È CACCIA ALL’UOMO CHE, ALLA MANIFESTAZIONE PER IL 25 APRILE A ROMA, HA SPARATO CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA FERENDO UNA COPPIA CHE INDOSSAVA IL FAZZOLETTO DELL’ANPI
GLI INVESTIGATORI CERCANO NELL’AMBIENTE DELL’ESTREMA DESTRA ROMANA, TRA LE CHAT DEI SUPREMATISTI, IL MONDO CHE RUOTA INTORNO AGLI APPASSIONATI DI SOFTAIR VICINI ALLA “GALASSIA NERA”… L’ATTACCO DI SABATO POMERIGGIO È UN’AZIONE STUDIATA E MIRATA. L’IPOTESI DI UNA SOPRALLUOGO IL GIORNO PRIMA
Si cerca l’uomo con il casco in testa. Il ragazzo ripreso dalle telecamere. Che sapeva
chi colpire, quando e dove. Perché l’attacco di sabato pomeriggio al parco Schuster è un’azione studiata e mirata.
Il 25 aprile a Roma, […] un giovane in sella a uno scooter chiaro, con il casco integrale nero e la giacca militare ha sparato con una pistola ad aria compressa ferendo una coppia che indossava il fazzoletto dell’Anpi.
L’estrema destra romana, le chat dei suprematisti, i forum che si muovono tra web e dark web, il mondo che ruota intorno agli appassionati di softair vicini alla galassia nera: è questo il perimetro su cui si concentra l’indagine. È qui che si cercano tracce, parole, rivendicazioni.
C’è un filmato capace di chiarire cosa sia accaduto sabato pomeriggio intorno alle 4 all’incrocio tra via delle Sette Chiese e l’Ostiense, a pochi metri dal parco dove veniva celebrata la Resistenza.
È il punto in cui Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, 62 anni lei, 65 lui, sono stati colpiti dalla raffica di pallini, bianchi e lucidi. Le ferite sono lievi: una alla spalla per lei, alla gola e alla mano per lui. Ma a essere significativo è il bersaglio. Due persone con i simboli dell’Anpi al collo, isolate in quel momento dalle centinaia di antifascisti in corteo. Un dettaglio che pesa ben più del referto medico.
Per questo motivo l’indagine, per lesioni aggravate, finirà sul tavolo del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, che coordina anche il pool antiterrorismo. Le
telecamere possono dare una risposta. Ce ne sono diverse attorno a una delle quattro basiliche papali romane, San Paolo fuori le mura, che affaccia su parco Schuster. Iniziano su via Ostiense, proseguono davanti ai locali, tra i ristoranti e i chioschi.
Ci sono anche sulle insegne luminose comunali dove due giorni fa scorrevano le immagini delle donne della Resistenza. Le telecamere inquadrano ogni percorso che l’aggressore potrebbe aver percorso. C’è anche un dispositivo di sorveglianza che punta esattamente sul punto in cui sono stati trovati i pallini. Lo ha fatto installare un concessionario per difendersi dai furti:
Che il motociclista con casco integrale abbia aspettato che la festa si svuotasse, individuando due persone riconoscibili dai simboli della resistenza per colpire e andare via. Un gesto emblematico, per questo si cerca in un contesto preciso.
Intanto resta la versione delle vittime, raccolta poco dopo. Raccontano il pranzo, la sosta all’incrocio, gli spari. Lei è iscritta a Sinistra italiana, impegnata tra scuola, cultura e Anpi. Lui è attivo nel sociale, ha la passione per il teatro. Hanno denunciato, poi il silenzio: «Per me il caso è chiuso», dice lui. Per chi indaga è appena cominciato.
(da Repubblica)
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