DAL DEGRADO URBANO ALLA PROPAGANDA MAGA: LA METAMORFOSI DI WELCOME TO FAVELAS E I FONDI DEL GOVERNO USA AI RAZZISTI
L’INCONTRO TRA I FONDATORI DELLA PAGINA E UN EMISSARIO DI MUSK: DA QUEL MOMENTO CAMBIA LA LINEA EDITORIALE, MA CHE STRANO…
Il premier spagnolo Pedro Sánchez? Un «criminale». Giorgia Meloni? Una vera leader che «alza la testa». La crisi migratoria a Ceuta? «Sostituzione etnica». C’è una pagina molto seguita su Instagram che da qualche tempo è diventata una sorta di megafono della propaganda trumpiana in Italia.
Si tratta di Welcome to Favelas, nata anni fa per raccogliere video del degrado urbano e oggi evolutasi in qualcosa di diverso. A rivelare la metamorfosi è un articolo firmato da Marco Carta e Giuliano Foschini su Repubblica, che traccia i contorni di un progetto divenuto di fatto una sorta di vetrina delle idee della destra sovranista.
L’asse con la galassia Maga
Secondo la ricostruzione di Repubblica, la mutazione di Welcome to Favelas è iniziata nei primi mesi del 2025, pochi mesi dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Tre giorni dopo l’Inauguration Day, Welcome to Favelas annuncia ai suoi seguaci un incontro con un emissario di Elon Musk. Da quel momento, la linea editoriale vira bruscamente, con la bacheca si riempie di post in difesa del patron di X e di contenuti dedicati al miliardario Peter Thiel. Si arriva persino a promuovere Palantir (il controverso colosso americano dell’analisi dati e della sicurezza) proprio mentre nel nostro Paese si accende il dibattito sul riconoscimento facciale, e si spingono le inserzioni per Polymarket, la piattaforma di scommesse che vede tra i suoi advisor Donald Trump Jr.
Il bando del Dipartimento di Stato Usa
Ma il dettaglio più inquietante svelato da Repubblica risale allo scorso 27 luglio, quando la pagina annuncia di aver partecipato a un bando del Dipartimento di Stato americano. Il progetto – intitolato Developing Civilizational Bonds, Democratic Resilience and Rule of Law in Europe – mette sul piatto fino a 3 milioni di dollari. Una mossa che ha fatto saltare sulla sedia più di un politico europeo, spingendo il cancelliere tedesco Friedrich Merz a lanciare l’allarme sul rischio di pesanti interferenze statunitensi nella politica del Vecchio Continente.
Il mistero dei fondi e le pagine “satellite”
Ma chi c’è dietro il progetto? L’ideatore originario è Massimiliano Zossolo, che partorisce l’idea ai domiciliari, dove era finito dopo un arresto per i violenti scontri degli Indignados a Roma nel 2011. Nel 2014, Zossolo deposita il marchio con altri due soci, ma dal 2016 tutto passa nelle mani di un misterioso residente di Fucecchio (Firenze), Marin Cankja. Il vero enigma, però, è economico: non esiste una società editoriale riconducibile a Welcome to Favelas, non ci sono bilanci e neppure un rendiconto. Sul sito web, la partita iva rimanda a uno studio esterno che avrebbe solo creato la piattaforma. Zossolo, incalzato di recente anche da Report, ha dichiarato di incassare i pochi soldi delle sponsorizzazioni, sostenendo che nel 2025 il volume d’affari è stato «rasente lo zero». Eppure, attorno al marchio Welcome to Favelas gravitano diverse pagine satellite, tra cui Cronaca Italiana, Trash News, Milano Bella da Dio ed Emergenza Baby Gang, che presidiano soprattutto i temi della sicurezza e dell’immigrazione.
(da Dagoreport)
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