Destra di Popolo.net

FAZZOLARI COLPISCE ANCORA, LO SCIVOLONE DELLA PREMIER: ACCUSA LA SINISTRA DI AVER INTRODOTTO IL TETTO ALLA SPESA PER LA SANITÀ, MA NEL 2009 ERA LEI AL GOVERNO

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

È STATO IL SOTTOSEGRETARIO A SCRIVERE LA RISPOSTA CON CUI GIORGIA MELONI, AL QUESTION TIME ALLA CAMERA, HA FORNITO L’ASSIST PERFETTO A ELLY… L’INCAZZATURA DELLA DUCETTA CON IL SUO STAFF: “AVETE FATTO UN GROSSO ERRORE”

Decima domanda, tocca a «Elly». Gessato blu a righine bianche, la segretaria chiede alla premier più soldi per la sanità, dove mancano 30 mila medici e 70 mila infermieri «e non mi risponda come fa sempre “potevate farlo voi”, non tanto perché io al governo non ci sono ancora mai stata, ma perché sta da 16 mesi a Palazzo Chigi». Meloni lo prende come un assist e alla «collega Schlein» risponde a tono: «È un’attestazione di stima che chiedete a noi di risolvere i problemi che non avete risolto in dieci anni, grazie per fidarvi di noi…».
La formula del premier time consente la replica all’interrogante, quindi è Schlein che alla fine segna il punto. Rinfaccia alla premier la «balla» dei 3 miliardi in più sul fondo sanitario e affonda: «Signora presidente, mi spieghi una cosa. Lei è andata al governo per risolvere i problemi degli italiani o per scaricare le responsabilità su altri?»
Le ricorda che il tetto alle assunzioni nella sanità è stato introdotto nel 2009 quando Berlusconi era premier e Meloni ministra, annuncia battaglia contro «l’autonomia che spacca il Paese tra Italia di serie A e Italia di serie B», dipinge una sanità che costringe i poveri a rinunciare alle cure e consente ai ricchi di «saltare la lista d’attesa e andare dal privato». Infine cerca la chiusa a effetto: «Non esiste nessuna destra sociale, questa è una destra letale sul diritto alla salute. E sulla sanità lei è la regina dei tagli». E qui Meloni, come aveva fatto con Conte, si lascia scappare un ironico «brava!»
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

PIER SILVIO BERLUSCONI USA DUE PESI E DUE MISURE? UN VIDEOMAKER LICENZIATO DA MEDIASET PER VIOLAZIONE DEL CODICE ETICO, A CAUSA DI “COMPORTAMENTI MOLESTI” IN UNO STUDIO, FA RICORSO AL TRIBUNALE DEL LAVORO LAMENTANDO DI ESSERE STATO TRATTATO IN MODO DIVERSO DA ANDREA GIAMBRUNO, SOSPESO E POI REINTEGRATO PER FRASI SESSISTE

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

UNA RAGAZZA ACCUSA IL VIDEOMAKER DI AVER PROFERITO FRASI COME: “MAMMA MIA HAI DEGLI OCCHI INCREDIBILI, SEMBRANO VENTAGLI”, “È FORTUNATO IL TUO RAGAZZO!”, “HAI PROPRIO UN CURRICULUM COMPLETO”

Licenziato per presunti “comportamenti molesti” in uno studio Mediaset dove si registra un programma di prima serata, un cameraman ha presentato ricorso al Tribunale del lavoro. Non solo negando ogni accusa, ma chiedendo il reintegro e lamentando di essere stato trattato in modo decisamente diverso rispetto ad Andrea Giambruno, il giornalista ex compagno della premier Giorgia Meloni, che è stato prima sospeso e poi reintegrato con un ruolo dietro le quinte rispetto al programma che conduceva su Rete 4.
Nel ricorso di novembre contro Reti televisive italiane, depositato dall’avvocato che difende M. N., 55 anni, operatore di ripresa presso il centro di produzione Mediaset di Cologno Monzese, il riferimento a Giambruno è esplicito. Il documento riprende i fuorionda trasmessi da “Striscia la notizia” in cui, durante la conduzione di “Diario del giorno”, il giornalista accarezza l’altra conduttrice, cui si rivolge con frasi sessiste e cariche di doppi sensi.
«I video sono ancora ben pubblicizzati sul sito di “Striscia la notizia” — scrive l’avvocato –. Circostanza che deve far supporre come Mediaset ritenga tale vicenda, e i rispettivi filmati, non in contrasto con il proprio Codice etico, che nella lettera di licenziamento del ricorrente assumeva viceversa centrale importanza».
E ancora: «si deve presumere come Mediaset ritenga tale vicenda e i rispettivi video non lesivi della reputazione aziendale, nonostante nel caso relativo al licenziamento del ricorrente, il gruppo giunse a opposte e ben diverse valutazioni». Il cameraman è accusato di «comportamenti molesti nei confronti di alcune persone che partecipavano a uno stage».
«Due ragazze — riporta il ricorso — parlano di «non meglio precisate “attenzioni sconvenienti”». Una terza segnala che il dipendente «proferiva frasi come: “Mamma mia hai degli occhi incredibili, sembrano ventagli, così intensi”, “È fortunato il tuo ragazzo!”, “Hai proprio un curriculum completo, non ti manca niente!”», e altre ancora. Quest’ultima giovane riferisce anche che l’uomo «le si era avvicinato “toccandole le spalle, le braccia, i gomiti”», e che un’altra volta «avrebbe poggiato le mani sulle sue, a sua volta poggiate sulla telecamera» o che «mentre era seduta, le massaggiava la schiena all’altezza del reggiseno».
L’uomo respinge le accuse, ipotizza al massimo un «mero gesto istintivo per non far perdere l’inquadratura » a chi manovra la telecamera. E smentisce di «aver toccato la schiena insistentemente». Anche se alla fine gli vengono contestate solo le accuse della terza giovane, il videomaker si ritrova licenziato per violazione del Codice etico. «Il medesimo codice che parimenti veniva violato, senza addivenire a licenziamenti, nella vicenda del dipendente sig. Giambruno».
(da la Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

FIGURACCE IN SERIE, LO STAFF DI FEDELISSIMI E’ UN PROBLEMA PER LA MELONI

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

IN DUE INTERVENTI IN AULA LA PREMIER COLLEZIONA PESANTI GAFFE, I COLLABORATORI CONSIGLIANO MALE

Prima il fax sul Mes sventolato per attaccare Giuseppe Conte e la presunta approvazione con «il favore delle tenebre». Poi l’assist sull’introduzione del tetto alle assunzioni in sanità, datato 2009 in pieno governo Berlusconi, durante il recente “premier time” alla Camera.
Nelle ultime settimane Giorgia Meloni non ha un buon feeling con le aule parlamentari: gli errori iniziano a diventare pesanti e danno fiato agli attacchi delle opposizioni, anche perché sono stati equamente distribuiti tra Pd e Movimento 5 stelle.
E tirano in ballo l’efficienza dello staff, quella filiera di fedelissimi, dal potente sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, alla super consigliera Patrizia Scurti, segretaria sulla carta e factotum nella realtà. Una catena di amici di vecchia data e parenti che include la portavoce di sempre, Giovanna Ianniello, e suo cognato Paolo Quadrozzi (a palazzo Chigi nelle vesti di collaboratore del sottosegretario Alfredo Mantovano). Sono loro a dover sminare il terreno.
DAL MES ALLA SANITÀ
Qualcosa si è inceppato nella macchina di palazzo Chigi. Gli ultimi errori non possono essere causa di un destino beffardo. I consiglieri più ascoltati sono in affanno, mostrano dei deficit, se non di preparazione quantomeno di lucidità. Il fulcro dell’apparato strategico è Fazzolari, non a caso definito «il più intelligente di tutti» dai vertici di Fratelli d’Italia.
Il primo svarione, piuttosto clamoroso, è stato quella copia del fax agitato alla Camera con l’accusa rivolta a Conte di aver approvato il trattato dopo la caduta del suo governo. Un affondo che, per qualche ora, ha rimesso insieme l’attuale leader del Movimento 5 stelle con l’ex ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha portato le prove della bugia di Meloni. «Vorrei esprimere solidarietà a Meloni, il suo staff avrebbe dovuto proteggerla, il foglio che ha esibito la premier smentisce quello che stava dicendo in Aula», ha ironizzato poi Di Maio. Individuando, però, il problema principale: la svista dei consiglieri.
L’idea propagandistica aveva l’impronta di Fazzolari, l’errore della data – dando per assodata la buonafede – coinvolge ogni stretto collaboratore, dagli uffici legislativi a quelli della comunicazione: una semplice verifica avrebbe risparmiato la convocazione di un gran giurì alla Camera, voluto da Conte per difendere la propria onorabilità. Al di là del verdetto, resta la data sbagliata di Meloni.
Mercoledì scorso alla Camera, l’inner circle della premier ha fatto anche peggio: sul tetto per le assunzioni in sanità «ci troviamo a fare i conti con una situazione che si è stratificata negli ultimi 14 anni», ha detto in risposta all’interrogazione di Elly Schlein. Roba da far sobbalzare dalla sedia: la leader di FdI ha citato, in maniera negativa, una misura introdotta da un governo in cui era ministra.
Il più comodo degli assist alla segretaria del Pd, che ha gentilmente raccolto per affondare il colpo e andare a segno. Le responsabilità, come il “finto fax” sul Mes, ricadono sullo staff che non ha vagliato gli elementi, benché la premier avrebbe potuto essere più attenta in fase di intervento. E ricordare che nel 2009 non era all’opposizione.
DETTAGLI SFUGGITI
Di sicuro la lunga macchina di controlli è andata in panne. L’interrogazione di Schlein riguardava la sanità e quindi – per prassi – ha sollecitato gli uffici del ministero competente per materia, in questo caso la Salute di Orazio Schillaci.
I tecnici, però, hanno badato solo ai riferimenti normativi da inserire nel documento. La bozza è stata quindi inviata a palazzo Chigi. E qui c’è stato il vero inghippo: per prassi gli uffici legislativi della presidenza del Consiglio valutano la bontà della documentazione, approvandola. La valutazione politica e comunicativa spettava ai consiglieri più vicini, la filiera Quadrozzi-Ianniello-Scurti, che generalmente scansionano ai raggi X ogni dossier. Solo che il dettaglio è sfuggito, nemmeno la stessa premier si è resa davvero conto di quello che diceva.
Nel caso specifico, risulta a Domani, Fazzolari non ha avuto un ruolo in questa commedia: da sottosegretario non si occupa di interrogazioni parlamentari. Ma, fanno notare fonti di FdI, resta una sorta di responsabilità oggettiva: è il grande teorico della strategia dello scaricabarile, dare sempre la colpa agli altri, a quelli che c’erano prima.
Finora ha funzionato. Almeno fino a quando non è stata tirata troppo la corda. E in mezzo a tutti gli errori dei fedelissimi, chi rischia di pagare il conto è paradossalmente il consigliere economico – ufficialmente per politiche di bilancio – Renato Loiero, che negli infortuni comunicativi e legislativi non ha precise responsabilità.
Secondo le indiscrezioni, non ha convinto Meloni che starebbe valutando due opzioni: la sostituzione tout court o l’affiancamento di un altro esperto, che sarebbe una sorta di commissariamento. Solo che non è facile individuare profili adatti al compito. Il problema dello staff, insomma, inizia a sentirsi.
Anche perché, nella giornata di mercoledì alla Camera, c’è stato un altro svarione dettato dalla foga propagandistica: sulle privatizzazioni Meloni ha accusato il centrosinistra, con parole pesantissime, di aver agito come con gli oligarchi russi dopo il crollo dell’Unione sovietica. Insomma, il ritorno dell’accusa di «amichettismo», cioè di fare favori agli amici.
Un’affermazione spericolata, da cui dovrebbe mettersi in guardia. In un’intervista a La Stampa, il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ha ricordato che la convenzione con i Benetton per Autostrade fu chiusa dal «Berlusconi quater, di cui Meloni era ministra». Un riferimento al cosiddetto emendamento salva Benetton, che dava maggiori garanzie agli imprenditori sulla concessione, votato dalla maggioranza di allora. Meloni compresa.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

LE PENSIONI ANTICIPATE SONO STATE CANCELLATE: IL FALLIMENTO DEL GOVERNO CHE DOVEVA ABOLIRE LA FORNERO

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

GLI ULTIMI DATI INPS EVIDENZIANO IL CALO DELLE USCITE ANTICIPATE, ALTRO CHE ABOLIZIONE DELLA FORNERO

Abolire la legge Fornero doveva essere uno dei primi obiettivi del governo guidato da Giorgia Meloni. E soprattutto della Lega di Matteo Salvini, oggi vicepresidente del Consiglio. Eppure, ormai lo sappiamo bene, in tema di pensioni quello dell’esecutivo è stato un fiasco immediato, con la stretta impressa ai requisiti di uscita già con la prima legge di Bilancio, quella varata a fine 2022 e che ha previsto criteri più stringenti per l’uscita anticipata dal lavoro.
Il numero di nuove pensioni è sceso nel 2023. Un dato che, al di là di un lieve calo delle regolari uscite dal lavoro per il raggiungimento dei criteri di vecchiaia, riflette soprattutto la scelta del governo di irrigidire le regole per i pensionamenti anticipati. Insomma, il governo Meloni che prometteva – soprattutto con il leader leghista – di abolire la legge Fornero, nei fatti ha ottenuto un risultato opposto.
A certificare quanto ormai era già noto ci pensa il Monitoraggio Inps sui flussi di pensionamento dello scorso anno. In totale le pensione decorrenti nel 2023 sono tate 764.907, in calo dell’11,07% rispetto alle oltre 865mila del 2022.
Le pensioni di vecchiaia, viene sottolineato dall’istituto di previdenza, sono state 296.153, in diminuzione del 2,38% rispetto all’anno precedente. Un calo ben maggiore, invece, si registra per il capitolo delle pensioni anticipate.
Il passaggio da Quota 102 a Quota 103 ha determinato l’uscita anticipata per 218.584 lavoratori, ovvero un dato inferiore del 16,09% rispetto a quello del 2022. Inoltre va registrata una netta discesa anche per le pensioni ai superstiti: 203.708, ovvero quasi il 18% in meno) e per le invalidità (a 46.462 unità, ovvero il 13,55% in meno). In leggerissimo rialzo, invece, l’importo medio mensile che è passato da 1.135 a 1.140 euro nel 2023. Inoltre “le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia per il totale delle gestioni risultano più basse nell’anno 2023 rispetto all’anno 2022, scendendo al 5% in più rispetto a quelle di vecchiaia”.
Lo stesso Inps sottolinea che nel 2023 l’Opzione donna (l’uscita anticipata per le lavoratrici) è stata prorogata “con requisiti molto più stringenti”. E questa scelta politica sembra riflettersi sul fatto che la percentuale delle pensioni “femminili su quelle maschili presenta nell’anno 2023 un valore inferiore a quello del 2022”, attestandosi al 119% contro il 127% del 2022.
La stretta sui requisiti per l’accesso all’Opzione donna ha fatto crollare il ricorso a questo strumento: nel 2023 le pensioni liquidate con questa misura sono state solamente 11.255, contro le oltre 26mila del 2022. Inoltre, per quanto riguarda gli importi delle pensioni delle donne, quello medio è di 950 euro, in calo rispetto ai 963 del 2022. E corrisponde al 30,45% in meno rispetto ai nuovi assegni liquidati agli uomini (a quota 1.366 euro). Per quanto riguarda le pensioni anticipate, per le donne l’importo medio è di 1.758 euro al mese e per gli uomini di 2.111 euro.
(da lanotiziagiornale.it)

argomento: Politica | Commenta »

TRUPPE CAMMELLATE, NESSUN FAMILIARE, L’AUTOCANDIDATURA DI TAJANI

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

VA IN ONDA LA TRISTE COMMEMORAZIONE DI BERLUSCONI

Più che in una giornata di ricordo quella di oggi rischia di trasformarsi in una seduta spiritica. Pure con qualche intoppo. Molti reduci e aspiranti eredi che si troveranno per ricordare i 30 anni del video “L’Italia è il Paese che amo” con cui – era il 26 gennaio 1994 – Silvio Berlusconi entrò in politica. Dirigenti, parlamentari e amministratori di Forza Italia si riuniranno questo pomeriggio nel Salone delle Fontane all’Eur in memoria del proprio leader. La kermesse si intitola: “Le radici nel futuro”. Un titolo enfatico che nasconde le difficoltà del partito post-Berlusconi anche solo per organizzare la giornata celebrativa.
Il primo guaio sono stati gli ospiti. Nonostante i tentativi, nessun esponente della famiglia Berlusconi oggi sarà a Roma per ricordare la discesa in campo del padre. Né Marina, né Pier Silvio di cui si è a lungo parlato per una sua possibile candidatura nei prossimi mesi. Hanno rifiutato nonostante la pressante richiesta del coordinatore e vicepremier Antonio Tajani. Meglio evitare di mettere il cappello sull’iniziativa di un partito che si avvia a grandi falcate verso la batosta elettorale alle elezioni europee, è stato il senso dei ragionamenti di Arcore.
Inoltre la famiglia sta provando a disimpegnarsi dal punto di vista economico, visti i 90 milioni di debito che gravano sul partito, magari con l’aiuto di qualche facoltoso imprenditore come Letizia Moratti. Nonostante questo ieri Pier Silvio Berlusconi ha fatto sapere che la famiglia continuerà “a sostenere” Forza Italia ma richiamando i dirigenti a fare altrettanto. Oggi comunque l’unico peso massimo sarà Gianni Letta (convinto con molta fatica da Maurizio Gasparri) che parlerà prima di ospiti minori: Stefania Craxi, Rita dalla Chiesa, Iva Zanicchi e la conclusione che spetterà allo stesso Tajani. La scaletta, per il resto, è pronta: oltre agli interventi, sarà mostrato un video celebrativo del trentennale della nascita di Forza Italia e il ricordo dell’avvocato Niccolò Ghedini e di Alessio Gorla, storico collaboratore di Berlusconi.
Il coordinatore del partito proverà a presentarsi come il vero erede di Berlusconi, in grado di riportarlo ai fasti di un tempo lanciando la sua candidatura al congresso del 24-25 febbraio. Non sarà così e c’è già chi, all’interno del partito, è pronto a chiedere il suo passo indietro in caso di sconfitta alle elezioni europee. In questi giorni però Tajani ha fatto di tutto per dare massima copertura mediatica all’evento di oggi. Lo ha fatto chiedendo ai giornali di centrodestra di scrivere articoli per ricordare i 30 anni dalla discesa in campo presentandolo come il vero leader di Forza Italia in grado di raccogliere il testimone di Berlusconi. Non solo. Tajani ha anche fatto il giro delle televisioni per presentare l’evento: negli ultimi giorni è stato a Quarta Repubblica su Rete 4, Avanti Popolo (Rai 3), Mattino Cinque e Sky.
Resta la difficoltà di organizzare la kermesse. Ci saranno solo 700 persone al Salone delle Fontane. Un po’ poche per un anniversario così importante. Ci saranno solo ministri, dirigenti, parlamentari e amministratori locali. I capigruppo di Camera e Senato Paolo Barelli e Maurizio Gasparri hanno chiesto ai 62 deputati e senatori di essere tutti presenti mentre dai territori i coordinatori regionali hanno organizzato pullman con le solite truppe cammellate per portare dirigenti e iscritti al Salone dell’Eur. Tutto pagato a spese del partito.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

“COSI’ VITTORIO SGARBI HA COMPRATO UN QUADRO IN NERO PER RIVENDERLO A MONTECARLO”

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

IL FATTO RACCONTA LA TESTIMONIANZA DI MARIO BROGNOLI SU UN ALTRO DIPINTO SOTTO INDAGINE

Il sottosegretario Vittorio Sgarbi è indagato a Imperia per esportazione illecita di beni culturali. Al centro della vicenda c’è un quadro. Ma non quello di Manetti. Bensì per il Concerto con bevitore attribuita al Valentin de Boulogne. Scrive oggi Il Fatto Quotidiano che Sgarbi ha comprato l’opera per 10 mila euro. Il dipinto è stato sequestrato mentre era diretto a Montecarlo per una vendita all’estero. Senza però l’attestato di libera circolazione che prevede la legge. Nell’inchiesta compaiono anche la compagna di Sgarbi Sabrina Colle e il mercante d’arte Gianni Filippini. La difesa del sottosegretario sostiene che la tela non fosse sua e che si trattasse di una copia di proprietà di un amico. Mauro Brognoli, l’uomo che nel 2014 ha venduto il quadro a Sgarbi, lo smentisce.
Il testimone
Il dipinto arriva dalla provincia di Brescia. Era di proprietà dei fratelli Bellometti, titolari di una fonderia della zona. Giacomo Crotti detto Jack, l’autista di Sgarbi che abita a Orzinuovi contatta il marito di Patrizia Bellometti per acquistarlo. Ovvero proprio Brognoli, che nel frattempo ha divorziato dalla moglie. «Mia figlia all’epoca studiava all’estero, avevamo bisogno di soldi quando arrivò questa offerta. Io Sgarbi non l’ho mai incontrato di persona, venivano altri due per lui», sostiene. Dice di averlo venduto per diecimila euro ricevuti in contanti. Gianfranco Mingardi, restauratore di fiducia di Sgarbi sempre residente a Brescia, due anni dopo lo riceve per lavorarci. Finisce nel 2018. Da lì il dipinto finisce a Ro Ferrarese, e da lì prende la strada per Montecarlo. Prima però un’expertise fatta in casa lo attribuisce a Valentin de Boulogne.
Il contratto
Infine c’è il contratto. Firmato tra Hestia srl, società di Colle, e la Switz Art di Mirella Setzu con base a Montecarlo. Adesso un giudice deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

TRATTORI SULL’ITALIA: “TRA DIECI GIORNI BLOCCHIAMO IL PAESE”

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

“MELONI E LOLLOBRIGIDA SI SONO TRASFORMATI NEI NOSTRI CARNEFICI”

“Tra dieci giorni blocchiamo l’Italia”. Il popolo dei trattori si è rimesso in marcia. Dal 22 gennaio hanno tenuto 20 sit-in di protesta da Bologna a Viterbo, da Verona a Frosinone. Prossime tappe nei prossimi giorni a Udine, Alessandria e Ravenna. Il prossimo grande ritrovo è nella città romagnola all’insegna dello slogan: “Sovranità. Giù le mani dalle nostre aziende”. Per il governo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini il richiamo al sovranismo ha un che di ironico. Pietro Nenni direbbe: “A fare gara a fare il sovranista, trovi sempre uno più sovranista che ti epura”.
Puntano a Roma, anche se non vogliono dire quando arriveranno nella Capitale. Danilo Calvani, storico esponente del movimento che dieci anni fa arrivò fin dentro i palazzi della politica, è sicuro solo di una cosa: “Stavolta non ci fermano. Abbiamo imparato la lezione”.
Rispetto alla “rivoluzione del 9 dicembre” dei forconi, come allora chiamarono un po’ pomposamente la manifestazione nazionale del 9 dicembre 2013 – dopo l’esecutivo di Mario Monti al governo c’era Enrico Letta – sono cambiate tante cose. E in primis il rapporto con la politica. “Eravamo tanti ma siamo andati male come risultati. La politica si comprò un po’ di persone. Ci hanno chiamato ‘forconi’ perchè c’erano degli infiltrati siciliani che poi si sono venduti. Qualcuno s’è fatto pure i soldi… Ma adesso siamo C.R.A. e basta. Comitati Riuniti Agricoli-Agricoltori traditi. La politica la teniamo alla larga”.
A onore del vero, anche Mariano Ferro, il leader dei Comitati agricoli in rete che fu il volto più noto dei forconi di allora iniziò intimando alla politica di restare a distanza dal movimento. Ma poi lui stesso si candidò alla presidenza della Regione Sicilia, senza conquistare seggi. Nonostante le assicurazioni di Calvani, si vedrà cosa faranno i trattori di oggi.
I forconi del 2013 erano solo in parte agricoltori. Gran parte di quel movimento era formato da autotrasportatori, ambulanti, persino tifosi di calcio. L’ascendenza politica era per lo più a destra, con Forza Nuova che aderì ufficialmente alle proteste, anche se in alcune città come Torino, parteciparono esponenti della sinistra extraparlamentare. Il programma era ispirato ad una generica quanto lapidaria protesta: “Basta!” lo slogan onnicomprensivo, e dentro c’era di tutto, dalla contestazione radicale alle istituzioni ma in genere a qualsiasi tipo di classe dirigente (nel 2016 davanti a Montecitorio tentarono di ‘arrestare’ il mite Osvaldo Napoli, allora deputato di Forza Italia) dal costo della benzina e delle assicurazioni, al caro tasse.
I trattori di oggi partono con un altro obiettivo. Più concreto. Il cuore del movimento è radicato nelle campagne italiane. Danilo Calvani è il leader. “C’è una massa imponente. Ci siamo organizzati dal basso. In due giorni abbiamo contato 150 presidi. Io faccio il presidente e mi occupo delle adesioni dal Centro Italia, poi c’è Luisito Naldi cura l’organizzazione al nord e Giovanni Agresta quella al Sud. Ma tutti sono liberi di aderire. Con la politica vogliamo avere un rapporto chiaro: io non dico a nessuno di non mettere bandiere, perché non voglio dare visibilità a nessuno. Ma nessuno ci deve strumentalizzare”.
Rispetto al movimento del 2013, i trattori hanno un versante social permeabile ai no vax. Tra i forconi e i trattori c’è stato il Covid, ed è una grande differenza.
Così nel movimento emergono due fronti. Uno più legato alle rivendicazioni dei produttori agricoli. L’altro genericamente protestatario, dove si mettono nel mucchio dei nemici l’Unione europea, la Nato, l’Oms. Nei canali telegram che veicolano video e immagini della protesta, torna con insistenza la polemica contro il green pass e i vaccini da parte di comitati anti-vaccinisti, rappresentati dal simbolo della doppia V maiuscola. “Ma le nostre richieste sono tutte legate all’agricoltura. Noi siamo agricoltori liberi, siamo contro i diktat dell’Unione europea e non vogliamo più essere rappresentati dai sindacati come Coldiretti, asserviti ai poteri forti. Ci stanno ammazzando”, dice invece Calvani.
Più prosaicamente rispetto ai proclami no-vax Calvani indica tra i punti del programma l’aumento dell’Irpef agricolo contenuto nell’ultima manovra (‘ci hanno triplicato le tasse’), e ancora in legge di bilancio l’obbligo di assicurare i mezzi agricoli anche se non più usati o rotti, lo stop alla semina di grano e mais imposto dalla Pac (politica agricola comune) per il 2024.
“L’assalto all’agricoltura italiana – spiega il presidente di Cra – è iniziata con le quote latte. Ma oggi noi, che siamo produttori in eccesso secondo l’Europa, non produciamo neanche il 50 per cento di quello che facevamo 30 anni fa. Stanno distruggendo l’eccellenza italiana in tutti i modi immaginabili”. Tra i punti del programma, anche gli accordi
“Hanno fatto accordi con i paesi del Nord Africa, li chiamano corridoi verdi, con questi accordi arriva nel nostro paese in maniera massiccia una produzione ottenuta con presidi sanitari vietati in Italia da 40 anni. Ma noi non li possiamo usare. E anche di questo dobbiamo ringraziare i sindacati agricoli”.
I trattori non sono contrari per principio alla carne coltivata. Hanno richieste più concrete alla politica. “La farina di insetti e la carne sintetica sono questioni di libera scelta, ognuno fa quello che gli pare. Qui il nostro problema – spiega ancora Calvani – è che non riusciamo a fare reddito, ma se siamo esposti per 30-40 mila euro, le nostre aziende vanno all’asta con rapidità impensabile e subito vengono comprate”. Anche per questo chiedono un accesso più facile ai fondi europei per migliorare l’agricoltura. “Li prendono sempre le stesse persone, per miliardi, e anche qui la colpa è dei Centri di assistenza agricola gestiti dai sindacati di categoria”.
Oltre a Coldiretti e Confagricoltura, l’altro grande obiettivo dei trattori è il governo. Ed è curioso perché Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida hanno partecipato a riunioni dei C.R.A. “Venivano e dicevano che se li votavamo ci pensavano loro ad aggiustare le cose. Dicevano che avevamo ragione, e basta sindacati… S’è visto come le vogliono aggiustare. Ora si mettono il collare giallo della Coldiretti e si sono trasformati nei nostri carnefici. Ma il ministro deve rappresentare tutti noi. Se lui pensa di fermare i trattori come ferma i treni si sbaglia di grosso, i trattori non si fermano. La zappa sui piedi se l’è data lui”. Pressioni dalla politica ne arrivano, anche in queste ore di protesta in una ventina di città. “Ci tirano da una parte e dall’altra. Ma non ci muoviamo”. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha rilanciato una foto della protesta. “E che posso fare? non posso mica mandarlo a quel paese…. Gli dico però che lui è un ministro, pensi a dare risposte istituzionali”.
I trattori giurano che questa volta non si faranno fregare. La politica non li avrà. “Andiamo avanti a oltranza. Intanto hanno aderito anche comitati di pescatori e i portuali. E’ un effetto domino. Stiamo ammassando i mezzi. Tra 10 giorni – assicura Calvani – l’Italia sarà paralizzata, nessuno di noi molla. Lo posso mettere per iscritto”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MICHELLE OBAMA CANDIDATA ALLA CASA BIANCA? LE VOCI SI RAFFORZANO

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

LA SUA GRANDE POPOLARITA’ POTREBBE FAR VINCERE I DEMOCRATICI… IPOTESI RITIRO BIDEN A MAGGIO

Il ritiro di Joe Biden dalla corsa per la rielezione annunciato a maggio, con la discesa in campo – a sorpresa ma in realtà preparata da tempo – di Michelle Obama che ottiene poi la nomination democratica per la Casa Bianca alla convention ad agosto.
È questo, secondo il tabloid conservatore New York Post, il piano orchestrato da Barack Obama che, come hanno rivelato nelle scorse settimane diversi media americani, è sempre più preoccupato dalla possibilità che il suo ex vice presidente non riesca a battere di nuovo Donald Trump in uno scontro diretto.
«Obama ha sondato il terreno con i suoi donatori», scrive il Post citando fonti informate secondo le quali anche l’uscita pubblica di qualche settimana fa dell’ex First Lady, che in un’intervista ha detto che l’eventualità di un ritorno di Trump la «terrorizza» e le toglie il sonno, non è stata casuale ma fa parte sempre dell’attenta orchestrazione del marito.
Secondo il tabloid, l’ex presidente starebbe, in modo riservato, un pressing sull’80enne Biden e il suo staff per convincerlo alla rinuncia. Manovre che non sono poi neanche così sotterranee se si pensa alla posizione assunta da David Axelrod, l’ex stratega di Obama, che ha pubblicamente messo in dubbio il fatto che la scelta di candidarsi alla rielezione da parte di Biden sia stata «saggia» o «nell’interesse del Paese».
Il Post, già nei giorni scorsi aveva scritto della possibile candidatura di Michelle – ipotesi che a dire il vero circola da quando il marito ha lasciato la Casa Bianca considerata l’enorme popolarità di cui gode l’ex First Lady – rivelando che oltre un anno fa, nell’estate del 2022, in un incontro con importanti Ceo, lei stessa aveva annunciato: «Intendo candidarmi e sto chiedendo il vostro sostegno». Ma una sfida diretta a Biden era impensabile, così – sempre secondo la ricostruzione del Post – è iniziato il pressing per convincere Biden a rinunciare all’inizio dell’estate, a ciclo delle primarie concluso e poco prima dell’incoronazione della convention.
Il team dell’ex presidente e dell’ex First Lady starebbero continuando a lavorare per sondare il terreno con i grandi donatori e finanziatori che decidono le sorti delle campagne elettorali negli Usa.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“L’ARGENTINA NON SI VENDE. LA PATRIA NON SI VENDE” – DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE SCENDONO IN PIAZZA A BUENOS AIRES PER UNO SCIOPERO GENERALE CONTRO LE MISURE ECONOMICHE DEL GOVERNO DI JAVIER MILEI

Gennaio 26th, 2024 Riccardo Fucile

NEL MIRINO CI SONO LE MISURE DI PRIVATIZZAZIONE DELLE IMPRESE E SUI SUPERPOTERI PER IL PRESIDENTE… IL PAESE HA CHIUSO IL 2023 COL DEFICIT AL 211,4%, IL PIÙ ALTO AL MONDO, E UNA FASCIA DI POVERTÀ AL 40%

“L’Argentina non si vende. La patria non si vende”. Sono arrivati a decine di migliaia fino alla piazza del Congresso, a Buenos Aires, gridando, cantando, tra squilli di tromba e rulli di tamburo nel giorno del primo sciopero generale contro le misure economiche del governo di Javier Milei, a 45 giorni dal suo insediamento.
Serpentoni colorati di manifestanti con le bandiere delle principali organizzazioni sindacali e le sigle dello spettro del peronismo progressista, da quelle della Confederazione generale del Lavoro (Cgt, la prima ad indire la mobilitazione) a quelle della Campora (sinistra kirchnerista), si sono snodati lungo l’arteria della 9 de Julio e l’avenida de Mayo per dire no al mega-decreto di Necessità e urgenza (Dnu) sulla deregolamentazione. Entrato in vigore a fine dicembre, con i suoi oltre 300 articoli modifica alcune normative in materia contrattuale e di indennizzi, instaurando limiti al diritto di sciopero.
Ma si è protestato anche per le misure contenute nel disegno di legge Omnibus, che tra i vari temi tratta della privatizzazione delle imprese e di superpoteri per il presidente dell’Argentina, fondati sulla difficile situazione del Paese, che ha chiuso il 2023 col deficit al 211,4% – il più alto al mondo – e una fascia di povertà al 40%. Un progetto normativo su cui proprio nella notte, dopo una lunga maratona negoziale al Congresso, l’esecutivo è riuscito a chiudere un accordo preliminare, a costo tuttavia di lasciare sul tappeto almeno 150 degli oltre 640 punti previsti, a partire dalla rinuncia a vendere il colosso energetico Ypf.
Proprio contro superpoteri e privatizzazioni si è scagliato il capo della Cgt, Pablo Moyano nel suo intervento davanti al Congresso. “Nessuna crisi può essere l’occasione per distruggere i diritti fondamentali degli argentini”, ha tuonato, definendo il mega-decreto “assolutamente incostituzionale” e la legge Omnibus “imposta con la forza”.
Secondo i leader sindacali sono state tra le 80 e le 100mila le persone scese in piazza nella capitale, in una mobilitazione che in Italia ha ricevuto l’appoggio di Cgil, Cisl e Uil con un presidio davanti all’ambasciata argentina a Roma, mentre dal vicino Brasile il governo progressista di Lula ha osservato con attenzione gli sviluppi della giornata, che non ha registrato particolari episodi di violenza.
Erano solo “una minima parte” degli argentini, ha commentato la ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, minimizzando l’affluenza ed evidenziando piuttosto l’efficacia del protocollo anti-picchetto, con un basso impatto per il transito cittadino, sotto la sorveglianza di un massiccio dispiegamento di forze di polizia.
Uno sciopero che ha provocato comunque numerosi disagi alla circolazione aerea, in un periodo turistico di punta dell’estate australe, con la compagnia statale Aerolineas Argentinas già in deficit, che ha dovuto cancellare 267 voli, con disagi per oltre 17mila utenti, per un costo di 2,5 milioni di dollari, secondo quanto stimato dalla stessa azienda e pubblicato in una nota su X.
Impegnata fin dalle prime ore della mattina a coordinare la situazione in città attraverso le telecamere collocate nei punti nevralgici – dall’Obelisco al ponte Puerreydon, punto di snodo verso le periferia – Bullrich, con un messaggio ripostato dallo stesso Milei sui social, ha avvertito: “Non c’è sciopero che ci fermerà”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.871)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (321)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Gennaio 2024
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    « Dic   Feb »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA GRANDE IPOCRISIA EUROPEA: DA UNA PARTE VIETA L’ACQUISTO DI GAS DALLA RUSSIA, DALL’ALTRA FA IL RECORD DI IMPORTAZIONI DI GNL DA MOSCA : A MARZO L’UE HA COMPRATO 2,46 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS LIQUIDO DA PUTIN: IL MIGLIOR CLIENTE È LA SPAGNA DI PEDRO SANCHEZ, CON ACQUISTI PER 355 MILIONI DI EURO (+124%), SEGUE LA FRANCIA CON 287
    • LA CRISI NON RISPARMIA NESSUNO: NEMMENO IL “FAST FASHION” – H&M ANNUNCIA LA CHIUSURA DI 160 PUNTI DI VENDITA NEL 2026: NEL PRIMO TRIMESTRE DELL’ANNO, IL GRUPPO SVEDESE HA REGISTRATO UN CALO DELLE VENDITE DEL 10% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2025
    • PETE HEGSETH, DAL BASSO DELLA SUA IDIOZIA, IGNORA PERSINO LE BASI DEL CRISTIANESIMO: QUEL BEOTA DEL CAPO DEL PENTAGONO SOSTIENE DI ESSERE UN DEVOTO CRISTIANO, MA NON RIESCE NEANCHE A DISTINGUERE UN VERSO DELLA BIBBIA DA UN FILM DI TARANTINO
    • UN MISERABILE RIFIUTO UMANO
    • PAPA LEONE: “IL MONDO E0 DISTRUTTO DA UNA MANCIATA DI TIRANNI, MILIARDI DI DOLLARI PER UCCIDERE E NON CI SONO RISORSE PER CURARE ED EDUCARE”
    • PAPA LEONE XIV IN CAMERUN ATTACCA I “POCHI DOMINATORI CHE STANNO DISTRUGGENDO IL MONDO”. LA STAMPA USA: “E’ LA SUA REPLICA A DONALD TRUMP”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA