Destra di Popolo.net

ITALIA, GLI ADULTI SONO I MENO ISTRUITI NELL’UE E UNO SU QUATTRO E’ A RISCHIO POVERTA’

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

LO RIVELA LO STUDIO THEA AMBROSETTI SULLE DINAMICHE TRA SCUOLA E LAVORO… MALE ANCHE LE COMPETENZE DIGITALI

Il tema della povertà e del rischio di esclusione sociale è entrato, finalmente verrebbeda dire, anche nel luogo dove tutti gli anni si riuniscono imprese, economisti e politici, il Forum Ambrosetti. Dopo aver affrontato la questione dei Neet, dei giovani che, per motivi diversi, né studiano né lavorano, ieri è stato presentato un rapporto sulla povertà educativa, basato su primi risultati di una ricerca svolta congiuntamente dal Gruppo Ambrosetti (Thea Group) e dalla Fondazione Crt, con l’obiettivo sia di comprendere meglio il fenomeno, sia di identificare le migliori pratiche di contrasto della stessa, anche attraverso l’analisi delle esperienze internazionali e definire indicazioni di policy a livello nazionale e progetti pilota a livello territoriale che possano essere riproducibili.
I dati sono tutti noti presi uno per uno. Nel loro insieme disegnano una situazione ad alta problematicità. L’Italia è tra i
paesi Ue con la percentuale più alta (23,1% rispetto alla media) di persone tra i 25 e i 49 anni a rischio di povertà o esclusione sociale, con un divario territoriali nella loro distribuzione più ampio, il che fa sì che le regioni del Sud siano tra le regioni europee con una incidenza maggiore.
I gap di adulti e giovanissimi
La metà di queste persone ha al massimo la licenza della scuola secondaria di primo grado. D’altra parte è noto che gli adulti italiani sono i meno istruiti nella Ue: nelle fasce di età 25-64 anni uno su tre ha al massimo la licenza della secondaria inferiore. E tra le persone di 25-34 anni, solo il 31,6 ha una laurea, a fronte del 44,5% della media europea. Anche tra bambine/i e adolescenti lo sviluppo delle competenze cognitive è nettamente inferiore rispetto alla media Ocse così come misurate dal sistema PISA, e i tassi di abbandono precoce degli studi più alti, pur con forti differenze tra italiani (8,5%) e stranieri Ue (15%) e non Ue (27,4).
Anche le competenze digitali, “la nuova grammatica del lavoro”, sono comparativamente poco diffuse, nonostante tutti possiedano almeno uno smartphone. Tra i giovani fino a 19 anni, i cosiddetti nativi digitali, possiede competenze digitali di base il 56%, a fronte del 73% della media europea. Un dato problematico, non solo perché, come segnala il rapporto, molta domanda di lavoro ormai richiede una qualche competenza digitale e che c’è un gap di quasi 15 punti tra domanda e offerta di competenze digitali, pari a circa 3,4 milioni di occupati. Una competenza digitale di base è necessaria anche per muoversi con consapevolezza nel
modo dell’informazione, della comunicazione in generale e in molte attività quotidiane. Esserne privi è una forma di analfabetismo funzionale che provoca vuoi esclusione, vuoi dipendenza acritica, o entrambe.
La povertà educativa da adulti è conseguenza del non aver incontrato durante gli anni formativi risorse e opportunità di sviluppo delle capacità adeguate. Per questo, in carenza di politiche che, mentre contrastano la povertà materiale ed educativa degli adulti, prevengono che si trasmetta intergenerazionalmente, è destinata a rimanere un dato strutturale della nostra società.
Uno stop alla mobilità sociale
Come segnala anche il rapporto, crescere in un contesto familiare e sociale svantaggiato è in stretta correlazione con uno sviluppo delle competenze più ridotto rispetto ai coetanei più fortunati. Inoltre, anche a parità di competenze raggiunte, incide sulle scelte scolastiche dopo la secondaria di primo grado, innescando circoli viziosi di povertà educativa. Entrambi i fenomeni, che rappresentano un vero e proprio vulnus sia all’articolo 3, secondo comma, sia all’articolo 34 della Costituzione, sono particolarmente accentuati per gli stranieri.
Secondo gli estensori del rapporto, queste dinamiche di povertà educativa contribuiscono a bloccare la mobilità sociale e a indebolire la coesione sociale del paese, oltre a non colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro. Stimano che, se invece si riducesse la povertà educativa almeno per quanto riguarda l’istruzione (cui di fatto è largamente assimilata in questo primo
rapporto, nonostante in premessa si parli di fenomeno multidimensionale), si potrebbero generare in Italia fino a oltre 3 milioni di occupati in più.
Si tratta di un rapporto ricco e utile, anche nell’analisi di ciò che viene fatto in altri paesi che da più tempo hanno messo in agenda il contrasto e la prevenzione della povertà educativa, con misure organiche e strutturate. Rimane tuttavia sulla soglia di due questioni a mio parere rilevanti. La prima riguarda la disponibilità effettiva del sistema imprenditoriale italiano ad assorbire a condizioni decenti una offerta di lavoro più qualificata. Sarà certamente vero che molti posti non si riescono a riempire, ma lo è anche il fatto che assistiamo ad una emigrazione di laureati e diplomati che non trovano in Italia opportunità soddisfacenti. La seconda riguarda l’assenza di un’analisi delle condizioni di contesto che disincentivano l’apprendimento e scoraggiano dalla prosecuzione degli studi.
Condizioni che hanno a che fare con la povertà materiale delle famiglie, ma anche con i modelli didattici e la mancanza di risorse culturali, di gioco, sport, verde, relazioni educative extra-familiari ed extra-scolastiche. Come sa chi lavora sul campo, per trattenere a scuola chi è a rischio di uscita precoce e coltivarne il desiderio di apprendere ci vuole molto lavoro, fantasia e capacità di collaborazione tra soggetti diversi (non basta il tutoraggio con l’AI). Ancora di più per chi ne è uscito definitivamente. Da questo punto di vista, a proposito di indicazioni di policy e di esperimenti pilota, le molte iniziative pilota che ha messo in campo in giro per l’Italia, come il Fondo di contrasto alla
povertà educativa minorile, finanziato in larga misura dalle Fondazioni, offrono molte indicazioni su che cosa funziona dove e a quali condizioni, per metterle finalmente a sistema.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

CENTO SOLDATI ISRAELIANI OSPITI DI UN RESORT IN SARDEGNA E PROTETTI

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

IN UN HOTEL DEL GRUPPO HILTON A SANTA REPARATA SGUARDI DIFFIDENTI, IN PUBBLICO PARLANO TRA LORO IN INGLESE

Immaginate un lounge bar al tramonto con un dj e musica chill out. Il sole che si tuffa fra il mare e una delle coste più suggestive della Sardegna. Ragazzi e ragazze, tutti israeliani, che ballano con cocktail mano. Connazionali più maturi in drappelli, tatuati e ben piazzati, che si scambiano pacche fraterne e selfie. Il contesto è un resort 5 stelle con spiaggia privata, tre ristoranti, piscina a sfioro e Spa. E poi massaggi, pilates, hata yoga. Ecco, da questa distanza, Gaza vi sembrerà lontanissima
Siamo al Mangia’s resort Curio Collections di Santa Teresa di Gallura, hotel del gruppo Hilton. Costo medio 4-500 euro a notte, 200 posti, la metà occupati da un unico gruppo di israeliani. La metà sono single fra i venti e i trent’anni, si conoscono tutti. La località si chiama Santa Reparata, nome perfetto per chi è in cerca di anonimato e cerca un rifugio per rimarginare le ferite di guerra. Chi sono ce lo svela una fonte che lavora nella struttura: “Sono soldati israeliani, purtroppo”. Lo sottolinea due volte: purtroppo. “Sono quelli di cui parlano i giornali. Abbiamo la polizia che sorveglia costantemente l’ingresso. Proteggono loro, ma proteggono anche noi. Alcuni si comportano bene, altri dopo che bevono diventano molesti. Urlano, e insultano, sono arroganti e con segni evidenti di stress. Non sono turisti come tanti. Vanno in gruppo come se fossero in squadra, si guardano le spalle. Ogni sera si vanno a prendere bottiglie da bere a bar chiuso. Un po’ li lasciamo fare, cerchiamo di evitare che la situazione degeneri”.
Accade sotto i nostri occhi. A mezzanotte e mezza, dopo che il pullman che li aveva portati tutti a Santa Teresa li riscarica in albergo, la lobby è piena di vita. Chi scrive è l’unico non israeliano fra israeliani che gozzovigliano. I gruppetti sono diventati un unico gruppone. Si ride, si scherza, si beve. Il bar è chiuso, ma sotto gli occhi vigili e quasi paterni di un uomo più anziano, verrebbe da pensare un ufficiale, le comitive si servono liberamente dal bancone. Sulle prime sono gentili, mi offrono da bere, sebbene a pagare sia l’Hilton: “Come my friend, drink something”.
Si chiama Eron, ci siamo conosciuti per caso a Santa Teresa,
dopo che ci ha chiesto da accendere: “Vengo da Israele, questo posto è bellissimo, sai perché? Perché ci si sente davvero liberi. Qui non ti senti giudicato”. Ha il fisico asciutto e le movenze di un militare, ma come altri, diventa sfuggente quando ci si avvicina all’argomento: “Hard times”. È un po’ stupito di ritrovarci proprio in quell’albergo. Gli facciamo notare l’anomalia della sproporzione tra israeliani e autoctoni, lui ridacchia e se ne va. Nel frattempo il clima si è fatto ostile. L’unico fra tutti ad ammettere di far parte dell’esercito è un ragazzo più giovane con cui scambiamo due parole al bancone di un bar. Dice di chiamarsi Reuven e di essere lì solo con un amico: “Voi in Europa parlate di genocidio ma non capite cosa è stato per noi il 7 ottobre”. Non c’è il tempo per un’altra domanda, si offende e se ne va. Lo ritroviamo all’after party con il gruppone, con i commilitoni che lo chiamano con un altro nome. Proviamo a fare un cenno ma il saluto non è ricambiato.
Non indossano kippah o segni religiosi. Quando scendono in paese, le stesse persone che prima si parlavano in ebraico adesso le sentiamo parlare fra loro in inglese. Accade con due donne nella boutique Amare mio, intente a provare vestiti nel camerino. “Non disponiamo di documenti sull’appartenenza di queste persone all’esercito israeliano, – spiega Ismail Fawzi, medico e presidente dell’associazione Amicizia Sardegna Palestina – ma abbiamo elementi significativi: età, corporatura, atteggiamenti, comportamenti, del tutto anomali per turisti ordinari. Sono scortati dalla polizia. Nella nostra esperienza gli israeliani non si muovono così in massa senza basi logistiche, dunque è probabile
che esista un qualche accordo con le autorità italiane”.
I negozianti di Santa Teresa sembrano non farci troppo caso. L’emergenza dell’estate gallurese è l’invasione dei cinghiali. C’è da dire che, anche confusi nella folla, non passano proprio inosservati. Un gruppo di ragazze ieri avrebbe preso a male parole una bancarella che esponeva iniziative palestinesi. Incrociamo tre uomini al nostro arrivo in paese. Sulla quarantina, palestrati, accento israeliano, uno di loro porta uno zaino dell’esercito israeliano. Osservano le vetrine di un negozio di corallo in via Maria Teresa, ma si guardano intorno in modo nervoso come se stessero in pattuglia. Quando si abbandonano i convenevoli hanno fretta di andare via.
Nei giorni scorsi la notizia è rimbalzata fra le chat di attivisti Pro Pal ed è stata rilanciata da un quotidiano locale online, Sardegna 24: ci sono comitive di soldati dell’Idf mandati in Gallura a “decomprimere”, cioè a curare lo stress postraumatico della guerra, sindrome di cui soffrono 3770 soldati sui 130 mila impiegati, con 16 suicidi nel solo 2025. “Faccio parte del Pd e ho ricevuto l’invito alla mobilitazione – racconta Anselmo Soro, titolare del bar – a dir la verità mi sembra che ci sia il rischio di fare generalizzazioni”. I manifestanti fino ad ora hanno organizzato alcuni sit-in all’aeroporto di Olbia, dove hanno contestato comitive di turisti israeliani in arrivo da Tel Aviv: “Non ci sta bene che chi commette crimini di guerra venga qui in viaggio premio”, spiega Vittoria Nicoli, portavoce di Lungoni per la Palestina. Tre consiglieri regionali della lista Uniti per Todde – Sebastian Cocco, Valdo Di Nolfo e Giuseppe Frau –hanno chiesto alla Geasar, società che gestisce l’aeroporto di Olbia, di interrompere il collegamento con Tel Aviv, per “questioni di sicurezza” ma anche per non accogliere “attività economiche e turistiche con un governo che sta violando il diritto internazionale e compiendo azioni riconosciute come crimini di guerra”.
Ieri un corteo di protesta si è affacciato davanti al Mangia’s. Gli attivisti hanno raccolto screenshot di chat interne tra dipendenti della struttura e i loro superiori, in cui si invita a negare ai giornalisti che gli ospiti siano militari. Un copione che si verifica puntualmente quando proviamo a fare qualche domanda: “Sono solo turisti e sono un po’ ovunque”, dice un receptionist senza troppa convinzione. Ma la gazzella dei carabinieri davanti all’ingresso? E la vigilanza disposta dal questore di Sassari? La Digos sostiene non si tratti di militari, ma dei dipendenti di una compagnia di telecomunicazioni. La Cellcom, azienda che lavora per l’Idf e delle colonie dei territori occupati, che ha postato le tappe del tour sardo di un viaggio aziendale: cantine Surrau, isole della Maddalena, Phi Beach Club. Ci sono stati anche loro, ma non sono gli stessi che abbiamo incontrato. Ieri, dopo l’articolo pubblicato dal Fatto sul caso Marche, altra meta scelta per viaggi organizzati dell’Idf, la parziale ammissione riportata dall’Ansa, che cita “fonti informate”: “I soldati dell’Idf in Italia sono tutelati perché considerati obiettivi sensibili”. La vera paura, all’Hilton, è che le sparute manifestazioni si trasformino in qualcosa di più serio. Ce lo conferma la nostra fonte: “Speriamo tutti che non succeda”. Il gruppo americano è già
finito al centro delle proteste dei movimenti Pro Pal. Ieri il Fatto ha provato a chiedere una risposta ufficiale, senza ottenerla.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

PERCHE’ L’OCCUPAZIONE CRESCE SOLO TRA GLI OVER 50

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

IL COMBINATO TRA DEMOGRAFIA E LEGGE FORNERO FA SI’ CHE GLI ULTRA 50ENNI STABILISCANO “RECORD”, MENTRE I GIOVANI CALANO

I posti di lavoro in Italia continuano a salire, ma quasi esclusivamente grazie all’aumento degli occupati con oltre 50 anni di età. Come è possibile? Sembra un’assurdità, ma è così. La crescita cui stiamo assistendo nel nostro mercato del lavoro non è segno dell’età dell’oro di cui parla il governo Meloni, ma prima di tutto la conseguenza di due fattori: quello demografico “trascina” sempre più persone nella fascia over 50; quello previdenziale, l’innalzamento dell’età pensionabile, le trattiene al lavoro. Ogni mese l’Istat mostra un aumento di occupati con incrementi enormi tra gli over 50 mentre nelle fasce più giovani vediamo avanzamenti miseri o persino riduzioni.
Guardiamo i dati di luglio. Su base annuale, gli occupati sono cresciuti di 218 mila. Segno che l’economia è ancora in espansione, come avviene dal 2021, anche se negli ultimi mesi ha rallentato con il Pil che ha segnato -0,1% nel secondo trimestre 2025.
Sempre nell’ultimo anno, gli occupati over 50 sono saliti di 408 mila, mentre nella fascia 35-49 anni sono addirittura scesi di 160 mila. Come è spiegabile? Torniamo ai due fattori, demografico e previdenziale, che agiscono ai due estremi. La popolazione sta invecchiando e ogni mese aumentano gli over 50; quindi sale fisiologicamente il numero di occupati che entrano nella fascia over 50. Questo aumento, però, non sarebbe così grande se non intervenisse anche il fattore all’altro estremo: la salita dell’età pensionabile che blocca l’uscita dei sessantaduenni, sessantatreenni, sessantaquattrenni etc… Se l’età pensionabile fosse più bassa, le maggiori uscite mitigherebbero l’effetto demografico sui dati sul lavoro, con minore crescita tra gli over 50.
Guardiamo ora i 35-49enni. In questa fascia, la popolazione si riduce, perché i neo-trentacinquenni che entrano sono meno dei neo-cinquantenni che escono. Su base annuale, diminuiscono tutte le componenti: -160 mila occupati, meno mille disoccupati e -83 mila inattivi (quelli che non cercano nemmeno un lavoro). In questa fascia, malgrado la sensibile riduzione di occupati, il tasso di occupazione – che è una percentuale – è invece cresciuto dello 0,3%, arrivando al 77,6%. Anche in questa fetta di popolazione agiscono due elementi: la demografia, che fa calare il numero di persone, e la crescita che, seppur lentamente, fa aumentare le assunzioni delle imprese.
Come è possibile, quindi, che il tasso di disoccupazione generale continui comunque a scendere, malgrado la gran parte dell’aumento di occupazione sia dovuto all’innalzamento
dell’età pensionabile che mantiene gli anziani al lavoro? Anche questo è dovuto a una diversa dinamica nelle varie fasce d’età. Premessa: la disoccupazione può diminuire sia per l’aumento dell’occupazione sia per l’aumento dell’inattività. Infatti, se le persone smettono di cercare un posto, diventano inattive e questo fa calare la disoccupazione, ma non è affatto positivo. Nell’ultimo anno, il tasso di inattività degli over 50 è calato di molto (-1,3%), nei 35-49enni è migliorato molto poco (-0,3%), mentre è salito – quindi peggiorato – dello 0,4% nei 25-34enni e dell’1,7% negli under 24. Mentre gli over 50 fanno scendere la disoccupazione grazie all’aumento degli occupati, i gruppi più giovani la fanno calare grazie alla crescita degli inattivi, cioè delle persone che rinunciano a cercare lavoro. Lo conferma Giorgio Alleva, economista ed ex presidente Istat: “Negli ultimi tre mesi – spiega al Fatto – gli occupati sono aumentati significativamente solo per gli over 50, e i disoccupati sono leggermente aumentati in tutte le classi di età. Gli inattivi sono invece molto aumentati tra i giovani (15-24 e 25-34 anni di età), cosa non certo positiva, e diminuiti per le altre classi (35-49 e 50 e oltre)”. Alleva tiene però a specificare che i dati mensili vanno letti con cautela, e che per comprendere la dinamica del mercato del lavoro bisogna “leggere, unitamente a quei dati, su base almeno trimestrale, le ore lavorate e le retribuzioni”.
Ha poco senso vantarsi dei record di occupati in un Paese che da decenni occupa gli ultimi posti nel confronto europeo. Il governo Meloni però insiste nell’enfatizzare i numeri. La crescita c’è, è innegabile, ma è stata trainata dall’edilizia e dai servizi; la§
produzione industriale è invece in calo da due anni. Da quando Meloni siede a Palazzo Chigi, gli occupati sono cresciuti di 1 milione e 147 mila. Nella fascia over 50, sono saliti di 1 milione e 172 mila. Per i motivi appena detti, la crescita di occupati nella popolazione anziana è addirittura superiore all’intera crescita generale. La disoccupazione nella fascia tra 25 e 34 anni è ancora alta, all’8,4%. Con questi dati, un osservatore serio avrebbe ben poco da esultare.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

“BIGLIETTI D’AUGURI” DA PARTE DI KIEV IN LUOGHI PUBBLICI A MOSCA

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

INTELLIGENCE MILITARE KIEV, MOSCA TAPPEZZATA CON ‘NOSTRI AUGURI’

L’agenzia d’intelligence militare ucraina Hur ha “celebrato” il suo 33mo anniversario affiggendo “biglietti d’auguri” da parte di Kiev in luoghi pubblici di Mosca, ha dichiarato una fonte dell’agenzia ai media ucraina.
“La responsabilità è inevitabile”, si legge sui cartelli di cui sono state diffuse le foto. Insieme alla scritta, sui manifesti appare il logo dell’Hur. L’agenzia d’intelligence militare è stata fondata il 7 settembre 1992, poco più di un anno dopo che l’Ucraina aveva dichiarato la propria indipendenza dall’Unione Sovietica.
La fonte spiega che “l’Hur ha celebrato il suo 33mo anniversario inviando un messaggio alla capitale russa. I biglietti d’auguri sono stati esposti in diversi quartieri di Mosca: decorano recinzioni, parchi, fermate dei mezzi pubblici, pali e muri della città”.
“I residenti della capitale della cosiddetta Russia possono ovviamente aspettarsi presto speciali congratulazioni dall’intelligence militare ucraina”, ha aggiunto la fonte dell’Hur ai media di Kiev.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

I SOLDATI ISRAELIANI IN VACANZA IN ITALIA PROTETTI DALLA DIGOS

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

ACCOGLIAMO E PROTEGGIAMO I SOLDATI CHE SPARANO SUI BAMBINI DI GAZA

Gruppi organizzati di militari dell’esercito israeliano (Idf), da diversi mesi vengono regolarmente in vacanza in Italia per effettuare dei periodi di “decompressione”, cioè delle vacanze per recuperare la salute mentale. Una pausa dal servizio militare attivo nella Striscia di Gaza, dove è in corso un genocidio effettuato proprio dall’Idf.
Per tutto il tempo che passano in Italia – le mete emerse finora sono le Marche e la Sardegna – i soldati vengono sempre tutelati da agenti della Digos, perché sono considerati “obiettivi sensibili”. La notizia delle vacanze ha sollevato una protesta politica del Movimento 5 stelle, che ha chiesto di sapere se il governo italiano sia coinvolto.
Alcuni casi singoli erano già stati rivelati negli scorsi mesi. La piattaforma Pressenza a fine giugno aveva riportato la testimonianza di una guida turistica delle Marche, supportata da altre fonti. Si parlava di soldati presentati agli albergatori con nomi di fantasia, di gruppi di militari accompagnati da agenti della Digos presenti in località come Sirolo, le grotte di Frasassi, Porto San Giorgio, Fermo. I fatti risalivano al dicembre del 2024.
Oggi il Fatto quotidiano ha riportato che ci sarebbero stati numerosi viaggi di questo tipo, almeno a partire dal 2024 e proseguiti anche nel 2025. Si tratterebbe di gruppi di poche decine di persone, della cui presenza non vengono informati i sindaci. Le autorità di polizia, però, si attivano: come detto, la Digos si occupa di accompagnare i militari israeliani presenti sul territorio. Non come un servizio di scorta ma in quanto i soldati dell’Idf sono ritenuti “obiettivi sensibili”, a rischio, come ha fatto sapere ad Ansa una fonte informata.Finora si è parlato delle Marche, ma si sono registrati dei casi simili anche in Sardegna. A inizio settembre Sardegna Notizie 24 aveva riportato che ci sarebbe stato un gruppo di un centinaio di militari israeliani in un resort di Santa Teresa Gallura, arrivati con un pacchetto turistico di lusso. La loro presenza aveva suscitato le proteste di attivisti locali. Oggi, l’Unione sarda ha aggiunto che sarebbero sbarcati altri militari all’aeroporto di Olbia.
Interrogazione M5s: “Accogliamo bimbi palestinesi e anche soldati che gli sparano?”
Insomma, sembra che diverse località in Italia vengano usate da
mesi come destinazione per la “decompressione” dei soldati israeliani, che dopo il periodo di riposo tornano in servizio con l’Idf. Si tratta di permessi che vengono concessi dalle forze armate di Tel Aviv, per provare a limitare l’impatto psicologico del genocidio sugli stessi militari che lo commettono.
La domanda che ne è nata, sul piano politico, è se il governo Meloni sia stato in qualche modo coinvolto nell’organizzazione di questi viaggi. “Il Movimento 5 Stelle pretende dal governo immediate spiegazioni su queste presenze: ci sono degli accordi in merito? Il governo italiano che ruolo ha in tutto questo? Organizza? Protegge i militari? Veramente siamo così ipocriti da accogliere nei nostri ospedali i bambini di Gaza feriti e sulle nostre spiagge i soldati israeliani che sparano loro contro?”, ha chiesto la senatrice M5s Alessandra Maiorino, che ha annunciato un’interrogazione in Senato.
Le ha fatto eco la collega Stefania Ascari alla Camera: “Chiediamo di sapere dal governo se conferma la notizia e se tale presenza sia stata preventivamente comunicata e autorizzata dalle autorità italiane e, in caso affermativo, a quale titolo e sulla base di quali accordi bilaterali o multilaterali”. Polemico anche il deputato e coordinatore regionale nelle Marche Giorgio Fede: “Pensavamo che il turismo nelle Marche dovesse essere potenziato con gli stranieri, sì, ma con famiglie e visitatori da tutto il mondo per compensare il calo degli italiani penalizzati dalla crisi economica. Non certo con i militari israeliani troppo stressati dal fatto che, seguendo gli ordini di Netanyahu, stanno compiendo un genocidio”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL DISCORSO DI JULIO VELASCO ALL’ITALIA NELL’ULTIMO TIMEOUT CI SPIEGA PERCHE’ E’ IL MIGLIORE AL MONDO

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

“DECIDETE VOI COSA FARE MA FATELO CONVINTE, COME SAPETE FARE”… LE PAROLE DI JULIO HANNO SCATENATO UN PARZIALE 8-1 CHE HA ANNICHILITO LA TURCHIA

Il discorso di Julio Velasco all’Italvolley campione del mondo è il manifesto del migliore allenatore vi possa essere in circolazione nello sport. Ha saputo toccare le corde giuste al momento giusto. In quel “decidete voi cosa fare ma fatelo convinte, come sapete fare” nell’ultimo time-out decisivo c’è l’essenza del motivatore che uccide il giocatore dentro di sé (per usare un esempio riportato da lui stesso) e dà la carica giusta alla squadra affinché dia tutto in quegli ultimi punti che fanno la storia della pallavolo femminile nazionale.
Nel quinto set ha messo il cuore e la fiducia in mano alle sue ragazza, ha chiesto loro di lanciarlo oltre la rete. E loro lo hanno fatto piazzando una sequenza micidiale di colpi che hanno definitivamente spazzato via la Turchia. “Volevo ragazze autonome e autorevoli e ho un gruppo che ha fatto grandissime cose”, missione compiuta.
Le parole di Velasco che hanno scatenato il parziale di 8-1 nel tie-break
Basta dare un’occhiata ai punteggi raccolti in tabellone: l’Italia, la sua Italia, è passata dal 7-7 nel tie-break al 15-8 finale, lasciando alle avversarie appena un punto, un timido cenno che sì, forse, potevano ancora giocarsela. Pura illusione perché quando Velasco ha detto alla squadra “decidete voi cosa fare ma fatelo convinte, come sapete fare” è stato il segnale che era quello il momento per andarsi a riprendere tutto quanto era mancato in questi 23 anni (nel 2002 c’è stata la prima vittoria mondiale).
La Turchia è crollata, si è arresa allo strapotere delle Azzurre, in grado di mettere a terra (come si dice in gergo) un parziale di 8-1
devastante. Un’azione martellante, scandita dai muri impenetrabili e dagli attacchi altrettanto efficaci.
Il pragmatismo del coach: “Dobbiamo menare, non perdiamo lucidità”
L’arringa nell’ultimo set è stata sicuramente emozionante, quella che rimasta scolpita dentro considerato il frangente della finale, ma c’è un altro momento della partita che pure fotografa bene quanto sia fondamentale la capacità di Velasco di entrare nella testa delle ragazze. Dopo aver vinto il primo set 25-23, nel secondo il coach si è accorto della difficoltà palesata dalla squadra e ha capito subito quale era la pecca, la sbavatura da lavare via senza pensarci due volte su. L’argentino è stato netto e deciso, indicando la strada da seguire senza urtarne la suscettibilità.
E senza fare troppi giri di parole è andato dritto al cuore del problema: “Non dobbiamo fare tanti pallonetti… dobbiamo menare perché se perdiamo lucidità è un casino”.
L’Italia era finita sotto per 15-6 nel secondo, perdendo la frazione per 25-13, ma quella strigliata ha spianato la strada per non lasciarsi a fare, per stare sul pezzo, per continuare a lottare “come sapete”. E vincere.
È stata l’ennesima perla del tecnico argentino che mette in bacheca in terzo mondiale della carriera dopo le Olimpiadi: ne ha conquistati due con la generazione d’oro maschile negli Anni Novanta (in Brasile nel 1990 e in Grecia nel 1994), ha ottenuto il terzo calandosi nel ruolo di Pigmalione di un gruppo dove forza del collettivo e talento delle singole si mescolano e si trasformano. E quel vecchio adagio “si vince di squadra” si conferma leit-motiv anche dell’esperienza iridata (e del trionfo) della Nazionale a Bangkok. Dopo i Giochi, il Mondiale. Chapeau.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

NIENTE E’ MAI STATO COME LE RAGAZZE DELL’ITALVOLLEY, LA MIGLIORE SQUADRA NELLA STORIA DEL NOSTRO SPORT

Settembre 8th, 2025 Riccardo Fucile

ORO OLIMPICO E CAMPIONESSE DEL MONDO, L’ITALIA DI VELASCO VINCE ANCORA… QUAL’E’ IL SEGRETO DI UN GRUPPO CHE HA VINTO 36 PARTITE DI FILA

L’Italvolley femminile di Julio Velasco è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Il successo in finale contro la Turchia (3-2) è arrivato al tie-break, legittimato coi muri nel momento decisivo di una partita vibrante e spettacolare.
Queste atlete della pallavolo italiana, queste grandiose giocatrici, capaci di reggere pressioni enormi e di esaltarsi grazie al loro talento e alla loro forza non sono dei fenomeni, non sono quello che altri prima di loro sono stati. Per loro bisogna trovare un termine nuovo, un termine tutto loro perché forse niente è stato come loro e, vediamo un po’ cosa ci presenta il futuro, forse niente sarà come loro nella storia degli sport di squadra in Italia.
Il “fare squadra” dietro il successo iridato delle Azzurre
In semifinale e finale siamo arrivate così vicine alla sconfitta, l’amica che devi rinnegare direbbe Velasco, la vicina che ti viene a bussare e a volte hai tanta voglia di far entrare, per mettere fine alla sofferenza.
E invece per due volte l’abbiamo ricacciata indietro, abbiamo deciso che non era quello il giorno in cui accettare di essere seconde a qualcuna. L’abbiamo fatto con una capacità di essere squadra impossibile da ripetere e difficile anche da spiegare. Quasi sempre il concetto di “fare squadra” lo si usa per evidenziare la compattezza del gruppo e per la coesione dello stesso in tensione verso l’obiettivo.
Ma il “fare squadra” non include mai la capacità di tutte le atlete di contare tanto in campo. Tutte quelle chiamate in causa invece ci hanno fatto vincere sul serio, non portando le borracce ai fenomeni (ecco che il termine fenomeno è di nuovo da escludere).
Egonu ha giocato ad alti livelli per tutto il torneo
Paola Egonu ha giocato ad alti livelli per tutto il torneo, in questa finale ha deciso il primo set con tre difese consecutive e il terzo con una serie di attacchi magistrali, ma poi con il Brasile in semifinale e nel quinto set della finale è stata Kate Antropova a darci la vittoria, a contare davvero. Alessia Orro è stata come sempre pulita e ordinata nel gioco, a tratti commovente in difesa ma anche Carlotta Cambi, quando Velasco chiamava il doppio cambio, è stata fondamentale, senza quasi mai passaggi a vuoto
Se proprio dobbiamo essere sinceri, Fahr e Danesi hanno giocato al di sotto dei loro livelli, perché i livelli di Fahr e Danesi sono senza eguali. Non ci sono centrali a muro e in attacco come loro. Sarah Fahr si è fatta male prima della semifinale, Anna Danesi ha avuto piccoli problemi cardiaci e legati al caldo nel palazzetto. Con loro al 100% probabilmente avremmo sofferto di meno, questo serve anche per far capire quanto futuro ha di fronte a questa squadra. Ma ovviamente loro sono la squadra, la colonna vertebrale, vincenti anche se non al massimo.
Un’atleta senza futuro in Nazionale sembra essere Monica De Gennaro, il miglior libero al mondo. Perderla sarebbe devastante e speriamo che ci ripensi dopo un giro di pausa. Intanto resta quel “lascio” pronunciato a caldo dopo aver vinto tutto. Per lei le parole servono a poco, uno dovrebbe soltanto guardarla e dirle grazie. Ma anche Eleonora Fersino che entra nel quinto set e fa due difese su Vargas quanto ha contato? Sempre il massimo, perché questa squadra ha vinto con tutte.
Stella Nervini e Gaia Giovannini, al posto della campionessa olimpica Caterina Bosetti e di Alice Degradi, infortunatasi, hanno sfruttato al massimo quello che avevano, difeso e ricevuto benissimo e giocato palle fondamentali per vincere, ancora una volta vincere, tutte insieme, tutte fondamentali.
Myriam Sylla trascinatrice contro la Turchia
Infine Myriam Sylla, l’alteta che dal terzo set in poi in questa finale è stata una scienziata, capace di guidare con l’esempio, la voglia, la tenacia e la bravura le altre. Non si vince
un’Olimpiade, non si vince un Mondiale se non lo si fa tutte insieme, al di là dei fenomeni, anzi battendo i fenomeni.
Le altre squadre avevano sì i fenomeni, il Brasile aveva Gabi, la Turchia aveva Vargas, in questi giorni abbiamo potuto ammirare Madisen Skinner negli USA, Mayu Ishikawa nel Giappone, Tijana Boskovic nella Serbia, Isabelle Haak nella Svezia, questi sono i fenomeni, eppure abbiamo vinto noi perché da sole non si vince, vincono tutte.
Il grande lavoro di Velasco è nella forza del collettivo
Per fare questo, per far capire questo assunto complicatissimo soprattutto nello sport di alto livello a giocatrici che vogliono anche loro il badge di fenomeni appiccicato addosso, ci voleva un uomo e un maestro, il Gran Maestro Julio Velasco.
In pochi mesi ha diffuso l’idea geniale ma per molti tecnici malsana che tutte sono indispensabili, che si vince con un bouquet di fiori profumati, non con gli alberi che svettano e rischiano di accartocciarsi alla prima folata di vento. Una volta detto questo però, poi lo devi far accadere sul campo e Velasco ci è riuscito, scegliendo sempre la soluzione vincente.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

“L’EUROPA DEVE IMPARARE A VIVERE SENZA GLI USA”: IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA, JOSEPH STIGLITZ, INVITA I LEADER EUROPEI A SVEGLIARSI E ARMARSI

Settembre 7th, 2025 Riccardo Fucile

“LA STRADA PER UNA SOVRANITÀ ECONOMICA E POLITICA PASSA PER GLI INVESTIMENTI NELLA DIFESA” … LA BORDATA A URSULA VON DER LEYEN: “CON TRUMP NON SI PUÒ CAPITOLARE. CHI HA RESISTITO, COME LA CINA, HA VISTO IL TYCOON FARE MARCIA INDIETRO. CHI HA CEDUTO, COME HA FATTO L’EUROPA SUI DAZI, DOPO POCHI GIORNI SI È TROVATO DI FRONTE A NUOVE PRETESE. BISOGNA SEMPRE RICORDARE CHE UN ACCORDO CON TRUMP NON VALE LA CARTA SU CUI È SCRITTO: IL SUO È UN MONDO DI FATTO È SENZA LEGGE. TRUMP È IL CAOS”

«L’Europa deve imparare a vivere senza gli Stati Uniti, o almeno a fare sempre meno affidamento su Washington. È la sola strada perché conquisti una vera sovranità economica e politica. Ed è una strada che passa anche da maggiori investimenti sulla difesa».
Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, non usa giri di parole al Forum Teha di Cernobbio. E a fronte delle preoccupazioni di Sergio Mattarella sul ruolo attuale degli Usa e delle Big Tech propone soluzioni drastiche, anche se assai difficili. Del resto, sostiene, «Trump è il caos».
Professor Stiglitz, come si resiste alla nuova amministrazione Usa?
«La lezione è chiara: non si può capitolare. Chi ha resistito, come la Cina, ha visto Trump fare marcia indietro. Chi ha
ceduto, come ha fatto l’Europa sui dazi, dopo pochi giorni si è trovato di fronte a nuove pretese; ad esempio l’abolizione delle tasse digitali.
Bisogna sempre ricordare che un accordo con Trump non vale la carta su cui è scritto: il suo è un mondo di fatto è senza legge, difficile da comprendere per chi è abituato allo stato di diritto».
Ma chi possono essere gli alleati dell’Europa in questo scenario?
«Trump è riuscito ad alienarsi quasi tutti e quindi, in un certo senso, ogni paese può diventare un alleato commerciale. Penso però soprattutto all’iniziativa “Democrazie per sempre” in America Latina, promossa anche dalla Spagna. Quelli sono partner naturali, perché condividono valori di democrazia e diritti umani. Con la Cina si può avere un rapporto commerciale, ma non certo un’alleanza politica».
Pensare a un’apertura commerciale alla Cina evoca subito scenari di invasione sui nostri mercati.
«Certo, perché non è più la Cina della manodopera a basso costo.
Oggi conta più ingegneri di qualsiasi altro Paese e ha un mercato interno enorme.
Esporta auto elettriche e tecnologia non solo grazie ai sussidi, ma grazie alla combinazione di domanda interna e capitale umano. L’Europa deve aggiornare la sua visione: Pechino non è più una fabbrica di prodotti a basso prezzo, ma un forte concorrente tecnologico».
Lei parla di sovranità economica europea da riconquistare: cosa significa?
«Significa smettere di farsi dettare le politiche economiche dagli Stati Uniti. Questo comporta inevitabilmente una revisione dei rapporti commerciali, delle esportazioni e delle importazioni.
L’obiettivo deve essere un’Europa meno dipendente dagli Usa».
Ma è una dipendenza che nasce prima di tutto da questioni strategiche e militari…
«E infatti, allo stesso modo, sul piano militare non potete più contare sulla protezione americana: serve una capacità industriale e di difesa autonoma. La guerra in Ucraina ha reso tutto più urgente.
L’accordo difensivo con Washington non è mai stato realmente tale. Trump non si muove per Kiev, ma intanto permette che l’Europa spenda miliardi per comprare armi americane. E la sua minaccia è di interrompere questo commercio lucroso per gli Usa».
Come valuta lo stato dell’economia americana?
«Non così solido come appare. Negli ultimi tre mesi le nuove assunzioni sono state nulle. Un’economia sana dovrebbe creare 150-200 mila posti di lavoro al mese. La verità è che l’immigrazione, da sempre un motore, oggi è bloccata: molti immigrati hanno paura perfino di uscire di casa».
Chi saranno i vincitori dell’era Trump, al termine del mandato?
«Paradossalmente l’Europa, se saprà cogliere l’occasion
Puntando sulla difesa, sugli investimenti tecnologici, su una maggiore coesione, può rafforzare la propria economia mentre cala la fiducia negli Stati Uniti. La stabilità del vostro continente,
rispetto al caos americano, diventa un vantaggio competitivo anche per attirare investimenti».
(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

MA QUALE TERRORISMO A VITERBO! GLI INVESTIGATORI SEGUONO LA PISTA DELLA FAIDA TRA BANDE RIVALI TURCHE PER SPIEGARE LA PRESENZA IN CITTÀ DEL 22ENNE BARIS KAYA E DEL 25ENNE ABDULLAH ATIK, ARRESTATI MENTRE ALLOGGIAVANO IN UN B&B DEL CENTRO

Settembre 7th, 2025 Riccardo Fucile

UNA DELLE IPOTESI È CHE I DUE FOSSERO NEL CAPOLUOGO DELLA TUSCIA PER UCCIDERE IL BOSS ISMAIL ATIZ

Gli investigatori seguono la pista della faida tra bande rivali turche per spiegare la presenza a Viterbo di Baris Kaya (22 anni) e Abdullah Atik (25 anni), arrestati la sera del 3 settembre mentre alloggiavano in un b&b del centro e trovati in possesso di una pistola Browning calibro 9 e di una mitraglietta d’assalto Tokarev.
Una delle ipotesi al vaglio è che i due fossero arrivati nel capoluogo della Tuscia per uccidere il boss Ismail Atiz, affiliato ai Casperlar, arrestato il 25 agosto scorso sempre a Viterbo.
L’agguato, secondo questa ricostruzione, avrebbe potuto essere messo in atto durante il trasferimento di Atiz in tribunale per la convalida dell’arresto.
Sul fronte opposto della contesa criminale ci sono i Daltonlar, gruppo rivale al quale era legato anche Baris Boyun, catturato un anno fa a Bagnaia. Gli inquirenti non escludono che la presenza dei due giovani turchi sia collegata a un nuovo capitolo di questa guerra per il controllo dei traffici illeciti.
Kaya e Atik sono in carcere a seguito della convalida, entrambi hanno scelto la via del silenzio.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.074)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (525)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2025
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA FURIA DI MATTARELLA IN SEGUITO ALL’INCHIESTA DEL “FATTO QUOTIDIANO” SUL CASO NICOLE MINETTI: LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, CHE HA CONCESSO LA GRAZIA ALL’EX IGIENISTA DENTALE, INVIA UNA LETTERA DI FUOCO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER CHIEDERE “INFORMAZIONI” E CHIARIMENTI (DELLA SERIE: MA CHE CAZZO CI AVETE SOTTOPOSTO? NON AVETE FATTO UNO STRACCIO DI VERIFICA?
    • QUANTE OMBRE SULLA GRAZIA A NICOLE MINETTI. IL BAMBINO GRAZIE AL QUALE MINETTI HA OTTENUTO LA GRAZIA HA UNA MADRE BIOLOGICA IN URUGAY, SCOMPARSA NEL NULLA. L’AVVOCATA CHE DIFENDEVA QUELLA DONNA NON C’È PIÙ: È MORTA CARBONIZZATA INSIEME AL MARITO, ANCHE LUI AVVOCATO, IN CIRCOSTANZE SOSPETTE
    • IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA. SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO
    • SHOW, POLTRONE E POLEMICHE
    • È CACCIA ALL’UOMO CHE, ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE A ROMA, HA SPARATO CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA FERENDO UNA COPPIA CHE INDOSSAVA IL FAZZOLETTO DELL’ANPI
    • “ROMANO LA RUSSA LO CONOSCO BENE, CI ESCO INSIEME A MANGIARE”: L’INTERCETTAZIONE DI GIANCARLO VESTITI, UOMO DEL CLAN SENESE A MILANO, RISALE AL MAGGIO 2020:.VESTITI STAVA PARLANDO AL TELEFONO CON UN AMICO, L’AVVOCATO MARIO MARINO, STORICO ESPONENTE DELLA DESTRA DEL CAPOLUOGO LOMBARDO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA