Destra di Popolo.net

SARÀ LA MANOVRA DELLE PROMESSE TRADITE: IL VICEMINISTRO MELONIANO ALL’ECONOMIA, MAURIZIO LEO, È COSTRETTO AD AMMETTERE CHE “LA LEGGE DI BILANCIO È UN WORK IN PROGRESS, VEDREMO COME TROVARE LE RISORSE, QUELLO CHE SI POTRÀ FARE SI FARÀ”

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

TRADOTTO: LE COPERTURE PER ACCONTENTARE TUTTI NON CI SONO. LA PRIMA MISURA A SALTARE POTREBBE ESSERE LA NUOVA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI VOLUTA DA SALVINI. PER FDI E PER FORZA ITALIA LA PRIORITÀ È IL TAGLIO DELL’IRPEF AL CETO MEDIO, CHE COSTERÀ 4 MILIARDI

La manovra resta un cantiere aperto: le coperture sono in alto mare ed è anche per questo motivo che i leader del centrodestra che si sono incontrati mercoledì a Palazzo Chigi hanno deciso di non affrontare il tema. Un quadro più preciso potrà essere fatto tra una decina di giorni quando verranno pubblicati dall’Istat i dati di contabilità nazionale.
Il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo conferma: «La legge di bilancio è un work in progress, siamo interessati a tutte le proposte che arrivano dalle forze di maggioranza. Vedremo come trovare le risorse, quello che si potrà fare si farà – assicura l’esponente di Fratelli d’Italia – ma ancora bisogna fare tutti i conteggi».
Tra le misure esaminate dai tecnici prende piede l’idea di istituire una flat tax sulle parti variabili dei salari: dai festivi agli straordinari, passando per il lavoro notturno e, appunto, la produttività. Così si sottrarrebbero queste voci alla tassazione complessiva a cui è soggetto il cedolino, ottenendo un aumento del netto.
Si tratterebbe di un’aliquota ad hoc con un tetto, prendendo a riferimento la misura sulla produttività che scade nel 2027 e prevede una tassazione del 5% fino a tremila euro lordi con tetto di reddito di 80 mila euro l’anno. L’aliquota e la soglia però sono ancora da individuare, tuttavia Matteo Salvini propone zero tasse sui premi.
Ma sia per Fratelli d’Italia, sia per Forza Italia, la priorità della
legge di bilancio è il taglio dell’Irpef al ceto medio, riducendo di due punti l’aliquota del 35% per i redditi tra 28 mila e 50-60 mila euro. Il costo è di 4 miliardi e potrebbe essere coperto con il gettito del concordato biennale e la quota strutturale della lotta all’evasione.
Diventa però difficile trovare altri 4-5 miliardi da destinare alla quinta rottamazione della Lega che prevede il pagamento dei debiti con il fisco in 120 rate, senza versare interessi e sanzioni. Anche perché nella manovra dovranno esser reperiti svariati miliardi per la sanità, le pensioni e l’Ires premiale.
Lo stallo sulla sanatoria chiesta da Salvini è evidente: il disegno di legge è all’esame della commissione Finanze del Senato, però la scadenza degli emendamenti fissata per oggi è slittata al 22 settembre. E proprio gli emendamenti sono fondamentali per capire che limiti saranno imposti ai contribuenti che pronti a beneficiarne.
Sicuramente, saranno esclusi i recidivi seriali, quelli che hanno aderito alle precedenti rottamazioni e sono decaduti per non aver saldato le rate. Il vice ministro Leo lo ribadisce: «Nessuno nella maggioranza di governo è contrario alla rottamazione ma va fatta cum grano salis, con interventi selettivi per chi si trova effettivamente in difficoltà, senza dare spazio ai recidivi che possono pagare e che usano meccanismi pretestuosi per non farlo».
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge delega per il riordino della professione economico-giuridica che conta 120 mila soggetti in tutta Italia. Tempi più rapidi per
diventare dottore commercialista ed esperto contabile, effettuando il tirocinio per accedere all’abilitazione durante i corsi universitari. Nel ddl si evidenzia poi la necessità di rispettare le disposizioni della legge sull’equo compenso
(da la Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

L’EX PRESIDENTE BRASILIANO JAIR BOLSONARO CONDANNATO A 27 ANNI E 3 MESI PER IL TENTATO GOLPE DEL 2022

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

GIUDICATO COLPEVOLE PER L’ASSALTO ALLA SEDE DEL CONGRESSO DOPO LA SUA SCONFITTA ELETTORALE CONTRO L’ATTUALE PRESIDENTE LULA (LA SCENA RICORDAVA QUELLA DI CAPITOL HILL)

L’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato condannato dalla Corte suprema a 27 anni e tre mesi di carcere per aver cospirato contro l’ordine democratico dopo la sua sconfitta alle elezioni del 2022 contro l’attuale presidente, Luiz Inàcio Lula da
Silva. La decisione era stata sancita poche ore prima, con la maggioranza dei giudici favorevoli alla condanna. Immediata la reazione degli Stati Uniti.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un avvertimento al Brasile: “Agiremo di conseguenza dopo questa caccia alle streghe”, ha detto. Donald Trump aveva già minacciato i giudici brasiliani, sconsigliando una condanna del suo amico Bolsonaro.
E dopo la sentenza ha ribadito: “Non mi piace”. “Oggi è il giorno in cui la supremazia ha trionfato sulla democrazia – ha scritto su X il figlio dell’ex presidente di ultradestra, il senatore Flavio Bolsonaro – coloro che sono stati ingiustamente perseguitati diventano storia, i persecutori diventano feccia. Non rinunceremo al nostro Brasile!”.
La difesa di Bolsonaro ha già annunciato che presenterà ricorso
In questi giorni a Brasilia la Corte suprema brasiliana ha portato avanti la fase finale del processo in cui Bolsonaro, che rischiava fino a 43 anni di prigione, è stato accusato di aver ordito un piano segreto per riprendersi il potere con la forza e uccidere Lula. Con lui, imputate altre sette persone, fra cui ex ministri del suo governo e ufficiali dell’esercito. Il collegio giudicante ha ora fino a 60 giorni per pubblicare la sentenza, poi gli avvocati avranno cinque giorni per presentare istanze di chiarimento.
A presiedere il processo sono stati 5 giudici: con 4 voti a favore della condanna è stata quindi raggiunta la maggioranza.
Poi mercoledì il processo è ripreso con una lunga dichiarazione del terzo giudice Luiz Fux che, a sorpresa, ha votato contro. Fux
ha parlato per quasi 12 ore e ha chiesto l’annullamento dell’intero processo sostenendo che la Corte Suprema non sia il tribunale competente per giudicare il caso. Ha concluso richiedendo l’assoluzione per mancanza di prove, scagionando l’ex presidente. Il voto di Fux e il suo lunghissimo discorso hanno colto di sorpresa sia i politici sia chi segue il processo e scatenato forti reazioni sia da parte di chi sostiene l’innocenza di Bolsonaro sia da chi lo accusa.
Con il voto di Lúcia si è raggiunta la maggioranza per la condanna. La giudice ha scritto ben 396 pagine per spiegare la decisione del suo voto nel processo e ha sostenuto all’inizio della sua oratoria che “con azioni mirate e ben definite, si è preparato un terreno sociale e politico per diffondere il seme maligno dell’antidemocrazia, con l’intento di spezzare il ciclo democratico che il popolo brasiliano ha vissuto negli ultimi quarant’anni” e che “gli eventi accaduti l’8 gennaio del 2023 meritano una risposta penale”.
Bolsonaro si dichiara innocente. Lui e gli altri imputati non si sono mai presentati in tribunale durante la fase finale del processo. Secondo le prove raccolte dalla polizia federale brasiliana, gli imputati avrebbero persino pianificato l’omicidio di Lula, del suo vice Geraldo Alckmin e dello stesso giudice Moraes.
Il piano per riprendersi il potere aveva previsto l’assalto della sede del Congresso a Brasilia, avvenuto l’8 gennaio del 2023, quando centinaia di sostenitori di Bolsonaro si sono riversati a Brasilia durante l’insediamento di Lula vandalizzando la città e i
palazzi del potere. La scena ricordava quella di Capitol Hill. E ora tutti temono la reazione di Trump, che ha già minacciato il Paese con i dazi
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TAX CREDIT, “TRUFFE E DATI FALSATI”: NEL MIRINO ANCHE LA PREMIATA COPPIA TIZIANA ROCCA E GIULIO BASE (LEI ORGANIZZA DUE FESTIVAL IN SICILIA E SARDEGNA, LUI QUELLI DI TORINO E MADRID, OLTRE A DIRIGERE FILM CON SCARSISSIMI INCASSI MA RICCHI DI FINANZIAMENTI)

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

SONO TRE NOMI CONSIDERATI PUNTI DI RIFERIMENTO DELL’INDUSTRIA DEL CINEMA ITALIANO RIPLASMATO DALL’ARMATA BRANCAMELONI

Su altri due nomi puntano gli ultimi accertamenti della Guardia di finanza relativi al tax credit e ai finanziamenti delle produzioni cinematografiche
Si tratta di Tiziana Rocca, agente, produttrice, figura di primo
piano nel mondo del cinema, e di suo marito Giulio Base, regista e attuale direttore del Torino Film Festival.
Sono gli altri due nomi (non indagati) presenti nella stessa missiva svelata da La Stampa, con la quale gli inquirenti hanno chiesto al ministero della Cultura tutta la documentazione disponibile anche sulla One More Pictures, fondata da Manuela Cacciamani, oggi amministratrice delegata di Cinecittà, e da lei guidata fino alla nomina ai vertici della Spa controllata dal governo, giugno 2024, voluta da Arianna Meloni, sorella della premier.
In relazione al tax credit per la realizzazione di opere cinematografiche e in seguito a una serie di esposti, in Procura a Roma sono stati aperti cinque fascicoli. Tra le società dei circa duecento film passati a setaccio, come è noto da giugno, ci sarebbero anche quelle di Andrea Iervolino, e di Marco Perotti, l’imprenditore che ha inoltrato la richiesta di tax credit per il film mai uscito di Francis Kaufmann, il presunto assassino di Villa Pamphilj.
L’ultimo filone d’indagine, invece, quello più recente, che risale a un mese fa, riguarderebbe Manuela Cacciamani, Tiziana Rocca e Giulio Base che, come detto, non risultano indagati. Sono tre nomi considerati punti di riferimento dell’industria del cinema italiano riplasmato dal governo di Giorgia Meloni e dai suoi uomini a capo delle istituzioni culturali.
Tiziana Rocca è: manager, pr, fondatrice della Tiziana Rocca Communications, direttrice di Filming Italy Los Angeles e Filming Italy Sardegna, festival per cui riceve i contributi
dall’apposita commissione ministeriale e sponsorizzati da Cinecittà. L’anno scorso Tiziana Rocca è tornata a dirigere il Taormina Film Festival.
Mestiere, quest’ultimo, che condivide con il marito, scelto dall’ex ministro meloniano Gennaro Sangiuliano come direttore del Torino Film Festival. Rocca risponde a La Stampa sostenendo di «non aver ricevuto alcun avviso dalla Finanza» ma di essere «contenta che stiano effettuando queste verifiche, dopo quello che è successo».
Il sistema tax credit, continua, «è strutturato con una serie di regole sulle quali è facile fare verifiche. I finanziamenti sono pubblici, e io di certo non sono in testa alla classifica dei film. Ho ricevuto solo 125 mila euro».
La manager aggiunge di «non aver mai lavorato con Cacciamani e mai prodotto film con Cinecittà. Ho lavorato con tutte le stagioni politiche. Sono solo forte della mia professionalità». È vero che le attività di Rocca si concentrano soprattutto su eventi e festival, più che sui film.
Tra i pochi prodotti dalla Agnus Dei, altra sua creatura, ci sono quelli girati dal marito. L’interesse degli inquirenti ruoterebbe attorno alle ultime opere di Base e ai finanziamenti ricevuti. Tre produzioni sono targate One More Pictures di Cacciamani, altre due Agnus Dei.
Dal ministero fanno notare che i film sono prodotti quasi in maniera alternata dalle due società: “A la recherche” (2023) “Il Vangelo di Giuda”- pronto e prossimo all’uscita in sala – dalla Agnus Dei; “L’uomo dal fiore in bocca” (2021), “Il maledetto”
(2022) e “Albatross” (2024) da One More Pictures (e sono tre dei quattro ultimi lungometraggi finanziati da Cacciamani).
Si vuole poi analizzare anche il ruolo di coproduttore di Rai Cinema, altra società pubblica guidata da Paolo Del Brocco, che da tempo ha un sodalizio con l’azienda dell’ad di Cinecittà. Al centro dell’attenzione è finito anche l’ultima opera di Base, “Albatross”, biopic sul giornalista neofascista Almerigo Grilz, criticata per il soggetto e per gli scarsi incassi.
Nei documenti forniti dal Mic ci sarà, infatti, quanto ricevuto con il tax credit. E lo stesso avverrà per le altre produzioni. Contattato da La Stampa, Base risponde dal festival del cinema di Toronto. «Continuo a lavorare con la coscienza tranquilla e la schiena dritta. Se ci fossero delle ombre è giusto che vengano a galla, ma so bene come conduco la mia vita e il mio lavoro: rettamente».
Dopo la notizia sulle indagini, le opposizioni chiedono un «chiarimento» al ministro della Cultura Alessandro Giuli, su tax credit, nomine e rapporti politici, a partire da Arianna Meloni. «Il ministero e le sue società controllate – attacca Elisabetta Piccolotti, di Avs – vanno bonificati da questo verminaio di interessi, scontri e favoritismi».
«Basta ciniche campagne di occupazione – sostiene anche Matteo Orfini, del Pd – Cinecittà è il cuore dell’industria cinematografica italiana e non può permettersi vertici che abbiano abusato del proprio ruolo».
Cinecittà rappresenterebbe solo la punta dell’iceberg, secondo il M5S, il primo partito – ricorda Gaetano Amato – a presentare un
esposto contro «questo sistema malato». Il deputato si scaglia contro «gli appartenenti al circoletto vicino al governo, i pochissimi che danneggiano il cinema».
Era stato proprio lui, Amato, attore e scrittore, il più duro contro il film “Albatross”, «che ha goduto di ingenti sgravi fiscali nonostante incassi quasi nulli», e a denunciare la scelta di Base di avvalersi per il festival di Torino della collaborazione della moglie Tiziana. La prossima settimana i 5 Stelle presenteranno una mozione in Parlamento.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

LA DOCENTE CHE FA 150 CHILOMETRI AL GIORNO PER INSEGNARE

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

E SCRIVE A VALDITARA: “PAGHI LEI”

Si chiama Alessandra Boi, è una docente sarda e ogni mattina all’alba si mette in macchina per percorrere 75 chilometri di strada all’andata e altri 75 al ritorno. Un viaggio quotidiano di 150 chilometri che la obbliga a partire alle sei del mattino per arrivare in classe, puntuale, poco prima delle 8.10. La sua è una scelta di responsabilità e dedizione verso il mestiere, ma anche
una sfida logorante contro i costi del carburante, i tempi dilatati e la fatica. Per questo, ha deciso di scrivere una lettera, in parte provocatoria, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, inviata a Open: «Mi rivolgo a Lei – scrive – in qualità di insegnante di scuola primaria, attualmente assegnata a una sede di lavoro che dista circa 75 km dalla mia residenza, per un totale di 150 al giorno. Questo comporta un notevole impegno economico per le spese di carburante, che incidono significativamente sul mio stipendio».
La distanza da casa a scuola
La docente, racconta a Open, vive a Capoterra, un comune di circa 23mila abitanti nel Cagliaritano, ma è stata destinata a una scuola di Villasimius, piccolo centro turistico che conta appena 3-4mila abitanti. Con i trasporti pubblici, il viaggio sarebbe più problematico: «Con il pullman ci metto il doppio del tempo perché il punto di incontro è a Cagliari. E con gli orari della scuola sarebbe impensabile, anche perché alla prima ora non c’è la compresenza con l’altra collega e quindi sarebbe un bel problema per la scuola se facessi tardi». Così, ogni giorno, la docente si mette in macchina e percorre, lentamente e con prudenza, una strada che definisce «a tratti pericolosa e nota per gli incidenti».
La lettera della docente pendolare
«Come insegnante, ho scelto tutte le sedi della provincia disponibili, ma purtroppo ho ottenuto una sede che mi obbliga a percorrere ogni giorno una distanza considerevole. Rispetto ai colleghi che hanno ottenuto una supplenza a pochi chilometri
dalla loro residenza, io mi trovo in una situazione di svantaggio economico, poiché i costi della benzina pesano notevolmente sul mio budget», scrive l’insegnante nella lettera. Ma Alessandra Boi non si limita a denunciare la propria condizione. Avanza al ministro una proposta: introdurre un contributo per le spese di carburante dei docenti pendolari. Una modalità, dice, potrebbe essere rimborsare, anche parzialmente, le spese sostenute per la benzina oppure erogare dei buoni carburante. «Spero possa essere trovata una soluzione per alleviare le spese di carburante per gli insegnanti come me», conclude nella lettera.
Il racconto dell’insegnante a Open
«Io insegno su posto comune nella scuola primaria. Avevo dato molte preferenze, ma mi è toccata Villasimius. Avrei potuto chiedere di lavorare sul sostegno e ottenere probabilmente un posto più vicino, ma non è la mia specializzazione. Ho vinto un concorso per posto comune, non voglio essere costretta a fare un lavoro che non è il mio solo per percorrere meno chilometri», spiega l’insegnante. E il ricordo dello scorso anno è vivido: «Avevo dovuto accettare tre supplenze contemporanee per mettere insieme un monte ore e uno stipendio dignitoso: 6 ore in una scuola, 6 in un’altra e 12 in un’altra ancora. Ognuna con obiettivi diversi: una potenziamento, una posto comune e una sostegno». Per questo, la docente insiste sulla necessità di un intervento: «Non possiamo essere costretti a scegliere tra un posto vicino ma frammentato e fuori dalla nostra specializzazione, e uno lontano che ci costa metà stipendio in benzina. Si potrebbe stabilire una soglia, ad esempio 40
chilometri: oltre quella distanza, scatta un buono o un rimborso. Deve essere un sostegno mirato solo per i pendolari».
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

L’ALLARME DI CAVO DRAGONE: “VENTI ANNI PER SVILUPPARE ARMI, CENTRI DIGITALI AL COLLASSO: COSI’ L’EUROPA NON E’ PRONTA ALLA GUERRA”

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

“LA DIFESA EUROPEA DIPENDE TROPPO DALL’ESTERO, IL TEMPO DELLE SCELTE E’ ORA”

L’umanità non sarà sull’orlo della terza guerra mondiale, ma l’Europa non può permettersi di farsi trovare impreparata di fronte ad eventuali provocazioni o veri e propri attacchi russi. E l’unico modo di farlo è cambiare mentalità e marcia, in primis per quanto riguarda l’industria della difesa. È l’allarme lanciato questa mattina dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, già capo di stato maggiore della difesa e oggi presidente del comitato militare della Nato. «Oggi un sistema d’arma complesso in Europa viene sviluppato in 15-20 anni. Ma le nuove armi con cui si combatte attorno a noi vengono sviluppate in 24 mesi. Chi arriva tardi non arriva proprio», denuncia Cavo Dragone dal palco dell’assemblea generale dell’Agenzia spaziale europea a Frascati (Roma). Ma quello della velocità di produzione è solo uno dei problemi strutturali che affligge
l’industria militare europea, mentre la Russia di Vladimir Putin minaccia in maniera sempre più inquietante di attaccare il Vecchio Continente. Le altre due sfide, sottolinea Cavo Dragone, si chiamano rispettivamente sostenibilità e scalabilità.
L’Europa preda del mondo e il modello Usa
Sostenibilità significa, in questo contesto, soprattutto indipendenza. O come vuole la vulgata europea “autonomia strategica”. «Il 65% delle componenti microelettroniche vengono importate da Paesi extra-europei, il 70% di lanci satellitari europei dipende da vettori non europei, la quantità di dati che viaggiano in rete raddoppia ogni due anni e le infrastrutture digitali esistenti andranno presso al collasso. Non possiamo più permetterci queste vulnerabilità», alza la voce il presidente del comitato militare della Nato. Scalabilità significa invece la capacità di far decollare le produzioni a seconda delle necessità, col sistema più efficace possibile. Qui, spiega l’ex capo di stato maggiore della difesa, il modello sono gli Stati Uniti. «La collaborazione pubblico-privato oggi è una necessità strategia. Guardiamo agli Usa: il Dipartimento della Difesa (ormai rinominato “della guerra”, ndr) detta le priorità, ma poi collabora con il settore privato, che ha la capacità di correre, rischiare e innovare. E così nel solo 2024 sono stati in grado di concludere 100 nuovi contratti con industrie del settore aerospaziale».
L’emergenza alle porte d’Europa e la sferzata sui «dronologi»
È in questo senso che va rivalutata, dice Cavo Dragone, la massima pronunciata dall’ex generale e poi presidente Usa Dwight Eisenhower: Plans are nothing, planning is everything.
«Il tema non è la lista della spesa, ma costruire una visione», la traduce al contesto di oggi l’alto dirigente militare Nato. Che questa mattina in un’intervista al Messaggero ha allontanato allarmi eccessivi su una terza guerra mondiale alle porte, ma al contempo invita tutti a un sussulto urgente sul tema. Perché Vladimir Putin non aspetterà che l’Europa sia pronta, anzi. «Gli attacchi ibridi contro infrastrutture critiche secondo gli ultimi dati del 2025 del centro di eccellenza della Nato per la difesa cyber sono aumentati del 60% rispetto all’anno precedente. Il tempo delle riflessioni è finito, il tempo delle scelte è ora. Sono scelte da fare con determinazione e coraggio. Implementare con caparbietà. Serve una leadership civile e militare, pubblica e industriale che sia strategica, chiara e coraggiosa». E che ognuno si limiti a fare il suo mestiere, possibilmente. «Oggi siamo testimoni privilegiati di un evento di portata storica, la genesi e moltiplicazione esponenziale di nuova figura professionale, quella del dronologo. Ed erano gli stessi che sino a un attimo fa erano tutti immunologi», scherza almeno per un attimo Cavo Dragone.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

I PERICOLI DEL DECISIONISMO

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

IL COSTITUZIONALISTA AINIS: “L’ITALIA E’ A UN BIVIO: DEMOCRAZIA LIBERALE O AUTORITARIA”

Una sirena sta stregando l’universo mondo: il decisionismo. L’autorità sovrana di un uomo, d’una donna, o al limite un marziano che decida per tutti, togliendoci il fastidio di pensare, scrollandoci di dosso i dubbi, placando le paure. E liberandoci dalle lungaggini, dai riti democratici, che paralizzano qualsiasi scelta di governo, oppure la revocano un momento dopo averla assunta. In questi giorni ne è prova la Francia, dov’è andato in crisi il quarto esecutivo nel giro di un paio d’anni. Un gioco a eliminazione, di cui è rimasta vittima Élisabeth Borne, e dopo di lei Attal, Barnier, adesso Bayrou. Mentre in Giappone, sempre in questa settimana, è caduto il Premier Ishiba, dopo nemmeno un
anno di governo. Forse domani succederà anche in Spagna, dove Sánchez governa con un solo voto di scarto sulle opposizioni, e con il fiato sul collo della magistratura (altro fastidio delle democrazie) per un’inchiesta sulla corruzione. Ma certamente non può accadere in Russia, in Cina, o nella Turchia e nell’India ormai postdemocratiche, i cui leader sono in sella da un decennio e passa.
Alle nostre latitudini, quella sirena canta da gran tempo. Per primo fu Bettino Craxi, durante i remoti anni Ottanta, a fare del decisionismo uno stile di governo — maniere spicce, niente mediazioni, e il sogno d’una «grande riforma» per stabilizzare finalmente l’altalena degli esecutivi. Dopo d’allora quintali di libri e di convegni, think tank come italiadecide di Luciano Violante, e soprattutto due progetti di riforma costituzionale (timbrati da Berlusconi e poi da Renzi) all’insegna del decisionismo. Respinti ambedue dagli elettori, ma non c’è due senza tre. Giacché quella sirena ci irretisce, promette di semplificarci l’esistenza, se non di rivoltarla come un guanto, secondo lo slogan coniato dal People’s party — antesignano di tutti i movimenti populisti — nel 1894: «una vita più ricca, più felice, più piacevole e sicura per ogni cittadino».
Sicché adesso ci risiamo. Anche se il decisionismo all’italiana per il momento procede a fari spenti, e senza far rumore. Però procede, la linea è già tracciata. E sarà bene farsi trovare svegli quando suoneranno le campane. Perché in quel momento, come ha osservato Enzo Cheli di recente (Corriere della sera, 6 settembre), l’Italia starà davanti a un bivio: democrazia liberale o
autoritaria. Il primo modello è quello disegnato a suo tempo dai costituenti, con un sistema di governo armato di pesi e contrappesi e con una garanzia giuridica per le libertà dei singoli e dei gruppi. Dicono che questo modello abbia reso troppo precari i nostri esecutivi, e almeno in parte sarà pure vero; tuttavia è curioso che la critica provenga dal governo più stabile degli ultimi decenni. Il secondo modello concentra viceversa ogni potere nelle mani solitarie del premier, prosciugando il ruolo del capo dello Stato e sequestrando il Parlamento, cacciato via con nuove elezioni se si mette di traverso, se non è obbediente.
Premierato, è questo il suo nome di battesimo. Benché abbia assai poco a che fare con il premierato di stampo anglosassone, dove l’esecutivo dipende dalle Camere, anziché l’opposto. Negli ultimi tempi i nostri governanti hanno smesso di parlarne, ma intanto la riforma è già stata votata dal Senato. Così come nessuno apre bocca in pubblico sull’altra riforma decisionista che finirà per caderci sul groppone: una nuova legge elettorale. Però s’intessono conciliaboli, filtrano indiscrezioni. E a quanto pare circola l’idea d’introdurre l’indicazione del premier sulla scheda elettorale, blindandola con un bel premio di maggioranza. Un subpremierato, chiamiamolo così. Una riforma costituzionale varata con legge ordinaria. D’altronde la prima — il premierato — contiene già al suo interno la seconda, come noce nel mallo. Se verrà approvata, il nuovo articolo 92 della Costituzione renderà obbligatoria una legge elettorale con «un premio su base nazionale che garantisca una maggioranza» al premier. Il premio
del premier, parrebbe un gioco di parole. Ma non è un gioco, è una sfida.
(da repubblica.it)

argomento: Politica | Commenta »

SANITA’ AMMAZZATA DAI POLITICI: MENO 60 MILIARDI RISPETTO AI PAESI UE

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

NO PREVENZIONI E CURE, PAZIENTI RASSEGNATI

“Tra poco in molte regioni ci sono le elezioni. Ma quando andiamo a votare non ricordiamo che l’80% del budget delle Regioni è destinato alla sanità. Sono questi enti che decidono come siamo curati, come sono i nostri ospedali, quanto personale deve essere assunto, il rapporto percentuale tra il numero dei cittadini e i posti letto”.
Esordisce così la giornalista Milena Gabanelli nel dibattito di ieri alla festa del Fatto: “Come sta la sanità”. Gabanelli affronta la questione con il suo stile, non solo indicando i mali, i numeri, ma anche quello che potremmo fare noi cittadini.
Accanto a lei ci sono altre figure che da anni si dedicano alla battaglia per salvare la sanità pubblica italiana: Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, che con le sue analisi e le sue proposte è stimolo e spina nel fianco di chi governa la salute. Poi Maria Rita Gismondo, nota microbiologa che ha lavorato al Sacco e all’Università di Milano. Infine Eleonora Daniele, giornalista tv, che alla salute psichiatrica ha appena dedicato un libro reportage.
Diversi di loro riprendono il testimone lasciato da Gabanelli: il ruolo che possono avere i cittadini di fronte a una politica che si è dimenticata della salute. Lo ricorda Cartabellotta: “L’Italia investe nel Sistema Sanitario Nazionale circa 135 miliardi. Facendo un calcolo è come se spendessimo oltre 50 miliardi in media in meno degli altri Paesi europei. E non parlo di Germania e Francia che giocano proprio in un altro campionato, ma di tutti gli stati dell’Unione. Per essere alla pari con gli altri dovremmo arrivare a 185 miliardi. Eppure i cittadini sembrano rassegnati, non si incazzano”. In che cosa si traduce tutto questo? “La perdita dell’universalismo. Cioè… abbiamo anche strutture di eccellenza, ma i cittadini non sono curati in modo uguale. Chi ha più mezzi ha cure migliori. E il livello di assistenza non è certo lo stesso in ogni parte del Paese”. Gismondi prova a indicare le tappe ‘della morte’ della sanità pubblica: “Tutto cominciò quando il ministro della Sanità, Francesco di Lorenzo, all’inizio degli anni Novanta, parlò di ‘aziende’ ospedaliere. Certo, gli ospedali devono avere i conti a posto, ma il loro scopo non è produrre profitto. È produrre salute”. Nel dibattito c’è un convitato di pietra: la politica. Quella che, ricordano gli ospiti, spesso sceglie dirigenti e medici in base alla appartenenza e non alle competenze. Ma la politica, anche, che lamenta di aver perso un ruolo, di non incidere più nella società, e poi non si occupa adeguatamente del tema che più incide sulla vita dei cittadini: la salute.
La politica che si è dimenticata quello che c’è scritto nella Costituzione all’articolo 32: “La salute è un diritto fondamentale”. Ma se poi la subordina a bilanci e conti, diventa
un diritto condizionato. Secondario.
Un dibattito serrato: si parla del personale insufficiente, del ruolo del medico di base, della mancanza di prevenzione, delle liste d’attesa interminabili, dei milioni di italiani che sono costretti a non curarsi più, semplicemente perché non hanno i mezzi. E poi ancora del rapporto con le multinazionali e dei prezzi dei nuovi farmaci.
Ed Eleonora Daniele racconta la sua esperienza di familiare di persona colpita da autismo e insieme di cittadina impegnata per cambiare le cose in un ambito, la psichiatria, troppo trascurato: “Sta passando la nuova legge sulla salute mentale”, racconta Daniele, “ma in Italia le destiniamo poco più del tre per cento delle risorse complessive per la salute. In altri Paesi europei siamo al sette per cento”. Siamo sempre lì, al confronto impietoso con i nostri vicini, con gli stati che fanno parte con noi dell’Unione europea. “Eppure”, conclude Daniele, “il disagio psichico e i suicidi sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti”.
L’Italia negli anni 90 era al secondo posto al mondo nella classifica Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) della qualità della sanità pubblica. Oggi stiamo scivolando indietro, così come nelle classifiche sulla durata media della vita.
Ma come dicono Gabanelli e Cartabellotta. tocca anche a noi dire la nostra: con il voto, con tutte le forme di partecipazione.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

UGUALI IN MORTE, DIVERSI IN VITA

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

NON TUTTE LE VITTIME SONO UGUALI

Con ogni probabilità è un fanatico politico di sinistra ad avere ucciso il fanatico politico di destra Charlie Kirk, megafono di quasi ogni abominevole idea oggi al potere in America (suprematismo bianco e culto delle armi da fuoco in primo luogo). Tutti diciamo e pensiamo (ed è sacrosanto pensarlo e dirlo) che ogni idea, anche la più detestabile, va discussa apertamente e lealmente; e che l’omicidio politico è un crimine orribile, e lo è tanto più in una nazione che ne ha fatto sempre uso abbondante per l’ovvia ragione che è il luogo più armato del mondo, e c’è una proporzione evidente tra il numero delle armi in circolazione e la probabilità che qualcuno le adoperi.
Ma se i killer politici sono tutti uguali e spregevoli, non sono così uguali tra loro le vittime.
Jo Cox, la deputata laburista inglese uccisa a pugnalate per la strada da un fascista, era in prima fila nella lotta alla discriminazione razziale. I settantasette adolescenti inermi massacrati da Breivik erano socialisti e pacifisti, e non una parola d’odio apparteneva al loro linguaggio. I due deputati dem del Minnesota assassinati in casa loro, nel giugno scorso, da un antiabortista che voleva “purificare l’America dai dem”, non volevano purificare l’America da nessuno. E, per rifarsi ai grandi delitti politici, Luther King, i due Kennedy, Olof Palme non sono
stati uccisi per avere incitato all’odio, ma perché si battevano per diritti e libertà. E Rabin venne ucciso da un fanatico ortodosso perché voleva negoziare con i palestinesi.
È ugualmente inaccettabile morire per le proprie idee, ma non è per niente uguale vivere esaltando la superiorità di una razza sulle altre, o di un popolo sugli altri, e vivere lavorando per l’uguaglianza e la pace tra gli esseri umani.
(da repubblica.it)

argomento: Politica | Commenta »

SIGFRIDO RANUCCI È A UN PASSO DA LA7, TELE-MELONI RENDE LA VITA IMPOSSIBILE AL CONDUTTORE DI “REPORT” E CAIRO TENTA IL COLPACCIO: ENTRO FINE MESE CI SARÀ L’INCONTRO DECISIVO TRA URBANETTO E RANUCCI

Settembre 12th, 2025 Riccardo Fucile

IL PROGETTO È GIÀ PRONTO, PRIMA SERATA DI LUNEDÌ, SECONDE SERATE CON “REPORT-LAB”, COINVOLGENDO SITO, SOCIAL E L’EDITRICE SOLFERINO … CAIRO VUOLE RIPOSIZIONARE IL “CORRIERE DELLA SERA” (ESSERE LA GAZZETTA DI FAZZOLARI NON PORTA ALL’EDICOLA NUOVI LETTORI)

Ci sarà entro la fine del mese, secondo LaPresse, l’incontro decisivo tra Urbano Cairo e Sigfrido Ranucci per l’eventuale passaggio del conduttore di Report e di un suo programma a La7. L’editore ha più volte manifestato grande stima nei confronti del conduttore. Ma come stanno davvero le cose?
Se il passaggio andrà in porto, sarà la prossima stagione. Ranucci tornerà in onda con Report il 28 ottobre su Rai3, ma raccontano più fonti che il rapporto con Viale Mazzini sarebbe agli sgoccioli, una lenta erosione, la squadra di lavoro “demolita”. Una serie di problemi che avrebbero reso la vita del giornalista e della squadra che realizza il più importante programma di inchieste della Rai, impossibile.
Il primo nodo, la collocazione e il taglio delle puntate, determinate da chi ha gestito il palinsesto (Stefano Coletta, ndr) e la mancata difesa del taglio delle puntate da parte del direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini. Poi la delusione per non aver valorizzato le competenze della redazione, il taglio delle repliche. Ranucci, che è rimasto uno dei pochi conduttori interni Rai, aveva protestato per difendere Report, alla presentazione dei palinsesti a Napoli. Il futuro è tutto da scrivere.
A quanto pare, Cairo offrirebbe invece un progetto editoriale a tutto tondo con impiego anche in altri programmi, libri, instant
book, un progetto “da factory”. Un piano ambizioso, ma ancora tutto da costruire e con tutte le incognite del caso. Certo La7, con la sua offerta, è molto forte sul piano dell’informazione. “Se davvero la Rai dovesse perdere Sigfrido Ranucci, saremmo di fronte a un segnale devastante: lo smantellamento progressivo del servizio pubblico e l’appiattimento totale dell’informazione ai desiderata del governo Meloni. Sarebbe la conferma di una deriva in cui la professionalità e l’indipendenza viene sacrificata sull’altare del controllo politico”, commenta la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia. “Non si può ignorare il clima soffocante in cui Ranucci e la sua redazione sono stati costretti a lavorare negli ultimi due anni: attacchi continui da ministri e esponenti di governo, nessuna parola di difesa da parte dei vertici Rai, totale silenzio istituzionale di fronte alle pressioni – prosegue – Addirittura, caso probabilmente unico al mondo, un intero partito come quello di Fratelli d’Italia ha querelato la trasmissione. Ma soprattutto in questi anni abbiamo dovuto assistere a uno stillicidio di azioni utili solo a mettere i bastoni tra le ruote a Ranucci e alla sua squadra: dalla riduzione del numero di puntate al taglio delle repliche, dai ritardi nell’emissione delle matricole alla controprogrammazione di chi cura i palinsesti, fino ad arrivare ai moniti disciplinari e alla questione della stabilizzazione dei precari che verranno mandati nelle sedi regionali svuotando proprio redazioni come quella di Report. Tutto questo, mentre il programma continuava a registrare ascolti altissimi, confermandosi non solo una punta di diamante del giornalismo di inchiesta Rai, ma uno dei
riferimenti più autorevoli e credibili di tutto il panorama mediatico italiano”. Anche il consigliere Roberto Natale lancia l’allarme: “Il servizio pubblico è da molti anni e deve continuare ad essere la casa di Sigfrido Ranucci. È impensabile che l’informazione Rai debba fare a meno di un’offerta apprezzata da milioni di cittadini, che tiene alta – pur in un contesto difficilissimo e sotto il fuoco di troppi attacchi politici – la migliore tradizione del giornalismo di inchiesta. Sono certo che Sigfrido, da sempre tifoso del servizio pubblico ancor prima che suo dipendente, non vorrà ammainare la bandiera di una vita e darla vinta a coloro che vorrebbero una Rai più spenta e più debole”. E in una nota, il Cdr del Tg3, fa un appello all’azienda perché metta Ranucci e la sua redazione in condizione di lavorare al meglio. “Le giornaliste e i giornalisti del Tg3” si legge nel documento “apprendono con preoccupazione del possibile addio di Sigfrido Ranucci alla Rai. Sarebbe l’ennesimo e gravissimo episodio di impoverimento della nostra azienda e, in particolare, della nostra Rete la cui identità è stata già ampiamente erosa negli ultimi anni. Pretendiamo dall’azienda che faccia tutto il possibile per dare al nostro collega e alla sua squadra le migliori condizioni di lavoro possibili, salvaguardando spazi di libertà e indipendenza, elementi essenziali della vita democratica del Paese”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.054)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (505)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2025
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SILVIA SALIS OSPITE DI FAZIO DA’ UNA LEZIONE DI STILE A CHI PENSA SOLO ALLA POLTRONA: “LE PRIMARIE DIVIDERANNO IL CAMPO PROGRESSISTA. NON VOTERO’ ALLE PRIMARIE PERCHE’ NON SAREBBE CORRETTO, ENTRAMBI APPOGGIANO LA MIA GIUNTA A GENOVA, IN POLITICA CONTA LA COERENZA” (E A CONTE E TRAVAGLIO SARANNO FISCHIATE LE ORECCHIE)
    • “NON SONO PIÙ DISPOSTO A PERMETTERE A UN PEDOFILO, STUPRATORE E TRADITORE DI MACCHIARMI LE MANI CON I SUOI CRIMINI”: POCO PRIMA DI AVER CERCATO DI UCCIDERE TRUMP ALLA CENA DEI CORRISPONDENTI DELLA CASA BIANCA, L’ATTENTATORE COLE TOMAS ALLEN HA INVIATO IL SUO “MANIFESTO” ALLA FAMIGLIA
    • ISRAELE, I DUE EX PREMIER LAPID E BENNET UNISCONO LE FORZE PER CACCIARE NETANYAHU
    • BIENNALE, ECCO IL CARTEGGIO TRA BUTTAFUOCO E LA COMMISSARIA RUSSA
    • AUMENTANO I SINGLE IN ITALIA: NEL 2025 ERANO OLTRE 6,3 MILIONI E SI PREVEDE CHE NEL 2050 IL 41% DELLE FAMIGLIE SARÀ FORMATO DA UNA SOLA PERSONA: SOLO DUE SU DIECI IN ITALIA SARANNO COMPOSTA DA UNA COPPIA CON FIGLI
    • CHE FINE HA FATTO MARCO RUBIO? IL SEGRETARIO DI STATO USA È QUASI SPARITO DALLA TRATTATIVA DI PACE CON L’IRAN, CHE IN TEORIA DOVREBBE ESSERE IL SUO MESTIERE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA