VERTICE UE SU CEUTA, LA SOSPENSIONE DEL TRATTATO DI SCHENGEN? ERA SOLO UN GIOCHINO POLITICO, SERVIVA A GIORGIA MELONI PER DISTRARRE GLI ITALIANI SU UN GOVERNO CHE HA IMPOVERITO I CITTADINI
NESSUN MIGRANTE DEI 70MILA ARRIVATI A CEUTA È ENTRATO IN AREA SCHENGEN (L’EXCLAVE SPAGNOLA È TECNICAMENTE EUROPA, MA È SOTTOPOSTA A CONTROLLI AGGIUNTIVI) … IL GOVERNO DI MADRID: “L’ITALIA REVOCHI IL PRIMA POSSIBILE I CONTROLLI” (CHE FANNO SOLO PERDERE TEMPO A POLIZIOTTI E TURISTI)
«Combattere senza tregua il traffico di migranti, potenziare i rimpatri, rafforzare le frontiere dell’Ue, instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e migliorare la capacità di previsione». Sono questi i punti principali condivisi dai ministri dell’Interno dell’Unione europea ed emersi al vertice stroardinario convocato per oggi, martedì 4 agosto, sulla crisi di Ceuta.
Nella videocall, rende noto il Consiglio Ue, «i ministri hanno sottolineato che la comunicazione dovrebbe essere più coordinata e più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione delle informazioni e nelle interferenze dall’estero». L’Unione europea, continua la nota finale, «è unita e pronta a sostenere la Spagna».
Madrid: «70mila migranti già rimpatriati in Marocco»
Il vertice di oggi è servito anzitutto per mettere una pezza sulle crisi diplomatiche scoppiate nei giorni scorsi, a partire dallo scontro tra il governo spagnolo e quello italiano. «Nella videocall è stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale dal 1991, nessuna persona può uscire da Ceuta senza controlli alle frontiere», ha spiegato il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska. Dall’inizio della crisi a Ceuta, ha precisato ancora il rappresentante del governo di Pedro Sánchez, «sono entrati illegalmente 72mila migranti, di cui 70mila hanno fatto rientro in Marocco». E anche dei 2mila migranti ancora a Ceuta, insiste Madrid, nessuno ha raggiunto la Spagna continentale attraversando lo stretto di Gibilterra.
Nella conferenza stampa al termine del vertice, il ministro spagnolo è tornato sulle polemiche tra Madrid e Roma: «Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell’Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Vediamo che succede, se ci sarà un ripensamento. Non c’è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio. Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall’Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni», ha dichiarato il ministro spagnolo, chiedendo all’Italia di «togliere immediatamente i controlli aggiuntivi».
Al termine del vertice, il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, ha riconosciuto che «c’è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo» e ha provato a tranquillizzare i colleghi: «La situazione è sotto controllo, nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e l’area Schengen non è stata colpita».
Significativo anche l’intervento della Francia durante il vertice, che pur senza esporsi troppo ha difeso di fatto la linea del governo spagnolo: «Tutti hanno condannato i tentativi di dividere la Ue di fronte al caso dei migranti di Ceuta», ha dichiarato il ministro degli interni francese Laurent Nunez.
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