“IL FATTO” HA LA “PROVA” CHE SMENTISCE NICOLE MINETTI: NELL’ISTANZA DI GRAZIA PRESENTATA DALL’EX IGIENISTA DENTALE IL BAMBINO ADOTTATO INSIEME AL COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, VENIVA DEFINITO “ABBANDONATO ALLA NASCITA”, MA NON È COSÌ
IL QUOTIDIANO PUBBLICA LA SENTENZA DEL TRIBUNALE URUGUAIANO CHE STABILÌ LA “SEPARAZIONE DEFINITIVA” DEL PICCOLO DALLA FAMIGLIA DI ORIGINE: IL BIMBO NON FU MAI “ABBANDONATO”, MA AFFIDATO ALL’ENTE STATALE “INAU” DALLA MADRE INDIGENTE… LA BATTAGLIA LEGALE FU COMBATTUTA CON ARMI IMPARI: I GENITORI BIOLOGICI VIVEVANO IN MISERIA E NON POTEVANO PERMETTERSI UN AVVOCATO. A RAPPRESENTARE IL MINORE ERA MERCEDES NIETO, MORTA CARBONIZZATA NEL GIUGNO 2024 IN CIRCOSTANZE ANCORA MISTERIOSE
“Separacion Definitiva, adopcion plena y perdida de patria potestad”. Inizia così la Sentencia del 15 febbraio 2023 emessa dal Tribunale di Maldonado. Un documento che il Fatto è ora in grado di mostrare.
Questa sentenza costituisce la prova di quanto abbiamo ricostruito: il bimbo non era affatto “abbandonato alla nascita”, come viene definito nell’istanza di grazia, ma aveva due genitori biologici, poveri e pieni di problemi.
A costoro la patria potestà è stata sottratta a seguito di una causa civile intentata da Nicole Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani, durata più di tre anni.
L’oggetto della causa è l’adozione piena e la perdita della patria potestà per la famiglia naturale.
Le carte ripercorrono la difficile vita del bambino, nato nel dicembre 2017. Nel 2018 non era stato abbandonato in strada, ma affidato all’ente statale Inau come misura estrema e per massimo 45 giorni a causa della madre indigente e della reclusione del padre in carcere. Il testo illustra l’ingresso dei due italiani, presentatisi inizialmente come volontari presso l’ente per l’infanzia Inau.
Anche grazie alle loro ingenti risorse, ottengono a fine 2020 una “licenza” per trasferire il minore nella tenuta la Chacra Gin Tonic a La Barra, dove – secondo le testimonianze raccolte dal Fatto – si svolgevano le feste con “chicas”, anche minorenni. E Minetti avrebbe fatto da “madama” come ad Arcore e a Ibiza.
Il documento mette poi a verbale che il 12 ottobre 2021 la coppia porta il bambino negli Usa, al Boston Children’s Hospital, per sottoporlo a un delicato intervento chirurgico. Anche se la potestà piena arriverà solo nel luglio 2023.
A far vincere questa clamorosa battaglia legale è stata anche la schiacciante disparità di mezzi economici. I genitori biologici vivevano in miseria assoluta, tanto che usufruivano del beneficio dell’ausiliatoria de pobreza. Non potevano permettersi un avvocato. A rappresentare il minore era Mercedes Nieto, trovata carbonizzata nel giugno 2024 in circostanze ancora misteriose per cui si indaga per omicidio.
La giudice elenca i vantaggi che la coppia italiana poteva offrire. Non solo la possibilità di sostenere l’intervento a Boston a loro spese. Il bambino poteva vivere con un tenore di vita altissimo, “frequentare l’International College Punta del Este” e godere di tutti i privilegi che il lusso dei milioni di Minetti e Cipriani potevano permettergli.
Lo scandalo, intanto, ha varcato l’oceano ed è arrivato in Parlamento. La senatrice uruguaiana Graciela Barrera de Novo dichiara al Fatto: “Ho presentato una formale richiesta di informazioni a diversi ministeri in merito alle notizie emerse sull’adozione del bambino. Per una risposta ci vorranno 20 giorni lavorativi”.
Le crepe di questa fiaba si allargano a dismisura: testate locali come La Diaria De Maldonado e FM Gente hanno raccolto testimonianze sull’irregolarità di questa adozione, allargando l’inchiesta al dramma delle adozioni forzate e al licenziamento dell’ex direttore dell’Inau di Maldonado, Daniel Guadalupe.
Si indaga sulle pressioni interne a un ente finito al centro di una bufera per 114 minori morti negli ultimi cinque anni. Una gigantesca “fabbrica di orfani” da cui due milionari hanno pescato, indisturbati, la chiave per ottenere la grazia di Stato.
(da il Fatto Quotidiano)
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