PANETTA SMONTA I DAZI DI TRUMP: “NON HANNO FRENATO IL COMMERCIO MONDIALE. E L’ONERE RICARE SULL’ECONOMIA USA”
IL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA: “BENE GLI ACCORDI DELL’UE CON INDIA E MERCOSUR”
L’onere dei dazi imposti da Donald Trump sul resto del mondo «finora è ricaduto soprattutto
sull’economia statunitense». A dirlo è Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia. Intervenendo all’Assiom Forex, l’economista ha tirato le somme sull’impatto delle tariffe imposte da Washington nell’ultimo anno, che proprio nelle scorse ore sono state giudicate illegittime dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
L’impatto dei dazi sui flussi mondiali
«Nel complesso, la ricomposizione geografica degli scambi ha attenuato l’impatto delle misure doganali sui volumi commerciali, ma ciò non significa che i dazi siano privi di costi. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi», spiega Panetta. Insomma, i dazi di Trump alla fine si sono ritorti contro la stessa economia americana e non hanno affatto frenato il commercio internazionale. «Nonostante l’introduzione dei dazi – continua il
governatore di Banca d’Italia – nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese».
Dietro questo dato si nascondono due possibili spiegazioni: il «forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale» e la «profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali». Ne è un esempio la contrazione delle importazioni Usa dalla Cina, che hanno fatto registrare un -25%, mentre sono aumentati gli acquisti da Messico, Vietnam e Taiwan. Panetta promuove poi la strategia di diversificazione e apertura di canali alternativi abbracciata dall’Unione europea. «Il commercio internazionale», avverte, va ripensato, visto che il «ritorno all’assetto precedente non è realistico». E proprio per questo motivo Panetta promuove gli accordi di libero scambio siglati dalla Ue con Mercosur e India.
La ricetta di Panetta per la crescita dell’economia italiana
Parlando più nello specifico dell’economia italiana, Panetta ha sottolineato come un modello di crescita «fondato sull’espansione dell’occupazione e dei salari contenuti non è sostenibile», specialmente «alla luce delle tendenze demografiche». Per il governatore della Banca d’Italia, i progressi del Pil degli ultimi anni «non vanno sottovalutati», ma «non sono sufficienti a colmare le carenze strutturali» né a garantire un «ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura». La svolta, insiste Panetta, può arrivare solo da un «deciso aumento della produttività». Senza, avverte il governatore di via Nazionale, «lo sviluppo rischia di arrestarsi».
(da agenzie)
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