A FIANCO DI NETANYAHU NE RESTERÀ UNA SOLA, GIORGIA MELONI: ANCHE LA GERMANIA, CHE PER RAGIONI STORICHE (L’OLOCAUSTO) È SEMPRE STATA L’ALLEATO NUMERO UNO DI ISRAELE IN EUROPA, AVVIA IL “PROCESSO” PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO PALESTINESE
DOPO IL FRANCESE MACRON E IL BRITANNICO STARMER, CHE SI SONO GIÀ ESPOSTI, SOLO LA PREMIER ITALIANA RESTA IN SILENZIO SULL’OPZIONE DEI DUE STATI
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha confermato la posizione di Berlino
sul riconoscimento dello Stato palestinese, affermato che “per la Germania esso deve avvenire alla fine di un processo.
Che deve, però, iniziare ora. La Germania non si tirerà indietro di fronte a questo obiettivo. E sarà anche costretta a reagire a passi unilaterali”.
Per Wadephul, la Germania “sarà al fianco di Israele per chiedere che Hamas liberi gli ostaggi e sia disarmata”. A suo avviso Hamas “non deve mai più costituire una minaccia per Israele”.
In secondo luogo “Israele deve intraprendere un’azione immediata, completa e sostenibile per porre rimedio alla situazione catastrofica della Striscia di Gaza”, il ministro ha espressamente sottolineato che il ponte aereo organizzato con la Giordania non può sostituire l’arrivo di aiuti via terra: “gli aiuti possono raggiungere la popolazione in quantità sufficienti solo via terra. Esorto quindi il governo israeliano a consentire alle Nazioni Unite e alle organizzazioni umanitarie internazionali un accesso sicuro e, soprattutto, una distribuzione sicura ed efficace”.
(da agenzie)
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