro ambasciatore a Mosca ai tempi in cui c’era l’Urss dal 1985 al 1989 e conosce la Nato. Anche qui è stato ambasciatore per l’Italia dal 1983 al 1985.
Perché Putin perderà? «Ha ritenuto di poter fare una guerra che gli altri Paesi, come quelli europei, avrebbero accettato per debolezza. Inoltre era convinto di vincerla subito, credeva di potersi permettere un conflitto. Questo restauratore dell’impero russo è partito con il piede sbagliato. La sua iniziativa produrrà il risultato opposto: il dissenso aperto da parte degli altri Paesi. I governanti e i popoli di altre nazioni osservano il comportamento del maggiore uomo politico russo. La sua politica genera diffidenza, sarà circondato da nazioni sospettose che non si fideranno mai di lui»
Se si dovessero accettare le condizioni del Cremlino di un’Ucraina neutrale, smilitarizzata ci sarebbe il pericolo che la Russia, in una seconda fase, si senta abbastanza forte da attaccare altri Paesi lungo il suo confine?
«Non dobbiamo vedere la Russia come un Paese omogeneo. Sarebbe un errore. Nella società e nella politica russa ci sono molti realisti, personalità di rilievo che si rendono conto di ciò che la Russia può avere e chiedere e ciò che non può avere e chiedere. Sono convinto, da sempre, che Mosca abbia diritto ad un suo spazio e ad una considerazione internazionale, ma temo molto che la linea adottata da Putin nuoccia al suo stesso Paese»
(da “il Messaggero”)

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TIMES: “ZELENSKY E’ SFUGGITO A TRE ATTENTATI DAL GIORNO DELL’INVASIONE“

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

COMMISSIONATI DA PUTIN AL GRUPPO WAGNER E ALLE FORZE SPECIALI CECENE

Che l’obiettivo numero uno della Russia sia lui, Volodymyr Zelensky lo sa già. L’ha dichiarato lui stesso poche ore dopo l’invasione dell’esercito di Putin, conscio anche del fatto che la sua famiglia sia “al secondo posto” nella lista dei nemici del Cremlino. Secondo quanto riporta il Times, il presidente dell’Ucraina dallo scorso 24 febbraio sarebbe scampato ad almeno tre tentati omicidi.
Mercenari del gruppo Wagner e forze speciali cecene avrebbero ricevuto l’incarico di “eliminarlo”.
Il giornale britannico afferma però che i funzionari ucraini sarebbero stati informati dei piani da alcuni membri del Servizio di sicurezza russo che sono contrari alla guerra e cercano di sabotarla dall’interno. “È inquietante quanto sia ben informato il team di sicurezza di Zelensky”, ha detto una fonte citata dal quotidiano.
Per quanto riguarda i sicari del Gruppo Wagner, organizzazione paramilitare russa che alcuni analisti ritengono essere un’unità a braccio del Ministero della Difesa del Cremlino, il Times sostiene che a gennaio in Ucraina sono arrivati “tra i 2mila e i 4.000 mercenari”, tra ex poliziotti ed ex militari.
Di questi, circa 400 si trovano nella capitale. Tutti avrebbero una “lista” con 23 uomini da eliminare, tra i quali – oltre al presidente Zelensky – ci sono anche il premier Denys Šmihal’, altri uomini dell’esecutivo, il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko e suo fratello Wladimir.
Già lo scorso 1 marzo il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, in un discorso televisivo aveva annunciato l’eliminazione di “un gruppo di élite di soldati ceceni mandati ad assassinare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky”.
Avendo ricevuto la “soffiata” nella giornata di Sabato 27 febbraio, il governo ucraino avrebbe ha decretato il coprifuoco poche ore dopo per tutelarsi parlando di “sabotatori russi” in circolazione.
Per destabilizzare Mosca il team di hacker Anonymous ieri ha svelato il sabotaggio interno ai servizi segreti russi: “Ora possiamo aspettarci una lotta di potere interna al Cremlino per rovesciare il regime di Putin. Nel frattempo, continuiamo con gli attacchi”.
(da agenzie)

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IL VIDEO GIRATO ALLE PORTE DI KIEV: UN PADRE E SUO FIGLIO VENGONO CRIVELLATI DI COLPI DA UN CONVOGLIO RUSSO MENTRE IN AUTO ATTRAVERSANO UNA STRADA DI CAMPAGNA

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

L’UOMO SI BUTTA IN STRADA E VIENE COLPITO PIU’ VOLTE – IL RAGAZZO DISPERATO LO RAGGIUNGE STRISCIANDO: “PER FAVORE, PAPA’ NON MORIRE”

Le affermazioni di Putin, che ha sostenuto di non prendere di mira i civili, sono state messe a nudo definitivamente la scorsa notte quando è stato pubblicato il video qui sopra: un’auto familiare viene mitragliata dai carri armati su una tranquilla strada di campagna fuori Kiev.
Il presidente russo ieri ha pronunciato un discorso dichiarando che erano i leader ucraini «gangster» ad usare i civili come «scudi umani» e questa era la ragione dell’alto numero di vittime.
Ma nel giro di poche ore è emerso questo filmato che mostra un padre e suo figlio fermati da un convoglio russo e crivellati di colpi.
A filmare la scena è stato il figlio, che accompagnava il padre a Kiev per mettere in salvo i loro tre cani. La loro auto viene costretta ad accostare sul ciglio della strada da un convoglio russo. A quel punto, mentre i russi sono a notevole distanza, l’auto viene martoriati di proiettili. «Esci e sdraiati» grida il figlio al padre, «riesci a sentimi? Torna indietro e abbassati a destra».
Pochi secondi dopo altri colpi si schiantano contro l’auto e si sentono i cani gemere per la paura e il dolore.
Il figlio riesce a mettersi in salvo uscendo dall’auto e rifugiandosi nel sottobosco, ma il padre è costretto a uscire in strada. Altre dozzine di spari risuonano prima che il figlio, strisciando dietro l’auto, riesca a raggiungere il padre sdraiato in strada.
«Papà! Papà!» grida angosciato. «Sei ancora lì? Tieni duro!». Poi gli dice di stare giù mentre l’uomo cerca di sedersi per guardare le sue ferite. «Papà, cazzo! Come mai?» chiede lamentosamente il figlio. Quando la sparatoria si placa, il figlio striscia di nuovo dal retro dell’auto.
«Mi è stato strappato il piede» ringhia il padre agonizzante mentre giace in una pozza di sangue. Il figlio a quel punto trascina il padre nel sottobosco. «Per favore, non morire, ti sto implorando» gli dice disperato.
Ma l’uomo non ce la fa e spira nel fosso dove l’ha portato il figlio.
Si ritiene che il filmato, scoperto e verificato da Radio Free Europe, sia stato girato venerdì scorso. La famiglia era fuggita dalla propria casa a Ivankiv, nella regione di Kiev, dopo gli attacchi iniziali della Russia, ma è tornata per prendere i propri animali domestici.
I giornalisti locali hanno sostenuto che nessuna truppa ucraina si trovava nell’area dell’attacco, e secondo testimoni si trattava di veicoli militari russi.
(da Daily Mail)

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LO SCONCIO DEL CORRISPONDENTE DEL TG2 DA MOSCA CHE RIPORTA LA VERSIONE RUSSA SUI “SABOTATORI UCRAINI“ ALLA CENTRALE NUCLEARE

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

CERTI INFAMI SOVRANISTI SI FACCIANO PAGARE DAL GOVERNO CRIMINALE RUSSO, NON CON IL CANONE DEGLI ITALIANI… PROTESTE DEI GIORNALISTI UCRAINI

Ancora una bufera sul Tg2 per via del collegamento che ha visto come protagonista il corrispondente da Mosca Marc Innaro.
Il giornalista, infatti, ha “raccontato” la versione russa (quella sostenuta dalle forze militari del Cremlino e riportata dall’agenzia di stampa di riferimento del governo, Tass) di quanto successo nella notte alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Accusando presunti “sabotatori ucraini”. Senza contraddittorio.
Un minuto e 15 secondi in cui, Marc Innaro, racconta solamente la versione – riportata da Tass (l’agenzia di Stato filo-governativa sostenuta finanziariamente dal Cremlino – russa di quanto accaduto nella notte all’interno della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Con queste parole, leggendo su un foglio: “L’incendio si è sviluppato a seguito di un tentativo, dicono fonti militari russe, di un gruppo di sabotatori di prendere d’attacco un centro di addestramento del personale della centrale. La centrale, lo ricordo, è assolutamente identica con i suoi reattori a quelli di Chernobyl e di altre tre centrali nucleari che sono sul territorio ucraino. Quello che è interessante è che tra i primi obiettivi dell’offensiva militare russa ci fossero proprio le centrali nucleari. La notizia che è uscita proprio pochi istanti fa del controllo dei russi della centrale di Zaporizhzhya dal 28 di febbraio, fa capire come l’obiettivo dei russi sia stato quello di mettere in sicurezza le centrali nucleari. L’allarme che si è sollevato in occidente, dicono qui (da Mosca, ndr), è assolutamente ingiustificato perché la centrale è sotto controllo, il personale sta lavorando e non ci sono livelli di radioattività superiori alla norma”.
Dunque, al Tg2 – in diretta – viene rilanciata la versione delle fonti militari russe.
Le stesse che, fin dalla vigilia della guerra in Ucraina (guerra, termine mai utilizzato da Marc Innaro che si è limitato a parlare di “offensiva militare) hanno negato l’invasione, gli attacchi missilistici e il conflitto, puntando sempre il dito contro l’Ucraina.
E l’inviato del Tg2 non è nuovo a polemiche di questo tipo. All’inizio della settimana, infatti, la giornalista Olga Tokariuk aveva accusato la testata della televisione pubblica di dare ampio spazio – nei suoi collegamenti – a personaggi come Innaro “rei” di raccontare solamente la versione russa del conflitto (e non solo),
«L’emittente pubblica italiana RAI – dice la giornalista ucraina, una delle voci più autorevoli in campo internazionale sul suo Paese – continua a portare in onda la spudorata propaganda russa, sostenendo che sono stati i “sabotatori ucraini” ad attaccare la centrale nucleare questa notte. Qual è il prossimo passo, Rai? Incolpare gli ucraini per essersi uccisi con i missili?».
(da NetQuotidiano)

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BLOCCATI A ST. MORITZ SENZA SOLDI

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

LE STORIE DEI MILIONARI RUSSI COLPITI DALLA GUERRA

Le sanzioni imposte alla Russia iniziano a colpire i portafogli e le abitudini dei ricchi oligarchi di Mosca
E’ il caso di St. Moritz, ad esempio, celebre località sciistica. “Ci sono stati litigi e persino urla, ad esempio mercoledì in un ristorante dalle parti di Corviglia, proprio affacciato sulle piste. Il capofamiglia incredulo e furibondo, la moglie in lacrime, con una inutile borsetta Chanel appesa al braccio, i bambini spaventati, racconta chi era seduto al tavolo accanto.
Le sanzioni contro i cittadini russi si sono materializzate così, davanti a un Pos che non risponde, le carte di credito morte, con il saldo da pagare e il Suv affittato in aeroporto a Samedan, gli extra, lo skipass, l’eliski e tutte le spesucce già messe sul conto”.
I protagonisti delle disavventure sono ricchi, molto, ma non ricchissimi. La serie A, ad esempio i veri oligarchi che abitano a Ginevra e dintorni, risulta essere oltre che sconcertata, irritata e addirittura dissociata verso l’imprevedibile Putin, assai preoccupata per il suo grande business che si estende nel mondo, e mica solo sul lago Lemàno”.
I veri oligarchi, infatti, possono permettersi di acquistare chalet costosissimi e di diventare residenti in Svizzera. Mille metri quadri a Suvretta, la zona più cara del mondo, costano 100 milioni di euro: “Un mercato a parte, inarrivabile se non per pochissimi”, dice un imprenditore del posto. Chi diventa proprietario di queste case da sogno può ottenere il “permesso di residenza”, pagando le tasse in Svizzere, iscrivendosi alla cassa mutua svizzera, ottenendo doppio passaporto e la possibilità di aprire conti svizzeri che non possono essere bloccati mai. In nessun caso.
E mentre i ricchi turisti in Europa scontano la questione sanzioni, il governo britannico Tory di Boris Johnson si dice pronto a sostenere provvedimenti legali di confisca di beni posseduti nel Regno Unito da oligarchi russi del business considerati in qualche modo vicini al sistema di potere del presidente Vladimir Putin per punire l’invasione russa dell’Ucraina.
Lo ha detto in una serie d’interviste mattutine il vicepremier e ministro della Giustizia, Dominic Raab, accogliendo l’idea lanciata dalle opposizioni parlamentari, in particolare dai Liberaldemocratici, e già sposata dal ministro per l’Edilizia, Michael Gove, di usare i proventi di questo eventuale esproprio di fatto (inedito nella tradizione britannica) anche a favore dei rifugiati ucraini in fuga dalla guerra.
“Se emergeranno le prove (di un coinvolgimento di questi oligarchi nel sostegno della macchina da guerra di Putin, ndr) e le basi legali (per la confisca), ebbene lo faremo”, ha detto Raab, incalzato al riguardo. Il numero due di Boris Johnson ha poi evocato misure normative per limitare la possibilità che “oligarchi e cleptocrati legati a Putin possano continuare ad approfittare” delle garanzie dell’ordinamento britannico per querelare e minacciare di pesanti richieste di risarcimenti “autori o ong che denunciano corruzioni e abusi”.
(da agenzie)

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LE FIGLIE DEGLI OLIGARCHI RUSSI SI SCHIERANO CONTRO PUTIN

Marzo 4th, 2022 Riccardo Fucile

SONO PIU’ AVANTI DEI LORO PADRI

L’Europa punta sulle sanzioni economiche per cercare di fermare Vladimir Putin e la guerra in Ucraina. Se non per riuscire a fermarlo, quanto meno per fargli pagare un prezzo alto. A lui e a tutti i suoi consiglieri e stretti collaboratori. E anche agli oligarchi russi, che vedono intaccato il loro patrimonio e potrebbero a loro volta rivoltarsi contro il presidente russo.
Al momento, però, tutti tacciono.
Chi non tace sono le figlie dei ricchissimi di Mosca e dintorni. Li chiamano rich kids (o rich girls), si schierano apertamente contro la guerra in Ucraina e si pongono così molto più avanti dei loro stessi padri
Sono tanti i figli dei ricchi oligarchi russi e della classe dirigente di Mosca a prendere posizione contro la guerra in Ucraina. Anzi, apertamente contro Vladimir Putin. Senza troppi giri di parole.
E sono soprattutto le ragazze a combattere questa loro battaglia, attraverso i social, naturalmente. Perché il loro primo obiettivo è mostrare al mondo che non tutti i russi sono con Putin. Anzi.
Tra i nomi più noti che spiccano in questa lista, ecco la figlia di Roman Abramovich, la figlia di uno dei portavoce del Cremlino e perfino la figlia di uno dei più stretti consiglieri politici di Putin. Perché le nuove generazioni non vogliono la guerra, contestano Putin e sono ben più avanti dei loro padri.
Tra i nomi più altisonanti, ecco Sofia Abramovich, figlio del (quasi ex) proprietario del Chelsea Roman. Ai suoi 50 mila follower ha detto, a chiarissime lettere, che “la bugia più grande e di maggior successo della propaganda del Cremlino è che la maggior parte dei russi è con Putin”.
Un’accusa diretta, che compare sotto la scritta: “La Russia vuole la guerra contro l’Ucraina”. Peccato che Sofia Abramovich abbia messo un’enorme X rossa su “Russia” sostituendola con “Putin”. Più esplicita di così…
Poi, ecco anche Maria Yumasheva: lei è figlia del consigliere governativo Valentin Yumashev. Suo padre è stato fondamentale per far salire al potere Vladimir Putin. E in tutti questo anni è stato uno dei più fidati consiglieri, ripagato a suon di milioni. Oggi, però, la figlia Maria prende posizione apertamente contro la guerra. E non dev’essere facile con un padre così “ingombrante” e potente.
Fatto sta che a soli 19 anni Maria Yumasheva pubblica la foto della bandiera ucraina con la scritta più semplice e più efficace che possa esserci: “Basta guerra”. Che scritto in russo fa effettivamente un certo effetto, di questi tempi.
Ma ci sono anche post e immagini pubblicati e poi misteriosamente spariti dopo poche ore. Com’è accaduto, per esempio, a Elizaveta Peskova, 24 anni, figlia del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
La giovane ha postato su Istagram un più che eloquente “No alla guerra”. Dopo meno di un’ora, tutto era sparito. Senza alcuna spiegazione. Facile immaginare che in questo caso abbia avuto la meglio il padre sulla figlia.
Qualcuno ha anche fatto notare che anche un’altra potentissima influencer russa non abbia fatto sentire forte la sua voce. Si tratta di Anna Milyavskaya, 22 anni. È figlia di un’attrice e di un uomo d’affari russo. Lei ora vive a Mayfair, nel centro di Londra, dove è impegnatissima nel mondo della moda. È però nata e cresciuta a Rublyovka, il nome non ufficiale di una prestigiosa zona residenziale nella periferia occidentale di Mosca. Lì vivono moltissime delle famiglie più ricche e più famose di Russia. E tra i suoi abitanti è annoverato anche il presidente russo Vladimir Putin in persona, quando non è nelle stanze del Cremlino. Ebbene, non pensiate che Anna Milyavskaya non abbia idee chiare in merito al premier russo. Non a caso, in una recente intervista, aveva scoccaato la sua freccia avvelenata proprio contro Putin:
“Mi è sempre sembrato che il suo nome derivi dalla parola rubli”, aveva detto senza mezzi termini. Molti si aspettaano che anche contro la guerra farà sentire molto presto la sua voce.
(da Oggi)

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